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The Banner Saga 2

PC PS4 Xbox One

The Banner Saga 2 – Provato

Non c’è dubbio che The Banner Saga, gioco di ruolo di Stoic Studio, sia stata una delle sorprese piacevoli che ci ha regalato Kickstarter negli scorsi anni. Il gioco si è ritagliato un posticino importante in un angolo del mio cuoricino da vecchio barbuto e brontolone: vuoi per l’affinità con i protagonisti dell’opera, corna escluse (questo è quello che credi tu, ndkeiser), vuoi per una trama scritta magistralmente in grado di catturare l’attenzione di un affamato di giochi di ruolo e storie originali come il sottoscritto. Il titolo d’esordio della giovane software house ha catturato, oltre alla mia, l’attenzione di migliaia di giocatori che stanno trattenendo il respiro da quel lontano gennaio del 2014: il primo capitolo della trilogia finiva difatti proprio sul più bello, mentre decine di domande continuavano a ronzarci in testa in cerca di risposte. Ebbene, l’attesa è finita amici: siamo pronti a lucidare nuovamente l’ascia da guerra.

NELLE PUNTATE PRECEDENTI

Il primo The Banner Saga è stata una delle (piacevoli) sorprese di un paio di anni fa


Che Banner Saga fosse un signor giocone lo si era capito anche solo dal background dell’opera, degno dei migliori romanzi fantasy: in un mondo fortemente legato alla cultura norrena, in cui umani e giganti cornuti chiamati Varl mal si sopportano e si sforzano a condividere le stesse terre, si susseguono uno dietro l’altro catastrofici eventi che fanno presagire un’apocalisse imminente. Il sole, difatti, si è arrestato nel bel mezzo del cielo, mentre un’antica razza di temibili guerrieri di pietra si è risvegliata e ha preso a marciare verso le città umane, razziando e radendo al suolo ogni cosa sul loro cammino. Questi sono solamente alcuni degli eventi che stanno lentamente facendo impazzire gli abitanti della provincia di Rundwall che, disperati, hanno intrapreso un viaggio della speranza in cerca di salvezza e ristoro. Stoic Studio ci ha ricordato che se qualcosa può andare male, sicuramente lo farà: abbiamo gestito lunghe carovane di sopravvissuti, cercando di dividere al meglio le scarse razioni di cibo disponibili; abbiamo compiuto difficili scelte vestendo i panni di novelli capi-fazione, arrivando addirittura a sacrificare amici e fratelli in nome del “male minore”; infine abbiamo alzato asce e scudi per difendere la nostra pelleccia, respingendo sia la minaccia Dredge, sia uomini e Varl in preda al loro ultimo e disperato atto di salvezza. La sofferenza non ha mai fine, e il nostro lungo e tortuoso cammino riprende nel punto esatto in cui l’abbiamo interrotto due anni fa.

LEGGE DI MURPHY

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Salta subito all’occhio l’estrema cura posta da Stoic nella creazione dei campi di battaglia


In questo secondo capitolo il gameplay è rimasto fondamentalmente immutato rispetto al suo predecessore: gestiremo sia la carovana, dettando i tempi di viaggio e rispondendo agli innumerevoli bisogni dei nostri uomini, ricordandoci però che è impossibile accontentare tutti, e combatteremo le svariate minacce che ci sbarreranno la strada cercando di non perdere valorosi membri della comunità. Le regole sono rimaste le stesse: la forza di un elemento corrisponde sia alla sua salute, sia ai danni che è in grado di infliggere in uno scontro; per poter ferire un avversario la propria forza deve essere superiore all’armatura nemica. Null’altro, e incredibilmente un sistema così semplice è capace di regalarci non pochi grattacapi.

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Non mancano ovviamente diverse classi, ognuna dotata di abilità uniche e speciali da sfruttare per ribaltare l’azione sul campo, e in The Banner Saga 2 ne conosciamo immediatamente una nuova, lo Skald – ovvero il bardo vichingo, capace di rinvigorire gli alleati grazie alla propria presenza. Ciò che però salta immediatamente all’occhio è l’estrema cura che Stoic Studio ha dedicato ai campi di battaglia, non più rappresentati da nude griglie su cui far agire le proprie truppe, ma veri e propri quadri in movimento perfettamente integrati con l’ambiente circostante e ricchi di ostacoli e barriere da sfruttare a proprio vantaggio. La storia principale riprende in grande stile, e non vi nego di aver condiviso uno stato d’ansia incredibile con i protagonisti, grazie soprattutto a una scrittura divina, anche se non immediata a causa dei vari slang nordici, e se possibile a una qualità delle illustrazioni addirittura migliore rispetto all’episodio precedente.

Ora dobbiamo solo aspettare il 19 aprile per scoprire – si spera – cosa sta accadendo a Rundwall. Pollice alto.

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  1. Grazie per la video anteprima :)

    Il gioco sembra molto interessante e curato graficamente anche meglio del primo che ho preso in offerta poco tempo fa e devo cmq ancora finire :P

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