Giochi di oggi, critica di domani

The Division sarà giocabile gratuitamente su PC e console nel weekend

L’aspetto migliore di questo spazio settimanale è che ti costringe a fermarti e a guardarti un attimo intorno. Il momento di astrazione dal sistema sarebbe fondamentale a prescindere, ma a dire il vero non è che ci sia sempre il tempo di farlo, o semplicemente a volte si dà per scontata la propria capacità analitica. Non è così.

Dopo aver letto l’editoriale di Roberto ho cominciato a pensare a quello che sta accadendo con Street Fighter V, un gran gioco che però è arrivato in una forma embrionale sul mercato (e, nel caso della versione PC, l’embrione ha degli oggettivi problemi di fruibilità), ma che nei prossimi mesi senza ombra di dubbio andrà ad arricchirsi ed espandersi. La scelta di Capcom rappresenta una presa di posizione netta, ma non è il primo caso di gioco che nel corso del tempo cambia radicalmente: basti pensare a Driveclub, Need For Speed, ma anche Destiny, per la sua natura di gioco online. Potrei citare, nel passato, tutti quei giochi che al lancio avevano problemi e sono migliorati nel corso del tempo grazie alle patch, ma in realtà voglio guardare al futuro e alle scelte identitarie più che agli sviluppi correttivi: parlo di The Division, o anche di Hitman, dove quello che avremo tra le mani al day one sarà solo – di fatto – una piattaforma di lancio. Il punto, sintetizzando, è che il videogioco si sta trasformando da semplice prodotto fatto e finito a qualcosa di molto simile a un servizio, a cui gli utenti si “abbonano” nel momento in cui decidono di dar fiducia ai publisher stipulando un contratto all’acquisto.

Street Fighter V 02

Come si valuta un gioco in continua evoluzione?

Al di là del giudizio etico, delle discussioni sul prezzo o del domandarsi quanto questa cosa ci piaccia o meno, il futuro sembra andare in quella direzione, per cui mi chiedo qual è e quale sarà il modo giusto per raccontare questa tipologia di videogiochi, perché non sono convinto che l’iter che oggi diamo per scontato sia completamente adeguato. Come si valuta un gioco in continua evoluzione? Al netto della spada di Damocle del voto, che a conti fatti è solo una sintesi di un lavoro molto più complesso e a cui nessuno dovrebbe dare un valore esplicativo, il punto è che proprio la recensione classica potrebbe iniziare a essere un “oggetto critico” con una scadenza. Anche volendo immaginare un livello di astrazione del giudizio altissimo che elimina qualunque discorso quantitativo per analizzare solo il core del gioco e i suoi principi di design, il rischio di risultare, mesi dopo, fuori fuoco è comunque alto.

E dunque? Forse, quindi, dovremmo iniziare a chiederci un po’ tutti (noi in primis) come cambierà il giornalismo di settore con la trasformazione del medium, e ipotizzare che la corsa alla copertura che si fa mesi prima di un titolo potrebbe diventare una maratona che accompagna ogni gioco anche dopo l’uscita, ma in che forma? E soprattutto, è possibile scardinare il sistema rituale classico, e per certi versi rassicurante, di anteprime e recensioni, in favore di qualcosa di più organico e continuativo? In realtà non so darmi una risposta, perché se nel mondo utopico delle idee sarebbe fantastica la copertura costante di qualunque scenario possibile, dall’altro il punto è creare un modello sostenibile per noi, per voi e per chi le storie, di fatto, le rende possibili. Come diceva un tempo il buon keiser in un post sul suo blog, il nostro lavoro non è creare le notizie, ma riportarle con senso critico, raccontare l’evoluzione del mondo e fornire interpretazioni e analisi. Questo non cambierà, ma, necessariamente, dobbiamo cominciare a pensare a nuovi modi per farlo, che in qualche modo riescano a essere sempre al passo coi tempi, per non correre il rischio di provare a girare un video con una polaroid e, soprattutto, ritrovarci in un mondo diverso rispetto a quello dei nostri lettori.

 

Condividi con gli amici










Inviare

Password dimenticata