Koei Tecmo svela la sua lineup per il Tokyo Game Show 2016

Nioh

PS4

Nioh - Provato

Devo ammettere di aver sottovalutato Nioh. Sin dal suo primo annuncio ho sempre inquadrato il titolo di Team Ninja come un action che punta tutto sulla padronanza di un sistema di combattimento complesso, un sotto-genere cui riconosco l’indubbio valore nel panorama videoludico ma che, nonostante abbia avuto modo di giocare a qualche capitolo della serie Ninja Gaiden, non ho mai approfondito con interesse, più che altro per la mia assoluta incapacità di coordinare i movimenti di più di tre dita contemporaneamente. L’alpha demo di Nioh, pubblicata in questi giorni da Koei Tecmo sul PlayStation Store, mi ha però fatto ricredere: aver avuto la possibilità di provare una piccola anteprima del gioco che sarà mi ha fatto capire quanto mi sbagliassi sul conto di questa esclusiva PS4.

L’ANIMA DEL SAMURAI

Impersonando un sosia dagli occhi a mandorla di Geralt di Rivia ho iniziato a esplorare la prima porzione della demo, scoprendo così di trovarmi di fronte a quello che sembra essere in tutto e per tutto un Dark Souls ambientato nel Giappone feudale. I primi passi nel mondo di Nioh sono spiazzanti e, come prevedibile, la prima morte arriva dopo appena una manciata di secondi. Una volta presa familiarità con i comandi inizio pian piano a scoprire un combat system molto più vario di quelli impiegati da Miyazaki nelle sue opere: ai due attacchi di base, rapido e poco incisivo oppure lento e più potente, si affiancano ben tre posture di combattimento che governano l’intero impianto di combo. Certo, continuo a morire spesso, ma almeno ora riesco a eliminare alcuni banditi prima di soccombere e abbandonare sul terreno il mio spirito guardiano a difesa della preziosissima amrita, l’equivalente delle anime raccolte dal protagonista della serie targata From Software.

Nioh-anteprima

Così come i falò di Dark Souls, anche i santuari di Nioh fungono da punto nevralgico dedicato alla progressione del personaggio

Una volta compresi i meccanismi di base, ho cominciato a prenderci la mano e sono iniziate ad arrivare le prime soddisfazioni, permettendomi così di proseguire nell’avventura senza troppi intoppi. I combattimenti sono rapidi e brutali, e i nemici, anche quelli apparentemente più banali, non perdonano: basta un attimo di esitazione per lasciarci le penne, ritrovarsi all’ultimo santuario visitato e ripercorrere la stessa strada di pochi attimi prima, cercando di prestare più attenzione e non commettere gli stessi errori che hanno portato alla nostra dipartita. Così come i falò di Dark Souls, anche i santuari di Nioh fungono da punto nevralgico dedicato alla progressione del personaggio: l’amrita può essere impiegata per accrescere le caratteristiche di base e plasmare l’eroe secondo il proprio stile. Sulla base delle statistiche potenziate, inoltre, veniamo ricompensati con punti da spendere nei tre diversi alberi delle abilità: samurai, ninjutsu e magia; anche qui si nota un certo grado di profondità, con potenziamenti che sbloccano capacità speciali, nuove mosse per le combo, incantesimi, oppure ricette per bombe, shuriken e altri arnesi tradizionalmente utilizzati dai ninja.

DISINTEGRAZIONE SPIRITUALE

Pur tenendo presente che quanto scritto si riferisce alla demo di un titolo ancora in lavorazione, non si possono non citare alcuni problemi che si spera vengano risolti prima del completamento dello sviluppo. Ciò che desta maggiori perplessità è la gestione della stamina del personaggio (o ki, come viene chiamata in Nioh): una volta esaurita l’energia, magari perché sono stati sferrati troppi colpi o perché un attacco avversario ha attraversato la nostra difesa sfiancando il protagonista, l’eroe resta fermo per una manciata di secondi prestando il fianco all’offensiva nemica, un assalto che nella maggior parte dei casi si risolve con la morte. Questo costringe il giocatore a effettuare frequenti attacchi mordi e fuggi, piuttosto che affrontare a muso duro le minacce; un approccio che può anche essere calzante nel caso sia stata scelta la strada del ninja, ma che nei panni di un samurai armato di tutto punto risulta poco pratica, oltre che incoerente.

Nioh-anteprima

Nioh ha tutte le carte in regola per seguire le orme delle opere di Miyazaki

Fa storcere il naso anche la presenza di un fattore come la durabilità dell’equipaggiamento, un aspetto che forza inutilmente a cambiare armi e armature per non rischiare che queste si disintegrino proprio nel momento più inopportuno. Tra l’altro fa sorridere che i nemici tornino sempre in vita ogniqualvolta si visita un santuario, resettando immediatamente l’intero mondo, mentre gli oggetti del giocatore si deteriorino di continuo: l’unica conseguenza è l’aumento di frustrazione derivante da una meccanica di gameplay tutto sommato inutile in un gioco che obbliga il giocatore ad affrontare di volta in volta le medesime minacce, il tutto mentre i mezzi a sua disposizione si riducono di continuo.

AZIONE CINEMATOGRAFICA

Tra le feature presenti nella demo bisogna citare l’opzione per scegliere il livello di dettaglio grafico. Trattandosi di un action RPG in cui la velocità di reazione può fare la differenza, sarebbe lecito aspettarsi un frame rate quanto più vicino possibile ai sessanta fotogrammi al secondo, non a caso si possono modificare le impostazioni grafiche affinché la frequenza di aggiornamento sia elevata e relativamente stabile: il risultato è una riduzione della risoluzione, che scende da 1080p a 900p, al fine di guadagnare i già citati e fatidici 60 fps. Chi invece vuole godersi un’esperienza più cinematografica può sempre decidere di mantenere il formato Full HD, con un conseguente calo drastico del frame rate, in questo caso decisamente instabile ma comunque vicino ai trenta fotogrammi al secondo.

Tirando le somme, dopo aver portato a termine questa alpha demo devo ammettere di essermi fatto un’idea piuttosto positiva di Nioh. Al netto di alcune scelte di game design opinabili, che spero vengano modificate una volta che Team Ninja avrà ricevuto il feedback dei giocatori, questo Dark Souls in salsa samurai ha tutte le carte in regola per seguire le orme delle opere di Miyazaki e portare con sé qualche meccanica in grado di aggiungere valore e profondità a una formula sì collaudata, ma che forse col tempo è diventata un po’ stagnante.

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