The Conjuring – Il caso Enfield – Recensione

Rimasi affascinato e suggestionato da una dichiarazione fatta da Stephen King in una recente intervista: “Il terrore è come una porta socchiusa”. In tutte le opere cinematografiche di natura horror e/o soprannaturale ho cercato ossessivamente il piacere del fascino creato da qualche gioco di luce, da un voyeuristico vedo/non vedo del miglior Hitchcock e, in modo altalenante, il cinema di James Wan, per quanto riguarda la nuova generazione di “autori” horror, è sempre riuscito a soddisfarmi, portando nuova linfa vitale ad un genere ormai fossilizzato nella semplice ricerca del salto sulla sedia e nulla più.

A meno di colpi di scena finali, il titolo di miglior horror di questa annata cinematografica va a It Follows, pellicola di rara raffinatezza di cui già vi abbiamo parlato qui, ma The Conjuring – Il caso Enfield, attualmente nelle sale, vince meritatamente la medaglia d’argento.

The Conjuring 2

Il terrore è come una porta socchiusa

James Wan, come già fatto per Insidious, trasforma The Conjuring in un franchise a “lunga durata” e continua a giocare le carte già mostrate durante il primo capitolo. Qualcuno potrebbe storcere la bocca davanti alla banalità e alla ripetitività dello svolgimento – famiglia, casa infestata, esorcizzazione del demone, finale – eppure The Conjuring – Il caso Enfield ha una sua coerenza ben definita: all’interno di una serializzazione di film, cerca di dare in pasto allo spettatore una formula ben nota, cambiandone le modalità, ma rimanendo fedele alle meccaniche. La ricetta è quella dei serial tv polizieschi: ogni puntata procedurale vive all’interno del suo minutaggio e se c’è un pubblico recettivo se ne creano altre.

Sfortunatamente non è tutto oro quel che luccica. In questo secondo capitolo Wan allunga il film, lo rende verboso all’inverosimile, peculiarità che diluisce troppo la tensione in un horror di più di due ore, regalando situazioni per cui risulta inevitabile guardarsi attorno e chiedersi cosa stia succedendo. Una piccolezza che mina, solo appena, il lavoro altrimenti perfetto del regista che anche qui, gira continuamente la camera, sperimenta e danza come un pattinatore sul ghiaccio attorno ai propri attori regalando almeno due o tre sequenze veramente memorabili a livello tecnico.

È durante questi momenti che James Wan mette in atto, visivamente, la porta socchiusa citata all’inizio: con esperienza e inventiva crea l’atmosfera legata a ciò che non conosciamo, abbozza appena quella figura che si distingue con difficoltà nel buio. Wan ci porta sull’uscio della porta, sul confine dell’oscuro e dell’ignoto, e noi non possiamo che limitarci a dare uno sguardo, un’occhiata fugace per renderci conto che alcune porte è meglio tenerle chiuse.

VOTO 7

The Conjuring 2 locandinaGenere: horror, thriller
Publisher: Warner Bros.
Regia: James Wan
Colonna Sonora: Joseph Bishara
Intepreti: Vera Farmiga, Patrick Wilson, FrancesO’Connor, Madison Wolfe, Simon McBurney
Durata: 133 minuti

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