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Discussione: AAR HOI4 - Operazione Marò

  1. #61
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Con delle guerre lampo multiple la Polonia assicura al Nuovo Impero Romano buona parte delle terre scandinave, anche se si rivelerà poi una vittoria mutilata in quanto Svezia e Danimarca diventeranno puppet italiani.
    Il governo decide comunque di continuare a fidarsi della leadership italiana e si imbarca per la seconda guerra mondiale, aprendo le ostilità sul fronte orientale.
    L'offensiva viene parecchio rallentata dal maltempo e dalle stoiche forze sovietiche ma si intravedono Leningrado e Mosca, per cui il popolo deve essere pronto a fare un ultimo, grande, sforzo. L'arrivo delle fresche divisioni francesi fa ben sperare sull'esito del conflitto.

  2. #62
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Il Brasile finalmente trova posto tra le grandi potenze mondiali


    e dopo un lungo corteggiamento si schiera dalla parte degli Alleati diventando la Seconda Repubblica Brasiliana.

  3. #63
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    GUERRA: il gigante Sovietico si prostra alla Romanissima Europa


    Artefatto: h 3:00 il console italiano a Città del Messico ci informa che non lontano dal centro in un villino si odono raffiche di mitra ed è in corso un conflitto a fuoco. Non è una casa qualunque. Li si rifugia un personaggio riprovevole ma sempre un antagonista del nostro nemico. Lev Trockij. Dopo poche ore i primi rilevamenti dei nostri servizi segreti parlano di un ppsh lasciato a terra da un agente KGB ucciso. E' la prova definitiva che l'orso russo usa la violenza anche in casa altrui. Oggi il comunistra dell'altra sponda è sopravvissuto, domani potrebbe capitare a Balbo in volo sul mediterraneo? No la romanità non può permettere un mondo così instabile gettato nel caos.

    L'ora è giunta



    8 ottobre 1940, h 4:00 del mattino, da tutti gli aeroporti del nostro fierissimo alleato polacco si odono i rombi del v12 alfaromeo equipaggiato sul nuovissimo macchi M200 Saetta. Si cerca la vittoria decisiva sull'aere per poi colpire i patetici carri leggeri russi con la potenza corazzata italica. 130 divisioni di cui non meno di 40 di carri medi e leggeri cominciano la loro lunghissima inarrestabile marcia d'acciaio nelle terre russe. Come un tridente di romanissima littorietà il triplice fronte avanza. Polacchi Romani e Legionari Bulgari per primi bonificano l'arida e sterile terra bolscevica con il sangue fascista: solo esso può lavare l'onta di anni di carestie Comuniste. Gli Ucraini ci acclamano e le donne di quelle popolazioni notoriamente affascinate dall'italico villo si concedono finalmente alla virilità Mediterranea. Neanche il tempo di un bacio già si accerchia Minsk.



    Kiev è la prossima tappa del destino dell'Europa. Si uniscono alle danze anche le raffinate divisioni francesi dopo uno smacco dovuto al tradimento di Romania e Cechia si affiancano a noi per tenere il fronte sud. Cade Odessa e la flotta russa si dovrà preparare a lasciare definitivamente l'emisfero occidentale, l'emisfero accecato dallo splendore Romanico.



    A nord gli svedesi dapprima titubanti ad attaccare i fratelli finlandesi tenuti sotto giogo russo ora cedono le 30 divisioni al comandante italiano e già si attacca: troppo facile soprattutto con questo inverno, l'avanzata come se si combattesse per finta. Probabilmente l'esercito Finlandese, stanco del comandante bolscevico farà passare.

    A sud la situazione diviene complicata: il turcomanno abile in ricatti e colpi di mano invade parte della bulgaria, solo poche fiere divisioni romane possono arginare lo scempio. All'attacco si uniscono non meno di 300mila russi avidi di vendetta sanguinaria verso le inermi popolazioni locali. Ma ecco da distante si ode la Marsigliese. Utilizzando la modernissima ferrovia littoria arrivano al fronte i soldati d'oltralpe che aiutano ad accerchiare il nemico. Con un colpo di mano si sbarca a ridosso di Istanbul e in poche ora la bandiera della civiltà romana Sventola in cima alla moschea blu. I prigionieri della sacca sono numerosissimi e già si pensa di utilizzarli per bonificare le paludi ucraine.



