I meme nella memoria

Meme Editoriale 01Riordinando le mie recenti esperienze videoludiche, mi accorgo di essere afflitto da una grave amnesia: come molti avatar “a inizio partita”, mi rendo conto di conservare ricordi sempre più labili e frammentari delle vite virtuali vissute. Cerco, senza particolare successo, di rievocare alcune battute significative dal “trilogico” Dragon Age, oppure una bella frase che spicchi tra le linee di dialogo che intessono l’epica di Skyrim.

Cosa diceva Lydia, una volta assegnata al giocatore? Quali le perle di saggezza elargite dalla criptica Flemeth? Ancora, qual era il motivo per cui Morrigan si rifiutava di avere un secondo rapporto intimo con il mio Custode Grigio? Niente! Forse ho giocato con disattenzione. Qualcosa, tuttavia, ricordo: rammento guardie “orrendamente” mutilate, “Mi sono buscato una freccia nel ginocchio” (Skyrim), e una risposta presente nella ruota dei dialoghi di Dragon Age II, “Voglio essere un drago”, alternativa deprimente indirizzata ad impersonare un ruolo pressoché sterile.

Meme Editoriale 02

Credo che un meme ben restituisca la cifra narrativa di un videogioco

Nondimeno le frasi che ho sopraccitato sono diventate virali su internet, tanto da assurgere al rango di meme: “geni” perversi dei titoli in questione che, con il loro contenuto particolarmente efficace, propagano informazione e mutano in ricordi. Ed ecco che, insidioso, spunta il paragone irriverente, l’accostamento ingeneroso, o se preferite la tirata dell’old-gamer nostalgico.

Mi scusino i titoli menzionati, ma che meme quel “What can change the nature of a man?”! Ricordo ancora il loop di riflessione in cui mi incagliai, attanagliato dalla profondità di siffatta questione. Ricordo Annah e la sua coda, barometro di un umore instabile; rimembro Dak’kon e le lunghe dissertazioni in merito al circolo di Zerthimon e rammento Morte, con il suo chiacchiericcio irriverente e ininterrotto. Non scorderò mai Ravel la “dolce” e Trias il caduto. Ancora rievoco, senza fatica, incantesimi ottenuti da un libro scellerato, e il travagliato parto di un vicolo.

Che geni possedeva il titolo principe di Black Isle, un patrimonio degno di essere tramandato! Eppure Planescape: Torment non ha mai visto una seconda installazione (se escludiamo Numenera, il sequel “spirituale” ancora in lavorazione), mentre è già in produzione l’ennesimo Mass Effect, al secolo Andromeda, atteso con trepidazione affinché noi si possa marcare ancora una volta il virtual territorio:
“Sono il comandante Ryder, e questo è il mio cluster preferito della galassia di Andromeda”.

In definitiva, credo che un meme ben restituisca la cifra narrativa di un videogioco!

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