Il topic della Rassegna Stampa radical-chic - Pagina 2
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Discussione: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

  1. #21
    fullmetalshinigami
    Guest

    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Adem Ljajic: a boyhood
    Che ne sarà di Adem Ljajic? A 24 anni e alla terza squadra italiana deve scegliere se diventare grande, o rimanere artista senza disciplina
    Di Simone Donati


    http://www.rivistaundici.com/2016/01...jajic-boyhood/


    Alle porte dei suoi venticinque anni, Adem Ljajic non ha ancora concluso la sua formazione umana e calcistica. È ancora un giocatore stretto tra un potenziale sconfinato e una realtà dei fatti che richiede troppo duro lavoro e un’assoluta continuità per emergere definitivamente e nettamente dalla massa di buoni giocatori tecnici, veloci e bravi nel dribbling di cui è pieno il calcio.

    Quando era ancora minorenne, mentre la stampa inglese lo definiva “little Kakà”, al Partizan Ljajic veniva chiamato dai compagni di squadra “Cira”, poiché ricordava loro Dragan Ciric, giocatore talentuosissimo ma indolente, che sul finire degli anni Novanta fallì il passaggio dal calcio domestico al grande calcio europeo, deludendo con la maglia del Barcellona. Prima ancora di trovare la risposta alla domanda «che cosa possiedi tu che nessun altro ha?», Ljajic dovrebbe trovare la risposta a una domanda a cui l’ancora giovane età permette di replicare: «Chi vuoi essere da grande, Kaká o Dragan Ciric?».
    Ultima modifica di fullmetalshinigami; 29-01-16 alle 19:47

  2. #22
    fullmetalshinigami
    Guest

    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Rocco Pagano: l'incubo di Maldini
    Il dimenticato Garrincha di Pescara.
    di Simone Bartalesi

    Fonte: http://zonacesarini.net/2016/01/14/rocco-pagano/


    Non succederà mai, invece, che vedrete Pagano seduto su una panchina, nonostante sia stato uno degli allievi prediletti della “Premiata Ditta Galeone“: “Gasperini, Camplone, Di Cara, Bergodi, Allegri, erano già allenatori quando giocavano con me. Io, appena facevano gruppetto per discutere di tattica mi mettevo a palleggiare a distanza. C’è chi nasce per insegnare calcio e chi come me gioca finché può, solo per divertirsi e per divertire la gente”.

    Nonostante la foto, parla sempre sorridendo Rocco, senza i rimpianti di chi non ha mai avvertito la “solitudine dell’ala destra” del poeta Fernando Acitelli. La gente gli vuole bene e i giovani lo rispettano sempre. Con molti dei suoi vecchi colleghi si incontra ancora e lui ricorda tutti molto volentieri:

    [...]

    L’unica cosa che adesso lo preoccupa sul campo di calcio è che, cambiando girone, quest’anno dovrà giocare su parecchi campacci sterrati e pieni di buche. Ma va bene lo stesso. Finché si diverte lui resterà lì, sulla fascia, a fare quello che gli piace di più: l’uno contro uno. Perchè Pagano è uno di quelli che ti guarda in faccia, ed anche per questo entra dritto nella bacheca di quelli che ci piacciono davvero. Non smettere di correre Rocco, noi saremo sempre lì ad incitarti aggrappati alla rete.




    Related video



    Qui trovate la puntata di Sfide completa: La solitudine dell'ala destra
    Il titolo della puntata è quella del libro di poesie di Fernando Acitelli (come da estratto) che raccoglie componimenti dedicati a varie Ali destre del passato (molto bello, ne consiglio la lettura).
    Ultima modifica di fullmetalshinigami; 29-01-16 alle 19:47

  3. #23
    fullmetalshinigami
    Guest

    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    La punizione del secolo
    Fonte: http://www.lacrimediborghetti.com/20...el-secolo.html


    Ilunga chiede spiegazioni, non si da pace, poi china la testa e allarga le braccia tornando mestamente in barriera, Rivelino comincia a ridere, i calciatori brasiliani cominciano a ridere e con loro tutta Gelsenkirchen, addirittura Jairzinho sghignazzando fa un eloquente gesto con la mano come a dire "questo è pazzo". Questa è la scena più divertente della storia della coppa del mondo. Finchè non scopri lo strato neanche troppo sottile di tristezza che la circonda.


