Xbox annuncia i bundle di Battlefield 1 per Xbox One S

Battlefield 1

PC PS4 Xbox One

Battlefield 1 – Provato

In occasione della breve prova di Battlefield 1 ho trovato ancora più controversa la politica delle pubblicazioni ravvicinate scelta da EA per due dei suoi pezzi da novanta. Un confronto fin troppo serrato con Titanfall 2, che ha assunto ancora meno senso di fronte alle qualità del nuovo gioco di DICE, a cui basterebbe una campagna buona o anche solo discreta per farsi strada a baionettate nei denti. Personalmente, con un minimo (ma propria poca) di malizia, credo che l’obiettivo sia unire le forze, fare massa comune contro il nuovo Call of Duty che, a dispetto dei chiacchierati dislike sui trailer, può sempre accaparrarsi il grosso della torta e ridersela sul trono.

Un atteggiamento che mi fa pure temere un pochetto sulla sostanza delle campagne, motivo per cui, anche a livello di mera comunicazione, una strategia meno stretta e più fiduciosa mi sarebbe sembrata senz’altro migliore, oltre che più credibile e convinta. D’altra parte, DICE ha dimostrato coraggio e intraprendenza già dalla scelta della nuova ambientazione, letteralmente esplosa davanti ai nostri occhi nelle prove dell’EA Play di Los Angeles.

CARRISTI E PILOTI

Prima di scendere nel merito del gameplay, vale la pena di riassumere rapidamente le classi e l’identità generale del titolo che mi sono trovato davanti.

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piloti d’aereo e carristi potranno servirsi dei mezzi in forma esclusiva

Per i ruoli giocabili posso procedere a grande velocità, nel senso che assalto, supporto e scout corrispondono a caratteristiche palesi per tutti gli shooter multiplayer, a parte la maggiore preparazione anti-carro degli assaltatori; il medico, invece, è una specie di “aggiustatutto” che non si limita a curare gli alleati, ma può altresì intervenire sulle riparazioni dei veicoli, diventando ancora più centrale per qualsiasi team che aneli davvero alla vittoria. Discorso a parte per l’introduzione di piloti d’aereo e carristi, ovvero quei ruoli che potranno servirsi dei mezzi in forma esclusiva: ciò, presumibilmente, spingerà i giocatori a specializzarsi spesso in due classi, ovvero in una di quelle canoniche e in una per i veicoli/velivoli, e comunque saranno pochi gli utenti immuni al carisma di biplani o primordiali (e affascinanti, quasi zoomorfi, a livello di design) carri armati.

Per lo stesso motivo, prima di sbilanciarmi, voglio verificare le attese per accedere alle singole classi, e dunque il livello di fruibilità delle stesse, insieme a tutte le altre caratteristiche online che dovranno essere valutate a più tappe, nella prossima alpha e, ancor meglio, nel gioco finito. Battlefield 1 torna al poderoso limite di 64 giocatori simultanei, dopo la maggiore timidezza di Battlefront, ed è bene accogliere la cosa con un miscuglio di giubilo e doverosa prudenza.

TESTA BASSA E NERVI SALDI

Naturalmente, qualsiasi elemento descritto va declinato nel fascino “apocalittico” della Grande Guerra, nella sciagurata sperimentazione di nuove armi, mezzi e dei primi strumenti di distruzione di massa, non a caso d’ispirazione – insieme alle grigie trincee e al massacro di un numero di soldati imparagonabile al passato – per tanta moderna fantascienza distopica.

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per quel che mi riguarda, Battlefield 1 è un titolo di gustosissima retro-fantascienza

Nel caso della prova, il quadro si è posto in perfetto equilibrio tra densa atmosfera e spettacolo muscolare del Frostbite: il villaggio a nord della Francia e le campagne limitrofe non corrispondevano all’idea iconica della Prima Guerra Mondiale, almeno non di primo acchito, ma ottenevano pian piano lo stesso risultato “sporcando” i colori accesi con la furia stessa della guerra, con le bombe che scavano grosse buche nel terreno, con un livello di distruttibilità delle strutture ancora più impressionante e con i nuovi cambiamenti dinamici delle condizioni meteo, per cui la vivacità dei toni può sempre mutare in un cielo plumbeo da giorno del giudizio.