    Ma l'inverno sta calando inesorabile e qui una nuova sfida per l'Impero. Una sfida tutta nel territorio italiano. Riusciranno le nostre numerosissime industrie a garantire la produzione dei Supply invernali? Certo che si. Il duce pensa sempre a tutto e nella sua genialità imposta la produzione con efficienza Svizzera.
    Vi svelo or ora la prima pagina del nostro roseo domani. Il corriere della sera non può rimanere arretrato rispetto alle prodezze di un fronte che avanza alla velocità della luce. Ecco dunque i nuovi titoli e già si vedono in lontananza le cupole della Cattedrale di San Basilio.

    Ultima modifica di kurnikoff; 19-07-16 alle 17:38

  4. #64
    Junior Member L'avatar di sciaky2
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    7 SESSIONE 1940:

    Gli usa vedono il ritorno di risvoltino roosvelt alla presidenza e con esso la fine dell'agognata depressione. Con ciò possiamo affermare di essere usciti dal periodo buio che ci stava tormentando e tale avvenimento non poteva accadere in un periodo migliore. Ora che siamo in guerra soprattutto con il giappone( L'urss per ora è ancora distante ed impegnata nel teatro europeo), avremo a disposizione ancora più uomini valorosi pronti alla battaglia per riconquistare la supremazia di mare,terra e dei cieli.
    Una battaglia degna di nota è stata quella nel pacifico in cui ha visto la vittoria di piace(giappone) contro usa e uk, però a caro prezzo, si segnalano una 50/60 di perdite a testa.
    Il brasile ha conquistato tutta l'argentina.
    Ultima modifica di sciaky2; 24-07-16 alle 18:21

  5. #65

    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Sessione di oggi in a nutshell.
    Metteteci Stalin al posto di Hitler e Leningrado al posto di Berlino.

  6. #66
    Junior Member L'avatar di kurnikoff
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    LA VITTORIA

    Il destino di un popolo si può assumere in varie caratteristiche: il progresso della tecnica, la fede della popolazione nella vittoria, l'aspetto economico e l'efficenza della macchina guerra. Mai un secondo ho dubitato che i figli della lupa fossero sotto le mie aspettative, mai un secondo mi delusero o diedero sconforto mai un secondo la mia fiducia fu tradita. 1500 kilometri che ci distanzano dalla tana del butterato tiranno sono stati percorsi dalle nostre fiere legioni in meno di 4 mesi, vincendo battaglie creando sacche liberando palmo a palmo la terra russia dall'onta sovietica. Le popolazioni sempre furono entusiaste della venuta romana baluardo di innovazione e progresso di cività.



    Tra le battaglie più sanguinose annovero varie sacche che intrappolarono circa 100 divisioni di poveri soldati sovieti, male armati e peggio guidati da una classe di generali le cui stellette non furono meritate sul campo di battaglia ma tra le file del Politburo: la prima e decisiva nel bosforo che intrappolò il fronte mediterraneo e permise la liberazione bulgara e poi in terra mediorientale con ancora altri uomini lasciati allo sbondo. Sempre a sud nella zona di Stalingrado grazie alle interazioni della cavalleria meccanizzata francese velocissima e all'onda d'urto dell'ariete d'acciaio italico. A nord di Smolensk che permise all'audace gen. Soddu di guidare la 1a divisione celere fino in Piazza Rossa e constatare di persona la viltà della classe politica bolscevica che aveva abbandonato già da tempo le postazioni di comando.



    E in ultima a sud di Leningrado, lunghissima battaglia nella più povertà di infrastrutture che obbligò in pieno inverno l'esercito alleato Svea a liberare la Finlandia e a calare fino alla bellissima città degli Zar.


