C.R.I.L.S., Comunità di Recupero per Insensibilità a Life is Strange

Life is Strange

Come è possibile punire, oggi, uno che proprio non digerisce Life is Strange? Va avvicinato con dolcezza, parlandogli dei personaggi azzeccati, della colonna sonora da brividini lungo la schiena, del fatto che una storia interattiva è sempre meglio di una storia e basta? Gli va sussurrato all’orecchio del mix tra adolescenza e sci-fi spicciola che DONTNOD è stata intelligentissima ad attualizzare, e che mediamente è sempre andata benissimo anche al cinema? Oppure va trascinato violentemente in pubblica piazza, coprendolo di sputi il martedì, di sassi il giovedì e di libri di Moccia il sabato sera, giusto per farglieli leggere la domenica? Qualsiasi cosa si decida, spero che la pietà umana abbia il sopravvento: il primo colpevole da lapidare dovrei essere proprio io.

Ci ho messo del tempo per accettare il Grande Dolore. Alla paurosa partecipazione emotiva di Claudio a The Walking Dead di TellTale ho risposto buttandomi sull’episodio iniziale alla prima occasione, forte della mia antichissima passione per gli zombie; il giorno che la redazione è impazzita per Life is Strange ho cercato di convincermi ancora una volta del potere della fantascienza, di come avrebbe potuto farmi apprezzare, finalmente, anche le avventure episodiche moderne. Non c’è stato nulla da fare: sono partito benino in entrambi i casi, trovando quelli che sembravano i motivi per proseguire, la partecipazione necessaria a finire un episodio e volerne un altro, l’empatia con i personaggi e tutto quel che serve. Tutto inutile: dopo l’ovvio arrivo di qualche gioco da recensire, o di un titolo da me particolarmente atteso, lo stimolo per continuare è improvvisamente (e definitivamente) finito.

Si tratta solo in piccolissima parte di un problema di tempo: proprio in questo ultimo periodo, nonostante abbia provato, finito e di nuovo esplorato giganteschi bestioni ARPG come Fallout 4 e The Witcher 3, imponenti free roaming come GTA V e Mad Max, multiplayer virtualmente infiniti e tanto altro ancora, ho comunque trovato il tempo di giocare tutto Bloodborne senza che mi fosse assegnata la recensione, oppure coprire appassionatamente i “buchi” rimasti su Metal Gear Solid V e Divinity Original Sin, pronto a buttarmi nella notte più profonda per godere di tali esperienze. Il tempo è un problema insormontabile, a volte, ma quel poco che rimane può essere utilizzato per i nostri piaceri trascurati, ed evidentemente gli adventure game episodici non fanno parte delle mie priorità, nemmeno sforzandomi.

SOMA

Il giorno che la redazione è impazzita per Life is Strange ho cercato di convincermi ancora una volta del potere della fantascienza

Per sopportare il terribile fardello, ho provato a interrogare la memoria. Qualche anno fa ricordo di aver scritto su TGM un’elegia di un certo modo di attualizzare le avventure grafiche, in riferimento a giochi horror come quelli di Frictional Games e ad altre esperienze in soggettiva, dove il livello di interattività è profondo e l’ambiente tridimensionale ha preso il posto delle illustrazioni 2D ma, allo stesso tempo, continua a contenere le soluzioni degli enigmi, oppure il succo narrativo di ciò che stiamo provando. In termini di successo ho senz’altro sbagliato direzione, e d’altronde nell’articolo non stavo parlando di apprezzamento commerciale, ma di ciò che mi auguravo si sviluppasse ulteriormente in futuro, secondo i mie particolari gusti e la mia sensibilità un po’ deviata, che pensa al cyberpunk anche quando non sta giocando/vedendo/ascoltando nulla del genere. Una sorta di terza via tra gli action e le avventure grafiche con fortissima componente narrativa, come quelle di LucasArts, all’interno di un impianto tecnico cosciente di trovarsi nel 2015 e, per lo stesso motivo, fruibile con il pieno controllo di personaggi e un’alta reattività degli scenari. In giro, peraltro, ci sono realizzazioni pratiche di simili desideri: solo per parlare degli ultimi tempi, ho avuto personalmente modo di giocare, finire due volte e innamorarmi perdutamente di SOMA, e nei giorni scorsi ho invidiato maledettamente il Mancini per le ore passate su Firewatch, programmando (e lo faccio, almeno in questi casi) di rimediare la lacuna il prima possibile.

Quali che siano i miei gusti, però, a trionfare oggi sono le avventure episodiche, tra cui Life is Strage si stacca in volata per una serie di motivi che comprendo benissimo, pur non potendoli metabolizzare nel profondo. Anche in redazione posso trovare sponde per lamentarmi dei giochi TellTale, di una tendenza che è arrivata a prendere il gioco più sandbox dell’universo, Minecraft, e portarlo nel territorio meno interattivo che si possa immaginare. Il lavoro di DONTNOD, però, è di quelli a cui puoi dire ben poco di negativo, ché anche chi non riesce a digerire il genere non può che applaudire per la sincera realizzazione autorale, per il fatto di introdurre meccaniche a loro modo desuete e, in generale, per essere una vera opera d’arte pop. Mi dispiace solo di non poter partecipare alla festa della sua celebrazione, e di non volerlo fare mettendomi una maschera di falsità. A questo punto mi chiedo: devo davvero tornare nell’angolino da solo, a piangere in silenzio, o c’è qualcuno che condivide la mia stessa e terribile insensibilità?

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  1. Faccio parte di coloro che non hanno provato LiS :look:

    Un pò perchè le avventure non sono il mio genere principale, un pò perchè ancora devo finire sia Fallout 4 che Legacy of the void ( :chebotta: ) ma molto per la formula a episodi, non è di mio particolare gradimento. Mettiamoci poi che per me almeno i sottotitoli Ita devono esserci :asd: Da quel che ho visto è stato aggiunto il supporto alla lingua Italiana in episodio 1, ma non sono a conoscenza se questo supporto sia esteso da episodio 2 a 5.
    ieri sera che avevo 10 minuti prima di andare a dormire ho provato il primo epsiodio preso in un humble bundle.

    Quando esce dalla classe e cammina nel corridoio con quelle cuffiette e la canzone che parte mi stavo già emozionando. Ha una regia davvero molto bella.
    Non riesco ad avvicinarmi ad una roba che è stata descritta come via di mezzo tra Twin Peaks ( capolavoro ) e Butterfly effects ( immondizia digitale per teen )
    Beh, in questo caso mi pare che il problema sia la natura episodica, più che il gioco in sé :sisi:
    :sisi:

    Un pò come il prossimo Hitman, che lascerò sullo scaffale :asd:
    Se lo vendessero in bundle con qualche oretta di tempo per giocarlo lo comprerei volentieri. Lo so, sono un videogiocatore insensibile.
    Hai perso tutta la mia stima che mi ero fatto dopo il tuo precedente editoriale.

    Vergognati. :asd:

    No davvero, vergognati. :ehm:
    Non ho mica detto che è un brutto gioco, o che non può diventare di culto. Solo non riesce a prendermi fino in fondo, come nessuna avventura episodica di questo tipo. Dovrebbe averne la forza, secondo molti, per la particolarità della trama e il tocco emozionale di DONTNOD, ma il risultato è sempre lo stesso, gioco un episodio e poi lo lascio lì per mesi. Ho addirittura peggiorato la tua stima, immagino :asd:
    Oggi è sabato, quindi ci vediamo tutti questa sera per lanciargli libri di Moccia! Mai pena fu più terribile!

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