Il giorno prima dell'E3

E3 2016

È metà mattinata, quasi ora di pranzo a dire il vero. Vengo da una nottata perché il numero doveva andare in stampa e, ovviamente, c’è sempre quell’ultimo gioco lì che ti frega perché arriva a una manciata di giorni dalla chiusura e che fai, aspetti un mese? Non puoi, perché i tempi della stampa sono quelli. A volte dilatati, a volte iper compressi, ma inutile che lo dica a voi: avere le griglie, guardare l’impaginato, strutturare l’articolo per la fruizione stampata ha quel romanticismo che il web non ha. Ma l’internet è veloce e, in questi giorni, lo è ancora di più. Sapete cosa significano dire, per noi i giorni prima di una fiera? Ma soprattutto prima dell’E3? L’inferno. Provo a raccontarvi quello che accadrà sommariamente.

paura e delirio

Dopo una nottata di evidente infermità, io a stento riuscivo a premere i tasti sulla tastiera, mentre Claudio, con tutta calma, ha preferito emergere dalla cripta con serenità, perché sa che questa giornata finirà sabato mattina, quando metteremo piede sull’aereo che ci porterà a LA. Io sono qui a scrivere per recuperare caratteri perduti, mentre lui impagina senza sosta le ultime quattro pagine da mandare in stampa, dopodiché inizierà la preghiera: tutto deve andare liscio. Nel frattempo, Ivan, è già alla terza pasticca di ansiolitici, perché lui sarà il nostro centro di controllo da Milano, e sa già che gli tocca il lavoro bruttissimo, come l’operatore di Matrix che deve gestire da lontano tre idioti che credono di conoscere il kung fu. Il Kikko nazionale sta provando a raccapezzarsi per dare un senso ai nostri appuntamenti e alla programmazione del sito dei prossimi giorni: il fatto che abbia minacciato di morte Mario quelle tre o quattro volte in più del solito ve la dice lunga sul suo stato mentale. Nel frattempo, il marmista, non è pervenuto: starà fumando.

La giornata di oggi terminerà sabato mattina, sull’aereo per LA

Il pomeriggio andrà così: io continuerò a scrivere come un ossesso, perché c’è sempre la recensioncina che va su prima di partire, con tanto di video da montare, Ivan si perderà nelle sue paranoie apocalittiche e Claudio scoprirà le settantatre cose che ci siamo dimenticati di preparare per l’E3 e correrà per tutta Milano per cercare di recuperare materiali stampa, adattatori, modem e quant’altro. Mario intanto, fa shopping pre-partenza. Io alle 20 mi ricorderò che ho una valigia da fare perché domani alle 7 parto alla volta di Milano, e andrò nella paranoia più totale, fra pesi dei bagagli e la consapevolezza che nella casa di LA non c’è il dannatissimo phon. Iniziamo malissimo. Nel frattempo, mi farò venire le ansie sui cambi e gli abbinamenti di colore, perché non sia mai che poi mi trovo con t-shirt non adatte, che poi in video viene male. Al rientro a casa Claudio si troverà 54 pacchi di Amazon a casa, che sono più o meno i miei ultimi acquisti tecnologici “per ogni evenienza” da usare LA. Ovviamente dovranno entrare in valigia, naturalmente io me ne dimenticherò qualcuno a Vimodrone.

Alle 4 di notte io, forse, mi stenderò sul letto già pronto per andare in stazione, perché tanto dopo due ore devo uscire. Vi risparmio il tragitto per arrivare in stazione e la mia salita in treno a minuti 2 dalla partenza: un evergreen. Ovviamente dato che non avrò finito di scrivere un bel niente, le 4 ore di viaggio saranno impegnate più o meno così: 

Nel frattempo Claudio inizierà a fare l’inventario per #CasaTGM, mi manderà un messaggio e scopriremo cosa mi sono dimenticato a Napoli. La butteremo sul ridere perché sì, tanto… Alle 12 e qualcosa arriverò a Milano mendicando un passaggio a Claudio che, povera anima, mi verrà a recuperare (adesso che l’ho scritto sarà moralmente costretto a farlo) e andremo in redazione, dove partirà il pomeriggio delle preparazioni last minute: sigle, grafiche, palinsesti carpiati, la scoperta di avere sette appuntamenti allo stesso orario e, soprattutto, la consapevolezza che tutti i file di preparazione dei pezzi per l’E3 sono mezzi vuoti. Soprattutto i miei. Non quelli di Mario, che arriverà a Milano, si perderà, lo recupereremo, ma si presenterà dotato di 40k di introduzioni di sicurezza. A quel punto, a ora di cena, ci confideremo che è meglio stare leggeri, che il giorno dopo c’è la traversata, e dunque finiremo all’Old Wild West a spanzarci di male, dicendo “andiamo lì e giriamo un video bellissimo” senza farlo. Poi andremo a Chez Todeschini, perché subito a nanna che domani sveglia presto: seguono 7 ore di prove tecniche di trasmissione, con risultati deliranti e conseguente corsa matta e disperata in aereo. Che bello l’E3.

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  1. Ma infatti lo è. Il tono non è quello di chi si lamenta, è semplicemente un racconto di cronaca vera. Poi quando finisce ti manca tantissimo. :bua:
    Se il marmista non è pervenuto (leggasi Marmist del forum, quello degli asciugamani croccanti), allora va tutto bene! :smug:

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