It Follows - Recensione

Due anni fa arrivava negli Stati Uniti, e in gran parte del mondo civilizzato, It Follows, il film del giovane David Robert Mitchell che, grazie a un’idea folgorante, conquistava critica e pubblico diventando ben presto un must del genere. La vicenda distributiva qua in Italia è stata quantomeno turbolenta, ma finalmente il 6 luglio il film arriverà anche nei nostri cinema, grazie all’ottimo lavoro di Midnight Factory e Koch Media e all’impegno di portare anche da noi tante pellicole di genere che fino a un po’ di tempo fa ci saremmo potuti dimenticare.

It Follows

It Follows mette a disagio rispettando l’equazione che lega eros e thanatos

È bene che sappiate il minimo indispensabile del film per non rovinarvi la sorpresa. It Follows è uno di quei racconti che nasce, vive e germoglia all’interno della singola visione, senza aver troppo bisogno di spiegazioni o di sinossi approfondite. Lo sfondo è quello della periferia americana, quella che, nel 1978, Carpenter aveva sconvolto con il male puro di Halloween; quella dei ragazzini che oggi crescono insieme alla televisione, prigionieri di un mondo fatto di violenza, abusi e sessualità esplicita. In questo scenario sospeso nel tempo, tra gli anni ‘80 dei televisori a tubo catodico e le vecchie Plymouth, e gli anni ‘00 dei telefonini e degli ebook reader, una maledizione colpisce Jay, la protagonista del film, costringendola a combattere un male che nessun altro riesce a vedere.

Se solo vi raccontassi qualcosina in più rischierei di rovinarvi la sorpresa. Come dicevo sopra, It Follows è uno di quei film che, prendetemi sulla parola, dovete vedere, specialmente se siete amanti di un certo tipo di cinema dell’orrore. Le influenze visive sono lapalissiane e l’impronta del maestro John Carpenter è impressa nel cuore di Mitchell che la traduce in inquadrature, movimenti e suggestioni decisamente azzeccate. A tal proposito, questo figlio incestuoso a metà tra l’originale Halloween e La Cosa è un prodotto atipico, dai ritmi dilatati e col coraggio di osare situazioni ben più striscianti e intelligenti che non i soliti jumpscares. It Follows mette a disagio lo spettatore rispettando l’equazione che lega eros e thanatos come in ogni slasher che si rispetti.

Tecnicamente il lavoro sulle inquadrature è interessante e di pregiatissima fattura, capace di passare dal macro al micro in pochi frame, dirottando l’attenzione dello spettatore su particolari di sfondo che assumono importanza cruciale, privilegiandolo di un punto di vista inedito per i personaggi. Il Golem invincibile di It Follows vive sul paradosso tutto moderno del sesso come ancora di salvezza e come fonte di dannazione, capace di masticare il mondo avanzando imperterrito verso la vittima successiva.

Un film di genere che è già un cult generazionale. Correte a vederlo, anzi: camminate, lentamente.

VOTO 9

It FollowsGenere: horror, thriller
Publisher: Animal Kingdom, Koch Media
Regia: David Robert Mitchell
Colonna Sonora: Rich Vreeland
Intepreti: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Daniel Zovatto, Lili Sepe, Jake Weary
Durata: 100 minuti

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  1. Di Carpenter in sto film non c'è manco l'ombra...9??? Non ha una storia (la fine? boh, l'inizio? boh), non spiegano nulla, fai due salti sulla sedia (forse) e c'è più tensione ad andare all'ikea la domenica.

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