Quei Bravi Polacchi

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The Witcher 3 è fuori da più di un anno. In questi 365 giorni ha raggranellato così tanti consensi, prima col gioco base, poi con Heart of Stone e quindi con l’ultima, straordinaria, Blood and Wine, da essersi sicuramente guadagnato il titolo di videogioco più premiato del 2015. Non solo la critica l’ha adorato, coccolandolo come un figlio prediletto, ma anche gli utenti lo indicano tra i migliori giochi degli ultimi anni. Perfino chi non si era mai avvicinato alla saga dello Strigo non ha resistito al richiamo e al fascino della Caccia Selvaggia. The Witcher 3 è stato un successo planetario e senza precedenti per CD Projekt RED, che veniva da un secondo capitolo universalmente apprezzato ma decisamente non così idolatrato come questo.

The Witcher 3 è stato un successo planetario e senza precedenti per CD Projekt RED

E d’altronde è impossibile non farsi ammaliare da Geralt: la quantità e la qualità di The Witcher 3 non lascia grande spazio alle polemiche. È un titolo che va amato e vissuto sulla propria pelle per assaporare una delle esperienze più coinvolgenti degli ultimi anni. In più si è beccato un covone di amore in seguito all’arrivo dei DLC gratuiti: una decina di missioni, pettinature alternative, armature, addirittura nuove modalità di gioco. Cioè, intendiamoci, anche solo in questo modo i polacchi di hanno letteralmente messo in ridicolo chiunque venda acconciature, vestitini e ammennicoli vari sullo store puntando lo sguardo avaro verso gli spiccioli dei giocatori. Tutti questi contenuti si aggiungono a un pacchetto che, di per sé, sarebbe già più ghiotto di qualsiasi altra offerta sul mercato. Assieme a tutta questa roba il malloppo è troppo prezioso per lasciarselo sfuggire. La gioia di essere coccolati in quanto utenti finali non ha prezzo.

Le uniche voci fuori dal coro, l’unico grande rammarico che arrivava dalla community dei giocatori, aveva a che fare con un’interfaccia non proprio allo stato dell’arte: legnosa, lenta e macchinosa, che tendeva a precipitare in un pasticcio di icone colorate difficilmente navigabile. Però, oh, non si può mica avere tutto nella vita e, alla fine, anche chi si lamentava dell’interfaccia ha finito per farsela piacere e giocare a The Witcher 3 per cinquanta, cento, centocinquanta ore almeno. Evidentemente non era uno scoglio così insuperabile, nonostante sia il primo a pensare che muoversi attraverso quei menù fosse, a volte, talmente macchinoso da preferire lasciare l’arma spuntata o l’armatura ammaccata, piuttosto che affrontare l’inventario.

The Witcher 3: disponibile l'update 1.20Un anno dopo, prima dell’ultima tessera del mosaico di The Witcher 3, quel Blood and Wine che Marietto ha promosso col massimo dei voti, CD Projekt RED ha reso disponibile una nuova corposa patch. In questo aggiornamento che, ripeto, arriva un mucchio dopo l’uscita, con centinaia di migliaia di dollaroni profumati in tasca, ottime vendite e una favolosa accoglienza di pubblico e critica, i polacchi hanno ridisegnato completamente quell’interfaccia scomoda e macchinosa. Perché quell’unica imperfezione in un’opera tanto amata proprio non potevano sopportarla. Etica polacca o morale dell’Est, che ne so. Fatto sta che è andata così: non avevano nessun vero motivo tangibile per convincere il pubblico ancora una volta, ma l’hanno fatto.

Tutti i menù sono cambiati: la gestione dell’equipaggiamento è suddivisa in sezioni ed è molto più ordinata e di facile consultazione; il menù dei potenziamenti del personaggio è decisamente più chiaro; una serie di utili agevolazioni arrivano in fase di creazione di pozioni ed equipaggiamento (come la possibilità di acquistare direttamente i componenti mancanti, senza passare attraverso un altro menù). Perfino la gestione della mappa è diversa, più veloce e più chiara. Come se non bastasse, il titolo è stato tirato a lucido e risulta più fluido che mai: su PS4 ha guadagnato diversi FPS sopperendo a una fluidità mai troppo brillante. Insomma, a un anno di distanza dall’uscita abbiamo tra le mani un nuovo The Witcher 3, più bello, chiaro, fluido e scattante che mai.

a un anno di distanza dall’uscita abbiamo tra le mani un nuovo The Witcher 3: più bello, chiaro, fluido e scattante che mai

La cosa migliore? Che tutto questo è gratis. Tutti i cambiamenti prescindono dalla nuova espansione e sono a beneficio di tutti coloro che possiedono il gioco, anche di chi deciderà di non acquistare Blood and Wine. A ben vedere si tratta dell’ennesimo contenuto gratuito di un titolo già eccezionale, che diventa imperdibile per l’amore che Quei Bravi Polacchi riservano al loro pubblico. Per questo, al di là dell’ottima fattura di una espansione come quelle che si facevano un tempo, ricca di materiale aggiuntivo che suona come un vero e proprio ampliamento del gioco base e non un semplice encore, The Witcher 3 andrebbe lodato, spingendosi perfino oltre quelle votazioni grossomodo perfette che lo avevano accompagnato all’uscita.

Ricordo ancora quel foglietto rosso pieno d’amore che ti sorprendeva uscendo dalla confezione del titolo. Un foglietto in cui i polacchi ringraziavano i giocatori che avevano deciso di fidarsi, ancora una volta, di Geralt di Rivia, e promettevano grandi cose per non tradire quella fiducia. A bocce ferme posso dire che ce l’avete fatta, miei cari.
Jjesteś wspaniał. Siete favolosi.

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  1. L'ho già detto e lo ripeto: questi, in rapporto a chiunque gli stia intorno nel settore, sono alieni.
    Che bell'articolo! Come non approvare!

    Infine anch'io son stato stregato, quindi comprerò anche i primi due episodi :-) da GOG :-)

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