Il Drago Invisibile – Recensione

Superstite di un incidente automobilistico, il piccolo Pete, ormai orfano, viene adottato da un grosso drago verde che chiamerà Elliot, come il protagonista del suo libro di fiabe preferito. Insieme si nasconderanno nel bosco, diventando invisibili, Elliot non solo metaforicamente, finché il bambino non verrà trovato dalla guardia forestale Grace. Con lui, anche Elliot deciderà di mostrarsi alla piccola comunità americana che risponderà a modo suo scoprendo improvvisamente l’esistenza di una creatura del genere.

Remake stravolto, quasi inedito, del piccolo cult del 1977 Elliot il Drago Invisibile, ne prende i personaggi, qualche concetto, ma rielabora totalmente la materia per realizzare un film che si appoggia a canoni già provati e testati. Disney cerca di costruire un film per famiglie, un concentrato di buoni sentimenti e azioni utile per rapportarsi con il pubblico più piccolo: la pellicola spiega, attraverso la fiaba, il mondo che c’è fuori casa, le sue difficoltà ma anche i suoi privilegi.

Il drago invisibile immagine Cinema 01

Elliot rappresenta quell’amico immaginario che teniamo per noi

La figura del drago può rappresentare innumerevoli metafore, situazioni o parallelismi, come ci dimostrano da anni cinema e letteratura: il confronto tra Davide e Golia, come visto nei prequel cinematografici e letterari de Lo Hobbit, il coraggio e il valore (Draco in Dragonheart) o la volontà di tendere una mano per farci risultare meno impacciati (Sdentato in Dragon Trainer).

Elliot, nel pieno rispetto delle metafore cinematografiche che tanto piacciono, o che critichiamo, ma che comunque rimangono sempre affascinanti, rappresenta quell’amico immaginario che teniamo per noi, visibile solo ai nostri occhi perché il mondo esterno potrebbe non capirne la natura e attaccarlo violentemente. Siamo dalle parti di Explorers di Joe Dante o di E.T. di Spielberg per capirci, quindi nulla di nuovo, ma la raffinatezza con cui l’insieme è trasposto su pellicola è innegabile: tutto è lineare, chiaro e perfetto tanto che bastano un dente scheggiato o una cicatrice sul volto di Elliot per capire il suo passato, così come è facile intuire perché il piccolo Pete riesca a entrare tanto facilmente in empatia con il vecchio padre di Grace, anch’egli deriso dalla cittadina per le sue strampalate storie di creature magiche nei boschi.

L’anziano e il bambino, bisognosi di staccarsi dalla razionalità del mondo civilizzato, condivideranno il bisogno della fiaba e la necessità di dare supporto e peso a valori che il lavoro, la carriera e l’egoismo hanno seppellito. Di più, il Drago Invisibile celebra ciò che tutti i protagonisti cercano: una famiglia.

Qualcuno potrebbe urlare alla banalità, e in un mondo dove vengono celebrati sempre più i cinecomic non mi stupisce che la soglia dell’entertainment del pubblico sia calata. Per fortuna c’è ancora un cinema fatto di buoni sentimenti, che può sempre non piacere ma, con pargoli al fianco, è sempre un bel vedere.

VOTO 7.5

Il drago invisibile immagine Cinema locandinaGenere: avventura, fantastico
Publisher: Disney
Regia: David Lowery
Colonna Sonora: Howard Shore
Intepreti: Bryce Dallas Howard, Robert Redford, Karl Urban, Wes Bentley
Durata: 102 minuti

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