Netflix, Zelda e la deontologia professionale

netflix zelda

Quando si sbaglia bisogna avere il coraggio di chiedere scusa. È quello che sto facendo ora, con questo editoriale, a proposito della topica brutale che ha preso il sottoscritto stamane, quando ha pubblicato questa notizia che riporta l’intenzione di Netflix di produrre una serie TV su The Legend of Zelda. La news, in realtà, è una voce di corridoio molto vecchia, che qualche sito straniero ha impunemente ripreso di recente: un fatto che mi ha tratto in inganno, un po’ perché mi era sfuggita all’epoca la voce di corridoio stessa (e qui potrei tirare fuori la demenza senile incalzante, la mia memoria da criceto e tutta un’altra serie di faccende che, di questi tempi, mi fanno sentire più un ottantenne che un 44enne), e un po’ perché la fregola di rendervi partecipi di una cosa che mi ha fatto emozionare per qualche minuto ha preso il sopravvento sul controllo delle fonti, nonché su quella deontologia professionale che dovrebbe essere faro costante per chi svolge questo mestiere.

La realtà dei fatti è che il rumor dell’epoca era stato prontamente, anche se solo parzialmente, smentito dalla buon’anima di Iwata, il quale aveva spiegato che l’articolo che aveva originato il tutto si basava su “informazioni non corrette”. Questo non significa che Netflix non sia davvero al lavoro su una serie TV basata su The Legend of Zelda, ma semplicemente che a oggi non c’è nessun aggiornamento sulla faccenda; ergo, quanto abbiamo pubblicato stamane è una “non notizia”, che non sarebbe dovuta comparire nemmeno sulle pagine del più sconosciuto dei blog, figuriamoci su una testata come la nostra. La cosa è a maggior ragione più grave perché la firma è quella del sottoscritto, che dei contenuti che leggete da queste parti è il primo supervisore e il diretto responsabile.

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Quando si sbaglia bisogna avere il coraggio di chiedere scusa

La stanchezza di questi giorni non può essere una scusante, perché è proprio quando la mente vaga e gli occhi si chiudono dal sonno che uno dovrebbe avere il buon senso di mantenere al massimo livello la soglia dell’attenzione, sapendo che la possibilità di sbagliare aumenta esponenzialmente. Il lavoro titanico che lo staff di TGM sta facendo per lanciare questo sito (nato solo pochi mesi fa) ha nella correttezza e nella trasparenza verso voi lettori uno dei pilastri portanti: proprio per questo, quando si sbaglia in questa maniera cialtronesca, è giusto che vi si chieda scusa. Siamo umani e non posso promettere che non cadremo ancora nella trappola di un errore così grossolano, ma quando succede è giusto mettersi in ginocchio sui ceci, chinare la testa e chiedere perdono a chi ci dona il proprio tempo e ci consente di sperare nel futuro. Ecco… il seppuku magari no, più che altro perché moglie, figli e gatte potrebbero averne a male.

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