C'è ancora tempo per noi?

C'è ancora tempo per noi?

Quello del tempo è un tema, da sempre, a me molto caro. Devo aver fatto mie le riflessioni di Anthony Giddens (Le conseguenze della modernità, 1994) sulla relazione tra economia e il sistema di risorse scarse entro cui tutti ci muoviamo. Tempo, quattrini, materie prime, energia: elementi in quantità limitate che muovono il sole e l’altre stelle, giusto per parafrasare Dante, di cui nessuno ha mai pieno e duraturo controllo. Noi videogiocatori d’annata, ché di nuove leve disposte a leggersi questi editoriali dubito che ce ne siano poi molti, siamo passati da un’infanzia/adolescenza in cui era lecito trascorrere pomeriggi interi su The Legend of Zelda: Ocarina of Time o Dark Colony, a un presente fatto di code in posta, lavastoviglie da svuotare e pannolini sporchi da chiudere bene nel sacco onde evitare le urla dei vicini giustamente infastiditi. Sono cambiate le priorità, gli obblighi nei confronti degli altri esseri umani che ci circondano, siano essi genitori anziani di cui occuparsi, mogli troppo zelanti o figli alle prese con la loro prima sigaretta. Videogiocare, inevitabilmente, è diventato un optional. Ovvio che non sia così per tutti; che alcuni siano riusciti a ritagliarsi enormi porzioni di tempo libero da dedicare alla propria passione, anche grazie a vite senza prole, a eredità riscosse in anticipo e alla fortuna di avere una suocera sempre presente o mamme che ancora si accertano della presenza, o meno, della fantomatica maglia di lana, da indossare anche in estate.

cropped-cropped-yo_videogames__by_ry_spirit-d57k3ay11Ecco: io non faccio parte di questa schiera di privilegiati, e il tempo per giocare, per chiudere tutto fuori e lasciarmi trasportare dal gameplay, devo conquistarmelo con le unghie e con i denti. Sono sicuro di essere in buona compagnia, anche perché il nostro nuovo forum (su cui immagino vi siate già iscritti…) è pieno di giovanotti come me che sgomitano per mandare la famiglia in vacanza e trascorrere l’agosto a casa da soli, con l’aria condizionata rotta e senza zanzariere, pur di avere qualche ora notturna di intimità con la propria macchina da gioco. Va da sé, quindi, che in una vita in cui per concludere il Broken Age di Tim Schafer mi servono 2 mesi (a fronte delle 10 ore scarse di longevità), il ritmo a cui si muove questa stramaledetta industria genera in me lacune incolmabili. Penso al backlog, ormai impossibile da azzerare, ma anche e soprattutto alla mole di news che mi bombardano ogni giorno, a cui si aggiungono quelle “del mondo vero” (Matrix ci sta sempre bene), parimenti importanti se si vuole evitare che Equitalia bussi alla porta di casa chiedendo il saldo di qualche sospeso. Non c’è via di scampo: bisogna lasciarsi qualcosa alle spalle; rimanere indietro consapevolmente, guardando con il sorriso a chi ha la (s)fortuna di avere una vita meno oberata, e quindi più libera di essere “disturbata” da rumor, hype e pre-order.

Il tempo per chiudere tutto fuori e lasciarmi trasportare dal gameplay devo conquistarlo con le unghie e con i denti

