Emozioni a 60 fps

Emozioni a 60 fps

Abbiamo parlato spesso e volentieri di giochi che ci hanno fatto emozionare, qualche mese fa abbiamo dedicato la copertina a Life is Strange (a proposito, da oggi il primo episodio è gratis, quindi se non l’avete giocato, fatelo tipo subito) proprio perché l’idea di affrontare argomenti quali la ricerca dell’identità, l’amicizia e tutti i problemi che ognuno di noi ha incontrato nel periodo dell’adolescenza ha sciolto il cuore di tutti (tranne quello di Mario Baccigalupi, che lui è sempre stato così, non vecchio, non giovane). Life is Strange è un titolo universale, ma ci sono tanti giochi che devono molto alla loro capacità di toccare l’animo e farci provare sensazioni intense. Lo fanno spesso per merito di una scrittura che si aggancia a un gameplay più o meno standard e lo riveste di un significato che va molto più in là rispetto alla sua funzione ludica. Va bene così, ma cosa succede quando è il gioco in sé a emozionare? Dico proprio l’atto stesso del videogiocare. A voi è mai successo?

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Ma cosa succede quando è l’atto del videogiocare in sé a emozionare?

 A me sì, più volte, ma non voglio citare un Journey a caso. Proprio in questi giorni mi sono dedicato al Red Pack di Assetto Corsa, il DLC che contiene tutte le “rosse” famose della storia dell’automobilismo italiano: Ferrari, Maserati, Lamborghini. Io lo aspettavo sostanzialmente per la SF-15T di Vettel e Raikkonen, una macchina F1 bellissima, nonché il debutto ufficiale di una vettura del circus con motore ibrido in un titolo che non fosse quello di Codemasters. Il punto è che, data l’accuratezza della simulazione di Kunos, per la prima volta da quando ho il G29 ho potuto guidare una F1 contemporanea nella maniera più prossima alla realtà. Questa cosa mi ha fatto andare ai matti proprio: palpitazioni, affanno, godurioso piacere nel vedere la ricostruzione del volante di Kimi. Poi, in una sola parola, SPA. Ecco, guidare una Ferrari F1 sulla pista belga realizzata in laser scan è una roba che ti fa esplodere il cervello.

Ricomponendomi un attimo, ciò che mi ha emozionato genuinamente è la sensazione di poter comprendere meglio quello che i piloti fanno nella realtà: il force feedback che ti restituisce le asperità della pista, il senso di velocità che compare soltanto superati i 150 km/h ma che ti fa capire che il tuo cervello deve correre ancora di più, il fatto che se sbagli a scalare la marcia la macchina va per forza in testacoda e non c’è modo di prenderla, ma soprattutto il senso di potere incredibile quando tu butti giù per Eau Rouge – Radillon senza paura perché dopo qualche giro hai confidenza con quella bestia. Sì, dei videogiochi mi emoziona spesso la capacità di riuscire a comunicarmi in qualche modo qualcosa di me, sulle mie passioni e sul fatto che sto migliorando, che ho superato un limite. Assetto Corsa, in particolare, per uno come me che non si è mai concesso un track day e che in macchina va sereno per la sua strada, riesce a tirare fuori tutta la voglia di velocità e a ricordarmi che ogni millesimo di secondo, in pista, come nella vita, va guadagnato, aggredito il giusto e che il punto è sempre riuscire a tenere il controllo della situazione. Il fatto che il tutto avvenga in una simulazione che scorre via a 60 fps e che ti ritrovi a pensare “alle cose serie” una notte d’estate, nella semi oscurità di una stanza, mentre “giochi”, per me ha del magico e del poetico. Voi cosa ne pensate? Avete avuto mai epifanie del genere?

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