World of Final Fantasy trailer tgs 2016

World of Final Fantasy

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World of Final Fantasy – Provato

Un sacco di videogiochi si presentano agli occhi del mondo con fuochi artificiali e luci stroboscopiche, salvo perdere di appeal durante l’impervio viaggio che porta allo scaffale. Ogni tanto, però, accade che l’hype giri al contrario, come nel qui presente World of Final Fantasy, uno spin-off che all’annuncio causò ben più di un sopracciglio inarcato in molti appassionati, ma che sta virando decisamente la rotta man mano che si fa prossima la data di pubblicazione, prevista al momento per il 28 ottobre prossimo. Il perché lo potete evincere dalle prossime parole che scriverò, frutto di una prova sul campo di un’oretta o poco più, grazie a una sessione organizzata da Koch Media presso la sua sede milanese.

L’ABITO NON FA IL MONACO, MA AIUTA

DI base World of Final Fantasy getta nel mixer una porzione dei prodromi della serie storica e la shakera violentemente con la struttura di un Pokémon a caso (o di un Ni No Kuni, o di un qualsiasi altro videogioco che preveda la cattura di mostriciattoli e il loro uso in battaglia). Tuttavia, dipingere il prossimo J-RPG di Square Enix come un mischione rischia di non rendere giustizia al lavoro dei sviluppatori, visto che gli elementi che coglie qua e là vengono messi al servizio di un sistema di combattimento assai profondo, forse persino troppo rispetto all’idea malsana che i videogiocatori si sono fatti di World of Final Fantasy, ingiustamente percepito come una sorta di fratellino povero di Final Fantasy XV, e che punta tutte le sue fiches sul suo essere puccettoso e spiccatamente “eye candy”.

world of final fantasy data uscita

World of Final Fantasy sbatte in faccia al giocatore una direzione artistica ammiccante e seducente

Certo, la prima cosa che salta all’occhio è proprio la chiarissima direzione artistica, che non nasconde in alcun modo la voglia da un lato di ispirarsi ad altri figlioli della scuderia Square Enix (alla saga di Kingdom Hearts, ad esempio, almeno per ciò che riguarda l’hub che fa da centro nevralgico all’avventura) e dall’altro di spiccare il volo palesando un’identità ben definita. I personaggi principali alternano la forma reale e quella super deformed “à la Pocket Pop!” con una nonchalance e una naturalezza che lèvati, ma la cosa straordinaria è che il loro look – pur parecchio differente nelle due versioni – sembra mantenere una coerenza di fondo con gli scenari. Insomma… World of Final Fantasy sbatte in faccia al giocatore una grafica ammiccante e financo seducente, oltre a una quantità spropositata di materiale tipicamente fan service, tanto che ritroveremo lungo l’avventura un sacco di personaggi celebri della serie principale, in versione deformed. Tuttavia, sotto il vestito della festa si cela molto, ma molto di più di questo.

NON CHIAMATELO POKÉMON

Sorvolo sui pretesti narrativi che danno il via alle vicende di World of Final Fantasy, un po’ perché la sede non è delle migliori (ne parleremo diffusamente nella recensione, semmai) e poi perché il dipanarsi di una trama coerente, uno dei fondamenti su cui si deve basare un J-RPG che funzioni, non può prescindere da svariate ore di gioco prima di essere inquadrata. L’unica ora che avevo a disposizione ho quindi preferito spenderla approfondendo il battle system, che appare a prima vista come uno dei più completi e complessi tra quelli che mi sono capitati nelle mani negli ultimi tempi (e non solo).

Il mondo di gioco pullula di mirage, ovvero i mostriciattoli che devono essere prima indeboliti in battaglia e poi catturati. Alcuni di questi, tipicamente i più grossi e cattivi (come le summon), sono ospitati all’interno di prismi chiamati Murkrift e vanno affrontati solo dopo essersi equipaggiati a dovere. Una volta aggiunti al roster, i mirage vanno cresciuti a suon di esperienza, grazie a punti da spendere per sbloccarne proprietà e abilità. Il processo di maturazione avviene in un pannello che incarna una sorta di mini sferografia, il cui percorso contempla l’evoluzione in un forma nuova e più potente. Pokémon, insomma.

World of Final Fantasy: tre nuovi video di gameplay

Il mondo di gioco pullula di mirage, ovvero mostriciattoli che devono essere prima indeboliti in battaglia e poi catturati

La cosa peculiare è che i combattimenti di World of Final Fantasy – che si svolgono attraverso il più classico degli Active Time Battle – prevedono la presenza sul campo di più elementi del party, disposti a torre in gruppi di tre. Per intenderci, possiamo avere Reynn (la protagonista femminile) che ospita sulle spalle un mirage, il quale ha appollaiato sulle sue un altro mirage. Il concetto è un po’ quello del Duo di Fire Emblem, con la differenza che qui la combinazione di personaggi e mirage non si limita a modificare alcune statistiche, ma somma buff e debolezze, oltre a lasciare a tutti i componenti la possibilità di compiere un’azione. Peraltro, molte abilità dei mirage diventano disponibili solo in presenza nel trio di altri specifici mirage, oppure solo se il mostriciattolo è collocato in una determinata posizione. Come se non bastasse, ad aggiungere profondità tattica interviene anche un parametro di dimensione: ogni mirage, proprio come accade come gli indumenti, può essere catalogato come piccolo (S), medio (M) o grande (L); ovviamente, un mirage di taglia L non può stare sulle spalle di un M, e questo vale anche per i personaggi umani, che “vestono” L nella forma classica e M in quella deformed. Va da sé che un mirage che si evolve può anche cambiare taglia, ergo non è detto che spendere punti in quella direzione sia necessariamente la cosa migliore da fare.

L’insieme di tutte le possibilità di personalizzazione di cui vi ho scritto nelle ultime righe trasforma i combattimenti di World of Final Fantasy in un esercizio tattico tutt’altro che banale, che deve tenere conto di tantissimi fattori. È proprio qui che risiede il rischio più grande del titolo di Square Enix: le possibilità sono talmente tante e tali che in assenza di un ENORME lavoro di raffinamento c’è il rischio di trovarsi in situazioni di palese vantaggio o svantaggio, col senso di progresso che finisce nel cestone delle cose da mettere in lavatrice. Chiaramente, tutto ciò potrà essere valutato solo dopo aver messo in cascina tonnellate di ore gioco, il che accadrà presumibilmente solo dopo che Koch Media ci avrà fornito un codice abile e arruolato alla stesura della recensione. Nel frattempo, vi lascio con una mia personalissima provocazione: che sia questo il Final Fantasy da attendere, anziché quell’altro là?

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