Alla luce di quanto appena esposto, però, voglio proporre due considerazioni meno pessimiste (del mio solito, s’intende). La prima è chiedere a gran voce il ritorno dell’Angolo della Topa sulle pagine di TGM. La seconda è una domanda: c’è ancora spazio, nella vita di chi ci ha seguito fino a qui, e che tanto mi assomiglia per età e responsabilità, per un nuovo modo di intendere The Games Machine? C’è ancora la voglia di mettersi in gioco sul forum, nei commenti in calce agli articoli, sui social network e, perché no, anche nei raduni che ci piacerebbe organizzare ancora? C’è ancora l’energia per discutere animatamente di un voto ritenuto esageratamente alto, di un commento troppo cinico o di una news riportata con imprecisione? Vive ancora quel desiderio da “è tutto spettacoloso” (Dio, Gaburri, ma dove sei!) che ha reso la nostra realtà la più longeva nel panorama italiano e non solo? Noi che ci stiamo mettendo il cuore, nel tentativo di rinnovare un modo di scrivere di videogiochi ereditato da chi, questo mestiere, lo ha inventato, siamo convinti che la risposta sia “”. Non sappiamo quale sarà la vostra, anche se il feedback ricevuto in questi primi giorni dell’anno ci ha dato molto da pensare (e gioire), ma se anche fosse diversa dalla nostra, credeteci: ne sarà valsa comunque la pena.

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  1. ---> non mi fa commentare dal sito che mi vede come non loggato :look:

    Detto questo, prendendo la cosa con una risposta che non vuole essere troppo seriosa ma che nasconde un fondo di verità, secondo me basta essere "furbi" prima, ovvero, trovarsi una moglie\compagna che gioca anche lei :asd: , se siete tra i fortunati, andate tranquilli che anche con famiglia e lavoro da portare avanti, più di quache ora di gioco si porterà a casa. Se invece fate parte della grandissima maggioranza di persone che hanno una (fortunatamente) vita di coppia tra uscite agli eventi\pizzeria\pub\viaggi & vita reale varia, senza che la vostra amata vada oltre il giochillo casual su android, ho una notizia per voi

    Se siete bravi(ma bravi veramente) si riuscrà col tempo a trasmettere questa passione ai figli nel modo giusto(perchè di trasmettere si trasmette, ma nel modo giusto è più complicato). Allora potrebbe succedere che con i figli un pò più grandi voi passate il tempo libero con loro a giocare con la scusa di essere padre(infami :fag:) e vostra moglie non potrà fare altro che stare a guardare se non gioca.

    Un esempio pratico, quando giocavo in competitivo in ETQW, eravamo in una squadra dove nel TeamSpeak c'era anche una coppia che era in squadra con noi, giocavano sia lui che lei, dalla stessa casa con due PC vicini uno di fianco all'altro, questo ragazzo magari usciva presto la mattina, pranzava fuori, tornava alle 18:30, un pò di tempo per la vita reale con lei, poi magari cena anche fuori, ma dalle 23:00 all1:00 erano nel teamspeak con noi a fraggare allegramente, tra smadonnamenti e battute, epic! :asd:
    Intrattenimento.

    È tutta una questione di scelte: certo, per alcuni il tempo dedicabile al sollazzo può essere estremamente limitato, e per altri può invece essere enorme.

    Limitato o enorme che sia, il trucco è concentrarsi e fare le scelte giuste. Facile, no?...
    Ma fare le scelte giuste ad un certo punto della vita significa abbandondare giochi e forum e dedicarsi a moglie\figli attività all'aperto :asd: Ma il bambino che è in ognuno di noi a volte vuole continuare a sopravvivere.
    Scelte o scelte imposte dalle circostanze? anche questo è il punto.

    A volte si vorrebbe mollare tutto, ma non si può.
    il Cinese
    Scelte o scelte imposte dalle circostanze? anche questo è il punto.

    A volte si vorrebbe mollare tutto, ma non si può.


    A maggior ragione, in quel caso, sarà necessario essere vigili e scattanti nel momento in cui, invece, sarà possibile mollare tutto magari anche solo per un secondo.

    In quel fatidico momento sarà fondamentale scegliere con attenzione come allocare il - poco o tanto - tempo da dedicare all'intrattenimento. In soldoni: ho 5 minuti di pausa, li passo su un forum, a completare quella missione di Assassin's Creed III che avevo lasciato indietro o a farmare in qualche giochino mobile?

