Arbitro, tempo!

Arbitro, tempo!

Oggi è il day one di FIFA 17 e, vi dico, dopo due anni in cui ho avuto la fortuna di giocarlo prima per la recensione, è una sensazione piuttosto strana, nonché entusiasmante: le parole di Ivan hanno confermato le mie ottime impressioni avute durante le fiere estive, e sono curioso di cominciare il mio viaggio con Alex Hunter. Ma non è dell’emozione di scendere finalmente in campo a giocare lo scopo di quest’editoriale, né filosofeggiare sulla foga o meno del day one, quanto piuttosto farmi e farvi una domanda seria: come vivete i titoli sportivi? Nel senso, NBA2K17, FIFA 17, F1 2017 e, tra un mesetto e poco più, Football Manager 2017 saranno tutti installati sul mio HDD e avrò un grosso problema: come godere al meglio della stagione sportiva? Come ottimizzare al meglio la mia ossessione compulsiva per il realismo con il lavoro, la vita e gli altri giochi? Un tempo la cosa era più gestibile, visto che i giochi avevano “meno” modalità e bon, non è che potessi fare molto altro rispetto alla solita Master League. Non mi sto lamentando dell’abbondanza, ma è palese che oggi un paio di titoli sportivi potrebbero soddisfare il fabbisogno videoludico medio per un anno e passa.

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Un paio di titoli sportivi soddisfano il fabbisogno videoludico medio per un anno e passa

Prendete per esempio NBA 2K17: come vi regolate? Io non so giocare con quarti inferiori agli 8 minuti, perché altrimenti gestire le rotazioni è un casino, e visto che quest’anno hanno inserito la normalizzazione delle statistiche ho trovato finalmente la pace, ma in MyCareer non posso far altro che spingere il cronometro ai 10/12 a quarto per costruire con serenità la mia vita cestistica. È palese, dunque, che per fare un paio di partite se ne va via almeno un’ora, per cui fra un po’ mi toccherà fare una scelta: portare i miei ragazzi di Vancouver all’anello o cercare la gloria personale? È un dramma.

Passiamo a FIFA: non so quante ore servano a completare il viaggio, ma mi sembrano tipo “un fracco assurdo” (in realtà no. ndKikko). Ottimo, quindi nel tempo che resta che faccio, mi butto su Ultimate Team e mi sparo le mie nottate a cercar di dettar legge contro i funamboli con Messi-Ronaldo-Neymar a suon di mazzate nei denti con Tonelli e Sturaro, oppure inizio la strada verso la gloria partendo con il Newcastle United dalla Championship? Nel frattempo, ho la mia stagione a F1 2017 in stato comatoso, ché dopo la recensione gli ho dedicato troppo poco tempo. Anche lì, per essere davvero soddisfatto non riesco a scendere sotto il 50% di una gara reale: posso salvare nel mentre, però un weekend di gara diventa bello che sostanzioso. Con Football Manager sono più scientifico: fino a febbraio porterò avanti la carriera esplorativa e farò esperimenti vari e assortiti, mentre dopo il mercato di riparazione partirò con la vera e propria partita della vita ambientata nelle periferie del calcio, come da tradizione. In effetti, Football Manager è l’unico gioco che mi accompagna costantemente, nel senso che potendolo far girare “in background” dedicandogli botte di mezz’ora durante l’intera giornata, è quello su cui riesce meglio spalmare un numero spropositato di ore.

Però resta il problema di cui prima: ogni volta che apro un titolo sportivo, so già che mi perderò quintalate di divertimento perché non posso fare tutto, e questa cosa si mangia parte di me, anno dopo anno. È un po’ patologico, lo so, per cui chiedo a voi lettori come fare: mi licenzio dalla vita oppure ci sono metodi più intelligenti per godersi al meglio tutto il ben di Dio che la stagione 2016/2017 mi sta per offrire? Help!

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