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Divinity: Original Sin 2

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Divinity: Original Sin 2 – Anteprima

Dopo aver mostrato al mondo intero che non bisogna mai smettere di credere ai propri sogni, grazie alla vittoriosa campagna Kickstarter che ha portato sui nostri schermi Original Sin nel 2014, Swen Vincke e la sua Larian Studios sono pronti a fare il bis con il seguito di uno dei giochi di ruolo più originali, e al contempo vecchia scuola, degli ultimi anni. Noi, ovviamente, siamo già in brodo di giuggiole.

C’ERA UNA VOLTA

Più di mille anni son passati da quando abbiamo vestito i panni di un Source Hunter alla ricerca di una misteriosa fonte di potere proibito, e le cose a Rivellon sono decisamente cambiate: il Divino, messia giunto per salvare il regno dai demoni del caos, è ormai deceduto, e il Vuoto sta lentamente conquistando ogni territorio.

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il Vuoto sta conquistando ogni territorio

L’origine di tale male sembra da attribuire ai Sourcerer, potenti incantatori che attingono alla suddetta fonte di potere, e a guidare la crociata atta a distruggere tale minaccia troviamo addirittura il Magistero dell’Ordine Divino, guidato dal Vescovo Alexandar l’Innocente. Il giocatore, nemmeno a dirlo, vestirà i panni dell’ultimo Sourcerer, in perenne fuga dall’Ordine che mira alla sua “purificazione” e costantemente braccato dalle creature del Vuoto che trovano la loro forza in una terra ormai rimasta senza Dio.

ELFI CANNIBALI

Per un titolo come Original Sin cadere in un mero “more of the same” sarebbe sin troppo facile: basterebbe, senza scherzare, una nuova trama da seguire per tenere nuovamente attaccati allo schermo migliaia di felici giocatori, eppure Larian raramente si accontenta, e a tutto quello splendore su cui abbiamo messo le mani un paio d’anni or sono si aggiunge una miriade di nuovi contenuti in grado di far commuovere gli amanti del gioco di ruolo.

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ora possiamo creare elfi, nani, lucertoloni antropomorfi e non morti

L’aria di novità si respira a partire dalla creazione del personaggio: se in passato, difatti, ci era possibile vestire i panni di un solito umano, ora potremo creare elfi, nani, lucertoloni antropomorfi e non morti. Ovviamente non si tratta di meri feticci estetici, e a seconda della scelta compiuta avremo a che fare con abilità diversissime, come ad esempio la capacità degli elfi di accedere a memorie altrui mangiandone la carne (!). Non saranno presenti vere e proprie classi, bensì dei “consigli” su come creare il proprio avatar: talenti, capacità e statistiche del personaggio sono liberamente modificabili, dando libero sfogo alla nostra voglia di sperimentare.

Diamo anche il benvenuto a un “Tag system” che modificherà radicalmente i dialoghi che affronteremo durante l’avventura: la storia del nostro personaggio, il sesso, la razza, la professione e addirittura le scelte compiute durante le nostre peripezie modificheranno l’elenco di voci selezionabili durante una discussione. È comunque possibile scegliere come protagonista uno dei tanti personaggi già esistenti (per il momento quattro, ma aumenteranno nei prossimi mesi), in modo da gustarci senza troppi grattacapi anche la sua storia personale e gettarci subito all’avventura senza rimanere troppo tempo sulla finestra di creazione. Non temete, troveremo comunque tali individui a zonzo per le terre di Rivellon, così da non perderci per strada nemmeno una side-quest.

Infine, prima di dare vita al nostro alter ego digitale, abbiamo l’opportunità di scegliere uno strumento musicale preferito tra violoncello, liuto, flauto e una specie di arpa: tale scelta modificherà la colonna sonora del titolo, accompagnandoci attraverso eventi importanti e i combattimenti più salienti. Estasiati? Spero di sì, anche perché non abbiamo ancora cominciato a giocare.

LIBERI LIBERI SENZA FILI

Ho visto poco, anzi pochissimo, di questo Original Sin 2, eppure le possibilità offerte al giocatore erano talmente tante da lasciarmi a bocca aperta: decine di passaggi segreti, chicche nascoste e vie secondarie permettono, a chi ha voglia, di esplorare a fondo ogni piccolo centimetro dell’area, di scoprire tesori e incontrare NPC disposti a fornire importanti informazioni e a commerciare.

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Se “libertà” era uno dei punti forti del primo capitolo, oggi grazie al nuovo Divinity Engine 3.0 e alla sua nuova gestione della fisica – migliorata sopratutto per quanto riguarda gli ambienti acquatici – l’unico nostro limite sarà l’immaginazione: per aprire una porta possiamo trovarne la chiave, distruggerla con una bella esplosione, oppure, perché no, teletrasportarci con un incantesimo. E questi sono solo un paio di esempi.

Original Sin 2 sarà giocabile da quattro persone contemporaneamente

Ciò che mi ha positivamente colpito, però, è il modo in cui possiamo interagire con l’ambiente attorno a noi, anche e soprattutto durante i combattimenti a turni: far crescere radici sotto i piedi di un nemico, per poi avvelenarle, infuocarle e infine spegnerle con una bella pioggia torrenziale – che congeleremo con una folata di vento ghiacciato – è pratica all’ordine del giorno. Annoiarsi è letteralmente impossibile davanti a quello che potrebbe essere il frutto di una notte d’amore tra Magicka e Baldur’s Gate. Se poi alle tante variabili uniamo anche una quantità spropositata di oggetti, con cui è possibile costruire armi e gingilli vari, e la possibilità di spostare a piacimento botti, barili e ostacoli sul campo di battaglia (preparando agguati degni del miglior stratega bellico), la magia è bella che servita.

FOUR IS MEGL CHE TWO

Noi, però, non ci accontentiamo mai, ed ecco così spuntare altre succose novità: Original Sin 2 sarà giocabile da quattro persone contemporaneamente, in una campagna sia cooperativa che competitiva, e offrirà anche una modalità PvP in cui due squadre se le daranno di santa ragione in un’arena irta di pericoli e tesori; infine, oltre alla modalità classica, perfetta per gli amanti del gioco di ruolo vecchia scuola, e a una modalità più semplice per chi preferisce focalizzarsi sulla trama invece che sui combattimenti, nei prossimi mesi compariranno anche le modalità Tactician e Honour, di cui però ancora non si sa nulla.

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prima di sbilanciarci, dobbiamo scoprire qualcosa di più sulla trama

Per il momento l’opera Larian pare brillare sotto ogni punto di vista, ma prima di sbilanciarci sull’effettiva qualità di un titolo così imponente dobbiamo scoprire qualcosa di più sulla trama, decisamente fondamentale per un buon gioco di ruolo. Io, del resto, ho già la bava alla bocca: in vent’anni di storia, la software house belga ha dimostrato di saper partorire titoli meravigliosi, innovativi e, al contempo, estremamente rispettosi verso quei capolavori del passato che albergano nei nostri cuori, primo tra tutti quell’Ultima VII che è stato di profonda ispirazione per il primo Original Sin. Aspettiamo con ansia il 15 settembre, data in cui vedremo comparire questo nuovo capitolo di Divinity in Early Access su Steam. Io, nel dubbio, annullo qualsiasi appuntamento per potermi chiudere in casa da bravo rinnegato sociale.

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