    Ultima modifica di fullmetalshinigami; 29-01-16 alle 19:44

  4. #24
    Senior Member L'avatar di ABS
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Ma sai cosa: l’importante è andare sempre dove tu possa trovare una buona bottiglia di vino. Quando ho conosciuto Bruno Pizzul, facevo già qualche telecronaca, lui mi disse, citando un consiglio che a sua volta gli aveva dato Carosio: «Se vuoi fare questo mestiere fatti vedere sempre con un bicchiere di vino. Di stupidaggini ne dirai, lasciali almeno pensare che fossi ubriaco». - See more at: http://www.ultimouomo.com/maestri-st....rIT9iE3I.dpuf

  5. #25
    since 07-10-01 L'avatar di Frykky
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Il calcio preferisce impegnarsi in battaglie più comode, come quando ci chiedono di entrare in campo con la maglietta per l’Unicef o per la ricerca contro il cancro. Io lo faccio sempre con piacere, ma non mi sfugge il fatto che si tratti di marketing, il cui scopo è quello di ripulire l’immagine. Quando ci sono battaglie vere da affrontare, il mondo del pallone si gira dall’altra parte

    http://zonacesarini.net/2016/01/27/f...sta-a-bergamo/


  6. #26
    fullmetalshinigami
    Guest

    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    La Partita della Morte: l'orgoglio di ogni ricordo
    di Massimiliano Mattiello
    http://www.tacchettidiferro.it/parti...rte-kiev-1942/


    La partita della morte c’è stata. Gli 11 entrati in campo si rifiutarono di urlare “Heil Hitler” e morirono quasi tutti dopo la loro vittoria. Non era fuga per la vittoria, santo cielo, era la guerra terribile. Però nove morirono da eroi, non per il coraggio delle proprie idee, ma per l’orgoglio che gli ribolliva in corpo. Che senso ha vivere una vita da sacrificabile quando poi per soli novanta minuti di questa vita, puoi entrare nella storia?
    Io li immagino ancora in un campo, a prendere a pallettate i nazi, finché vittoria non li separi.

    Si salvarono in due. Uno di questi fu tale Sviridoski.
    L’altro…

    Makar Goncharenko è morto nel 1997, la Dinamo Kiev eresse per lui un busto che reca la laconica frase “A UNO CHE SE LO MERITA”.
    Ultima modifica di fullmetalshinigami; 29-01-16 alle 19:43

  7. #27
    Pensatore libero L'avatar di Angels
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Letto ieri, ha anche ispirato il film "Fuga per la vittoria"
    Angels
    CAMPIONE TBS 2016

  8. #28
    fullmetalshinigami
    Guest

    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Citazione Originariamente Scritto da Frykky Visualizza Messaggio
    Il calcio preferisce impegnarsi in battaglie più comode, come quando ci chiedono di entrare in campo con la maglietta per l’Unicef o per la ricerca contro il cancro. Io lo faccio sempre con piacere, ma non mi sfugge il fatto che si tratti di marketing, il cui scopo è quello di ripulire l’immagine. Quando ci sono battaglie vere da affrontare, il mondo del pallone si gira dall’altra parte

    http://zonacesarini.net/2016/01/27/f...sta-a-bergamo/
    Bellissima la sua storia.

  9. #29
    fullmetalshinigami
    Guest

    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Io, il tempo e Andrea Lazzari
    Anni fa scelsi Lazzari come "giocatore guida", ovvero un perfetto coetaneo per misurare la mia vita e il mio amore per il calcio.
    Com'è andata, poi, a Lazzari e a me.
    di Alessandro Fabi
    Fonte: http://www.rivistaundici.com/2016/01...ndrea-lazzari/




    Di tutti gli aspetti della vita reale che il gioco del pallone finisce per riassumere in chiave allegorica, quello del passare del tempo è senza dubbio uno dei più suggestivi. Si verifica, cioè, una sorta di sproporzione tra “tempo della storia” e “tempo del racconto”, quantificabile nella discrepanza che intercorre, per esempio, tra la “speranza di vita” di un giocatore e quella di un comune mortale. Se, in sostanza, una carriera calcistica (ovviamente sul campo) si esaurisce a ridosso dei quaranta, è evidente come il dato non corrisponda alla fine di una carriera lavorativa, o all’esaurirsi di un’esistenza-standard, impostata secondo precisi parametri di vecchiaia e conseguente spegnimento.

