Ride 2 trailer lancio

Ride 2

PC PS4 Xbox One

Ride 2 – Provato

La pipeline produttiva di Milestone è impressionante, e la quasi “eccessiva” prolificità dello studio italiano rappresenta sia un pregio che un limite per i suoi titoli motoristici. Se la sindrome del “vorrei ma non posso”, in alcuni casi, ci ha lasciato con l’amaro in bocca, bisogna anche ammettere che il modo di far quadrare il cerchio portando avanti la ricerca e la produzione in maniera modulare fa sì che, una volta trovate le giuste soluzioni, ne beneficino diverse IP all’unisono. È il caso di Ride, titolo uscito 18 mesi fa che ha avuto il pregio di inaugurare un nuovo ciclo di giochi a due ruote che ha portato a risultati ottimi con MXGP e Valentino Rossi The Game. È da Ride, infatti, che il motore fisico ha fatto decisivi passi avanti per garantire un feeling di guida che possa essere più coinvolgente possibile.


Per Milestone il dover ricreare oltre cento modelli di modo in maniera tale da restituirne le differenze e le sfumature è stato un investimento in termini di know-how e ha permesso, nell’immediato futuro, di gestire al meglio le nuance differenti anche in contesti competitivamente più omogenei come MX e MotoGP. Il problema di Ride che, personalmente, a me piacque poco – ma che, per esempio, Ivan apprezzò – fu la struttura degli eventi della carriera, che a un certo punto penalizzava troppo le abilità del pilota a scapito delle prestazioni della moto che finivano per determinare in maniera abbastanza inequivocabile i risultati della gara. Insomma, la tipica sindrome da Gran Turismo dove non c’è verso di battere la moto che, tecnicamente, è la migliore del lotto.

SI CORRE IL DOPPIO

Con 58 tracciati, più di 230 motociclette di 20 costruttori, l’introduzione di Supermoto e Supermotard, oltre 1200 pezzi con cui personalizzare le moto e oltre 800 accessori per il pilota, Ride 2 arriverà il 7 ottobre nei negozi con il doppio dei contenuti del primo capitolo. Un aggiornamento importante che, però, non sarebbe nulla senza la concretizzazione sull’asfalto dei tanti buoni propositi di completezza.

Ride 2 immagine PC PS4 Xbox One 03

È da Ride che il motore fisico ha fatto decisivi passi avanti

Come ci ha insegnato il titolo dedicato al Dottore di Tavullia, il motore grafico di Milestone è arrivato a un punto tale che, pur senza brillare e soffrendo un pochino, riesce comunque a portare a casa un risultato gradevole. Rispetto al passato, si fa preferire anche la fisica, molto più coerente in uscita di curva, grazie a una rinnovata agilità delle motociclette nei cambi di direzione che arriva proprio dall’ultimo titolo della MotoGP.

In generale, come da tradizione della software house meneghina, l’intero know-how di quella che è stata la migliore produzione degli ultimi anni è palesemente confluito nell’ambizioso progetto che sposa le anime da racing e da turismo del motociclismo. A rendere migliore l’esperienza ci pensa anche un sonoro coinvolgente grazie a campionature decisamente più accurate e una generale agilità dell’intero gioco che viaggia sereno con caricamenti meno pesanti che in passato. Anche su strada il feeling è migliorato, e nella manciata di gare che ho disputato mi è stato più facile entrare in empatia con il mezzo e strappare tempi interessanti.

SVERNICIARE

Una volta trovato l’equilibrio giusto, poi, c’è effettivamente l’imbarazzo della scelta riguardo le cose da fare e i posti dove correre: su tutti spiccano Macau (Cina), uno dei circuiti cittadini più adrenalinici del mondo grazie alle strettoie e ai campi di direzione impegnativi, oltre che il mai troppo conosciuto Nürburgring.

Ride 2 immagine PC PS4 Xbox One 02

l’AI limita la follia omicida dei piloti avversari

Ho avuto modo di provare Macau e mi sono divertito molto fra le sue strettoie e i continui saliscendi con un vecchio CBR Honda, ma in generale il track design di Ride 2, almeno alla prima impressione, mi è sembrato più che buono. Ad arricchire una già nutrita rosa dei tracciati disponibili, è bene ricordare che esistono, analogamente a Forza Motorsport, alcune versioni delle piste in versione bagnata, con una pioggia che trasforma la più placida delle scampagnate in un vero incubo.

Apparentemente buone le notizie per ciò che concerne l’AI, che limita la follia omicida dei piloti avversari: questi non cercano più di andare forti, anche a costo di prenderci in pieno, il che ci consegna gare divertenti e appaganti, soprattutto ai livelli alti. Fra le cose migliori, inoltre, va annoverata la visuale dall’interno mutuata sempre da VR The Game, che sulle moto stradali è davvero tanta roba.

Resta da capire se tutti questi elementi presi in prestito da vari titoli precedenti, amalgamati e ottimizzati, riusciranno a creare un unicum appassionante non solo per chi ama il “bike-porn” e il concetto di moto da turismo, ma anche e soprattutto dai tanti appassionati che vogliono correre e cercano in Ride 2 quel sim-cade motociclistico a tutto tondo che manca dai tempi di Tourist Trophy.

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