    Ma la battaglia è proseguita fino ai piedi degli urali. I patetici capò bolscevichi avendo preso posto in prima fila nella scialuppa di salvataggio di questo gigantesco bastimento inabissatosi quale la russia, pretendono ancora di comandarlo. Ma il popolo li sta abbbandonando e al primo viaggio ufficiale dell'erede Romanov esso si è schierato verso il loro nuovo leader coi gaudio e fiducia che solo la romanità può indondere.
    Di poco conto il suicidio dello stato germanico, ultimo canto di una fenice che mai spiccò il volo, ora annessa da Italia e Polonia.
    Anche i nuovi stai satelliti russi a sud sono stati liberati ed ora sono sotto il controllo delle legioni di Roma.
    Si stanno aprendo i primi corridoi diplomatici tra le 3 potenze vincitrici e quelle sconfitte per una soluzione meno cruenta possibile per la popolazione già stremata da anni di malgoverno comunista: dalle prime indiscrezioni la Polonia dovrebbe annettere le russia centrale fino a raggiungere una grandezza tale da ricordare il Commonwelt con la lituania, la Svezia annette la finlandia come merito per le 30 divisioni che hanno macchiato di sangue quei ghiacci, la norvegia due territori al limite del circolo polare artico, la Francia è interessata alla turchia e al ricco caucaso includendo tutto il bacino industriale dell'ex Stalingrado (ora DegaulleGrado), l'Italia annette iran ed iraq e include la costa del mar nero settentrionale, Odessa, Sebastopoli con confini a nord kiev e kursk(in discussione la creazione o meno dell'Ucraina).
    La russia Zarista ora membro di coalizione dunque avrà come estremo confine occidentale Mosca la capitale e San Pietroburgo, manterrà le città degli urali. Ancora nel forse la base di Vladivostok.
    Si auspica una soluzione diplomatica con il Giappone, stato che nel tempo ha perso onore e si è fatto avvelenare dalla serpe Comunista, che dovrà pagare solo il pegno polico di farsi influenzare nella politica interna per far insediare nuovamente il giusto erede quale l'imperatore divinità Hiroito per ora rifugiato nella culla dell'impero, Roma.
    Si sa che anche gli alleati nella loro inutilità in questo conflitto hanno avanzato pretese senza aver versato una goccia di sangue bensì stazionando come in vacanza nelle isole del peloponneso. Queste arroganti richieste spero cessino al più presto in quanto l'avanzata giapponese in india rischia di far perdere queste terre ai britannici e qualche timido sbarco americano può solo far sorridere il gigante nipponico ormai liberato dal gioco bolscevico. Dunque nell'infinita saggezza propria del vecchio continente consiglierei a Roosvelt e Churcill di controllare più le cartine militari e i resoconti dei loro novizi generali piuttosto che sedere a tavoli diplomatici che non comprendono le sedie di USA e UK.

    Questo il dolce bollettino della Vittoria Littoria. Ad un domani di pace e dominio. A NOI. B. M.
    Ultima modifica di kurnikoff; 25-07-16 alle 22:39

  7. #67
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Citazione Originariamente Scritto da kurnikoff Visualizza Messaggio
    LA VITTORIA

    Si auspica una soluzione diplomatica con il Giappone, stato che nel tempo ha perso onore e si è fatto avvelenare dalla serpe Comunista, che dovrà pagare solo il pegno polico di farsi influenzare nella politica interna per far insediare nuovamente il giusto erede quale l'imperatore divinità Hiroito per ora rifugiato nella culla dell'impero, Roma.
    Si sa che anche gli alleati nella loro inutilità in questo conflitto hanno avanzato pretese senza aver versato una goccia di sangue bensì stazionando come in vacanza nelle isole del peloponneso. Queste arroganti richieste spero cessino al più presto in quanto l'avanzata giapponese in india rischia di far perdere queste terre ai britannici e qualche timido sbarco americano può solo far sorridere il gigante nipponico ormai liberato dal gioco bolscevico. Dunque nell'infinita saggezza propria del vecchio continente consiglierei a Roosvelt e Churcill di controllare più le cartine militari e i resoconti dei loro novizi generali piuttosto che sedere a tavoli diplomatici che non comprendono le sedie di USA e UK.

    Questo il dolce bollettino della Vittoria Littoria. Ad un domani di pace e dominio. A NOI. B. M.
    Un veloce telegramma in risposta al l'arrogante fascista imperialista:
    Il presidente Roosevelt insieme al suo amico e sostenitore Churchill, si sono aiutati reciprocamente in una guerra marittima nel pacifico, anche se è avvenuta solo attraverso delle navi e degli aerei tali aerei e navi ospitano degli uomini, tali uomini hanno delle famiglie che alcuni di loro, purtroppo, non rivedranno mai più. Quindi prima di avanzare accuse devi informarti sul vero significato della guerra.
    Indubbiamente voi avete perso più uomini di noi fin'ora non lo si mette in dubbio, ma per noi la guerra è appena cominciata.
    Evidentemente la vostra intelligence non è talmente avanzata come dovrebbe, visto che vi siete dimenticati alcuni dettagli, magari per voi di poco conto. E qui le elencherò.

