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Discussione: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

  1. #26
    Lo Zio L'avatar di Menion83
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Ottobre 1941

    1° ottobre
    Termina a Mosca la conferenza russo-anglo-americana circa la fornitura di aiuti urgenti all’Unione Sovietica.
    2 ottobre
    Fronte sovietico.Ha inizio l'operazione “Taifun” (attacco contro Mosca). L’ala destra dello Heeresgruppe Centro (2à armata corazzata, Panzergruppe di Guderian), sfondate le difese russe a Gluchov, irrompe verso Orèl per poi piegare rapidamente a nord in direzione di Tula, a circa 200 km da Mosca. La 2à armata punta verso Brjansk,su cui converge parte dei corazzati di Guderian. La 4à armata e il IV Panzergruppe (Hoepner) sfondano l’ala destra del fronte occidentale sovietico (Konev) a est oli Roslavl puntando su Vjazma. Sulla stessa città convergono da nord i carri del III Punzergruppe (Hoth).
    Nel settore meridionale, si sviluppa la battaglia del Mar d’Azov.
    3 ottobre
    Hitler annuncia al popolo tedesco l’inizio, avvenuto il giorno prima,di una grande offensiva sul fronte orientale.E' l’attacco, ritenuto decisivo, contro Mosca. Il grande sforzo della Wehrmacht non avrà esito, anche se il 9 ottobre il capo dei servizi stampa del Reich, Otto Dietrich, dichiarerà: “La lotta in Oriente è decisa”.
    Settore settentrionale: i tedeschi occupano le difese di Carskoje Selo (oggi Puskin), presso Leningrado.
    Settore centrale: il fronte sovietico di Brjansk, difeso dalla 43à, 3à, 50à e 13à armata e comandato da Timosenko, incomincia a sgretolarsi. Si formeranno due grandi sacche, a nord e a sud di Brjansk, mentre più a nord una terza sacca si formerà presso Vjazma.
    Settore meridionale : viene rafforzata la testa di ponte di Dnepropetrovsk.


    In un’intervista, Gandhi incita alla resistenza passiva tutti i popoli soggetti al dominio britannico.
    4 ottobre
    Fronte Sovietico.Settore centrale. Sfruttando il successo del IV Panzergruppe (Hoepner), il XL Corpo corazzato (Stumme) si lancia verso Vjazma.
    5 ottobre
    *****
    6 ottobre
    Fronte Sovietico.Le forze corazzate tedesche superano la linea Rzev- Vjazma e avanzano verso Mozajsk, a soli 80 km da Mosca. Non riuscendo a conquistarla per l’eroica resistenza opposta dai sovietici, sei giorni dopo la aggireranno puntando verso sud in direzione di Kaluga.
    Nel settore meridionale, il i Panzergruppe (von Kleist), dopo aver attraversato il Dnepr e la Samara e aggirato la 9à e la 18à armata sovietiche, raggiunge Berdjansk. Oltre 100.000 russi cadono prigionieri.
    7 ottobre
    *****
    8 ottobre
    Fronte Sovietico.Nel settore meridionale i tedeschi raggiungono Mariupol sul Mar d’Azov: 7 divisioni sovietiche sono accerchiate.
    Nel settore centrale, incominciano le piogge e il fango: l’avanzata delle grandi unità mobili tedesche viene fortemente rallentata.
    9 ottobre
    *****
    10 ottobre
    Fronte Sovietico.Il gen. Zukov assume il comando di un nuovo Fronte occidentale creato per difendere Mosca. Gli è affiancato quale consigliere e responsabile politico N. Bulganin.
    11 ottobre
    *****
    12 ottobre
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i tedeschi conquistano Kaluga, circa 165 km a sud-ovest di Mosca, importante centro ferroviario sulla linea Mosca-Kiev. Nelle zone di Vjazma e Brjansk, si procede alla liquidazione delle sacche. Il grosso delle forze di Timosenko sarà annientato; circa 660.000 uomini cadranno prigionieri.
    13 ottobre
    Fronte sovietico.Continua la pressione dello Heeresgruppe Centro su Mosca, ma i russi tengono con molta energia la linea di Mozajsk.
    14 ottobre
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, forze corazzate tedesche occupano Kalinin, a nord-ovest di Mosca.
    15 ottobre
    Polonia.Un’ordinanza stabilisce la pena di morte per gli ebrei che verranno sorpresi fuori dai ghetti.
    16 ottobre
    Fronte Sovietico.Nel settore meridionale, tedeschi e romeni conquistano Odessa dopo due mesi di assedio.
    Nel settore settentrionale, le forze tedesche occupano Vaidal. E' la giornata del “bolscioi drap”, il “grande panico” a Mosca. La gente viene infine a sapere che i tedeschi sono alle porte e, anche a causa delle notizie circa le atrocità commesse dal nemico e naturalmente gonfiate dalla propaganda, tutti quelli che possono farlo fuggono a oriente. Molti Commissariati del Popolo e tutto il corpo diplomatico sono evacuati a Kujbysev, oltre il Volga. La città è nel disordine, si verificano atti di sciacallaggio che sono repressi con ferrea energia.


    Il presidente del Consiglio nipponico, principe Konoye, è costretto a dimettersi perché giudicato troppo arrendevole nei confronti degli Stati Uniti. Gli subentra un fautore della maniera forte che gode la fiducia della casta militare e più oltranzista, il gen. Hideki Tojo.


    Pesante incursione aerea inglese su Napoli: riferiscono le fonti italiane che “sono stati colpiti alcuni edifici civili, nei quali 12 persone sono rimaste uccise ed altre 37 ferite; il lancio di spezzoni incendiari ha dato origine, in qualche punto della città, a incendi...”.
    17 ottobre
    Fronte sovietico.E' conclusa la liquidazione delle sacche di Vjazma-Brjansk.
    Atlantico.Il cacciatorpediniere statunitense Kearny viene silurato da un U-Boot a sud-ovest dell’islanda.
    18 ottobre
    Fronte sovietico.Settore centrale. Il Panzergruppe di Hoepner occupa Mozajsk, a est di Mosca e uno dei cardini del suo sistema difensivo.
    19 ottobre
    Stalin fa sapere di essere a Mosca. La notizia ridà animo ai moscoviti e a tutto il paese: se Stalin resta nella capitale, la situazione di quest’ultima non può essere proprio disperata. La città, proclama il capo supremo dell’URSS, sarà difesa all’ultimo sangue.
    Nel settore dello Heeresgruppe Sud, l’11à armata tedesca occupa Taganrog, sul Mar d’Azov.
    20 ottobre
    Fronte sovietico.Continua implacabile la pressione tedesca su Mosca. I sovietici gettano nella mischia tutte le forze disponibili.
    A Mosca è proclamato lo stato d’assedio: sciacalli e mercanti neri saranno passati per le armi sul posto, senza processo. A questa data, i sovietici hanno perso 1,5 milioni di kmq di territorio, con 65 milioni di abitanti. Secondo le fonti tedesche, solo parzialmente smentite, hanno perduto 3.200.000 uomini caduti prigionieri, oltre ai morti di cui non è nota la cifra, 19.000 carri armati, 28.000 pezii d’artiglieria, 14.600 aerei. Parte del materiale è stata distrutta, parte catturata dal nemico. Nonostante ciò, grazie alle forze fresche fatte affluire da oltre gli Urali e ai carri armati costruiti con ritmo febbrile nelle fabbriche moscovite e in quelle trasferite oltre gli Urali (mentre è seguita la tattica della “terra bruciata” davanti all’invasore) il comando sovietico può organizzare ovunque contrattacchi. I T-34 e gli altri poderosi carri sovietici infliggono gravi perdite al nemico. Grazie ai larghi cingoli, non sprofondano nel fango, mentre i carri tedeschi spesso si impantanano.
    A Mosca sono state mobilitate, fra uomini e donne, 500.000 persone che a tempo di primato costruiscono una formidabile cintura fortificata, scavando 8000 km di trincee, 100 km di fossati anticarro, tendendo 300 km di reticolati e innalzando sbarramenti di tronchi.
    21 ottobre
    Pesante incursione aerea inglese su Napoli:in 5 ondate successive sono state lanciate centinaia di bombe incendiarie e dirompenti.
    22 ottobre
    *****
    23 ottobre
    Fronte sovieticoIl maresciallo Timosenko assume il comando del fronte meridionale, dove le forze tedesche di von Rundstedt stanno compiendo vistosi progressi. La 6à e la 17à armata, con brillante manovra aggirante, investono Charkov.
    Malta.Ennesima incursione aerea italiana sull’isola: sono colpiti l’aeroporto di Micabba e gli impianti aeroportuali di La Valletta.
    Africa settentrionale.Bombardieri britannici compiono un’incursione su Bengasi e Tripoli.
    24 ottobre
    Fronte Sovietico.Settore meridionale: i tedeschi prendono Charkov. Il I Panzergruppe (von Kleist) si lancia nel bacino del Donec.
    25 ottobre
    Fronte sovietico.La prima offensiva tedesca contro Mosca si esaurisce, sia per la tenace resistenza sovietica, sia per le avverse condizioni atmosferiche.
    26 ottobre
    *****
    27 ottobre
    Fronte sovietico.Settore meridionale: dopo dieci giorni di aspri combattimenti, I’ 11à armata tedesca occupa tutta la Crimea salvo la piazzaforte di Sebastopoli.Tutta la regione industriale meridionale dell’URSS è ormai in mano ai tedeschi.
    28 ottobre
    Fronte sovietico.Settore centrale: in un ultimo tentativo di sfondare le difese di Mosca, i carri armati di Guderian lanciano un attacco nella zona fra TuIa e Serpuchov, a sud della capitale. Ma il fango e la resistenza russa li paralizzano.
    29 ottobre
    Fronte sovietico.Le prime divisini ritirate dalla Siberia entrano in azione contro i tedeschi nel settore di Borodino.


    NeI pomeriggio l’aviazione inglese effettua alcune incursioni nel territorio delle province di Reggio Calabria e Catanzaro.
    30 ottobre
    Fronte sovietico.Settore meridionale: ha inizio l’assedio della piazzaforte di Sebastopoli. Durerà oltre 8 mesi.
    31 ottobre
    Fronte sovietico.In una sola giornata, la Luftwaffe effettua ben 45 incursioni su Mosca. Lo scopo non è tanto arrecare distruzioni, quanto minare il morale della popolazione.
    Nell’estremo Nord della Finlandia, le truppe da montagna tedesche del gen. Dietl (che dipende dal comandante delle forze di occupazione in Norvegia, gen. N. von Falkenhorst) premono in direzione di Murmansk, ma sono contrastate validamente dai sovietici. Nella Finlandia centrale operano due divisioni tedesche del XXXVI corpo d’armata, mentre dalla zona di Salla all’istmo di Carelia operano le truppe finlandesi, la cui spinta offensiva viene esaurendosi.
    Atlantico.Il cacciatorpediniere statunitense Reuhen James, silurato da un U-Boot, affonda nelle acque a ovest dell’islanda: i morti sono quasi 100.



  2. #27
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Novembre 1941

    1° novembre
    Stati Uniti.La guardia costiera statunitense viene posta sotto la giurisdizione dell’autorità militare.
    2 novembre
    *****
    3 novembre
    Fronte sovietico.Settore meridionale: le forze tedesche conquistano Kursk, a nord di Charkov.
    Settore settentrionale: i tedeschi tentano di conquistare tutta la sponda meridionale del Lago Ladoga, compreso il nodo ferroviario di Volchov. Non vi riescono, ma tagliano la linea ferroviaria Leningrado-Vologda e puntano su Tichvin, circa 180 km a est di Leningrado.


    Continuano le incursioni aeree inglesi sulla Sicilia: a più riprese vengono prese di mira alcune località tra Siracusa e Licata.
    4 novembre
    *****
    5 novembre
    I giapponesi inviano a Washington, quale rappresentante speciale per regolare la vertenza nippo-americana, Saburu Kurusu. Ma si tratta di polvere negli occhi: in realtà, tutto è già stato deciso.
    6 novembre
    Nella stazione Majakovskij della metropolitana di Mosca viene celebrato il 240 anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Stalin parla in tono rassicurante, minimizzando, com’è naturale, le perdite sovietiche ed esagerando quelle avversarie. Nei primi 4 mesi di guerra l’URSS avrebbe avuto 350.000 morti, 378.000 dispersi, 1.020.000 feriti. L’indomani, parla ai soldati sulla Piazza Rossa, spronandoli alla difesa della “santa Russia” e affermando che i tedeschi hanno perso, tra morti e feriti, 4,5 milioni di uomini. Inoltre, dice, mentre le riserve tedesche sono esaurite (ciò che è in parte vero), quelle sovietiche incominciano solo adesso a far sentire il proprio peso. Gli accesi appelli al sentimento patriottico, all’unione sacra dei russi contro l’invasore, non garbano ai puri del Partito, ma sono giusti, necessari e si riveleranno molto efficaci.
    Atlantico.La nave corsara tedesca Odenwald, camuffata da mercantile americano, è catturata dall’incrociatore Omatra e dal cacciatorpediniere Somers della marina degli Stati Uniti.
    7 novembre
    Fronte sovietico.Settore centrale:Non più impantanati nel fango, i tedeschi si preparano a riprendere l’offensiva contro Mosca, ma presto sarà il “generale Inverno” a bloccarli un’altra volta.


    La legge “Affitti e prestiti” è estesa all’URSS, cui peraltro fin da settembre gli Stati Uniti stanno inviando aiuti. Tra il 1° ottobre 1941 e il 31 maggio 1945 Washington fornisce a Mosca, impiegando nel trasporto 2660 navi, 15.239.791 t di viveri e materiali (in particolare autocarri, ma anche carri armati, locomotive, interi impianti chimici).
    Italia.Pesante incursione aerea inglese su Brindisi.
    Germania.Come conseguenza della decisione statunitense di armare i suoi mercantili, il governo tedesco rende noto che impartirà agli U-Boote l’ordine di silurare ogni nave armata.
    8 novembre
    Euforico discorso di Hitler a Monaco.Il Fuhrer supera Stalin nell’esagerare le perdite nemiche: tra morti, feriti e prigionieri l’URSS avrebbe perduto, dall’inizio delle operazioni, circa 10 milioni di uomini, nonché dal 60 al 75% del suo potenziale industriale e delle risorse di materie prime. “Per quanto a lungo possa durare la guerra, l’ultimo battaglione sarà tedesco... Si sta decidendo il destino dell’Europa per mille anni..."
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, il XXXIX corpo corazzato conquista Tichvin. Lo scopo dell’avanzata a est di Leningrado, oltre che il completo accerchiamento della città, è il congiungimento con le truppe finlandesi. Non sarà raggiunto.
    Mediterraneo.Nella notte un convoglio italo-tedesco diretto in Libia viene affondato da una divisione navale britannica 200 miglia a est di Malta.
    9 novembre
    *****
    10 novembre
    Ormai convinto che l’operazione “Barbarossa” (che prevedeva l’arrivo fino al Volga) non si concluderà entro l’anno, Hitler fissa i nuovi obiettivi delle sue armate in Russia. A sud, von Rundstedt dovrà prendere Sebastopoli e Rostov sul Don (Rostovna-Donu), passare il fiume, conquistare Majkop e la zona petrolifera del Kuban. AI centro, von Bock rinnoverà l’offensiva contro Mosca, che dovrà essere presa con un’ampia manovra a tenaglia. Al nord, von Leeb deve congiungersi con i finlandesi, isolando del tutto Leningrado.
    Mediterraneo.Venti U-Boote entrano nel Mediterraneo. L’appoggio dei sommergibili tedeschi era stato richiesto all’Alto Comando tedesco personalmente da Rommel dopo l’affondamento di numerosi convogli italo-tedeschi diretti in Africa.
    Atlantico.Per la prima volta navi da guerra americane intraprendono la scorta di un convoglio di truppe britanniche. Si tratta di 20.000 uomini diretti da Halifax (Canada) in Estremo Oriente.
    11 novembre
    Hitler e Himmler danno il via allo studio della “soluzione finale” del problema ebraico: la distruzione fisica, il genocidio.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, vigorosi contrattacchi sovietici.Un reggimento italiano (l’80° della divisione Pasubio) riesce a stento a sottrarsi all’accerchiamento da parte di una divisione sovietica.
    12 novembre
    Fronte sovietico.Si precisano ulteriormente i piani per la nuova offensiva contro Mosca: il Il Panzergruppe (Guderian), protetto sul fianco dalla 2à armata, avanzerà da Tula verso Kolomna; la 4à armata attaccherà frontalmente per impegnare il maggior numero possibile di forze sovietiche; il III Panzergruppe (Hoth) e il IV (Hoepner), coperti sul fianco sinistro dalla 9à armata, passeranno il canale Moskva-Volga e aggireranno Mosca da nord, volgendo poi a sud-est per congiungersi con le forze di Guderian avanzanti da Tula.
    Si registrano 12 gradi sotto zero, il giorno dopo la temperatura scende ancora. Tra i tedeschi si moltiplicano i casi di congelamento.
    Francia.Il governo di Vichy fa internare nel Forte di Portalet, sui Pirenei, Léon Blum ed Edouard Daladier, ex presidenti del Consiglio dei ministri e il gen. Gamelin, ex comandante in capo dell’esercito francese.
    13 novembre
    Mediterraneo.L’U-Boot 81, comandato dal tenente di vascello Guggenberger, silura e danneggia gravemente allargo di Gibilterra, la portaerei inglese Ark Royal. Un altro sommergibile silura e danneggia in maniera altrettanto grave un’altra unità inglese, la corazzata Malaya.
    14 novembre
    Fronte sovietico.I tedeschi si preparano alla seconda fase della battaglia per Mosca, ma i mezzi disponibili sono limitati. Guderian è costretto a trasformare un suo corpo corazzato, il cui organico iniziale era di 350 carri, in una “brigata” di appena 50 carri efficienti.


    Gli USA ordinano l’evacuazione dei loro Marines da Shanghai, Pechino e Tientsin.
    Mediterraneo.Ore 2,15: nella sala macchine dell’Ark Royal scoppia un pauroso incendio che mette fuori uso le pompe. Verso le 6 la nave si inabissa.


    Incursioni aeree inglesi su Catania, Brindisi e Acireale provocano vittime e danni.
    15 novembre
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, incomincia la nuova offensiva per la conquista di Mosca. A sud di Orel, una colonna corazzata conquista Maloarchangelsk.
    Nel settore settentrionale, i sovietici sono costretti a ripiegare da VoIchov, sul fronte di Leningrado.
    16 novembre
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, mentre l’11à armata tedesca investe Sebastopoli, il XLII corpo d’armata (von Sponeck) occupa Kerè, all’estremità orientale della penisola di Crimea.
    17 novembre
    Attuando decisioni prese da tempo, i tedeschi costituiscono il Reichskommissariat Ostland, per l’amministrazione e lo sfruttamento di Estonia, Lettonia, Lituania e Bielorussia. Il commissario è Alfred Rosenberg, l’ideologo del Partito nazionalsocialista.
    18 novembre
    Africa settentrionale.Sotto la guida del gen. Cunningham, l’8à armata britannica lancia l’operazione “Crusader” contro gli italo-tedeschi che circondano Tobruk. Scopo immediato dell’operazione è appunto rafforzare la testa di ponte di Tobruk, quello finale la riconquista della Cirenaica e, in caso di successo, l’invasione della Tripolitania.
    19 novembre
    Africa settentrionale.Proseguendo la sua avanzata senza incontrare ostacoli gravi, l’8à armata britannica raggiunge Sidi Rezegh. A Bir el-Gobi, però, sul fianco sinistro dello schieramento inglese, la divisione italiana Ariete oppone una strenua resistenza mentre sul fianco destro si sviluppa contro la IV brigata corazzata l’attacco di contingenti della 21à divisione Panzer.
    20 novembre
    Fronte sovietico.Settore meridionale: dopo avere tentato senza successo una manovra aggirante, con un sanguinoso attacco frontale i tedeschi occupano Rostov sul Don (Rostovna-Donu).
    Nel settore settentrionale, situazione di stallo a Leningrado; ma intanto freddo e fame mietono un numero sempre maggiore di vittime fra la popolazione. Le razioni alimentari vengono ridotte per la quinta volta dall’inizio del blocco tedesco: agli operai e al personale specializzato vengono assegnati 250 grammi di pane e altri generi per un totale di 1067 calorie giornaliere; i bambini hanno viveri per 644 calorie; le persone “a carico” (anziani e altri non impegnati in attività produttive) per 466 calorie. Si pensi che la razione alimentare normale, in climi freddi come quello di Leningrado d’inverno, è di oltre 3000 calorie. “La gente non aveva la forza di scavare le fosse nella terra gelata. I morti erano abbandonati presso i cimiteri, avvolti in un lenzuolo, e generalmente sepolti in fosse comuni scavate con la dinamite. A primavera, si scopriranno migliaia di cadaveri rimasti tutto l’inverno sotto la neve.”


    L’inviato straordinario giapponese a Washington, Kurusu, con l’ambasciatore Nomura, presenta le ultime proposte del suo governo per risolvere la crisi dei rapporti nippo-americani.
    Africa settentrionale.Per far fronte alla minaccia tedesca gli inglesi spostano la XXII brigata corazzata da Bir eI-Gobi a Gabr Saleh.
    21 novembre
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, il I Panzergruppe completa l’occupazione di Rostov, mentre la 17à armata dilaga nella zona industriale e mineraria del basso Donec. Africa settentrionale. Mentre la VII brigata corazzata inglese partendo da Gabr Saleh si avvicina a Tobruk, viene attaccata dai Panzer di Rommel e perde 113 dei suoi 141 carri.


    Richiamato dall’Africa settentrionale francese, il gen. Weygand, comandante supremo delle forze francesi in Africa, si ritira a vita privata sulla Costa Azzurra, dissociandosi cosi apertamente dall’atteggiamento collaborazjonistico delle autorità del governo di Vichy.
    Africa Orientale Italiana.Il presidio italiano di Culquaber, presso Gondar, al comando del colonnello Augusto Ugolini, si arrende ai britannici.In riconoscimento del suo valore al colonnello italiano verrà concesso di portare la sua pistola durante la prigionia.
    22 novembre
    Africa settentrionale.Presso Sidi Rezegh, furiosi scontri fra la IV brigata sudafricana e la 21à divisione Panzer tedesca.
    Atlantico.L’Atlantis, nota nave corsara tedesca, è affondata dall’incrociatore pesante Devonshire. La nave-appoggio Python, intercettata dall’incr. pesante Dorsetshire, si autoaffonderà il 1° dicembre. Raccolti da 8 sommergibili, i naufraghi giungeranno a Bordeaux il 27 dicembre.
    23 novembre
    Fronte sovietico.Sul fronte di Mosca, i reparti che devono forzare il canale Moskva-Volga conquistano Klin, Solnecnogorsk e Istra, questa ultima a una cinquantina di chilometri dalla capitale, in direzione nord- ovest.


    Forze USA occupano, con il consenso del governo olandese in esilio, Surinam nella Guyana olandese, allo scopo di proteggere le miniere di bauxite, di grande interesse strategico.
    Africa settentrionale.Continuano gli scontri tra le forze inglesi e quelle tedesche in tutta la zona tra Bir el- Gobi e Sidi Rezegh.
    24 novembre
    *****
    25 novembre
    Nel quinto anniversario della stipulazione, si rinnova a Berlino il Patto Anticomintern, cui aderiscono Germania, Italia, Giappone, Ungheria, Manciukuò, Spagna e ora anche Bulgaria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Romania, Slovacchia e il governo fantoccio cinese di Nanchino.
    Africa settentrionale.Al largo di Sollum, l’U-Boot 331 al comando del tenente di vascello von Tiesenhausen affonda con quattro siluri la corazzata inglese Barham.
    Pacifico.Unità americane avvistano al largo di Formosa un convoglio militare giapponese in rotta, presumibilmente,verso la Malesia.
    26 novembre
    A Washington, vengono presentate all’inviato di Tokyo, Kurusu, le richieste americane per avviare a soluzione la crisi.Esse sono: abbandono da parte dei nipponici dei territori occupati in Cina e in Indocina, disconoscimento del governo fantoccio di Nanchino e uscita dall’alleanza con l’Asse. Sono richieste che preeludono, ovviamente, qualsiasi possibilità di trattativa. D’altronde, già la notte prima la flotta nipponica ha lasciato in gran segreto le sue basi metropolitane per concentrarsi nei punti previsti dai piani operativi dello Stato Maggiore Imperiale.
    27 novembre
    L’amm. H.R. Stark, capo delle operazioni navali del Comando Supremo americano, invia un “preavviso di stato di guerra” ai comandanti delle flotte dell’Asia e del Pacifico.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, la 37à armata sovietica e parte della 2à preparano un contrattacco in direzione di Rostov.
    Africa Orientale Italiana.Inizia l’attacco finale degli inglesi all’ultimo presidio italiano della regione, quello di Gondar.
    28 novembre
    Africa settentrionale.I difensori inglesi di Tobruk riescono a ricongiungcrsi alle forze dell’8à armata.
    Africa Orientale Italiana.Il gen. Guglielmo Nasi, comandante il presidio di Gondar, chiede agli inglesi le condizioni della resa.
    Italia.Durante la notte un’incursione aerea inglese su Napoli provoca gravi danni.
    29 novembre
    Fronte sovietico.Mentre contrastano il passo ai tedeschi metro per metro nella zona di Mosca, nel settore meridionale i sovietici, con una violenta controffensiva, riconquistano Rostov e Taganrog, minacciando di accerchiamento le forze nemiche. Von Rundstedt si vede costretto a ordinare la ritirata dietro la linea del fiume Mius.
    Africa Orientale italiana.Gli italiani superstiti di Gondar depongono le armi: l’Africa Orientale Italiana non esiste più.
    30 novembre
    Fronte sovietico.La pressione tedesca contro Mosca porta i Panzergruppen di Hoepner e Reinhardt oltre Klin all’altezza di Dmitrov, sul canale Moskva-Volga, e quello di Guderian a tagliare la ferrovia fra Tula e Serpuchov.
    Perdite tedesche (secondo fonti tedesche) dal 22 giugno al 30 novembre 1941: 162.000 morti, 33.334 dispersi, 572.000 feriti.
    A Leningrado assediata, nel mese di novembre sono morte di fame 11.000 persone. A dicembre ne moriranno altre 52.000. A Natale, grazie a un relativo miglioramento della situazione dei rifornimenti, la razione di pane degli operai verrà elevata da 225 a 300 grammi, quella degli impiegati e assimilati a 200 grammi giornalieri. Ma la resistenza è indomita; in mancanza di forniture militari, i difensori si fabbricano da soli rozzi ma efficienti fucili mitragliatori e relative munizioni.


    Il primo ministro nipponico Tojo respinge con decisione, com’era da attendersi, le richieste americane per la soluzione della crisi in atto fra i due paesi.



  3. #28
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    Dicembre 1941

    1° dicembre
    Africa settentrionale.Attorno a Tobruk, Rommel riesce a ripristinare le condizioni di assedio della piazzaforte precedenti il 28 novembre. Si conclude cosi' la prima parte dell’operazione "Crusader” con un sostanziale successo strategico degli inglesi di Cunningham.
    Francia.Il capo del governo di Vichy, maresciallo Pétain, si incontra a St. Florentin con il maresciallo del Reich Hermann Gòring per discutere il futuro delle relazioni franco-tedesche e l’integrazione della Francia nel “nuovo ordine” europeo.
    Fronte sovietico.Von Reichenau sostituisce von Rundstedt nel comando dello Heeresgruppe Sud. Rundstedt si è dimesso perché Hitler ha tentato di revocare il suo ordine di ritirata da Rostov e Taganrog.
    Nel settore centrale, i tedeschi sono a soli 38 km dalla Piazza Rossa.


    Si accerta che il 19 novembre la nave corsara tedesca Kormoran ha affondato al largo dell’Australia l’incrociatore australiano Sydney, colando a picco essa stessa poco dopo.
    2 dicembre
    Fronte sovietico.Guderian, anima dell’attacco contro Mosca, stabilisce il suo quartier generale a Jasnaja Poliana, villaggio 7 krn a sud di Tula, dove sono la casa e la tomba di Tolstoj (che la propaganda sovietica afferma essere stata profanata).


    Il governo finlandese proclama la riannessione dei territori ceduti l’anno prima all’Unione Sovietica.
    3 dicembre
    *****
    4 dicembre
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, i finlandesi (che pure, come si è detto, hanno rinunciato a ogni iniziativa contro Leningrado) conquistano Hangò, la base all’ingresso del Golfo di Finlandia occupata l’anno prima dai russi.
    Nel settore centrale, continua la pressione dello Heeresgruppe Centro contro Mosca, particolarmente nella zona di Tula, a sud della capitale. Ma la notte seguente arriva il grande gelo, con 35 gradi sotto zero: i carri armati non partono, le armi non sparano, migliaia di uomini sono vittime di congelamento. I tedeschi hanno il torto, secondo quanto commenta Zukov (ma da alcuni l’osservazione è attribuita a Mannerheim), di portare scarponi del numero giusto, mentre i russi hanno imparato da due secoli a portare, d’inverno, scarpe fuori misura per poterle imbottire di lana e paglia e proteggersi dal gelo.
    Africa settentrionale.Rommel scatena un’ultima, inutile offensiva contro Tobruk.
    5 dicembre
    Fronte sovietico.Mentre la spinta offensiva tedesca si esaurisce davanti a Mosca per difetto di mezzi e per le terribili condizioni climatiche, i sovietici, che hanno accumulato tutte le possibili riserve umane e materiali, lanciano una controffensiva generale su tutti i fronti, e in particolare su quello di Mosca. Qui circa 88 divisioni di fanteria,15 di cavalleria e 1500 carri armati si lanciano contro 67 divisioni tedesche. L’obiettivo è di sfondare sulle ali dello Heeresgruppe Centro per circondarlo e annientarlo. I sovietici mandano al macello la loro cavalleria, ma impongono anche la superiorità dei loro carri armati. Guderian chiede invano a Hitler di consentire a una rettifica difensiva del fronte. A nord-ovest di Mosca, nella zona di Krasnaja Poliana-Dmitrov-Kalinin, ove sono concentrate le punte della 9à armata tedesca e del III e IV Panzergruppen, premono con grande energia 7 armate sovietiche; a sud di Mosca, nella zona di Tula-Kasira- Mihajlov, contro il Il Panzergruppe sferrano il loro attacco 3 armate sovietiche e un corpo d’armata di cavalleria della Guardia. I tedeschi sono nettamente sorpresi dalla violenza e dalla consistenza dell’attacco russo.


    La Gran Bretagna dichiara la guerra a Finlandia, Ungheria e Romania.


    Stalin si incontra a Mosca con Eden. Il capo del governo sovietico incontra anche il generale Sikorski capo del governo polacco in esilio a Londra, e con lui sottoscrive un patto di mutua assistenza russo-polacco.


    Il Giappone, in seguito a richieste americane, assicura che gli spostamenti di truppe nipponiche in Indocina hanno carattere cautelativo.
    6 dicembre
    Fronte Sovietico.Nel settore settentrionale i sovietici contrattaccano a est di Leningrado, nella zona di Tichvin.
    Nel settore centrale, i sovietici penetrano per una profondità di 18 km entro le linee del III Panzergruppe (a nord di Mosca). A sud della capitale, il Il Panzergruppe di Guderian resiste disperatamente contro le preponderanti forze nemiche.
    7 dicembre
    Pearl Harbor.Hawaii.Alle ore 7,55 locali, senza che vi sia stata dichiarazione di guerra, aerei nipponici attaccano di sorpresa la grande base aeronavale americana seminando morte e distruzione. 8 corazzate sono affondate o gravemente danneggiate;3 incrociatori, 3 cacciatorpediniere, 2 navi ausiliarie, 1 posamine e 1 nave-bersaglio sono affondati.188 aerei sono distrutti o danneggiati al suolo. 2729 i morti e 656 i feriti: lo riferirà al Congresso americano il segretario alla Marina Knox dopo un’ispezione in loco, con qualche imprecisione dovuta alle circostanze. Da dati ufficiali USA pubblicati nel 1955, risulta che i morti sono stati 2330, i feriti 1347.
    Il nerbo della flotta USA del Pacifico è eliminato dalla lotta ancora prima che questa abbia inizio: occorrerà molto tempo perché la potenza industriale americana colmi i vuoti e prenda il sopravvento.
    Quando i rappresentanti diplomatici giapponesi a Washington si recano al Dipartimento di Stato per notificare la rottura delle relazioni tra i due paesi, l’operazione di Pearl Harbor è già in corso da mezz’ora.
    Alle ore 11,50, aerei nipponici bombardano Wake (a metà strada fra le Hawaii e l’Asia orientale) distruggendo 8 dei 12 aerei americani dislocati nell’isola.
    La 2à Flotta giapponese, al comando del viceammiraglio Nobutake Kondo,scorta sulle coste thailandesi e malesi un convoglio che trasporta la 25à armata nipponica (gen. Tomoyoku Yamashita) destinata all’occupazione della penisola malese e alla conquista dell’importantissima base britannica di Singapore.
    Agana, capoluogo dell’isola di Guam (unica dell’arcipelago delle Marianne data in amministrazione fiduciaria agli USA, mentre le altre sono sotto amministrazione giapponese) è violentemente bombardata da aerei nipponici.
    Alle ore 21,35,2 cacciatorpediniere giapponesi bombardano l’isola di Midway, presidiata da un battaglione di Marines, per neutralizzarne il campo d’aviazione.
    Come si vede, i giapponesi colpiscono ovunque. La loro offensiva è il frutto di un colossale sforzo logistico e organizzativo.
    8 dicembre
    Stati Uniti e Gran Bretagna dichiarano formalmente guerra al Giappone.
    Estremo Oriente.Malesia. Alle 4,15 17 bombardieri nipponici sganciano le loro bombe su Singapore. La città è ancora tutta illuminata, come in tempo di pace. 61 i morti e 133 i feriti, in gran parte fra la popolazione cinese. Alle 17,35, I’amm. Phillips salpa da Singapore con la Prince of Wales, il Repulse e i cacciatorpediniere di scorta con il proposito di intercettare le forze giapponesi che starebbero per sbarcare a Singora. In realtà, i nipponici hanno già incominciato le operazioni di sbarco a Kota Bharu, porto della costa orientale malese nei pressi del confine con la Thailandia, e hanno già iniziato lo sbarco anche a Singora e Chumphon, a nord-ovest di Kota Bharu in territorio thailandese. L’aviazione britannica può offrire alla squadra navale solo l’aiuto di saltuari voli di ricognizione, ma non un’efficiente copertura aerea.
    Filippine.Sotto la guida del gen. Masaharu Homma, i nipponici danno inizio alle operazioni contro il grande arcipelago posto lungo la futura linea di rifornimento del petrolio che i nipponici vogliono procurarsi nelle Indie Olandesi. La base aerea principale per l’attacco alle Filippine è Formosa, dove i piloti giapponesi vengono specialmente addestrati a volare col massimo risparmio di carburante, data la grande distanza dall’arcipelago fihippino. A difendere le isole vi sono solo 160 aerei americani, tra cui 35 Boeing B-17 “Fortezze Volanti”, qui del tutto inutili.
    Alle ore 12,55 ha inizio la prima incursione aerea nipponica su Luzon, la principale isola dell’arcipelago. Ancora impreparati, gli americani perdono 86 aerei, contro solo 7 caccia giapponesi Zero. Oltre a Luzon viene attaccato anche il porto di Davao nell’isola di Mindanao.Notevoli le distruzioni. Una grande tempesta bloccherà le operazioni l’indomani.
    I giapponesi occupano, senza incontrare opposizione, l’isola di Ba-Taan (fra Luzon e Formosa).
    L’Asiatic Fleet americana, al comando del contramm. W.A. Glassford, lascia Iloilo nelle Filippine alla volta dello Stretto di Makassar, nelle Indie Olandesi.
    La cannoniera USA Wake, rimasta nel porto di Shanghai, dopo un fallito tentativo di autoaffondamento si arrende ai nipponici. I giapponesi catturano le guarnigioni americane di Shanghai e Tientsin. I loro aerei bombardano anche Hong Kong, Guam e Wake.
    Fronte sovietico.Si sviluppa ovunque la controffensiva dei russi. Nel settore settentrionale, la 16à armata tedesca deve abbandonare Tichvin, sulla strada ferrata Leningrado-Vologda, occupata l’8 novembre. I tedeschi riescono a sottrarsi all’accerchiamento a prezzo di gravi sacrifici, abbandonando al nemico grandi quantità di materiali, e ritirandosi a sud del Volchov. Il Il corpo d’armata (100.000 uomini) resterà comunque tagliato fuori dal resto dell’armata nella zona di Demjansk (a sud-est del Lago llmen) e dovrà attendere, rifornito per via aerea, il 28 aprile 1942 prima di poter ristabilire il contatto col resto dell’armata.
    La linea di arresto dei tedeschi nel settore di Mosca, tenuta dallo Heeresgruppe Centro, va da Orél a Rzev. A sinistra di questo schieramento, i sovietici sono riusciti ad aprire una pericolosa breccia che i tedeschi non possono chiudere, ma solo contenere fino al febbraio 1942. La Wehrmacht tiene la linea Vjazma-Orél-Kursk- Charkov con una serie di capisaldi collegati tra loro: la disposizione è detta “a istrice”.
    9 dicembre
    Malesia.Altri sbarchi giapponesi a Kota Bharu, a Singora e a Pattani (in Thailandia). La resistenza dei thailandesi, che sono già stati politicamente conquistati alla causa del Sol Levante, è poco più che simbolica. I giapponesi occupano da amici la capitale Bangkok dove sono accolti con entusiasmo.
    I nipponici sbarcano a Tarawa e Makin (Isole Gilbert) per proteggere il loro fianco sinistro, mentre neutralizzano l’intero arcipelago con l’offensiva aerea.
    Alle 14,00, un sommergibile nipponico che fa parte della squadra dell’amm. Kondo, comprendente le corazzate Kongo e Haruna, avvista la Prince of Wales e il Repulse e ne informa immediatamente la base, ma fornisce la posizione sbagliata. Inutilmente all’imbrunire si levano dall’aeroporto di Saigon alcuni aerosiluranti: non riusciranno a localizzare il nemico.
    10 dicembre
    Estremo Oriente.Reparti nipponici sbarcano nell’Isola di Guam e la conquistano in poche ore.
    Filippine.All’alba, i giapponesi sbarcano all’estremità settentrionale di Luzon, presso Aparri e Gonzaga, e sull’Isola di Camiguin. Abbastanza energica, ma vana, la resistenza americana.
    Possente attacco aereo nipponico sulle installazioni portuali di Cavite. 1 cacciatorpediniere, 2 sommergibili e 1 dragamine americani sono danneggiati. 2 dragamine e i sommergibile nipponici di scorta alla forza di invasione sono affondati.
    Malesia.La Prince of Wales e il Repulse sono affondati da bombardieri e aerosiluranti giapponesi.
    Africa settentrionale.I britannici liberano il presidio di Tobruk.
    11 dicembre
    Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia e Hitler dal Reichstag dichiarano guerra agli Stati Uniti d’America.
    Fronte sovietico.I sovietici annunciano la liberazione di 400 località nella zona di Mosca, comprese Solnecnogorsk e Istra, e la distruzione di 17 divisioni tedesche, di cui 7 corazzate e 3 motorizzate. Anche Rogacev e Stalinogorsk sono state riconquistate.E' il momento migliore della controffensiva russa.
    Estremo Oriente.Cina. Il presidio americano di Pechino è fatto prigioniero dai nipponici.
    Hanno inizio le operazioni nipponiche contro la colonia britannica di Hong Kong nella Cina meridionale, comprendente l’isola omonima e i cosiddetti “nuovi territori” sulla terraferma cinese. Sotto la violenza del bombardamento aereo e di artiglieria, gli 11.300 soldati scozzesi, canadesi e indiani della guarnigione devono abbandonare la terraferma e ritirarsi sull’isola, lasciando in mano al nemico grandi quantità di armi e munizioni.
    Wake.Una squadra giapponese al comando dell’amm. Sadamichi Kajioka, proveniente dalle Isole Marshall e formata dall’incrociatore leggero Yubari, da 6 caeciatorpediniere, 2 navi pattuglia e due navi trasporto truppe, si presenta davanti all’Isola di Wake per occuparla. Gli americani aprono il fuoco delle artiglierie e fanno decollare gli aerei quando la forza d’invasione si trova a soli 4500 metri dalla costa. 2 cacciatorpediniere giapponesi (Hayate e Kisaragi) sono affondati, e I’amm. Kajioka ordina il ripiegamento generale. Da quel giorno pesanti incursioni aeree prepareranno la strada all’invasione.
    Filippine.3000 soldati nipponici sbarcano a Aparri, nella parte nord di Luzon, unendosi a quelli già sbarcati. Altri contingenti sbarcano a sud-est di Manila, a Legaspi.
    12 dicembre
    Le navi francesi all’ancora nei porti statunitensi vengono requisite dalle autorità di Washington.
    Estremo Oriente.Aerei giapponesi martellano duramente Hong Kong, gli aeroporti delle Filippine e in particolare la zona della Baia di Subic (a ovest di Manila).
    13 dicembre
    Estremo Oriente.Hong Kong. Un parlamentare giapponese si reca sull’isola e presenta al governatore Young una proposta di resa, che gli inglesi respingono nella speranza che la 7à armata cinese di Chiang Kaishek, distante una cinquantina di chilometri, possa venire in loro soccorso. Ma ciò non avverrà.
    Borneo.Un distaccamento di truppe indiane distrugge gli impianti petroliferi nel Sarawak orientale e nel Brunei occidentale, quindi si ritira a Kuching, capitale di Sarawak, per difendere il locale aeroporto.
    Birmania.Gli inglesi evacuano Vietoria Point (nella parte meridionale del paese al confine con la Thailandia, nell’istmo di Kra) ritirandosi a nord nella regione del Tenasserim.
    Hawaii.Una squadra navale amencana al comando del contramm. F. J. Fletcher salpa da Pearl Harbor per portare soccorso all’isola di Wake.
    14 dicembre
    Estremo Oriente.Il Giappone stipula un trattato di alleanza con la Thailandia, che di li a poco più di un mese, il 25 gennaio 1942, dichiarerà guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna, allineandosi al Giappone.
    Filippine.Nuovo sbarco nipponico a Legazpi nell’Isola di Luzon, con l’appoggio di 2 incrociatori pesanti (Myoko e Nachi) e di 2 cacciatorpediniere.


