Piccoli dispositivi, grandi videogiochi

Un mondo piccolo Editoriale 01

Proprio qualche giorno fa un mio caro amico ha comprato un nuovo iPhone. Eh, che volete: le fortune tutte agli altri! Io devo accontentarmi del mio iPhone 6 che mi guarda ancora vispo mentre si avvia verso una prematura terza età. In ogni caso, questo mio facoltoso amico, ha aperto una discussione su Facebook dove chiedeva di raccomandare dei giochini irrinunciabili da scaricare sul nuovo dispositivo. In pochi minuti gli è piovuta addosso un elenco di una decina di titoli e anche io, nel mio piccolo, ho contribuito consigliandone quattro o cinque di quelli che mi hanno colpito di recente.

Questi “giochini”, come li ho impunemente chiamati poco sopra, mi hanno spesso regalato un divertimento maggiore rispetto a produzioni ben più grosse e impegnate. Sono titoli a portata di mano che, quando azzeccano la formula giusta, risultano un ottimo riempitivo per i tempi morti. Quando invece aspirano a qualcosa di più, e centrano il tiro come i giochi Simogo (Year Walk e Device6), riescono a rappresentare un’esperienza unica e appagante. Insomma, mentre spargevo consigli e spulciavo la lista alla ricerca di spunti interessanti anche per il sottoscritto, mi sono venute in mente le due considerazioni da cui è nato questo editoriale.

Un mondo piccolo Editoriale 02

Spesso le versioni portatili sono meglio della controparte su piattaforme più “rispettate” come il PC

La prima: spesso queste versioni portatili sono anche meglio della controparte su piattaforme più “rispettate” come il PC. Due esempi lampanti: 80 Days e Reigns. Il primo è un gioiello di scrittura, una rivisitazione steampunk del capolavoro di Verne “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”, messo giù con un piglio che potrebbe ricordare i libri game, il tutto unito a un sistema di gestione della pecunia utilizzata per viaggiare. È stata una delle esperienze più coinvolgenti e appaganti che abbia mai avuto modo di provare sul mio telefono. Ne è uscita una versione per Steam, identica in tutto e per tutto fatta eccezione per un’interfaccia più ariosa, ma non c’è niente da fare: 80 Days è al suo apice quando giocato su un iPad o su un tablet qualsiasi. La formula gioco-libro sposa alla perfezione l’anatomia della macchina, fondendosi in un ibrido interessantissimo. Tra l’altro mi è tornata voglia di giocarci e chiuso questo articolo mi sa che partirò per un altro giro intorno al mondo.

Il secondo esempio, più recente, è Reigns. Lo strano gioco di carte pubblicato da Devolver ci vede nei panni di un sovrano intento ad ascoltare i propri sudditi. Possiamo rispondere solo sì o no alle loro richieste, cercando di mantenere in equilibrio i poteri del regno per non farlo scivolare nell’anarchia o in pasto ai banchieri, oppure per impedire la crescita del potere della chiesa e dell’esercito, che potrebbero altrimenti soppiantarci. È un titolo divertentissimo, immediato e legato profondamente alla meccanica dello swipe su telefono. La randomicità del tutto, insieme a qualche elemento da roguelike, assicura continuità e longevità. Una bomba! Anche in questo caso, è chiaro, la formula è stata studiata per esistere su uno smartphone, e la versione Steam, ugualmente bella, mortifica un po’ la struttura che lo regge. Per entrambi gli esempi, se dovessi scegliere una sola versione da possedere, andrei sicuramente su quella mobile.

Un mondo piccolo Editoriale 03

Il mobile è un mercato che dà segnali di enorme crescita e salute

La seconda considerazione mi è venuta in mente quando, appena qualche giorno fa, Shigeru Miyamoto è stato l’ospite d’onore sul palco del già citato nuovo iPhone. Apple e Nintendo hanno collaborato per un evento epocale: Super Mario esce dalle braccia amorevoli della mammina e se ne va a giocare da un amichetto. L’importanza e lo spazio regalati al nuovo titolo Nintendo, in esclusiva su piattaforma Apple, ci danno una certa misura di quando il mondo gaming su mobile stia crescendo anche per chi, fino a oggi, ha sottostimato questo nuovo modo di giocare. Dopo il buon successo di Miitomo, Nintendo ha intenzione di portare anche Animal Crossing e Fire Emblem su mobile, mentre Capcom continua a sfornare versioni mobile dei suoi titoli di punta come Monster Hunter e Phoenix Wright. Per non parlare dell’attenzione che è stata spesa nello sviluppo e nella promozione del recente Deus Ex Go, dopo il successo di Hitman Go e Lara Croft Go.

Insomma, quello mobile è un mercato che, più di qualsiasi altro, dà segnali di enorme crescita e salute. Parliamo di un ambiente tanto forte che pare in grado di cannibalizzare chi c’era prima di lui, divorando una fetta di torta che è storicamente appartenuta alle console portatili. È una realtà viva, interessante e piena di qualità, che alcuni potenziali utenti snobbano associandola erroneamente a modelli di gioco sbagliati. O magari è il classico discorso antipatico sulla poca apertura mentale dei cosiddetti “gamer”. Dal canto mio, continuo a tener d’occhio quella famosa discussione su Facebook a proposito dei giochi validi su mobile visto che, ora dopo ora, si riempie di nomi che non ho mai sentito nominare e meritano perlomeno uno sguardo curioso.

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