    8 sessione: 1941
    Dopo un accurato controllo marittimo del pacifico attraverso navi e un numero impressionante di aerei, abbiamo constatato che era giunto il momento di sbarcare nelle terre giapponesi e alleate. Messo in sicurezza il tratto che porta i nostri uomini dai vari porti della west coast, i primi sbarchi avvengono nell'indocina con una 20 di divisioni in sostengno alle truppe francesi. Il secondo sbarco, molto più sostanzioso, con un totale di quasi 50 divisioni, avviene nelle filippine come testa di ponte poi verso la costa cinese. Lo sbarco nelle terre ora occupate dal sol levante è avvenuto senza problemi, i nostri uomini sono riusciti a crearsi un vasto sbocco da cui dilagare in tutto il territorio cinese, con un contributo anche dell'eccelsa aviazione americana. Fin ora abbiamo perso 56k uomini , un inerzia in confronto alle perdite degli stati avversi.


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    Ultima modifica di sciaky2; 24-07-16 alle 18:20

  8. #68
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Sessione traumatica dove è successo di tutto, dalla germania negli alleati contro la polonia alla polonia fascista contro l'italia .

  9. #69
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Ecco cosa accadrà la prossima sessione.




  10. #70
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    SI VIS PACEM, PARA BELLUM

    In questa frase, di latinissima lingua et origine, si possono concentrare questi ultimi mesi che ci vedono impegnati assieme ai nostri alleati di un'europa sempre più unita contro le potenze che l'avevano assediata fin dalla fine della prima guerra mondiale. Vanno infatti ai nostri genitori questo momento di giubilo e gloria per il sangue versato sulle alpi e mai ripagato da un avido alleato d'ultima ora venuto da oltre oceano.
    Ma andiamo per ordine.
    Eravamo rimasi ad inizio di Luglio 41, la diplomazia stava fermando un lago di sangue ad est e le ambasciate di tokio e roma erano frementi per una soluzione di concordato per cessare una guerra che si era spinta troppo esternamente alle competenze dell'italiano suolo. Ad est già veniva apprezzato il nuovo Zar a noi fedele e si erano già concordati i prossimi confini con le potenze polacche, svea e francesi.
    Il fronte in terra di Russia si rivela molto molto difficile per quanto riguarda la logistica per un esercito così moderno ed efficiente come quello romanissimo, con macchine eccezzionalmente avanzate che devono cedere il passo ai cari e inesauribili alpini che si arrampicano sugli urali in cerca delle nuove città staliniste dove si era spostata la produzione. Ma ecco che le ultime divisioni russe riescono ad invadere un indecifrabile stato orientale per allungare ancora una volta una guerra che ci fa macinare kilometri nella steppa e ci fa scoprire gli orribili e disumani Gulag, pieni di dissidenti politici, Trozkisti, ex ufficiali della prima guerra mondiale, zaristi e intellettuali fascisti del colpo di stato del 37. Questo non può che riempirci d'odio ma non per la popolazione russa stremata dal giogo sovieta ma per quei criminali che sono ancora in fuga e si staranno ubriacando con le loro ultime vodke nei docks di Vadivostock come un'orchestra che intona l'ultima crudele canzone prima di affondare con la nave.
    Ecco un campo che potremmo definire Gulag :


    Il Giappone rispetta i patti, dopo un iniziale sconcerto per le truppe ancora disposte a difendere le lande desolate comuniste invece che inspiegabilmente le coste della cina deturpate dagli sbarchi yankee, e si ritira verso india e nella pianura cinese a parte qualche presidio isolato che infastidisce le nostre truppe che si stanno rischierando lungo un fiume nel confine indiano.
    La Polonia con una nuovo plebiscito cambia governo e abbraccia la causa nazionalista diventando la meravigliosa Polonia Falangista ricreando anche una fascistissima bandiera bianca e rossa con al centro l'aquila per un impero dove veramente non cala mai il sole. Il grande leader Boleslav Piasecki già stinge le mani al nostro duce Mussolini e a re Vittorio Emanuele

    Ma per il cieco inglese supportato dall'oppulento mostro americano e dal suo servo metrosessuale di Rio non riesce a cogliere la sottile politica di convincimento e propagandistica verso il maledetto Churcill e la sua schiera di obesi bevi the. Il segnale è più che chiaro ma forse la loro supponenza e convinzione di dominio dei mari li fa sentire al sicuro anche nella loro smoderata produzione di caccia intercettori anche se obsoleti ma pur sempre numerosissimi.



