La tensione ai tempi dell'online

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Come sapete se seguite The Games Machine, negli ultimi giorni mi sono cimentato nel riprendere il ritmo col bellissimo Destiny, in occasione dell’uscita de I Signori del Ferro, l’ultimo add-on del titolo Bungie (qui, se interessa, trovate la recensione). Tutto contento mi sono ripromesso di approfondire ulteriormente le meccaniche relative al Crogiolo, la modalità online PvP che si configura come un’alternativa forte alla storia e alle attività PvE, con altre regole, altri tempi e un approccio totalmente diverso. Il mio rifiuto verso il PvE è presto spiegato dal sistema di Destiny che, strisciante, ti obbliga a combattere per quel punticino luce in più e ben presto il gioco scivola un po’ viscido in un circolo vizioso di equipaggiamenti sempre più potenti e inutili. In pratica diventa un gioco ricorsivo e questo mi ha sempre profondamente turbato. Col Crogiolo le cose vanno diversamente: il punteggio dell’equipaggiamento e il numero dei punti luce non hanno impatto sulla partita, se si esclude l’estemporaneo Stendardo di Ferro. Ciò che ha un certo peso sono le abilità dell’arma ma non è detto che le migliori siano sempre in possesso di chi farma più a lungo o chi ha più fortuna. Insomma, nel Crogiolo vince ancora chi sa giocare meglio degli altri.

Tronfio di queste premesse, dopo aver terminato la storia de I Signori del Ferro e aver approfondito maggiormente alcune nuove meccaniche, costruendo un inventario decente, mi sono lanciato all’avventura in pasto al matchmaking PvP. Con l’occasione ho provato con più attenzione la nuova modalità Supremazia, quella ripresa dall’Uccisione Confermata di Call of Duty. Ammetto che questa nuova modalità è molto bella, e sono arrivato anche a ottimi risultati, piazzandomi tra i primi tre in classifica nella variante tutti contro tutti e perfino primo nella variante a squadre. E Destiny ha continuato a divertirmi perché lo trovo ancora, dopo qualche anno, il titolo col gunplay più riuscito. Da questo punto di vista è proprio l’Halo che avrei voluto dopo che Bungie ha abbandonato il timone della serie Microsoft. Destiny ha tutto quello che vorrei in un FPS online, perfino le tre classi bilanciate che permettono di avere una dimensione ben precisa all’interno della partita. Eppure…

I Signori del Ferro DestinyNon sono riuscito a fare più di cinque partite, quelle necessarie per ottenere i marchi leggendari giornalieri. Mi innervosivo tantissimo e, nonostante riuscissi a ottenere buoni risultati, non arrivavo mai sereno alla fine della partita. Ho avuto un ottimo rateo uccisioni/morti, sono riuscito a togliermi soddisfazioni importanti ma avevo un senso di oppressione costante sul petto. Quando ero in vetta alla classifica temevo così tanto che mi superassero, e il gioco era talmente svelto a punirmi non appena abbassavo la soglia dell’attenzione, che finivo sempre per commettere qualche sciocchezza e rimetterci il podio. Non reggevo la tensione.

Mi spaventa completamente la prospettiva di perdere tutti i progressi fatti con un buon avvio della partita

Questa cosa mi fa capire che, probabilmente, ormai sono abituato io a dettare i ritmi della partita. Mi sento a disagio con tutti quei giochi in cui è impossibile mettere in pausa. Perfino in Dark Souls 3, dove da un momento all’altro il tuo mondo può essere invaso da un giocatore in cerca di sangue. Io non ce l’ho quell’occhio della tigre, in parte non ce l’ho mai avuto ma col tempo si è del tutto smussato. Ho bisogno di poter mettere in pausa e prendermi cinque minuti per andare a bere un caffè, mangiare qualcosa, fare una telefonata. Ed è qualcosa di assolutamente incompatibile col gioco online e questo pregiudica completamente i rapporti con le partite competitive.

Non sono mai stato un gallo da combattimento, lo ammetto. Ho trovato la mia dimensione solo nel bellissimo Halo 3, quando forse quello spirito da guerriero sopito si è dato una mossa. Per il resto ho un’ossessione per il controllo, e lo stesso mi sfugge di mano quando gioco con altre persone. Oltre a questo, mi spaventa completamente la prospettiva di perdere tutti i progressi fatti con un buon avvio della partita, e sono terrorizzato dall’idea di scivolare dal primo posto all’ultimo. Una volta la cosa mi spronava a dare il meglio: adesso, a quanto pare, mi mette addosso una pressione deleteria. Il risultato è stato che ho abbandonato il Crogiolo dopo qualche partita, con una gastrite galoppante che non se ne voleva andare più via e coi vicini che mi hanno sentito urlare incitando all’omicidio. Per il bene di tutti, ho deciso di ritirarmi dalla competizione.

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