Amanda Knox – Recensione

Tanto chiacchierato, criticato e lodato, il 30 settembre è arrivato anche su Netflix Italia Amanda Knox, documentario che, come è facile intuire, ripercorre le tappe dell’omicidio di Meredith Kercher, perpetrato il 2 novembre 2007 a Perugia. Un caso che non solo ha coinvolto la polizia italiana ma, date le vittime e i relativi indiziati, ha interessato Stati Uniti, Inghilterra e, per osmosi di tamtam mediatico, tutto il resto del mondo.

Documentario tanto criticato e atteso, dicevo, perché dalla fine del processo questa è la prima volta che Amanda Knox si mostra davanti alle telecamere per raccontare la sua versione dei fatti, e qui sorge spontanea una domanda: se la vittima è Meredith Kercher, perché realizzare un documentario che porta il nome della prima e controversa indiziata? La risposta, nello sdegno generale, è nascosta nell’opera stessa: Meredith è relegata in pochi frame, in un video girato nel centro di Perugia e in qualche foto. Si può scorgere il suo “riflesso” nel viso cupo della madre, ma il centro di tutto è solo lei: Amanda Knox, la tipica ragazza bianca, bionda, studiosa, di buona famiglia americana, l’archetipo di essere umano che gli U.S.A. “esportano” con orgoglio.

Amanda Knox immagine Cinema 02

Chi è il vero colpevole dell’omicidio di Meredith Kercher?

Durante il processo, improvvisamente, si è mostrato l’altro presunto lato di Amanda: predatrice, amante dei giochi erotici e, probabilmente, anche di incontri sessuali con più persone; un’Amanda macabra, fredda e in sintonia con la morte, una Laura Palmer trapiantata da Twin Peaks a Perugia. Tutti fattori che hanno portato l’evento ad avere un impatto mediatico mondiale, con il documentario che punta i riflettori sulle indagini italiane eseguite male, sul Procuratore Generale Mignini che fa di tutto per sembrare il più italiano possibile (timoroso di Dio, amante di Sherlock Holmes e della pipa), e sul giornalista del Daily Mail Nick Pisa che, proprio come Dale Cooper, arriva a Perugia per arraffare più news possibili, non curandosi delle fonti e montando centinaia di storie che, inevitabilmente, hanno reso il processo sempre più caotico.

Il tutto incalzato dall’impellente “necessità” di trovare un assassino, tra sciacallaggio mediatico e prove falsate o modificate; un colpevole che, a detta di tutti, potrebbe essere Rudy Guede, ma al mondo non interessa, perché al centro dell’attenzione c’è sempre stata solo lei: Amanda Knox e, in parte, l’ex fidanzato, Raffaele Sollecito. La loro immagine ha sempre tenuto in vita il processo e, quindi, l’interesse mondiale.

Come già dimostrato da diversi film, Zodiac di David Fincher e Memories Of Murder di Bong Joon-ho su tutti, il pubblico ama le storie dove – tra notizie, accuse e smentite – l’assassino e l’arma del delitto rimangono avvolti dalle ombre, e questo documentario, alla fine della fiera, oltre a mostrare i fatti, chiude il cerchio con un’immagine di Amanda Knox che contempla il confine tra cielo e mare, sottolineandone, ancora una volta, la personalità al limite dell’ambiguo. A tenere banco la grande domanda: Rudy Guede è stato condannato e tra poco uscirà di prigione, ma, ufficialmente, chi è il vero colpevole dell’omicidio di Meredith Kercher?

VOTO 7

Amanda Knox immagine Cinema locandinaGenere: documentario
Publisher: Netflix
Regia: Rod Blackhurst, Brian McGinn
Colonna Sonora: Danny Bensi, Saunder Jurriaans
Intepreti: Amanda Knox, Raffaele Sollecito, Nick Pisa, Giuliano Mignini
Durata: 92 minuti

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  1. L'accostamento di Nick Pisa con il mitico Special Agent Dale Cooper è molto forzato, il primo è odioso ed insopportabile mentre l'agente dell'FBI ideato da David Lynch beh è scaltro, Onesto ed amabile! Il documentario comunque non aggiunge niente a quello che si sapeva gia..
    Piaciuto molto.

    Avvio indagini, la procura: " nonfacciamofiguradimerda nonfacciamofiguradimerda nonfacciamofiguradimerda"

    Fine indagini: figura di merda internazionale

    gg ItaGlia

    Also Nick Pisa veramente odioso

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