Quando l’hardware non va a Maometto... ci pensa GOG!

Quando l’hardware non va a Maometto... ci pensa GOG

Alcuni mesi fa vi raccontai di quanto l’acquisto di un portatile ultraleggero (tanto nell’ingombro quanto nelle componenti hardware), mi aveva fatto riflettere sull’importanza di non sottovalutare il peso di applicazioni e servizi quando ci si domanda: “Ma 2 GB di RAM mi basteranno?”. Ecco: a 8 mesi di distanza sono ancora convinto che la risposta negativa a quella domanda fosse piuttosto ovvia, e continuo chiedermi come feci a non ponderare meglio la questione. Quella storia, comunque, ha trovato un suo lieto fine, e siccome in ogni sventura c’è sempre un lato positivo che bisogna imparare a cogliere, per sopravvivere, mi ritrovo a scrivervi per condividere la gioia di essere tornato indietro nel tempo, quasi senza muovermi da casa (di sicuro senza raggiungere le 88 miglia all’ora).

Praticamente è successo che una sera, mentre aspettavo che mia figlia finisse la sua lezione in palestra, mi sono messo a pulire la mailbox dal pattume accumulato dall’ultimo repulisti fatto lo scorso anno. Caso vuole che l’occhio sia caduto sulla ricevuta di acquisto di un gioco in super saldo fatto su GOG.com, e come una folgorazione, che ora mi ricorda addirittura l’indice di Michelangelo rappresentato nel famoso affresco della Cappella Sistina, mi sono messo a scaricare il primo Fallout presente nella mia libreria della già citata piattaforma. Quelli che sono seguiti sono stati giorni di gioia e gioco sfrenato, pur nella limitatezza del tempo libero a mia disposizione. Le caratteristiche del mio portatile hanno trovato una loro collocazione e un loro motivo di esistere, visto che le 12 ore di autonomia, i 900 gr. di peso, uno spessore (chiuso) di soli 17 mm e una velocità di ripresa dallo standby che si conta in 3 secondi, mi hanno permesso di giocare sul trono in bagno, in macchina mentre mia moglie faceva la spesa, al bar della palestra di cui sopra e in un’altra dozzina di occasioni in cui solo l’handheld della Nintendo mi aveva saputo soddisfare.

Quando l’hardware non va a Maometto... ci pensa GOG

Non avevo mai trovato grandi soddisfazioni nel ributtarmi sulle vecchie glorie del passato

A lato di questa riscoperta hardware, però, c’è una seconda osservazione da fare, ossia quella legata al retrogaming tout court. Per essere onesti, non avevo mai trovato grandi soddisfazioni nel ributtarmi sulle vecchie glorie del passato e, pur capendola, non avevo mai condiviso la passione per il genere che appartiene, ad esempio, all’amico Luca Sartori. Resta il fatto che nell’assecondare quella follia dell’acquisto compulsivo che spesso mi prende (e a cui, il più delle volte, non so resistere), la mia libreria su GOG conta una ventina di classici indimenticabili, che calzano a pennello per la dotazione hardware di cui è provvisto questo nuovissimo catorcio che mi ritrovo tra le mani. Penso che col tempo questo mio fruire in mobilità mi permetterà di recuperare pezzi di storia che, al tempo, non giocai per svariati motivi (non ultimo il fatto che gli scatolati venivano via a 100 mila lire, e a 15 anni non sapevo ancora su quali alberi crescessero le banconote), e vai a sapere quali sorti magnifiche et progressive potrà riservarmi il futuro. Di contro, c’è che la mia progressione in Fallout è lenta quasi quanto l’appropinquarsi della pensione, ma come diceva Thomas S. Eliot: “Quello che conta è il percorso del viaggio… e non l’arrivo”.

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