3 Generations – Una famiglia quasi perfetta – Recensione

Poche settimane addietro vi ho parlato di Captain Fantastic, film in uscita a breve, e visto alla Festa del Cinema di Roma da cui è uscito vincitore. In poche parole, la sua crescente incoerenza durante l’avanzamento della trama mi aveva molto infastidito, portandomi a bollare il film come “abbastanza brutto” ed evitabile. Di contro, proprio in questi giorni nelle sale, viene proiettato 3 Generations (reduce anch’esso dalla kermesse romana), film che, nonostante non brilli di qualità eccelsa, ha proprio quell’elemento fondamentale che contraddistingue il genere: il coraggio, l’ardimento di iniziare la narrazione con un tema abbastanza forte e, nonostante tutto, mantenerlo fino alla fine, senza tirarsi indietro o stravolgere le premesse iniziali, continuando a sbandierarlo con orgoglio.

Le premesse di 3 Generations sono decisamente particolari. Ramona (Elle Fanning) ha 16 anni e una sola certezza: vuole diventare maschio. La madre, single ed isterica, si rivela d’accordo (Naomi Watts), così come la nonna lesbica (una strepitosa Susan Sarandon). Le tre protagoniste vivono di comune accordo sotto lo stesso tetto, ma per iniziare la cura ormonale, oltre alla firma della madre, serve anche quella del padre. Ma dov’è il padre di Ramona e, più importante, chi è?

3 Generations – Una famiglia quasi perfetta immagine Cinema 02

3 Generations ha il coraggio di iniziare la narrazione con un tema abbastanza forte e mantenerlo fino alla fine

Pur trattandosi del solito film che rischia di trattare il genere LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) con leggerezza – e così, in effetti, è – il più grande pregio di 3 Generations è di mantenersi “ottuso” nella narrazione: Ramona vuole diventare maschio e così sarà, non ci saranno ripensamenti o prese di posizione esterne che influenzeranno il suo giudizio, nonostante si parli di una ragazza gay di 16 anni con pochissime certezze. Una qualsivoglia pellicola potrebbe tranquillamente inserire alcuni problemi per l’ottenimento della firma, così da scoraggiare Ramona (che comincerà da subito a farsi chiamare Ray), non il film in oggetto, che inizia con il botto fino a “scoppiare” al conseguimento dell’obiettivo.

Il confronto delle tre generazioni ha molto sentimento: Ramona, oltre ad avere una chiara crisi di identità fisica e psichica, rispecchia la stessa necessità d’identità della madre. Interessante anche come la ragazza abbia a cuore il periodo trascorso prima della cura ormonale, tanto da registrare diversi video con lo smartphone da mostrare al suo ego maschile. Il video, in questo caso, rappresenta la memoria storica di un cambiamento, un mutamento voluto e registrato dalla stessa autrice (e se non è cinema questo…).

Il coraggio narrativo di 3 Generations (che tanto mira a farsi piacere dalla comunità LGBT, ma questa non è assolutamente una colpa) porta lo spettatore non tanto ad emozionarsi, quanto piuttosto a relazionarsi con le scelte e le necessità esistenziali di Ramona/Ray, arrivando a capirla e a fare il tifo per lei.

VOTO 7

3 Generations – Una famiglia quasi perfetta immagine Cinema locandinaGenere: commedia, drammatico
Publisher: Videa
Regia: Gaby Dellal
Colonna Sonora: Michael Brook
Intepreti: Elle Fanning, Naomi Watts, Susan Sarandon, Linda Emond, Tate Donovan
Durata: 87 minuti

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