    A Parigi, i tedeschi fucilano 100 ostaggi.
    14-22 dicembre
    Primo insuccesso degli U-Boote. Con la tattica del “branco di lupi” viene lanciato un lungo attacco contro il convoglio HG 76, a ovest di Gibilterra. I tedeschi affondano 1 cacciatorpediniere,1 nave cisterna e 3 mercantili, ma perdono 5 sommergibili.
    15 dicembre
    Estremo Oriente.Birmania. Una brigata giapponese penetra nel paese attraverso l’Istmo di Kra.
    Malesia.Hanno inizio le operazioni decisive dei giapponesi contro Singapore, l’inespugnabile fortezza che ha il torto di essere tale solo dalla parte del mare, e non dal retroterra.
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, i sovietici che hanno passato il Volchov stabiliscono una testa di ponte profonda 50 km oltre questo fiume. Nella zona di Schlusselburg (Petrokrepost) diventa precaria la situazione dei tedeschi che assediano Leningrado.
    Nel settore centrale, a nord di Mosca i sovietici liberano Klin e avanzando verso Kalinin, a sud della capitale liberano da ogni minaccia la città di Tula.
    16 dicembre
    Estremo Oriente.Ricognitori americani avvistano un convoglio di oltre 100 navi giapponesi nel Mar Cinese Meridionale.
    Borneo.I giapponesi sbarcano a Minello stato di Brunei. La “corsa al petrolio” da parte del Sol Levante si fa più serrata.
    Fronte sovietico.I russi riconquistano Kalinin e Ruga.
    Africa settentrionale.Nella notte Rommel inizia la ritirata nel settore di Tobruk: negli scontri delle settimane precedenti le forze dell’Asse hanno avuto circa 38.000 morti contro i circa 18.000 degli inglesi e perduto 300 carri armati contro 278 perduti dal nemico.
    17 dicembre
    Mediterraneo.Nel Golfo della Sirte si incrociano casualmente un convoglio italiano diretto in Libia e scortato da tutta la forza navale italiana (le corazzate Littorio, Doria, Cesare e Duilio, 5 incrociatori e 20 cacciatorpediniere) al comando dell’amni. Iachino e un convoglio inglese diretto a Malta la cui scorta, al comando dell’amm. Vian, è formata da 6 incrociatori e 16 cacciatorpediniere. Lo scontro, iniziatosi alle 17,40 dopo un lungo)“studio a distanza”, dura pochi minuti e non ha conseguenze.
    18 dicembre
    Estremo Oriente.A Hong Kong, sotto la protezione di un poderoso fuoco di sbarramento, i nipponici sbarcano sull’isola, occupandone oltre la metà nel giro di 24 ore.
    Borneo.A Miri, il CT nipponico Shinonome affonda a causa di una mina.
    18-19 dicembre
    Mediterraneo.La squadra dell’amm. Vian incappa in uno sbarramento di mine davanti a Tripoli e perde l’incrociatore Neptune e 1 CT.
    La notte sul 19,3 siluri a lenta corsa italiani (i “maiali”) pilotati da Durand de la Penne-Bianchi, Marceglia-Schergat e Martellotta-Marino penetrano nel porto di Alessandria e fanno saltare in aria le navi da battaglia Valiant e Queen Elizabeth (da 31.000 t), il CT Jervis e la petroliera norvegese Sagona. Un durissimo colpo per gli inglesi.
    Fronte sovietico.Hitler costringe von Brauchitsch a rassegnare le dimissioni e assume personalmente l’OKH (il comando supremo dell’esercito). C’è una vera rivoluzione negli alti comandi: lo Heeresgruppe Centro è affidato a von Kluge in sostituzione di von Bock; lo Heeresgruppe Nord passerà il 15 gennaio 1942 da von Leeb a von Kuchler; il 18 gennaio il comando dello Heeresgruppe Sud sarà assegnato a von Bock in sostituzione di von Reichenau, deceduto per colpo apoplettico.
    Africa settentrionale.Le truppe italo-tedesche hanno ripiegato ordinatamente su Derna.
    20 dicembre
    Filippine.Sbarco giapponese a Davao nell’isola di Mindanao. Gli invasori incominciano immediatamente a trasformare l’isola in una grande base fortificata.
    21 dicembre
    Filippine.Il convoglio avvistato il 16 da ricognitori americani nel Mar Cinese Meridionale si presenta nel Golfo di Lingayen, a nord di Manila nell’Isola di Luzon, portando 43.000 soldati nipponici al comando del gen. Masaharu Homma.E' l’intera 14à armata: l’invasione incomincia.
    22 dicembre
    Filippine.Alle ore 1, i giapponesi sbarcano a Bauang, Aringay e Agoo, 60 km più a nord del punto previsto da MacArthur e dove questo ha concentrato il grosso delle artiglierie disponibili. Alle 11, la testa di ponte nipponica è già saldamente stabilita ed è stato effettuato il congiungimento con le truppe sbarcate dal giorno 10 presso Aparri e Gonzaga.
    Wake.Ore 23,30: i giapponesi sbarcano sull’isola. Questa volta, per evitare un nuovo smacco, hanno mandato forze imponenti: 2 portaerei e 2 incrociatori pesanti con i relativi cacciatorpediniere, al comando dell’amm. Kajioka. Due cacciatorpediniere trasformati in trasporti truppe veloci sbarcano i primi contingenti. La lotta è impari e breve.
    Stati Uniti.Roosevelt e Churchill discutono la situazione a Washington. Si decide l’istituzione di uno Stato Maggiore Combinato anglo-americano.
    23 dicembre
    Estremo Oriente.Wake. L’amm. Kajioka sbarca, accetta la resa della guarnigione americana e prende ufficialmente possesso dell’isola, ribattezzandola “Isola degli Uccelli”. La flotta di soccorso (Task Force 14) inviata da Pearl Harbor si trova ancora a 425 miglia di distanza e viene dirottata su Midway.
    Africa settentrionale. Filippine.A Luzon, MacArthur trasferisce il proprio quartier generale nell’isola fortificata di Corregidor, all’imboccatura della Baia di Manila. Altri 10.000 giapponesi sbarcano nella Baia di Lamon.
    Hong Kong.Nonostante la tenace difesa, cui collaborano anche volontari civili, i giapponesi spezzano in due il dispositivo britannico.
    24 dicembre
    Filippine.Le forze nipponichc sbarcate nella Baia di Lamon, nel Sud dell’isola di Luzon, conquistano Atimonan e Siain, poi avanzano per congiungersi con i reparti della zona di Legazpi nell’estremo sud di Luzon. Avanzano rapidamente anche le forze sbarcate nel Nord dell’isola. Le truppe americane e filippine si ritirano verso la penisola di Bataan, a ovest di Maoila sia dal Sud che dal Nord dell’isola; quelle provenienti da nord cercano di contrastare il passo al nemico sulla linea del fiume Agno.
    Arcipelago di Sulu.Truppe nipponiche occupano praticamente senza incontrare resistenza l’isola di Jolo, capoluogo dell’arcipelago filippino di Sulu, a breve distanza dal Borneo. Le Indie Olandesi sono cosi' minacciate sempre più da vicino.
    Borneo.Un convoglio nipponico, nonostante gli attacchi di aerei inglesi e olandesi e di sommergibili olandesi, riesce a sbarcare un contingente di truppe nella zona di Kuching, nello Stato di Sarawak. La guarnigione locale, che ha già provveduto a distruggere l’aeroporto, chiede di poter raggiungere il Borneo olandese, ma le viene ordinato di rallentare il più possibile l’avanzata nemica. Gli olandesi ritirano le loro forze aeree dal Borneo, trasferendole a Sumatra.
    Malesia.L’11à divisione indiana organizza una linea difensiva in profondità nella zona del fiume Slim e della città di Kampar, al centro della penisola malese a nord di Kuala Lumpur, sul lato occidentale della penisola stessa.
    Birmania.I nipponici danno inizio a una serie di violenti attacchi aerei contro Rangoon per garantirsi la supremazia nei cieli. Tali attacchi proseguiranno fino alla fine di febbraio del 1942.
    25 dicembre
    Africa settentrionale.L’8à armata britannica entra a Bengasi. Grossi reparti sono rimasti tagliati fuori a Bardia e a Sollum.
    Atlantico.Forze navali della Francia Libera, al comando dell’amm. Muselier, occupano le isole St.Pierreet-Miquelon, fra Terranova e la Nuova Scozia.


    Il gen. George C. Marshall, capo di S.M. USA, propone alla conferenza anglo-americana dell’Arcadia, che si svolge a Washington, che le forze alleate in Estremo Oriente operino sotto un comando unificato.
    Filippine.Il contrammiraglio F.W. Rockwell è incaricato di dirigere tutte le attività delle forze navali americane nelle Filippine. I nipponici, avanzando da nord, riescono ad attraversare il fiume Agno in un punto in cui la linea americana non è consolidata. Le forze americane che presidiavano la parte meridionale dell’isola si ritirano verso la penisola di Bataan, inseguiti da presso dai nipponici, che occupano i centri di Sampoloc e Pagbilao.
    Nell’arcipelago di SuIu, i nipponici completano la conquista di Jolo.
    Borneo.Dopo aspri combattimenti presso l’aeroporto di Kuching, nel Sarawak, la guarnigione indiana si ritira verso il Borneo olandese.
    Cina.Hong Kong.Ore 9: i giapponesi intimano nuovamente la resa alla guarnigione britannica, offrendo una tregua di 3 ore. Non avendo avuto risposta, alle 12 riaprono il fuoco. Alle 15,30, riconoscendo inutile il massacro, il comando inglese dirama l’ordine di resa. Questa è effettiva alle 17,30. La popolazione cinese dell’isola, con antica saggezza e anche sotto l’influenza della propaganda giapponese a proposito della “sfera di prosperità comune asiatica”, accoglie in trionfo i vincitori sventolando bandierine del Sol Levante prudentemente preparate.
    Nella Cina continentale, i giapponesi iniziano un’offensiva contro Changsha, nella provincia dello Hunan.
    Fronte sovietico.I russi iniziano una serie di violenti attacchi contro le posizioni nemiche nel settore meridionale, in particolare nel settore tenuto dal Corpo di spedizione italiano e nella Crimea orientale.
    26 dicembre
    Filippine.Manila è dichiarata città aperta, ma i bombardamenti giapponesi continuano.
    L’amm. Rockwell sposta le difese navali a Corregidor. Le forze terrestri americane e filippine abbandonano il fiume Agno arretrando sulla linea Santa Ignacia-Guimba-San José. Quelle provenienti dal Sud dell’isola organizzano una linea di difesa a ovest di Sariaya.
    Malesia.La città di lpoh viene evacuata dall’11à div. indiana.
    Norvegia.Commandos britannici effettuano rapide incursioni contro basi tedesche sulle isole costiere di fronte alla Norvegia.
    St.-Pierre-et-Miquelon.La popolazione riconosce attraverso un plebiscito il cambiamento di regime (da quello di Vichy, per intenderci, a quello di De Gaulle). La cosa non è gradita a Washington, che ancora non ha riconosciuto la legittimità gaullista e intrattiene rapporti diplomatici con Vichy.
    Fronte sovietico.I Panzer tedeschi evacuano Kaluga, a sud-ovest di Mosca, a breve distanza dalla ferrovia che collega la capitale a Brjansk.
    27 dicembre
    Estremo Oriente.Il ten. gen. britannico sir Henry Pownall subentra al mar. dell’Aria sir Robert BrookePopham nel comando in capo delle forze britanniche dislocate in Estremo Oriente.
    Filippine.Calma a Luzon, dove i giapponesi consolidano il loro schieramento sul fiume Agno. I reparti americani e filippini di Luzon settentrionale si attestano sulla linea Tarlac-Cabanatuan.
    Malesia.I giapponesi minacciano Kampar (ovest) e Kuantan (sulla costa orientale della penisola).
    Norvegia.Commandos britannici attaccano nuovamente alcune isole costiere norvegesi.
    28 dicembre
    Filippine.I giapponesi riprendono l’offensiva in grande stile nell’isola di Luzon. Superato il fiume Agno, attaccano verso Cabanatuan. Nel sud dell’isola, le truppe filippine ripiegano verso Manila e Bataan.
    29 dicembre
    Incontro Stalin-Eden a Mosca.
    Filippine.La pressione giapponese a Luzon e sempre più massiccia. Per la prima volta, aerei nipponici attaccano l’isola fortificata di Corregidor, a sud della pen. di Bataan, ove si è trasferito il Q.G. USA.
    Malesia.La XII brigata dell’11à div. indiana deve abbandonare la posizione di Kampar, non più tenibile, e ripiegare su Bidor
    Borneo.La guarnigione indiana ritiratasi da Kuching raggiunge il Borneo olandese a Sanggau, ed è posta sotto comando olandese.
    Birmania.Sotto la pressione dei britannici, i giapponesi si ritirano da Bokpyin rientrando in Thailandia.
    30 dicembre
    Filippine.Premuti a nord dai nipponici, le truppe americane e filippine abbandonano la linea Tarlac-Cabanatuan e si ritirano sull’ultima linea predisposta a difesa prima di Bataan.
    Fronte sovietico.Mentre l’Heeresgruppe Sud continua l’offensiva contro Sebastopoli, truppe russe provenienti dal Caucaso attaccano con operazione anfibia la Crimea orientale, occupando Kerè e Feodosia. Sul fronte centrale, i tedeschi devono ritirarsi sotto la spinta della controffensiva dei sovietici, che entrano a Kaluga.
    31 dicembre
    I partecipanti anglo-amerieani alla conferenza dell’Arcadia, a Washington, ordinano l’istituzione di un comando unico ABDA (Australian, British, Dutch, American) per l’Estremo Oriente, affidato al gen. britannico Wavell, dal quale dipenderanno appunto le forze australiane, britanniche, olandesi e americane operanti nel settore.
    Filippine.Completata da parte degli americani e filippini l’evacuazione di Manila. Alcune posizioni chiave, come il ponte di Calumpit, sono rafforzate per contenere il nemico e consentire il concentramento dei difensori nella penisola di Bataan. Alle 17,45, i primi giapponesi entrano a Manila in fiamme. MacArthur ha già perduto 30.000 uomini; gliene rimangono 80.000, di cui 15.000 americani, il resto filippini, ormai sfiduciati e quasi privi di armi.
    Malesia.Le truppe indiane cercano di contenere il nemico nelle zone di Kampar e Kuantan, rispettivamente a ovest e a est della penisola. Ma ormai i britannici hanno abbandonato al nemico una regione che produce il 38% del caucciù e il 58% dello stagno consumati nel mondo.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, i tedeschi interrompono le operazioni contro Sebastopoli per bloccare le minacciose puntate russe da Kerè e Feodosia. A metà dicembre le truppe tedesche combattenti in URSS si sono ridotte di 775.000 uomini, ossia di poco meno del 25% rispetto alla consistenza iniziale.
    Nel settore centrale, la controffensiva dei sovietici davanti a Mosca si conclude con la rioccupazione di Kozelsk.
    Australia.Il gen. americano Brett, proveniente dalla Cina, assume il comando delle Forze americane in Australia (USFIA). L'amm. Chester W. Nimitz è designato al comando dell’Asiatic Fleet americana.



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    Gennaio 1942

    1° gennaio
    A Washington, i rappresentanti di 26 paesi sottoscrivono la Carta Atlantica, i cui principi sono stati enunciati da Roosevelt e Churchill il 14 agosto 1941. La dichiarazione, dopo aver riaffermato i principi ispiratori della lotta delle democrazie (“per assicurare la vita, la libertà, l’indipendenza e la libertà di religione e per preservare i diritti dell’uomo e la giustizia”), impegna i paesi firmatari a usare tutte le proprie forze contro i paesi del Tripartito e i loro alleati e a non concludere con essi una pace separata. Firmano la dichiaraziòne: USA, Gran Bretagna, URSS, Cina, Australia, Belgio, Canada, Cecoslovacchia, Costa Rica, Cuba, El Salvador, Grecia, Guatemala, Haiti, Honduras, India, Iugoslavia, Lussemburgo, Nicaragua, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Panama, Polonia, Santo Domingo, Sud Africa. A questa alleanza “aperta” potranno aderire tutte le nazioni che “contribuiranno materialmente alla lotta per il conseguimento della vittoria sull’hitlerismo".
    Fronte sovietico.In Crimea, i tedeschi contrattaccano energicamente i sovietici penetrati nella penisola nelle zone di Feodosia e di Kerc.
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi, attestati nella zona di Agedabia, lanciano un contrattacco suI loro fianco destro, all’interno, per allgerire la pressione dell’8à armata britannica.
    Indie Olandesi.I nipponici sbarcano nell’Isola di Labuan, a nord del Brneo.
    Filippine.Le forze americane e filippine dell’isola di Luzon si ritirano combattendo verso la penisola di Bataan.
    Malesiaa.La 25à armata nipponica, al comando del gen. Yamashita, prosegue la sua avanzata verso sud.Nel settore orientale la divisione delle Guardie Imperiali ha superato Kuantan, in quello orientale la 5à e 18à divisione occupano Telok Anson, dopo una brillante operazione anfibia volta a scavalcare le forze della 11à divisione indiana che oppone una tenace resistenza ai nipponici a Kampar, a nord-est di Telok Anson e lungo la strada occidentale che conduce verso sud a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, e a Singapore.
    Nell’isola di Singapore, primo violento bombardamento nipponico sull’aeroporto di Tengah.
    Cina.Il governo cinese chiede aiuti in base alla legge “Affitti e prestiti” per costruire una strada che partendo da Ledo in India giunga a Lungling in Cina attraversando la Birmania settentrionale. In tal modo si verrebbe a creare una vera “Strada della Birmania” per rifornire le forze cinesi.
    2 gennaio
    Filippine.Ritirandosi lentamente americani e filippini evacuano la città di San Fernando, a nord di Manila, e organizzano punti di resistenza nella zona di Guagua (tra San Fernando e la penisola di Bataan) per ritardare l’avanzata nemica e consentire al maggior numero possibile di uomini di concentrarsi a Bataan. I giapponesi occupano Balinag, consolidano la conquista di Manila e occupano, a sud di questa, la base di Cavite. I loro bombardieri incominciano sistematici attacchi contro l’isola fortificata di Corregidor.
    Malesia.Per evitare di essere accerchiati dai giapponesi che, sbarcati alle loro spalle, hanno occupato Telok Anson, i reparti indiani che difendono Kampar iniziano a sera la ritirata verso sud, sulla linea del fiume Slim. I giapponesi occupano Kampar e tentano uno sbarco a Kuala Selangor (sulla costa occidentale, a nord-ovest di Kuala Lumpur), ma ne sono impediti dalle artiglierie britanniche.
    Africa settentrionale.Il presidio di Bardia, assediato da metà dicembre e rimasto senza viveri e munizioni, si arrende ai britannici della 2à divisione sudafricana e della I brigata corazzata dell’8à armata.
    Malta.Si rinnovano gli attacchi aerei dell’Asse contro le basi aeree e navali dell’isola.
    Italia.Aerei inglesi effettuano un’incursione su Napoli provocando gravi danni materiali.
    3 gennaio
    Filippine.A Luzon, il gen. americano Jonathan M. Wainwright assume il comando delle truppe americane e filippine asserragliatesi nella penisola di Bataan e nell’isola fortificata di Corregidor. Le truppe filippine riescono a contenere robusti attacchi giapponesi nella zona di Guagua-Porac.
    Malesia.Sulla costa occidentale, i britannici continuano la ritirata oltre il fiume Slim. Su quella orientale le forze poste a difesa della zona di Kuantan, per evitare di essere tagliate fuori, iniziano a ritirarsi verso sud. Il comando britannico avrebbe voluto mantenere il possesso dell’aeroporto di Kuantan almeno fino al 10 gennaio.
    A rinsanguare le scarse difese aeree di Singapore giungono 51 caccia Hurricane, ma solo 24 piloti, i quali provengono dall’Inghilterra o dal fronte libico e sono del tutto inesperti delle condizioni in cui dovranno combattere.
    Borneo.I giapponesi, senza incontrare opposizione, completano l’occupazione dell’isola di Labuan, nel Golfo di Brunei. Da li, un distaccamento passa sulla terraferma, a Mempakul.
    Malta.Continuano le incursioni aeree italo-tedesche contro obiettivi militari nell’isola.
    4 gennaio
    Chiang Kai-shek è nominato comandante di tutte le truppe alleate operanti in Cina. Le sue forze arrestano l’avanzata intrapresa dai nipponici nella zona di Changsha, nella provincia dello Hunan.
    Filippine.A Luzon, proseguono gli attacchi dei nipponici nella zona di Guagua-Porac. Guagua è superata e i giapponesi avanzano fino a Lubao, tagliando la strada della ritirata verso Bataan all’11à divisione filippina. A sera, i difensori si sganciano dal nemico e tentano di stabilire una nuova linea difensiva tra Lubao e Santa Cruz.
    Malesia.L’aviazione nipponica martella le truppe indiane che, nel settore occidentale della penisola, si apprestano a difesa lungo la linea del fiume Slim. Ma già i nipponici, dopo lo sbarco a Kuala Selangor, risalendo il fiume Selangor minacciano, alle spalle dei difensori, la cittadina di Rawang, poco a nord di Kuala Lumpur, capitale degli Stati Federati della Malesia.
    Nuova Britannia.I giapponesi iniziano un’offensiva aerea contro Rabaul, base strategica nell’arcipelago delle Bismarck (a nord della Nuova Guinea), dove 1400 britannici presidiano due aeroporti, a Lakunai e Vunakanu.
    In queste difficili condizioni, il Comando Supremo alleato impartisce al gen. Wavell, comandante in capo delle forze ABDA (australiane, britanniche, olandesi, americane) le seguenti istruzioni: tenere la “barriera malese” (linea Penisola malese-Sumatra-Giava-Australia settentrionale) e contrastare il passo ai nipponici al di là ditale linea, rafforzare la Birmania e l’Australia, ristabilire i contatti con le Filippine attraverso le Indie Olandesi.
    5 gennaio
    Fronte sovietico.Settore settentrionale. Proseguono con esito incerto i combattimenti lungo la linea del fiume Volchov, mentre a Leningrado, dove il freddo e la fame mietono migliaia di vittime al giorno, ci si prepara a un massiccio sgombero della popolazione civile attraverso il Lago Ladoga gelato. Settore centrale: a sud di Kaluga, i sovietici rioccupano Belov, a ovest del fiume Oka. Nel settore meridionale, l’Armata Rossa sbarca rinforzi sulle coste della Crimea presso Evpatoria e Sudak, nel tentativo di rompere l’assedio posto dai tedeschi e dai romeni alla fortezza di Sebastopoli. Ma i russi compiono scarsi progressi di fronte alla tenace resistenza tedesca.
    Filippine.A Luzon, americani e filippini ripiegano su una nuova linea difensiva alla base della penisola di Bataan, da Dinalupihan a occidente a Hermosa a oriente. Ma anche da qui, alla fine della giornata, devono ritirarsi a causa della violenta pressione giapponese sulla cosiddetta linea di Layac, ove è un ponte sul quale convergono tutte le strade che si immettono nella penisola di Bataan. Poco dopo mezzanotte, il ponte viene fatto saltare. Le razioni dei difensori vengono dimezzate. I nipponici continuano la quotidiana offensiva aerea su Corregidor, attaccando saltuariamente altri obiettivi nella zona della Baia di Manila.
    Malesia.Sulla linea del fiume Slim, l’11à divisione indiana respinge un attacco giapponese lungo la linea ferroviaria Pinang-Singapore. Il comando della flotta britannica dell’Estremo Oriente si trasferisce da Singapore a Batavia, nell’isola di Giava.


    Il governo australiano dichiara guerra alla Bulgaria.Il governo egiziano rompe le relazioni diplomatiche con Francia, Finlandia e Bulgaria.
    Malta.Si intensificano i bombardamenti aerei italo-tedeschi sull’isola.
    6 gennaio
    Roosevelt chiede al Congresso USA uno stanziamento straordinario che consenta agli Stati Uniti di produrre, entro il 1943, 125.000 aerei, 75.000 carri armati, 35.000 pezzi di artiglieria e naviglio per 8 milioni di tonnellate.
    Filippine.A Luzon, battaglia fra le opposte artiglierie nella zona di Layac, alla base della penisola di Bataan. I giapponesi entrano a Dinalupihan, già evacuata dagli americano- filippini. Cessa temporaneamente l’offensiva aerea contro Corregidor, continuano solo gli attacchi di disturbo.
    Malesia.Nel settore occidentale, truppe indiane si schierano a difesa del fiume Selangor. In quello orientale, prosegue la ritirata delle truppe che hanno evacuato Kuantan.
    Cina.Il Generalissimo Chiang Kaishek chiede a Washington di nominare un ufficiale superiore americano capo di Stato Maggiore delle truppe alleate (americane e inglesi) che operano in Cina.
    Africa settentrionale.La 1à divisione corazzata britannica, recentemente giunta dall’inghilterra a rimpiazzare la 7à divisione corazzata, prende posizione ad Antelat. Il porto di Derna è riaperto al traffico. Si completa lo schieràmento delle truppe italo-tedesche lungo la linea El Agheila- Marada.
    7 gennaio
    Filippine.I giapponesi si preparano a sferrare una grande offensiva contro la penisola di Bataan. Americani e filippini (in tutto circa 80.000 uomini) scaglionano in profondità le loro difese. Gli americani formano nuovi battaglioni di fanteria con tutti gli uomini disponibili (aviatori dei servizi a terra, marina, Marines).
    Malesia.I giapponesi attaccano all’alba, appoggiati da carri armati, le posizioni dell’ 11à divisione indiana sul fiume Slim,e infrangono e avanzano rapidamente in direzione di Kuala Lumpur, giungendo a 3 km dal villaggio di Slim. Il III corpo d’armata indiano riesce a formare una nuova linea difensiva più a sud, presso Kuala Kubu.
    Il gen. Wavell giunge a Singapore.
    Borneo.I giapponesi sbarcati a Sarawak raggiungono il confine di questo stato con il Borneo Occidentale olandese.
    Atlantico.Inizia la prima grande “spedizione di caccia” degli U-Boote tedeschi lungo le coste orientali degli Stati Uniti. Vi operano in media 54 unità sottomarine che in meno di un mese affondano naviglio nemico per 142.373 t.
    Africa settentrionale.Il XIII corpo dell’8à armata britannica invia reparti in azione avanzata fino ad Agedabia e scopre che le forze dell’Asse hanno abbandonato quella posizione. Un convoglio di rifornimenti giunge senza aver subito perdite nel porto di Bengasi, parzialmente riattato.
    Malta.Prosegue l’azione aerea delle forze dell’Asse.
    8 gennaio
    Filippine.Nessuna operazione di rilievo, mentre le opposte forze si preparano alla battaglia nella penisola di Bataan.
    Malesia.Il gen. Wavell visita il fronte e ordina la ritirata del III corpo indiano nella regione dello Johore, immediatamente a nord di Singapore, dove si tenterà l’estrema difesa della piazzaforte e del suo retroterra.
    BorneoI giapponesi occupano Jesselton, nel Borneo Settentrionale britannico.
    9 gennaio
    Filippine.A Luzon, nella penisola di Bataan, i nipponici scatenano il previsto attacco alle ore 15.2 reggimenti, appoggiati da artiglieria e aviazione,avanzano nel settore onientaie della penisola,1 in quello occidentale. Non si hanno scontri decisivi. Il progresso dei nipponici è più che altro contrastato dalle demolizioni operate da americani e filippini. Una colonna giapponese raggiunge, partendo da Dinalupihan, le vicinanze di Album.
    Malesia.Il III corpo d’armata indiano inizia la ritirata verso sud. L’11à e la 9à divisione indiane dovranno ritardare l’avanzata nemica coprendo le zone di Seremban, Port Dickson, Tampin e Malacca.
    10 gennaio
    Filippine.Il gen. MacArthur ispeziona le difese della penisola di Bataan. I giapponesi lanciano dagli aerei volantini che invitano i difensori alla resa. A terra, le loro colonne esercitano una forte pressione, pur essendo ritardate, oltre che dalla resistenza nemica, dalla fitta giungla. Raggiungono il fiume Calaguiman sotto la località di Samal, e nella parte occidentale la località di Olongapo.
    Malesia.I britannici abbandonano Port Swettenham e Kuala Lumpur, che sono prontamente occupate dai giapponesi incalzanti. Gli aerei giapponesi, che finora si sono limitati ad azioni notturne contro gli aeroporti dell’Isola di Singapore, incominciano ad attaccarli anche di giorno.
    BorneoI giapponesi sbarcano a Tarakan. La 3à Flotta nipponica, incaricata delle operazioni nel Borneo al comando del viceammiraglio Takahashi, è formata da 2 incrociatori pesanti, 8 cacciatorpediniere e 41 navi trasporto. Un altro gruppo, di copertura, comprende 2 incrociatori pesanti e 7 cacciatorpediniere, ed è al comando del contramm. Takagi. Le forze terrestri sono poste sotto il comando del gen. Yamashita.
    11 gennaio
    Filippine.A Luzon, i giapponesi compiono qualche progresso lungo la costa orientale della penisola di Bataan, superando il fiume Calaguiman. L’intervento delle riserve fa si che gli americani riconquistino quasi tutto il terreno perduto. Al centro della penisola, elementi avanzati di una colonna nipponica raggiungono, dopo una giornata di combattimento, il fiume Orani.
    Malesia.Il III corpo d’armata indiano prosegue la ritirata verso sud. Le azioni terrestri ristagnano, mentre si rinvigorisce l’offensiva aerea nipponica, in particolare contro la zona del fiume Muar, a sud di Malacca.
    Borneo.Le forze del gen. Yamashita proseguono gli sbarchi e completano la conquista dell’isola di Tarakan, ricca di giacimenti petroliferi.
    Celebes.Altri reparti giapponesi occupano Manado, all’estremo nord dell’Isola di Celebes, e la vicina Kema. Vengono impiegati nell’operazione anche paracadutisti della marina. Le piccole guarnigioni olandesi sono rapidamente costrette alla resa.
    Sia l’Isola di Tarakan nel Borneo, sia Manado a Celebes vengono trasformate in basi aeree per appoggiare l’ulteriore spinta dei nipponici verso sud.
    Africa settentrionale.La 2à divisione sudafricana del XXX corpo dell’8à armata britannica attacca SoIlum e la conquista in parte dopo 24 ore di combattimenti. Le forze dell’Asse si consolidano a EI Agheila.
    Malta.Nuove incursioni degli aerei dell’Asse.
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, le truppe sovietiche proseguono la loro controffensiva, riuscendo a tagliare la linea ferroviaria Rzev- Brjansk.
    12 gennaio
    Filippine.I giapponesi esercitano una forte pressione nel settore onientale della penisola di Bataan, a Luzon, difeso dal Il corpo americano-filippine. La 51à divisione filippina perde terreno, ma grazie all’invio di riserve riesce a contrattaccare. Sulla costa orientale della penisola, i giapponesi ristabiliscono le teste di ponte oltre il fiume Calaguiman perdute a causa dei contrattacchi americani del giorno precedente.
    13 gennaio
    Filippine.Nel settore orientale della penisola di Bataan, gli americani, dopo una robusta preparazione di artiglieria, contrattaccano i nipponici riducendo il saliente da essi occupate a sud del fiume Calaguiman. I nipponici tuttavia avanzano nel settore centrale costringendo la 51à divisione filippina ad arretrare fino al fiume Balantay.
    Malesia.Il gen. Wavell visita nuovamente il fronte. La ritirata del III corpo d’armata indiano nello Johore è quasi completata. A Singapore giunge un convoglio di rifornimenti (soprattutto cannoni contraerei) e di rinforzi (parte della 18à div. britannica).
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, l’Armata Rossa approfondisce il saliente che ha scavato fra il Il e il IV Panzergruppen a sud-ovest di Kaluga con la conquista di Kirov.
    14 gennaio
    A Washington termina la conferenza dell’Arcadia tra americani e britannici. Le maggiori decisioni prese sono: l’istituzione di un comitato congiunto dei Capi di Stato Maggiore per coordinare io sforzo bellico anglo-americano; la precedenza assegnata, nel quadro generale delle operazioni, alla lotta contro la Germania; il riconoscimento dell’importanza strategica dell’occupazione dell’Africa settentrionale francese (operazione “Gymnast”). Il gen. Wavell assume formalmente il comando supremo in Asia.
    Filippine.A Luzon, persiste la pressione nipponica contro i difensori della penisola di Bataan. Nel settore orientale, la 41à divisione deve ritirarsi oltre il fiume Balantay. Nel settore occidentale i giapponesi avanzano da Olongapo verso Moron su due colonne. Alcuni reparti sbarcano a metà strada fra le due località. Gli americani mandano rinforzi a Moron.
    Malesia.I difensori britannici si schierano a difesa della parte meridionale della penisola di Malacca, con l’intento di sbarrare il passo ai nipponici sulla linea Muar-Segamat (lungo la ferrovia) - Labis - Mersing (sulla costa orientale). A nord di questa località, i britannici entrano in contatto con le truppe nemiche provenienti da Kuantan. Molti nipponici che si spostano in bicicletta verso sud cadono in imboscate tese dalle pattuglie britanniche.
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i sovietici riconquistano Medyn, sul fiume Medynka, a nord-ovest di Kaluga.
    15 gennaio
    Filippine.A Luzon, nella penisola di Bataan, i giapponesi conquistano una testa di ponte a sud del fiume Balantay. A nulla valgono i contrattacchi dei difensori. Le truppe nipponiche che avanzano lentamente nel settore centrale si fermano per riorganizzarsi. Nel settore occidentale, le due colonne giapponesi che convergono su Moron si avvicinano alloro obiettivo.
    Malesia.Al centro della penisola, reparti australiani infliggono gravi perdite alle avanguardie nipponiche, ma successivamente si ritirano nella zona loro assegnata. Sul fianco occidentale della penisola, i giapponesi raggiungono la riva settentrionale del fiume Muar e sbarcano piccoli contingenti di truppe fra Muar e Batu Pahat, scompigliando le comunicazioni dei britannici nel settore occidentale del fronte.
    Giava.Il comando ABDA (australiano - britannico - olandese - americano) diretto dal gen. Wavell si insedia a Batavia.
    Fronte Sovietico.Settore meridionale. Un violento attacco è sferrato dai russi nel settore degli italiani.
    Al comando dello Heeresgruppe Nord, von Kuchler sostituisce von Leeb. La sostituzione rientra nel grande avvicendamento voluto da Hitler, adirato per le decisioni autonome di arretramento in qualche settore prese dai suoi generali senza consultarlo o addirittura violando i suoi ordini.
    16 gennaio
    Filippine.Nel settore orientale della penisola di Bataan, a Luzon, la 51àdivisione filippina contrattacca, ma è respinta e volta in fuga dai nipponici. La colonna nipponica che avanza nel settore centrale forza le posizioni nemiche nella zona del Monte Natib e procede verso sud lungo la valle del fiume Abo-Abo. A oriente, la 41à divisione filippina riesce a fermare l’avanzata nemica, mentre il 310 reggimento fanteria USA, schierato presso Abucay, prepara un contrattacco. A occidente, i nipponici varcano il fiume Batalan e attaccano Moron, ma sono respinti fino al fiume dagli americani.
    Malesia.I giapponesi attraversano il fiume Muar e scacciano dall’omonimo villaggio la XLV brigata indiana, mentre proseguono gli sbarchi nella zona di Batu Pahat.
    Birmania.I giapponesi passano all'attacco,aggirando le forze britanniche a Myitta e minacciano Tavoy.
    17 gennaio
    Filippine.Luzon: nella penisola di Bataan, le truppe del Il corpo (gen. Parker), incaricate della difesa del settore orientale, effettuano un contrattacco nella zona di Abucay, raggiungendo il fiume Balantay in qualche settore. La mancata riconquista dell’intera linea del fiume rende sterile il successo. Al centro, la colonna giapponese, pronta a piegare a est o a ovest quando si presenti l’occasione di accerchiare grosse unità nemiche, prosegue l’avanzata lungo la valle dell’Abo-Abo verso Orion.
    A occidente, i difensori di Moron sono costretti a ripiegare a sud e a sud-est di questa località.
    Malesia.I britannici avviano rinforzi nella zona di Muar-Yong Peng. I giapponesi tengono sotto pressione i difensori, mentre ammassano le loro forze per l’offensiva contro la parte meridionale della penisola di Malacca.
    Borneo.Truppe nipponiche sbarcano a Sandakan, nel Borneo Settentrionale britannico.
    Le scarse forze alleate non riescono a contenere le mlte iniziative nipponiche. Da sir Archibald Wavell, comandante in capo dell’ABDA, dipendono l’ammiraglio americano Hart, comandante delle forze navali, il maresciallo inglese Peirse, comandante delle forze aeree, e il generale olandese ter Poorten, a capo delle forze terrestri.
    Africa settentrionale.Dopo due mesi di resistenza, i presidi italo-tedeschi di Sollum e Halfaya, bombardati da terra, dal mare e dall’aria, e rimasti senz’acqua da tre giorni, si anrendono ai britannici.
    Con la distruzione delle ultime resistenze nella Cirenaica, la prima fase della campagna britannica in Libia può considerarsi conclusa. Gli italo- tedeschi sono attestati sulla linea di El Agheila.
    Fronte sovietico.Muore di colpo apoplettico il mar. von Reichenau, già comandante della 6à armata (il cui apporto era stato decisivo nella conquista di Kiev e di Charkov), che il 10dicembre del 1941 aveva sostituito von Rundstedt nel comando dello Heeresgruppe Sud. L’indomani il suo posto è affidato al mar. von Bock, che il 16 dicembre, stremato fisicamente e psichicamente, aveva chiesto di essere esonerato dal comando dello Heeresgruppe Centro.
    18 gennaio
    Filippine.Situazione immutata nella penisola di Bataan, dove i contrattacchi dei difensori non hanno alcun esito nel settore orientale, mentre in quello occidentale accresce leggermente la pressione degli attaccanti.
    Malesia.La XLV brigata indiana respinge attacchi nipponici nella zona di Muar-Yong Peng, ma nuovi consistenti sbarchi nipponici immediatamente a nord di Batu Pahat mette in grave pericolo le posizioni britanniche nel settore. Verso sera, il comando britannico ordina la ritirata, per evitare l’accerchiamento.
    A esclusione dei 51 Hurricane, non ancora pronti a entrare in azione, le forze aeree a difesa della Malesia ammontano in totale a 75 fra bombardieri e ricognitori e 28 aerei da caccia. I bombardieni si apprestano a trasferirsi da Singapore all’isola di Sumatra.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, i russi sfondano le linee nemiche e compiono una profonda penetrazione nel settore di lzum, a ovest del Donec in Ucraina. Notevoli progressi sono compiuti anche nella zona di Kursk.
    19 gennaio
    Filippine.A Luzon, nuovi contrattacchi americani sono respinti dai giapponesi. La colonna nipponica che avanza lungo la valle dell’Abo-Abo raggiunge i dintorni di Guitol ed è impegnata dalla 31à divisione filippina.
    Malesia.Continuano i combattimenti nella zona di Muar-Yong Peng. I britannici perdono Yong Peng e devono ritirare le loro forze ormai isolate da Muar.
    Borneo.Il Borneo Settentrionale britannico si arrende alle truppe nipponiche.
    Birmania.I giapponesi conquistano Tavoy e il suo aeroporto.I britannici decidono di ritirare a Rangoon la guarnigione di Mergui, città non ancora investita dai nipponici. Una divisione cinese viene inviata in Birmania a sostenere i britannici.
    Africa settentrionale.Il gen. Auchinleck emana le direttive per l’8à armata britannica. L’obiettivo è Tripoli. Nel caso che l’offensiva in Libia debba essere interrotta, è stabilita la strategia difensiva da seguire.
    Fronte sovietico.Duri combattimenti nel settore meridionale; i tedeschi niconquistano Feodosia, nella penisola di Crimea.
    20 gennaio
    Filippine.Luzon: i giapponesi contengono i contrattacchi delle divisioni filippine sul fianco sinistro del lI corpo americano; impegnati severamente davanti a Guitol, si ritirano verso nord. Nel settore del I corpo americano, seguitano a premere e a infiltrarsi.
    Malesia.I britannici contrattaccano a ovest di Yong Peng, ma senza risultati. Le forze isolate nella zona di Muar cercano, con difficoltà, di sganciarsi.
    Conferenza di Wansee-Berlino.
    Heydrich, capo dell'ufficio centrale di sicurezza del Reich (RSHA) e braccio destro di Himmler, convoca 15 alti funzionari e membri del partito, ai quali comunica l'ordine di procedere alla: Endlosung (soluzione finale) del problema ebraico.
    27 bombardieni giapponesi senza scorta attaccano Singapore. Affrontati dagli Hurricanes britannici perdono 8 unità.
    Isole Bismarck.Oltre 100 bombardieri nipponici decollati da portaerei attaccano Rabaul nella Nuova Britannia, provocando gravi danni alle installazioni aeroportuali. Un attacco minore viene portato anche a Kavieng, nella Nuova Irlanda.
    Birmania.I giapponesi penetrano in forze in Birmania dalla Thailandia, attaccando nella regione del Tenasserim settentrionale, a est di MouImein,la 17à divisione indiana.
    Fronte sovietico.Proseguendo la controffensiva iniziata nel settore centrale, i russi niconquistano Mo-zaisk, a un centinaio di km a ovest di Mosca.
    21 gennaio
    Filippine.A Luzon, i giapponesi ammassano forze e si preparano a lanciare una grande offensiva contro le posizioni americane e filippine.
    Malesia.Prosegue la ritirata dei britannici da Muar e Segamat. Ancora isolate, le truppe della zona di Muar devono essere rifornite per via aerea.
    Nuovo bombardamento diurno giapponese contro Singapore. Questa volta i bombardieri sono scortati dai caccia Zero della marina, che surclassano agevolmente gli Hurrica.nes, la cui velocità è diminuita dagli speciali filtri per l’immissione dell’aria utilizzati nel deserto libico, da dove provengono tali aerei, inoltre, a causa della perdita o della distruzione delle stazioni radar per l’avvistamento precoce del nemico, il tempo di allarme è ridotto pressoché a zero, mentre per i lenti Buffalos degli inglesi occorre quasi mezz' ora per portarsi alla quota di 7500 m, cui si tengono i bombardieri nemici.
    Isole Bismarck.I giapponesi rinnovano i loro bombardamenti aerei su Rabaul (Nuova Britannia) e Kavieng (Nuova Irlanda) in vista dell’invasione. L’unica batteria costiera di Rabaul è distrutta.
    Nuova Guinea.L’aviazione nipponica inizia l’offensiva anche in questo settore, attaccando con 50 aerei la zona di Lae-Salamaua.
    Cina.Il governo cinese accetta la nomina del generale americano Stilwell a capo di Stato Maggiore del Generalissimo Chiang Kai-shek per le forze alleate operanti in Cina.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale - zona di lzum, bacino del Donec - i sovietici riescono a sfondare il fronte della 17à armata tedesca. In pochi giorni tuttavia altre tre armate tedesche, tra cui la 1à corazzata di von Kleist, ristabiliranno la situazione con un vigoroso ed efficace contrattacco.
    Africa settentrionale.I continui attacchi aerei su Malta, neutralizzando questa base, hanno consentito ai convogli italiani di portare in Africa viveri, munizioni e carburante. Rommel lancia una controffensiva dalla linea El Agheila-Marada in direzione di Agedabia.
    22 gennaio
    Filippine.A Luzon, nella penisola di Bataan, il gen. MacArthur ordina il ripiegamento di tutte le forze americane e filippine dalla linea Mauban-Abucay all’estrema linea difensiva della penisola, dietro la strada Pilar-Bagac. Il ripiegamento dovrà avvenire in tre giorni. Frattanto vengono contenuti gli attacchi nipponici. Gli invasori iniziano nella notte sul 23 una serie di operazioni anfibie, trasportando truppe da Moron verso sud, in direzione di Caibobo, a sud di Bagac. Due chiatte nipponiche sono affondate da motosiluranti statunitensi.
    Malesia.Sul fronte di Muar, la battaglia si conclude con la completa vittoria dei nipponici. La XLV brigata indiana è annientata nonostante l’appoggio aereo e navale. Le forze che difendono Batu Pahat (reparti dell’11à divisione indiana) hanno brevi scontri col nemico. A est della penisola viene respinto un tentativo dei giapponesi di forzare il passaggio a Mersing. Nuove truppe indiane giungono di rinforzo a Singapore. 100 bombardieri nipponici attaccano Singapore, provocando molti morti e ingenti distruzioni.
    Africa settentrionale.Le forze dell’Asse avanzano rapidamente verso est, occupando Agedabia.
    Incursione aerea inglese su Tripoli e su altre località della costa della Sirte.
    Malta.Proseguono senza sosta gli attacchi aerei dell’Asse contro gli obiettivi militari dell’isola.
    Fronte sovietico.Con autobus che percorrono una strada tracciata sui Ladoga gelato, ha inizio lo sfollamento in massa della popolazione civile da Leningrado. Nel solo mese di dicembre si sono avuti 52.000 morti (che è il numero normale per un anno). Anche le razioni alimentari delle truppe combattenti sono ridotte da 3500 a 2600 calorie, mentre alle truppe di retrovia vengono distribuiti viveri per sole 1600 calorie.
    A fine gennaio il numero dei morti di fame e di freddo avrà superato le 200.000 persone ma la città resiste.
    23 gennaio
    Filippine.Al centro della penisola di Bataan si intensifica la pressione dei nipponici. I reparti anfibi giapponesi imbarcatisi a Moron diretti a Punta Caibobo, per errori di rotta sbarcano in parte presso Punta Quinauan, in parte a Punta Longoskawayan, entrambe molto a sud dell’obiettivo. Le truppe americane e filippine inviate per liquidarli non raggiungono lo scopo.
    Malesia.Continuano i combattimenti nella zona di Batu Pahat. I difensori dei fronti di Segamat e Muar riescono a sganciarsi dal nemico e a ritirarsi a sud. La difesa dello Johore, e quindi della base di Singapore , resta affidata principalmente al III corpo d’armata indiano.
    Isole Bismarck.Truppe giapponesi in convogli scortati dalla 4à Flotta sbarcano a Rabaul (Nuova Britannia) e Kavieng (Nuova Irlanda). La piccola guarnigione di Rabaul, importante base aerea, è prontamente sopraffatta; quanto a Kavieng, è del tutto indifesa.
    Isole Salomone.Elementi della 4à Flotta nipponica invadono Kieta (Bougainville) senza incontrare opposizione.
    Indie Olandesi.Due convogli giapponesi sbarcano truppe a Balikpapan (Borneo) e a Kendani (Celebes). Le navi nipponiche sono attaccate al largo di Balikpapan da aerei olandesi, senza grandi risultati.
    Birmania.Si intensifica l’attività aerea nipponica nella zona di Rangoon, nell’intento di eliminare dalla lotta l’aviazione britannica.
    Africa settentrionale.Travolgendo le difese del XIII corpo dell’8à armata britannica, le forze dell’Asse occupano Antelat e Saunnu.
    Fronte sovietico.A nord-ovest di Mosca, proseguendo la sua energica controffensiva, l’Armata Rossa riconquista Cholm, uno dei capisaldi della linea difensiva tedesca fra gli Heeresgruppen Nord e Centro. A sud-est un altro caposaldo dei tedeschi, Rzev, è minacciato d’accerchiamento.
    24 gennaio
    Stretto di Makassar.La prima grande battaglia navale nel teatro orientale dall’inizio delle operazioni ha luogo al largo di Balikpapan, tra Borneo e Celebes. Le navi trasporto giapponesi (16) e le loro scorte (1 incr. leggero e 9 cacciatorpediniere) sono attaccati dai cacciatorpediniere americani Parrot, Pope, John D. Ford e Paul Jones e da un gruppo di sommergibili. 4 trasporti nipponici e una unità di scorta sono affondati,1 cacciatorpediniere americano è danneggiato. L’azione ritarda di qualche giorno l’invasione di Giava da parte dei nipponici, ma non l’occupazione del porto petroliero di Balikpapan, conquistato il giorno stesso.
    Filippine.Nella penisola di Bataan a Luzon, il lI corpo americano, cui è affidata la difesa del settore orientale, ripiega rapidamente verso sud. La situazione non è migliore nel settore orientale, dove le truppe del I corpo riescono solo temporaneamente a far arretrare le truppe nipponiche sbarcate a Punta Longoskawayan, a sud dell’intero schieramento americano.
    Malesia.Si predispone la ritirata di tutte le forze britanniche nell’Isola di Singapore, mentre duri combattimenti hanno luogo a Batu Pahat. I giapponesi minacciano la città di Kluang.
    Circa 3000 australiani, non ancora bene addestrati, giungono di rinforzo a Singapore.
    Nuova Guinea.Le truppe alleate evacuano Lae e Salamaua, direttamente minacciate dai giapponesi.
    BirmaniaI giapponesi si avvicinano alla città di Moulmein.
    Africa settentrionale.Breve pausa nell’offensiva di Rommel. Il XIII corpo britannico si prepara a contrattaccare. Nel caso che il nemico non possa essere contenuto, gli inglesi ripiegheranno sulla linea che va grosso modo da Derna a EI Mechili.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, sul fronte del Donec, i sovietici infrangono la resistenza nemica presso lzum e conquistano Barvenkovo, circa 60 km a est di Lozovaja, a sud di Charkov. Nel settore centrale, nella zona del Rialto del Valdai, approfondiscono il saliente fra Cholm e Rzev, avvicinandosi a Velikije Luki, dove tuttavia le posizioni tedesche sono molto forti.
    25 gennaio
    La Thailandia dichiara guerra agli Stati Uniti.
    Filippine.A Luzon, seguita la ritirata delle truppe americane e filippine verso l’estremità meridionale della penisola di Bataan. I difensori non riescono ad annientare i contingenti nemici sbarcati a Punta Quinauan e Punta Longoskawayan.
    Malesia.Si combatte tutto il giorno a Batu Pahat, ma la sorte della battaglia è già segnata a favore dei giapponesi. Nella parte orientale della penisola, invece, gli attacchi nemici nella zona di Kluang sono contenuti con energia.
    Birmania.Il gen. Wavell compie una visita a Rangoon e ordina che la città di Moulmein sia difesa ad ogni costo. Truppe indiane della 17à divisione si schierano a difesa di Moulmein sulla riva occidentale del fiume Salween. I giapponesi non compiono operazioni di rilievo: sono intenti a riorganizzarsi.
    Africa settentrionale.Le truppe dell’Asse occupano Msus e muovono verso Er Regima, a est di Bengasi. La 1à divisione corazzata inglese si ritira su Ei Mechili, lasciando un distaccamento a proteggere la ritirata della 4à divisione indiana da Bengasi e Barce. Il gen. Ritchie ordina tuttavia che si lanci un contrattacco nella zona di Msus.
    26 gennaio
    Filippine.Americani e filippini completano la ritirata verso l’estremità meridionale della penisola di Bataan, dietro la linea della strada Pilar-Bagac. Tra le varie grandi unità si aprono varchi che vengono frettolosamente colmati con l’impiego di riserve. All’estremo sud, i giapponesi mantengono le loro teste di sbarco sulle Punte Quinauan e Longoskawayan. Temendo nuovi sbarchi, gli americani rafforzano le difese.
    Malesia.Reparti anfibi giapponesi sbarcano a sud di Endau nella parte orientale della penisola e penetrano rapidamente all’interno. Le forze britanniche del settore di Batu Pahat, ormai superate dall’avanzata nipponica, cercano di raggiungere le loro linee infiltrandosi attraverso la giungla.
    Irlanda del Nord.Sbarcano i primi contingenti di truppe americane. Il premier irlandese Eamon De Valera protesta violentemente.
    Malta.Nuove incursioni aeree italo- tedesche; obiettivi principali gli aeroporti.
    Sicilia.Incursione aerea inglese sull’aeroporto di Catania: lievi i danni.
    27 gennaio
    Filippine.A Luzon, nuovo sbarco nipponico a Punta Anyasan, immediatamente a nord di Punta Quinauan. Consolidata la testa di sbarco in queste due posizioni, i giapponesi hanno l’ordine di avanzare verso la città di Mariveles, all’estremo sud della penisola di Bataan. L’offensiva nipponica è generale, ma americani e filippini resistono lungo la linea che va da Bagac, sulla costa occidentale, a Pilar e Orion su quella orientale.
    Malesia.Il comandante delle truppe che difendono la Malesia, gen. Percival, ottiene dal comandante in capo dell’ABDA gen. WavelI il permesso di ritirare le sue forze a Singapore nel momento che riterrà più opportuno. Egli decide che il movimento avvenga attraverso la città di Johore Bharu e la diga collegante questa a Singapore e sia completato entro la notte sul 31 gennaio.I difensori combattono ormai azioni di retroguardia; parte di essi vengono evacuati via mare.
    Africa settentrionale.Mentre il XIII corpo britannico si accinge a contrattaccare nella zona di Msus, gli italotedeschi riprendono vigorosamente l’offensiva puntando lungo due direttrici su Bengasi e El Mechili.
    Indie Olandesi.Partiti da Kuching, i nipponici occupano con operazione anfibia Pemangkat (Borneo occ.).
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, i russi riconquistano l’importante nodo ferroviario di Lozovaja, a ovest di Izum.
    28 gennaio
    Filippine.Situazione stazionaria a Luzon nella penisola di Bataan. Americani e filippini si accaniscono senza tangibili risultati contro le teste di sbarco nipponiche di Quinauan e Anyasan.
    Malesia.Prosegue la ritirata delle forze britanniche dalla terraferma. I giapponesi, raggiunta Benut, incalzano l’11à divisione indiana, che fugge disordinatamente lasciando scoperta al suo fianco la XXII brigata indiana, la quale resta tagliata fuori dal grosso.
    Africa settentrionale.La 4à divisione indiana, che presidia Bengasi, è autorizzata a ritirarsi, in quanto non potrà avere l’appoggio corazzato che le era stato assicurato. La VII brigata, che è l’ultima a ritirarsi, si trova la strada sbarrata dalle forze dell’Asse, ma riesce a sganciarsi e a riunirsi all’8à armata. La 90à div. tedesca di fanteria leggera e il XX corpo d’armata italiano occupano En Regima, già oltre Bengasi, a est.
    Malta.Nuovi attacchi aerei italotedeschi.
    Nuova Guinea.I giapponesi sbarcano sull’isola di Rossel nelle Louisiade, a est della Nuova Guinea. La minaccia sull’Australia va profilandosi sempre più nettamente.