    Si attende che varie divisioni tornino dalla russia e che il nostro grande alleato polacco si schieri in norvegia e spagna, si fa sbarcare la celere in terra d'africa per una corsa contro il tempo per il Cairo, si assegnano missioni di pattugliamento riconoscimento ai siluranti e ai caccia quelle di scorta. Si scheira supermarina al largo delle coste di Dover. Solo un cieco o chi peggio non vuol vedere una magnifica macchina bellica non può rendersi conto di quello che sta accadendo. La romanità stà bussando alle porte, e non chiederà permesso per entrare. Il vallo di adriano sarà varcato dalle divisioni corazzate italiche si è deciso.
    Ecco che il 26 ottobre si da ordine di chiudere le ambasciate nella maledetta isola britannica, si danno fuoco ai documenti segreti e si distruggono i codificatori: il giorno seguente si procede alla guerra.

    Ma come invadere e sbarcare in un suolo occupato da truppe inglesi con solo 10 intrepide divisioni e una flotta esigua se pur supermarina senza copertura dall'aere?
    Il piano è geniale e concepito di bozza dal nostro maestro Duce B. M. : si ingaggerà una grande maestosa battaglia di flotte sulla manica, supportata da caccia che ingaggeranno i velivoli delle portaerei e dai siluranti partiti dalla Danimarca mentre le truppe sbarcheranno più a nord, vicino alla capitale e vicino ai porti principali e agli aeroporti che sono di vitale importanza.



    Poche ore dopo aver consegnato agli ambasciatori la dichiarazione di guerra dalle bocche di fuoco da 305mm delle italianissime corazzate Littorio, Cavour,Andrea Doria, Caio Dullio e Giulio Cesare ingaggiano un'imponente battaglia che farà impallidire quella di trafalgar: più di 150 navi inglesi supportate da due portaerei ingaggiano i tre gruppi navali italici in schiacciante minoranza numerica ma carichi di ardore fascista e convinzione nella vittoria finale: la battaglia se pur con andamento già scritto sarà decisiva per poter sbarcare sulla costa. L'onore va a supermarina che con la perdita di circa venti navi leggere e lo sfortunato affondamento della Caio Dullio ha permesso all'imponente flotta della regina di distrarsi e lasciare i bastimenti italiani attraccare a nord di Dover.



    Lì subito si punta agli aeroporti e ai porti, le imbattute truppe veterane del generale Messe già accerchiano Londra, già salpa il resto dell'armata e un'armata veloce del Gen. Pecori-Giraldi di nuova costituzione ma di indomito ottimismo fascista e imprescrutabile veemenza littoria. I fedeli Polacchi pattugliano con un'immensa flotta di cacciatorpedinere le vie di approvigionamento nel mare del nord affondando decine di sottomarini inglesi e supportano le nostre truppe nel sud dell'inghilterra. A loro il compito di prendere la spagna e presidiare gibilterra che cade in pochi giorni con l'appoggio di qualche divisione norvegese.
    L'avanzata è inarrestabile e l'inghilterra anche se presidiata da una ventina di divisioni capitola in meno di un mese. Gli stormi dell'aria in un primo momento lasciati riposare nelle loro basi dopo la guerra russa vengono impiegati per gli ultimi attacchi in terra inglese e Irlandese per preservarne il morale e il logoramento delle macchine. Lo sconcerto negli alleati è assoluto, Curchill si arrende ai nostri bersaglieri che lo rinchiudono le torre di londra dove troveranno il monolitico corpo suicida il giorno dopo. La regina è costretta a giurare fedeltà al drappo italico e le popolazioni gioiscono per questa ondata di fascismo che pervade l'isola. Anche la vicina isola d'irlanda chiede e già le divisioni si schierano per liberarla.



