Mouse e tastiera non sono una religione

mouse e tastiera editoriale

Sono uno che gioca alla qualsiasi, su tutte le piattaforme. L’idea è che il divertimento nasce dall’atto stesso del videogiocare, e non dal fatto che lo si faccia su una console, su un PC o su un tablet. Certo, la formazione culturale l’ho maturata su PC, e d’altronde non è un caso che scriva per TGM da una ventina d’anni. Sarà per via di entrambi questi fatti che fatico a comprendere i talebani PCisti che proprio non ce la fanno a impugnare un joypad nemmeno sotto tortura, anche quando l’utilizzo di mouse e tastiera sarebbe sconsigliato in ogni sua forma. Che ci crediate o no, ho visto con i miei stessi occhi amici “PC Only” affrontare con le due periferiche appena citate le curve più insidiose del Nürburgring in Assetto Corsa, o anche subire sonori schiaffoni online a NBA 2K17 (salvo poi inveire contro l’Intelligenza Artificiale e il netcode, anziché prendere atto della propria ristrettezza di pensiero).

C’è poco da fare: certi generi hanno bisogno di essere affrontati con un joypad in mano, assolutamente: taluni figuri prima lo capiscono e meglio è, a tutto vantaggio loro e della bontà della fruizione. Non ci fossero alternative uno si farebbe anche una ragione, ma mai come in questi anni sono affiorate badilate di opportunità, a cominciare dal supporto nativo che Microsoft ha regalato ai due joypad di Xbox 360 e Xbox One: entrambe sono ottime periferiche e inciampano solo al momento di fare un uso intensivo della croce direzionale digitale, non proprio riuscitissima. Peraltro, potendo spendere qualche soldo in più, ci si può rivolgere a prodotti dal più alto pregio, come il controller Elite della stessa Microsoft o il recente GC-400ES, l’ottimo pad di Nacon che sto provando in questi giorni e che si rivolge direttamente a chi fa eSport, ma non solo; anche il DualShock di PlayStation 4 è una periferica comoda, tanto più che Steam ha recentemente annunciato il prossimo supporto ufficiale attraverso le proprie API.

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Certi generi hanno bisogno di essere affrontati con un joypad in mano

Trovo francamente inutile rimanere ancorati ai retaggi di un remoto passato solo perché nella testa si è decisi a proseguire pervicacemente lungo la via di una scelta di campo che, nel 2016, è anacronistica e fuori tempo massimo. Addirittura, qualcuno degli irriducibili è arrivato a dirmi che non usa un joypad perché “odia le console e impugnarne uno vorrebbe dire tradire tutta la passione PCista cui ha dedicato anni di tempo e soldi”. Personalmente, non vedo il nesso tra la legittima scelta di ignorare l’esistenza di PS4 e Xbox One e non sfruttare gli innumerevoli pregi di un joypad connesso a una qualsiasi delle porte USB del sistema, ma tant’è… taluni guardano il mondo coi paraocchi, manco fossero cavalli addestrati a non scorgere nulla al di là della linea del traguardo, nel bel mezzo di una gara nella quale sarebbero in gioco chissà quali principi etici.

Sia chiaro: sono il primo a dire che un FPS o uno strategico qualsiasi devono essere giocati con mouse e tastiera, e ci mancherebbe altro. Ritengo, tuttavia, che gli irriducibili della PC Master Race a ogni costo dovrebbero, una volta tanto, fare atto di buon senso e scindere il concetto di potenza grafica da quello di comodità di fruizione. Alcuni di quelli che frequento, peraltro, fanno finta di non ricordare come fossimo soliti passare in gioventù interi pomeriggi con in mano un Gravis Gamepad, inanellando partite su partite ai vecchissimi FIFA: sarebbe anche ora di abbracciare il presente, smettendola di rimpiangere il passato, per quanto glorioso.

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