Snowden – Recensione

Snowden è stato sicuramente, insieme ad altri tre o quattro film, uno dei titoli di punta di questa edizione della Festa del Cinema di Roma. Tale importanza deriva dal fatto che la pellicola parla di una vicenda che, in qualche modo, abbiamo vissuto in diretta, seguendone genesi, sviluppo e fine… forse. Nondimeno siamo rimasti sempre nel dubbio e con la curiosità di saperne di più a proposito di Edward Snowden e dell’ormai famoso “datagate”.

Edward Snowden, patriota convinto, si arruola nell’esercito degli Stati Uniti per servire la nazione con tutto il suo corpo, finché, causa incidente fisico, viene congedato. Egli deciderà quindi di arruolarsi nella divisione informatica della CIA perché le guerre, dal post 11 settembre, vengono combattute anche online nel tentativo di fermare, tramite web, potenziali attacchi terroristici (ricordate il clamoroso Blackhat di Michael Mann?). Durante il suo lavoro Snowden scoprirà che il governo U.S.A. viola la privacy dei cittadini di tutto il mondo (non solo di quelli americani), spiandoli attraverso webcam di portatili o fotocamere degli smartphone, tutto rigorosamente per vie illegali. In seguito alla scoperta, Snowden rivaluterà la propria posizione nei confronti del governo, fino ad arrivare al giugno 2013, momento in cui rivelerà lo scandalo a tutto il mondo.

Snowden immagine Cinema 03

Snowden si concede qualche momento da spy movie o da dramma familiare, ma tutto rimane “puntellato”

Snowden di Oliver Stone risulta un film abbastanza deludente, vuoi per l’età avanzata dello stesso regista, che forse ha perso smalto e lucidità, ma anche a causa di una produzione che, per ovvie ragioni, si è allungata all’inverosimile (quasi due anni per trovare fondi e un distributore). Soprattutto, il film è messo in ombra dalla presenza del documentario Citizenfour, realizzato dalla regista Laura Poitras (qui interpretata da Melissa Leo), una delle poche persone che, insieme a giornalisti del The Guardian, ha avuto modo di registrare le dichiarazioni di Snowden prima che fuggisse dagli Stati Uniti. In Citizenfour, vincitore del Premio Oscar come miglior documentario nel 2015, tramite le parole dello stesso Snowden, vengono narrate tutte le vicende che hanno portato in quella stanza d’albergo segreta ad Hong Kong.

Lo Snowden di Oliver Stone, oltre a citare e a riportare le situazioni di Citizenfour, non fa altro che riproporre, senza alcuna novità o inventiva, la stessa identica storia. Si concede qualche momento da spy movie o da dramma familiare, ma tutto rimane “puntellato”. Consapevole delle somiglianze con il documentario, Stone cerca di concentrarsi sull’aspetto umano e sulla mutazione del personaggio, su come un fedele servitore della propria nazione arrivi a tradirla e, destino beffardo, a trovare ospitalità in uno dei maggiori paesi “nemici” degli Stati Uniti, la Russia, dove Snowden ha ottenuto un permesso di residenza fino al 2017.

Snowden non è un brutto film, al netto della durata consistente, grazie alla storia narrata con perizia e all’ottimo cast, ma ci troviamo davanti ad un prodotto che, a distanza così breve da Citizenfour, si rivela superfluo. Non è un demerito del film, ma si tratta del momento sbagliato per farlo uscire. Forse nel 2014 avrebbe avuto maggiore appeal e suscitato più interesse. Il film uscirà nelle sale italiane il 1 dicembre 2016.

VOTO 6

Snowden immagine Cinema locandinaGenere: drammatico, biografico
Publisher: BiM Distribuzione
Regia: Oliver Stone
Colonna Sonora: Craig Armstrong
Intepreti: Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Nicolas Cage, Melissa Leo, Scott Eastwood, Rhys Ifans
Durata: 134 minuti

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