Inferno – Recensione

Il professor Robert Langdon si risveglia senza memoria in una camera d’ospedale a Firenze. Neanche il tempo di riprendere conoscenza che si ritroverà ad essere braccato da una misteriosa assassina e coinvolto in una minaccia globale: un virus sta per essere diffuso nel mondo, una nuova peste atta ad eliminare metà della popolazione così da risolvere il problema della sovrappopolazione. Anche in questa terza pellicola, sarà necessaria la solita corsa contro il tempo – condita da enigmi storici – per evitare la crisi batteriologica.

Ci sono voluti ben sette anni per rivedere un’avventura del professor Langdon, interpretato da Tom Hanks. La lunga pausa non ha certo giovato, né sono stati risolti i problemi che già erano presenti nei precedenti due capitoli, Il Codice Da Vinci (2006) e Angeli e Demoni (2009).

Inferno immagine Cinema 02Il problema principale della saga – da molti voluta, approfittando del clamoroso successo letterario ottenuto dal romanzo “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown – è che non ha genere di appartenenza, o almeno la trasposizione da carta stampata a pellicola non riesce a trovare linfa vitale: troppe sono le informazioni, troppe le scorribande.

Anche in Inferno – terza pellicola dedicata ai libri di Dan Brown – sarà necessaria la solita corsa contro il tempo, condita da enigmi storici

Un prodotto del genere trova la sua espressione migliore su carta stampata o, eventualmente, in una serie TV, così che il materiale narrato possa essere spalmato nell’arco di più puntate, in modo da presentare ogni personaggio ed evento con calma e dovizia di particolari. Inferno, invece, è un film dal forte richiamo commerciale che ha ottenuto buonissimi incassi, ma a fine proiezione si ha come la sensazione di aver assistito ad uno spettacolo troppo frettoloso, mal girato, mal scritto e mal contestualizzato. E questa è la principale critica che era già stata mossa ai due precedenti capitoli.

Inferno immagine Cinema 01

nel film, il finale viene totalmente stravolto

Le parole pronunciate da Ron Howard (regista di tutta la saga) durante la prima mondiale in quel di Firenze, volte a spiegare perché si sia passati subito ad Inferno senza aver considerato il precedente romanzo Il Simbolo Perduto, erano già suonate come una dichiarazione d’intenti: “Non siamo riusciti a trovare un buon modo per raccontare quella storia, quindi ci siamo concentrati su Inferno”. Insomma, nonostante il tempo, i problemi continuano a tornare, anche con la formula a budget ridotto e una scelta più thriller che legata all’interpretazione dei segni.

Al netto di una critica globale, che giudica i romanzi di Dan Brown come adatti ad un pubblico “becero”, i libri offrono un buon livello di intrattenimento. Inferno, in particolare, si sofferma sulla questione della sovrappopolazione, presentando diverse posizioni che consenteno al lettore di schierarsi liberamente, abbracciando la scelta morale più affine al suo modo di pensare.

Inutile dire che, nel film, il finale viene totalmente stravolto, cercando una scelta narrativa più diretta e uccidendo così ogni forma di pensiero. Una soluzione che, alla fine, va stretta a tutti.

VOTO 5

Inferno immagine Cinema locandinaGenere: thriller
Publisher: Warner Bros.
Regia: Ron Howard
Colonna Sonora: Hans Zimmer
Intepreti: Tom Hanks, Felicity Jones, Omar Sy, Irrfan Khan, Ben Foster
Durata: 121 minuti

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