Un gioco per tutti, tutti per i giochi

Un gioco per tutti, tutti per i giochi

Tutte le volte che mi è capitato di parlare davanti a un pubblico di non giocatori dell’importanza del videogioco nel campo dell’intrattenimento, uno degli argomenti ricorrenti è sempre stato la sua varietà di declinazioni possibili e il fatto che, probabilmente, con un’adeguata cultura del mezzo, tutti troverebbero alcuni titoli godibili, divertenti e meritevoli del proprio tempo libero. Questo discorso spesso ha portato a uno step di conversazione successivo, dove ovviamente chi si trovasse a casa un sistema prettamente dedicato ai videogiochi partiva abbastanza avvantaggiato, grazie al fatto di non avere praticamente costi in ingresso se non quello del gioco in sé. D’altronde, è comprensibile che qualcuno, interessato genuinamente all’idea di passare una serata in modo diverso, cominci nella maniera economicamente meno rischiosa possibile: ecco spiegato, dunque, il successo dei vari browser game o del gioco mobile. La scoperta dell’acqua calda, direte voi. Certo, avete ragione, ma tutta questa manfrina mi serve per dire che il fatto che ieri Facebook abbia annunciato sul palco di Unite 2016 la sua Gameroom con pieno supporto a Unity è un avvenimento abbastanza interessante e, perché no, potenzialmente importante.

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Paradossalmente, sulla lunga, Gameroom potrebbe essere un alleato di Steam

Togliamoci un attimo un dente: checché ne leggiate in giro, Gameroom non è un competitor di Steam, non vuole esserlo e al momento non si rivolge né a me, né, probabilmente, a voi. Leggendo però, il comunicato ufficiale nella sezione dedicata agli sviluppatori, il client di giochi di Facebook segna una traccia molto importante: lo sdoganamento da un markup language come HTML e il pieno supporto di Unity. Certo, i titoli sviluppati per Gameroom dovranno essere gratuiti e dal peso massimo di 200 MB per essere fruibili in maniera immediata – che poi magari questo non esclude la possibilità di scaricare altri contenuti in “streaming” una volta all’interno – ma fondamentalmente potranno essere veri e propri giochi senza compromessi. Senza contare, poi, che supportare Unity, uno degli engine più utilizzati nel mercato indie, vuol dire anche offrire agli sviluppatori la possibilità di esportare in pochissimi clic il proprio lavoro in un formato compatibile alla piattaforma.

Al momento, per ovvie ragioni, la line up di Gameroom è composta da Farmville e soci, ma non è questo il punto della questione: l’ingresso di Facebook nel mondo del gaming PC – sebbene in direzione casual che, a conti fatti, è la fetta di mercato più numerosa e in linea con l’utenza del social – vuol dire che gli sviluppatori indipendenti potrebbero ritrovarsi una vetrina praticamente globale dove sperimentare, conquistare una visibilità non indifferente e, perché no, comprendere le dinamiche del pubblico di massa. Allo stesso tempo, se la piattaforma dovesse prendere piede, non penso che software house più rinomate si lasceranno sfuggire l’occasione per creare prodotti che servano da traino per i titoli di richiamo. È chiaro, in ogni caso, che vedremo proliferare una miriade di cloni di QualunquecosaVille e social game beceri, ma questo non toglie a Gameroom il suo ruolo di potenziale incubatore di progetti interessanti, nonché di esperimento che potrebbe dare il suo contributo a diffondere una cultura sana del videogioco (inteso in senso lato), abbassando ulteriormente le barriere all’ingresso del settore. Paradossalmente, e questa è una considerazione un filo utopica ma passatemela, piuttosto che un suo competitor, Gameroom potrebbe rivelarsi quasi uno dei migliori alleati per Steam, una sorta di traghettatore tra due modi diversi di intendere il videogioco.

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  1. Gameroom al momento è solo un client inutile e limitato che non offre alcun appeal all'utenza. Il 90% degli utenti Facebook accede da mobile e non ha alcun interesse a installare il client su PC. L'unica cosa che poteva attirare qualcuno, l'integrazione social, manca. Il punto positivo è Unity: già utilizzabile su PC senza bisogno di passare per Gameroom. Non essendo uno Store per acquistare e permettendo solo acquisti in-app, lo utilizzeranno soprattutto per i giochi spennapolli.

    Del resto è chiaro dal claim: "dai simulatori di costruzione al bingo". Il bingo? Questo è il "PC gaming" per Facebook? Altro che cultura sana del videogioco. Mi spiace ma partire con queste premesse non attira certo sviluppatori seri. Al momento, la migliore prospettiva mi sembra quella di poter giocare con maggiore facilità sul desktop a certa poca roba disponibile su smartphone.
    Dubito che traghetti molto... Facebook e i casual gamer ormai sono solo mobile. Quella gente è già bello se ha/usa/accende un computer portatile...

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