The Sims Machine

teoria simulazione editoriale

Complice il fatto che mi piacciono un sacco le Tesla (e in particolare, vista la sua maggior accessibilità economica, la Model 3), seguo a tempo perso quel pazzo visionario che è Elon Musk, ultimo in ordine di tempo a sostenere la plausibilità della Teoria della Simulazione, postulata da Nick Bostrom, secondo cui le probabilità che viviamo all’interno di una simulazione computerizzata creata da una civiltà post-umana sono statisticamente rilevanti.

L’ipotesi parte dall’assunto che, se esiste un numero sufficientemente elevato di civiltà avanzate, e queste sono capaci di creare simulazioni complesse e realistiche dell’universo (o di una sua parte), allora viviamo quasi certamente in una di queste simulazioni. La spiega è ovviamente un goccino più complessa e filosoficamente ingarbugliata (e in fondo a questo articolo trovate tutti i link del caso per approfondire), ma il senso è abbastanza chiaro.

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Secondo Musk, c’è una probabilità su qualche miliardo che la nostra realtà sia quella “vera”

Per Musk, le probabilità che le cose siano davvero in questi termini sono altissime, al punto da aver affermato che “c’è una possibilità su qualche miliardo che quella in cui ci troviamo sia la realtà ‘vera’“. A sostegno di questa tesi, con un ragionamento non del tutto peregrino, Musk si appoggia proprio ai nostri cari videogiochi: “quarant’anni fa c’era Pong, che erano due rettangoli e un quadratino. I videogiochi, allora, quello erano. Oggi, quarant’anni più tardi, abbiamo simulazioni tridimensionali fotorealistiche con milioni di persone che giocano contemporaneamente, e che migliorano ogni anno… Ipotizzando un qualsiasi tasso di miglioramento costante, i giochi diventeranno ben presto indistinguibili dalla realtà“.

Il ragionamento non è peregrino, dicevo, perché è indubbio che i videogiochi stiano galoppando verso il realismo totale, e non solo dal punto di vista della grafica, o della fisica: la sempre maggiore potenza di calcolo a disposizione consente non solo di avere paesaggi e personaggi oltremodo (in)credibili, ma anche di simulare dinamiche e scenari sempre più complessi. Siamo passati da Pong a The Witcher 3 in quarant’anni. Qualcuno di voi è in grado di immaginarsi cosa potranno essere i videogiochi tra cinquanta, o cento anni?

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L’idea di vivere in una versione più avanzata di The Sims è un po’ deprimente, ma non priva di un suo fascino

Certo, l’idea di trovarci in una versione un po’ più avanzata di The Sims non è certo nuova, e non serve tornare ai tempi di Platone per trovarne traccia: più recentemente, penso giusto a Matrix o, ancor meglio, al sottovalutatissimo Il tredicesimo piano. L’ipotesi continua però ad affascinare, almeno il sottoscritto, specialmente se vengono tirati in ballo i videogiochi, e l’incredibile progresso tecnologico di questi anni. È anche un po’ deprimente, da un certo punto di vista, perché pone sotto una luce completamente diversa tutte le belle riflessioni sul libero arbitrio, sull’autodeterminazione, sulla libertà di scelta ecc. ecc..

Volendo giocare a prendere per buono questo scenario, accettando quindi che la nostra vita sia la “partita” di un simulatore che gira sul computer di qualcun altro, gli unici due grossi rammarichi sono il non poter sperare in un buon quicksave nel caso le cose vadano storte, né di poter trovare da qualche parte dei cheat utili per superare un boss particolarmente ostico. Seriamente, se vi interessa approfondire un po’ di più l’argomento, ecco qualche link utile di partenza:

Qui trovate l’intervento di Elon Musk

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Rispondi

  1. Fosse davvero così, dovessi trovare 'sto tizio inventore della simulazione lo gonfio di botte.
    Adesso adesso... calmi neh con ste vaccate campate per aria... vabbé, dai ci si vede.

    Computer?

    Fine programma!

    Ponte Ologrammi off.

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