    Termina a Rio de Janeiro la conferenza dei ministri degli Esteri delle repubbliche americane, iniziatasi il 15. Ne viene cementata l’unità continentale.
    29 gennaio
    Pacifico.Il comitato dei Capi di Stato Maggiore istituisce il settore delI’ANZAC (Australia and New Zealand Army Corps); il comando delle operazioni navali nel settore del Sud Pacifico è affidato agli americani.
    Isole Figi.Truppe americane arrivano a presidiare le isole.
    Filippine.Americani e filippini contengono, nella penisola di Bataan, la crescente pressione nemica. Dopo una consistente preparazione di artiglieria, riescono a liquidare la testa di sbarco di Punta Longoskawayan.
    Malesia.Prosegue la ritirata dei britannici su Singapore. Arrivano nell’isola reparti della 18à divisione britannica e qualche decina di carri leggeri, unici mezzi corazzati inviati in Malesia.
    Indie Olandesi.I nipponici sbarcano sull’Isola di Badoeng e a Mampawan, nell’Isola di Celebes. Nel Borneo olandese, occupano Pontianak, sulla costa occidentale.
    Iran.Gran Bretagna e URSS firmano con l’Iran un trattato di alleanza in base al quale l’Iran si impegna a rimanere neutrale; le truppe inglesi e sovietiche saranno ritirate dal paese sei mesi dopo la fine del conflitto con le potenze dell’Asse. Il “corridoio persiano” diventerà una delle principali vie di rifornimento degli Alleati occidentali all’URSS.
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi occupano Bengasi alle prime luci dell’alba e mandano elementi avanzati all’inseguimento della 4à divisione indiana che si ritira su Derna.
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i sovietici approfondiscono il saliente che si incunea fra le armate tedesche a sud-ovest di Kaluga e riconquistano Suchinici, infliggendo gravi perdite umane e materiali al nemico.
    30 gennaio
    Filippine.Nella parte meridionale della penisola di Bataan, i giapponesi premono sulle linee difensive americano-filippine, stabilendo una testa di ponte oltre il fiume Pilar. Vani i tentativi di eliminare le infiltrazioni, nonché la testa di sbarco a Punta Quinauan.
    Singapore.La XXII brigata indiana resta tagliata fuori dalla avanzata nemica; alcuni reparti di essa saranno in seguito traghettati a Singapore. Si decide di trasferire nelle Indie Olandesi tutte le forze aeree a eccezione di una squadriglia da caccia, per sottrarle all’offesa nemica.
    Indie Olandesi.I giapponesi occupano Amboina nell’arcipelago malese. Si tratta di una delle maggiori basi navali del settore. La guarnigione olandese e australiana è prontamente battuta.
    Birmania.I giapponesi iniziano un robusto attacco contro Moulmein, di cui occupano l’aeroporto.
    31 gennaio
    Filippine.A Luzon, nella penisola di Bataan, i giapponesi attaccano ma sono respinti dall’intenso fuoco di artiglieria. I loro reparti infiltratisi oltre le principali linee difensive americane restano tagliati fuori dai rifornimenti; a notte, incominciano a evacuare la testa di ponte oltre il fiume Pilar. Il comando nipponico manda rinforzi alla testa di sbarco di Quinauan.
    Malesia.Alle 8,15, gli ultimi reparti britannici si ritirano nell’Isola di Singapore e fanno saltare l’argine che la collega alla terraferma. L’isola è divisa in tre settori: nord, sud e ovest, affidati rispettivamente ai generali Heath,Keith Simmons e Bennett, da cui dipendono indiani, inglesi, australiani, canadesi, malesi. I giapponesi occupano la città di Jhore Baru, di fronte all’isola, e iniziano il bombardamento di artiglieria. Obiettivi principali dei bombardamenti terrestri e aerei saranno d’ora in poi i depositi e gli aeroporti, in particolare quello di Kalang.
    Birmania.La guarnigione di Moulmein si ritira oltre il fiume Salween. I giapponesi bombardano da terra e dall’aria Martaban. Una brigata della 19à divisione indiana giunge a Rangoon.
    Africa settentrionale.Violento bombardamento della RAF su Misurata e Tripoli. Le truppe dell’Asse conquistano Barce e proseguono verso Cirene.


    La Gran Bretagna riconosce l’indipendenza e la sovranità dell’Etiopia, di recente liberata dall’occupazione italiana.
    Durante il mese di gennaio, l’aviazione italo-tedesca ha compiuto in media 13 incursioni giornaliere su Malta.



  5. #30
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Febbraio 1942

    1° febbraio
    Norvegia.Il collaborazionista Vidkun Quisling assume la carica di primo ministro.
    Pacifico.Due Task Forces (gruppi tattici autonomi) della marina americana, rispettivamente al comandi del viceammiraglio Halsey e del contramm. Fletcher, e comprendenti 2 portaerei, 5 incrociatori e 10 cacciatorpediniere, attaccano di sorpresa con gli aerei e le artiglierie basi aeronavali giapponesi a Kwajalein, Wotje, Roi, Taroa e Mili nell’arcipelago delle Marshall,e Makin in quello delle Gilbert, arrecando gravi danni agli impianti aeroportuali. Nell’azione restano danneggiate la portaerei Enterprise e l’incrociatore pesante Chester, la prima da un bombardiere suicida.
    Filippine.Un tentativo di sbarco nipponico nella parte meridionale della penisola di Bataan è respinto dalle motosiluranti americane. Parte dei giapponesi, che erano destinati alla testa di sbarco di Punta Quinauan, prende terra ugualmente nella zona di Anyasan.
    Africa settentrionale.Il gen. Ritchie ordina al XIII corpo britannico, che rischia di rimanere accerchiato dagli italo-tedeschi, di ritirarsi sulla linea Gazala-Bir Acheim. La 4à divisione indiana, che dipende operativamente dal XIII corpo, ripiega su Derna. Conquistata Cirene, Rommel punta su Derna.
    Fronte sovietico.Nel settore nieridionale, i sovietici rafforzano le loro truppe in Crimea, ma i tentativi di liberare Sebastopoli si scontrano contro la sempre più decisa resistenza tedesca. Anche i tentativi di liberare Leningrado e le altre offensive sui vari fronti, che dureranno per tutto febbraio, rimarranno senza alcun esito.
    Malta.Inizia per l’isola un nuovo mese di durissime incursioni aeree.
    2 febbraio
    Filippine.Nella penisola di Bataan, filippini e americani attaccano la testa di ponte nipponica oltre il fiume Pilar. Durante la notte successiva, il nemico si ritira oltre il fiume.E' invece impossibile liquidare la testa di sbarco giapponese di Punta Quinauan, mentre i difensori fanno qualche progresso nel settore di Anyasan.
    Africa Settentrionale.Rommel, superata Barce e ripresa Cirene, si avvia verso Derna. Il gen. Auchinleck ordina all’8à armata britannica di tenere a tutti i costi la piazzaforte di Tobruk, che potrà servire da base di rifornimento per future offensive.
    3 febbraio
    Filippine.I filippine-americani rioccupano la testa di ponte oltre il fiume Pilar sgomberata dai nipponici la notte prima.
    Indie Olandesi.I giapponesi iniziano gli attacchi aerei che preludono all’invasione di Giava. I loro bombardieri, decollati da Kendari(CeIebes), colpiscono duramente le basi di Surabaya,Madionen e Malang, danneggiando gli impianti portuali e distruggendo al suolo tutta l’aviazione olandese di stanza a Giava.
    Nuova Guinea.Inizio dei bombardamenti nipponici su Port Moresby, difesa da una piccola guarnigione australiana.
    Birmania.Chiang Kai-shek invia la la sua 5à armata e il resto della 6à armata a rafforzare i presidi britannici.
    4 febbraio
    Filippine.Ancora combattimenti nella penisola di Bataan. I difensori riescono a ridurre la testa di sbarco nipponica di Punta Quinauan.
    Giava.Nello stretto dì Madura una squadra navale olandese-americana, formata da 4 incrociatori e 7 cacciatorpediniere al comando del contrammiraglio olandese Karel W. Doorman, attraversa lo stretto per attaccare le forze di sbarco nipponiche nel Borneo, davanti a Balikpa-pan, ma è scoperta e attaccata da bombardieri nemici. Deve abbandonare la missione. L’incrociatore pesante Houston e l’incrociatore leggero Marblehead, americani,sono seriamente danneggiati.
    Amboina.La piccola guarnigione che ha tentato di opporsi all’invasione nipponica è costretta alla resa.
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi riprendono Derna. Il XIII corpo britannico si attesta sulla linea EI Gazala-Bir Acheim. Le forze dell’Asse sono presso la linea Tmimi-El Mechili.
    Sicilia.Aerei inglesi effettuano un’incursione su Palermo e dintorni.
    5 febbraio
    Filippine.A Bataan, i difensori riescono a respingere fin sulla spiaggia i nipponici sbarcati a Punta Quinauan. Sul resto del fronte, pausa.
    Singapore.Un convoglio porta nell’isola il resto della 18à divisione britannica e altri rinforzi indiani. La nave più lenta del convoglio, la Empress of Asia, è affondata da aerei nipponici;ingente il numero dei morti. Violenti attacchi aerei sui depositi portuali della piazzaforte.
    Africa settentrionale.I britannici che presidiano Ei Mechili, a sud-ovest di Derna, devono ritirarsi per non restare accerchiati. Sulla costa, gli italo-tedeschi conquistano Tmimi, poco distante da Gazala.
    6 febbraio
    Filippine.Rinforzi giapponesi sbarcano nel Golfo di Lingayen a Luzon. Iniziano i bombardamenti di artiglieria nipponici sulle isole fortificate nel Golfo di Manila.
    Indie Olandesi.I nipponici si impadroniscono di Samarinda, presso la costa orientale del Borneo a nord di Balikpapan.


    Il Gran Mufti' di Gerusalemme è a Roma e conferisce con Mussolini, che si atteggia a grande paladino della causa araba.
    7 febbraio
    Filippine.Nella penisola di Bataan, gli americani attaccano con violenza due salienti creati dai nipponici nel settore centrale. Prosegue l’annientamento della testa di sbarco di Punta Quinauan: rinforzi nipponici che tentano di sbarcare nella zona sono respinti dal fuoco delle artiglierie.
    Africa settentrionale.Presa Gazala, Rommel si ferma sulla linea di fortini e campi minati che va da Derna (sulla costa) a Bir Acheim (nell’interno). L’avanzata italo-tedesca qui si arresta: entrambi i contendenti hanno imparato a non allungare troppo le loro linee logistiche.
    Atlantico.Si conclude la prima grande “spedizione di caccia” degli U-Boote tedeschi lungo le coste orientali degli Stati Uniti, iniziata il 7 gennaio.
    8 febbraio
    Filippine.Il gen. Masaharu Homma, comandante delle forze nipponiche a Luzon, ordina un arretramento generale su posizioni migliori. Gli americani tentano l’accerchiamento dei due salienti nemici, mentre completano l’annientamento della testa di sbarco di Punta Quinauan.
    Singapore.Dopo violenti bombardamenti di artiglieria, i giapponesi (reparti della 5à e della 18à divisione) sbarcano alle 20,45 sulla costa nord- occidentale dell’isola. Nonostante la tenace difesa britannica, stabiliscono una robusta testa di sbarco e avanzano verso il campo d’aviazione di Tengah, il più importante dell’isola.
    Nuova Britannia.I giapponesi occupano Gasmata.
    9 febbraio
    Muore in un incidente aereo il ministro degli Armamenti tedesco Fritz Todt, creatore dell’omonima organizzazione addetta ai grandi lavori di fortificazione.


    Si forma a Londra un Consiglio per la guerra nel Pacifico,costituito da rappresentanti inglesi, australiani, neozelandesi e olandesi.
    Africa settentrionale.Aerei italiani bombardano le installazioni navali e aeroportuali di Alessandria d’Egitto.
    Filippine.Nella penisola di Bataan, uno dei salienti giapponesi è annientato dai filippino-americani.
    Singapore.Nonostante i rinforzi inviati dal gen. Percival a contrastarli, i giapponesi raggiungono l’aeroporto di Tengah. 15.000 uomini, che hanno attraversato su chiatte e battelli di gomma il braccio di mare che separa la terraferma malese da Singapore, occupano tutta la parte occidentale dell’isola.
    10 febbraio
    Filippine.Attività dei difensori contro il maggior saliente nipponico nella penisola di Bataan. Nella zona di Anyasan gli invasori sono sottoposti a forte pressione.
    Singapore.I britannici arretrano dalla parte occidentale rafforzando lo schieramento difensivo sulla linea Kranji-Jurong. Sferrano anche un vano contrattacco.
    Indie Olandesi.I giapponesi proseguono la conquista di Borneo e Celebes; su quest’ultima isola, sbarcano in forze a Makassar.
    Birmania.Le truppe indiane che difendevano la linea del fiume Salween presso Martaban cedono sotto la spinta nipponica, abbandonano Martaban e si ritirano combattendo su Thaton.
    11 febbraio
    Filippine.Nella penisola di Bataan gli americani compiono ulteriori progressi contro il saliente maggiore dei nipponici, ma questi sfuggono all’accerchiamento e si ritirano verso nord.
    Singapore.Nuovi progressi dei nipponici. Il gen. Tomoyuki Yamashita fa lanciare sulla città volantini con l’intimazione di resa. Gli inglesi la ignorano.
    Birmania.Progressi nipponici oltre il fiume Salween.


    Salazar, capo del governo portoghese, e Franco, caudillo di Spagna, si incontrano a Siviglia e riaffermano la neutralità dei rispettivi paesi.
    12 febbraio
    Filippine.Si seguita a combattere nella penisola di Bataan, ma le posizioni dei contendenti restano immutate.
    Singapore.I giapponesi attaccano ripetutamente e con energia. A sera, i britannici sguarniscono le difese costiere orientali e sud-orientali per rafforzare il perimetro difensivo di Singapore città. La situazione dei rifornimenti si va facendo critica.
    La Manica.Gli incr. da battaglia tedeschi Scharnhorst e Gneisenau e l’incrociatore pesante Prinz Eugen, con 13 motosiluranti e 5 CT e sotto forte copertura aerea forzano la Manica, presidiata dalla Home Fleet. Uscite da Brest, le unità sono attaccate da aerei e navi inglesi. Indenni, puntano verso la Germania. Nel tentativo di impedire la beffa, gli inglesi perdono 15 bombardieri e 17 caccia, contro una motosilurante e 17 caccia tedeschi. L’impresa riesce, ma Scharnhorst e Gneisenau sono danneggiati da mine: il secondo non rientrerà più in linea.
    13 febbraio
    Filippine.Nella penisola di Bataan, eliminato il maggior saliente nipponico, gli americani attaccano il minore. Nel settore meridionale, i nipponici insediatisi nella zona di Silaiim, presso Anyasan, sono annientati.
    Singapore.Il perimetro difensivo dei britannici si restringe sotto l’incessante pressione nemica. A sera, tutte le navi lasciano il porto. I cannoni costieri da 381 mm, che avrebbero dovuto rendere inespugnabile la piazzaforte, sono distrutti senza che abbiano sparato un solo colpo.
    Indie Olandesi.I giapponesi occupano Bandjermasin, punto chiave del Borneo sud-orientale.
    14 febbraio
    Filippine.Nella penisola di Bataan, i filippino-americani riducono ulteriormente il saliente nipponico. Tra i difensori incominciano a manifestarsi letali malattie dovute alla denutrizione e alle pessime condizioni igieniche.
    Singapore.I giapponesi seguitano ad attaccare principalmente nel settore occidentale dell’isola. I rifornimenti di acqua, viveri e munizioni scemano rapidamente.
    Indie Olandesi.Sbarco nipponico di paracadutisti a Palembang (Sumatra). L’esigua guarnigione olandese-britannica deve battere in ritirata. Una Task Force alleata cerca di impegnare le navi nemiche nello Stretto di Bangka, ma pesantemente attaccata da bombardieri nipponici deve invertire la rotta.
    Malta.Continua il bombardamento dell’isola da parte degli aerei dell’Asse: è oggi la volta di formazioni tedesche che battono senza tregua basi aeree e navali.
    15 febbraio
    Singapore.Distrutto l’impianto idrico della città, gli inglesi non possono far altro che arrendersi. Alle 19,50 il gen. Percival firma l’atto di resa della città e della guarnigione al gen. Tomoyuki Yamashita. La resa, incondizionata, ha effetto immediato.
    I nipponici catturano circa 70.000 uomini fra inglesi, indiani e australiani. La conquista della ricca penisola malese e della piazzaforte che era chiamata “la Gibilterra dell’Estremo Oriente” è costata loro 10.000 uomini tra morti, feriti e dispersi.
    Filippine.Situazione stazionaria a Luzon, con lieve prevalenza americana.
    Indie Olandesi.Al seguito dei paracadutisti, una flotta di invasione nipponica giunge a Muntok e Palembang (Sumatra) e sbarca cospicui rinforzi, nonostante gli attacchi aerei anglo-olandesi. Gli Alleati devono ritirarsi senza aver completato la demolizione delle raffinerie di petrolio.
    Da Darwin, in Australia, salpa un convoglio alleato con rinforzi per Koepang nell’Isola di Timor. Scopo della missione è l’occupazione dell’aeroporto di Penfoie, l’unico dell’Isola di Timor da cui l’aviazione possa esser messa in grado di operare contro i nipponici a Giava.
    Birmania.Le truppe indiane abbandonano Thaton e incominciano a ritirarsi dietro il fiume Bilin, incalzate dai nipponici.
    16 febbraio
    Filippine.Fronte stazionario. I nipponici tagliano presso Cavite l’acquedotto che rifornisce l’isola fortificata di Carabao. Gli americani rimedieranno installando un impianto di dessalazione dell’acqua di mare.
    Indie Olandesi.Aerei e aviatori britannici sgombrano Sumatra passando a Giava. Il convoglio alleato diretto a Timor deve invertire la rotta a causa dei pesanti attacchi aerei nipponici.
    17 febbraio
    Pacifico.Gli americani sbarcano un battaglione di Seabees (api marine), civili militarizzati, a Bora Bora (Isole della Società) per costruirvi e attrezzarvi un aeroporto.
    Filippine.Situazione invariata nella penisola di Bataan, dove i nipponici seguitano a ripiegare su posizioni più favorevoli.
    Africa settentrionale.Il gen. Auchinleck riceve l’ordine di inviare due divisioni in Estremo Oriente. La 70à divisione britannica partirà, la 9à australiana resterà invece in Africa.
    Aerei italiani e tedeschi bombardano la piazza di Tobruk e un campo di aviazione nei pressi di Marsa Matruh.
    Sicilia.Incursione aerea inglese nella zona di Castelvetrano in provincia di Trapani.
    Germania.Convocato al quartier generale del Fuhrer a Rastenburg, nella Prussia orientale, Rommel chiede rinforzi a Hitler cercando di convincerlo dell’importanza del fronte africano nell’economia della guerra. Ma il Fùhrer è ora concentrato sul fronte russo e non intende disperdere le sue forze: Rommel otterrà solamente la XV brigata paracadutisti che gli invierà dalla Grecia il generale Hermann Ramcke.
    18 febbraio
    *****
    19 febbraio
    Indie Olandesi.I giapponesi invadono l’Isola di Bali, a est di Giava. Quest’ultima è cosi completamente isolata. Inglesi e olandesi distruggono ponti e installazioni militari. La sera ha inizio (e durerà fino al giorno successivo) uno scontro navale nello Stretto di Lombok fra le navi di scorta al convoglio nipponico che trasporta le fanterie e una squadra alleata al comando del contramm.Karel Doorman, olandese. Un cacciatorpediniere olandese è affondato, 2 incrociatori olandesi e 1 cacciatorpediniere americano sono danneggiati. Da parte nipponica,1 cacciatorpediniere danneggiato.
    Birmania.I giapponesi varcano il fiume Bilin presso l’omonima città e premono con manovra aggirante sul fianco della 17à divisione indiana, che è costretta a ripiegare.
    Mandalay è bombardata.


    Aerei partiti dalla portaerei dell’amm. Nagumo (l’uomo di Pearl Harbor) bombardano con grande efficacia Darwin, nell’Australia settentrionale, distruggono le installazioni portuali e affondano 12 navi da guerra, tra cui il cacciatorpediniere statunitense Peary.
    19-23 febbraio
    Africa settentrionale.Le pessime condizioni meteorologiche non consentono azioni di rilievo e impediscono soprattutto l’intervento dell’aviazione.
    Malta.Continua invece senza sosta il martellamento di Malta dove con immutata frequenza vengono attaccate le installazioni portuali e gli aeroporti.
    20 febbraio
    Il governo USA concede all’URSS un prestito di 1 miliardo di dollari.
    Filippine.A Luzon, nella Baia di Manila, l’artiglieria giapponese tempesta di proiettili le isole fortificate, tra cui Corregidor. Un sommergibile USA imbarca il presidente filippino Quezon.
    Indie Olandesi.I giapponesi invadono Timor, da un mese presidiata da una piccola guarnigione alleata. L’Australia è ora direttamente minacciata.
    Pacifico.Una Task Force americana formata dalla portaerei Lexington, da incrociatori e cacciatorpediniere, fa rotta su Rabaul (Nuova Britannia) per scacciare i nipponici, ma deve desistere dalla missione a causa dei durissimi attacchi aerei nemici. I giapponesi sacrificano molti aerei per respingere la minaccia, e devono rimandare per qualche tempo ancora le previste operazioni contro la Nuova Guinea.
    21 febbraio
    Birmania.La 17à divisione indiana si ritira su Mokpalin sotto l’incalzare del nemico.
    Filippine.I nipponici consolidano il loro schieramento difensivo, ritirando le truppe ancora avanzate nella zona di Balanga.
    22 febbraio
    Il generale di squadra aerea A.T. Harris assume il comando del Bomber Command, i bombardieri strategici della RAF.


    Il presidente Roosevelt ordina al gen. MacArthur di lasciare le Filippine e di trasferirsi in Australia.
    Birmania.I nipponici sferrano un violento attacco contro reparti della 17à divisione indiana nella zona di Mokpalin, presso un passaggio obbligato, un ponte sul fiume Sittang.
    23 febbraio
    Isole Bismarck.Sei B-17 americani decollati da una base australiana bombardano per la prima volta Rabaul, nella Nuova Britannia.
    Indie Olandesi.Il bollettino giapponese annuncia che è stata completata la conquista dell’Isola di Amboina. I comandi alleati lasciano Giava.
    Birmania.Violenti scontri intorno alla testa di ponte nipponica sul fiume Sittang. Gli indiani fanno saltare l’unico ponte della zona anche se molti loro reparti sono ancora dall’altra parte del fiume.
    Africa settentrionale.Il gen. Auchinleck emana nuove direttive sulla condotta delle operazioni: in linea di massima, in caso di nuove offensive italo-tedesche, le truppe britanniche non dovranno tentare controffensive, ma limitarsi a ritardare il più possibile l’avanzata nemica.
    24 febbraio
    Fronte sovietico.Nel corso di una dura battaglia sul fronte settentrionale, i sovietici circondano il Il corpo d’armata della 16à armata tedesca a sud-est di Staraja Russa. Nel settore centrale i tedeschi contengono la pressione sovietica su Smolensk; in quello meridionale oppongono una ferma resistenza al nemico che cerca di sfociare nella grande ansa del Dnepr.
    Wake.Una Task Force americana al comando del viceamm. W.F. Halsey e formata dalla portaerei Enterprise, 2 incrociatori e 7 cacciatorpediniere, bombarda dal mare e dal cielo le installazioni nipponiche dell’isola.
    Indie Olandesi.Prosegue l’evacuazione di Giava.
    25 febbraio
    Indie Olandesi.Viene sciolto il comando unificato ABDA. Il gen. Wavell lascia Giava, a difendere la quale restano soltanto gli olandesi.
    Birmania.I giapponesi si infiltrano in un varco scoperto tra Nyaunglebin e Pegu, minacciando la ferrovia Rangoon-Mandalay.
    Africa settentrionale.Incursioni aeree notturne inglesi su Bengasi e Tripoli provocano danni limitati.
    Malta.Bombardieni dell’Asse colpiscono la base navale della Valletta e gli aeroporti di Hal Far e Luka.
    26 febbraio
    Filippine.Forze anfibie nipponiche lasciano Olongapo, nell’Isola di Luzon, dirette all’Isola di Mindoro.
    Oceano Indiano.La nave appoggio idrovolanti americana Langley, diretta a Giava, è affondata con 32 aerei dall’aviazione nipponica.
    Birmania.Le opposte forze ingaggiano violenti scontri nella zona di Waw, a nord-est di Pegu, mentre prosegue l’infiltrazione dei nipponici a ovest del fiume Sittang.
    Africa settentrionale.Il XIII corpo britannico è posto a difesa della linea Ei Gazala-Bir Acheim; il XXX corpo prepara apprestamenti difensivi lungo la frontiera egiziana e nell’oasi di Giarabub. Per il secondo giorno consecutivo, aerei britannici bombardano con efficacia Tripoli e Bengasi.
    27 febbraio
    Filippine.I giapponesi salpati da Luzon sbarcano sulla costa nord-orientale dell’isola di Mindoro, occupando un aeroporto. L’isola è pressoché del tutto sguarnita e gli invasori hanno buon gioco.
    Mar di Giava.Grande battaglia navale che si risolve trionfalmente per i nipponici. Una Task Force alleata al comando dell’ammiraglio olandese Karel Doorman e formata da 5 incrociatori e 11 cacciatorpediniere affronta presso Surabaya le unità nipponiche di scorta al convoglio che trasporta le truppe d’invasione destinate a Giava. 2 incrociatori olandesi, il De Ruyter e lo Java, 2 cacciatorpediniere britannici e uno olandese sono affondati: 1 incrociatore inglese, l’Exeter, e l’americano Houston sono danneggiati. Doorman muore in battaglia. Le perdite nipponiche sono trascurabili.
    28 febbraio
    Mar di Giava.Solo 4 cacciatorpediniere americani riescono a fuggire dal Mar di Giava. I giapponesi sbarcano a Giava, sulla costa settentrionale, non lontano da Batavia. Le forze d’invasione sono costituite dalla 16à armata. Grazie alla grande vittoria navale conseguita, i giapponesi possono sbarcare indisturbati. Anche la strada delle isole della Sonda è ormai spalancata davanti a loro. Le unità alleate sfuggite alla battaglia del Mar di Giava fanno rotta per lo Stretto della Sonda.
    Birmania.Le truppe britanniche ripiegano su Pegu.E' il preludio alla ritirata generale.



  6. #31
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Marzo 1942

    1° marzo
    Malta.Il mese che inizia non porta novità all’infelice isola: continua infatti il martellamento delle sue basi da parte degli aerei dell’Asse.
    Africa settentrionale.Tripoli continua ad essere l’obiettivo preferito dell’aviazione inglese che durante la notte compie una nuova incursione.
    Indie Olandesi.Avendo eliminato la flotta nemica e distrutto ai suolo quasi tutti gli aerei olandesi e britannici, i giapponesi procedono con grande rapidità nell’occupazione di Giava. Dai porti dell’isola tutte le unità alleate presenti salpano per riparare in Australia. Nello Stretto della Sonda queste unità, e le residue della squadra comandata da Doorman, sono affrontate da superiori forze nipponiche. Gli incrociatori Houston (americano) e Perth (australiano),2 cacciatorpediniere americani e una nave cisterna sono affondati dai cannoni e dai siluri nipponici.E' affondato anche l’Exeter, massimo avversario della Graf Spee nel 1939. Vanno perduti anche 1 cacciatorpediniere inglese e 1 olandese. I nipponici perdono solamente 4 navi trasporto.
    Altri sbarchi nipponici a Giava.
    Birmania.Una divisione birmana riconquista il centro di Nyaunglebin, sulla strada Rangoon-Mandalay. La 5à armata cinese si concentra nella zona di Toungoo. La 17à divisione indiana, già ritiratasi da Waw, viene rinviata in questa località. Il gen. Wavell ordina di intensificare gli sforzi difensivi, in attesa dell’arrivo di adeguati rinforzi.
    Fronte sovietico.Il fronte si stabilizza, in ogni settore. I tedeschi restano incapaci di liberare dall’accerchiamento il Il corpo d’armata della 16à armata, isolato a sud-est di Staraja Russa, ma riescono a ritirare le loro truppe dal saliente a sud-ovest di Kaluga e a contenere gli attacchi sovietici nel settore meridionale, attacchi che si sono estesi alla regione a est di Charkov.
    Il gen. Halder riepiloga le perdite tedesche sul fronte sovietico: 1.500.636 uomini (il 31% degli effettivi), di cui 202.257 morti, 725.642 feriti, 112.617 gravemente congelati, 46.511 dispersi.I rimanenti 413.609 sono prigionieri del nemico. Le cifre dell’OKH, diramate il 16 marzo, saranno assai inferiori.
    2 marzo
    Birmania.I giapponesi seguitano a infiltrarsi tra la 1à divisione birmana e la 17à indiana e aggirando Pegu. convergono in direzione sud-ovest verso Rangoon.
    Indie Olandesi.I giapponesi proseguono nell’occupazione di Giava. I loro bollettini annunciano la conquista della capitale Batavia, da cui il governo delle Indie Olandesi si è trasferito a Bandoeng.
    Nuova Guinea.Incominciano massicce incursioni aeree nipponiche in preparazione dell’invasione.
    Sicilia.Duplice, pesante incursione aerea inglese su Palermo: risultano colpiti, secondo fonti italiane, “fabbricati civili nel centro della città e danneggiate, nel porto, alcune navi mercantili delle quali una affondata...”.
    3 marzo
    Birmania.Proseguono i combattimenti nella zona di Waw-Pyinbon, a nord-est di Pegu. Una nuova brigata britannica giunge a rafforzare le difese di Rangoon.
    Australia.Aerei nipponici compiono un incursione su Broome, dove sono concentrati molti profughi da Giava. Distruggono al suolo molti aerei alleati.
    Filippine.Un contingente nipponico sbarca a Zamboanga nell’Isola di Mindanao.
    Africa settentrionale.L’aviazione italo-tedesca bombarda impianti nemici nella zona di Tobruk mentre si registra una nuova incursione aerea inglese su Bengasi.
    Malta.Successive incursioni aeree tedesche nel porto della Valletta: secondo fonti dell’Asse sarebbe stato colpito un incrociatore inglese.
    4 marzo
    Filippine.In previsione della sua partenza, MacArthur riorganizza le forze che difendono le isole. Il gen. Sharp mantiene il comando della guarnigione di Mindanao, il gen. Chynoweth assume quello delle forze delle Filippine centrali. Le truppe di Corregidor e delle altre isole fortificate nella Baia di Manila saranno agli ordini del gen. Moore, mentre quelle di Luzon saranno raggruppate sotto il comando di un generale non ancora designato.
    Indie Olandesi.Gli olandesi combattono una battaglia già perduta per difendere Giava, di cui distruggono comunque tutte le installazioni che possono essere utili agli invasori nipponici.
    Cina.Il gen. Stilwell stabilisce a Chungking il comando delle forze americane operanti in Cina, Birmania e India.
    5 marzo
    Indie Olandesi.Proseguono i combattimenti a Giava. Gli olandesi ammettono l’evacuazione di Batavia.
    Nuova Britannia.Un convoglio nipponico salpa da Rabaul alla volta del Golfo di Huon in Nuova Guinea, trasportando truppe d’invasione.
    Birmania.Il gen. Harold R.L.G. Alexander arriva a Rangoon e assume il comando delle truppe in Birmania. Ordina una immediata controffensiva per chiudere il varco tra la 1à divisione birmana e la 17à indiana. I nipponici attaccano Pegu da ovest e riescono a penetrare nella città.
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i sovietici riconquistano Yuchnov, a nord-ovest di Kaluga.
    Africa settentrionale.Aerei della RAF attaccano con violenza le installazioni aeroportuali e marittime di Bengasi.
    6 marzo
    Birmania.La LXIII brigata della 17à divisione indiana compie uno sterile tentativo di sbloccare la strada Rangoon-Pegu, bloccata dai nipponici, e di liberare la guarnigione di Pegu, rimasta isolata. Il gen. Alexander ordina, data la gravità della situazione, che Rangoon venga evacuata.
    Malta.In un ennesimo attacco aereo dell’Asse, alla Valletta risultano danneggiati alcuni sommergibili attraccali alle banchine del porto.
    7 marzo
    Indie Olandesi.Si compie il destino di Giava; la conquista nipponica è virtualmente completa. Tutti gli aerei da caccia alleati sono stati distrutti.
    Cessano le comunicazioni radio con Bandoeng. I governanti olandesi sono già fuggiti in Australia. I presidi, comandati dal gen. ter Poorten, si arrendono ai nipponici.
    Nuova Guinea.Nella notte sull’8, il convoglio nipponico d’invasione arriva nel Golfo di Huon e, coperto dai fuoco delle unità di scorta, sbarca i primi contingenti di truppe a Salamaua e Lae, senza incontrare opposizione.
    Birmania.I britannici evacuano Rangoon e si ritirano verso il Nord del paese. D’ora in poi, dovranno essere riforniti per via aerea. La guarnigione di Pegu, rimasta isolata, riceve l’ordine di sganciarsi e filtrare verso nord.
    8 marzo
    Birmania.I giapponesi entrano a Rangoon. Fanti indiani appoggiati da carri armati e artiglieria rompono il blocco posto dai nipponici sulla strada Rangoon-Prome, lungo la quale si stanno ritirando i britannici.
    Africa settentrionale.Data la grave situazione dei rifornimenti a Malta, il gen. Auchinleck ordina a Ritchie di impegnare al massimo l’aviazione dell’Asse, in modo da poter inviare all’isola un convoglio di rifornimenti in condizioni di maggior sicurezza.
    Germania.Incursione aerea inglese su Essen, capoluogo della Renania settentrionale.E' la prima di una lunga serie di bombardamenti notturni che ridurranno la città ad un ammasso di rovine: per l’occasione viene adottata una tecnica di attacco del tutto medita con l’impiego di aerei-guida che lanciano razzi illuminanti. Seguono altri aerei che sganciando bombe incendiarie indicano gli obiettivi ai bombardieri.
    9 marzo
    Indie Olandesi.Gli ultimi reparti olandesi che ancora combattevano a Giava si arrendono ai giapponesi.
    Tutte le Indie Olandesi sono ora sotto controllo nipponico. Un cardine della “barriera malese” è stato infranto e l’Australia è più che mai in pericolo.
    Filippine.MacArthur annuncia che il gen. Masaharu Homma è stato sostituito nel comando in capo delle forze nipponiche delle Filippine dal gen. Yamashita, l’abile ed energico conquistatore della Malesia e di Singapore che, a imitazione di Rommel, si è guadagnato il nomignolo di “volpe dell’Estremo Oriente”. In realtà Yamashita è stato solo affiancato a Homma.
    Nuova Guinea.Aerei americani attaccano un convoglio di truppe nipponiche nel Golfo di Huon. L’aviazione giapponese prosegue le sue incursioni contro le posizioni australiane e britanniche nell’isola.
    10 marzo
    Nuova Guinea.Nuovo sbarco nipponico a Finschhafen. 104 aerei americani decollati dalle portaerei Lexington e Yorktown bombardano Lae e Salamaua danneggiando il naviglio e i campi d’aviazione giapponesi. Dal canto loro, aerei nipponici provenienti da Rabaul in Nuova Britannia compiono incursioni “di neutralizzazione” sul capoluogo della Nuova Guinea, Port Moresby.


