Heather Parisi è perfetta quando uccidi la gente online

Heather Parisi è perfetta quando uccidi la gente

Se c’è una cosa che amo fare, appena ne ho la possibilità, è utilizzare la musica che mi piace come sottofondo per i videogiochi. Il fatto che mi diverte di più è sperimentare incroci strani, che di primo acchito possono suonare come assurdi, ma i cui ingredienti si mescolano tra loro in un piatto che mai penseresti gustoso, valutandolo solo sulla carta. Uno dei miei primi tentativi, in tal senso, risale ai tempi in cui Microsoft introdusse su Xbox 360 la possibilità di riprodurre via dashboard gli MP3 ospitati su una chiavetta USB o in un hard disk di rete: ho ben stampati in mente i giri infiniti nella Tokyo di Project Gotham Racing 3 grindando Kudos, mentre nelle orecchie si alternavano i più grandi successi dei Bee Gees, con How Deep is Your Love a fornire il giusto boost in partenza e Tragedy a condire le pennellate al limite di guard rail. Qualche anno più tardi, mentre tutti si divertivano a mettere le musiche di Morricone come sottofondo alle cavalcate notturne nelle terre polverose di Red Dead Redemption, io accompagnavo John Marston con le note degli impromptu di Chopin e le scale infinite di Bach.

Negli ultimi tempi avevo un po’ perso l’abitudine alla cosa, ma l’integrazione tra Spotify e il firmware di PlayStation 4 ha riacceso l’entusiasmo, tanto che proprio ieri sera ho dedicato un’oretta al multiplayer di Titanfall 2 (gran gioco, a proposito) mentre dalle casse del sistema home theater, assieme alle esplosioni e al fischiare dei proiettili, venivano sparate le parole urlate di Non Voglio Mica la Luna e di Cicale. So che è difficile da credere, ma la cosa funziona talmente bene che sotto l’influsso di Heather Parisi ho migliorato nettamente le prestazioni in partita, tanto che stasera replicherò l’esperienza andando a pescare dal cestone kitsch della TV anni 80 un po’ di sigle buttate lì a caso, in quello strepitoso limbo tra Fantastico e Sanremo.

Fallout 4 news 03

L’importante è sperimentare le combo più assurde, allontanandosi dalla banalità del primo istinto

Certo, non sempre ha senso mettere una musica come sottofondo a un gioco, in particolare quando lo stesso prevede di suo una OST appositamente pensata per accompagnare la narrazione; per intenderci, Boombastic al minuto quindici di The Last of Us non ci azzeccherebbe una beata mazza e spezzerebbe il pathos in maniera davvero brutale. Tuttavia, molti generi si prestano facilmente all’operazione di “music overlaying”, in particolare i giochi di corse, quelli sportivi e gli sparatutto (ma solo in multiplayer, per quanto mi riguarda). L’importante – lo ripeto – è sperimentare le combo più assurde, allontanandosi dalla banalità del primo istinto, perché è spesso dalla differenza tra due sapori che nasce un piatto originale e gustoso. Ad esempio, avete mai provato a girare per le wasteland di Fallout 4 zittendo la radio del Pip-Boy e facendo girare in loop le canzoni natalizie di Michael Bublé? Beh, dovreste.

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