Gwent immagine PC PS4 Xbox One 04

Gwent

PC PS4 Xbox One

Gwent – Provato

Ammetto, senza alcuna vergogna, di aver passato un sacco di ore a giocare a Gwent in The Witcher 3, forse più che con la spada in mano. La meccanica semplice e il fatto di trovarmi a tu per tu con un gioco di carte collezionabili all’interno del mondo sconfinato ideato da CD Projekt Red, mi ha proiettato in un universo ultra-competitivo che, spesso, ho preferito allo scontro a singolar tenzone. Non mi sono mai tirato indietro di fronte a una sfida a Gwent e, modestamente, ho fatto il mazzo (è proprio il caso di dirlo) a diversi avversari.


The Witcher 3, da questo punto di vista, offriva una certa varietà e riusciva a dotare il Gwent di una certa epica, rendendo la collezione stessa un’avventura imperdibile. Per quanto adorassi passare il tempo col naso all’ingiù per studiare la mossa successiva, alcune limitazioni del minigame erano francamente difficili da difendere. Il gioco di carte realizzato dal team polacco aveva regole semplici che poco si adattavano a scontri più tattici e che, spesso, trasformavano il tutto in una gara a chi aveva il maggior numero di carte rare nel mazzo. Questo smorzava un po’ l’entusiasmo per un titolo che, nelle fasi più avanzate, purtroppo finiva per rendere le partite molto simili l’una all’altra. Eppure il fascino del Gwent non ha colpito solo il sottoscritto ma ha profondamente appassionato la comunità dei giocatori, conquistando un posto sempre più importante nei loro cuori. Proprio per questo motivo i miei polacchi preferiti hanno deciso di realizzarne una versione stand alone.

CREDERE NEL CUORE DELLE CARTE

Con Gwent CD Projekt Red imbocca una strada battuta in precedenza dallo storico Magic The Gathering e dal fenomeno devastante di Hearthstone, il GCC ambientato nell’universo di Warcraft. Si tratta, ovviamente, di franchise immensamente più noti di quello legato allo strigo.

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il gioco di carte è stato ridisegnato completamente

Proprio per via di questo debito di fama, i polacchi sembrano aver fatto un lavoro addirittura più certosino del solito: il gioco di carte è stato ridisegnato completamente, gode di un’interfaccia più chiara e di tutta una serie di abilità che lo rendono molto più complesso. Non solo, perché la modalità single player si conferma più corposa che mai: ci sarà una vera storyline che vedrà coinvolti i personaggi principali del mondo di The Witcher come Geralt e Yennefer. In questa modalità, il Gwent va incontro a un vero e proprio cambio di filosofia: non più l’innocente passatempo con cui ci si rilassava tra una battaglia e l’altra, ma un sostituto dei duelli. Diventa quindi di fondamentale importanza la costruzione di un mazzo che, a questo punto, rappresenta il vero e proprio esercito a disposizione del nostro personaggio.

Nella prova del single player che ho avuto modo di vedere durante la fiera, Geralt si muoveva in una mappa in tre dimensioni che sembrava uscita da una delle illustrazioni di The Witcher 3 e il giocatore era chiamato a compiere delle scelte in base alle quali veniva premiato con nuove carte da gioco. A quanto ci è stato detto, queste scelte incidevano anche in maniera piuttosto significativa sullo svolgersi degli eventi del gioco, ricalcando così il sistema che ha reso famosa la saga principale.

SUL CAMPO DI GIOCO

Carte in mano, il titolo è in grado di intrigare anche chi, come me, ha trascorso intere giornate a giocare a Gwent su The Witcher 3. L’interfaccia, come dicevo, è stata ridisegnata per essere più chiara e, pur seguendo le regole dettate alla precedente incarnazione, il gioco è decisamente più complesso.

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la sinergia tra le varie carte del deck assume un ruolo principale

In questa iterazione di Gwent, la sinergia tra le varie carte del deck assume un ruolo principale e la creazione di combo è la vera chiave per portare a casa un successo. Durante la prova, nella quale ho devastato il povero collega tedesco che mi aveva sfidato, e che se ne è tornato a casa con diverse “escoriazioni” e l’entusiasmo sotto le scarpe, ho avuto modo di provare il beneamato deck dell’Impero temeriano e quello delle Isole Skellige.

I cambiamenti al gioco riguardano anche la trasformazione dei poteri legati al comandante e, soprattutto, la volontà di eliminare completamente la presenza di carte prive di abilità. Se da una parte questo ha portato a un parco carte decisamente più interessante, d’altro canto ha smorzato quella semplicità che era l’anima del “piccolo” Gwent giocato in The Witcher 3, sacrificando il ritmo di gioco che ora è più compassato e riflessivo.

Proprio perché le mie aspettative sono alte, preferisco non sbilanciarmi troppo nel giudicare ciò che ho visto. Mi è piaciuto tutto, specialmente le promesse legate alla modalità single player, ma allo stesso tempo ho avvertito una pesantezza legata alla maggiore verbosità di alcune carte. Ho sempre amato il minigioco Gwent perché immediato e punitivo come un duello vero, e questa incarnazione, se vogliamo più colta, si è giustamente mossa in direzione di una evoluzione necessaria.

A questo punto sarà utilissima la fase di bilanciamento che arriverà con la beta chiusa, disponibile prossimamente su PC e Xbox One e, successivamente, su PlayStation 4. Gwent sarà distribuito in modalità free to play e conterrà, ovviamente, elementi che sarà possibile acquistare con danaro sonante. Incrociamo le dita e prepariamo i nostri migliori deck.

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