    Il governo USA dichiara che i benefici della legge “Affitti e prestiti” possono essere estesi all’iran.


    Sbarco nipponico a Buka nelle Isole Salomone.
    11 marzo
    Filippine.Il gen. Douglas MacArthur con i familiari e il contramm. F.W. Rockwell, oltre a membri dello Stato Maggiore, lasciano Luzon a bordo di 4 motosiluranti alla volta di Mindanao. Commosso ma pieno di determinazione, il comandante del Sud Pacifico promette: “Ritornerò!”.
    Birmania.Le truppe alleate assumono uno schieramento difensivo per impedire ai nipponici l’accesso alla parte settentrionale del paese. La 17à divisione indiana è disposta presso Tharrawaddy, nella valle dell’Irrawaddy. La 1à divisione birmana si schiera nell’alta valle del Sittang. Il generale americano Stilwell è posto a capo della 5à e 6à armata cinesi: la 5à deve concentrarsi a Mandalay, la 6à presidia gli stati Shan. Una divisione cinese, inoltre, è schierata nella zona di Toungoo.
    12 marzo
    Nuova Caledonia.17.500 americani al comando del gen. Patch sbarcano a Nouméa per prcsidiare le isole e installarvi basi.
    Isole Andamane.Viene ritirata la guarnigione britannica della locale base per idrovolanti, divenuta indifendibile dopo la caduta di Rangoon.
    Birmania.Il quartier generale alleato si insedia a Maymyo.
    Malta. Aerei dell’Asse bombardano gli aeroporti di Micabba, Ta Venezia e Hal Far.


    Poiché il fronte sovietico assorbe una parte sempre maggiore della Luftwaffe, la RAF acquista gradualmente il predominio in Occidente.
    Dal principio di marzo essa avvia una sistematica offensiva contro centri industriali e basi di sommergibili in Germania, nella Francia occupata e in Italia.
    13 marzo
    Nuova Guinea.Avendo ormai consolidato le loro posizioni nella zona di Lae e Salaniaua, i nipponici sostituiscono le loro fanterie con personale della marina.
    Isole Salomone.Si completa la conquista di Buka e altre isole nella parte settentrionale dell’arcipelago. Lo sbarco è protetto dalla 4à Flotta nipponica salpata da Rabaul, nella Nuova Britannia.
    India.Reparti dell’aviazione USA, originariamente diretti a Giava, giungono a Karaci.
    14 marzo

    Africa settentrionale.Nuovo pesante bombardamento inglese contro Bengasi.
    Malta.Si ripetono le incursioni aeree degli italo-tedeschi contro gli aeroporti di Ta Venezia e Hal Far.
    Filippine.Il gen. MacArthur e il suo seguito giungono a Mindanao.
    USA.Il Comitato dei Capi di Stato Maggiore Riuniti decide di mantenere una posizione difensiva nel teatro del Pacifico e di procedere ali’ammassamento di forze americane in Gran Bretagna in vista dell’apertura di un secondo fronte contro l’Asse in Europa.
    15 marzo
    Filippine.Nalla Baia di Manila viene rinforzata l’artiglieria nipponica che martella quotidianamente le isole fortificate. Il fuoco resterà intensissimo fino al 21 marzo.
    Birmania.Essendosi manifestati conflitti di competenza, viene ufficialmente notificato al generale americano Stilwell che il comando in capo delle operazioni in Birmania spetta al generale britannico Wavell, comandante supremo delle forze alleate per l’india.
    16 marzo
    Fronte sovietico.Benché i loro vasti perimetri difensivi "a istrice" abbiano retto abbastanza bene alla costante pressione sovietica, i tedeschi hanno subito dal principio dell’anno un arretramento di quasi tutta la loro linea.I progressi maggiori i sovietici li hanno conseguiti a cavallo tra il settore settentrionale e quello centrale, nella zona di Kalinin, di Kaluga e a sud del Lago llmen, dove tengono chiuse nelle sacche di Demjansk e di Cholm ingenti forze tedesche, e nel settore meridionale davanti a lzum. Da Leningrado, il fronte ora corre a Novgorod, Staraja Russa e Velikije Luki (questo settore è presidiato dallo Heeresgruppe Nord, con la 18à e la 16à armata).
    Da Velikije Luki, nei settore dello Heeresgruppe Centro, la linea del fronte è molto sinuosa, a causa dei salienti sovietici e dei controsalienti tedeschi: scende a Nevel, piega a est verso Veliz (presso Vitebsk), Demidov, Dorogobuz quindi risale verso nord col saliente di Vjazma e Rzev; infine piega a sud-sudest passando per Kirov e a nord di Brjansk e Orél.
    Nel settore operano la 3à armata corazzata, la 9à armata, la 4à corazzata, la 2à corazzata. Lo Heeresgruppe Sud, il cui fronte si estende da Orel al Caucaso imperniandosi su Kursk, Charkov, Dnepropetrovsk, Stalino, Taganrog e il centro del Caucaso, comprende la 2à e la 6à armata, il Gruppo di armate Kleist e quello Manstein, e l’11à armata, impegnata in Crimea.
    Secondo le statistiche dell’OKH, dal gennaio a metà marzo i tedeschi hanno perduto sul fronte orientale circa 240.000 uomini, di cui 52.000 morti e 15.000 dispersi. Dal 22 giugno 1941 la Wehrmacht ha perso oltre 1 milione di uomini. (Le cifre del gen. Halder, riportate alla data del 1° marzo, parlano di oltre 1,5 milioni.)
    Le perdite sovietiche, le cui cifre sono molto discusse, sono presumibilmente alquanto più elevate.
    17 marzo
    Per ordine del presidente Roosevelt, MacArthur si trasferisce in volo da Mindanao a Darwin, in Australia, dove assumerà il comando supremo delle forze alleate nel Pacifico sud- occidentale. I limiti territoriali del suo comando devono però essere ancora definiti. Comunque, d’accordo con i governi alleati, gli Stati Uniti si assumono la responsabilità della difesa strategica dell’intero Oceano Pacifico.
    Malta.Continua ininterrotto il martellarnento aereo dell’Asse. Durante il mese, di 25.000 tonnellate di rifornimenti destinati all’isola, solo 5000 arriveranno a destinazione.
    18 marzo
    Nuove Ebridi.Fanti e genieri americani giungono a Efate per costruirvi un aeroporto.
    19 marzo
    Birmania.Il generale britannico William J. Slim arriva in Birmania e assume il comando delle truppe britanniche, riunite nel I corpo d’armata di Birmania. Nella valle del Sittang, i giapponesi avanzano su Toungoo, contrastati dalla 200à divisione cinese.
    Fronte sovietico.Continua la pressione dei russi nel settore centrale e meridionale. In quello settentrionale, lo Heeresgruppe Nord sferra un energica controffensiva per liberare dalI'accerchiamento il Il corpo d’armata della 16à armata nella zona di Cholm-Staraja Russa.
    Malta.Violente azioni di bomhardamento dei campi di Ta Venezia e Hal Far. Alcuni velivoli inglesi sono distrutti al suolo.
    20 marzo
    Filippine.Il gen. Wainwright è posto al comando di tutte le forze americane nelle Filippine.
    Africa settentrionale.Per distogliere il maggior numero possibile di aerei dell’Asse da un convoglio di rifornimenti diretto a Malta, ormai in situazione critica, la RAF attacca campi d’aviazione nelle zone di Derna e Bengasi.
    21 marzo
    Filippine.Il gen. Wainwright fissa il proprio quartier generale nell’isola fortificata di Corregidor. Suo capo di S.M. è il gen. Beebe, mentre il gen. E.P. King assume il comando delle forze americane e filippine dell’Isola di Luzon.
    Birmania.La 1à divisione birmana si sposta sul fronte dell’lrrawaddy, lasciando scoperto un vasto settore a sud di Toungoo. La difesa di questa città e della linea Toungoo-Prome è assunta dalla 5à armata cinese, in collaborazione coi britannici. Gli attacchi aerei nipponici sugli aeroporti riducono il già esiguo numero di velivoli alleati che difendono la regione.
    Fronte sovietico.Uscendo da Staraja Russa, nel settore settentrionale a sud del Lago llmen,i tedeschi attaccano con 4 divisioni nel settore di Demjansk. Sono però presto blocati dal disgelo e solo il 21 aprile le 4 divisioni riusciranno a ristabilire i contatti con la loro armata.
    Africa settentrionale.Nonostante gli attacchi diversivi della RAF sugli aeroporti libici, il convoglio inglese per Malta arriva nell’isola decimato e soffre ulteriori danni durante le operazioni di scarico.
    22 marzo
    Birmania.Violenti attacchi aerei nipponici sull’aeroporto di Mangwe costringono gli aerei inglesi e americani a trasferirsi a Loiwing (presso la frontiera cinese) e ad Akyab. In tal modo viene a mancare l'appoggio aereo ravvicinato alle truppe che difendono la Birmania.I cinesi contengono la pressione giapponese nel settore di Toungoo.
    23 marzo
    Isole Andamane.I nipponici occupano le isole, da cui sono state evacuate le guarnigioni britanniche e nepalesi.
    24 marzo
    Filippine.A Luzon, i nipponici danno inizio a una nuova serie di bombardamenti terrestri ed aerei della penisola di Bataan. Aerei di base nell’isola attaccano senza tregua Corregidor,iniziando una serie di bombardamenti anche notturni.
    Birmana.I giapponesi compiono un attacco di sorpresa a nord di Toungoo e mettono in fuga i difensori cinesi e birmani, riuscendo ad accerchiare quasi completamente la città.
    25 marzo
    Birmania.Il I corpo birmano si concentra nella zona Prome-Allanmyo.
    Isole della Societa.Un reggimento di fanteria americano arriva a presidiare Bora Bora.
    26 marzo
    Birmania.I giapponesi conquistano parte della città di Toungoo. Una divisione cinese viene inviata in Soccorso alla 200ò divisione, che ancora si batte nella città e nelle immediate vicinanze.
    27 marzo
    Birmania.La 200à divisione cinese seguita a difendere alcuni quartieri di Toungoo. Sul fronte dell’lrrawaddy, i nipponici ammassano forze a sud di Prome. Gli aerei della RAF, a causa della crescente minaccia nemica, sono ritirati dalla base di Akyab e trasferiti in India.
    28 marzo
    Germania.Durante la notte 234 bombardieri inglesi effettuano un violento attacco contro la città di Lubecca, nello Schleswig-Holstein, sull’estuario della Trave, a 15 km dal Mar Baltico: per l’aviazione inglese è un successo strepitoso, per Hitler un buon pretesto per richiamare dalla Sicilia due gruppi di aerei da bombardamento e ordinare per ritorsione il bombardamento dei centri storici inglesi come Exeter, York, Canterbury, ecc.
    La realtà nuova sta nella ritrovata superiorità aerea della RAF in Europa, dal momento che, come già è stato osservato, il fronte russo assorbe una parte sempre più considerevole della Luftwaffe.
    Filippine.A Luzon, i nipponici si apprestano a sferrare l’offensiva finale contro la penisola di Bataan. Gli incessanti bombardamenti aerei e di artiglieria rendono precaria la situazione dei rifornimenti dei difensori.
    Birmania.Aderendo a una richiesta dei generale americano Stilwell, il gen. Alexander ordina al I corpo birmano di attaccare sul fronte dell’lrrawaddy. Il nemico viene impegnato vigorosamente a Paungde, a sud-est di Prome.
    29 marzo
    Birmania.Allo scopo di alleggerire la pressione nipponica sui cinesi del settore di Toungoo, una forza speciale del I corpo birmano investe e conquista Paungde, ma la sua posizione diventa subito precaria in quanto il nemico si insedia poco a nord di Padigon e sulla riva orientale dell’Irrawaddy a Shwedaung.
    Africa settentrionale.Incursione aerea tedesca su Tobruk.
    Malta.Continuano le azioni dell’aviazione dell’Asse contro le installazioni dell’isola.
    30 marzo
    Birmania.La 200à divisione cinese abbandona Toungoo non potendo più contenere la pressione nemica.
    La forza speciale del I corpo birmano ripiega da Paungde su Prome.
    A sera, i nipponici attaccano la LXIII brigata indiana a Prome e presto la mettono in fuga.Il fianco destro della 17à divisione indiana resta pericolosamente scoperto.


    I Capi di Stato Maggiore Riuniti suddividono il teatro di operazioni del Pacifico in due zone: Zona dell’Oceano Pacifico, al comando dell’amm. C.W. Nimitz, e Zona del Pacifico sud-occidentale, al comando del gen. Douglas MacArthur. Quest’ultima comprende l’Australia, la Nuova Guinea, le Filippine, gli arcipelaghi delle Bismarck e delle Salomone e gran parte delle Indie Olandesi. Si profila un conflitto di competenze che si rifletterà in un dualismo strategico: i “grandi balzi” di Nimitz e la politica di conquista “di isola in isola” perseguita da MacArthur.


    E' istituito a Washington il Consiglio per la guerra nel Pacifico:ne fanno parte rappresentanti di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Nuova Zelanda Olanda e Cina.
    Oceano Indiano.Truppe da sbarco nipponiche si impadroniscono dell'isola Christmas, a sud di Giava.
    Atlantico.Un distaccamento americano arriva nella piccola isola di Ascension, tra l’Africa e l’America meridionale.
    31 marzo
    Birmania.La 200à e la 22à divisione cinesi si ritirano dalla zona di Toungoo verso Pyinmana. Con la perdita di Toungoo, resta aperta ai giapponesi la strada di Mawchi, la cui piccola guarnigione cinese è di li a pochi giorni sopraffatta.
    Oceano Indiano.La Squadra Alleata delle Indie, comandata dall’amrn. inglese sir James Somerville e formata dalle portaerei Indomitable, Formidable e Hermes, da 5 corazzate antiquate, da 8 incrociatori (2 dei quali olandesi) e da 15 cacciatorpediniere, preavvertita di un imminente attacco giapponese, lascia Ceylon e si rifugia in una base segreta nelle Isole Maldive. La squadra nipponica che le dà la caccia, salpata il 26 marzo da Kendari nell’isola di Celebes e comandata dall’amm. Nobutake Kondo (alle cui dipendenze e l’amm. C. Nagumo, l’uomo di Pearl IHarbor), è formata dalle corazzate Kongo, Haruna, Hiei e Kirishima, dalle portaerei Akagi, Soryu, Hiryu, Shokaku e Zuikaku, dagli incrociatori Tone, Chikuma e Abukuma e da 9 cacciatorpediniere.E' nettamente superiore al nemico e decisa a distruggerlo per eliminare una seria minaccia potenziale al fianco occidentale del grande schieramento giapponese.



  7. #32
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Aprile 1942

    1° aprile
    Birmania.Viene ordinato l’immediato ripiegamento del I corpo birmano da Prome alla zona di Allanmyo, a nord di Prome, per evitare che venga accerchiato dai nipponici.
    Nuova Guinea.A cominciare dal 1° e fino al 20 aprile, reparti nipponici provenienti dalle Indie Olandesi sbarcano in molti punti della costa della Nuova Guinea Olandese, da Sorong, all’estremità nord-occidentale dell’isola, a Hollandia, oggi Djajapura.
    Fronte Sovietico.Situazione di stallo lungo l’intero fronte, salvo rinnovati tentativi tedeschi di liberare dalla morsa nemica il II corpo d’armata della 16à armata nella zona di Staraja Russa.
    Malta.Il mese inizia nell’isola con l’affondamento di due sommergibili inglesi da parte di aerosiluranti dell’Asse.
    Nel mese che inizia sotto auspici cosi' poco favorevoli per Malta, gli italo-tedeschi sganceranno sul suo territorio e nelle acque circostanti più di 6700 t di bombe. La difesa dell’isola è affidata a pochi aerei Hurricane e Spitfire che tuttavia rendono la vita difficile ai cacciabombardieri nemici: in aprile riusciranno ad abbatterne ben 37. Ma questo di Malta non è che un aspetto della critica situazione in cui si trovano gli inglesi nel Mediterraneo: essi dispongono di soli 4 incrociatori e di 15 cacciatorpediniere contro 4 corazzate, 9 incrociatori, 55 siluranti e una settantina di sommergibili dell’Asse. La schiacciante superiorità della marina italo-tedesca fa ragionevolmente temere un tentativo di invasione dell’isola da parte di truppe dell’Asse.
    2 aprile
    Londra.Al premier inglese Winston S.Churchill giunge una lettera del presidente americano F.D. Roosevelt in cui si preannuncia l’arrivo nella capitale britannica di Harry Lloyd Hopkins, eminenza grigia del presidente sul piano della politica estera, e del gen. George Marshall, capo di stato maggiore dell’esercito. “Essi vi sottoporranno” scrive Roosevelt “un piano che, spero, sarà accolto con entusiasmo dalla Russia...” Si tratta, in sostanza, del progetto di aprire un secondo fronte in Europa, e precisamente in Francia, cioè nel punto più “caldo” e sensibile per i tedeschi. Il piano, che è stato elaborato da Dwight David Eisenhower, un tenente colonnello americano di 52 anni, fa sue le insistenti sollecitazioni dei sovietici che sperano in questo modo di alleggerire la pressione tedesca su Mosca.
    3 aprile
    Filippine.I giapponesi lanciano la loro grande offensiva nella penisola di Bataan contro truppe ormai sfinite, mal equipaggiate e a corto di viveri. Dopo una preparazione di artiglieria durata 5 ore, alle 15 le fanterie giapponesi vanno all’assalto costringendo americani e filippini a ripiegare.
    Birmania.Il I corpo birmano, in base a ordini ricevuti e non sotto la pressione nemica, si ritira anche dalla zona di Allanmyo. Nella valle del Sittang, il gen. StilwelI schiera le divisioni cinesi a difesa di Pyinmana.
    Malta.Continuano senza sosta le incursioni degli aerei dell’Asse.
    4 aprile
    Filippine.Si rinnova l’attacco giapponese nella penisola di Bataan, preceduto da mitragliamenti aerei e da un fuoco di artiglieria intensissimo che fiacca il morale dei difensori. Al cader della notte, i nipponici si riorganizzano per un nuovo attacco che ha come obiettivo principale il Monte Samat.
    Oceano Indiano.Un ricognitore inglese avvista la squadra dell’amm. Kondo al largo di Colombo e riesce a dare l’allarme al suo comando prima di essere abbattuto dai caccia Zero nipponici.
    Africa settentrionale.Incursioni della RAF su Bengasi e su Derna.
    5 aprile
    Filippine.Nella penisola di Bataan, dopo la consueta preparazione aerea e di artiglieria, i nipponici vanno all’assalto del Monte Samat, presidiato dalla 21à divisione, e lo conquistano, facendo a pezzi i difensori.
    Una forza d’invasione di circa 5000 nipponici salpa dal Golfo di Lingayen, a Luzon, alla volta di Cebu, isola delle Filippine centrali a nord di Mindanao.
    Oceano Indiano.All’alba, 200 aerei nipponici tra bombardieri in quota, bombardieri in picchiata e caccia decollano dalle portaerei 200 miglia a sud di Ceylon. Avvistano 12 aerosiluranti inglesi diretti contro la squadra nipponica e li distruggono, quindi attaccano Colombo, dove ritengono si trovi la squadra dell’amm. Somerville. Non trovano invece alcuna nave in porto, ma distruggono le installazioni. Mentre gli aerei si raggruppano dopo l’azione, viene segnalata da un ricognitore lanciato dall’incr. Tone la presenza di 2 incrociatori inglesi al largo, a sud-ovest di Ceylon. Altri 80 bombardieri in picchiata vengono fatti decollare alla ricerca delle unità nemiche, i due incrociatori pesanti inglesi da 10.000 t Dorsetshire e Cornwall, che sono raggiunti, attaccati e affondati. La squadra nipponica seguita la ricerca della squadra alleata, che l’amm. Somerville decide di disperdere per non esporla all’annientamento. La decisione viene approvata dall’Ammiragliato.
    Malta.Durante un’incursione di aerei tedeschi sul porto della Valletta viene affondato un cacciatorpediniere inglese e altri due sono gravemente danneggiati.
    6 aprile
    Filippine.Proseguono i combattimenti nella penisola di Bataan. Americani e filippini effettuano qualche sterile contrattacco, ma sono respinti dai nipponici, sempre ottimamente appoggiati dall’aviazione e dall’artiglieria.La giornata si chiude con qualche ulteriore arretramento dei difensori nella zona di San Vicente.
    Birmania.I nipponici sbarcano rinforzi a Rangoon.Chiang Kai-shek visita il fronte e raccomanda che venga difesa a oltranza la regione degli Shan, alle spalle della frontiera cinese. La 96à e la 200à divisione cinesi sono in posizione per difendere Pyinmana, nella valle del Sittang e all’incirca a metà strada fra Rangoon e Mandalay.
    Isole dell’Ammiragliato.Un piccolo contingente nipponico proveniente da Truk sbarca a Lorengau, all’estremità nord-est dell’Isola Manus. Le isole dell’Ammiragliato fanno parte dell’arcipelago delle Bismarck e si trovano a nord della Nuova Guinea.
    Cosi' i giapponesi seguitano a consolidare sempre più la loro minaccia contro l’Australia.
    Africa settentrionale.Un nuovo attacco aereo inglese su Bengasi e sul campo di aviazione di Derna causa danni non gravi.
    7 aprile
    Filippine.Nella penisola di Bataan, l’avanzata dei nipponici si fa sempre più incalzante. Nel settote orientale le loro divisioni premono oltre il Monte Samat facendo arretrare i difensori fino a Limay. Un’approssimativa linea di difesa si stabilisce da Punta Caibobo, sulla costa occidentale, a Limay su quella orientale.
    Americani e filippini si difendono meglio nel settore occidentale, ritirandosi lentamente da Bagac. Il sommergibile Seadragon evacua dall’Isola di Corregidor piloti e altro personale specializzato.
    8 aprile
    Filippine.Nella penisola di Bataan, il settore orientale del fronte americano si sfascia completamente sotto l’incalzare dei nipponici. Si cerca di improvvisare linee difensive d’emergenza, ma queste vengono travolte.
    Americani e filippini sono in rotta.
    Il gen. King decide la resa delle forze di Luzon e ordina che tutto l’equipaggiamento venga distrutto nella notte successiva. Dei 78.000 uomini che costituivano i due corpi di Luzon, solo 2000 riescono a trasferirsi nell’isola di Corregidor.
    Malta.Nel corso di un’incursione di aerei tedeschi sull’isola viene affondato un cacciatorpediniere inglese.
    9 aprile
    Filippine.A Luzon, alle 3,30, ufficiali inviati dal gen. King si presentano con la bandiera bianca agli avamposti giapponesi per predisporre la resa. Questa, che è incondizionata, ha effetto dalle 12,30. Da allora incomincia il rastrellamento, e poi la terribile marcia dei prigionieri (76.000 uomini di cui 12.000 americani) verso San Fernando. Migliaia di essi moriranno di privazioni e di dissenteria durante il trasferimento divenuto famoso col nome di “marcia della morte”. I nipponici piazzano le loro artiglierie a Cabcaben, sulla costa meridionale della penisola, e aprono il fuoco su Corregidor, investita anche da attacchi aerei, nei quali si era registrata una sosta dalla fine di marzo. La resa di Bataan è approvata successivamente da Roosevelt. Nell’Isola di Cebu, la guarnigione è avvertita dell’approssimarsi delle forze di sbarco nipponiche.
    Birmania.Il I corpo birmano viene schierato su un fronte di circa 60 km fra Minhla e Taungdwingyi, nel bacino dell’Irrawaddy, a difesa dei pozzi petroliferi della zona.
    Oceano Indiano.Aerei nipponici della squadra dell’amm. Kondo attaccano in forze la base di Trincomalee sulla costa orientale dell’isola di Ceylon distruggendo installazioni navali e aeroportuali. Contemporaneamente, una portaerei e un cacciatorpediniere inglesi sono segnalati 70 miglia a sud di Batticaloa, sempre sulla costa orientale dell’isola.
    Poco dopo, la portaerei Hermes (priva dei suoi aerei che si erano levati per attaccare, senza successo, la squadra nipponica) e il cacciatorpediniere Vampire sono raggiunti e colati a picco nel giro di dieci minuti. Viene affondato anche un trasporto da 10.000 t che si trova poco più a nord delle unità britanniche.
    Contemporaneamente, un’altra flotta nipponica (6 incrociatori pesanti e la portaerei leggera Ryujo) agli ordini del viceammiraglio Takeo Kurita, penetra nel Golfo del Bengala e affonda 135.000 t di naviglio mercantile, quasi tutto impiegato nel trasporto di truppe e rifornimenti in Birmania.Le due squadre nipponiche attraverseranno lo Stretto di Malacca e rientreranno indenni alle loro basi.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, i sovietici attaccano con violenza nella zona di Kerc, in Crimea, ma i loro progressi sono irrisori a causa della tenace resistenza tedesca. Nel settore centrale i tedeschi restano sulla difensiva, respingendo le puntate sovietiche; in quello settentrionale avanzano lentamente, contro la forte resistenza sovietica, in direzione delle forze accerchiate nella zona di Cholm-Staraja Russa.
    10 aprile
    Filippine.I giapponesi sbarcano a Cebu e presso Toledo nell’isola di Cebu, presidiata da 6500 americani e filippini. Questi si ritirano nell’entroterra, difendendo i nodi stradali dell’isola.
    Birmania.Pattuglie del I corpo birmano segnalano che i nipponici stanno avanzando verso la linea Minhla- Taungdwingyi.
    Germania.Nella notte sull’ 11, bombardieri dei Bomber Command della RAF sganciano su Essen la prima bomba da 2 tonnellate impiegata dall’aviazione nel conflitto.
    Malta.In successive incursioni, aerei dell’Asse bombardano gli impianti bellici dell’isola, danneggiando, tra l’altro, un cacciatorpediniere alla fonda nel porto della VaIletta.


    A seguito dell’impresa aeronavale nipponica a sud di Ceylon e nel Golfo del Bengala, la Royal Navy abbandona l’Oceano indiano e si rifugia nel Golfo Persico. Churchill chiede agli americani di intraprendere qualche grossa azione nel Pacifico per distogliere dall’Oceano Indiano le forze nipponiche. Queste, sorprendentemente, non sfruttano il successo conseguito e concentrano i loro sforzi sulla Nuova Guinea e le Nuove Ebridi, per completare l’isolamento dell’Australia.


    Data la grave situazione, e per prevenire gli allettamenti della propaganda giapponese, la Gran Bretagna promette l’indipendenza all’india alla fine della guerra.
    11 aprile
    Filippine.A Cebu, i filippino-americani non riescono a contenere i giapponesi, che avanzano da Toledo senza difficoltà verso est.
    Birmania.I giapponesi aprono l’offensiva nel settore centrale della linea difesa dal I corpo birmano.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, in Crimea, i sovietici tentano di sbarcare nuove forze a Evpatoria, ma sono tenacemente contrastati dai tedeschi. Nessuna azione di rilievo nel settore centrale, mentre in quello settentrionale seguitano i lenti progressi dello Heeresgruppe Nord verso la sacca formata nella zona di Cholm-Staraja Russa.
    12 aprile
    Filippine.A Cebu, i difensori si ritirano sulle montagne settentrionali per organizzarvi la guerriglia. Con le loro batterie collocate sulla punta meridionale della penisola di Bataan e a Cavite, i nipponici intensificano il bombardamento di Corregidor, continuamente investita anche dal cielo.
    Birmania.La 38à divisione cinese, già assegnata alla difesa di Mandalay, viene spostata sul fronte dell’lrrawaddy per appoggiare il I corpo birmano nella difesa della linea Minhla-Taungdwingyi. Nella notte sul 13, i giapponesi conquistano Migyaungye, cosi' che il fianco occidentale dell’esercito birmano resta scoperto.
    13 aprile
    Filippine.Cebu è ormai saldamente in mano ai giapponesi. Sporadiche azioni di guerriglia da parte dei difensori.
    Birmania.I giapponesi sfondano al centro della linea difesa dal I corpo birmano e avanzano a nord in direzione dei pozzi petroliferi. I cino-britannici rafforzano le difese di Magwe, di Taunggyi, di Lashio e del confine con la Thailandia. La 66à armata cinese riceve ordine di concentrarsi a sud di Mandalay.
    Malta.Formazioni aeree italo-tedesche attaccano con successo gli aeroporti di Micabba, Hal Far, Luka e Gudia, danneggiando al suolo numerosi velivoli inglesi.
    14 aprile
    Il governo e i capi di Stato Maggiore britannici accettano il piano “Bolero”, proposto dal gen. Marshall, per la preparazione di un secondo fronte contro la Germania.
    Birmania.Viene iniziata dai difensori la distruzione dei pozzi petroliferi di Yenangyaung. I nipponici iniziano l’aggiramento della 55à divisione cinese nella zona di MawchiLoikaw.
    15 aprile
    Birmania.I nipponici seguitano a premere in direzione nord e superano la 1à divisione birmana.
    Londra.I due inviati del presidente americano Roosevelt a Londra, Harry Hopkins e George Marshall, ripartono dalla capitale inglese alla volta di Washington con in tasca l’ancora non ben definito piano “Bolero” per l’apertura di un secondo fronte in Europa.
    16-18 aprile
    Africa settentrionale.In Cirenaica violente tempeste di sabbia ostacolano qualsiasi attività militare e in particolare quella aerea.
    16 aprile
    Filippine.Il gen. Wainwright pone al comando delle guarnigioni delle Filippine centrali il gen. Sharp. Ormai occupata Cebu, i nipponici sbarcano oltre 4000 uomini sull’isola di Panay, principalmente vicino al capoluogo lloilo, nel sud, e a Capiz (att. Roxas) nel nord-est.17000 uomini della guarnigione, anziché opporsi agli invasori, si ritirano sulle montagne all’interno predisponendosi ad operare come guerriglieri.
    Malta.Per l’eroismo con cui affronta le terribili prove cui la sottopongono le forze aeree dell’Asse, viene assegnata all’isola la George Cross.
    17 aprile
    L’amm. William D. Leahy, ambasciatore americano a Vichy, è richiamato in patria per consultazioni.
    Birmania.Sul fronte dell’lrrawaddy, i nipponici interrompono la strada a nord e a sud di Pin Chaung presso Yenangyaung. La 38à divisione cinese e parte della 17à indiana accorrono nella zona di Magwe per alleggerire la pressione nemica sulla 1à divisione birmana, rimasta isolata, ma non riescono nell’intento. Sul fronte del Sittang, a causa dei rovesci subiti dai I corpo birmano, le forze cinesi del gen. Stilwell devono rinunciare alla progettata difesa di Pyinmana. I nipponici insistono nella pressione sulla 55à divisione cinese nella zona di Bawlake-Mawchi.
    18 aprile
    La struttura dei comandi nell’area del Pacifico meridionale viene modificata. Da MacArthur, comandante supremo, dipendono il comandante in capo delle forze australiane gen. sir T. Blamey, che dirigerà tutte le operazioni terrestri, il generale americano Brett a capo delle forze aeree, e l’amm. Leary, già capo delle forze dell’ANZAC, che comanderà le forze navali alleate.
    Francia.Sostenuto dai tedeschi, Pierre Laval diventa capo del governo di Vichy in sostituzione di Darlan.
    Giappone.Primo attacco aereo americano sul Giappone.16 B-25 del XVII gruppo da bombardamento dell’8à Forza aerea USA, al comando del ten. col. J.H. Doolittle, decollano dalla portaerei Hornet a una distanza di circa 1200 km da Tokyo. La Hornet e la sua scorta, formata dagli incrociatori Vincennes e Nashville e dai relativi cacciatorpediniere, sono partite il 14 da un punto di riunione a nord dell’Isola di Midway.
    In vicinanza del Giappone, l’appoggio caccia è assicurato da un’altra portaerei, l’Enterprise. Con grande audacia, i B-25 giungono alle 12,15 sugli obiettivi; sganciano bombe su Tokyo, Kobe, Yokohama, Nagoya e Yokosuka. Poi volano verso la Cina, ma a causa delle cattive condizioni atmosferiche compiono atterraggi rovinosi o sono abbandonati dagli equipaggi che si lanciano col paracadute. Un aereo atterra presso Vladivostok e il suo equipaggio è internato dai sovietici; due finiscono in territorio occupato dai nipponici: gli aviatori sono fatti prigionieri e alcuni di loro saranno fucilati il 15 ottobre 1942. Le portaerei e le altre unità americane si ritirano senza danni. Gli effetti materiali dell’incursione sono irrilevanti, profondi invece quelli psicologici.
    Birmania.Arretramenti dei cino-britannici nella valle del Sittang. La 55à divisione cinese è annientata dai nipponici a sud di Loikaw, cosi che è aperta al nemico la strada per Lashio.La 22à divisione cinese si ritira a nord di Pyinmana.
    19 aprile
    Filippine.I giapponesi annunciano la conquista di tutta l’isola di Cebu.
    Birmania.Si accresce la minaccia alla “Strada della Birmania”, attraverso la quale passano i rifornimenti alleati per la Cina, col convergere di colonne nipponiche poco a sud di Loikaw.
    20 aprile
    Filippine.I nipponici estendono la loro conquista dell’Isola di Panay e sono virtualmente padroni delle Filippine centrali, in quanto le piccole guarnigioni di Negros, Samar, Leyte e Bohol non sono in alcun modo in grado di ostacolarli.
    Birmania.La 38à divisione cinese si ritira da Yenangyaung verso Gwegyo,a nord, proteggendo i reparti della 1à divisione birmana che si sottraggono alla morsa nemica. Parte della 5à armata cinese, nella valle del Sittang, arretra da Pyinmana verso nord, mentre i giapponesi si mantengono molto attivi nella zona di Loikaw-Loilem.
    Mediterraneo.Dalla portaerei statunitense Wasp decollano, con destinazione Malta, 46 aerei da caccia del tipo Spitfire: è una notevole boccata d’ossigeno per i difensori dell’isola che ripongono in quell’invio tutte le loro speranze.
    20-22 aprile
    Malta.Gli aerei dell’Asse martellano incessantemente l’isola e distruggono o danneggiano al suolo quasi tutti gli Spitfire appena inviati di rinforzo. Sembra davvero che per Malta non ci sia più niente da fare; basta che lo vogliano, le truppe italo-tedesche possono sbarcare sull’isola in ogni momento. Esiste tra l’altro un piano per la conquista di Malta, il cosiddetto piano “Operazione C. 3”, c’è un ammiraglio italiano, Vittorio Tur, che è già incaricato della sua esecuzione, e un generale tedesco, Kurt Student, pronto a intervenire con i suoi paracadutisti (Student è stato il protagonista della conquista di Creta); il comando italiano preme affinché l’isola venga occupata, ma Hitler rifiuta di dare il via all’operazione.
    21 aprile
    Birmania.I nipponici raggiungono la 6à armata cinese a Hopong. Elementi della 49à divisione cinese si spostano rapidamente verso ovest e impegnano il nemico nella zona Mong Pawn-Loilem (presso Taunggyi).
    Sicilia.Riprendono le incursioni aeree inglesi sull’isola: gli obiettivi odierni sono Catania e Comiso.
    22 aprile
    Birmania.Il gen. Stilwell sposta la 200à divisione cinese da Meiktila a Taunggyi per contrastare le mosse nemiche nel settore di Loikaw-Loilem.Anche la 28à divisione cinese dovrebbe spostarsi nella zona di Loilem, ma l’ordine non viene eseguito.
    La 96à divisione cinese continua le azioni di retroguardia nella valle del Sittang, mentre la 17à divisione indiana,la VII brigata corazzata e la 22à divisione cinese prendono posizione intorno a Meiktila e Thazi.
    Sicilia.Nuova incursione aerea inglese su Ragusa e Comiso: i bollettini italiani comunicano che non c'è stata “nessuna vittima tra la popolazione”; si lamentano solo leggeri danni.
    23 aprile
    Birmania.La 200à divisione cinese impegna il nemico a ovest di Taunggyi, mentre i nipponici espugnano Loilem.La 6à armata cinese batte in ritirata verso la Cina.
    Malta.Dopo la falcidie di aerei compiuta dai bombardieri tedeschi, continua senza sosta il bombardamento dell’isola da parte dell’aviazione dell’Asse.
    Sicilia.Nuova, duplice incursione aerea inglese su Comiso e Vittoria (Ragusa).
    24 aprile
    *****
    25 aprile
    Birmania.Il gen. Alexander ordina che si dia inizio al ripiegamento dalla linea di Meiktila-Kyaukpadaung alla riva nord dell’Irrawaddy. Nel settore di Meiktila la 22à divisione cinese è accerchiata dai nipponici.
    La 5à armata cinese respinge i giapponesi da Taunggyi ma non riesce a bloccare la loro avanzata verso Lashio, posizione di grande importanza strategica.
    Africa settentrionale.Il miglioramento delle condizioni atmosferiche consente la ripresa degli attacchi aerei su tutto il fronte.Formazioni italiane e tedesche attaccano il porto di Tobruk mentre aerei inglesi compiono un’incursione notturna su Bengasi.
    26 aprile
    Birmania.Ormai quasi convinto che la Birmania è perduta, il gen. Alexander decide di concentrare le forze a sua disposizione nella difesa dell’India.
    Filippine.Un contingente nipponico forte di oltre 4800 uomini salpa da Cebu alla volta di Mindanao per rinforzare le truppe già da tempo sbarcate nell’isola e impegnate contro alcuni battaglioni filippini.


    Hitler dichiara che l’inverno russo e stato molto duro, con temperature assai rigide che sono scese a -53 C°, ma che con l’imminente primavera si profilano nuovi grandi vittorie per le armi tedesche.
    Malta.L’aviazione tedesca colpisce e distrugge varie postazioni contraeree inglesi in diversi punti dell’isola.
    Sicilia.Bombardamento notturno di Catania da parte di una formazione aerea inglese.
    27 aprile
    *****
    28 aprile
    Filippine.A Mindanao, i nipponici impegnano con grande energia i difensori, per impedire che possano concentrarsi e respingere la nuova forza d’invasione.
    Birmania.La 28à divisione cinese, che si trova a Mandalay, è inviata d’urgenza a Lashio ormai minacciata di occupazione.I nipponici occupano infatti Kehsi Mansam.
    29 aprile
    Hitler e Mussolini si incontrano a Salisburgo. I due alleati fanno il punto della situazione che, se non catastrofica, non è certo rosea. Il fronte orientale preoccupa Hitler che appare decisamente cambiato, pensieroso e preoccupato: non ha perduto però, come sottolinea il ministro degli Esteri italiano Ciano, la sua “verbosità” che si manifesta in un’ occasione in un monologo (cronometrato)di 1 ora e 40 minuti!.
    Filippine.A Mindanao, i rinforzi nipponici provenienti da Cebu sbarcano sulla costa occidentale, a Cotabato e Parang, conquistando le due località. Un reggimento e due battaglioni di soldati filippini non sono in grado di impedire il congiungimento delle truppe delle due teste di sbarco. I nipponici sbarcati in precedenza a Davao avanzano verso nord-ovest, in direzione di Bugo.
    L’appoggio aereo di cui godono i nipponici è molto efficace.
    Si fanno più intensi, a Luzon, i bombardamenti terrestri e aerei contro l’isola fortificata di Corregidor.
    Nuova Guinea.I giapponesi, che contemplano l’invasione del continente australiano, predispongono le forze per l’invasione del capoluogo della Nuova Guinea, Port Moresby.
    In codice,l' invasione è denominata “operazione Mo”.
    Birmania.I giapponesi superano di slancio Lashio, punto terminale della “Strada della Birmania” per l’invio di rifornimenti in Cina. La Cina è dunque definitivamente isolata e d’ora in poi potrà ricevere aiuti solo per via aerea.La 200à divisione cinese, dopo aver raggiunto Loilem, inverte la marcia e si avvia verso la frontiera cinese. Il gen. Alexander decide di predisporre una nuova linea difensiva tra Kalewa-Katha-Bhamo e Hsenwi, sulla quale le forze disponibili debbono arretrare a partire dal 2 maggio.
    Medio Oriente.Il gen. Auchinleck emana disposizioni circa i compiti che la 9à e 10à armata britanniche dovranno svolgere in caso di attacco tedesco attraverso l’Anatolia. Si teme la possibilità di una “grande tenaglia” tedesca dalla Russia al Mediterraneo.
    30 aprile
    Filippine.Proseguono le operazioni a Mindanao. Truppe del contingente sbarcato a Parang si spostano nottetempo via mare e sbarcano a sud di Malabang attaccando all’alba il 61° regg. fanteria filippino e costringendolo a ripiegare di 7 chilometri.
    I nipponici sbarcati a Cotabato avanzano lungo il fiume Mindanao e raggiungono Piket.
    Birmania.I nipponici completano la conquista della Birmania centrale. Le forze britanniche si ritirano oltre l’Irrawaddy attraverso il ponte di Ava, che viene fatto saltare. La 22à divisione cinese, dopo aver protetto la ritirata britannica, si ritira da Mandalay.
    La sera stessa i nipponici attraversano l’Irrawaddy. Gli Alleati già temono per la linea difensiva che si va predisponendo su ordine di Alexander, e si prospettano l’eventualità di ritirare tutte le forze della 5à armata cinese a Imphal in India.