    O anche: una scelta effettuata in base al fatto di avere solo quei 5 minuti da dedicare alla pacchia può essere veramente definita come una scelta imposta dalle circostanze, se quelle circostanze si chiamano figli, lavoro, moglie, amante? Non è forse meglio parlare di priorità, e godersi - nel caso specifico - la fugace lettura di un forum?

    Certo, l'invidia per chi - in un forum aperto da pochi giorni - già supera i 200 post comunque resta. :D
    Sempavor
    A maggior ragione, in quel caso, sarà necessario essere vigili e scattanti nel momento in cui, invece, sarà possibile mollare tutto magari anche solo per un secondo.

    In quel fatidico momento sarà fondamentale scegliere con attenzione come allocare il - poco o tanto - tempo da dedicare all'intrattenimento. In soldoni: ho 5 minuti di pausa, li passo su un forum, a completare quella missione di Assassin's Creed III che avevo lasciato indietro o a farmare in qualche giochino mobile?

    O anche: una scelta effettuata in base al fatto di avere solo quei 5 minuti da dedicare alla pacchia può essere veramente definita come una scelta imposta dalle circostanze, se quelle circostanze si chiamano figli, lavoro, moglie, amante? Non è forse meglio parlare di priorità, e godersi - nel caso specifico - la fugace lettura di un forum?

    Certo, l'invidia per chi - in un forum aperto da pochi giorni - già supera i 200 post comunque resta. :D


    E infatti c'ho messo 2 mesi a finire Broken Age! :asd:
    meno tempo a disposizione può diventare tempo di maggiore qualità. da giocatore "adulto" sono diventato meno compulsivo/ossessivo, se non mi riesce la speed run al 100% con tutti i collezionabili, pazienza, vado avanti e me la godo di più. da teenager nerd ero perfezionista pallosissimo.

    leggendo l'articolo ho pensato altre due cose: l'accettabilità sociale dei videogame e il pubblico di riferimento dei produttori.

    voglio dire, anno dopo anno è più difficile dire ad amici/parenti/mogli/figli/colleghi "mi prendo un'ora libera per giocare". è implicito il giudizio sociale che il videogame è roba da teenager brufolosi, è difficile che qualcuno lo capisca come un passatempo o un hobby al pari del bricolage, la collezione di francobolli, la palestra o lo stone balance . che poi è lo stesso motivo per cui se ho qualcuno sopra la spalla che mi guarda mentre gioco inizio a ballare a disagio sulla sedia come se ci fossero i chiodi, mi sento osservato e giudicato.

    l'altra cosa che mi stavo chiedendo è se poi il pubblico di riferimento oggi dei videogame non sia proprio la fascia di 30/40enni. voglio dire, i ragazzi di oggi sono attratti dai videogame come lo sono stati i ragazzi tra gli '80 e i '90? molti titoli, forse la maggioranza, strizzano l'occhio e sono pensati proprio per i giocatori adulti, proprio a quelli che devono mandare moglie e figli in vacanza da soli ad agosto per avere due settimane libere da full immersion nei titoloni che hanno in backlog da anni.
    Mescal
    meno tempo a disposizione può diventare tempo di maggiore qualità. da giocatore "adulto" sono diventato meno compulsivo/ossessivo, se non mi riesce la speed run al 100% con tutti i collezionabili, pazienza, vado avanti e me la godo di più. da teenager nerd ero perfezionista pallosissimo.

    leggendo l'articolo ho pensato altre due cose: l'accettabilità sociale dei videogame e il pubblico di riferimento dei produttori.

    voglio dire, anno dopo anno è più difficile dire ad amici/parenti/mogli/figli/colleghi "mi prendo un'ora libera per giocare". è implicito il giudizio sociale che il videogame è roba da teenager brufolosi, è difficile che qualcuno lo capisca come un passatempo o un hobby al pari del bricolage, la collezione di francobolli, la palestra o lo stone balance . che poi è lo stesso motivo per cui se ho qualcuno sopra la spalla che mi guarda mentre gioco inizio a ballare a disagio sulla sedia come se ci fossero i chiodi, mi sento osservato e giudicato.

    l'altra cosa che mi stavo chiedendo è se poi il pubblico di riferimento oggi dei videogame non sia proprio la fascia di 30/40enni. voglio dire, i ragazzi di oggi sono attratti dai videogame come lo sono stati i ragazzi tra gli '80 e i '90? molti titoli, forse la maggioranza, strizzano l'occhio e sono pensati proprio per i giocatori adulti, proprio a quelli che devono mandare moglie e figli in vacanza da soli ad agosto per avere due settimane libere da full immersion nei titoloni che hanno in backlog da anni.


