Storia, grafica e gameplay: la morra cinese del videogiocatore insoddisfatto

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Ieri è uscita PlayStation 4 Pro e, come prevedibile, nei vari gruppi Facebook e nei forum specializzati è avvampata la discussione annosa (e davvero un po’ stucchevole, diciamocelo) tra le fazioni del “meglio” e del “peggio”. Nel marasma delle varie argomentazioni, ce n’è una che mi ha particolarmente colpito, laddove un utente chiedeva, attraverso una sorta di sondaggio, in quale ordine di importanza si mettessero storia, grafica e gameplay tra i criteri di valutazione di un videogioco. La sua tesi, nemmeno tanto campata in aria a dirla tutta, è che a parole la stragrande maggioranza metterebbe il gameplay al primo posto, salvo poi essere corsa a comprare una console che altro non è se non un update tecnico di quella precedente. L’utente ha evidentemente lanciato la provocazione da giocatore PC, vista l’impostazione leggermente piccata del post, dimentico tuttavia delle argomentazioni che solitamente portano al proprio mulino i sostenitori indefessi della PC Master Race.

Girando la frittata delle piattaforme, difatti, il sospetto è che anche per molti videogiocatori PC sia “la grafica superiore” il motivo principale per usare Steam al posto degli Store di Sony e Microsoft, al di là dei discorsi legittimi su alcuni generi esclusivi e sul prezzo vantaggioso dei singoli titoli rispetto a quanto avviene su console. D’altronde, la maggior parte delle discussioni di platform war verte sul lato meramente tecnico, e che il videogiocatore PC sia il più avvelenato sull’argomento lo dimostra l’editorale del buon Tassani di qualche giorno fa (lo potete leggere cliccando qui), laddove il nostro Astrotasso racconta di essersi preso del barbone dopo essersi permesso di chiedere lumi a proposito di una GeForce 1050 Ti sulla pagina Facebook di Nvidia Italia.

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Alla stragrande maggioranza dei videogiocatori, a prescindere che siano utenti console o PC, della grafica importa eccome

Il gameplay, la storia, la grafica. Di primo acchito mi viene in mente un solo titolo che, negli ultimi anni, ha eccelso equivalentemente in tutti e tre i campi: The Witcher 3. Poi, certo, ci sono generi dove la narrazione non esiste, come gli sportivi, i 4X o i videogiochi con le macchinine che fanno brum brum, ma questo conta poco con l’argomento dell’editoriale che state leggendo. Il fatto è che alla stragrande maggioranza dei videogiocatori, a prescindere che siano fruitori del medium su console o su PC, della grafica importa eccome, salvo poi ritirare la manina ed ergersi a paladini del “gameplay uber alles” nelle discussioni intellettuali. Intendiamoci: ricercare l’uno e l’altro, e magari una buona narrazione, è legittimo e ci mancherebbe altro. Tuttavia, ho l’impressione che in molte occasioni si faccia come quando viene eletto qualche politico alla guida di un Paese (ogni riferimento agli USA e alla nostra Storia degli ultimi 20 anni è voluto), laddove poi, nelle chiacchiere da bar, nessuno ammette di avergli dato il proprio voto. Nell’urna elettorale dei videogiochi la crocetta sulla grafica ce la mettiamo eccome, ergo non vergogniamoci e diciamolo apertamente. D’altronde, l’uscita di PS4 Pro, la prossima venuta di Scorpio e l’aggiornamento continuo di nuovi modelli di schede video sono il segnale che il mercato ha sete anche di questo, con buona pace del gameplay e della storia, importanti sì, ma lasciati in un angolino polveroso nelle argomentazioni dei sostenitori dell’una o dell’altra fazione, quando il confronto si fa incandescente. Barack Obama ha bloccato le polemiche dei contestatori anti-Trump con questa frase: “Siamo democratici e repubblicani, ma prima di tutto siamo americani”. Noi, ugualmente, siamo tutti videogiocatori: sarebbe il caso di ricordarselo un po’ più spesso.

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