Videogioco che vai, bordello che trovi

Videogioco che vai bordello che trovi Editoriale 01Seguendo il consiglio e le indicazioni di Raflod the Braggart, giungerete presto a Suran, città sita sulle propaggini meridionali della regione del Molag Amur. Qui, se provvisti di un po’ di Septim, potrete usufruire dei servizi della Casa delle Delizie Terrene, dove una nord, una breton e una redguard mostrano le loro “grazie” al nerevarino stanco. Ah, le memorie!

Difficile stabilire quando la parentesi erotica sia entrata a far parte del nostro hobby preferito, ma alcuni indizi sembrano confermare “molto presto”. Già Sierra, difatti, ci offriva la Softporn adventure, avventura testuale ricca di innuendo, mentre la serie di Larry poneva al centro dell’attenzione romantiche conquiste che avevano come fine ultimo del gioco la consumazione del rapporto. E come dimenticare l’iconico strip di Samantha Fox su C=64? Se già il Duca, nel ‘96, era un maestro nell’elargire rapide mance, fra una sparatoria e la successiva, per poter occhieggiare i seni di procaci fanciulle, abitudine poi ripresa dal comandante Shepard, è con Geralt di Rivia che l’arte si affina, soprattutto grazie all’abilità mutante più straordinaria dei Witcher: la sterilità unita a una grande prestanza sessuale, imprese epiche senza “rischi” connessi, dunque.

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il lupanare nei videogiochi è diventato sempre più un’istituzione: intervallo piccante o valvola di sfogo per il giocatore nerd

In ogni caso, con Geralt che consuma dove capita, in molti giochi si è pensato di dare un contesto all’atto, una casa chiusa virtuale che facesse da contenitore per la libido di giocatori e programmatori. Gothic 2, per esempio, offre l’esotica Lanterna Rossa affacciata sul porto di Khorinis, ove possiamo, forse per la prima volta, scorgere qualcosa di veramente piccante in una cinematica “primitiva” che si destreggia fra poligoni sfocati, musica “soft” e mugolii sommessi. Ancora prima si colloca Torment con il suo Bordello dell’Appagamento delle Libidini Intellettuali: in questo caso a far drizzare l’attenzione del giocatore è la maestria del narrato che raggiunge l’acme con le caratterizzazioni di Ecco, la dolcissima prostituta muta, e Kimasxi Adder-Tongue, velenosissima “arpia” in grado di sbloccare un livello più elevato dell’abilità di Morte, la litania d’insulti. L’eccellente Vampire: Bloodlines non è da meno arrivando ad “esaltare” la pornografia e i suoi aspetti più degradati, dedicando ad essa un’intera quest-line trascorsa alla ricerca di un VHS proibito. L’hub di Hollywood, con tanto di postribolo moderno – il Vesuvius: un nome, un programma – e di peep-show, ci offre addirittura due locali di interesse, con la bellissima Velvet Velour, poco vestita e altamente provocante, vera e propria “attrazione” del terzo atto del capolavoro di Troika.

Che si tratti di mostrare pelle rosa, cute eburnea o d’ebano, o carnagione blu punteggiata di efelidi, il lupanare nei videogiochi è diventato sempre più un’istituzione: intervallo piccante o valvola di sfogo per il giocatore nerd. La sua introduzione, inoltre, risulta necessaria per il realismo, per sorreggere la messinscena di decadenti città medievali, come Vizima o la già citata Khorinis, o avvalorare la credibilità dell’Afterlife, dove conturbanti Asari – un’intera razza di spogliarelliste, cubiste e proprietarie di attività illecite, a quanto pare – trovano la “giusta” collocazione. Solo Liara era una scienziata, anche se non ho mai capito il perché!

Lungi dal voler essere un vademecum per le attività notturne, questo articolo si conclude “dottamente” citando the Wolf Among Us: qui la sapiente narrazione di Telltale sublima al Pudding N’ Pie, ove si intreccia una delle trame più adulte mai esperite in ambito videoludico, con i sogni disneyani che si infrangono contro la dura realtà di favole indigenti che, per giungere a fine settimana, sono costrette a fare il lavoro più antico del mondo. Cinque luci… tutte rigorosamente rosse!

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