    A partire dall’infanzia ho associato alla mia compulsiva dipendenza dagli sport un’idolatria per personaggi da me ritenuti immortali (Michael Jordan, o Miguel Indurain), e la presa di coscienza della “morte calcistica” mi ha messo di fronte a due distinti ordini di problemi, entrambi ugualmente scioccanti: 1) l’umanizzazione dei miei idoli; 2) la scelta di un giocatore-guida, un atleta eletto a parametro di questa inusuale maniera di calcolare il passare del tempo. Il tutto motivato, credo, dall’idea che affrontare questo trauma in coppia sarebbe stato meno drammatico rispetto ad una gestione del pensiero in solitaria. Prima di ripercorrere, nel dettaglio, le ragioni del mio personalissimo legame con Andrea Lazzari (Bergamo, 3 dicembre 1984), è forse opportuno che chiarisca come è accaduto che maturassi la necessità di rivedermi in lui.

    [...]

    In attesa di capire che ne sarà di noi, della sua carriera e della mia passione per il calcio, ringrazio Andrea Lazzari per avermi accompagnato ai trenta con serenità. Per i suoi colpi di testa, per il suo poderoso mancino e per i filtranti che ha sempre ricamato in pochi metri. Nella consapevolezza che solo un giocatore del genere, ben più che un Morfeo, potesse farmi da guida ed aiutarmi a far luce su alcune questioni di una certa importanza. Tipo che esistono gli alti e i bassi, e che le passioni, proprio a fronte dei suddetti alti e bassi, vanno coltivate con cura perché possano durare per decenni, o perlomeno il più a lungo possibile. Come, banalissimamente, tutte le cose della vita.

    Ultima modifica di fullmetalshinigami; 29-01-16 alle 19:43

  10. #30
    fullmetalshinigami
    Guest

    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Storie a margine di un calcio volante
    Fonte: http://www.lacrimediborghetti.com/20...volante-1.html


    Racconto molto molto bello e originale sul famoso calcio al tifoso di Eric Cantona nel match contro il Crystal Palace.


    Storie a margine di un calcio volante
    [COLOR=#000000][FONT=Verdana]

    1. L’indifferente con la giacca di pelle
    Now it's your turn to see me rise
    You burned your wings, now watch me fly above your head
    naaanaanaaa I see you far below
    Looking up you see my spirit glow, nanananananaaa

    Non so che musica faccia questa band di frocetti, ma non è male, è la tipica roba senza capo né coda che faceva impazzire Lucy e… Cristo, sto di nuovo pensando a lei.

    D’altronde in questo schifo di partita non ci siamo fatti mancare niente, neppure l’uomo in meno. Galletto del cazzo, testa calda d’un marsigliese ubriacone, alla fine ce l’hai fatta. Non era forse quello che volevi? Quello che hai sempre voluto? In questi anni ti sei ricamato addosso la figura del legionario errante, del picchiatore rinnegato da chissà quale milieu, metà marinaio genovese, metà zingaro lanciatore di coltelli.

    Storie facili da dare in pasto a qualche penna svogliata del Mirror, forse, ma non al sottoscritto. Lascia stare amico mio, conosco bene quel mondo. Non bastano certo la ferocia, la fame, o un’arcata sopracciliare deforme a fare di un uomo un criminale. No, il criminale di razza si riconosce dalla distanza che mette tra sé e le cose del mondo, quell’atrocità che affiora da una sorta di francescanesimo ostentato. Guarda me, ad esempio: solo novanta minuti fa inserivo la canna corta di una Ruger nella bocca di un nero di Harlesden, gli facevo detonare la faccia contro i mattoncini porosi di un vicolo; ora sono qui, avvolto in un vecchio giaccone di pelle, a testimoniare la mia totale estraneità ai fatti di fronte a undicimila bastardi in delirio. La chiamo “serenità dell’imprevedibile”. Tu invece – buon Dio che pena! – dai sempre loro quello che cercano: la pagliacciata plateale, il gesto scomposto. Non hai resistito a buttar giù quel caraibico quando la palla era davvero solo un pretesto, una chimera lontana lontana. Che buffone, vorrei quasi accodarmi agli insulti di questo babbeo qua davanti, se non avessi garantito discrezione ai confratelli e fedeltà allo United. E ora cosa fai? Perché cazzo vieni da questa parte?


