Creed - Recensione


Adonis Creed (Michael B. Jordan) è il figlio illegittimo del grande campione di pugilato Apollo Creed. Adonis è un ragazzino problematico che, alla morte di sua madre resta solo e arrabbiato col mondo. La moglie del campione viene a sapere del ragazzo e lo adotta, cercando di tenerlo lontano dalla strada.
Ma i tentativi di Mrs. Creed sono inutili: Adonis è un pugile, come suo padre prima di lui. Nonostante tutto, però, non riesce a farsi valere nel mondo della boxe: è costretto a incontri clandestini da due soldi, usando un nome falso, perché nessuno lo prende sul serio quando si presenta guidando una Bentley. Adonis è un ragazzo ricco e nessuno è pronto a scommettere sulla tigre che gli dorme dentro. L’ultima possibilità di Adonis è quella di rivolgersi al miglior amico di suo padre, nonché il suo più grande rivale: Rocky Balboa (Sylvester Stallone). Uno dei pochi pugili che è stato in grado di mettere al tappeto Apollo. Rocky, ormai ristoratore, pugile in pensione, rimasto solo al mondo dopo la morte di sua moglie Adriana e del suo amico Paulie, cerca di scoraggiare il ragazzo a seguire quel sogno che ha portato il padre a morire sul ring, ma non può nulla contro la determinazione di Adonis. A malincuore decide di allenarlo proprio mentre gli si presenta l’occasione per iniziare alla grande la carriera.

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Rocky è sempre stato uno dei miei film preferiti. Questo Creed è il tentativo di regalare un Rocky a un’altra generazione, una che probabilmente ha altri valori, canoni estetici e un altro modo di rispondere alla vita. Rocky era prima di tutto un film drammatico, in cui la componente principale era un riscatto sociale e la storia d’amore tra questi due infelici che “riempiono i loro vuoti”. Creed è invece innanzitutto un film sportivo con diversi punti in comune col suo antenato: prima tra tutti la ricerca del riscatto (di là era la voglia di dimostrare di poter essere qualcuno anche partendo dal basso; qui è il desiderio di essere all’altezza del proprio nome). A tal proposito le sequenze più riuscite sono proprio quelle dei combattimenti, che Coogler mette in scena con incredibile perizia tecnica (addirittura in un pianosequenza davvero complesso e articolato) riuscendo perfettamente nel restituire l’impressione di trovarsi nel ring insieme ai due pugili.

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Sul lato umano Creed scricchiola un po’ di più: tutto ciò che funziona arriva dei vecchi film, i nuovi personaggi non colpiscono duro come facevano quelli scritti da Stallone. Insomma: Rocky aveva il cuore ma non aveva l’armadietto; Creed ha un armadietto di tutto rispetto ma non ha quel cuore lì.

VOTO 7

creed_locandinaGenere: drammatico
Publisher: Warner Bros.
Regia: Ryan Coogler
Colonna sonora: Ludwig Göransson
Interpreti: Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson
Durata: 133 min

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