Una piccola parentesi va spesa sulle trincee che, anche in questo caso, non evocavano l’immagine classica della IWW, con il lento e sanguinosissimo avanzare della fanteria che ci aspettiamo – e sicuramente avremo, da quel che si è visto – in altre mappe di Battlefield 1. Tuttavia, lo scopo di fornire copertura e allo stesso tempo un corridoio di scorrimento verso le zone di interesse, insieme alla percezione che gli aerei hanno di queste “ferite” sul terreno, sembrano costruire una precisa identità d’azione, specie quando nelle strettoie si creano furibondi scontri con granate, lanciafiamme, avveniristiche mitragliette (in realtà rarissime nella Grande Guerra, talvolta pochi prototipi in mano a truppe scelte) e duelli alla baionetta, sanguinosissimi e brutali come è lecito aspettarsi da un simile scenario.

COLOSSI DELLA GRANDE GUERRA

Ho potuto mettere le mani su un carro armato (Renault FT-17) di piccole dimensioni, ben sapendo che ce ne saranno di medi e grandi (rispettivamente Mark V e A7V, almeno in questa mappa, con equipaggi sempre più nutriti), e che per lo stesso motivo la sensazione di maneggevolezza finanche eccessiva avvertita sul tank potrebbe venir meno in altri casi; tuttavia, una questione di tempo mi ha portato a cercare, e infine trovare, verso la fine della prova, un’esperienza diretta con i colossali dirigibili, giustamente sbandierati in termini di fascino, ma non per forza vincenti nel gameplay.

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i dirigibili sono presentati come “Behemoth” capaci di fare da ago della bilancia

Per quel che mi riguarda, ne sono uscito più che soddisfatto: questi mostri del cielo possono risultare di grandissima efficacia in fase di supporto, grazie a potenti armi a lunga gittata, ma allo stesso tempo la loro lentezza e resistenza (elevata, ma non certo infinita) andranno valutate con attenzione, considerate le conseguenze che lo schianto di un dirigibile può portare sulla mappa. In questo senso, la continuità con il concetto di “levolution” introdotto da Battlefield 4 è evidente, per il risultato pratico di cambiare le caratteristiche di una zona dello scenario – con l’enorme rottame del velivolo, in questo caso, in cui nascondersi o organizzare imboscate – ma in una gestione molto più attiva e potenzialmente strategica da parte del giocatore, sia in attacco che in difesa, a seconda del punto di impatto del bestione. E va ricordato, prima di chiudere, che proprio i dirigibili non rappresentano un caso unico, e che anzi fanno parte di una serie di giganteschi mezzi – presentati come “Behemoth” – capaci di fare da ago della bilancia, oppure risultare quasi totalmente inutili nel caso di piloti inetti.

Quelle che non mancheranno mai saranno le conseguenze visive e morfologiche sul terreno, affiancate al continuo sbriciolamento dei tetti, dei solai e delle mura a colpi di cannoni o di precise bombe rilasciate – talvolta a mano – dai movimentatissimi cieli.

Ho trattenuto fino in fondo un piccolo rant sulle armi melee, così giustamente sbandierate nei trailer e tuttavia poco utili nella mappa specifica. In questo senso, credo che solo modalità diverse, con piccole variazioni o anche robuste novità al tradizionale Conquest, possano consentire un uso davvero efficace di questa caratteristica, veicolando gli scontri verso palette acuminate in mezzo alle scapole e vere mazzate in faccia. Se violenza e brutalità non possono mancare tra le trincee della IWW, non può mancare nemmeno la loro rappresentazione più estrema, magari propiziata dal numero di munizioni o dalla scarsa e malsana visibilità in mezzo alle nubi di gas. E non prendetemi per un guerrafondaio: per quel che mi riguarda, Battlefield 1 è un titolo di gustosissima retro-fantascienza.

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