    Roosvelt che si crede in un angosciante incubo aveva già ammassato divisioni nella francese corsica ma non ha il permesso dai fedeli francesi di usare i loro porti per salpare, ne si rende conto che uno sbarco è come minimo avventato senza un buon pattugliamento delle coste.
    Avanzano anche i nostri carri nel deserto africano e già si intravedono le piramidi del cairo e nella giungla indiana si tenta di aggirare una 30ina di divisioni dei popoli britannici.

    Si sta sviluppando la terza generazione di armi leggere, si prosegue nello studio della tecnica Blitzkrieg, gli stabilimenti industriali superano le 400 unità. Già è in produzione l'ultimo aggiornamento del carro leggero L9 come riporta questa immagine dello stabilimento Ansaldo:
    Ultima modifica di kurnikoff; 26-07-16 alle 13:43

  11. #71

    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    ☭ IL GLORIOSO PAESE DEL SOCIALISMO ☭

    Compagni,
    recenti avvenimenti ci spingono a riflettere sul destino del nostro paese.
    Le nostre armate proletarie si sono infatti sciolte come neve al sole, nonostante l'inverno russo, di fronte ai militi fascisti e le nostri grandi città sono provvisoriamente in mano loro.
    Il compagno Stalin si è spostato a Vladivostok, sotto la protezione dell'alleato giapponese, e la guerra prosegue con la certezza della vittoria finale.
    Cosa concludere dunque dalla disfatta militare? Forse che il materialismo storico sia falso? Che Marx, Engels, Lenin e persino il compagno Stalin ci abbiano mentito?

    No, compagni.

    In cuor vostro sapete quale sia la risposta.
    Tra di noi, nelle nostre città, fabbriche, reggimenti e persino famiglie si annidano ancora i nemici del popolo.
    Trotskisti, Fascisti, Plutocratici, Zaristi e Cosacchi che con virtù camaleontica sono rimasti celati alla vista penetrante del compagno Stalin e che di fronte ai loro sodali hanno gettato le armi, sono scappati o peggio si sono uniti al nemico.
    Ed ecco che già alcuni ex-ufficiali zaristi, ringalluzziti per l'apparente sconfitta già intavolano trattative coi fascisti, lasciando loro libero il campo verso la nostra capitale orientale in cambio di una restaurazione zarista.

    Ma noi non lo permetteremo.
    Inizieremo facendo pulizia a Vladivostok, inviando i nemici del popolo che sono sprovvisti della protezione fascista nelle nostre strutture rieducative in Siberia.
    E successivamente penseremo a coloro che si credono sicuri dietro le linee fasciste.
    Il compagno Stalin ha parlato.
    _______________________________
    stalindoesntwantyoutoseethis.jpeg

    Ultima modifica di K.N.A.B.; 26-07-16 alle 14:46

  12. #72
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Il sogno si è compiuto, il Commonwealth polacco è stato ricreato e grazie allo stato di guerra permanente con i sovietici sono innumerevoli le industrie al nostro servizio. Poco contano i partigiani e i loro rozzi tentativi di sovvertire il nuovo ordine. Forte di questa enorme produzione la Polonia si unisce senza batter ciglio all'invasione dell'UK e alla guerra inevitabile contro il capitalismo, fonte di confusione e sgretolazione dei grandi imperi. La conquista della Spagna si rivelerà più dura del previsto a causa di un agguerrito Portogallo, ma la loro arretratezza militare non consentirà di capovolgere l'esito del conflitto.

  13. #73
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Vezza smettila di programmare invasioni in Brasile o ti inculo coi travoni.

  14. #74
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    L'IMPERO IN CUI NON CALA MAI IL SOLE.


