The VVitch – Recensione

New England, metà ‘600, una famiglia composta da moglie, marito e dai loro cinque figli, viene bandita dal villaggio natio e si ritrova a vivere in una fattoria sulla soglia di un bosco. Dopo che il figlio più piccolo scompare nel nulla, il raccolto comincia a marcire e la mungitura delle capre produce sangue invece di latte, la famiglia comincia a credere che il demonio o un’entità malvagia si annidi nelle mura domestiche, anche se tutti gli indizi portano a pensare che la figlia maggiore possa aver fatto un patto con il Maligno.

Particolare e affascinante, The VVitch è l’opera prima del giovane Robert Eggers. Fregandosene della stragrande maggioranza dei concept horror attuali, la pellicola sembra emulare un certo tipo di cinema che non si realizza più da almeno 60 anni; lo stesso sottotitolo del film, A New-England Folktale, mette in chiaro come stile e narrazione si rifacciano alle storie raccontate, ai miti, e alle radici di quello che oggi sono le streghe. Non c’è mai un riferimento diretto a quest’ultime, ma solo oscure figure che si nascondono nel bosco. Si cerca di capirne la genesi e l’evoluzione e tutto questo avviene grazie a due elementi anch’essi poco usati al giorno d’oggi, ovvero la sessualità e la paura/devozione verso la religione.

The VVitch immagine Cinema 01

la camera raffinata del regista ci mostra la distruzione interna della famiglia protagonista

Ancora prima di arrivare a quello che sarà il Malleus Maleficarum, la camera raffinata del regista ci mostra la distruzione interna della famiglia protagonista, di come il Male, giorno dopo giorno, mieta sempre più vittime. L’indagine della famiglia è la stessa dello spettatore: la capra è posseduta? O forse il coniglio? I gemelli hanno stretto il patto con il Maligno o è stata la figlia maggiore? Cosa è il Male? Esattamente come ne La Cosa di Carpenter, i dubbi cresceranno e nessuno si fiderà più dei propri cari.

In questa giostra tortuosa, le ambientazioni regalano costanti brividi allo spettatore: possiamo quasi sentire il caldo delle lanterne notturne che si alterna al freddo glaciale che si attacca sulle ossa, e quel costante buio che aleggia sull’entrata al bosco, zona sconosciuta di cui riusciamo a scorgere pochissimo, ci spaventa. C’è qualcosa di profondamente sinistro in The VVitch e noi non possiamo fare altro che restare immobili a guardare, senza jumpscare banali o di facile preavviso, ma con la costante paura dell’ignoto, del buio, di quelle che oggi conosciamo come storie da raccontare, ma che risultano essere più terrificanti di quanto credessimo.

VOTO 8

The VVitch immagine Cinema locandinaGenere: horror
Publisher: Universal Pictures
Regia: Robert Eggers
Colonna Sonora: Mark Korven
Intepreti: Anya Taylor-Joy, Ralph Ineson, Kate Dickie
Durata: 90 minuti

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