Bello! È un frisbee?

Bello! È un frisbee?

Noi membri della Master Race siamo gente strana. Tralasciando i soliti discorsi di prestazioni, grafica e risoluzione, è proprio il modo con cui viviamo quotidianamente il videogioco a essere particolare. Nella fattispecie oggi voglio parlare di CD, DVD e tutte quelle cose rotonde e luccicanti di cui ormai non ricordo nulla.

COLPO DI SCENA

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Avrei dovuto solo alzarmi dalla scrivania, attraversare la stanza e prendere il CD del gioco. Non l’ho fatto

Stavo chiacchierando con un amico qualche giorno fa, ripescando dal cilindro dei ricordi qualche vecchio titolo a colpi di sospiri e “si stava meglio quando c’era lei”, e con “lei” si intende Bullfrog, ovviamente. Il fattaccio è sopraggiunto quando, in piena crisi ormonale postuma, mi viene affidato in mano il CD di Magic Carpet 2. A parte il chiaro attentato alla mia vita, data la mia motion sickness fin troppo molesta, ciò che ha creato scalpore nell’aria è stata la mia candida ammissione di non possedere un lettore CD. Mentre venivo studiato come un essere alieno, ho spiegato il motivo di tale scelta: ho campato per anni con un portatile. Un signor portatile, di quelli che hanno persino una scheda grafica, che mi ha servito fedelmente per più di un lustro, giorno e notte senza mai battere ciglio. Tranne per il fatto che il lettore ottico ha deciso di morire prematuramente. Non so se è cosa diffusa o le mie mani sono perfette per martoriare le periferiche, ma ogni portatile che è passato sotto le mie manacce è rimasto cieco. Per non andare un giorno sì e l’altro anche dal tecnico, si impara a sopravvivere in modi alternativi: hard disk esterni, servizi online e – ovviamente – Zio Gabe pronto a farmi scaricare la mia libreria in un paio di click.

COMPORTAMENTO DOLOSO

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In realtà il decesso del lettore ottico è avvenuto già in un periodo in cui non prendevo in mano un disco da eoni. Qualche anno fa, colto – stranamente! – da nostalgia, avevo deciso di dedicare un pomeriggio all’immortale Warcraft III. Avrei dovuto semplicemente alzarmi dalla scrivania, attraversare la stanza, afferrare il CD del gioco e installarlo. Non l’ho fatto. Rimanendo bello seduto ho semplicemente cliccato su Battle.net e ho scaricato il client. Sì, ci ho messo sicuramente più tempo, ma vuoi mettere? Il fatto è che non riesco più a prendere in considerazione i titoli retail: adoravo, nei centri commerciali, fiondarmi sui cassettoni di robaccia vecchia sperando di trovare l’offerta della vita – e così è stato in diverse occasioni – ma sono consapevole che non comprerei più qualcosa del genere, se non per qualche strano bisogno di accumulare antichità. Abbiamo Steam, GOG e chissà quante altre piattaforme digitali che tengono in ordine la nostra libreria, che non occupa spazio accanto al divano e che non prende polvere, e non riesco a pensare a qualche motivo per cui rinunciare alla comodità di un click. Sono pazzo? Rischio grosso? Sinceramente credo di no. E voi vi siete già convertiti al digitale?

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