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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Maggio 1942

    1° maggio
    Filippine.Proseguono i combattimenti a Mindanao e l’offensiva aerea e di artiglieria contro Corregidor.
    Birmania.I nipponici occupano Monywa e Mandalay.
    2 maggio
    Filippine.In qualche punto dell’Isola di Mindanao lo slancio offensivo dei nipponici è ben contenuto dalle truppe filippine. I nipponici sbarcati a Cotabato avanzano verso est in direzione di Kabacan, che viene rinforzata con tutte le unità disponibili.
    Allargo dell’isola viene avvistato un nuovo convoglio che presumibilmente trasporta altre forze d’invasione.
    Isole Salomone.Nella parte meridionale dell’arcipelago, di fronte a Guadalcanal, un convoglio nipponico si appresta a sbarcare truppe nell’isoletta di Tulagi.
    La piccola guarnigione formata da un reparto dell’aviazione australiana distrugge subito le installazioni e si imbarca per le Nuove Ebridi. Grazie al possesso del codice della marina nipponica, gli americani sanno del nuovo sbarco. Il comandante della squadra navale che pattuglia il Mar dei Coralli, contramm. Frank J. Fletcher, fa immediatamente rotta su Tulagi con le portaerei Yorktown e Lexington e le loro forze di appoggio. Da parte nipponica, il convoglio d’invasione è scortato dalle portaerei Shokaku e Zuikaku, al comando dell’amm. Takagi, con le loro unità d’appoggio, tra cui almeno un’altra portaerei e 4 incrociatori pesanti.
    Birmania.Tre brigate del I corpo birmano attaccano Monywa, appena occupata dai nipponici, ma sono respinte. Si ritirano in ordine sparso, mentre il resto dell’esercito birmano ripiega su Shwegyin. I nipponici sono ormai a Mandalay.
    Atlantico settentrionale.L’incrociatore inglese Edinburgh è affondato da un U-Boot mentre scorta un convoglio di ritorno dall’URSS.
    Mediterraneo.Aerei inglesi hanno compiuto incursioni notturne sulle isole di Rodi e di Lero e, in Grecia, nella zona del Pireo e nei dintorni di Atene.
    3 maggio
    Isole Salomone.Un piccolo contingente nipponico sbarca, come previsto, a Tulagi, che viene subito trasformata in una base per idrovolanti con i quali appoggiare le operazioni di sbarco a Port Moresby in Nuova Guinea, porta dell’Australia.
    Fletcher con la Yorktown e le unità di scorta giunge nella zona, ma le unità nipponiche si sono già allontanate e gli americani riescono solo ad affondare qualche trasporto nemico.
    Filippine.Alle ore 1, reparti anfibi nipponici provenienti dall’Isola di Panay sbarcano nella Baia di Macajalar a Mindanao e subito si mettono in marcia verso sud, invano contrastati dalle truppe filippine. Altri giapponesi arrivano a Kabacan, ma non vi trovano più difensori: il comando ha già dato l’ordine di ritirata verso le colline dell’interno.
    Le azioni aeree e di artiglieria contro Corregidor, in preparazione dell’invasione, proseguono senza sosta.
    4 maggio
    Filippine.A Mindanao, i filippini completano la ritirata su una nuova linea di difesa nei settori di Dalirig e di Puntian. Un terzo raggruppamento difende la valle del fiume Cagayan. Da parte nipponica, è attiva solo l’aviazione.
    Luzon.Il bombardamento di Corregidor raggiunge l’apice dell’intensità: ben 16.000 proiettili tempestano l’isola.
    Nuova Britannia.Un convoglio d’invasione nipponico lascia Rabaul diretto a Port Moresby in Nuova Guinea.
    Birmania.I britannici evacuano Akyab nel Golfo del Bengala. I giapponesi occupano Bhamo e sconfiggono la 29à divisione cinese a Wanting Chiang Kai-shek ordina che la 5à armata cinese si concentri nella zona di Myitkyina.
    Isole Salomone.La Yorktown raggiunge il resto della squadra navale del Mar dei Coralli.
    Malta.Aerei italiani e tedeschi bombardano gli aeroporti di Micabba, Gudia, Hal Far e i depositi di Floriana.
    Africa settentrionale.Nuovo bombardamento aereo di Alessandria d’Egitto da parte di aerei dell’Asse.
    5 maggio
    Mar dei Coralli.Lexington e Yorktown con le unità di scorta seguitano la caccia alla squadra nipponica.
    Filippine.Dopo una micidiale preparazione aerea e di artiglieria, i giapponesi sbarcano nell’Isola di Corregidor presso Punta Nord. A Mindanao, i filippini organizzano una nuova linea di difesa.
    Giappone.Il Quartier Generale Imperiale impartisce alla Flotta combinata l’ordine di predisporre l’invasione dell’isola di Midway e delle Aleutine.
    Birmania.Il gen. Stilwell, che sta ritirandosi con i cinesi su Myitkyina, apprende a Indaw che la ferrovia è interrotta e che il nemico ha occupato Bhamo, per cui decide di ripiegare non più verso la Cina, ma verso l’India.
    6 maggio
    Mar dei Coralli.Prosegue la battaglia fra le squadre americana e nipponica.
    Filippine.Dopo un’intera giornata di negoziati, il gen. Wainwright firma l’atto di resa incondizionata di tutte le forze americane e filippine ai nipponici del gen. Masaharu Homma. A Corregidor, i nipponici conquistano il Malinta Tunnel e sbarcano nuove forze. A Mindanao, i nipponici riprendono l’offensiva, conquistando Tankulan e avvicinandosi a Dalirig, che viene a trovarsi sotto il fuoco delle artiglierie.
    Birmania.La 200à divisione cinese e parte della 55à, che si trovano ancora a Taunggyi, ricevono l’ordine di ritirarsi a Myitkyina. Riusciranno a rientrare in Cina.
    Madagascar.Una squadra navale inglese agli ordini del contramm. Syfret e formata dalla corazzata RamilIies, dalle portaerei Indomitable e Illustrious, dall’incrociatore leggero Hermione, dall’incrociatore olandese Van Heemskerk e da 4 caccia torpediniere sbarca un contingente britannico nella rada di Courier, nella parte nord-orientale dell’isola, occupando i porti di Diego Suarez e Antsirene.I presidi locali, fedeli al governo di Vichy, offrono una resistenza poco più che simbolica. Diego Suarez viene rapidamente trasformata in una grande base aeronavale che preoccuperà i comandi giapponesi.
    7 maggio
    Filippine.Da Manila, il gen. Wainwright annuncia alla radio l’avvenuta resa, implicitamente invitando i reparti filippini e americani che ancora resistono in varie isole a deporre le armi. A Corregidor, i nipponici hanno fatto 15.000 prigionieri. A Mindanao, essi sospendono i combattimenti pur proseguendo le azioni aeree e di artiglieria.
    8 maggio
    Mar dei Coralli.Si conclude la battaglia aeronavale fra americani e giapponesi. L’esito è in sostanza favorevole ai primi, perché i giapponesi sono costretti a rimandare l’invasione in forze di Port Moresby.
    Filippine.Il gen. Wainwright invia messaggi ai vari comandanti militari invitandoli alla resa. A Mindanao i nipponici riprendono l’offensiva annientando un reggimento di fanteria e avanzando su Dalirig.
    Birmania.I nipponici occupano Myitkyina.
    Fronte sovietico.I tedeschi iniziano una serie di attacchi per saggiare la consistenza delle forze nemiche in vista della grande offensiva estiva che avrà come obiettivo i campi petroliferi del Caucaso.L’11à armata dello Heeresgruppe Sud avanza in Crimea puntando verso Kerc.
    9 maggio
    Filippine.A Mindanao, i nipponici conquistano Dalirig e volgono in rotta i difensori. La conquista dell’isola è virtualmente compiuta.
    Nuova Guinea.Il Comando Supremo nipponico ordina la sospensione dell’invasione di Port Moresby.
    Malta.Lanciati dalle portaerei Wasp (statunitense) e Eagle (britannica) 60 Spitfire raggiungono l’isola. Ammaestrati dalla precedente esperienza del 20 aprile, quando un improvviso attacco nemico aveva danneggiato o distrutto al suolo numerosi velivoli appena atterrati, questa volta il personale di terra li rifornisce rapidamente di carburante consentendo il decollo dopo soli 35 minuti dall’atterraggio. Il successo dell’operazione riaccende la speranza negli “assediati” di Malta.
    Isole Tonga.Gli americani sbarcano a Tongatabu.
    Isole Galapagos.Sono occupate da reparti americani con il consenso del governo dell’Ecuador, cui appartengono.
    10 maggio
    Filippine.Il gen. Sharp, che comanda le forze filippino-amenicane delle isole centrali e di Mindanao, ordina alle sue truppe di arrendersi. Piccoli reparti seguiteranno a resistere sia nelle Filippine meridionali sia a Luzon, ma deporranno le armi nel giro di un mese.
    Birmania.I nipponici attaccano nel settore di Shwegyin.
    Mediterraneo.Il gen. Albert Kesselring, in Sicilia quale comandante del fronte sud (Mediterraneo), comunica a Berlino che “Malta è stata completamente neutralizzata”.
    11-17 maggio
    Malta.Violente incursioni aeree italo-tedesche martellano quotidianamente le basi aeronavali dell’isola mentre la caccia dell’Asse ingaggia con quella inglese furibondi duelli aerei. Considerevoli le perdite da ambo le parti.
    11 maggio
    Cina.I giapponesi lanciano un’offensiva locale nella provincia del Chekiang.
    12 maggio
    Birmania.I nipponici attraversano il fiume Salween puntando su Kengtung.
    Fronte sovietico.Mentre lo Heeresgrappe Sud prosegue l’offensiva contro Kerc, i sovietici sferrano un attacco a tenaglia contro Charkov puntando verso nord dal saliente di Izum e in direzione sud-ovest, oltre l’alto Donec.
    13 maggio
    Isole Figi.Un contingente americano sostituisce i neozelandesi nel presidio di queste isole.
    Fronte sovietico.I sovietici contrattaccano in Crimea, mentre conseguono qualche successo nell’offensiva contro Charkov.
    14 maggio
    Birmania.Le truppe britanniche che si ritirano dalla Birmania raggiungono Tamu, nell’Assam.


    Una nuova divisioneamericana, la 32à, arriva in Australia.
    15 maggio
    Nuova Guinea.Mezza brigata australiana e gruppi di artiglieria contraerea partono per Port Moresby per potenziare le difese locali.
    India.Il gen. Alexander sposta il suo quartier generale dalla Birmania alla zona di lmphal in India. Anche il generale americano Stilwell giunge in India.
    Fronte sovietico.Dopo dura lotta, i tedeschi riconquistano la città e il porto di Kerc, in Crimea, catturando 170.000 uomini e 1400 cannoni, e distruggendo 300 carri armati.
    Africa settentrionale.L’8à armata britannica ha quasi completato i preparativi per passare all’offensiva, ma le forze dell’Asse mostrano tutte le intenzioni di prevenirla.
    16 maggio
    India.Reparti di sussistenza e di sanità americani giungono a Karachi.
    17 maggio
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Sud passa al contrattacco contro il saliente di Izum e a est di Charkov, bloccando l’offensiva sovietica. Si accendono scontri violentissimi.
    18 maggio
    Birmania.Chiang Kai-shek ordina che la 5à armata cinese (ormai praticamente ridotta alla 22à e 96à divisione cinesi) prenda posizione tra Myitkyina e Fort Hertz. I superstiti della 22à divisione raggiungeranno la zona di Ledo fra luglio e agosto.
    Più tardi, i resti della 96à rientreranno in Cina da Fort Hertz.
    Londra.Il generale di squadra aerea A.T. Harris, capo del Bomber Command della RAF, presenta un piano dettagliato per attacchi aerei sulla Germania, basato sul presupposto di riuscire a trasferire sul paese nemico 1000 bombardieri in una sola notte.
    19 maggio
    *****
    20 maggio
    Londra.Arriva nella capitale inglese il vicepresidente del comitato di difesa nazionale dell’URSS Molotov: la sua visita suggella l’alleanza anglo-russa che impegna tra l’altro l’Unione Sovietica a diventare un membro delle Nazioni Unite e a non interferire negli affari interni degli altri Stati.


    Il piano di attacco aereo della RAF sulla Germania, elaborato dal gen. Harris, ottiene l’approvazione definitiva del Comando Supremo e del governo. In una lettera inviata ai comandi costiero e caccia e a quello per la cooperazione con l’esercito, Harris illustra il piano chiedendo la massima collaborazione possibile. La sua direttiva prevede la distruzione di uno dei principali centri industriali della Germania; Colonia (o Amburgo) deve essere rasa al suolo in una sola notte.
    Oceano Pacifico.Al corrente, grazie alla conoscenza del codice giapponese, che il nemico sta per invadere Midway e le Aleutine, gli americani fanno affluire d’urgenza rinforzi nei due settori.
    Birmania.I nipponici hanno virtualmente completato la conquista della Birmania. Le quattro divisioni che hanno realizzato l’impresa (18à, 33à 55à e 56à della 15à armata) danno il via a operazioni di rastrellamento e assumono posizioni difensive.
    India.Le retroguardie del I corpo birmano riparano in India ove sono aggregate al IV corpo d’armata.
    21 maggio
    Hitler decide che l’invasione di Malta (denominata ora “operazione Ercole”), progettata dai comandi dell’Asse, venga rimandata a dopo la conquista dell’Egitto, cui gli italo-tedeschi si stanno apprestando.
    22 maggio
    Nuova Guinea.Vengono avviati rinforzi nella zona di Wau, a difesa della vallata del Bulolo. Sono stati arruolati anche volontari locali che si affiancano alle truppe alleate, principalmente australiane.


    Il Messico dichiara la guerra a Germania, Giappone e Italia.
    23 maggio
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Sud infligge duri colpi ai sovietici nella zona di Charkov, isolando parte delle forze nemiche del saliente di Izum, a ovest del Donec.
    24 maggio
    Malta.Proseguono durissimi i bombardamenti dell’aviazione italo-tedesca sull’isola, che è completamente neutralizzata come base aeronavale.
    25 maggio
    India.Provenendo dalla Birmania, giungono in India i superstiti della 38à divisione cinese.
    26 maggio
    Londra.Viene diramato l’ordine di operazione dei “1000 bombardieri”. Molotov firma un trattato ventennale di assistenza fra URSS e Gran Bretagna. Quindi parte per Washington.
    Africa settentrionale.Rommel riprende le operazioni interrotte il 7 febbraio quando si era attestato in prossimità di Gazala, sulla linea Derna-Bir Acheim. Il generale tedesco dispone di 3 divisioni germaniche (la 15à e la 21à corazzata e la 90à leggera), e di 2 italiane (la Ariete e la Trieste), disposte sull’ala destra del suo schieramento; sull’ala sinistra, cioè nel settore di Gazala, c’è il gruppo del generale Ludwig Cruwell, amico personale di Rommel, che dispone del X e del XXI corpo d’armata italiani (divisioni Sabratha, Trento, Brescia e Pavia) e della 15à brigata di fanteria leggera tedesca. Dal canto suo il gen. Neil Ritchie, comandante l’8à armata inglese, ha schierato di fronte a Cruwell il grosso delle sue truppe (a nord il XIII corpo, con in prima linea la 1à divisione sudafricana e la 50à divisione inglese affiancate dalla 2à divisione sudafricana,dalla 5à indiana, dalla IX brigata indiana e dalla I brigata carri), convinto com’è che Rommel attaccherà nel settore litoraneo per poter puntare direttamente su Tobruk. In prima linea a sud, sull’ala sinistra dello schieramento inglese (quello cioè direttamente interessato ai movimenti dei carri di Rommel), ci sono 2 divisioni corazzate (la 1à e la 7à), affiancate da: CCI brigata Guardie, III gruppo di brig. indiano motorizzato, XXIX brigata della 5à div. indiana. Bir Acheim è tenuta dalla I brigata dei Francesi Combattenti, 5500 uomini al comando del gen. Koenig, che resisteranno eroicamente fino all’11 giugno.
    Quando, nel primo pomeriggio del 26 maggio, Cruwell attacca nel settore di Gazala, il gen. Ritchie è fiero di se stesso perché pensa di aver previsto esattamente le mosse dell’avversario e il punto in cui il nemico avrebbe cercato di sfondare le linee inglesi. In realtà l’azione di Cruwell è un diversivo: il vero attacco, quello decisivo, avviene a sud, ed è condotto dalle truppe corazzate comandate da Rommel.
    Ore 21: le divisioni corazzate di Rommel avanzano in direzione sud-est, attraverso il deserto.
    27 maggio
    Africa settentrionale.Ore 6: i carri armati di Rommel si trovano a sud di Bir Acheim e con essi la divisione Ariete; l’altra divisione italiana, la Trieste, invece di dirigere verso sud-est, in direzione di Bir Acheim appunto, sta puntando per errore verso est-nord-est, dove è appostata la CL brigata inglese. L’aggiramento del fronte meridionale inglese è riuscito in pieno: l’operazione è intesa a lanciare verso Tobruk la 90à divisione leggera tedesca per disorientare le retrovie nemiche, mentre la divisione italiana Ariete “si occuperà” di Bir Acheim; dal canto loro le due divisioni corazzate dell’Afrikakorps (la 15à e la 21à) puntano in direzione nord per accerchiare il grosso dell’esercito inglese.
    Ore 6,30: Rommel lancia la 21à divisione corazzata tedesca e la divisione italiana Ariete verso le postazioni della III brigata indiana (appostata a sud di Bir Acheim) i cui soldati vengono sorpresi mentre fanno colazione.
    La “volpe del deserto” non si smentisce: è sempre prodiga di sorprese spiacevoli per i britannici.
    Intanto la 90à divisione leggera tedesca avanza verso Tobruk forzando la posizione di Retma tenuta dalla VII brigata motorizzata inglese che riesce a disimpegnarsi e a rifugiarsi a Bir el-Gobi.
    Mentre l’attacco della divisione Ariete contro Bir Acheim viene respinto dalla I brigata dei Francesi Combattenti, le due Panzerdivisionen (la 15à e la 21à) sono attaccate sui fianchi dalla Il brigata corazzata inglese (da destra) e dalla I brigata carri (da sinistra). La situazione per Rommel si fa estremamente delicata: egli ha perso un terzo dei suoi carri, mentre scarseggia la benzina, cosi che si trova praticamente bloccato e isolato in un territorio controllato dagli inglesi.
    Per di più la 90à divisione leggera tedesca si trova pericolosamente esposta non avendo la copertura dell’Afrikakorps.
    Sul fianco sinistro dello schieramento tedesco, vale a dire nel settore di Gazala, le truppe dell’Asse hanno raggiunto la scarpata costiera e controllano la via Balbia, l’unica linea di ritirata che possa essere utilizzata dal nemico.
    Sicilia.In ondate successive aerei britannici bombardano Messina, Catania e Siracusa.
    Londra.Formazioni temporalesche e nubi basse costringono il gen. inglese Harris a rimandare l’operazione dei “1000 bombardieri” contro una delle città più industrializzate della Germania.
    Oceano Pacifico.La squadra navale di portaerei al comando del viceammiraglio Chuichi Nagumo lascia il Giappone con le portaerei e 21 altre unità, seguita a 600 miglia di distanza dal grosso della flotta imperiale sotto il comando dell’amm. Yamamoto, diretta a Midway. Gli altri gruppi sono comandati dai viceammiragli Tanaka, Kurita e Kondo.
    Anche da Saipan e da Guam partono trasporti nipponici scortati da incrociatori e cacciatorpediniere,diretti a Midway. Le forze americane che attenderanno il nemico nella zona di Midway sono sotto la guida dei contrammiragli R.A. Spruance e F. J. Fletcher; le compongono 3 portaerei (Yorktown, Enterprise, Hornet), 26 fra incrociatori e cacciatorpediniere, petroliere e navi minori, e 19 sommergibili.
    Cecoslovacchia.Patrioti cechi paracadutati nel paese da un aereo britannico attentano, a Praga, alla vita del Reichsproteklor Reinhard T.E. Heydrich. Il “protettore” della Boemia-Moravia, duro proconsole di Hitler, morirà il 4 giugno in seguito alle ferite riportate. I tedeschi reagiscono con l’esecuzione di molti patrioti imprigionati e con la strage di tutti gli abitanti maschi del villaggio di Lidice, presso Praga.
    28 maggio
    Pacifico.Il grosso della flotta nipponica, al comando dell’amm. lsoroku Yamamoto, lascia le basi seguendo l’avanguardia comandata da Nagumo. La squadra del contramm. Spruance lascia Peanl Harbor, diretta anch’essa a Midway.
    Truppe americane provenienti da Efate sbarcano nell’isola di Espiritu Santo (Nuove Ebridi) dove sarà costruito un aeroporto atto ai bombardieni per appoggiare l’invasione delle Salomone.
    Birmania.I nipponici occupano Kengtung, uno dei pochi centri del paese che non avevano ancora raggiunto.
    Cina.Sotto la pressione dei nipponici, i cinesi si ritirano da Kinhwa, nella provincia del Chekiang.
    Africa settentrionale.L'8à armata britannica frustra gli sforzi degli italo-tedeschi per raggiungere la costa alle spalle delle posizioni di Gazala.
    Fronte sovietico.La battaglia di Chankov finisce con una brillante vittoria tedesca: 240.100 prigionieri, 1250 carri e 2000 cannoni sovietici distrutti o catturati.


    Nuovo rinvio dell’operazione “1000 bombardieri” sulla Germania, a causa del maltempo.
    29 maggio
    Africa settentrionale.Aperto un varco nei campi minati che difendono le linee dell’8à armata britannica nel settore centrale, gli italo-tedeschi avanzano coi carri armati nonostante la violenta reazione dei britannici. Il grosso dei Panzer di Rommel, momentaneamente sulla difensiva finché non sia aperta una strada per i rifornimenti, arretra verso sud sotto la spinta dei carri del XXX corpo.L’Afrikakorps difetta di carburante.
    30 maggio
    Oceano Pacifico.La squadra del contramm. Fletcher lascia Pearl Harbor alla volta di Midway, dove si prepara una trappola per la flotta nipponica. Un’altra squadra navale nipponica, con 2 portaerei, 2 incrociatori, 3 cacciatorpediniere e 2 trasporti, salpa dal Giappone per le Aleutine con il compito di sbarcarvi piccoli contingenti di truppe e soprattutto di effettuare un attacco diversivo che attiri nelle acque artiche la flotta americana distogliendola da Midway.
    Africa settentrionale.Le forze dell’Asse, per consolidare le teste di ponte conquistate oltre i campi minati inglesi, attaccano senza successo le posizioni britanniche. Intensissima l’attività della RAF. Il gen. Ritchie decide un contrattacco per la sera del 31, ma in seguito alle richieste dei comandanti sul campo acconsente a un rinvio dell’operazione di 24 ore. La I brigata corazzata, appena giunta in Libia, viene suddivisa fra le altre unità per colmare i vuoti.
    Il gen. tedesco Ludwig Crùwell, che comanda la fanteria italiana nel settore di Gazala, viene fatto prigioniero.
    Rommel abbandona l’idea di avanzare verso nord e si pone sulla difensiva spostando tutti i suoi mezzi corazzati nel cosiddetto “Calderone”, una zona a sud di Sidi Muftah e a ovest di Bir el-Harmat, girando in questo modo le spalle ai campi minati inglesi: egli si attende da un momento all’altro l’attacco dell’8à armata inglese, che però, incredibilmente, non avviene.
    Londra.Primi segni di un miglioramento delle condizioni atmosferiche sulla Germania: nel frattempo il piano “1000 bombardieri” è una realtà. Gli aerei sono pronti a decollare: la loro destinazione sarà Colonia.
    Ore 22,30: viene dato il via all’operazione. I primi a decollare sono gli Stirlings del XV gruppo, di base a Wyton, nello Huntingdonshire, seguiti via via da tutti gli altri.
    Appena dopo mezzanotte si inizia il bombardamento di Colonia: sono ore terrificanti per gli abitanti della città, centinaia dei quali rimangono bloccati nelle cantine. Furiosi incendi devastano il centro cittadino, una nuvola di fumo acre e denso avvolge Colonia, su cui cadono oltre 2000 t di bombe. I danni sono ingentissimi: 13.000 abitazioni distrutte, 6000 gravemente danneggiate, più di 45.000 senzatetto, 469 morti, più di 4500 i feriti. Gli inglesi perdono 39 bombardieri, la maggior parte abbattuti dai caccia notturni tedeschi.
    Nel suo diario il delfino di Hitler, Hermann Gòring, cosi commenta il bombardamento di Colonia: “Certamente gli effetti della guerra aerea sono terribili se si considerano casi singoli. Ma bisogna accettarli...”.
    31 maggio
    Africa settentrionale.Il gen. Neil Ritchie, che comanda l'8à armata inglese, è convinto che la manovra di Rommel si sia ormai arenata. “Ormai l’ho in pugno” scrive al gen. Auchinleck, comandante in capo delle forze armate britanniche nel Medio Oriente. “Lo schiaccerò nel suo calderone.” Ma Rommel è tutt’altro che domato e si getta infatti sulla CL brigata inglese della 50à divisione, attestata tra la pista Capuzzo e la pista EI Abd, a sud-ovest di Sidi Muftah. Nel pomeriggio, il XIII corpo britannico dà l’avvio a uno sterile tentativo di contrattacco, prontamente rintuzzato.



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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Giugno 1942

    1° giugno
    Africa settentrionale.La CL brigata inglese è distrutta dalle forze corazzate di Rommel: vengono catturati 3000 prigionieri e 123 cannoni.
    L’Afrikakorps riesce cosi ad aprire un varco alle colonne dei rifornimenti. Per l’occasione il gen. Ritchie scrive:"Mi dispiace di aver perduto la CL brigata, ma la nostra situazione va migliorando di giorno in giorno..."
    Malta.Aerei italiani e tedeschi bombardano le installazioni di Hal Far.
    Australia.Un sommergibile tascabile giapponese penetra nel porto di Sydney e affonda un mercantile australiano.
    1-2 giugno
    Africa settentrionale.Un primo timido tentativo delle forze inglesi dell’8à armata di penetrare nel “Calderone” fallisce per la pronta reazione dei carri di Rommel.
    2 giugno
    Africa settentrionale.Rommel invia a Bir Acheim, difesa dalla I brigata dei Francesi Combattenti, la divisione Trieste e la 90à divisione leggera tedesca, confluita qualche giorno prima nel “Calderone”. Le due unità rilevano la divisione italiana Ariete impegnata invano contro la brigata francese dal 26 maggio.
    Oceano Pacifico.Le Task Forces dei contrammiragli Fletcher e Spruance si congiungono a circa 350 miglia da Midway, a nord-est dell’isola.
    Fletcher assume il comando delle operazioni e sposta le due squadre a circa 200 miglia a nord di Midway.
    Nelle Aleutine, ricognitori americani avvistano 2 portaerei nipponiche a 400 miglia da Kiska.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale,11à armata dello Heeresgruppe Sud inizia una violentissima preparazione di artiglieria, che durerà cinque giorni, in vista dell’assalto tedesco-romeno alla piazzaforte di Sebastopoli, in Crimea.
    3 giugno
    Oceano Pacifico.Aerei americani decollati da Midway avvistano e attaccallo, a circa 600 miglia a ovest dell’isola, le navi trasporto della Flotta combinata dell’amm. Yamamoto.
    L’attacco non porta a risultati tangibili.
    Africa orientale.Una mezza brigata britannica si imbarca per il Madagascar per dare il cambio alle truppe che presidiano l’isola.
    Malta.Si susseguono senza sosta le incursioni di velivoli dell’Asse sulle postazioni dell’isola e contro l’aeroporto di Micabba in particolare.
    Sardegna.Incursione aerea inglese su Cagliari e sull’Isola di Sant’Antioco.
    4 giugno
    Oceano Pacifico.Ha inizio la decisiva battaglia di Midway, che durerà fino al 7 e vedrà la sconfitta dei nipponici, i quali perderanno 4 portaerei.
    Isole Aleutine.Aerei nipponici decollati da portaerei attaccano Dutch Harbor nell’Isola di Unalaska, danneggiando una nave americana e colpendo serbatoi di carburante. Ricognitori e bombardieri americani cercano la flotta nipponica per tutto il giorno, ma non riescono a localizzarla.
    Africa settentrionale.L’8à armata passa al contrattacco al cader della notte, per ridurre il saliente nel quale sono penetrate, nel settore centrale della linea, le forze dell’Asse. Nella notte sul 5, la 15à divisione corazzata tedesca si attesta a Bir el-Harmat e respinge gli attacchi dei britannici.
    Cecoslovacchia.In seguito alle ferite riportate nell’attentato del 27 maggio, muore il Reichsprotektor della Boemia e Moravia Heydrich:i tedeschi reagiscono procedendo a numerose esecuzioni di patrioti imprigionati e trucidando tutti gli abitanti maschi di Lidice; le donne e i bambini vengono internati.
    5 giugno
    Gli Stati Uniti d’America dichiarano guerra a Bulgaria, Romania e Ungheria.
    Africa settentrionale.Il contrattacco britannico (denominato, in codice, “Aberdeen”) fallisce. Il saliente italo-tedesco non viene ridotto e gli inglesi perdono 2 brigate di fanteria e 4 reggimenti di artiglieria.E' mancato il coordinamento tra i reparti, ed è stato micidiale il fuoco di sbarramento opposto dalle forze corazzate tedesche.
    Nel pomeriggio Rommel sferra un contrattacco lanciando i carri di riserva verso est. Al calar del sole tutte le unità inglesi che hanno tentato di penetrare nel “Calderone” sono volte in fuga. L’8à armata ha perduto 6000 uomini tra morti, feriti e dispersi. Dal canto suo Rommel annuncia di aver fatto 4000 prigionieri e di aver catturato 150 carri armati nemici.
    Italia.Nella notte aerei inglesi effettuano un’incursione su Napoli e dintorni causando danni e vittime.
    6 giugno

    Africa settentrionale.Rommel invia la 15à Panzerdivision a Bir Acheim a dar man forte alla divisione Trieste e alla 90à divisione leggera tedesca che non riescono ad aver ragione della resistenza francese guidata dal gen. Marie-Pierre Koenig. Gli italo-tedeschi si concentrano nella zona detta Knightsbridge, minacciando Tobruk.
    Malta.I bombardieri dell’Asse martellano le attrezzature belliche dell’isola: nel corso di aspri combattimenti aerei si registrano gravi perdite da ambo le parti.
    7 giugno
    Fronte sovietico.Dopo 5 giorni di preparazione di artiglieria, tedeschi e romeni dello Heeresgruppe Sud lanciano l’offensiva finale contro la piazzaforte di Sebastopoli, in Crimea.
    La spina di Sebastopoli va eliminata prima che si possa intraprendere la conquista del Caucaso. Azioni minori si svolgono anche nei settori centrale e settentrionale per rettificare localmente le linee.
    Africa settentrionale.Continua la resistenza della i brigata francese a Bir Acheim.
    Sardegna.Un’incursione notturna di aerei inglesi su Cagliari provoca gravi danni e numerose vittime.
    Isole Aleutine.I nipponici invadono le isole occidentali, sbarcando 1800 uomini a Attu e Kiska.
    Cina.Proseguendo l’offensiva nella provincia del Chekiang, i nipponici conquistano l’aeroporto di Chuhsien e attaccano la città.
    8 giugno
    Africa settentrionale.Sempre incerta la lotta nella zona di Knightsbridge e di Bir Acheim. I francesi difendono valorosamente quest’ultima posizione, ma sono costretti a cedere terreno e la loro situazione logistica diventa critica.
    Pacifico sud-occidentale.A seguito del brillante esito della battaglia di Midway, MacArthur propone un’offensiva di portata limitata per riguadagnare le posizioni perdute nelle Isole Bismarck.
    9 giugno
    Stati Uniti e Gran Bretagna firmano un accordo per la messa in comune delle risorse agricole e industriali.
    Filippine.I giapponesi hanno ormai completato la conquista dell’arcipelago, benché gruppi isolati di difensori non abbiano ancora deposto le armi. Gli americani hanno cosi' perduto una forza combattente di 140.000 uomini.
    Africa settentrionale.Risultano vani i tentativi dei britannici per recare soccorso agli assediati di Bir Acheim, dove si seguita a combattere furiosa mente.
    Italia.Aerei inglesi bombardano Taranto causando gravi distruzioni.
    10 giugno
    Africa settentrionale.Gruppi d’assalto dell’Afrikakorps penetrano nelle posizioni nemiche di Bir Acheim.
    Durante la notte i francesi superstiti fuggono attraverso le linee tedesche, abbandonando dietro di sé i feriti, e riescono a ricongiungersi alle truppe alleate. Gli inglesi non lesinano gli elogi al generale francese la cui coraggiosa difesa ha costretto Rommel a ritardare di molti giorni l’assalto finale a Tobruk. Il vincitore però resta comunque lui, la vecchia “volpe del deserto”.
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Sud compie lenti progressi contro le fortificazioni di Sebastopoli. La piazzaforte è difesa da 7 divisioni di fucilieri,1 di cavalleria appiedata, 2 brigate di fanteria, 3 brigate di fucilieri di marina, vari battaglioni corazzati e unità autonome, 10 reggimenti di artiglieria, 2 battaglioni di lanciabombe,1 reggimento controcarro, 45 gruppi di artiglieria da marina:in tutto 101.000 uomini, con 600 cannoni e 2000 mortai. Da parte tedesca, sotto il comando di von Manstein, operano 7 divisioni tedesche e 2 divisioni romene. Anch’esse sono servite da cospicue forze di artiglieria, tra cui mortai e obici di calibro eccezionale.
    Cina.I cinesi, dopo quattro giorni di combattimenti, sono costretti a ritirarsi da Chuhsien.
    11 giugno
    A Londra e a Washington viene annunciata la stipulazione di un nuovo accordo di mutua assistenza con l’URSS. Questa potrà ripagare in natura i prestiti contratti in base alla legge “Affitti e prestiti”.
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi prendono Bir Acheim e catturano circa 500 francesi.
    Mediterraneo.Iniziano le operazioni “Harpoon” e “Vigorous”.
    12 giugno
    Romania.I pozzi petroliferi di Ploesti sono bombardati da aerei americani di base in Egitto. Di ritorno dall’incursione, parecchi B-24 sono costretti ad atterraggi d’emergenza in Turchia, dove gli equipaggi vengono internati.
    Africa settentrionale.Proseguono i combattimenti tra carri armati nelle zone di El Adem e Knightsbridge.
    Fronte sovietico.Dopo aver contenuto l’offensiva sovietica nella zona di Charkov, i tedeschi passano al contrattacco e nel giro di pochi giorni annientano 3 armate sovietiche.
    13 giugno
    Africa settentrionale.I carri armati italo-tedeschi infliggono una pesante sconfitta a quelli britannici, costringendo il nemico a ritirarsi dalla zona di EI Adem e Knightsbridge.
    Di conseguenza, la linea dei rifornimenti del XIII corpo viene a trovarsi minacciata. I difensori di Knightsbridge ripiegano su Acroma.
    14 giugno
    Oceano Pacifico.Lo Stato Maggiore Imperiale nipponico decide l’invasione della Nuova Caledonia, delle Samoa e delle Figi.
    Africa settentrionale.Il gen. Ritchie ordina la ritirata delle divisioni più avanzate del XIII corpo, la 1à sudafricana e la 50à britannica, venute a trovarsi in situazione precaria dopo la perdita di EI Adem e di molti carri armati. Le due divisioni, l’una passando per il litorale, l’altra all’interno, ripiegano sul confine egiziano. Gli italo-tedeschi attaccano in direzione di Acroma ma, nonostante la superiorità in fatto di mezzi corazzati, compiono progressi irrilevanti.
    “Comunque” dice il gen. Auchinleck “Tobruk deve essere tenuta e non si deve consentire al nemico di investirla.” Probabilmente il comando supremo del Cairo non conosce la reale situazione dell’8à armata.
    Il gen. Auchinleck informa Churchill che il comandante dell’8à armata, gen. Ritchic, prospetta la possibilità che gli inglesi debbano ritirarsi sulla “vecchia frontiera”, cioè al confine con l’Egitto. Churchill si allarma: che ne sarà di Tobruk? E telegrafa ad Auchinleck: “Presumo che in ogni caso non si pensi minimamente di evacuare Tobruk”. La risposta del comandante in capo delle forze inglesi nel Medio Oriente è rassicurante: “Il gen. Ritchie si prepara a lasciare a Tobruk le forze da lui ritenute sufficienti a difenderla, anche nel caso che la piazzaforte dovesse venire temporaneamente isolata... con scorte adeguate di munizioni, carburante, viveri e acqua".
    Intanto nel settore di Gazala le forze dell’Asse, superata la località di Acroma e la via Balbia, raggiungono la costa ad ovest del perimetro di Tobruk.
    15 giugno
    Africa settentrionale.Rommel comunica che la battaglia contro l’8à armata inglese è vinta: manca solo la conquista di Tobruk.
    La XXIX brigata della 5à divisione indiana respinge tre attacchi delle fanterie italo-tedesche appoggiate da carri armati e da aerei nella zona di El Adem. Il magg. gen. Klopper, comandante la 2a div. sudafricana, è posto a capo della piazzaforte di Tobruk con l’incarico di difenderla a oltranza.
    Mediterraneo.Battaglia aeronavale di Pantelleria. Gli italiani perdono l’incrociatore Trento, gli inglesi 1 incrociatore, 3 cacciatorpediniere e 6 mercantili facenti parte di due convogli diretti a Malta.
    16 giugno
    Africa settentrionale.Gli inglesi guarniscono la piazzaforte di Tobruk con 4 brigate di fanteria e contingenti di artiglieria e di mezzi corazzati.Il resto dell’8à armata britannica prosegue le operazioni contro le forze dell’Asse che premono con energia. Il presidio di Acroma contiene gli attacchi dei carri armati di Rommel. Una colonna corazzata italo-tedesca punta su Sidi Rezegh e finge una diversione verso EI Adem, la cui guarnigione si ritira nottetempo.
    Londra.Evidentemente rassicurato dai dispacci del gen. Auchinleck, il premier inglese Winston Churchill parte per Washington per un esame della situazione militare sui vari fronti con il presidente americano Roosevelt.
    17 giugno
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi, convergendo sulla costa iall’interno, si assicurano il controllo della strada per Bardia, isolando Tobruk.
    Fronte sovietico.In Crimea, i tedesco-romeni che attaccano Sebastopoli espugnano la fortezza “Siberia”, importante caposaldo della cinta difensiva.
    18 giugno
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi occupano davanti a Tobruk la zona di Gambut, dove si trovano i campi d’atterraggio che dovrebbero servire per i rifornimenti alla piazzaforte. Rommel ha cosi completato la manovra di accerchiamento.
    Fronte sovietico.A Sebastopoli, i tedeschi espugnano il forte "Maksim Gorkij" dopo 11 giorni di sanguinosi combattimenti.


    Il gen. Spaatz assume il comando dell’VIII Forza aerea statunitense, di stanza in Inghilterra.


