Quando SHODAN creò il mondo

OtherSide sta formando un dream team per lo sviluppo di System Shock 3

Non so se è successo anche a voi, probabilmente sì, ma a me il video della “remastered” di System Shock ha messo addosso un profondo e incontrollabile hype. Troppo spesso troviamo lo stesso roboante aggettivo associato a lavori meno impegnativi, incentrati su controlli, risoluzione e, quando va bene, su texture e qualche effetto, mentre qui ci troviamo di fronte a una ben più ambizioso lavoro di riscrittura tecnica e formale. Per il momento si tratta di poche suggestioni visive, ma chiunque abbia giocato al titolo originale può testimoniare la fedele ricostruzione degli interni e delle atmosfere; allo stesso tempo tutti, anche chi non sa nulla del vero progenitore di Deus Ex e BioShock, possono intravedere una realizzazione tecnica di primo piano, non a livelli mai visti ma comunque dotata di tutto quel che serve (l’engine è il diffusissimo Unity). Ed è un doppio godimento per gli amanti dell’entertainment fantascientifico, mai così coccolati un po’ da tutti, grandi major e piccoli indipendenti dal cuore sci-fi.

RITORNO ALLA CITTADELLA

Il gioco di Night Dive Studios è il tipo di opera che nessuna grossa casa avrebbe mai prodotto, un po’ perché tutto è noto e già scritto a livello di trama, un po’ perché l’idea è di non toccare praticamente nulla a livello di gameplay e, anche per questo, il suo sviluppo non poteva che passare dalle libere (e non sempre capaci di andare a buon fine) pulsioni del crowdfunding. Un gameplay che negli anni è stato smontato, riassemblato e di nuovo sminuzzato, non solo in Deus Ex ma in quasi tutti i mix fra FPS e giochi di ruolo; non ci sono iniezioni di crafting, la “rete” non è quella del gioco online ma l’insidioso terreno di battaglia dell’intelligenza artificiale SHODAN, che dal suo regno di silenzio è decisa a tenersi anche quello, ben più concreto e fisicamente violento, della stazione spaziale Cittadella. C’è pure la realtà virtuale, che nel suo caso non è il mondo immersivo di Oculus o Vive ma il luogo esplorabile dei dati e dei flussi digitali, un po’ come nel cyberpunk cinematografico anni ’80 e ’90. Tutto è meravigliosamente classico, insomma, e sembra emergere con forza ancora maggiore oggi, nell’epoca in cui gli storymode profondi rischiano di venir surclassati dalle più evanescenti esperienze multiplayer.

Cyberpunk 2077 immagine news editoriale cd project red

Forse stiamo davvero attraversando una nuova età dell’oro per la fantascienza nei videogiochi

Speravo fortemente in qualcosa del genere, dopo aver visto i vari Syndicate (Satellite Reign), Wasteland (2), Planetscape Torment (Tides of Numenera) ed Elite (Dangerous) riprendere vita in prodotti moderni, ma certo non immaginavo un rifacimento così fedele. Forse stiamo davvero attraversando una nuova età dell’oro per la fantascienza nei videogiochi, e questo potrebbe unirsi all’aura di culto intorno a System Shock e propiziare, così, il buon esito della campagna Kickstarter. L’orrore claustrofobico del gioco di Looking Glass ha continuato a insinuarsi in tante altre esperienze, da Dead Space e Alien Isolation (un’ispirazione a dir poco “circolare”, in quest’ultimo caso) alle più ricercate atmosfere esistenziali di SOMA. Anche la fiaccola del cyberpunk non si è spenta ma, al contrario, è diventata nel tempo un grande fuoco crepitante, alimentato da temi maturi e sfaccettati gameplay. Deus Ex Mankind Divided è ormai alle porte, e mi tremano letteralmente le ginocchia al pensiero di Cyberpunk 2077 di CD Projekt RED, e di come sarebbe bello se, fra un paio d’anni, fosse lui a diventare il gioco dell’anno (per i più distratti, la GDC ha assegnato l’onorificenza proprio a The Witcher 3).

ONORE AGLI ASSENTI

Nelle ultime tre righe c’è la materia per altrettanti speciali, che avremo il tempo e il piacere di sviluppare nei prossimi mesi. Non vorrei, però, che alla festa della sci-fi videoludica mancasse un ospite illustre, a suo modo legato alla tradizione dei giochi di Looking Glass e Ion Storm, così come alle (ancora più) cupe visioni della fantascienza postnucleare. Ogni tanto faccio una partita a Survarium per respirarne ancora, e comunque lo trovo nascosto in decine di prodotti e suggestioni, comprese quelle recentissime della Zona Nera di The Division. Mi sveglio e ricordo di averlo sognato, di aver appreso che GSC World si è riunita a 4A e Vostok Games, e che tutti lavorano felici per la realizzazione del sequel. Avrò un nuovo System Shock, ho già avuto il successore di Elite e so che un celebre boardgame cyberpunk diventerà un ARPG dei migliori sviluppatori sulla piazza. Datemi anche S.T.A.L.K.E.R. 2 e morirò felice.

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  1. Troppi bei titoli... troppi ricordi... :commosso:

    Il colpo di grazia con il ricordo del perduto STALKER 2 :piange:

    Bell'editoriale!

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