The Accountant – Recensione

I giornalisti cinematografici nutrono sempre un certo scetticismo nei confronti dei lungometraggi ampiamente commerciali che vengono presentati, addirittura in gara, ai Festival. Nondimeno, pellicole come The Accountant servono a dimostrare che anche un bel thriller – con continue sparatorie – ha una propria dimensione narrativa efficace e convincente, tale da consentirgli di concorrere per un premio.

Christian Wolff (Ben Affleck) è un contabile affetto da una forma di autismo che gli impedisce di lasciare compiti o lavori a metà, e lo pone nella difficoltà di relazionarsi con gli altri. Oltre al lavoro di facciata, accetta sottobanco anche incarichi da sicario, facendo il contabile per criminalità e trafficanti e, in caso di necessità, fa “quadrare i conti” a suon di piombo. Inutile dire che polizia ed FBI si metteranno alla ricerca di questo losco figuro, mentre lo stesso Christian si vedrà nel mirino di uno dei suoi misteriosi clienti che lo vuole morto.

The Accountant immagine Cinema 02Dopo aver interpretato Batman, Ben Affleck sembra aver preso gusto nel vestire i panni del “supereroe”, e infatti The Accountant ricalca la struttura ossea del Cavaliere Oscuro con il protagonista che di notte esegue compiti assegnati da una donna misteriosa (proprio come la Diana di Hitman). Costei, via telefono, fa da tramite con il cliente e le figure chiave all’interno delle forze dell’ordine che cercheranno di lasciare strada libera all’operato al di fuori della legge di Christian, giusto o sbagliato che sia.

I flashback, in The Accountant, sono tanto fondamentali quanto affascinanti

Questa struttura da superhero movie rende la pellicola molto fruibile ad un pubblico decisamente ampio, nonostante la storia narrata tra presente e flashback che, in più di un’occasione, rischia di ingenerare grande confusione. Tutto è funzionale al focalizzare quanto più possibile il plot sulle vicende di Christian e su come il protagonista abbia trasformato la sua debolezza in un’arma. I flashback, in questo senso, sono tanto fondamentali quanto affascinanti anche per capire la figura del padre di Christian, che ha addestrato duramente il figlio sfruttando il suo autismo per creare, consapevolmente, la macchina da guerra perfetta.

The Accountant immagine Cinema 03

The Accountant, ben scritto e confezionato, non è esente da qualche difetto grossolano

L’opera di Gavin O’Connor, certo, è molto derivativa sul piano della storia, e oltre al già citato Hitman possiamo trovare tanti altri riferimenti nello stesso Warrior, per esempio (lavoro precedente del regista), in John Wick o in The Boondock Saints, film cult di fine ’99 con Norman Reedus. Questi riferimenti, se colti durante la visione, regalano un finale abbastanza scontato che, comunque, non distrugge tutta l’armonia del minutaggio precedente. Il finale, inoltre, lasciando qualche porta aperta, profuma di sequel con Warner Bros. che pare intenzionata a creare un brand; esattamente come aveva fatto con John Wick e il suo “mondo degli assassini”. Considerata la qualità della prima, ben venga.

The Accountant, ben scritto e confezionato, seppur non esente da qualche difetto grossolano, è uscito nelle sale italiane il 27 ottobre 2016.

VOTO 7.5

The Accountant immagine Cinema locandinaGenere: thriller
Publisher: Warner Bros.
Regia: Gavin O’Connor
Colonna Sonora: Mark Isham
Intepreti: Ben Affleck, Anna Kendrick, J.K. Simmons, Jon Bernthal
Durata: 128 minuti

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