Revenant - Redivivo - Recensione


Siamo nei primi anni del 1800: una spedizione americana in cerca di pelli è impegnata in una battuta di caccia in Nord Dakota. Hugh Glass (Leonardo Di Caprio) è stato assunto come guida del capitano Andrew Henry (Domhnall Gleeson). Glass è l’unico a conoscere così bene i boschi e le insidie della frontiera: ha vissuto per qualche tempo con gli indiani, innamorandosi di una donna Panwee. Dal loro amore è nato un ragazzo, un pellerossa che Hugh ha adottato dopo la morte della madre e che ha portato in missione. Sulla strada del ritorno Hugh Glass viene attaccato da un orso che lo riduce in fin di vita. Il capitano decide comunque di cercare di portarlo in salvo: prepara una barella d’emergenza e, nonostante le perplessità di John Fitzgerald (Tom Hardy), l’attaccabrighe del gruppo, gli uomini cominciano a trasportare il moribondo, col figlioletto deciso ad accompagnare il padre nel cammino verso la morte. Fitzgerald però, ben preoccupato dai Panwee sulle tracce della spedizione, pronti a prendere il loro scalpo per aver depredato il territorio, ha in mente un altro destino per l’uomo ferito.

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Guardando Revenant risulta lapalissiano come il film sia l’opera di un folle. Inarritu, fresco di Oscar con Birdman — girato tutto in piccoli pianisequenza —, decide di alzare ancora una volta l’asticella del virtuosismo. Revenant è girato in ordine cronologico, con condizioni climatiche estreme (si è arrivati a girare a -30 gradi) e tutto con luce naturale. Ogni secondo di Revenant rende piuttosto chiaro quale inferno deve essere stata la lavorazione del film. Al di là della complessità tecnica, poi, il nuovo lavoro del regista messicano è un interessante pastiche tra il Meridiano di Sangue di Cormack McCarthy e La Sottile Linea Rossa di Terrence Malick, con cui Inarritu condivide lo stesso direttore della fotografia: lo straordinario Emmanuel Lubezki, capace di trasformare in oro ogni inquadratura.

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Revenant è un lunghissimo inseguimento di quasi tre ore, a volte estenuante, a volte eccessivo, ma sempre in grado di commuovere per la bellezza visiva e di impressionare per il mondo spietato e mai edulcorato messo in scena. La complessità tecnica e le prove attoriali dei protagonisti sono un valore aggiunto non di poco. Un’opera monumentale che non esaurisce il suo valore nei centocinquantasei minuti necessari alla resa dei conti ma che abita il cervello di chi gli regala la giusta attenzione per tanto tempo. Guardare Revenant è come trovarsi davanti alle piramidi e pensare: “Come diavolo hanno fatto?”

VOTO 8,5

revenant_locandinaGenere: thriller, azione
Publisher: 20th Century Fox
Regia: Alejandro G. Iñárritu
Colonna sonora: Ryuichi Sakamoto
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter, Forrest Goodluck, Paul Anderson
Durata: 156 min

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  1. Interessante recensione. Non conoscevo il film in questione e a prima vista pensavo fosse un film legato al videogioco Revenant :asd:
    NicoFader
    Gran film! Di forte impatto, non per tutti, davvero soddisfatto della visione.


    why? :look:
    Io devo ancora andare a vederlo, ma ho un dubbio atrocissimo. Ho un solo colpo: Revenant o The Hateful Eight?

    Sì, lo so che sono due cose diverse, ma capite che tengo famiglia e vado al cinema tipo una volta ogni tre mesi... :solo:
    Kikko
    Io devo ancora andare a vederlo, ma ho un dubbio atrocissimo. Ho un solo colpo: Revenant o The Hateful Eight?

    Sì, lo so che sono due cose diverse, ma capite che tengo famiglia e vado al cinema tipo una volta ogni tre mesi... :solo:


    Sentita la risposta di NicoFader andrei per The Hateful Eight :asd:
    La storia non è nulla di che, ma l'interpretazione di Leonardo Di Caprio e la fotografia del film bastato a tenere incollato lo spettatore fino alla fine del film. Intenso!

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