    Si riunisce a Mosca il Soviet Supremo per ratificare l’alleanza anglo-sovietica.
    19 giugno
    Africa settentrionale.I britannici si ritirano oltre Bardia, sulla linea di confine tra Libia ed Egitto.
    20 giugno
    Africa settentrionale.Preceduto da un violento bombardamento aereo che inizia alle 5,30, l’attacco alla piazzaforte di Tobruk è affidato all’Afrikakorps e al XX corpo d’armata italiano. Alle ore 7 entrano in azione i carri armati, che penetrano per circa 2 km nel perimetro difensivo. Il XXI corpo d’armata italiano attacca invece in direzione sud-ovest.
    I carri e le artiglierie della guarnigione britannica sono distrutti. Il gen. Klopper viene autorizzato a evacuare la piazzaforte, ma non è in grado di farlo perché gli italo-tedeschi riescono a isolarlo anche dal porto.
    La 7à divisione corazzata del XXX corpo britannico tenta di aprire un varco alle truppe accerchiate, ma non riesce a intervenire tempestivamente. Alle ore 19, i carri della 21à Panzerdivision entrano a Tobruk.
    Fronte sovietico.I tedeschi e romeni che si battono per la conquista di Sebastopoli occupano il forte “Lenin” e raggiungono la sponda settentrionale del porto.
    21 giugno
    Africa settentrionale.Ore 2: il comandante della piazza di Tobruk, gen. H.B. Klopper, promette al suo superiore, il gen. Ritchie, che resisterà “fino all’ultimo uomo e all’ultima cartuccia”.
    Ore 6: il gen. Klopper chiede a Ritchie l’autorizzazione ad arrendersi.
    Ore 8: Klopper invia una delegazione(con bandiera bianca) per chiedere a Rommel i termini della resa: in mano tedesca cadono con Klopper altri cinque generali e 30.000 uomini della 2à divisione sudafricana, della XXIX brigata indiana e di due battaglioni delle Guardie.
    Il gen. Ritchie decide di ripiegare su Marsa Matruh, in Egitto, e ordina al XIII corpo di rallentare l’avanzata nemica mentre il XXX corpo provvederà a organizzare le difese di Marsa Matruh.
    Verso sera Hitler in persona telegrafa a Rommel che gli invierà il bastone di maresciallo. “Sarebbe meglio se mi inviaste una divisione” risponde la “volpe del deserto”.
    Con la conquista di Tobruk Rommel si impadronisce di 2000 t di benzina, 5000 t di vettovaglie, di abbondanti quantitativi di munizioni e quasi 2000 veicoli funzionanti, del porto e di un grande impianto per distillare l’acqua. La vittoria è costata a Rommel (dal 26 maggio) 3360 uomini dei quali ben 300 sono ufficiali (cioè il 70% del totale degli ufficiali dell’Afrikakorps);circa 3000 sono le perdite italiane.
    Nell’occasione Mussolini scrive a Hitler sollecitando una decisione in rapporto alla progettata invasione di Malta: “E' mio avviso, e certamente anche il vostro, che bisogna consolidare, e, al più presto, ampliare i risultati raggiunti. Al centro del nostro quadro strategico sta il problema di Malta, a proposito del quale abbiamo preso a suo tempo le note decisioni.Ora, per mantenere i risultati conseguiti in Marmarica e provvedere alle future esigenze, occorre poter eseguire con sufficiente sicurezza i necessari trasporti. L’occupazione di Malta, oltre a risolvere il problema dei traffici nel Mediterraneo, ci restituirebbe la piena disponibilità delle forze aeree”. Con questo messaggio Mussolini sottopone all’alleato un problema che da lungo tempo il comando italiano sta studiando e preparando anche dal punto di vista operativo, cioè il progetto (operazione “C. 3”) che prevede lo sbarco a Malta. Ne sono stati promotori il capo di Stato Maggiore italiano gen. Ugo Cavallero e il feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring. I due alti ufficiali si sono resi conto dell’importanza che l’isola ricopre nell’ambito del conflitto nell’area del Mediterraneo anche per favorire la guerra di Rommel in Africa. Il piano è stato studiato fin nei minimi particolari e ora i soldati del corpo da sbarco, dopo un meticoloso addestramento lungo le scogliere di Calafuria, a sud di Livorno, che presentano le stesse caratteristiche morfologiche di quelle di Malta, sono stati trasferiti in Sicilia in attesa dell’ordine di partenza (si trovano nell’isola da aprile). Ma Rommel vuole la precedenza: dapprima chiede (e ottiene) da Hitler di poter attaccare Tobruk (gli italiani si accontentano dell’impegno formale del comandante tedesco che una volta conquistata la piazzaforte africana Rommel si fermerà per dare la possibilità di realizzare lo sbarco) poi, una volta conquistata la città, dichiara (e lo fa sapere ad Hitler) che non intende fermarsi:"Io proseguo per Suez" dichiara "e spero che gli italiani mi seguano".Per tagliare la testa al toro, Rommel si rivolge direttamente a Hitler, facendogli balenare davanti agli occhi una incredibile avanzata verso Suez e una (impossibile) occupazione dei pozzi petroliferi del Golfo Persico. Hitler, molto sensibile al fascino del suo prediletto Rommel e soprattutto entusiasmato dalla grandiosità del piano propostogli, finisce per sposare l’alternativa del comandante dell’Afrikakorps.Si tratta però, a questo punto, di calmare e persuadere l’alleato italiano che gli ha appena inviato il messaggio in cui chiede espressamente l’intervento a Malta.
    22 giugno
    A un anno dall’invasione tedesca, il Sovinformbureau pubblica una Rassegna del primo anno di guerra, che fa il seguente bilancio delle perdite sofferte dalle due parti:
    Morti, feriti e prigionieri: Germania, circa 10 milioni, URSS, 4,5 milioni; cannoni perduti: Germania, 30.500, URSS, 22.000; carri armati: Germania, oltre 24.000, URSS, 15.000; aerei: Germania, oltre 20.000, URSS, 9000.
    Queste cifre, alquanto improbabili, non sono state riprese dalle storie della Il guerra mondiale pubblicate dai sovietici dopo il conflitto. Altrettanto improbabili, anzi inverosimili, le cifre ufficiali fornite dai tedeschi relativamente alle perdite subite nello stesso periodo: 271.612 morti e 63.730 dispersi.
    Più attendibili le cifre fornite, in merito alle perdite tedesche, dal Diario del gen. Halder, che espone la seguente progressione (morti, feriti e prigionieri, esclusi i malati): al 15 febraio1942, 946.000; al 10 maggio 1942, 1.183.000; al 20 maggio 1942, 1.215.000, al 10 giugno 1942, 1.268.000; al 30 giugno1942, 1.362.000. Al 10 settembre1942 le perdite tedesche in morti, feriti e prigionieri saranno salite, in seguito alla campagna che precederà la battaglia di Stalingrado, a 1.637.000.
    Le cifre sovietiche vanno corrette in aumento, per quanto riguarda le perdite umane, mentre per quelle materiali potrebbero essere state “gonfiate” al fine di stimolare le industrie belliche alla massima produttività, nonché per ottenere più consistenti aiuti.
    Nella “Direttiva n. 41”, Hitler ha tracciato i seguenti obiettivi per la campagna d’estate: liquidazione dei sovietici in Crimea, conquista di Voronez per minacciare sia il settore centrale del fronte sia Stalingrado; accerchiamento ed eliminazione delle forze sovietiche nell’ansa del Don attaccando da nord (Voronez) e da sud (Taganrog). Aperta la strada per Stalingrado, conquista o distruzione della città; conversione verso il Caucaso per la conquista delle regioni petrolifere di Majkop, Groznyi e Baku; raggiungimento della frontiera turca, cosa che potrebbe indurre la Turchia a schierarsi con l’Asse.E' previsto anche un nuovo tentativo di liquidare Leningrado.
    L’evolversi della campagna, con i suoi elementi imprevisti (i sovietici bloccano i tedeschi a Voronez, mentre cedono rapidamente a Rostov), induce Hitler a mutamenti strategici di grande portata: a voler attuare contemporaneamente, per esempio, la presa di Stalingrado e la conquista del Caucaso. Si tratta, commenterà in seguito Cuikov, di un madornale errore, gravido di funeste conseguenze per la Wehrmacht.
    Africa settentrionale.L’8à armata britannica ripiega ordinatamente su Marsa Matruh senza essere molestata dal nemico che sta riorganizzandosi. Avanguardie italo-tedesche raggiungono Bardia presso il confine egiziano. Il gen. Auchinleck fa visita al quartier generale dell’8à armata e conferisce col gen. Ritchie.
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Sud inizia un’offensiva di portata limitata nel settore di Izum per migliorare le posizioni a est del Donec in vista della grande offensiva che sara lanciata non appena sarà stata eliminata la “spina nel fianco” rappresentata da Sebastopoli, dove infuria la lotta.
    USA.Un sommergibile nipponico cannoneggia il deposito militare di Fort Stevens nell’Oregon, sull’estuario del fiume Columbia. I danni sono irrilevanti.E' il primo attacco contro un’installazione militare americana negli USA dalla guerra del 1812, e rimarrà l’unico in tutto il conflitto.
    23 giugno
    Hitler scrive a Mussolini in relazione alla progettata invasione di Malta:
    “Il destino, Duce, ci ha offerto un occasione che non si ripeterà due volte nello stesso teatro di guerra... L’8à armata inglese è stata praticamente distrutta, le installazioni del porto di Tobruk sono pressoché intatte. Se in questo momento i resti dell’8à armata non venissero inseguiti senza un attimo di tregua accadrebbe ciò che capitò agli inglesi quando si fermarono quasi alle porte di Tripoli per inviare rinforzi in Grecia.Questa volta l’Egitto può, a certe condizioni, essere strappato all’Inghilterra... Il mio consiglio è questo: ordinate il proseguimento delle operazioni fino al completo annientamento delle truppe britanniche... La dea della fortuna in battaglia passa accanto ai condottieri una sola volta:chi non l’afferra in quel momento non può più raggiungerla”.
    La lettera di Hitler riempie di orgoglio Mussolini che decide nel senso voluto da Rommel e rinvia l’operazione “C. 3” ordinando anzi che tutti gli uomini e i mezzi del corpo da sbarco vengano resi disponibili per Rommel.Verso sera il Comando Supremo Italiano comunica al comandante italiano in Africa, gen. Bastico:
    “Il Duce concorda di massima con il concetto di procedere nello sfruttamento a fondo del successo”. Malta è salva.
    Africa settentrionale.Le forze italotedesche sono pronte a un nuovo balzo in avanti. Le avanguardie si scontrano con la 7à divisione corazzata del XIII corpo britannico nei pressi di Sollum, già in territorio egiziano. Data la critica situazione in questo teatro di operazioni, 24 bombardieri B-17 americani destinati in Cina sono dirottati a Khartum.
    24 giugno
    Africa settentrionale.Rommel avvia l’attacco all’Egitto, lanciando le sue colonne corazzate verso est e nord-est, e travolgendo le retroguardie britanniche nella zona di Sidi Barrani.Il X corpo, appena arrivato in Egitto dalla Siria, rileva il XIII corpo che è inviato a El Alamein per organizzarvi una nuova linea difensiva.
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Sud raggiunge la linea del fiume Oskol, che era l’obiettivo stabilito dai comandi nella zona di Izum. Prosegue la battaglia di Sebastopoli, ormai prossima alla conclusione.


    Il magg. gen. Dwight D. Eisenhower assume il comando delle forze americane in Gran Bretagna.
    25 giugno
    Fronte sovietico.Avendo praticamente eliminato la minaccia di Sebastopoli sul loro fianco destro, i tedeschi attaccano in tutto il settore meridionale con 35 divisioni che muovono dal settore di Kursk in direzione di Voronez.
    Africa settentrionale.Nonostante il martellamento della RAF, le forze italo-tedesche avanzano in territorio egiziano verso Marsa Matruh. Il gen. Auchinleck assume personalmente il comando dell’8à armata sostituendo Ritchie; dopo un approfondito esame della situazione, decide di far proseguire la ritirata delle sue divisioni da Marsa Matruh a EI Alamein (155 km a est di Marsa Matruh).
    Nuova Guinea.La XXX brigata australiana, integrata con un battaglione australiano e un battaglione indigeno, costituisce la Maroubra Force per presidiare la pista di Kokoda che, superando la catena Owen Stanley, collega Port Moresby, sulla costa meridionale, con Buna sulla costa settentrionale. Una guarnigione alleata giunge nella Baia di Milne.
    26 giugno
    Fronte sovietico.Grande vittoria della 6à armata tedesca (gen. von Paulus) a Charkov sul Donec. Più a sud, lo Heeresgruppe Sud sta per riprendere Rostov-na-Donu.
    Africa settentrionale.Nella tarda serata le truppe dell’Asse attaccano nel settore a sud di Marsa Matruh:partecipano all’azione la 90à divisione leggera tedesca, la 15à e 21à Panzerdivision e le divisioni italiane Littorio, Ariete e Trieste.
    27 giugno
    Africa settentrionale.Il X e il XIII corpo dell’8à armata britannica sono costretti a ritirarsi verso El Alamein in quanto le forze italo-tedesche si sono infiltrate fra loro e le hanno parzialmente circondate nella zona di Marsa Matruh.
    Alle ore 19, infatti, la 90à div. leggera tedesca ha raggiunto la costa all’altezza di Ras Hawala, 40 km a est di Marsa Matruh.
    Pacifico sud-occidentale.Il gen. MacArthur mette a punto un piano, denominato “Tulsa lI” per la riconquista della Nuova Britannia, della Nuova Irlanda e delle Isole dell’Ammiragliato.
    Fronte sovietico.I tedeschi stabiliscono varie teste di ponte oltre il Don. Nel settore centrale si sta aprendo un varco nelle linee sovietiche. Anche nel settore settentrionale i tedeschi hanno ripreso l’iniziativa rimasta per tanto tempo ai sovietici.
    28 giugno
    Fronte sovietico.I tedeschi intensificano l’offensiva in tutti i settori. In quello settentrionale, ottengono una squillante vittoria sul fiume Volchov, eliminando il saliente sovietico.
    Africa settentrionale.Le forze dell’Asse travolgono la XXIX brigata della 5à divisione indiana che sta coprendo la ritirata del X corpo nella zona di Fuka. Il X corpo si ritira su EI Alamein. Le avanguardie della 90à div. leggera tedesca raggiungono Fuka, ca. 70 km a est di Marsa Matruh.
    Malta.Aerei dell’Asse bombardano le basi di Luka e Micabba.
    29 giugno
    Cina.Incontrandosi con il gen. Stilwell, Chiang Kai-shek chiede che l’America garantisca l’invio in Cina di 3 divisioni, 500 aerei e 5000 t di rifornimenti al mese.
    Africa settentrionale.Le truppe dell’Asse entrano a Marsa Matruh.
    Proseguendo la sua marcia verso est, la 90à divisione leggera tedesca raggiunge Sidi Abd el-Rahman, una trentina di km da El Alamein dove il gen. Auchinleck sta preparando la linea di difesa dell’8à armata. Il fronte da difendere presenta un’ampiezza di circa 50 km e le sole direttrici su cui il nemico può avanzare si trovano all’estremità settentrionale e meridionale del fronte stesso, cioè, rispettivamente, lungo la costa e attraverso la “Pista Barrel” che porta direttamente al Cairo.


    Mussolini parte per la Cirenaica pilotando personalmente il suo aereo: si dice porti con sé un cavallo bianco che il Duce vorrebbe montare in occasione del suo ingresso al Cairo che egli ritiene questione di giorni se non addirittura di ore(Dichiara: “Entro 15 giorni vi installerò un Alto Commissario Italiano”).
    Mediterraneo.La nave appoggio inglese per sommergibili Medway, diretta ad Haifa con un carico di 90 siluri, viene affondata dal sommergibile tedesco U-372. Il settore centrale del Mediterraneo è sotto il completo dominio della flotta italiana e delle forze aeree italo-tedesche.
    30 giugno
    Nuova Guinea.Un reparto australiano compie un’incursione contro la base nipponica di Salamaua. Pochi giorni dopo un’analoga azione è effettuata contro un’altra importante base strategica e di rifornimento nipponica,quella di Lae.
    Africa settentrionale.Le forze dell’Asse seguitano a premere, mentre il XXX corpo britannico si schiera sulla linea di EI Alamein, a nord;a sud si schiera il XIII corpo, mentre il comando del X corpo organizza la Forza del Delta, incaricata della difesa di Alessandria e del delta del Nilo. In un suo ordine del giorno rivolto alle truppe il gen. Auchinleck, comandante in capo delle forze inglesi nel Medio Oriente, dichiara tra l’altro: “Il nemico sta compiendo il suo ultimo sforzo e ci ritiene un esercito disfatto... Spera di conquistare l’Egitto bluffando. Sta a voi dimostrare che è in errore”.
    Fronte sovietico.I tedeschi ampliano la loro offensiva nel settore meridionale. La 2à armata e il IV Panzergruppe attaccano verso Voronez, mentre la 6à armata preme verso est nella regione a sud-est di Belgorod.
    In Crimea, la lotta per la conquista di Sebastopoli è praticamente conclusa. Solo alcuni reparti isolati resisteranno ancora per qualche giorno. Lo Heeresgruppe Nord elimina la sacca sovietica che ancora resisteva a occidente del fiume Volchov.


  10. #35
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Luglio 1942

    1° luglio
    Africa settentrionale.La 90à divisione leggera tedesca si sposta lungo il perimetro difensivo di Ei Alamein seguendo da vicino la IV brigata corazzata inglese che si sta portando verso Alam el Onsol.
    Ore 18: le due divisioni corazzate dell’Afrikakorps (la l5à e la 21à) invadono la zona di Dir el-Shein ma l’attacco viene contenuto dalla XVIII brigata indiana e dal successivo intervento della i divisione corazzata inglese.
    Malta.Ennesima incursione di aerei italo-tedeschi sulle basi aeronavali dell’isola.
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Centro prosegue l’avanzata nel bacino del Don.
    2 luglio
    Londra.Ai Comuni viene discussa la mozione di sfiducia presentata contro il primo ministro Winston Churchill dal deputato conservatore sir John Wardlaw Milne. I rovesci in Africa hanno messo in grave difficoltà il premier inglese che alla notizia della caduta di Tobruk è rientrato precipitosamente in patria da Washington. Ora anche i suoi migliori amici (come l’ammiraglio Keyes e Hore-Belisha) lo attaccano duramente sostenendo in pratica che la direzione della guerra deve essere assunta da una persona non coinvolta nel governo. L’inghilterra, si sostiene, “ha bisogno di un generalissimo; non può più accontentarsi di un primo ministro indipendente...”.E' una situazione molto delicata.
    Nella risposta alla mozione di sfiducia Churchill sfodera tutta la sua aggressività, il suo realismo, la sua abilità dialettica. Dice, tra l’altro: “Le nostre forze erano superiori a quelle dell’Asse. Noi avevamo 100 mila uomini contro 90.000, di cui solamente 50.000 tedeschi. Era nostra la superiorità d’artiglieria nelle proporzioni di 8 a 5 e mettevamo in linea i nuovi obici semoventi. Ciò nonostante, Tobruk è caduta dopo una sola giornata di combattimento. Abbiamo ripiegato fino a Marsa Matruh mettendo 190 km di deserto tra la nostra 3à armata e il nemico. Appena cinque giorni dopo, Rommel è arrivato davanti alla nostra nuova posizione e abbiamo dovuto sganciarci nuovamente, rientrare in Egitto, indietreggiare fino a EI Alamein. Non capisco che cosa possa essere accaduto...”. La mozione viene respinta con 476 voti contro 25: Churchill può continuare a dirigere la guerra secondo i metodi e sistemi che gli sono congeniali.
    Africa settentrionale.L’8à armata britannica strappa l’iniziativa agli italo-tedeschi contrattaccando col XIII corpo alle spalle delle loro posizioni avanzate. La RAF appoggia con grande efficacia le operazioni terrestri. Gli italo-tedeschi, non riuscendo a sfondare al centro, estendono le loro posizioni verso sud.
    Malta.L’aviazione dell’Asse bombarda duramente gli aeroporti di Micabba e Ta Venezia.
    Oceano Indiano.Truppe britanniche e coloniali occupano l’isola di Mayotte, a nord del Canale di Mozambico, per installarvi una base aerea.
    Australia.La VII brigata australiana riceve l’ordine di partire per la Baia di Milne in Nuova Guinea.
    Pacifico sud-occidentale.Vengono emanate le direttive per l’occupazione della fascia Nuova Britannia- Nuova Irlanda-Nuova Guinea. Le forze armate alleate dovranno, a partire dal 1° agosto, occupare le Isole Salomone, poi la costa nord-orientale della Nuova Guinea, infine Rabaul, nella Nuova Britannia, e le posizioni vicine nella Nuova Guinea e nella Nuova Irlanda. La data d’inizio dell’operazione sarà successivamente spostata di una settimana.
    3 luglio
    Proseguono i preparativi americani per la progettata operazione nel Pacifico.
    Fronte sovietico.Secondo una valutazione fornita dal “Ramo Armate Straniere Est”, un ufficio del servizio informazioni tedesco specializzato nel raccogliere informazioni sull’esercito sovietico, alla data del 1° maggio 1942 i russi avevano perduto 7.300.000 uomini fra morti, feriti, invalidi permanenti e prigionieri. Poiché, secondo il rapporto, le forze mobilitabili dall’URSS assommavano a 17 milioni di uomini, se ne deduce che il potenziale umano ancora disponibile ai sovietici è di 9.700.000 uomini. Di questi, 7,8 milioni sono già alle armi (6 milioni nell’esercito, 1,5 milioni nell’aviazione, 300.000 nella marina da guerra): 4,5 milioni sono truppe di prima linea. Le riserve ancora mobilitabili sono circa 2 milioni di uomini. Sempre alla stessa data, i sovietici avevano perduto il 60% della loro produzione di coke, e tale perdita si è ripercossa sulla produzione siderurgica. A compensare il diminuito potenziale interno, tuttavia, L’URSS riceve cospicui aiuti alleati. Per la rotta artica di Murmansk sono giunti, al luglio 1942, Ca. 2800 carri armati, migliaia di aerei e locomotive. Non senza gravi sacrifici, come mostra la storia dei convogli PQ e QP (Islanda-URSS e viceversa). Tragica l’odissea del PQ-17, salpato il 27 giugno con 36 navi e una scorta poderosa. Temendo l’attacco di grandi unità tedesche, il 4 luglio l’Ammiragliato ordina alla scorta di ritirarsi e al convoglio di disperdersi. È una festa per U-Boote e Luftwaffe, che in pratica annientano le navi sparse: solo 11 arriveranno.
    Africa settentrionale.La divisione italiana Ariete, che ha attaccato in direzione di Alam Nayil, viene bloccata dall’artiglieria neozelandese che infligge agli italiani gravi perdite. Alle 12 all’Ariete sono rimasti solo 5 carri armati e 2 cannoni: per Rommel è una vera sciagura.
    Malta.Si susseguono i bombardamenti sulle postazioni militari.
    4 luglio
    Africa settentrionale.Il XXX corpo dell'8à armata britannica è rinforzato con la 9à divisione australiana che viene avviata a El Alamein.Proseguono gli attacchi del XIII corpo sul fianco meridionale dell’Asse.
    5 luglio
    Fronte sovietico.In Crimea è cessata ogni resistenza sovietica organizzata. Il IV Panzergruppe raggiunge il Don nella zona di Voronez, dove si fa tenacissima la resistenza nemica. Nel settore centrale, i tedeschi migliorano le proprie posizioni nella zona di Smolensk.
    6 luglio
    Fronte sovietico.La 6à armata tedesca e il IV Panzergruppe si avvicinano a Voronez da ovest e da sud- ovest.
    Africa settentrionale.Proseguono i combattimenti attorno a EI Alamein.
    Aerei della RAF attaccano Tobruk e Bengasi.
    7 luglio
    Fronte sovietico.La 6à armata tedesca e il IV Panzergruppe si congiungono a nord-est di Valuiki. Voronez è occupata, ma immediatamente a est della città i sovietici fermano il nemico con una violenta controffensiva. Frattanto, le altre unità dello Heeresgruppe Sud procedono alla liquidazione delle forze russe nel bacino del Don.
    Pacifico.Le portaerei Saratoga e Enterprise salpano da Pearl Harbor per il Pacifico meridionale.
    Sicilia.Aerei inglesi effettuano un’incursione su Messina e Reggio.
    8 luglio

    Pacifico.L’amm. Nimitz emana il suo definitivo piano di operazioni. Le forze navali americane del Sud Pacifico dovranno conquistare Santa Cruz e le isole di Tulagi e Guadaicanal nel gruppo delle Salomone.
    Cina.Il gen. Chennault assume il comando delle forze aeree americane in Cina. Per la loro audacia, i suoi piloti si guadagneranno il soprannome di “tigri volanti”.
    Fronte sovietico.I russi annunciano l’evacuazione di Oskol, a sud-est di Kursk. Non riuscendo a sfondare oltre Voronez, i tedeschi distolgono da quel settore la 6à armata avviandola a sud lungo la riva destra del Don, per attaccare Stalingrado.
    Malta.Nuove azioni di bombardieri dell’Asse contro le basi di Luka e Micabba.
    9 luglio
    Pacifico sud-occidentale.Truppe australiane si imbarcano per la Nuova Guinea.
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Sud è diviso in due gruppi: il Gruppo di armate A, a sud, comprendente la 1à armata corazzata, l’11à e la 17à armata. Il Gruppo di armate B, a nord, comprende la 2à armata tedesca, la 2à ungherese, la 4à armata corazzata (ex IV Panzergruppe) e la 6à armata. Il Gruppo di armate A dovrà conquistare Rostov-na-Donu, dove si ritiene siano concentrate le maggiori forze nemiche, e quindi avanzare a sud verso il Caucaso. Il Gruppo di armate B deve avanzare lungo il Don fino a Stalingrado, e quindi lungo il Volga in direzione di Astrachan.
    Africa settentrionale.I tentativi di Rommel di sfondare le difese di El Alamein si infrangono contro la Caparbia resistenza degli inglesi.
    10 luglio
    Africa settentrionale.Con una serie di attacchi limitati, la 9à div. australiana del XXX corpo britannico si impadronisce dei rilievi di Teli ei-Eisa, a ovest di El Alamein.L’Afrikakorps compie un vano tentativo di ridurre il saliente conquistato dal nemico.


    Mussolini rientra a Roma dall’Africa settentrionale rinunciando per il momento ai progettato trionfale ingresso al Cairo.
    Fronte sovietico.La 4à armata corazzata tedesca si unisce alla 6à nell’avanzata lungo il Don verso Stalingrado, mentre la 1à armata corazzata e la 17à del Gruppo di armate A premono in direzione di Rostov. I sovietici ammettono la perdita di Rossos.
    11 luglio
    Fronte sovietico.L’OKW annuncia che dal 28 giugno al 9 luglio le truppe del Reich hanno sfondato le linee nemiche oltre Charkov e Kursk. Proseguendo l’avanzata verso Rostov, il Gruppo di armate A supera Lisicensk, sul Donec.
    Africa settentrionale.Continuano i combattimenti nella zona di Ei Alamein.
    Malta.Continuano le azioni di bombardamento sull’isola,formazioni aeree dell’Asse colpiscono le attrezzature di Hal Far, Ta Venezia e Micabba.
    12 luglio
    Nuova Guinea.Un reparto australiano partito da Port Moresby raggiunge Kokoda.
    Africa settentrionale.Combattimenti incerti attorno a EI Alamein.
    Fronte sovietico.I russi costituiscono il “Fronte di Stalingrado”, sotto il comando del mar. Timosenko.
    13 luglio
    Pacifico.Vengono lievemente modificati i piani operativi per la realizzazione di “Tulsa Il” e incominciano in Australia gli spostamenti di truppe relativi.
    14 luglio
    Pacifico.Il gen. Harmon è nominato comandante delle forze armate americane nell’area del Pacifico meridionale. In vista dell’invasione delle Salomone, le navi della Task Force 44 lasciano Brisbane dirette in Nuova Zelanda, dove sono assegnate alla Forza anfibia delle Salomone. La Task Force 42, costituita da sommergibili, dovrà interdire i traffici nipponici nella zona di Rabaul. Il 7° regg. Marines, di stanza nelle Samoa, riceve l’ordine di tenersi pronto a partire per le Salomone con un preavviso di 4 giorni.
    Fronte sovietico.I Gruppi di armate B e A proseguono rapidamente la loro avanzata verso, rispettivamente, Stalingrado e Rostov. La 4à armata corazzata è trasferita dal Gruppo di armate B ai Gruppo di armate A per partecipare alle operazioni a sud di Rostov.
    Africa settentrionale.I britannici attaccano lungo la Cresta Ruweisat e a sud di questa, compiendo progressi limitati ma infliggendo notevoli perdite al nemico.Il sogno di Rommel di conquistare Alessandria e Suez in pochi giorni sta svanendo.
    15 luglio
    Pacifico sud-occidentale.Sono approntati i piani dell’operazione “Providence” per l’occupazione da parte alleata della zona di Buna, sulla costa settentrionale della Nuova Guinea.
    Cina.Entra in funzione il ponte aereo India-Cina, realizzato dai coraggiosi piloti del gen. Chennault.
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi contrattaccano per due volte con i carri armati e riconquistano una piccola parte del terreno perduto nel settore della Cresta Ruweisat (circa 8 km a sud del perimetro di El Alamein). Assai brillante è l’azione dell’artiglieria inglese.
    Fronte sovietico.I bollettini sovietici ammettono la perdita di Bogucar e di Millerovo. Mentre il Gruppo di armate A tedesco prosegue con rapidità verso Rostov, la 1à e la 4à armata corazzate raggiungono Kamensk, sul Donec.
    16 luglio
    Africa settentrionale.I britannici contrattaccano a loro volta e allargano il saliente aperto a ovest di El Alamein con la conquista di un costone roccioso a 5 km dalla stazione ferroviaria. Il XIII corpo britannico lancia alcuni attacchi a sud.


    Hitler trasferisce il suo Q.G. da Rastenburg a Vinnica (Werwolf).


    Gli Stati Uniti informano il governo finlandese che a partire dal 1° agosto interromperanno le relazioni consolari con la Finlandia.E' un gesto doveroso nei confronti dell’alleato sovietico.
    17 luglio
    Fronte sovietico.I russi resistono con accanimento sul Don nella zona di Stalingrado, per consentire che siano apprestate le difese della città. Africa settentrionale. L’intervento dell’Afrikakorps in aiuto delle divisioni italiane Trieste e Pavia nel settore della Cresta di Miteirya (a sud- ovest del perimetro di El Alaniein) riesce a bloccare un contrattacco delle truppe inglesi e ad evitare che lo schieramento dell’Asse ceda; ma le perdite delle forze italo-tedesche sono pesanti. Cosi Rommel riassume la situazione: “Quel giorno furono gettate in combattimento le ultime riserve tedesche. Le nostre forze erano ormai talmente esigue rispetto a quelle britanniche in costante aumento che cominciavamo gia a ritenerci fortunati se fossimo riusciti a tenere la linea che occupavamo. il nostro fronte era presidiato da reparti sparsi a causa delle enormi perdite subite dagli italiani... Eravamo rimasti praticamente senza riseve...”. Il problema dei rifornimenti rappresenta la nota dolente per gli italo-tedeschi: Rommel insiste per avere rinforzi, ma inutilmente e quando, realisticamente, in un incontro con Cavallero e Kesselring, il feldmaresciallo tedesco propone che le truppe dell’Asse arretrino da El Alamein a Sollum, viene seccamente messo a tacere; nell’occasione Cavalero afferma: “Ripiegamento è una parola che deve essere cancellata dal vocabolario della guerra in questo settore”.
    Dal canto loro gli inglesi sono in grado di ricevere rifornimenti e rinforzi con regolarità e continuità per cui possono sopportare l’assedio di El Alamein in assoluta tranquillità.
    Pacifico sud-occidentale.Si iniziano i movimenti di truppe alleate per l’occupazione di Buna in Nuova Guinea. L’operazione dovrà avvenire tra il 10 e il 12 agosto.
    18 luglio
    Fronte sovietico.Proseguendo l’avanzata verso sud su un ampio fronte, i tedeschi conquistano Vorosilovgrad, centro minerario e industriale nel bacino del Donec, e a sud-est raggiungono il fiume Don all’altezza di Cimlyansk.
    19 luglio
    Pacifico sud-occidentale.Un contingente nipponico forte di circa 1800 uomini si imbarca a Rabaul (Nuova Britannia) per occupare Buna e Gona, in Nuova Guinea.
    Cina.Il gen. Stilwell chiede al Generalissimo Chiang Kai-shek la collaborazione cinese alla riconquista della Birmania quale condizione per accrescere gli aiuti americani.
    Fronte sovietico.I sovietici concentrano la loro resistenza sul Don a protezione di Stalingrado. I tedeschi proseguono l’avanzata su Rostov, scontrandosi con una forte resistenza sovietica.
    20 luglio
    Pacifico.Sono emanate le direttive tattiche per l’invasione alleata delle Isole Salomone, parte dell’operazione “Tulsa Il”.
    21 luglio

    Pacifico.La Forza di spedizione delle Salomone (Task Force 61) riceve l’ordine di radunarsi a sud-est delle Isole Figi il 26 luglio.
    Aerei alleati avvistano e attaccano un convoglio nipponico diretto in Nuova Guinea. Si tratta del contingente salpato da Rabaul il 19, che nella notte sul 22 sbarca a Gona e Buna prevenendo l’operazione “Providence” programmata dagli Alleati. Le forze navali giapponesi di stanza a Lae compiono azioni diversive attaccando Mubo e Komiatum. Con quest’impresa, l’impero del Sol Levante raggiunge la sua massima espansione territoriale.
    Africa settentrionale.Gli inglesi attaccano il settore centrale delle linee dell’Asse, mandando guastatori a preparare varchi nei campi minati avversari per consentire il passaggio dei carri armati.
    Rommel invia al Comando Supremo della Wehrmacht un dettagliato rapporto sulla situazione dell’esercito tedesco in Africa. Nel documento il feldmaresciallo afferma tra l’altro che le unità germaniche devono registrare perdite pesantissime, che il fronte può tenere, ma che la situazione rimarrà critica per le sue truppe almeno fino a che non potrà disporre di tutta la 164à divisione: le sue formazioni sono infatti ridotte al 40% degli effettivi. Sugli italiani del resto, prosegue il rapporto di Rommel, non c’è da contare essendosi dimostrati di così scarso affidamento da dover essere incorporati, suddivisi, nei reparti tedeschi.
    22 luglio
    Pacifico.La Forza d’invasione delle Salomone, comprendente la 1à divisione dei Marines, salpa da Wellington in Nuova Zelanda verso il punto di raduno presso le Isole Figi, dove è diretto anche un battaglione proveniente da Pearl Harbor.
    Nuova Guinea.Gli aerei alleati attaccano i trasporti nemici a nord dell’isola. Sbarcati a Buna e Gona, i nipponici si spingono subito fino a Giruwa e penetrano all’interno fino alla zona di Soputa per esplorare la pista che scavalcando le montagne porta a Port Moresby.
    Africa settentrionale.La XXIII brigata corazzata inglese, da pochi giorni affluita al fronte, penetra attraverso i varchi aperti nei campi minati delle forze dell’Asse, ma i suoi progressi sono minimi, mentre molto elevate risultano le perdite di mezzi corazzati. Gli italo-tedeschi contrattaccano con grande energia, annientando la VI brigata neozelandese e un battaglione della CLXI brigata indiana.
    Si registrano gravi perdite anche da parte degli italo-tedeschi. Rommel, per il momento, decide di abbandonare il primitivo piano di rompere la linea difensiva britannica e di aggirare EI Alamein per raggiungere il Nilo.E' più urgente infatti ricostituire le unità e riordinarle prima di intraprendere qualsiasi nuova azione o di elaborare nuovi piani.
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A apre l’offensiva finale contro Rostov-na-Donu.


    Gli inglesi respingono la proposta degli americani di tentare uno sbarco in Europa nel 1942.
    23 luglio
    Fronte sovietico.I tedeschi sono ormai alle porte di Rostov. Sempre accanita la resistenza sovietica a ovest di Stalingrado.
    Nuova Guinea.I giapponesi avanzano lungo la pista che scavalca le montagne e si scontrano con reparti australiani presso Awala, costringendoli a ripiegare verso Wairopi.
    23-27 luglio

    Africa settentrionale.Sul fronte di EI Alamein continuano aspri gli scontri tra le truppe dell’Asse e quelle inglesi: sono tuttavia azioni che non modificano il quadro tattico. Anche il gen. Auchinleck, come del resto Rommel, si dedica soprattutto alla “ricostruzione” delle sue forze.
    Malta.Prosegue il martellamento dell’isola da parte dei bombardieri dell’Asse.
    24 luglio

    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A conquista Rostov e Novocerkassk. Grosse forze sovietiche sono annientate o del tutto accerchiate.
    Nuova Guinea.Gli australiani devono ritirarsi su Kokoda dopo aver fatto saltare il ponte di Wairopi sul fiume Kumusi.
    25 luglio
    Roosevelt e Churchill, tante volte sollecitati da Stalin ad aprire il secondo fronte, mentre rinunciano all’invasione dell’Europa, decidono un grande sbarco in Africa. Si tratta dell’operazione “Torch”, nuova denominazione dell’operazione “Gymnast".
    Nuova Guinea.Prosegue l’avanzata dei nipponici all’interno.
    Fronte sovietico.I tedeschi consolidano la conquista di Rostov e Novocerkassk. Più a sud, si concreta la minaccia su Stalingrado. I russi mantengono tuttavia varie teste di ponte a ovest del Don.
    26 luglio
    Pacifico.La Forza di spedizione alleata destinata alle Salomone si raduna a sud-est delle Isole Figi.
    Africa settentrionale.Il XXX corpo dell’8à armata britannica sferra, a sera inoltrata, un attacco sul fianco sinistro delle forze dell’Asse.
    27 luglio
    Fronte sovietico.I tedeschi conquistano Bataisk, mentre proseguono il rastrellamento delle residue forze sàvietiche nella grande ansa del Don. La 6à armata di von Paulus sferra una poderosa offensiva per eliminare la testa di ponte sovietica di Kalac, a ovest di Stalingrado.
    Africa settentrionale.Proseguono scontri non risolutivi nel settore di El Alamein.
    Nuova Guinea.Gli australiani devono evacuare l’importante posizione strategica di Kokoda, che sarà occupata dai nipponici.
    28 luglio

    Nuova Guinea.Gli australiani rioccupano Kokoda, ma la loro posizione è precaria perché rinforzi nipponoici stanno sopraggiungendo dalla testa di ponte di Buna. Il Quartier Generale Imperiale nipponico ordina un’immediata offensiva generale per la conquista della Nuova Guinea orientale: sono previste operazioni anfibie nella Baia di Milne e un attacco da terra e dal mare su Port Moresby.
    Cina.Ha termine l’offensiva nipponica nella provincia del Chekiang, sferrata come rappresaglia per l’incursione degli aerei di Doolittle su Tokyo e altre città nipponiche.
    Fronte sovietico.I bollettini russi annunciano la perdita di Rostov-na- Donu e di Novocerkassk.Anche i comuni cittadini si rendono conto che i tedeschi stanno per invadere il Kuban e il Caucaso. Il nemico ha attaccato Rostov non da ovest, come nel 1941, ma da nord e da nord-est, cioè nel settore più sguarnito.I russi sono stati presi dal panico, i reparti si sono sbandati, ufficiali di ogni grado e uomini di truppa sono stati fucilati per diserzione. L’annuncio della caduta di Rostov propaga un vero terrore nell’Unione Sovietica. Tre giorni dopo, Stalin proclamerà: “Non più un passo indietro!”. Ci si ritirerà ancora, ma si sa che non vi è più molto spazio per farlo: se i tedeschi non saranno fermati a Stalingrado e alle pendici del Caucaso, la guerra sarà perduta. Dopo la caduta di Rostov, nell’Armata Rossa viene introdotta una disciplina di ferro: i disertori vengono passati per le armi sul posto. Si ridà autorità alla casta degli ufficiali,subordinando ad essi i commissari politici, conferendo loro maggiore professionalità, ripristinando tra l'altro i galloni d’oro nelle uniformi, istituendo decorazioni ad essi riservate di ispirazione chiaramente patriottica e non di partito: l’ordine di Kutuzov, di Suvorov, di Aleksandr Nevskij, i “grandi antenati”. Tra qualche mese il ruolo dei commissari politici, che è già stato parzialmente ridimensionato, verrà ulteriormente ridotto.
    29 luglio
    Fronte sovietico.I tedeschi prendono la città di Proletarskaya e stabiliscono una testa di ponte oltre il fiume Manyè, nel Caucaso.
    Nuova Guinea.I nipponici riconquistano Kokoda, quindi consolidano le loro posizioni. L’aviazione alleata impedisce a due trasporti nipponici di sbarcare rinforzi sulla costa settentrionale dell’isola.
    30 luglio
    Indie Olandesi.I giapponesi occupano le isole di Aru, Kei e Tanimbar.
    Africa settentrionale.Il gen. Auchinleck decide di restare sulla difensiva fino all’arrivo di rinforzi. Dal 26 maggio, data d’inizio dell’offensiva, gli italo-tedeschi hanno fatto in questo teatro di operazioni 60.000 prigionieri inglesi, sudafricani, indiani, francesi, australiani e neozelandesi, distruggendo oltre 2000 fra carri armati e automezzi.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, il Gruppo di armate A consolida la testa di ponte oltre il fiume Manyè; il Gruppo di armate B procede alla riduzione della testa di ponte sovietica di Kalac a ovest del Don e di Stalingrado. Nel settore centrale, i sovietici iniziano un’offensiva nella zona di Rzev.
    31 luglio
    Pacifico.La Forza anfibia delle Salomone, protetta dagli aerei e dalle navi della Task force 63 (amm. McCain), lascia le Isole Figi alla volta delle Salomone. I Liberators della Task Force iniziano una serie di incursioni su Guadalcanal e Tulagi,in preparazione dell’invasione.



