Non ho più spazio per i videogiochi!

non ho più spazio per i videogiochi

Grazie al lavoro che faccio non è raro che qualche publisher mi mandi, assieme alla copia da recensire di un suo gioco, qualche gadget allegato, piccolo o grande che sia. Di mio, amo spulciare internet e fare acquisti per lo più inutili, con buona pace di mia moglie che mi vede spacchettare cose e scuote amaramente la testa, con l’aria di quella che ai tempi del fidanzamento sperava che, a 44 anni suonati e con due figli sulle spalle, fossi finalmente riuscito a mettere il cervello a posto. E invece no: imperterrito continuo a riempire la casa di qualsivoglia stupidata a tema videoludico, anche perché girando per fiere non è raro trovarsi con la valigia che al ritorno pesa il doppio rispetto al viaggio di andata, nonostante negli ultimi anni il loot elargito dai publisher sia drasticamente diminuito.

Proprio ieri, dopo averci lavorato su per qualche giorno, ho riposto le statuette di Dory e Nemo sullo scaffale che ospita tutto l’armamentario di Disney Infinity e Amiibo, laddove non c’è più un centimetro quadrato libero. Lo scaffale, per inciso, è in camera della primogenita, la cui libreria è stata per metà colonizzata dalle mie cose, mentre il salotto ha già superato da tempo il punto di non ritorno. Lo spazio attorno al TV, di solito luogo di permanenza temporanea di oggetti da sistemare altrove, si sta trasformando nell’equivalente di un campo rom a tema videoludico, tanto che al momento di fare le pulizie tocca mettere in atto un mezzo trasloco (per poi riporre tutto, ancora, nello stesso posto, ché non vorrai mica approfittarne per fare un ordine “vero”). Non oso pensare come sarei messo se non fosse arrivata l’era della distribuzione digitale, visto che se prendo in considerazione anche le scatole dei videogiochi la situazione è al limite del collasso.


ogni oggetto, anche quello più piccolo, è per me ricordo di una storia o di un momento

E insomma, mi sto rendendo conto di essere a un passo da quella saturazione che mi pareva tanto distante ai tempi in cui l’amico e collega Sergio Pennacchini girava il video che potete ammirare qui sopra in tutta la sua maestosità, laddove la compagna reagiva in modo fin troppo elegante alla comparsa della mastodontica collector’s edition di Titanfall in un piccolo bilocale londinese. La differenza sta solo nel fatto che io sono incondizionatamente appoggiato dai miei figli, i quali mi sostengono nella lotta costante contro la tirannia della loro madre per non buttare o regalare via nulla. E d’altronde, ogni oggetto, anche quello più piccolo, è per me ricordo di una storia o di un momento, e quindi non c’è proprio speranza che la casa, a un certo punto, si svuoti e torni a essere vivibile. Resta tuttavia il problema: continuare ad accumulare oggettistica varia e andare a dormire sul balcone, oppure diventare improvvisamente “grande e responsabile” e smetterla una volta per tutte? La testa dice una cosa, il cuore l’altra, ma si sa che tra ragione e sentimento è sempre il secondo a vincere. O no?

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  1. Qui capita la stessa cosa, solo che la casa è invasa dai vestiti di mia madre.

    Per capirci abbiamo tre armadi a 4 ante, di cui due doppi (4 ante sotto e 4 sopra alti 3m) per un totale di 20 ante. I suoi vestiti occupano 12 ante su 20 più un armadio a muro per le borse, i miei 3 (mettendo assieme estivi e invernali), quelli di mio padre 5 e mia sorella ha i mobili a parte!

    Entro Natale dovrà sbaraccare un mezzo armadio in camera mia per far posto a un po' di collector's mie! :D
    Ivan, c'è posto a casa mia, sallo! :timifag:

    ps: la foto in alto sarebbe casa tua? :3

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