    1. Sì; anche dire "lavoro per una rivista di videogiochi" è a volte imbarazzante, perché sembra la classica cosa da ragazzini. che poi, per carità, in parte è anche così (nel senso che ci si diverte e non si è al pronto soccorso a salvare vite), però hai voglia che sbattimento è arrivare in edicola!

    2. Da un certo punto di vista, sì. Dall'altro vedo decine di titoli per adolescenti... che ci acchiappano con tematiche poco adulte. Mah.
    Mescal
    l'altra cosa che mi stavo chiedendo è se poi il pubblico di riferimento oggi dei videogame non sia proprio la fascia di 30/40enni.


    A vedere la quantità di remastered, remake, reboot che affollano il mercato la tua sembra quasi una domanda retorica con implicita risposta positiva: io stesso mi sono emozionato a giocare Homeworld Remastered Collection, rimembrando i bei tempi andati e il mio mitologico pc di allora (che faticava da matti a far girare il gioco, ma resterà per sempre nel mio cuore).

    I 30/40enni sono probabilmente più propensi a spendere, però...devo farmi una domanda: quanti ancora giocano? Quanti invece hanno smesso? L'altro giorno parlavo con un amico dei suoi trascorsi in World of Warcraft, e di come tanti degli amici con i quali faceva gruppo ormai fossero abbondantemente sopra la trentina, e quindi non videogiocassero più. Il de conquibus sta tutto in quel "quindi", mi sa.
    Sempavor
    A vedere la quantità di remastered, remake, reboot che affollano il mercato la tua sembra quasi una domanda retorica con implicita risposta positiva: io stesso mi sono emozionato a giocare Homeworld Remastered Collection, rimembrando i bei tempi andati e il mio mitologico pc di allora (che faticava da matti a far girare il gioco, ma resterà per sempre nel mio cuore).

    I 30/40enni sono probabilmente più propensi a spendere, però...devo farmi una domanda: quanti ancora giocano? Quanti invece hanno smesso? L'altro giorno parlavo con un amico dei suoi trascorsi in World of Warcraft, e di come tanti degli amici con i quali faceva gruppo ormai fossero abbondantemente sopra la trentina, e quindi non videogiocassero più. Il de conquibus sta tutto in quel "quindi", mi sa.


    eh pure io sono ritornato a homeworld :> e adesso che ha le texture 4k non riesco comunque a farlo girare al massimo nemmeno con il pc di oggi :asd: sarà una feature che fa parte dell'operazione nostalgia
    Parlo da me, leggo le news dal cellulare e gioco pochissimo. Su xbox scarico la maggior parte delle volte i giochi gratuiti e nemmeno li provo (ma so che sono li, che prima o poi chissà..), ma il bello è che nonostante i quasi 35 anni questa passione non mi ha mai abbandonato, e mi basta leggere le notizie e vedere qualche video per fantasticare come quando avevo dieci anni e immaginavo mondi pazzeschi davanti ai giochi per atari 7800. A volte mi meraviglio come questo mio amore per i videogiochi sia resistito negli anni, sostenendosi ciclicamente dalla curiosità del nuovo alla voglia di ripescare vecchie riviste e rigiocare i titoli di un tempo (che mannaggia quanto erano difficili) e giocare gli ultimi usciti (che mannaggia quanto sono difficili ci vuole un manuale di 300 pagine prima di capire tutti i tasti)..

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