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Injustice 2

PC PS4 Xbox One

Injustice 2 - Provato

Injustice 2 si è presentato in forze alla GDC 2017, portandosi dietro tutto il suo carico di componenti da GdR. Il titolo, sviluppato da NetherRealm Studios, si è lasciato provare con calma nella sua modalità in singolo, illustrando in lungo e in largo le varie opzioni offerte.

Injustice 2 arriva ben quattro anni dopo il predecessore Gods Among Us e porta avanti, con convinzione, il taglio cupo e iperdrammatico che caratterizzava la prima uscita. A quanto pare, viene abbandonata la narrazione basata sugli universi paralleli di quattro anni fa e ci si concentra sul cosmo DC alternativo che – a suo tempo – diede inizio al tutto. Insomma, Superman ha perso la brocca dopo che il Joker l’ha spinto a uccidere Lois Lane, ha sopresso il re dei pagliacci ed è diventato un giustiziere d’acciaio senza pietà, capace – fra l’altro – di portare dalla sua parte svariati (ormai ex) eroi suoi colleghi. Contro di lui si erge Batman, granitico come sempre, anche quando si trova alle prese con un sostanziale tradimento da parte dei suoi (ormai ex) amici della Justice League.

STRATI DI RUOLO

Il primo capitolo della modalità di gioco singolo di Injustice 2 propone un Batman alle corde, accompagnato solo da un Robin in versione “figlio del pipistrello”, che sembra esprimere anch’egli seri dubbi sulla condotta del crociato incappucciato. Nel corso dei venti minuti circa che mi sono serviti per completare questa prima parte, il pipistrellone ha affrontato Cyborg, Wonder Woman, Superman e… sorpresa, seguendo il filo di una serie di scontri uniti da una storia piuttosto intrigante e dalle belle premesse.

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Injustice 2 introduce un sistema GdR a base di equipaggiamenti, potenziamenti e livelli

Tutto questo avviene attraverso un sistema di gioco sempre pulito e divertente, ma le vere novità di Injustice 2, o almeno quelle che possono risultare interessanti da approfondire in sede di anteprima, stanno altrove: ovvero, nelle citate componenti ruolistiche che dominano la campagna marketing di questo seguito fin dal primo annuncio, e che sono state sviscerate a fondo durante la presentazione tenutasi prima dell’hands on. In buona sostanza, l’idea è di applicare un corposo strato da gioco di ruolo alla struttura che aveva caratterizzato il primo episodio, introducendo un sistema a base di equipaggiamenti, potenziamenti e livelli.

“OK, ma con il multiplayer come funziona?”, si chiede giustamente qualcuno (io) dal fondo della sala. Facile: i puristi potranno andare online in una modalità competitiva che azzera completamente l’effetto dei potenziamenti, riducendoli a meri orpelli estetici con cui caratterizzare il proprio personaggio. Chiarito questo, diciamo anche che se vorremo giocare online con i potenziamenti attivi saremo comunque soggetti a un sistema di matchmaking che “normalizzerà” eventuali grosse disparità di livello fra i due contendenti, pur mantenendo inalterato l’impatto degli equipaggiamenti. Inoltre, prima di avviare il match, potremo analizzare l’avversario e selezionare uno dei vari setup memorizzabili tramite l’apposito menu, in modo da organizzarsi con dell’equipaggiamento adatto a contrastare quello del nostro antagonista.

IL MANTO DEGLI EROI

Facciamo ora un passo indietro per parlare degli equipaggiamenti. Il Gear System è intrecciato a doppio filo con l’intera esperienza di gioco: dopo ogni singolo match ci sarà il più classico dei loot drop, con vari materiali omaggiati al vincitore e con ogni singola modalità che frutterà punti esperienza ed equipaggiamenti utilizzabili per far crescere il proprio personaggio (niente microtransazioni con soldi veri!).

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Dopo ogni singolo match ci sarà il loot drop, con vari materiali omaggiati al vincitore

Armi, armature e quant’altro potranno essere applicati all’eroe di turno per potenziarlo in forza, abilità, difesa e salute. Tutti i personaggi partiranno con un costume di base fatto da pezzi d’equipaggiamento che non forniscono boost, ma per ciascuno ci saranno tantissime opzioni dalle diverse “specializzazioni”, create seguendo una ricerca estetica che trae ispirazione da decenni di fumetti e film, ovviamente tutto risulta filtrato attraverso le lenti cupe che caratterizzano i titoli Injustice. Infine, oltre a quelli che potremmo chiamare capi d’abbigliamento, ci saranno anche diversi tipi di armi e, in generale, sarà possibile selezionare potenziamenti che doneranno al personaggio attacchi inediti, talvolta chiedendo però di rinunciare ad altre mosse e costringendo quindi a un certo tipo di scelta tattica.

Questo sistema sembra poter donare a Injustice 2 una bella personalità e un discreto grado di profondità, per un gioco che conserva i tratti forti del primo episodio sul fronte di trama e ambientazione e che, come si diceva, non dimentica di accontentare chi tiene a equilibrio e competitività, grazie all’opzione per disattivare i potenziamenti in certi contesti multiplayer. Molto bene, dunque. Ora non ci resta che attendere l’uscita, prevista per il 16 maggio su PlayStation 4 e Xbox One.

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