Suonala ancora, Gabe

Bufala Half Life 3

In questi giorni di follie per i saldi di Steam mi sono figurato quanto sarebbe bello se Gabe Newell e compagni tornassero a proporre qualcosa nei panni di Valve Software, e smettessero per un attimo (almeno cerebralmente) quelli di leader assoluto della distribuzione di videogiochi in DD. Io ce l’ho ancora davanti, quella scatola arancione con i marchi di Valve e Sierra, e ricordo ancora perfettamente i primi passi del gigante, appena prima di bruciare tutti sulla linea di partenza delle piattaforme online. In quegli anni nulla era deciso, e anzi dopo aver giocato Unreal di Epic credevo di trovarmi di fronte al vero FPS rivoluzionario di fine anni ’90, senza sapere che da lì al tempo di un’estate avrei dovuto rimettere in discussione tutto. E oggi, una volta in più, non avrei dubbi: malgrado i tempi siano cambiati, e nonostante il nucleo storico di Valve si occupi ormai prevalentemente di contare i soldi, vorrei ancora tantissimo Half-Life 3.

Lo so, anelare l’annuncio del terzo capitolo di Half-Life non è più di moda, e per la verità non si vedono più nemmeno falsi annunci, vaghi rumor o qualsiasi cosa che ne ricordi non dico l’attesa, ma almeno l’idea di attenderlo. D’altra parte, l’assenza di segni è incredibile oggi come lo sarebbe stata anni fa: Gordon Freeman sta diventando l’eroe più trascurato tra quelli più famosi della storia dei videogiochi, un’icona che l’ultima generazione sente nominare come una vera leggenda, ma di cui rischia di perdere le coordinate videoludiche e i veri motivi che ne hanno determinato – e potrebbero ancora determinare – la grandezza. Idee realmente nuove per il soggetto, il mito di Black Mesa e poi quello di City 17, il linguaggio che gemma dalle regole cinematografiche e diventa narrazione in prima persona, un personaggio che incarna senza proferire parola un’intera progenie di nerd: tutti voi (o quasi) potete buttar sopra a questi riferimenti manciate di ricordi cui siete affezionati, ricomporre il quadro nella mente e verificare se, in pieno 2016, sentite ancora la stessa voglia che è rimasta a me.

In caso, intervallate la lettura guardandovi questo video, o anche questo. E soprattutto giocate a Black Mesa, se non l’avete ancora fatto (ed è il momento giusto: con gli sconti lo portate a casa a meno di 8 euro).

Gman_Don Waters fan art

penso che il linguaggio di Half-Life sia un bene collettivo, che prescinda dalle infinite imitazioni

Tutto questo, ovviamente, non significa che io abbia dimenticato le notevoli IP che si sono succedute lungo gli anni, create attraverso una “medicea” strategia di produzione, dentro e fuori il periodo di Half-Life 2 e degli Episodi. I vari capitoli di Left 4 Dead e Portal, Team Fortess 2 e la reincarnazione di DOTA hanno a che fare con ispirazioni e creativi che Valve ha portato nel suo cortile, ricevendone in cambio puntuali successi e dimostrando, almeno nel caso di L4D (in riferimento a Evolve, naturalmente), che in un modo o nell’altro le idee concepite nella casa di Gabe sono sempre le più “fortunate” – dove per fortuna si intende un complesso sistema di condizioni, naturalmente. E comunque è l’ultima iterazione di sviluppo a mettermi un po’ in ansia: riconosco come tutti il successo dei MOBA e, dunque, la stessa opportunità d’esistenza e successo planetario di DOTA 2, ma mi dispiacerebbe davvero se, nei prossimi anni, guardandomi indietro trovassi solo e unicamente la firma di Valve su un titolo del genere, più che valido ma poco rappresentativo della storia della software house.

Sono anche convinto che gli action adventure in prima persona a sviluppo lineare abbiano ancora molto da dire – posizione ancora più impopolare, oggi – e che la serie possa persino mettersi alla guida della rinnovata e dilagante smania di raccontare in prima persona, per dotarla di significati ludici più profondi e dare un senso a una delle strade che la stessa Valve sta percorrendo. Solo in quest’ultimo caso, però, mi riferisco alla realtà virtuale di HTC Vive, che pure beneficerebbe di una strigliata dall’interno della sua unica piattaforma di supporto (con qualche IP di peso, meglio ancora se inedita); al contrario, non mi viene nemmeno in mente di ridurre la questione alla diatriba sulla VR, e penso invece che il linguaggio di Half-Life sia un bene collettivo, che prescinda dalle infinite imitazioni e, anzi, resti solo ed esclusivamente Half-Life, pronto a riprendere le fila delle mille domande rimaste in sospeso. La cosa pazzesca è che non si può nemmeno parlare di vaporware: nessuno ha mai avuto una vera conferma del suo sviluppo, e per il livello di segretezza che Valve riesce a mantenere – almeno, quando vuole – Half-Life 3 potrebbe essere annunciato domani. Si fa per dire, eh.

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  1. Perche' non sia mai stato realizzato HL3 (o almeno HL2 ep. 3) e' forse il piu' grande mistero dell'industria videoludica.

    Ho sperato che Valve lo tenesse da parte come killer app (in esclusiva) di qualche nuovo hardware o S.O., ma fino ad ora non sembra.

    Aggiungo solo che di HL1 e HL2 mi ha sempre affascinato la particolare atmosfera (e l'uso della fisica nel gameplay).

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