    Gli spregevoli alleati continuano ad imperversare nell'estremo oriente sembrando incuranti di quello che succede in europa dopo il rapido tracollo inglese. Tutti i loro sforzi si limitano ad un mezzaluna che si concentra da istambul al siam. Gli USA incuranti di quel che è stato un vero blitzkrieg d'oltremanica lasciano al loro destino gli ultimi due stati della loro coalizione in suolo Europeo. Olanda e Belgio due canaglie imperialiste che come degli avidi banchieri di Zurigo hanno amministrato mezza africa e asia con pugno di ferro e soggiogando i popoli che chiedevano l'avvento del Nuovo Cesare di Roma. Si prepara dunque lo sbarco con le veterane truppe che già avevano fatto tremare le campane del Big Bang a Londra.
    Ma di mezzo c'è parte della flotta inglese che imperversa ancora nell'area. Essa già precedentemente messa a dura prova sta dando la caccia ai sub polacchi e non riesce ad intercettare il doppio sbarco in zona Rotterdam. I combattimenti sono durissimi in quanto i due stati di minute dimensioni hanno un ampio bacino di popoli etnici da cui attingere carne da cannone: sono presenti infatti nell'area circa 70 divisioni sia belge che olandesi. Si fa trasportare dunque altre 24 divisioni corazzate e l'ago della bilancia punta saldo e sicuro verso la vittoria littoria. Le divisioni romanissime liberano il nord dell'Olanda e come una scure arrivano rapidissime su Bruxelles. Entrambi questi pusillanimi stati si arrendono in un mese di guerra.
    Ma non sarà l'ultimo incontro per le nostre truppe con il nemico belga: come col maledettissimo inglese le truppe l'oltremare continuano a combattere infastidendo non poco il medioriente ormai tavolozza multicolore di scampi di eserciti battuti e soggiogati all'impero.
    Con la lentezza e inezia di un fattorino che arriva a destinazione con le uova tutte rotte ecco che si palesa sulle coste della manica un'immensa flotta Americana. E' la flotta Atlantica, numerosa e imbattibile si dice. Supermanina continua le riparazioni nel nord dell'inghilterra ora amica e tocca alla miriade di aerei del nostro comandate dell'aere Balbo vincere questa sfida. Si mobilitano circa 380 aerei da supporto ravvicinato e una 70ina di aerosiluranti per gli americani, un numero più esiguo per gli inglesi spostati verso il baltico. Il risultato è scontato e frutto della supriorità della razza italica rispetto al crogiuolo imbastardato della flotta statunitense.
    In qualche settimana l'americano perde 7 corazzate svariate navi incrociatori e naviglio sottile, l'inglese dovrà depennare una portaerei e un numero simile di navi minori a scapito di una perdita di 20 silutanti. Con un risulato tale il nostro amato Duce decide di destinare ben due linee di industrie alla produzione del magnifico Sparviero l'aerosilurante che con la sua linea gobba è il terrore del marinaio alleato: entro pochi mesi sono più di 600 i maestosi aerei che guardiani dei mari assicurano le rotte commerciali ai figli di Marco Polo.
    Con una sconfitta così cocente e una flotta momentaneamente indebolita già si punta a vincere la guerra: si invaderanno gli Stati Uniti.
    In tutta segretezza si ammassano truppe in groenlandia dove il nostro fiero alleato dell'Impero del mare del nord ha costruito imponenti baraccamenti. 48 divisioni stazionano li e una ventina sono assegnate allo sbarco nella zona di Boston. Presenti anche numerose armate polacche.
    Si sceglie una zona centralissima, un azzardo nella zona industriale per eccellenza del nemico, ricca di porti e di bacini di carenaggio. Ai primi di marzo si saprà se questa scommessa porterà gloria all'impero o morte alle sue truppe. Intanto le navi già pattugliano l'atlantico del nord.
    Ma non si può sorvolare sul giubilo nell'apprendere che il gigante sovietico si è arreso ufficialmente. Le truppe sparse nella steppa vanno rischierate nel duro teatro himalaiano e già si pensa ad un imponente sbarco indiano per prendere in una maestosa morsa le circa 90 divisioni di un marasma di popoli ormai sconfitti ora presenti nel teatro orientale.



    Si sbarca ordunque, il nostro appuntamento con la gloria è giunto e già rintocca a morto la campana degli stati uniti, mostro di megero imperialismo che volle sfidare Roma in un gara di civiltà ma che ora sta per ricevere una lezione fatale.
    Poche ore e Boston è presa e già si fan salpare le due armate di supporto dalla groenlandia. Nuova York viene presa in meno di 3 giorni e si issa nell'Empire of Rome Benito Building il simbolo littorio. Ma non è ora di bivaccare nel meraviglioso Central Sabaudo Park, ci si dirige a sud verso Washington e si bussa alla porta del poliomelitico.
    Ma nessuno si fa vivo. Come nel caso del cencioso Sovietico tutti hanno fretta di mettersi in salvo e di rimandare l'appuntamento imprescindibile con la storia. Si rifà verniciare la casa bianca nel meraviglioso tricolore e si issa la bandiera più bella sulla cupola del Campidoglio.