  11. #36
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Agosto 1942
    1° agosto
    Africa settentrionale.Attività di pattuglie e scambi di artiglieria, mentre ambo le parti si preparano a nuove operazioni di vasto impegno.
    Londra.Churchill decide di recarsi al Cairo. Un telegramma del comandante in capo delle forze armate iniglesi nel Medio Oriente, gen. Auchinleck, lo ha reso nervoso e inquieto e vuole esaminare di persona la situazione.Dice il telegramma: “A causa della nostra mancanza di riserve e in seguito al consolidamento delle posizioni nemiche, dobbiamo concludere, seppure a malincuore,che nella situazione attuale non è possibile rinnovare i nostri tentativi di sfondamento del fronte nemico.E improbabile che la possibilità di riprendere l’offensiva si ripresenti prima della metà di settembre”.
    Atlantico.In agosto inizia una nuova fase della Battaglia dell’Atlantico che si concluderà nel maggio del 1943.E' il periodo in cui raggiunge l’acme l’attività di gruppi di U- Boote (i cosiddetti “branchi di lupi”) contro i convogli alleati nell’Atlantico settentrionale, mentre si registrano azioni isolate nell’Atlantico centrale e meridionale. Mediamente operano contemporaneamente 108 U-Boote. Il bottino dei sommergibili tedeschi è cospicuo: 3.857.705 t di naviglio affondato contro la perdita di 123 U-Boote. Si tratta comunque di un successo che con il passare del tempo si fa sempre meno clamoroso: con i primi mesi del 1943 infatti gli Alleati possono disporre di aerei a largo raggio di azione specializzati nella caccia ai sommergibili, di radar perfezionati,di Asdic-Sonar, di navi scorta più numerose e gruppi di caccia antisommergibili attivi soprattutto nel Golfo di Biscaglia che sono inoltre dotati di nuove bombe di profondità: a questo punto il prezzo del successo che i mezzi tedeschi devono pagare diventa decisamente alto rispetto ai risultati.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, il Gruppo di armate A (al quale è stata restituita la 1à armata corazzata) avanza a ventaglio a sud di Rostov, tagliando la ferrovia Novorossijsk-Stalingrado e occupando la città di Salsk; le avanguardie raggiungono il fiume Kuban. Nel settore del Gruppo di armate B, proseguono furiosi combattimenti nell’ansa del Don di fronte a Stalingrado, nel tentativo da parte tedesca di isolare i difensori. Nel settore centrale, i sovietici rinnovano i loro attacchi nella zona di Rzev.
    Cina.Chiang Kai-shek accetta le proposte di collaborazione del gen. Stilwell per la riconquista della Birmania e modifica le tre richieste che aveva avanzato il 29 giugno.
    2 agosto
    Malta.Proseguono gli attacchi dei bombardieri dell’Asse contro i porti, gli aeroporti e le varie installazioni militari dell’isola.
    3 agosto
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A tedesco avanza rapidamente nel Kuban, conquistando la città di Vorosilovsk (oggi Stavropol). Varcato il Don e stabilita una testa di ponte a Cimljanskaja, i tedeschi raggiungono Kotelnikovo, donde avanzeranno più lentamente fino al 18 agosto verso Stalingrado. I russi riescono tuttavia a tenere la regione a nord della grande ansa del Don e un certo numero di teste di ponte al di qua del fiume, come a Kleckaja, contrastando il passo al Gruppo di armate B. Nel settore centrale, i sovietici proseguono i loro attacchi nella zona di Riev.
    4 agosto
    Churchill giunge al Cairo.
    5 agosto
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A tedesco conquista una testa di ponte oltre il Kuban nella regione di Armavir-Nevinnomyssk, a breve distanza dalle pendici settentrionali del Caucaso e dai campi petroliferi di Majkop. Conquista anche la città di Kropotkin. L’Armata Rossa prosegue la coraggiosa ma apparentemente inutile resistenza nella grande ansa del Don.
    Africa settentrionale.Churchill visita il fronte. Verso sera comunica a Clement Attlee, ministro dei Dominions: “Di chiunque possa essere la colpa della grave situazione esistente, non lo è certamente delle truppe e può essere ascritta solo in piccola parte al loro armamento ed equipaggiamento...”. Il premier inglese è del parere insomma che occorra un drastico e immediato mutamento in seno all’Alto Comando della guerra nel Medio Oriente, avendo ormai perso ogni fiducia nel gen. Auchinleck.
    6 agosto
    Fronte sovietico.I russi ammettono la perdita di Kotelnikovo. I tedeschi conquistano Tichoreck nel Kuban (a sud di Rostov e a nord di Krasnodar) e superano Armavir sul fiume Kuban con il Gruppo di armate A, mentre la resistenza sovietica al Gruppo di armate B nell’ansa del Don presso Stalingrado si viene affievolendo.
    Pacifico.La forza d’invasione alleata diretta alle Salomone si avvicina all’obiettivo senza essere stata scoperta dai nipponici.
    Nuova Guinea.Situazione stazionaria. Tutte le forze australiane e americane nella Nuova Guinea australiana (Papua e Nuova Guinea nord- orientale) sono riunite nella “New Guinea Force”.
    7 agosto
    Pacifico.Dopo un massiccio bombardamento aeronavale delle zone prescelte per gli sbarchi, la 1à divisione Marines al comando del gen. Vandegrift invade le isole di Florida, Tulagi, Gavutu, Tanambogo e Guadalcanal nel gruppo delle Salomone.E' la prima azione offensiva terrestre effettuata dagli americani. Con l’appoggio ravvicinato delle artiglierie navali e degli aerei decollati dalle portaerei al comando del viceammiraglio F.J. Fletcher, i Marines sbarcano alle 7,40 sull’Isola di Florida, alle 8 sulla costa meridionale di Tulagi. Su quest’isola incontrano la accanita resistenza dei nipponici, che li fermano a circa 1 km dalla punta sud-orientale. Alle 9,10 un reggimento di Marines sbarca senza incontrare resistenza sulla costa settentrionale di Guadalcanal, a circa 6 km da Punta Lunga, e stabilisce una testa di sbarco tra le foci dei fiumi Tenaru e Tenavatu. Quindi avanza verso sud-ovest in direzione del Monte Austen. A sera, gli invasori sono penetrati all’interno per circa 1600 metri. Alle 12, un battaglione di paracadutisti invade le isolette gemelle (unite da un argine) di Gavutu e Tanambogo, a est di Tulagi, e le occupa quasi interamente nonostante il fuoco nemico.
    I nipponici contrastano gli sbarchi anche con attacchi aerei, danneggiando un cacciatorpediniere americano, il Mugford.
    Isole Aleutine.Una Task Force di incrociatori e di cacciatorpediniere americani al comando del contramm. W.W. Smith bombarda l’Isola di Kiska, occupata dai nipponici, danneggiando installazioni.
    Nuova Guinea.Scontri di pattuglie. A causa degli sbarchi americani nelle Salomone, i nipponici richiamano un convoglio salpato da Rabaul e diretto a Buna.
    Africa settentrionale.L’aereo che sta portando al Cairo dal fronte il gen. W.H.E. Gott, già comandante del XIII corpo britannico e designato da Churchill al comando dell’8à armata, viene intercettato e abbattuto da due Messerschmitt tedeschi: Gott muore con tutto l’equipaggio. A sostituirlo viene chiamato il gen. Bernard Law Montgomery.
    8 agosto
    Churchill e Roosevelt concordano nella decisione di affidare al gen. Eisenhower il comando dell’operazione “Torch” (sbarco in Africa).
    India.Il Congresso indiano chiede ai britannici l’indipendenza.
    Africa settentrionale.Churchill sostituisce il gen. Auchinleck con il gen. Harold Rupert Alexander,51 anni, nel comando del Medio Oriente. Auchinleck è destinato ai comando del settore Iraq-Persia.
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate B tedesco conquista Surovikino, a ovest di Stalingrado. Il Gruppo di armate A si avvicina sempre più a Majkop e Krasnodar.
    Pacifico.Nelle Salomone, gli aerei nipponici attaccano le forze navali americane che trasportano la forza di sbarco, affondando il trasporto George F. Elliott e danneggiando il trasporto Barnett e il cacciatorpediniere Jarvis, che affonderà mentre tenta di raggiungere Nouméa, il giorno 9.
    A Guadalcanal, gli americani si impadroniscono del villaggio di Kukum e di un campo d’aviazione in corso di costruzione. Il campo viene subito ribattezzato “Henderson Field”. Si completa la conquista di Tulagi, Gavutu e Tanambogo.
    Battaglia dell’Isola di Savo.Nella notte sul 9, una squadra giapponese salpata da Rabaul (Nuova Britannia) alla notizia dello sbarco americano nelle Salomone e comprendente 5 incrociatori pesanti (Chokai, Aoba, Kako, Kinugasa e Furutaka), 2 incrociatori leggeri (Tenryu e Yubari) e il cacciatorpediniere Yunagi, al comando del viceammiraglio Gunichi Mikawa, sorprende al largo dell’Isola di Savo la flotta alleata che protegge i trasporti destinati all’invasione delle Salomone. La comanda il contrammiraglio australiano Crutchley e la compongono 6 incrociatori pesanti (Chicago, Vincennes, Àstoria, Quincy e gli australiani Australia e Canberra), 2 incrociatori leggeri (San Juan e l’australiano Hobart) e 8 cacciatorpediniere. Nella dura battaglia notturna gli incrociatori pesanti Astoria, Quincy, Vincennes e Canberra sono affondati, l’incrociatore pesante Chicago e 2 cacciatorpediniere sono gravemente danneggiati. I giapponesi si allontanano quasi senza danni: gli incrociatori Kinugasa, Chokai e Aoba leggermente danneggiati.Lamentano 58 morti e 53 feriti. Gli Alleati hanno avuto 1023 morti e 709 feriti.
    9 agosto
    Pacifico.Dopo la grave sconfitta notturna, gli americani ritirano in tutta fretta dalle Salomone il gruppo anfibio e quello di appoggio aereo, portando via oltre la metà dei rifornimenti per 60 giorni destinati alla forza di sbarco e circa 2000 uomini della stessa.I 17.000 Marines ormai a terra restano abbandonati a se stessi nelle varie isole.Gli 11.000 Marines che hanno preso terra a Guadalcanal consolidano la testa di ponte e intraprendono il completamento della pista dell’aeroporto. Gli altri occupano le isolette di Mbangai, Kokomtambu e Makambo.
    Nuova Guinea.Il gen. australiano Sydney F. Rowell assume il comando degli Alleati in Nuova Guinea.
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A conquista i centri petroliferi di Majkop e Krasnodar, nel Caucaso. Alle pendici della catena, la resistenza sovietica si fa più vigorosa, favorita dal terreno.
    10 agosto
    Africa settentrionale.Churchill indica al gen. Alexander il suo obiettivo: la distruzione delle forze italotedesche in Egitto e in Libia.
    Mediterraneo.Inizia l’operazione “Pedestal” che mira a far giungere a Malta un grande convoglio di rifornimenti.
    Pacifico.Un sommergibile americano affonda davanti a Kavieng (Nuova Irlanda) l’incrociatore pesante nipponico Kako, reduce dalla battaglia di Savo.
    11 agosto
    Nuova Guinea.Gli americani impiantano un grosso centro di rifornimenti e comunicazioni a Port Moresby. Australiani e indigeni devono abbandonare l’aeroporto di Kokoda, non più difendibile.
    Fronte sovietico.Si aggrava la minaccia tedesca su Stalingrado con l’eliminazione, da parte del Gruppo di armate B, della testa di ponte sovietica presso Kalac nell’ansa del Don.


    Dissensi tra Hitler e Halder. Questi seguita a sostenere il carattere prioritario che deve avere la conquista di Mosca, mentre Hitler mira ai pozzi petroliferi del Caucaso. Cosa errata, tant’è vero che la Germania potrà combattere per altri due anni e mezzo senza i pozzi del Caucaso.
    12 agosto
    Fra il 12 e il 15 agosto si incontrano a Mosca Stalin, Churchill, Averell Harriman in rappresentanza di Roosevelt e emissari del gen. De Gaulle per discutere l’apertura del secondo fronte in Europa.
    Fronte sovietico.Gli attacchi russi nella zona di Rzev raggiungono la massima intensità ma non portano a risultati decisivi. Nel settore meridionale, le avanguardie del Gruppo di armate A tedesco raggiungono Slavjansk nel Kuban, a breve distanza dalla costa orientale del Mar d’Azov.
    Africa settentrionale.Il gen. sir Bernard L. Montgomery, nuovo comandante dell’8à armata britannica, giunge in Egitto dall’Inghilterra.
    Pacifico.1400 Marines che avrebbero dovuto essere sbarcati a Guadalcanal sbarcano nell’isola di Espiritu Santo, che dovrà servire come base di rifornimento per le truppe delle Salomone. Il primo aereo con rifornimenti atterra a Guadalcanal sullo Henderson Field appena completato.
    13 agosto
    Fronte sovietico.I tedeschi conquistano Elista, nel distretto di Kalmyk, a sud di Stalingrado e a sud-est di Kotelnikovo.
    Nuova Guinea.Un convoglio nipponico sbarca 3000 genieri a Basabua, presso Gona. I nipponici attaccano in forze gli australiani e indigeni nella zona di Deniki, facendoli arretrare di 8 km. Dopo essersi assicurata con questo successo la pista Buna-Kokoda, si limitano a consolidare le posizioni.
    Nuova Britannia.Il Quartier Generale Imperiale nipponico affida al comando della 17à armata, di stanza a Rabaul, il compito di scacciare gli americani da Guadalcanal e dalle altre isole delle Salomone da essi occupate. Il gen. Maruyama prende le opportune disposizioni.
    14 agosto
    Fronte sovietico.Gran parte della 6à armata tedesca (von Paulus), con l’appoggio dell’armata corazzata del gen. Hoth, completa la conquista di tutta la regione compresa nell’ansa del Don (tranne piccole teste di ponte sovietiche a nord) e avanza su Stalingrado da sud, da ovest e da nord-ovest.
    15 agosto
    Pacifico.Arrivano a Guadalcanal i primi cacciatorpediniere adibiti al trasporto veloce di rifornimenti, nonché reparti di personale di terra dell’aviazione per far funzionare l’aeroporto Henderson. Come misura precauzionale, le razioni dei Marines vengono ridotte.
    Fronte sovietico.I tedeschi conquistano Georgijevsk presso Pjatigorsk, ai piedi del Caucaso.
    Medio Oriente.Il gen. Alexander sostituisce effettivamente Auchinleck nel comando del Medio Oriente.
    Africa settentrionale.Appena giunto dall’inghilterra, Montgomery avvia il rafforzamento e la riorganizzazione dell’8à armata britannica. Il X corpo è schierato in riserva. La 44à divisione e la 10à divisione corazzata, che stanno addestrandosi nella zona del Delta, vengono inviate a presidiare il costone di Alam Halfa, alle spalle della linea di El Alamein, giudicato dal nuovo comandante posizione di vitale importanza per la difesa di Alessandria. Una brigata della 44à divisione viene aggregata alla 2à divisione neozelandese a El Alamein.
    16 agosto
    Africa settentrionale.Per la prima volta, bombardieri medi americani attaccano le posizioni dell’Asse a El Alamein.
    17 agosto
    Pacifico. Isole Gilbert.Un reparto di Marines sbarcato da 2 sommergibili prende terra nell’isola di Makin impegnando in un’incursione durata 2 giorni la guarnigione giapponese e distruggendo una stazione radio.
    Guadalcanal.La Task Force 62 (amm. Turner) è incaricata di assicurare le comunicazioni con le truppe sbarcate. Il campo di aviazione Henderson entra pienamente in funzione. I nipponici, nella notte sul 18, sbarcano rinforzi presso la Punta Taivu e nella zona di Kokumbona: in tutto 900 uomini portati da 4 cacciatorpediniere.
    Fronte sovietico.I tedeschi stabiliscono una testa di ponte oltre il fiume Kuban, nel Caucaso. Conquistano le stazioni termali di Pjatigorsk, Essentuki e Kislodovsk alle pendici del Caucaso. Reparti della 1à e 4à divisione tedesche da montagna si accingono a scalare l’Elbrus (oltre 5600 m, la più alta vetta della catena del Caucaso). Ma è più un’impresa sportiva che militare. Data la natura del terreno, i sovietici avranno sempre la meglio sugli attaccanti.
    18 agosto
    Nuova Guinea.Tre trasporti nipponici scortati sbarcano un nutrito contingente di truppe a Basabaua senza essere avvistati dagli aerei alleati.
    19 agosto
    Fronte sovietico.Mentre le divisioni tedesche avanzano a raggiera nell’ansa del Don, un contrattacco russo apre un varco tra l’armata italiana e la 6à armata tedesca.
    Nel settore settentrionale, da questa data fino alla fine di settembre i sovietici del Fronte di Leningrado e del Volchov tentano con una serie di attacchi di tagliare il corridoio fra Tosno, a sud di Leningrado, e il Lago Ladoga, al fine di liberare Leningrado,ma sono ben contenuti dalla 18à armata tedesca.
    Africa settentrionale.Alexander raccomanda a Montgomery di tenere a ogni costo le posizioni di EI Alamein mentre viene preparata la controffensiva.
    Pacifico.A Guadalcanal, nelle Salomone, il 5° regg. Marines libera i villaggi di Matanikau e Kokumbona dai nipponici. Ma il perimetro della zona occupata dagli americani è ancora molto ristretto, intorno a Lunga e allo Henderson Field. Frattanto i nipponici fanno salpare da Rabaul nella Nuova Britannia altri 1500 uomini, in 4 trasporti scortati da cacciatorpediniere, per Guadalcanal.
    Nuova Guinea.Reparti della 7à divisione australiana giungono a Port Moresby e subito si dirigono verso Isurava per soccorrere la “Maroubra Force” in difficoltà.
    Francia.Un contingente di truppe alleate cerca di sbarcare a Dieppe, cittadina di pescatori sulle coste francesi della Manica (dipartimento della Seine-Maritime): ne fanno parte 5000 canadesi, 1100 inglesi, una cinquantina di Rangers americani e un pugno di uomini della Francia Libera.
    Ore 3: le unità che trasportano le truppe da sbarco giungono senza essere scoperte a circa 8 miglia al largo di Dieppe.
    Ore 3,30: gli LSI (Landing Ship, Infantry), cioè le navi da trasporto e sbarco per fanteria, calano in mare i mezzi da sbarco. I guai iniziano quasi subito: la flottiglia dei mezzi da sbarco che trasporta il Reggimento Reale del Canada è finita lontano dalla rotta prefissata e non riesce quindi a trovarsi nel punto preciso della spiaggia al momento giusto.Alle 3,47 poi, la cannoniera che fa da battistrada al Commando n. 3 è finita in mezzo a un gruppo di pescherecci tedeschi armati. Si scatena un fuoco d’inferno durante il quale l’unità inglese ha la peggio: i 20 mezzi da sbarco che trasportano il Commando n. 3 si mettono in salvo disperdendosi.
    Dal canto loro i canadesi riescono a raggiungere i punti prestabiliti ma vengono subito inchiodati sull’angusta spiaggia ghiaiosa da un fuoco micidiale e preciso. Appena sbarcati dai mezzi speciali della marina inglese, 27 carri leggeri sono distrutti e gli assalitori fatti a pezzi.
    Ore 9: visto il totale fallimento dell’azione, viene dato l’ordine di reimbarco immediato delle truppe: circa 3000 degli uomini impiegati, cioè una buona metà, restano a terra, uccisi o prigionieri; tutti i veicoli, l’equipaggiamento e un buon numero di armi vengono abbandonati sulla spiaggia. (A questo proposito Hitler dirà: “E' questa la prima volta in cui si ha la cortesia, da parte inglese, di attraversare il mare per offrire al nemico un campionario completo delle sue nuove armi”).
    Ore 16: a Dieppe nessun segno dello scontro avvenuto la mattina davanti alla sua spiaggia, la vita vi scorre normale, i negozi sono aperti...
    20 agosto
    Fronte sovietico.L’avanzata tedesca a sud-est di Stalingrado viene rallentata dai fiumi Aksai e Myskova.
    Pacifico.A Guadalcanal, una trentina di aerei americani arriva a guarnire lo Henderson Field. Unità del 1à divisione Marines sono impegnate in scontri a fuoco, la sera, da reparti nipponici che avanzano da est sul fiume llu.
    Nuova Guinea.Un contingente giapponese di 1500 uomini provenienti da Buna e dalla Nuova Irlanda si prepara a sbarcare nella Baia di Milne, all’estremità orientale dell’isola.
    21 agosto
    Fronte sovietico.Elementi dei Gruppo di armate A tedesco occupano Krymsk presso la costa nord dei Mar Nero, a breve distanza di Novorossijsk.E' sempre accanita la resistenza sovietica nei settore di Stalingrado.
    Pacifico.Guadalcanal.I nipponici attaccano prima dell’alba per impadronirsi della sponda occidentale dei fiume Ilu, ma sono respinti e contrattaccati alle spalle, subendo la perdita di circa 800 uomini.
    Nuova Guinea.Il convoglio nipponico segnalato il 20 sbarca rinforzi a Salamaua, completando il contingente che dovrà procedere alla conquista di Port Moresby. La XVIII brigata australiana raggiunge la Baia di Milne, dove si unisce alla VII, pure australiana, che si trova in quella posizione da luglio.
    22 agosto
    Il Brasile dichiara guerra all’italia e alla Germania.
    Pacifico.Nelle Salomone, a Guadalcanal, un battaglione di Marines proveniente da Tulagi rafforza la guarnigione di Lunga. A Tulagi giungono altri Marines dalle Nuove Ebridi.
    Nuova Guinea.Le forze nipponiche, 11.000 uomini al comando del gen. Tomitaro Horii, si preparano all’offensiva. Le forze australiane, americane, inglesi e indigene sono equivalenti.
    23 agosto
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate B tedesco sfonda a nord di Stalirigrado in direzione del Volga, conquistando tra Rynok e Erzovka un saliente largo 8 km.600 bombardieri della Luftwaffe attaccano la grande città industriale, provocando 40.000 morti. Ma i sovietici non perdono la testa, e il saliente viene “stabilizzato”. Per evitare l’accerchiamento, il grosso delle truppe sovietiche ripiega sulla città. Nell’ansa del Don, a Izbusenskij, il “Savoia Cavalleria” comandato dal col. Bettoni, attacca con 600 cavalleggeri 2000 russi armati di mortai e mitragliatrici per consentire a italiani e tedeschi di chiudere la breccia aperta dai sovietici tra la 6à armata tedesca e l’armata italiana. Gli italiani, con l’ultima carica di cavalleria della storia, sgominano il nemico. Sciabole e bombe a mano contro mortai e mitragliatrici: il prezzo della vittoria, di importanza locale, è altissimo.
    La bandiera con la svastica sventola sulla cima dell’Elbrus, raggiunta dai reparti alpini tedeschi.
    24 agosto
    Pacifico.Salomone orientali.Tre Task Forces americane riunite, al comando del viceammiraglio Frank J. Fletcher e comprendenti 3 portaerei (Saratoga, Enterprise, Wasp, con un totale di 254 aerei), la corazzata North Carolina, 5 incrociatori pesanti (Minneapolis, New Orleans, Portland, San Francisco, Salt Lake City), 2 incrociatori leggeri (Atlanla, San Juan) e 18 cacciatorpediniere, intercetta a est di Guadalcanal un gruppo di squadre nipponiche, comandate dal viceammiraglio Nobutake Kondo ma dirette strategicamente dal comandante in capo della flotta combinata amm. Yamamoto, a bordo della corazzata Yamato, all’ancora a Truk. Le forze nipponiche comprendono 3 portaerei (Shokaku, Zuikaku e Ryujo, con un totale di 168 aerei, integrati però da altri 100 aerei con base a terra), 3 corazzate (Mutsu, Hiei, Kirishima), 13 incrociatori pesanti (Ataqa, Maya, Takao, Myoko, Aguro, Suzuya, Kumano, Chikuma, Tone, Chokai, Aoba, Kinugasa, Furutaka), 3 incrociatori leggeri,1 nave trasporto idrovolanti, 31 cacciatorpediniere e 12 sommergibili. Una delle squadre scorta 4 navi trasporto truppe con rinforzi per Guadalcanal. Si scatena una grande battaglia aeronavale in cui i nipponici perdono 90 aerei, gli americani 20. Prima di ritirarsi, i nipponici perdono inoltre la portaerei Ryujo, colpita da bombe e siluri, l’incrociatore leggero Jintsu,1 cacciatorpediniere, 1 trasporto truppa; moltissime le vittime. Da parte americana, la portaerei Enterprise è danneggiata da bombardieri in picchiata.
    Guadalcanal.Si intensificano i bombardamenti aerei nipponici sull’aeroporto Henderson, cui sono assegnati 11 bombardieri in picchiata distaccati dalla portaerei Enterprise.
    Nuova Guinea.Il gen. Horii ordina di aprire l’offensiva generale. Due forze anfibie provenienti da Buna e dalla Nuova Irlanda salpano per la Baia di Milne. Quella proveniente da Buna (7 grosse chiatte) e avvistata dagli australiani.
    25 agosto
    Pacifico.Battaglia delle Salomone orientali.Bombardieri dell’esercito e della marina USA attaccano i trasporti nipponici con i rinforzi per Guadalcanai costringendoli a invertire la rotta.1 trasporto e 1 cacciatorpediniere sono affondati,1 incrociatore è danneggiato.
    Isole Gilbert.I giapponesi occupano Nauru.
    Nuova Guinea.I giapponesi occupano l’Isola Goodenough nel gruppo delle Isole D’Entrecasteaux, presso la costa sud-orientale della Nuova Guinea. Sono le 7 chiatte dirette alla Baia di Milne, che hanno perso la rotta e che vengono distrutte dagli aerei americani. Nella notte sul 26, i nipponici riescono ugualmente a sbarcare a est di Rabi, presso la Baia di Milne, e sono impegnati dagli australiani mentre avanzano verso ovest.
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A respinge un contrattacco sovietico a Mozdok e punta in direzione di Groznyi e Baku, nel Caucaso.
    26 agosto
    Pacifico.Nelle Salomone, a GuadaIcanal, i Marines si preparano a una piccola puntata offensiva per eliminare la pressione nipponica sul fianco ovest della testa di sbarco.
    Nuova Guinea.Aerei alleati attaccano i giapponesi nella Baia di Milne, all’estremità orientale dell’isola, distruggendo depositi di viveri e munizioni e danneggiando alcune navi trasporto. A sera, un convoglio nipponico proveniente dalla Nuova Irlanda sbarca un nuovo contingente di truppe nella baia. Nella zona di Isurava, i nipponici che avanzano attraverso i monti su Port Moresby costringono i reparti australiani a ripiegare sotto la loro crescente pressione.
    I nipponici occupano l’Isola Ocean.
    27 agosto
    Pacifico.Guadalcanal.Un battaglione di Marines sbarca a ovest di Kokumbona mentre un altro reparto muove da Kukum verso l’interno per tagliare la ritirata al nemico. La manovra è sventata dall’energica resistenza dei nipponici a poco più di 1 km da Kokumbona. Una squadriglia di caccia viene a rinforzare le unità aeree americane.
    Nuova Guinea.Progressi nipponici sia lungo la costa, sia all’interno lungo la pista che congiunge Port Moresby con la costa settentrionale. Una brigata australiana è inviata di rinforzo all’interno.
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate B seguita a premere su Stalingrado.Il Gruppo di armate A si avvicina a Groznyi conquistando Prochladnij e attestandosi sul fiume Terck.
    28 agosto
    Pacifico.Guadalcanal.I Marines si ritirano sulle posizioni di partenza. Bombardieri in picchiata affondano un cacciatorpediniere nipponico, ne danneggiano due e impediscono al nemico di sbarcare rinforzi sull’isola.
    Nuova Guinea.Gli australiani nella Baia di Milne contengono violenti attacchi frontali nipponici. Proseguono i combattimenti all’interno sulla catena Owen Staniey.
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A tedesco inizia l’attacco a Novorossijsk sul Mar Nero.
    29 agosto
    Nuova Guinea.Nuovi rinforzi giapponesi, circa 750 uomini, sbarcano nella Baia di Milne. Proseguono i combattimenti lungo la pista sulla catena Owen Stanley che collega Port Moresby con la costa settentrionale.
    30 agosto
    Africa settentrionale.Ore 23: Rommel sferra un attacco su tutto il fronte di El Alamein; è iniziata la battaglia di Alam Halfa, cosi chiamata dall’omonima “Cresta” a sud-est di El Alamein nei pressi della quale si svolge la battaglia principale. Il piano del feldmaresciallo tedesco prevede delle azioni diversive condotte dalla sinistra del suo schieramento (verso El Alamein), contro il XXX corpo nemico dalla 164à divisione tedesca e dalle divisioni italiane Trento e Bologna: l’attacco principale è previsto nel settore meridionale delle linee tedesche, contro il XIII corpo britannico, ad opera della 90à divisione leggera, dei corpo d’armata motorizzato italiano (con le divisioni Ariete e Littorio), le due divisioni corazzate dell’Afrikakorps (la 15à e la 21à), la divisione Folgore e il Gruppo Recce. Rommel intende aggirare da sud le posizioni britanniche, spostarsi ad est della Cresta di Alam Halfa e quindi accerchiare l’8à armata britannica.
    L’offensiva di Rommel si è resa necessaria nel momento in cui egli si è reso conto che il tempo avrebbe favorito la ricostituzione e la riorganizzazione delle truppe del gen. Alexander. In quest’occasione il feldmaresciallo tedesco dichiara: “La decisione di attaccare oggi è la più grave della mia vita.O si riesce a raggiungere ora il canale di Suez oppure...”.
    Pacifico.Guadalcanal.12 bombardieri in picchiata e 18 caccia vengono a potenziare l’aviazione americana nello Henderson Field. Bombardieri in picchiata nipponici attaccano e affondano, ai largo dell’isola, il trasporto veloce americano Colhoun.
    Nuova Guinea.La sera, i nipponici attaccano nella Baia di Milne per impadronirsi di una pista d’atterraggio. Sono respinti all’alba dopo sanguinosi combattimenti.
    31 agosto
    Africa settentrionale.Rommel non riesce a sfondare le difese inglesi di Alam Halfa: ne viene impedito dagli attacchi della RAF, dalla presenza sul suo fianco destro della 7à divisione corazzata inglese (che gli impedisce l’aggiramento completo della Cresta di Alam Halfa), dalla scarsità di carburante e dalla presenza di campi minati che rendono necessariamente molto lenta l’avanzata.
    Pacifico.Isole Salomone.La portaerei americana Saratoga è danneggiata dai siluri di un sommergibile nipponico 260 miglia a sud-est di Guadalcanal, presso l’Isola Santa Cruz. Resterà fino a novembre in riparazione a Pearl Harbor.
    Nuova Guinea.Gli australiani assumono l’iniziativa nella Baia di Milne.Dato il deterioramento della situazione, il gen. Horii riceve dai comando nipponico l’ordine di passare sulla difensiva anche all’interno, sulla catena Owen Stanley.
    Fronte sovietico.Nonostante l’accrescersi della resistenza sovietica sul fiume Terek, le forze del Gruppo di armate A rafforzano la testa di ponte conquistata oltre lo stesso fiume nella zona di Mozdok.



  12. #37
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    Settembre 1942

    1° settembre
    Il ministro degli Esteri nipponico Shigenori Togo rassegna le dimissioni. Il suo portafoglio è assunto dal primo ministro Hideki Tojo.
    Africa settentrionale.La 15à div. corazzata tedesca rinnova il tentativo di conquistare Alam Halfa ma è respinta sul versante sud dalla XXII brigata corazzata inglese. I britannici si preparano al contrattacco per chiudere il varco aperto dal nemico sul fianco meridionale delle linee del XIII corpo. Le perdite di questo sono colmate da reparti del XXX corpo. Il X corpo viene fatto avanzare dalle retrovie verso la zona dei combattimenti.
    Fronte sovietico.La 6à armata tedesca seguita a premere su Stalingrado, di cui ha raggiunto i sobborghi, minacciando di isolare la 62à armata sovietica. Il Gruppo di armate A conquista il porto di Anapa sul Mar Nero.
    Pacifico.Guadalcanal.Un battaglione di Seabees (Api del mare, Construction Battalions), civili militarizzati con compiti di genieri, arriva sull’isola.
    Nuova Guinea.Gli australiani seguitano a fare lievi progressi nella Baia di Milne, mentre perdono terreno sulle montagne della catena Owen Stanley. Reparti nipponici partiti da Salamaua attaccano gli australiani che presidiano la valle del Bulolo.
    2 settembre
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A tedesco avanza combattendo su Novorossijsk e Groznyi. Altre truppe tedesche e romene provenienti dalla Crimea attraversano lo stretto di Kerc: Novorossijsk è cosi minacciata, oltre che da nord, anche da ovest.
    Africa settentrionale.Le forze dell’Asse ripiegano sulla linea di partenza (El Taqa-Bab el Qattara) preparandosi a una controffensiva britannica che però non ha luogo.
    Nuova Guinea.Gli australiani avanzano nella parte settentrionale della Baia di Milne, all’estremità orientale dell’isola, mentre all’interno non riescono a contenere la pressione dei nipponici in direzione di Port Moresby. Nella notte sul 3, altri 1000 giapponesi sbarcano a Basabua provenendo da Rabaul.
    3 settembre
    Fronte sovietico.I tedeschi sfondano sul Volga a sud di Stalingrado e penetrano nei sobborghi occidentali della città. Seguitano ad avanzare su Novorossijsk e Groznyi. Ovunque la resistenza dei sovietici è tenacissima.
    Africa settentrionale.La 2à divisione neozelandese del XIII corpo attacca nella notte sul 4 per chiudere il varco nei campi minati aperto dagli italo-tedeschi, ma è respinta con estrema energia. Durante la giornata, l’offensiva aerea dei britannici si concentra sugli autocarri che trasportano rifornimenti alle forze dell’Asse, a corto di viveri, di munizioni e soprattutto di carburante.E' per mancanza di questo che Rommel non può lanciare una nuova offensiva.
    4 settembre
    Fronte sovietico.Prosegue l’avanzata tedesca in Caucasia.
    Africa settentrionale.Il XIII corpo britannico rinnova i suoi attacchi, nuovamente respinti dagli italo-tedeschi.
    Nuova Guinea.Proseguendo l’avanzata verso est nella Baia di Milne, gli australiani occupano Goroni.
    Pacifico.Nella notte sul 5, due trasporti veloci americani sono affondati dai nipponici nel Mare delle Salomone mentre trasportano rinforzi e rifornimenti a Guadalcanal.
    5 settembre
    Il Comando Supremo alleato decide che i principali punti di sbarco dell’operazione “Torch” saranno Algeri e Orano in Algeria e Casablanca in Marocco.
    Africa settentrionale.Proseguono gli attacchi del XIII corpo britannico contro le posizioni dell’Asse a EI Alamein.
    Nuova Guinea.I nipponici evacuano circa 1300 uomini dalla Baia di Milne. A contrastare gli australiani restano solo 600 uomini.
    6 settembre
    Fronte sovietico.I tedeschi conquistano Novorossijsk, importante porto sul Mar Nero. Durissimi combattimenti attorno a Stalingrado.
    Africa settentrionale.Il XIII corpo britannico compie lenti progressi in direzione sud a prezzo di gravi sacrifici umani e materiali.
    Nuova Guinea.Gli australiani spengono gli ultimi focolai di resistenza dei nipponici nella Baia di Milne, mentre sulla catena Owen Stanley devono ulteriormente arretrare verso Port Moresby.


    La corazzata americana South Dakota urta contro una barriera corallina al largo delle Isole Tonga e resta seriamente danneggiata.
    7 settembre
    Fronte sovietico.I sovietici contengono la pressione tedesca sia a Stalingrado, sia a est di Novorossijsk.
    Africa settentrionale.Montgomery sospende gli attacchi del XIII corpo nella zona El Alamein-Alam Halfa lasciando agli italo-tedeschi una fascia profonda circa 8 km sul fianco meridionale dell’8à armata.
    Nuova Guinea.Cessa ogni resistenza nipponica nella Baia di Milne, ma l’avanzata nemica verso Port Moresby attraverso la catena Owen Stanley non può ancora essere arrestata dagli australiani.
    8 settembre
    Pacifico.Guadalcanal.Reparti americani partiti a bordo di battelli da Punta Lunga sbarcano a Tasimboko presso Punta Taivu, dove è concentrata gran parte dei rinforzi nipponici giunti di recente nell’isola.
    Il breve scontro, nel quale intervengono gli aerei di base allo Henderson Field, si conclude con il reimbarco degli americani.
    Nuova Guinea.Il gen. Horii attacca la XXI brigata australiana sulle montagne Owen Stanley presso lo Sperone Efogi, accerchiandone due battaglioni.
    Africa settentrionale.Si intensificano le azioni di bombardamento di Tobruk da parte dell’aviazione inglese.
    9 settembre
    USA.Un piccolo aereo nipponico lanciato da un sommergibile sgancia bombe incendiarie presso Brookings nell’Oregon, provocando l’incendio di una foresta. Questo resterà l’unico attacco aereo sul territorio metropolitano degli Stati Uniti durante la guerra.
    Nuova Guinea.La XXV brigata della 7à divisione australiana è avviata d’urgenza sul fronte della catena Owen Stanley. Una brigata della 6à divisione è trasferita a Port Moresby.
    Madagascar.I britannici compiono un nuovo sbarco nell’isola, occupando Majunga, sulla costa occidentale. L’obiettivo è assicurarsi il centro del Canale di Mozambico.
    Germania.Pesantissima incursione dei bombardieri della RAF su Dusseldorf, con impiego di bombe da 2 tonnellate, soprannominate “blockbusters” (spaccaisolati).
    10 settembre
    Nuova Guinea.Aerei alleati affondano il cacciatorpediniere nipponico Yaoi presso l’isola di Normanby nel gruppo delle D’Entrecasteaux, presso la Nuova Guinea.
    11 settembre
    Pacifico.Guadalcanal.Dal 29 agosto sono giunti nell’isola 6000 giapponesi, a bordo di trasporti veloci scortati da unità da guerra che effettuano le operazioni di sbarco nottetempo e sono battezzati dagli americani il “Tokyo Night Express”.
    Isole Aleutine.Essendo stata completata una pista di decollo a Adak, gli americani intraprendono una serie di incursioni sull’Isola di Kiska, occupata dai nipponici.
    Madagascar.I britannici proseguono lungo la costa in direzione di Tananarive, capitale dell’isola.
    Nuova Guinea.Gli australiani arretrano ancora nel settore della catena Owen Stanley. MacArthur espone un piano di operazioni che prevede l’impiego di un reggimento USA a fianco degli australiani per scacciare il nemico dall’isola.
    12 settembre
    Fronte sovietico.Mentre la 6à armata tedesca preme ormai da sud e da nord alla periferia di Stalingrado, il comando sovietico affida al gen. Cujkov il comando della 62à armata, nerbo della difesa della città. Il Partito è rappresentato dall’attivissimo Nikita Kruscev.
    Oceano Glaciale Artico.U-Boote e Luftwaffe iniziano una serie di attacchi, che dureranno dieci giorni, contro due preziosi convogli alleati, il PQ 19 e il QP 14, che trasportano rifornimenti in Russia. 17 navi, per 94.791 t, sono affondate. I tedeschi, dal canto loro, perdono 4 sommergibili e 41 aerei.
    Oceano Pacifico.Guadalcanal.Dopo furiosi combattimenti, che si protraggono per tutta la notte successiva, i nipponici riescono a infiltrarsi nel perimetro difensivo americano presso Lunga. Gli stenti, le piogge e le malattie tropicali, l’incessante fuoco d’artiglieria e di fucileria dei giapponesi stremano i difensori.
    13 settembre
    Fronte sovietico.La 6à armata tedesca è ormai penetrata nella vitale città di Stalingrado. Entro il 18 novembre, i tedeschi riusciranno a conquistare quasi tutta la città, riducendo i sovietici al possesso di tre piccole teste di ponte al di qua del Volga. Ma il grosso delle artiglierie sovietiche è schierato dall’altra parte del fiume ed è relativamente invulnerabile da parte dell’aviazione tedesca.
    Oceano Pacifico.Guadalcanal.I giapponesi lanciano attacchi aerei e terrestri contro il perimetro difensivo di Lunga nel tentativo di riconquistare il campo Henderson, le cui forze sono accresciute dall’arrivo di altri 18 aerei, soprattutto bombardieri in picchiata. Anche unità navali nipponiche appoggiano col loro fuoco l’azione. Gli americani cercano di contrattaccare lungo una serie di bassi rilievi chiamati Bloody Ridge, ma riescono ad avanzare di appena 250 metri. Poi devono passare sulla difensiva, e solo grazie all’intenso appoggio dell’artiglieria riusciranno a resistere agli assalti portati dai nipponici durante tutta la notte. I nipponici attaccano anche lungo il fiume Ilu, ma non riescono a sfondare.
    Africa settentrionale.Dopo un forte bombardamento aereo, nella notte sul 14 i britannici tentano un’incursione, dal deserto e dal mare (appoggiati da 6 tra incrociatori e cacciatorpediniere), su Tobruk per distruggere i depositi e le installazioni portuali dell’Asse. Analoga azione tenta contro Bengasi una colonna motorizzata partita dall’oasi di Cufra, distante oltre 800 km. Entrambi i tentativi falliscono, con notevole perdite per gli attaccanti. Entro le 9 le forze da sbarco sono costrette a riprendere il mare.
    14 settembre
    Fronte sovietico.Nonostante la disperata difesa sovietica, le fanterie di von Paulus penetrano nel centro di Stalingrado e raggiungono la sponda del Volga. A questo punto ha veramente inizio la parte epica della battaglia di Stalingrado.
    Africa settentrionale.Per distogliere gli italo-tedeschi dall’inseguimento della colonna che ha tentato il colpo di mano contro Bengasi, i britannici compiono incursioni diversive su Barce e Gialo.
    Oceano Pacifico.Guadalcanal.All’alba i nipponici sospendono i loro assalti sul Bloody Ridge e si ritirano lasciando 600 morti sul terreno. I Marines hanno perso 150 uomini. Piccoli scontri lungo il fiume Ilu.
    Nel pomeriggio, i nipponici attaccano un battaglione americano schierato sulle colline che sovrastano la strada costiera nel settore occidentale della testa di ponte USA,ma sono respinti. Un battaglione del 20 reggimento Marines giunge di rinforzo sull’isola.
    Nuova Guinea.Sulle montagne, i nipponici fanno arretrare gli australiani sulla Cresta Imita, ultima asperità della catena, distante solo 51 km da Port Moresby. Ma non riusciranno a spingersi oltre, contrattaccati dagli Alleati.
    15 settembre
    Oceano Pacifico.Una Task Force americana comandata dal contramm. Noyes, di scorta a un convoglio che trasporta rinforzi a Guadalcanal dall’Isola di Espiritu Santo, nelle Nuove Ebridi, è attaccata da due sommergibili nipponici che affondano la portaerei Wasp e danneggiano la corazzata North Carolina e un cacciatorpediniere.
    Guadalcanal.Il 5° reggimento Marines estende il perimetro difensivo di Lunga a sud del campo Henderson, oltre il crinale del Bloody Ridge. I giapponesi fanno fuoco a intermittenza sulle posizioni nemiche, che vengono colpite anche dai proiettili di una corazzata nipponica.
    Nuova Guinea.Arrivano a Port Moresby dall’Australia i primi reparti di fanteria americani.
    Fronte sovietico.Durissimi gli attacchi tedeschi nel centro di Stalingrado. Ma i sovietici, trincerati nelle fabbriche, resistono.
    16 settembre
    Fronte sovietico.Proseguono i sanguinosissimi combattimenti a Stalingrado.
    Nuova Guinea.L’avanzata nipponica attraverso le montagne è fermata a Ioribaiwa. Saldamente attestati sulla Cresta Imita, più a sud, gli australiani si preparano alla controffensiva.
    Madagascar.Il governatore generale francese dell’isola chiede di avviare trattative d’armistizio.
    Cina.Il gen. Chennault propone che i suoi aerei siano assegnati in via prioritaria alla difesa del ponte aereo tra l’India e la Cina.
    Isole Aleutine.I giapponesi hanno sgomberato l’isola di Attu, trasferendone la guarnigione a Kiska.
    17 settembre
    Nuova Guinea.Mentre australiani e americani iniziano i preparativi per la controffensiva, i nipponici sono in situazione precaria a Ioribaiwa. Praticamente in vista di Port Moresby, non sono in grado di attaccare le posizioni australiane per mancanza di rifornimenti e di rinforzi.
    Madagascar.I plenipotenziari francesi respingono le condizioni poste dai britannici per la cessazione delle ostilità.
    18 settembre
    Oceano Pacifico.Guadalcanal.Gli americani ricevono rinforzi (oltre 4000 uomini del 7° regg. Marines), veicoli, armi e munizioni, viveri e benzina. Le razioni possono essere riportate a livello normale. Scontri di piccola portata con i giapponesi lungo il perimetro difensivo.
    Nuova Guinea.Il Quartier Generale Imperiale nipponico ordina al corpo di spedizione di tenere le posizioni e di rafforzare la testa di sbarco di Buna-Gona. Il gen. Horii incomincia a sfoltire i ranghi rinviando gli uomini verso il settore di BunaGona. Nuovi rinforzi americani si imbarcano a Brisbane per la Nuova Guinea.
    Madagascar.La XXIX brigata di fanteria dell’Africa Orientale britannica sbarca senza incontrare opposizione sulla costa orientale, a Tamatave, e si inoltra all’interno verso Tananarive, su cui dalla costa occidentale avanza la XXII brigata.
    19 settembre
    Oceano Pacifico.Guadalcanal.Il gen. Vandegrift divide la testa di sbarco americana in 10 settori parzialmente autonomi, e stabilisce una linea difensiva continua.
    Sicilia.Riprendono i bombardamenti inglesi sull’isola.
    20 settembre
    Fronte sovietico.Furiosi combattimenti di casa in casa a Stalingrado. il Gruppo di armate A conquista la città di Terek, sulla riva meridionale del fiume omonimo, al centro del Caucaso.


