Internet tossica?

internet tossica editoriale

Qualche giorno fa ho commesso un gravissimo errore: ho letto l’articolo (palesemente clickbait) di un quotidiano online che riportava, con esagerata enfasi, la storia di una multa per divieto di sosta appioppata a un tizio che aveva parcheggiato in curva per andare a catturare un paio di Pokémon. Mi sono letto anche i commenti, la maggior parte dei quali si augurava per questo ragazzo il ritiro a vita della patente, multe da migliaia di euro, la prigione, e in un paio di casi anche la morte. E l’errore è stato rispondere, cercando di riportare la discussione su un piano – come dire – un po’ più civile, o quantomeno ragionevole. Figuratevi voi com’è andata a finire.

Poi, un paio di giorni più tardi, dopo aver finito il primo episodio di Batman – The Telltale Series, sono andato su Steam per capire se i problemi tecnici che avevo riscontrato fossero solo un problema mio, o anche di altri, e mi sono ritrovato a scorrere una quantità assurdamente lunga di pollici rivolti verso il basso di gente incazzata nera. “Ridatemi i soldi, abbasso Telltale, il gioco peggiore della storia dell’umanità, truffa, raggiro, morite male. Qualche ora dopo è uscita una patch che ha sistemato tutto. Qualche ora dopo, eh, non sei mesi.

internet tossica editoriale

la gente sembra bearsi della possibilità di cogliere ogni opportunità e occasione per riversare un odio ingiustificato ed eccessivo su tutto e tutti

Due episodi solo apparentemente slegati tra loro, ma che danno un’immagine plastica di quello che stanno diventando sempre più spesso le “community” su internet, in cui la gente sembra bearsi della possibilità di cogliere ogni opportunità e occasione per riversare un odio ingiustificato e francamente eccessivo su tutto e tutti. Bravo, direte voi, l’internet hate esiste da che esiste la rete, più o meno. Vero, ed è quello che penso ogni qualvolta mi capita di leggere qualche personaggio/giornalista che si indigna per le reazioni della gente su Twitter/Facebook, pensando che da queste parti è più o meno dal 2001 che ci confrontiamo tutti i giorni con il problema.

Però. Mi è sembrato, cercando di osservare con maggiore distacco i due episodi cui facevo cenno all’inizio, che sia aumentato drasticamente il livello di cattiveria gratuita; ancora peggio, ho l’impressione che sia diventato quasi “ambientale”. Non un rant legato a un motivo particolare, ma un mood generalizzato, nel quale riuscire a filtrare opinioni interessanti o meritevoli di attenzione diventa un’impresa dai connotati improbi.

internet tossica editoriale

“l’atteggiamento delle persone è passato dal 95% di sostegno positivo e 5% così-così al 50% positivo al 50% di arrabbiati, impazienti e sfacciatamente offensivi”

Nei giorni scorsi, Ska Studios (sviluppatore di Salt and Sanctuary) ha annunciato un lieve ritardo nell’uscita della versione PS Vita del gioco per una serie di motivi tecnici. La quantità di rabbia che si è riversata sulla software house è stata tale da costringere il suo fondatore James Silva a pubblicare un brutto post su Facebook, sulla pagina ufficiale del gioco, annunciando una “sanity policy” (politica di buonsenso, ma anche di salute mentale) che lo vedrà cancellare qualunque post inutilmente incazzato. “In generale, mi piacerebbe se la gente potesse rivolgersi agli sviluppatori in maniera civile. In nove anni di carriera nello sviluppo indipendente, ho visto l’atteggiamento delle persone passare dal 95% di sostegno positivo e 5% così-così al 50% positivo al 50% di arrabbiati, impazienti e sfacciatamente offensivi. Un trend che fa passare immediatamente il buonumore. Odio vedere questo settore trasformarsi in un luogo tanto tossico“.

Adam Orth, che qualche anno fa ha perso il lavoro in Microsoft per un commento a caldo postato su Twitter parlando della strategia di Xbox One, in un talk alla GDC di un paio di anni fa aveva detto che “il motivo per cui le minacce su internet sono spaventose non è la possibilità che si trasformino in un atto concreto; è il fatto che la società è regredita al punto che questo genere di comportamento è considerato una risposta accettabile a qualcosa che non piace o su cui non si è d’accordo“.