    [CENTER]



    Ultima modifica di fullmetalshinigami; 29-01-16 alle 19:41

  11. #31
    Oltremodo sconveniente L'avatar di pity
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Si però metti il link e un estratto, se copi tutto gli fai un danno clamoroso a questi qui
    Dice che c'è rimasto sulo 'o mare | ¡Madre de Dios! ¡Es el Pollo Diablo!

  12. #32
    fullmetalshinigami
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Citazione Originariamente Scritto da pity Visualizza Messaggio
    Si però metti il link e un estratto, se copi tutto gli fai un danno clamoroso a questi qui
    E hai ragione anche tu

  13. #33
    Senior Member L'avatar di ABS
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Il parere del linguista su Sarri, De Rossi e insulti vari nello sport http://crampisportivi.com/2016/01/29/insulto/

  14. #34
    Senior Member L'avatar di Odradek
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    L'articolo si dimentica di dirlo, ma anche il Crotone dei miracoli di quest'anno si rifà al 100% ai dettami di Gasperini (più informazioni qua)

    http://www.rivistaundici.com/2016/02...rgo-gasperini/

  15. #35
    Senior Member L'avatar di Odradek
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    La memoria, nella mia visione del mondo, rende liberi, o contribuisce a farlo. La memoria è un muscolo che va irrorato di sangue, va tenuto in esercizio, va continuamente stimolato. Ho notato la differenza tra me e Flavio dal questo punto di vista: lui ha una memoria terrificante, ma non si fida; io ho una memoria molto buona ma mi fido, anche se non dovrei farlo e ogni tanto mi costa. Ma la mia devozione ha anche un altro motivo, ed è la prima volta che lo dico, e deriva dal fatto che io ho perso mia madre per Alzheimer, perciò ho visto cosa significa la perdita di identità per assenza di memoria. Essendo compatibile per genetica ad un Alzheimer, cerco di spingere la perdita della memoria il più lontano possibile da me, per prolungare la mia identità intellettuale e perdere il meno possibile. Penso che il mantenere il metabolismo e la memoria in attività sia l’unico reale strumento terapeutico per non perdere se stessi.
    http://www.ultimouomo.com/maestri-federico-buffa/

  16. #36
    Pensatore libero L'avatar di Angels
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Bellissima l'intervista a Buffa
    Angels
    CAMPIONE TBS 2016

  17. #37
    Senior Member L'avatar di ABS
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Come mai un così bell'ometto, colto e preparato, non ha ancora formato una famiglia (naturale o no), alla sua veneranda età?

  18. #38
    Senior Member L'avatar di eddieverde
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Citazione Originariamente Scritto da ABS Visualizza Messaggio
    Come mai un così bell'ometto, colto e preparato, non ha ancora formato una famiglia (naturale o no), alla sua veneranda età?

  19. #39
    since 07-10-01 L'avatar di Frykky
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Ma non è morto 😥


  20. #40
    Senior Member L'avatar di Odradek
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    Re: Il topic della Rassegna Stampa radical-chic

    Per transizione s’intende l’arco di tempo che intercorre tra la fase di possesso palla e quella di non possesso. La transizione è positiva quando si passa dalla fase di non possesso a quella di possesso palla; viceversa si parla di transizione negativa. L’obiettivo, chiaramente, è di rendere il più immediato possibile il passaggio tra le due fasi, in modo da avere una squadra dinamica e reattiva, pronta a ripartire e a chiudere tutti gli spazi in caso di palla persa. Questo richiede, oltre a una pregevole capacità di lettura dei singoli, un eccellente e duraturo lavoro pratico da svolgersi durante gli allenamenti. Un’ottima transizione permette di saper sfruttare con efficacia le cosiddette “seconde palle”, in modo da arrivare per primi sul pallone e poter attaccare fronte alla porta. Inoltre, seguendo il più classico dei dogmi calcistici secondo cui “la miglior difesa è l’attacco”, una fase difensiva che miri a pressare gli avversari in fase d’impostazione può migliorare la qualità offensiva della squadra. Un esempio è dato dalla “regola dei 6 secondi” che Guardiola applica al suo (ancora per poco) Bayern Monaco e prima ancora al Barcellona.
    http://www.rivistaundici.com/2016/02...oni-difensive/

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