Dragon's Dogma: Dark Arisen 02

Dragon's Dogma: Dark Arisen

PC

Dragon's Dogma: Dark Arisen - Provato

Non nascondo di aver atteso a lungo l’arrivo di Dragon’s Dogma su PC, più volte vociferato nel corso degli anni ma mai concretamente vicino alla piattaforma dimora di Steam. Per questo motivo un paio di anni fa decisi di recuperarlo in formato PlayStation 3, ben conscio delle condizioni tecniche ai limiti del giocabile in cui versano entrambe le edizioni per le console della scorsa generazione. Ora, a distanza di quasi tre anni dall’approdo di Dark Arisen su PS3 e Xbox 360, questa versione aggiornata ed estesa del gioco originale sta per arrivare, finalmente, anche alla corte di mouse e tastiera.

LA SCALATA DELL’ARISEN

Chi non ha mai avuto modo di mettere le mani su Dragon’s Dogma deve sapere che quello di Capcom è un gioco di ruolo dalle forti tinte action ma decisamente atipico, concettualmente molto più vicino a un hunting game – come Monster Hunter per intenderci – piuttosto che ad altri esponenti del filone di cui fa parte. Le quest particolarmente elaborate sono ridotte all’osso, mentre la maggior parte del tempo la trascorreremo a raccogliere materiali in giro per il continente di Gransys, affrontando nemici che vanno dai semplici goblin ai banditi, passando per gli immancabili non morti e mostri di dimensioni colossali come ciclopi, manticore, idre, e naturalmente draghi. Ad affiancare l’Arisen, l’avatar del giocatore nonché l’elemento centrale di una profezia millenaria, ci saranno le fidate pedine, fino a un massimo di tre: si tratta di mercenari che hanno giurato fedeltà al nostro eroe e che lo seguiranno ovunque nei suoi viaggi.

La gestione dei compagni di squadra, poi, rappresenta l’unico modo per interagire con gli altri giocatori in carne e ossa sparsi nel globo. Dragon’s Dogma: Dark Arisen non contempla una modalità multiplayer nel senso stretto del termine, tuttavia permette a ognuno di creare una propria pedina personale che può essere ingaggiata da sconosciuti e amici: in questo modo le pawn guadagnano informazioni importanti sui nemici combattuti e sulle quest svolte mentre si trovavano alle dipendenze degli altri Arisen, informazioni che ci verranno riferite in caso noi stessi dovessimo imbatterci nelle stesse situazioni affrontate dalla pedina.
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DRAGHI DI GRANITO

La differenza tra versioni console e PC è, naturalmente, abissale, non tanto per il livello grafico, quanto per una fluidità dell’esperienza di gioco decisamente fuori parametro, questo nonostante Capcom ci abbia riferito che il codice della build di prova sia ancora distante dalla sua forma definitiva. Lasciati alle spalle i venticinque frame al secondo, peraltro molto instabili, visti sulle precedenti piattaforme di Microsoft e Sony, questa versione di Dragon’s Dogma può chiaramente puntare molto più in alto a seconda dell’hardware e delle impostazioni grafiche prescelte. A tal proposito, il team di sviluppo permette di modificare l’incisività dei filtri anisotropico e anti-aliasing, nonché modificare il livello di dettaglio delle texture e migliorare l’impatto del sistema di illuminazione sulla visualizzazione delle ombre. Insomma, ci sono tutte le opzioni che ci si attenderebbe di trovare in un qualsiasi titolo per PC e che, purtroppo, molti sviluppatori dimenticano di implementare in fase di conversione da console. Nel complesso ci troviamo di fronte a un prodotto molto scalabile e adatto a una pletora piuttosto ampia di configurazioni, ma va detto che questo è dovuto anche agli anni che Dark Arisen ha sul groppone: non è certo un gioco di primo pelo, ecco.

Quanto detto fin’ora, però, non deve lasciare intendere che tutto fili liscio senza sbavature; in particolare un aspetto fastidioso che investe direttamente l’esperienza ludica riguarda la presenza di pop-up tanto sgradevoli quanto frequenti: l’impressione è che l’orizzonte di visualizzazione sia rimasto immutato rispetto a quanto visto nelle versioni console, ciò significa che oggetti, personaggi e mostri spunteranno improvvisamente a brevissima distanza dal nostro avatar. Si spera che questa lacuna venga colmata prima che Dragon’s Dogma raggiunga i server di Steam nella sua incarnazione finale. Tuttavia non è solo la distanza visiva a dover richiedere ulteriori attenzioni da parte degli sviluppatori, anche il sistema di controllo via mouse e tastiera meriterebbe una revisione approfondita: basti pensare che per utilizzare le varie abilità speciali dell’Arisen è necessario premere una serie di tasti contemporaneamente, quando per rendere il tutto più intuitivo sarebbe bastato impostarne l’attivazione tramite la pressione dei tasti numerici. In ogni caso va detto che il gioco è perfettamente godibile via joypad, tra l’altro quelli delle ultime due console Microsoft vengono riconosciuti automaticamente.
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Sul fronte dei contenuti, Dragon’s Dogma: Dark Arisen in formato PC non si discosta da quanto è possibile trovare su console. Oltre all’avventura principale, è presente anche la zona di Nerabisso, un’area distinta rispetto al continente di Gransys e dedicata a quei personaggi che hanno già raggiunto un livello piuttosto elevato. Nulla di nuovo, insomma: le aggiunte e le migliorie sono limitate al solo ambito prettamente tecnico. Tirando le somme, i difetti da risolvere ci sono, ma tutto sommato ci troviamo di fronte a un port realizzato con cura che, salvo imprevisti dell’ultimo minuto, potrebbe fare la felicità di quegli appassionati di action RPG che hanno atteso per anni di giocare a questo titolo targato Capcom e che, finalmente, potranno farlo mettendo le mani su quella che potrebbe essere l’incarnazione migliore di Dragon’s Dogma, lasciandosi definitivamente alle spalle bande nere e frame rate altalenante.

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