Sarebbe interessante provare a ragionare sui motivi di questa (ulteriore) deriva rabbiosa di chi scrive davanti a uno schermo, se c’entra la situazione geo-politica in cui viviamo, o il modo in cui è evoluta la tecnologia in questi ultimi anni, se è colpa dello sfaldamento dell’idea di futuro che non appartiene più a queste generazioni, se tutte queste cose assieme o altre ancora. Ho un po’ paura a fare queste domande, però, perché mi spaventano le risposte. Che dite? Ci si può provare ugualmente?

Condividi con gli amici










Inviare

Rispondi

  1. Hai ragione da vendere. La rete ci sta offrendo il lato peggiore forse perchè è diventata la latrina delle nostre frustrazioni, delusioni e chi più ne ha più ne metta.
    Motivo per cui non ho più un account di Facebook, non ho altri social e questo è l'unico posto dove ancora scrivo, anche se alcuni topic e alcune persone ogni tanto mi fanno domandare perché lo faccio (hai visto il topic di Ghostbusters in area cinema, Claudio?)

    Commentare sui social una qualsiasi notizia, anzi commentare una qualsiasi notizia, è inutile, a nessuno in realtà interessa. E leggere certe cose mi aveva incattivito anche nella vita reale, al punto che ero diventato un cazzo di cinico bastardo.

    Siccome mi facevo un po' schifo ho provato a disintossicarmi da certi post (e da certi blog, a proposito di clickbait) e ora vivo sicuramente più ignorante di prima, ma cazzo come vivo meglio.
    Riflessione condivisibile, però anche il modo di presentare e raccontare i fatti si è radicalizzato un po' in tutti i settori. Proprio ieri leggevo a proposito del Batman di Telltale che - scandalo! - nei benchmark della versione PS4 sussistono dei rallentamenti fino a meno di 20 fotogrammi al secondo con tanto di video comparativo che però evidenziava il "problema" principalmente nei dialoghi o in situazioni dove la scena è pressoché ferma senza influire in modo determinante nell'economia del gioco.

    Qualche anno fa un simile problema (che magari sarà pure risolto con una banale patch) sarebbe stato derubricato fra i piccoli e grandi difetti di un titolo nel complesso godibile. Il fatto che oggi, invece, ogni aspetto venga vivisezionato e goda addirittura di analisi separate, oltre a confondere l'idea complessiva di un qualcosa autorizza i fans a tener conto solo di quello che interessa e gli haters di fare altrettanto in una guerra senza quartiere che però garantisce il traffico necessario per campare con le pubblicità degli inserzionisti.
    sì infatti, sono d'accordo con te. più che altro, al netto di tutto, vedo anche community come quelle di steam snaturare completamente il senso per cui sono nate: da luogo di confronto, scambio e condivisione di idee è diventato un ricettacolo di "odio o amore" incondizionato, quasi a prescindere. perlopiù odio, però
    Internet è tossica perché manca (per una serie di differenti motivi) la moderazione, e questo comporta per una bella fetta di utenza il confondere il diritto di parola (sacrosanto, dai) con la libertà di offendere.
    Il fatto che tu possa esprimere un parere non significa che:

    1) Tu abbia le basi per esprimerlo con cognizione di causa

    2) A qualcuno freghi qualcosa

    3) Tu debba farlo per forza
    Io ricordo internet e i newsgroup dal 1997 in poi che erano pieni di gente intelligente e competente.

    All'epoca poi internet era incompresa ai più, oppure schifata dai non addetti ai lavori. C'è da dire che si perdeva una marea di tempo nelle ricerche, ma si trovata quello desiderato a colpo sicuro.

    Con l'avvento dei social media, tutte le persone hanno riversato il loro modo di essere sulla rete, senza alcun filtro. Non capendo neppure le funzionalità del media.

    Non è internet ad essere tossica, è una buona fetta delle persone ad esserlo.
    Picard
    Il fatto che tu possa esprimere un parere non significa che:

    1) Tu abbia le basi per esprimerlo con cognizione di causa

    2) A qualcuno freghi qualcosa

    3) Tu debba farlo per forza


    This :snob:
    Picard
    Il fatto che tu possa esprimere un parere non significa che:

    1) Tu abbia le basi per esprimerlo con cognizione di causa

    2) A qualcuno freghi qualcosa

    3) Tu debba farlo per forza


    Posso mettere questo quote come firma? :uhm:
    Basta vedere la discussione su No Man's Sky (area PC, in area console è un'altra cosa) per dare un senso a questo topic.

    In realtà il 90% delle discussioni in quell'area, ma va beh. :asd:

Password dimenticata