Cinema 3D e la tecnologia RealD – Speciale

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Sono uno che il 3D al cinema lo sopporta poco, principalmente per due motivi. Il primo è che il mio occhio ha il brutto vizio di andare a perdersi continuamente nei dettagli di un’immagine, e la bassa luminosità di un film in 3D va spesso ad alterare troppo la pellicola, modificando fittiziamente scene che hanno un senso solo nella pienezza dei colori originali. Il secondo è che porto gli occhiali, un fatto che crea da un lato un problema di scomodità, e dall’altro di mala fruizione del 3D. Per queste ragioni scelgo quasi sempre proiezioni in 2D, e se non posso fare a meno del 3D (perché i figlioli, si sa, so’ pezzi ‘e core) mi preparo adeguatamente, magari con una bustina di Oki in tasca, così da tamponare l’eventuale mal di testa causato dal susseguirsi di scene “veloci”, come ad esempio quelle di Pacific Rim o Star Wars Il Risveglio della Forza, due film che hanno messo a dura prova la resistenza delle mie retine.

Insomma… il 3D non è tra le cinque cose della tecnologia che mi fanno esplodere il cervello dalla gioia. Con non eccessiva curiosità, quindi, qualche giorno fa mi sono recato alla presentazione dei nuovi proiettori RealD presso gli UCI Cinemas del Bicocca Village di Milano, salvo poi restare ammirato dalla tecnologia che c’è dietro al nuovo nato XL Cinema (che è già presente da qualche mese in molte sale), ma soprattutto basito dalla resa della proiezione di Zootropolis (btw… ottimo), che per la prima volta mi ha fatto uscire dal cinema soddisfatto della visione di un film in 3D.

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POLARIZZAMI TUTTO

Quale sia il principio che sta dietro al 3D dovrebbe essere cosa nota a tutti. Di base, la luce che esce dal proiettore viene polarizzata su due piani differenti, in modo che la lente destra e quella sinistra degli occhiali mandino alle rispettive retine due immagini distinte, che il nostro cervello è in grado di sovrapporre e restituirci così la sensazione di profondità della scena. Il lavoro di polarizzazione delle onde luminose toglie parecchia informazione alla luce, ed ecco perché con le normali proiezioni 3D l’immagine è nettamente più scura rispetto alla stessa in formato 2D. Il nuovo proiettore di RealD è in grado di recuperare le onde scartate dal filtro che precede la lente e le invia a un secondo meccanismo di specchi e ulteriori filtri, che riesce a ripolarizzare ulteriormente la luce avanzata dalla prima scrematura. Questa seconda doppia immagine viene quindi sparata sullo schermo in fase con quella prodotta dal filtro originale, portando la luminosità della scena a un valore prossimo a quello della pellicola in 2D. Un contributo alla buona riuscita dell’operazione è garantito anche dallo schermo Precision White Screen, composto da schegge d’argento ad altissima concentrazione, che hanno il vantaggio da un lato di assorbire meno luce (e quindi restituirla in percentuale maggiore agli spettatori in sala) e dall’altro di rendere la visione più uniforme su tutta la superficie del pannello, riducendo di molto le zone d’ombra che i normali schermi creano lontano dal centro.

La prova di visione del XL Cinema con Zootropolis, come detto, ha confermato sul campo tutto quanto detto sulla carta. Certo, stiamo pur sempre parlando di un film di animazione che ben si presta al 3D, quindi mi riservo i toni entusiastici a una seconda prova sul campo con qualcosa “in carne e ossa” come l’imminente Batman vs Superman; tuttavia è innegabile come l’ultima tecnologia RealD faccia il suo sporco lavoro nel ridurre il gap con la qualità delle pellicole tradizionali, relegando il 3D classico su un piano generazionale ormai obsoleto.

cinema 3d reald filmUn discorso a parte va fatto per gli occhiali. Al di là della bellezza estetica di quelli da collezione (a me hanno regalato quelli di Batman, ma c’erano anche quelli di Superman e persino di Wonder Woman, oltre a una linea fighissima dedicata a Star Wars) è importante sottolineare come RealD, nelle sale che montano la sua tecnologia, distribuisca anche occhiali a misura di bambino e – udite udite! – filtri a clip da montare sulle lenti per chi gli occhiali li porta già di suo, mandando finalmente a quel paese la fastidiosissima sovrapposizione di due montature. Sappiate, quindi, che nel caso andiate a vedere un film in una sala che usa RealD è vostro diritto chiedere, alla consegna degli occhiali, anche le versioni più piccole per i figli o le clip per i fondi di bottiglia che quotidianamente tenete davanti agli occhi. Per non saper né leggere né scrivere, io i filtri a clip per le mie lenti me li sono portati a casa e, da oggi in avanti, li terrò sempre in tasca quando andrò a vedere un film in 3D. Bene così.

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