    68 divisioni contro 48 stati americani. Non si ha tempo di festeggiare, già si imboccano le grandi pianure del tennessee dove si avranno i primi scontri con le truppe americane: questi giovinotti con le divise tirate a lucido, le baionette scintillanti poco ne sanno di guerra e ancor meno di tattica. La migliore gioventù viene dunque più volte accerchiata dal veterano esercito reduce dalle mille battaglie di Russia e Inglesi e annientata dalla velocità dei carri italici. Onore va al contingente Brasiliano che trovatosi su suolo quasi natio in quel della Florida ingaggia grandi battaglie soffrendo poi l'elasticità della tattica italica che lo butterà ammare prima della rapida capitolazione americana. Roosvelt si imbarca verso gli ultimi possedimenti asiatici mentre il suolo dei 48 stati ora è di pertinenza Italica.



    La manovra indiana funziona cade Dehli e le truppe inglesi arretrate nella punta d'india già si dan per sconfitte in mancanza di porti in quella zona. Molto complicata la manovra d'accerchiamento che varie volte cerca di inglobare una trentina di eserciti del commonwelt e una ventina brasiliani con risultati altalenanti. Il fronte è tutto in evoluzione e presto verrà rinforzato con nuove truppe del continete americano pronte a contrastare il nemico britannico.
    Dopo una manciata di giorni il Giappone che aveva giovato dell'alleggerimento del fronte per la guerra nel suolo Americano capitola sotto la pressione delle truppe francesi: la guerra ad est contro il nemico comunista è terminata e l'esito certo porterà alla gloria di Roma la ricca crimea con annessa le terre Ucraine sempre care al nostro popolo, da Minsk fino a Tula. Iran è italico come pure l'afganistan fino al bacino industriale degli Urali. Si assegna alla guida Zarista la nuova Russia Imperiale che mantiene tutti i territori dell'estremo est, si liberano dal giogo comunistra una serie di stati asiatici che vanno dalla Mongolia, al Sinkiang, dalla Cina nazionalista alla Manciuria, tutti fedelissimi a Roma, al fascismo e al Re. La norvegia ora possiede qualche territorio nella zona del circolo polare e lo Svea Rike si ingrandisce annettendo la traditrice finlandia fino ai porti russi dell'estremo nord.
    Come da accordi i polacchi sposteranno la capitale a Mosca e avranno il dominio sulla russia europea ricca e prospera. La Francia, alla testa di una guerra che non ci apparteneva si annette turchia e parte del medioeriente il caucaso e L'estremo oriente con tokio e i possedimenti nella cina.



    Mai nessun Cesare si era spinto così avanti, nessun Gengis Khan, nessun Napoleone. E vedendo la vastezza della nostra magnificenza anche Carlo V d'Asburgo impallidirebbe. Dalle terre più estreme della siberia alle calde spiaggie di Miami tutto il mondo si colora della stemma bianco crociato Sabaudo, tutto il mondo parla di un unico impero.
    Ultima modifica di kurnikoff; 01-08-16 alle 12:11

  15. #75
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Tutto questo ti è stato possibile perché: 1 l'uk l'ha fatta Teto e non Furio , se no con il cavolo che sbarcavi. 2 io non potevo fare le invasioni navali con quel solito bug. A parte questo complimenti per la tattica infamosa è pur sempre un merito. La prossima sarà ancora più divertente avendo acquisito abbastanza conoscenza con il gioco ora.
    P.s: e magari con qualche bug in meno dopo alcune patch.
    P.s.s: non ti preoccupare ora in avanti ti taggo sempre su fb.

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  16. #76
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    Re: AAR HOI4 - Operazione Marò

    Il Brasile, nonostante le sue poche forze, ha tenuto alta la bandiera egli alleati impegnandosi sia in India che a difesa della Florida.
    Quei coraggiosi soldati han fatto ritorno a casa e hanno raccontato scene di forte impatto emotivo; in India si temeva di cadere nelle mani degli italiani e si è quindi fatta una marcia piena di insidie, dolore e fatica verso il porto che li avrebbe riportati a casa. In Florida invece, constata l'impossibilità di reggere il fronte è partito un fuggi fuggi generale verso le navi che li avrebbero trasportati in terra natia.
    Il Brasile mantiene così salvo l'esercito e la faccia nei confronti dei suoi alleati.

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