    Stalin rinnova a Eden e a Wendell Wilkie la richiesta pressante dell’apertura di un secondo fronte.


    Vengono emanati i piani operativi dell’operazione “Torch”: la data dello sbarco in Africa settentrionale è fissata all’8 novembre.
    Sicilia.La RAF bombarda centri della provincia di Agrigento.
    21-22 settembre
    Gli Stati Uniti si assumono la responsabilità diretta del controllo degli aiuti inviati all’URSS attraverso l’Iran.
    23 settembre
    Fronte sovietico.Proseguono i combattimenti a Stalingrado, mentre il Gruppo di armate A invia un gruppo d’assalto alla conquista del porto di Tuapse, sul Mar Nero, a nord-ovest di Soci.
    Sicilia.Attacchi aerei inglesi su Trapani e l’Isola Colombaia, e sulla strada Gela-Licata.
    Guadalcanal.Gli americani danno inizio a un’operazione limitata tendente a ricacciare il nemico a distanza di sicurezza dal campo Henderson.
    Nuova Guinea.Il 128° reggimento della 32à divisione USA è aviotrasportato a Port Moresby. Il generale Blamey assume il comando diretto delle forze alleate nell’isola.
    Madagascar.La XXII brigata africana entra a Tananarive, che è stata dichiarata città aperta.
    24 settembre
    Pacifico.Guadalcanal.I Marines attaccano i nipponici sul Monte Austen e nella zona di Matanikau-Kokumbona.


    Il gen. Franz Halder, in pieno disaccordo con Hitler circa la conduzione della guerra in Russia, è estromesso dalla carica di capo di Stato Maggiore della Wehrmacht. Al suo posto è chiamato il gen. Kurt Zeitzler, la cui responsabilità è tuttavia limitata al fronte orientale.
    25 settembre
    Nuova Guinea.Gli australiani aprono la controffensiva sui monti, lungo la pista Port Moresby-Kokoda, attaccando in forze Ioribaiwa.
    Madagascar.I britannici controllano ora tutta la parte centrale dell’isola.
    26 settembre
    Oceano Pacifico.Guadalcanal.Scontri presso il villaggio di Matanikau. L’azione dei Marines è appoggiata dall’artiglieria e dall’aviazione.
    Madagascar.Il gen. Platt, comandante le forze britanniche, trasferisce il proprio comando da Majunga a Tananarive.
    27 settembre
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani tentano inutilmente, con attacchi locali, di estendere il perimetro della propria testa di sbarco.
    Nuova Guinea.Sopraffatti dagli australiani, i nipponici si ritirano rapidamente lungo la pista della catena Owen Stanley.
    Isole Gilbert.I nipponici occupano l’isola di Kuria. Il 24 hanno occupato Maiana, il 25 Beru.
    28 settembre
    *****
    29 settembre
    Pacifico.Guadalcanal.Gli effettivi americani nell’isola sono ora oltre 19.000, mentre altri 3260 uomini presidiano l’isola di Tulagi. Le “Api del mare” (i genieri civili militarizzati) stanno facendo dello Henderson Field un aeroporto in piena regola, anche se spesso la pista è sconvolta dalle bombe nipponiche.
    Madagascar.Avanzando verso sud da Tananarive, truppe britanniche occupano Fianarantsoa, mentre altri reparti salpati da Diego Suarez sbarcano a Tuléar sulla costa sud-occidentale occupando il porto, l’aeroporto e la base per idrovolanti che consentono di perlustrare il Canale di Mozambico.
    Sicilia.Aerei della RAF bombardano Porto Empedocle e le località vicine causando vittime e danni.
    30 settembre
    Isole Aleutine.I giapponesi compiono la prima di una serie di azioni aeree di disturbo sull’isola di Adak.

  13. #38
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Ottobre 1942

    1° ottobre
    Fronte sovietico.Il vigore della spinta tedesca si va esaurendo. Proseguono durissimi i combattimenti entro Stalingrado, dove la 6à armata paga a caro prezzo ogni metro di terreno che conquista. Risultano vani, d’altronde, gli sforzi sovietici per recare soccorso alla città, costantemente battuta dal fuoco delle artiglierie e dalle incursioni aeree. Il Gruppo di armate A, incaricato della conquista del Caucaso e dei suoi ricchi giacimenti petroliferi, segna il passo di fronte all’accresciuta resistenza sovietica. I tedeschi non riescono a conquistare Groznyi. Si combatte aspramente nella zona fra Novorossijsk e Tuapse, sul Mar Nero. Le gravi perdite umane e materiali, la scarsità di rifornimenti, soprattutto di carburante, e la natura del terreno incominciano a farsi sentire negativamente sulle armate del Reich.
    2 ottobre
    Pacifico.Un reparto americano salpato da Espiritu Santo occupa l’Isola di Funafuti nel gruppo delle Isole Ellice, presso le Gilbert.
    Madagascar.I britannici proseguono l’occupazione della parte meridionale dell’isola.
    3 ottobre
    Fronte sovietico.Nel Caucaso, il Gruppo di armate A tedesco compie qualche progresso in direzione di Groznyi. Continua con immutata asprezza la lotta a Stalingrado.
    4 ottobre
    Nuova Guinea.Gli australiani continuano la loro pressione sui nipponici lungo la pista Port Moresby-Kokoda. Pattuglie americane effettuano una ricognizione su un’altra pista all’interno, presso Jaure.
    5 ottobre
    Pacifico.Aerei americani decollati da portaerei bombardano installazioni nipponiche nell’isola di Bougainville (Salomone).
    6 ottobre
    Viene sottoscritto a Washington il secondo protocollo riguardante gli aiuti americani all’URSS. Da questa data al luglio 1943 è previsto l’invio in Russia di 4.400.000 t di rifornimenti, tre quarti di essi per via mare, un quarto attraverso la Persia.
    Africa settentrionale.Montgomery emana le prime direttive per l’offensiva che l’8à armata si appresta a sferrare a EI Alamein.
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate A occupa la città e l’importante centro petrolifero di Malgobek, presso Terek nel Caucaso, a ovest di Groznyi.
    7 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.Sempre allo scopo di mettere il campo Henderson al di fuori della portata delle artiglierie nipponiche, la 1à divisione Marines attacca, con l’appoggio dell’artiglieria e dell’aviazione, a ovest del perimetro difensivo raggiungendo la foce del fiume Matanikau. Due colonne, avanzando in direzione sud-ovest, si attestano su Quota 65, che domina il fiume stesso. Scarsa la resistenza giapponese.
    Nuova Guinea.Spostamenti di truppe alleate in vista della controffensiva che dovrà portare alla liquidazione del nemico.
    8 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.I Marines devono rinunciare ad attaccare il nemico oltre il fiume Matanikau a causa delle piogge torrenziali. Alcuni reparti riducono tuttavia la testa di ponte che i nipponici ancora tengono a est del fiume; gli scontri sono molto cruenti. Avendo la ricognizione segnalato l’imminenza di un contrattacco nipponico in forze, il comando americano ordina ai Marines di effettuare una puntata contro i reparti nipponici di Punta Cruz e quindi di rientrare nel perimetro di Lunga.
    Nuova Guinea.Sulla catena Owen Stanley, i nipponici interrompono la ritirata verso Kokoda e si preparano ad arrestare gli australiani su un passo a nord di Myola.
    9 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.I Marines rientrano dall’azione sul fiume Matanikau. Durante i combattimenti, i nipponici hanno perso circa 700 uomini, gli americani 190.
    Francia.100 bombardieri americani attaccano di giorno (americani e inglesi si sono divisi i compiti; agli americani sono affidate le incursioni diurne, agli inglesi quelle notturne) impianti industriali a Lilla. Circa 100 aerei tedeschi levatisi per intercettarli sono distrutti o danneggiati.


    Nell’esercito sovietico, viene ristabilito il comando unico dei reparti. Il comandante militare assume il ruolo degli ufficiali comandanti di tutti gli altri eserciti, mentre il commissario politico viene drasticamente ridimensionato. La sua designazione diventa “vicecomandante in campo politico” presso le unità dell’esercito, ma tutte le responsabilità decisionali di carattere militare sono esclusivamente riservate all’ufficiale comandante.
    10 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.Preparandosi alla controffensiva nipponica, i Marines erigono postazioni difensive sulla riva orientale del fiume Matanikau.
    11 ottobre
    Madagascar.Il gen. Platt cede il comando del settore al gen. Smallwood.
    11-12 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.Battaglia aeronavale di Capo Esperance. Una squadra americana comandata dal contramm. Norman Scott (incr. pesanti San Francisco e Salt Lake City, incr. leggeri Boise e Helena e 5 cacciatorpediniere) che pattuglia le acque delle Salomone per impedire l’arrivo di rinforzi e rifornimenti nipponici a Guadalcanal con l’ormai famoso “Tokyo Express” intercetta a est dell’Isola di Savo una squadra nipponica che scorta trasporti con rinforzi, artiglieria pesante e carri armati destinati a Guadalcanal in vista dell’offensiva finale contro gli americani. La squadra nipponica, comandata dal contramm. Aritomo Goto, è formata da 3 incrociatori pesanti (Aoba, Kinugasa, Furutaka), 2 trasporti idrovolanti e 8 cacciatorpediniere.
    Nella battaglia, che ha inizio nella notte sul 12 ottobre e prosegue per tutta la giornata, e alla quale prendono parte aerei nipponici di stanza a Rabaul e americani decollati da Guadalcanal, vengono affondati l’incr. pesante nipponico Furutaka e 3 cacciatorpediniere, nonché 1 cacciatorpediniere americano. Danneggiati 2 incrociatori americani (Salt Lake City e Boise) e 2 cacciatorpediniere. Il contramm. Goto muore nella battaglia, che può essere considerata la rivincita della marina USA per la sconfitta di Savo. I trasporti nipponici riescono, tuttavia, a sbarcare ugualmente circa 800 uomini e materiale pesante a Guadalcanal. Gravi le perdite umane nipponiche a Capo Esperance: molti naufraghi rifiutano di essere raccolti dalle navi americane e preferiscono essere divorati dagli squali che infestano quelle acque.
    Grosse formazioni aeree nipponiche mettono fuori uso lo Henderson Field di Guadalcanal, distruggendo la pista, aerei e depositi di prezioso carburante.
    13 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.La 1à divisione Marines è rinforzata da 1 reggimento di fanteria. I nuovi cannoni nipponici a lunga gittata appena sbarcati sull’isola e gruppi di bombardieri tempestano lo Henderson Field.
    14 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.Poco dopo le ore 1, le corazzate giapponesi Kongo e Haruna, della 3à divisione di linea comandata dal viceammiraglio Takeo Kurita e comprendente anche l’incr. Isuku e 9 cacciatorpediniere, bombardano le posizioni americane presso Punta Lunga e in particolare il campo Henderson. Il "Tokyo Express" seguita a portare regolarmente rinforzi e rifornimenti al contingente giapponese, sbarcando circa 4000 uomini a Tassafaronga (a ovest di Lunga). Dei 90 aerei americani di base ai campo Henderson 48 sono stati distrutti.
    Nuova Guinea.Rinforzi australiani e americani giungono per via aerea a Wanigela. Si tratta di un reggimento USA e di un battaglione australiano. Sulle montagne, i giapponesi resistono alla pressione australiana al passo Templeton.
    15 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.6 trasporti nipponici sbarcano in pieno giorno il proprio carico a Tassafaronga, nella certezza che nessun aereo americano può più levarsi dal campo Henderson. Invece alcuni bombardieri in picchiata riescono a decollare da una pista riattata alla meno peggio e affondano o costningono ail’incagliamento 3 trasporti nemici.
    Le navi appoggio idrovolanti MacFarland e aerei da trasporto di base sull’isola Espiritu Santo riforniscono gli americani di carburante per aviazione. Il comando della 17à armata nipponica dirama le disposizioni tattiche per la grande offensiva contro il perimetro americano di Lunga.
    Il cacciatorpediniere americano Meredith è affondato da un aerosilurante nemico presso l’isola di San Cristobal nelle Salomone. Nella notte sul 16, gli incrociatori nipponici Maya e Myoko bersagliano con 1500 proiettili il perimetro difensivo americano.
    16 ottobre
    Pacifico.Aerei decollati dalla portaerei Hornet, che pattuglia le acque a sud di Guadalcanal, compiono un’ incursione sulla Baia di Rekata nell’Isola di Santa Isabel, distruggendo depositi nipponici di armi e munizioni nelle vicinanze di Tassafaronga.
    I giapponesi ammassano le loro forze in previsione dell’offensiva; il fuoco delle artiglierie contro il perimetro difensivo americano si fa sempre più intenso e preciso.
    Isole Aleutine.Aerei americani affondano 1 cacciatorpediniere nipponico.
    17 ottobre
    Nuova Guinea.Duri combattimenti fra australiani e giapponesi sulla pista Port Moresby-Kokoda presso l’Eora Creek.
    Gran Bretagna.Nel Firth of Clyde incominciano a radunarsi i convogli destinati all’operazione “Torch” (sbarco in Africa settentrionale).
    18 ottobre
    Pacifico.Il viceammiraglio W.F. Halsey sostituisce il viceammiraglio R.L. Ghormley nel comando del settore del Pacifico meridionale.
    Nuova Guinea.Proseguono violenti i combattimenti nella zona dell’Eora Creek, lungo la pista per Kokoda.
    19 ottobre
    Il Dipartimento della Guerra USA si impegna ad armare ed equipaggiare altre 30 divisioni cinesi.
    Madagascar.I britannici proseguono l’occupazione della parte meridionale dell’isola. Con un attacco a tenaglia si impadroniscono del centro di Andriamanalina.
    Pacifico.Guadalcanal.L’attacco giapponese previsto per il 18 è stato rimandato al 22, in quanto il previsto schieramento non è ancora stato completato.
    20 ottobre
    Pacifico.Su richiesta del gen. Vandegrift, il viceammiraglio Halsey destina un altro reggimento di fanteria, il 147°, a Guadalcanal.
    Africa settentrionale.La RAF intensifica i suoi attacchi contro le posizioni,le linee di rifornimento e soprattutto gli aereoporti dell'Asse,inmodo di garantirsi la supremazia nei cieli durante l'imminente offensiva,il cui inizio è stato fissato da Montgomery il giorno 24.
    21 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.Reparti nipponici appoggiati da artiglieria e da 9 carri armati tentano, senza riuscirvi, di forzare la linea americana sul fiume Matanikau.
    22 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.I nipponici, non essendo ancora riusciti a schierare tutti i reparti sulle posizioni stabilite, rimandano di 24 ore l’inizio dell’offensiva contro il perimetro americano di Lunga.
    Nuova Guinea.Per garantirsi il controllo della parte settentrionale della Baia di Milne, gli australiani mandano un battaglione della XVIII brigata, imbarcato su 2 cacciatorpediniere, a occupare l’isola Goodenough, presidiata da circa 300 giapponesi.
    Algeria.A bordo di un sommergibile, il generale americano Mark W. Clark, vice di Eisenhower, accompagnato da alcuni collaboratori giunge nottetempo in Algeria per conferire con il gen. Charles Mast, esponente degli ufficiali francesi favorevoli agli Alleati. Mast assicura a Clark e al console generale americano Robert Murphy che i reparti francesi, agli ordini del gen. Henri Giraud, sono pronti ad appoggiare l’azione degli Alleati. Frattanto, il primo convoglio destinato all’operazione “Torch” salpa dall’Inghilterra.
    Africa settentrionale.In gran segreto, con spostamenti notturni, le truppe dell’8à armata britannica prendono posizione per l’imminente offensiva.
    23 ottobre
    Pacifico.Guadalcanal.Alle ore 18, l’artiglieria nipponica inizia un poderoso bombardamento contro le posizioni americane sul fiume Matanikau. Dopo di esso fanterie e carri armati vanno all’assalto, ma non riescono ad attraversare il fiume e subiscono gravi perdite: 600 uomini e almeno 8 carri armati.Il grosso dei nipponici avrebbe dovuto sferrare simultaneamente un attacco sul fianco sud del perimetro americano, ma per difficoltà Iogistiche ciò non avviene.
    Africa settentrionale.Ore 21,30: con un violentissimo fuoco di artiglieria inglese (oltre 1000 cannoni) contro le postazioni italo-tedesche inizia la seconda battaglia di EI Alamein.L’attacco sorprende nettamente le forze dell’Asse. Oltre tutto, Rommel si trova da qualche settimana in Germania ed è temporaneamente sostituito dal gen. Georg Stumme. Al fuoco delle artiglierie inglesi le forze dell’Asse hanno l’ordine di non rispondere per risparmiare munizioni. E tuttavia un momento molto delicato per gli inglesi: qualche giorno prima Churchill ha telegrafato al gen. Alexander, comandante in capo delle forze armate inglesi nel Medio Oriente: “Tutte le nostre speranze sono riposte, in questo momento, sulla battaglia che voi e Montgomery vi apprestate a scatenare. Può darsi che essa sia la chiave del futuro...”. A sua volta Montgomery, alla vigilia dell’attacco, ha rivolto una specie di proclama alle truppe: “Quando assunsi il comando dell’8à armata affermai che il nostro compito sarebbe stato quello di annientare Rommel e che questo sarebbe successo non appena saremmo stati pronti. Ebbene, ora siamo pronti. La battaglia che sta per iniziare è una battaglia decisiva e come tale entrerà nella storia... Abbiamo armi e materiale di prim’ordine, carri armati potenti... e ci appoggia la migliore aviazione del mondo...”.
    Quanto alle forze in campo, gli inglesi sono decisamente superiori potendo schierare 195.000 uomini (contro circa 105.000 dell’Asse), 1029 carri armati di cui molti Sherman americani (gli italo-tedeschi ne hanno circa 490), più di 1000 cannoni contro 480 circa dell’avversario, 530 aerei contro i 350 dell’aviazione italo-tedesca, 1400 pezzi anticarre mentre l’Asse può disporne di soli 744). Dal gen. Montgomery dipendono il XXX, il X e il XIII corpo, schierati rispettivamente al nord, al centro e al sud della linea d’attacco. Dall’altra parte hanno preso posizione la 15à divisione corazzata e la 164à divisione tedesche e la divisione italiana Littorio(al nord), le divisioni italiane Trento, Bologna e Brescia (al centro), la 21à divisione corazzata tedesca e altre due divisioni italiane, l’Ariete e la Folgore (al sud).
    Il compito degli italiani è difendere le posizioni mentre gli eventuali attacchi sono affidati ai mezzi corazzati tedeschi che però soffrono l’handicap di essere distribuiti un po’ lungo tutto il fronte perdendo cosi in for0za d’urto.
    Il piano inglese prevede l’attacco decisivo nel settore nord da parte della fanteria del XXX corpo inglese e delle divisioni corazzate del X corpo; al XIII sono affidate per il momento azioni diversive.
    Ore 22: I tre corpi inglesi lanciano il loro attacco:l'’imprevista offensiva provoca grande sorpresa nelle forze dell’Asse che tuttavia reagiscono prontamente.
    Italia.Incursione aerea inglese su alcune zone del Piemonte, della Liguria e della Lombardia: sono colpite Torino, Genova e in particolare Savona.
    24 ottobre
    Stati Uniti.Salpa alla volta del Mediterraneo un gigantesco convoglio agli ordini del gen. Patton e del contrammiraglio Hewitt: trasporta le truppe americane destinate all’operazione “Torch”.
    Africa settentrionale.All’alba il XXX corpo britannico raggiunge il suo obiettivo (la linea “Oxalic”) a ridosso della 15à divisione corazzata tedesca e della divisione Littorio, ma i mezzi corazzati del X corpo non sono ancora riusciti a superare i campi minati e a raggiungere il primo obiettivo (“Pierson”) previsto dal piano d’attacco.
    Nel settore meridionale del fronte, il XIII corpo impegna la 21à divisione corazzata tedesca.
    Pomeriggio: il gen. Stumme, che sostituisce Rommel nel comando, è stroncato da un attacco cardiaco quando la sua autoblindo viene colpita da un proiettile nemico. L’ufficiale, che sta aggrappato sul predellino della sua vettura, cade a terra senza che l’autista se ne accorga e in un primo tempo viene dato per disperso: il suo corpo sarà ritrovato solo molte ore più tardi.
    Al calar della notte la 1à divisione corazzata inglese è riuscita a far uscire le sue unità dai campi minati mentre la 10à resta intrappolata nel corridoio tra le mine.
    Pacifico.Guadalcanal.Nella notte sul 25, un reggimento nipponico lancia un robusto attacco sul fianco meridionale del perimetro difensivo americano. Gli americani fanno accorrere rinforzi dagli altri settori e contengono la pressione dei nipponici, che all’alba ripiegano sulle posizioni di partenza.
    Nuova Guinea.I nipponici evacuano l’Isola di Goodenough.Il presidio è reimbarcato su 2 cacciatorpediniere che fanno rotta su Rabaul, nella Nuova Britannia.
    Italia.Durante una nuova incursione di velivoli inglesi sull’Italia settentrionale vengono colpite in particolare Milano, Monza e Novara: nella capitale lombarda si segnalano numerosi morti e feriti e gravi danni.
    Inghilterra.Salpano alla volta del Mediterraneo 2 convogli misti anglo-americani che prenderanno parte all’operazione “Torch”.
    25 ottobre
    Africa settentrionale.Nelle prime ore della mattina, nel corridoio dove si è infilata la 10à divisione corazzata inglese la situazione si fa molto delicata, ma Montgomery alle 3,30 conferma che il tentativo di sfondamento deve continuare costi quel che costi.
    Ore 12: il comandante inglese attua una variazione nel suo piano d’attacco decidendo di spostare verso nord il cardine dell’offensiva; l’attacco viene affidato alla 9à divisione australiana con la copertura della 1à divisione corazzata. Scontri particolarmente violenti vengono segnalati attorno alla Cresta Kidney con perdite molto pesanti da parte della 15à divisione corazzata tedesca, ridotta a 39 carri da 119 che ne aveva al mattino. Rommel rientra precipitosamente in Africa.
    Nel porto di Tobruk vengono affondate le petroliere Proserpina e Luisiano cariche di benzina destinate ai serbatoi quasi asciutti dei mezzi di Rommel.
    Isole Bermude.Una squadra di por-taerei americane salpa per l’Africa settentrionale per l’operazione “Torch”.
    Pacifico.Guadalcanal.Dopo una vivace attività diurna dell’aviazione e dell’artiglieria nipponiche, il fronte terrestre si rimette in moto durante la notte sul 26, quando due reggimenti nipponici attaccano le posizioni americane sul fianco sud del perimetro di Lunga e altri reparti investono la linea del fiume Matanikau. Notevoli perdite da ambo le parti. L’azione terrestre cessa la mattina dopo.
    26 ottobre
    Africa settentrionale.Continuano i combattimenti su tutto il fronte: particolarmente violenti gli scontri in prossimità del varco aperto dagli inglesi nello schieramento avversario attorno alla Cresta Kidney. Inizia l’attacco della 9à divisione australiana sul fronte settentrionale: la mossa costringe i tedeschi a spostare le loro riserve notevolmente più a nord.
    L’azione inglese è comunque notevolmente rallentata rispetto ai giorni passati: Montgomery convoca i suoi generali e li sprona a riprendere l’avanzata con la determinazione delle prime ore. A Londra si attendono notizie decisive che non arrivano: Churchill è furibondo, minaccia addirittura di far “saltare” Montgomery; sembra esclami: “E' mai possibile che non si riesca a trovare un generale che sia capace di vincere una battaglia?”.
    Rommel raggiunge il suo quartier generale e, rendendosi immediatamente conto dellà gravità della situazione, prepara contromisure: la prima riguarda la 21à divisione corazzata tedesca, che viene spostata dal settore meridionale a quello settentrionale.
    Fronte sovietico.Proseguono i durissimi combattimenti di Stalingrado.
    Nel Caucaso, il Gruppo di armate A conquista Nalcik.
    Gran Bretagna.Un altro convoglio destinato all’operazione “Torch” saipa per l’Africa.
    Pacifico.Guadalcanal.Le truppe nipponiche, al comando del gen. Kawaguchi, rinnovano i loro attacchi ma sono ancora una volta respinte.
    I loro cannoni vengono in gran parte messi a tacere dal preciso tiro delle batterie americane. Fino a questo punto, i nipponici hanno perso a Guadalcanal oltre 4000 uomini, mentre le perdite americane sono molto inferiori. Anche l’aviazione nipponica, negli ultimi giorni, ha perso oltre 100 aerei contro una quindicina degli americani. Anche unità navali nipponichc hanno dato il loro contributo di fuoco alla battaglia; da parte americana, aerei decollati dal campo Henderson hanno gravemente danneggiato l’incr. leggero nipponico Yura.
    27 ottobre
    Africa settentrionale.Rommel lancia una serie di contrattacchi contro le linee britanniche (in particolare contro la 1à divisione corazzata) con l’unico risultato di veder ulteriormente assottigliarsi il numero dei suoi mezzi corazzati: alla fine della giornata infatti risulteranno distrutti o catturati dal nemico 61 carri armati della 15à divisione corazzata tedesca e 56 della divisione corazzata italiana Littorio. Durissimi sono gli scontri a Tell el-Aqqaqir.
    La 7à divisione corazzata inglese viene staccata dal XIII corpo e inviata nel settore settentrionale del fronte.
    28 ottobre
    Africa settentrionale.Formazioni della RAF bombardano a lungo le truppe corazzate italo-tedesche che stanno cercando di riorganizzarsi in vista di un nuovo contrattacco.
    Verso sera Rommel può contare su 148 carri armati tedeschi e 187 italiani, una vera miseria se si considerano gli 800 mezzi corazzati di cui ancora dispongono gli inglesi. La “volpe del deserto” usa tutte le sue arti di tattico e di stratega, ma si rende perfettamente conto che la battaglia è persa. Continuano gli attacchi, sul fronte nord, della 9à divisione australiana che verso sera si trova in prossimità della strada costiera, dopo essere penetrata a cuneo nello schieramento nemico. Rommel accorre nel settore con la 90à divisione leggera e con la 21à divisione corazzata tedesche: il settore lasciato sguarnito da quest’ultima unità viene affidato alla divisione italiana Trieste, fino a quel momento in riserva.
    Gli italo-tedeschi cercano di disporsi per un nuovo attacco contro le posizioni britanniche, ma ne sono impediti dall’incessante martellamento aereo della RAF. Nella notte sul 29, gli inglesi attaccano in direzione del mare, per eliminare il saliente che le forze dell’Asse mantengono sulla costa e per tagliare la strada e la ferrovia litoranee. Giungono fin quasi alla strada, ma la loro avanzata è bloccata dai difensori del caposaldo Thompson.
    29 ottobre
    Africa settentrionale.Nuovi contrattacchi italo-tedeschi nel settore nord del XXX corpo britannico. Montgomery, sapendo che il grosso delle forze tedesche è concentrato a nord, presso la costa, decide di tentare lo sfondamento non in direzione ovest, lungo la costa, ma in direzione sud, nel settore presidiato dalle ormai esauste fanterie italiane.
    Pacifico.Guadalcanal.Date le gravi perdite subite nei recenti scontri, i nipponici iniziano un ripiegamento generale su Punta Koli e su Kokumbona. Frattanto gli americani, rafforzati da 2 battaglioni di Marines trasferiti da Tulagi, gettano passerelle sul fiume Matanikau e si preparano a lanciare un’offensiva il 1° novembre.
    Nuova Guinea.I nipponici si ritirano combattendo sulle montagne Owen Stanley.
    Isole Aleutine.I nipponici rioccupano l’Isola di Attu, che avevano sgombrato.
    30 ottobre
    Africa settentrionale.La 9à divisione australiana rinnova gli attacchi nel settore costiero, riesce a raggiungere il mare nella notte sul 31 e volge con rapidità in direzione ovest chiudendo in una sacca ingenti forze nemiche, che verranno liberate da una puntata di carri armati e potranno ritirarsi verso la Cirenaica.
    Pacifico.Guadalcanal.Incrociatori e cacciatorpediniere americani bombardano le posizioni nipponiche a Punta Cruz. I Marines perfezionano i preparativi per l’offensiva e costruiscono altri ponti di fortuna sul fiume Matanikau.
    31 ottobre
    Africa settentrionale.Il gen. Alexander, comandante in capo delle forze armate inglesi nel Medio Oriente, telegrafa a Churchill in questi termini: “Il nemico si batte con la forza della disperazione, ma noi lo stiamo assalendo duramente e senza tregua infliggendogli, senza pietà, colpi gravissimi. Crediamo che cederà presto...”.



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    Novembre 1942

    1° novembre
    Fronte sovietico.Proseguono, sempre sanguinosissimi, i combattimenti a Stalingrado fra la 62à e la 64à armata sovietiche e la 6à armata e la 4à armata corazzata tedesche. Il sogno tedesco di conquistare integralmente la città incomincia a svanire di fronte all’incrollabile resistenza nemica. Nel Caucaso, l’Armata Rossa è riuscita a frustrare tutti i tentativi del Gruppo di armate A di impadronirsi di Groznyi. I tedeschi riescono tuttavia a conquistare Alagir, al centro del Caucaso, importante nodo stradale a sud-est di Nalcik.
    Pacifico.Guadalcanal.La 1à divisione Marines lancia il previsto attacco in direzione ovest verso il fiume Poha, con valido appoggio di aerei e artiglierie terrestri e navali. Superato il fiume Matanikau sulle passerelle gettate nei giorni precedenti, il 5° reggimento Marines avanza fino a breve distanza da Punta Cruz, caposaldo nipponico. A est del perimetro difensivo, altri reparti avanzano verso il fiume Metapona per prevenire nuovi sbarchi nipponici previsti a Punta Koli.
    2 novembre
    Africa settentrionale.Alle ore 1, il XXX corpo dell’8à armata britannica si lancia all’attacco per attuare l’operazione “Supercharge”, come denominata in codice l’offensiva di sfondamento. Coperta da un imponente sbarramento di artiglieria, la 2à divisione neozelandese apre un nuovo corridoio nei campi minati nemici, liberando la strada alla IX brigata corazzata che stabilisce una testa di ponte oltre una pista che si diparte da Rahman in direzione sud.
    All’alba le batterie anticarro italo- tedesche fanno strage dei carri della brigata inglese, distruggendone il 75%, ma non riescono a resplngerla oltre i campi minati. Il X corpo manda al soccorso i suoi carri, mentre la 1à divisione corazzata inglese viene impegnata in furiosi scontri presso Teli el-Aqqaqir, a ovest della Cresta Kidney. Verso sera, Rommel dispone in prima linea di soli 32 carri pienamente efficienti.
    Pacifico.GuadalcanalIl 5° reggimento Marines circonda le forze nipponiche a Punta Cruz. Giungono sull’isola viveri, munizioni e due batterie da 155 mm, grazie alle quali gli americani saranno in grado di opporsi validamente all’artiglieria nipponica. A est del perimetro difensivo, un battaglione del 7° Marines supera la foce del fiume Metapona e si attesta presso il villaggio di Tetere.
    Nella notte sul 3, la 17à armata nipponica sbarca rifornimenti e 1500 uomini a est di Punta Koli, dove è prevista la costruzione di un aeroporto.
    Nuova Guinea.La XXV brigata australiana, dopo la lunga campagna sulla catena Owen Stanley, raggiunge Kokoda e il vicino aeroporto, che consentirà il rifornimento delle truppe nella zona. Gli Alleati prendono ovunque posizione. MacArthur propone la data del 15 novembre per l’inizio dell’attacco contro la testa di sbarco nipponica nella zona di Buna-Gona.
    3 novembre
    Africa settentrionale.I controcarro dell’Asse seguitano a contenere la spinta dei corazzati alleati. Durante la notte sul 4, la 51à divisione e una brigata della 4à divisione indiana raggiungono d’impeto la pista di Rahman a sud di Teli el-Aqqaqir e infrangono lo schieramento controcarro italo-tedesco. Rommel, d’altronde, la stessa notte dà l’ordine di ripiegamento. Alcune divisioni italiane, tra cui la Folgore, formata da paracadutisti, restano a sacrificarsi per consentire lo sganciamento del grosso. Attivissima la RAF.
    Alle 10,30 Rommel aveva ricevuto un telegramma di Hitler, in cui gli si imponeva praticamente di mantenere le posizioni. Vi si leggeva, tra l’altro: “...Nella situazione nella quale vi trovate non ci può essere altro pensiero che quello di resistere, di non cedere di un passo e di impegnare nella battaglia ogni uomo e ogni arma ancora utilizzabili... Nonostante la sua superiorità, anche il nemico sarà allo stremo delle forze.
    Non sarebbe la prima volta nella storia che la volontà più forte trionfa sui battaglioni nemici più forti. Alle sue truppe lei non può indicare nessun’altra via se non quella che porta alla vittoria o alla morte”.
    Pacifico.Guadalcanal.Il 5° reggimento Marines elimina la sacca giapponese a Punta Cruz. A est del perimetro difensivo, gli americani sono invece costretti ad arretrare. Vengono loro inviati rinforzi quando al comando giunge notizia di imminenti sbarchi nipponici a Punta Koli.
    Cina.Il Generalissimo Chiang Kaishek promette 15 divisioni cinesi, che saranno poste agli ordini del generale americano Stilwell, per la riconquista della Birmania, in vista della quale i britannici vanno ammassando forze in India.
    4 novembre
    Africa settentrionale.Inutile, disperata difesa delle truppe italiane: la divisione corazzata Ariete, la Littorio e la divisione motorizzata Trieste sono annientate. Di fronte a questo disastro Rommel dà di nuovo l’ordine di ripiegare, a dispetto degli ordini di Hitler. In giornata comunque, e grazie all’intervento di Kesselring, comandante del settore operativo Sud, Hitler concede a Rommel l’autorizzazione a ritirarsi.
    Il gen. Alexander invia a Churchill un messaggio decisamente ottimistico in cui si dice sicuro di aver vinto la battaglia di El Alamein: “Dopo dodici giorni di aspri e violenti combattimenti, l’8à armata ha inflitto una dura disfatta alle truppe italo-tedesche di Rommel. Il fronte nemico è stato spezzato ed ora le forze corazzate britanniche stanno operando alle spalle dell’avversario. I reparti nemici che possono disimpegnarsi sono in piena ritirata e vengono attaccati incessantemente dalle nostre unità corazzate, da quelle motorizzate e dall’aviazione...”.
    Fronte sovietico.Mentre proseguono i combattimenti a Stalingrado, i russi sferrano attacchi in tutti gli altri settori del fronte, per individuare i punti deboli.
    Pacifico.Guadalcanal.A ovest del perimetro difensivo, gli americani si attestano a circa 2 km da Punta Cruz; a est devono contenere robusti attacchi nipponici. Incrociatori e cacciatorpediniere, nonché aerei USA, attaccano le posizioni nipponiche presso Punta Koli. Anche gli americani ricevono rinforzi: reparti dell’8° reggimento Marines sbarcano nella Baia di Aola.
    Nuova Guinea.La XVI brigata australiana attacca le posizioni nipponiche presso Oivi.
    MadagascarIl governatore generale francese rinnova la richiesta di armistizio ai britannici e accetta le condizioni che aveva respinto il 17 settembre.
    5 novembre
    Africa settentrionale.Prosegue la ritirata delle forze italiane e dell’Afrikakorps. I tedeschi salvano 70.000 dei 90.000 uomini che formavano il corpo di spedizione. In mano alleata restano 20.000 prigionieri italiani e 10.000 tedeschi. La divisione Folgore è ormai allo stremo delle possibilità di resistenza. Il XXX corpo britannico occupa Fuka, a metà strada fra El Alamein e Marsa Matruh.
    Pacifico.Guadalcanal.Un reggimento di fanteria USA si spinge oltre 3 km all’interno a sud di Punta Koli nel tentativo di aggirare le forze giapponesi concentrate nella zona.
    Madagascar.Alle ore 14 cessano ufficialmente le ostilità fra i britannici e le forze francesi del governo di Vichy.
    Africa nord-occidentale.Mentre i convogli destinati all’operazione “Torch”, salpati dall’inghilterra e dagli Stati Uniti, si avvicinano ai loro obiettivi, il gen. Eisenhower giunge in volo a Gibilterra e vi costituisce il comando alleato. L’amm. inglese sir Andrew B. Cunningham dirigerà le operazioni delle forze navali; il generale americano James H. Doolittle e il maresciallo dell’aria inglese sir William L. Welsh comanderanno rispettivamente le forze aeree americane e britanniche; il gen. K.A.N. Anderson dirigerà le operazioni delle forze terrestri britanniche.
    6 novembre
    Africa seuentrionale.Sotto una forte pioggia, il X corpo britannico insegue da vicino gli italo-tedeschi in ritirata nella zona prossima a Marsa Matruh. Alle 14,35 alla divisione Folgore, di 5000 uomini con i quali è partita da Tarquinia, sua base in patria, restano “ufficiali 32, truppa 262”.
    Italia.Durante la notte Genova viene investita dai bombardieri della RAF che devastano i quartieri centro-orientali della città causando molte vittime e feriti.
    Fronte sovietico.I combattimenti a Stalingrado diminuiscono di intensità. Nel Caucaso, l’Armata Rossa respinge con energia il nemico.
    Pacifico.Guadalcanal.Il 164° regg. fanteria USA raggiunge Punta Koli, senza scontrarsi col nemico. Prosegue lo sbarco di rinforzi americani nella Baia di Aola.
    7 novembre
    Africa settentrionale.Forti piogge rallentano l’inseguimento britannico nella zona di Marsa Matruh. Rommel ne approfitta per sottrarre il maggior numero possibile di divisioni alla minaccia di accerchiamento.
    Africa nord-occidentale.Il gen. Henri Giraud, fuggito dal Sud della Francia a bordo di un sommergibile, conferisce a Gibilterra con il gen. Eisenhower. Giraud crede di essere stato chiamato per assumere il comando delle forze alleate che stanno per sbarcare in Africa, ma Eisenhower deve disilluderlo. Il francese si ritira sdegnato, ma l’indomani accetta di assumere l’amministrazione civile dei territori francesi dell’Africa settentrionale che saranno liberati.
    Pacifico.Guadalcanal.Aerei di base allo Henderson Field attaccano e danneggiano 2 cacciatorpediniere nipponici davanti all’isola.
    Cina.Si decide di far esaminare dal generale americano Wheeler la situazione dei rifornimenti in vista dell’offensiva che i cinesi intendono lanciare nella primavera del 1943.
    8 novembre
    Africa nord-occidentale.Nella notte sull’8, il Corpo di Spedizione Alleato partito dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti si presenta davanti ai porti di Algeri, Orano e Casablanca: l’operazione “Torch”, decisa il 25 luglio, è entrata nella sua fase esecutiva. Sono 500 navi da guerra e 350 trasporti suddivisi in tre raggruppamenti: Task Force navale occidentale (contramm. Hewitt, USA) che sbarca truppe (gen. Patton, USA) a Casablanca in Marocco; Task Force navale centrale (commodoro Troubridge della Royal Navy) che sbarca le sue truppe (comandate dal generale americano Fredendall) a Orano in Algeria; Task Force navale orientale (contramm. Burrough della Royal Navy) che sbarca le sue truppe (comandate dal generale americano Ryder) ad Algeri. Il comando generale delle forze navali è affidato all’ammiraglio inglese Cunningham, il comando supremo dell’operazione è detenuto dal gen. Dwight D. Eisenhower. L’accordo per l’operazione era stato raggiunto da Churchill e Roosevelt il 25 luglio.
    Lo sbarco presso Algeri avviene alle ore 1; vi prendono parte 2 reggimenti USA, 2 brigate britanniche, 2 battaglioni di Commandos britannici, più 1 reggimento USA che alle 5,30 penetra nel porto di Algeri.
    Il gruppo centrale sbarca alle 1,30, nei pressi di Orano,1 divisione, 1 battaglione corazzato, 1 battaglione di Rangers, e poi un battaglione di paracadutisti. Tutto il contingente è americano. Le unità inglesi Walney e Hartland sono affondate mentre tentano di prendere intatto il porto.
    Il gruppo occidentale sbarca alle ore 5, presso Casablanca, truppe USA comprendenti 1 divisione e 2 reggimenti di fanteria, 3 battaglioni corazzati e unità speciali.


    A seguito dell’invasione il governo di Vichy rompe le relazioni diplomatiche con Washington.
    Francia. Ore 6,30: il Comando degli U-Boote a Parigi, rendendosi conto di ciò che sta accadendo sulle coste africane, ordina a 15 sommergibili di riunirsi al largo della costa del Marocco per intercettare le navi alleate dell’operazione “Torch”, ma quando le unità giungono nello specchio di mare previsto il convoglio nemico è già passato.
    Ore 7: viene recapitata al presidente francese Pétain una lettera personale del presidente americano Roosevelt in cui si comunica la notizia dello sbarco alleato in Africa settentrionale. La risposta del vecchio maresciallo sembra non lasciare dubbi sulla volontà del governo di Vichy: Pétain scrive tra l’altro: “Ho sempre dichiarato che difenderemo il nostro impero, se attaccato... Siamo attaccati, ci difenderemo. E questo l’ordine che do”. Ufficialmente dunque Pétain vuole tenere buoni i tedeschi, dichiarando che si opporrà all’aggressione anglo-americana. In realtà, poche ore dopo invia all’Alto Commissario ad Algeri, ammiraglio Francois Darlan, un telegramma segreto in cui si lascia libero quest’ultimo di trattare con gli Alleati. Pétain comunque non intende schierarsi dalla Parte degli anglo-americani, nonostante le pressioni in questo senso del gen. Weygand convocato a Vichy dal presidente.
    8-9 novembre
    Francia.Il collaborazionista Pierre LavaI, presidente del consiglio dei ministri francese, acconsente alla richiesta tedesca di aprire gli aeroporti francesi in Tunisia agli aerei tedeschi.
    9 novembre
    Fronte sovietico.Il “Ramo Armate Straniere Est” del servizio informazioni tedesco segnala concentramenti di forze sovietiche nella zona di Stalingrado e di fronte alla 3à armata romena.
    Africa settentrionale.Col miglioramento del tempo, l’8à armata britannica riprende I’inseguimento degli italo-tedeschi. La resistenza di questi è infranta a Sidi Barrani dalla 2à divisione neozelandese.
    Tunisia.Truppe tedesche aviotrasportate atterrano all’aeroporto di El Aouìna, presso Tunisi, senza incontrare opposizione da parte francese.
    Algeria.Il gen. K.A.N. Anderson assume il comando della 1à armata britannica e si affretta a inviare colonne motorizzate verso Tunisi e Biserta per prevenire l’occupazione dei due importanti obiettivi da parte delle truppe dell’Asse. Sommergibili, aerei in picchiata e aerosiluranti italo-tedeschi, lanciati all’attacco dei convogli alleati, affondano un trasporto americano davanti ad Algeri e danneggiano la corazzata Massachusetts, 2 incrociatori, 2 cacciatorpediniere e altro naviglio. Le forze francesi di Vichy oppongono ancora resistenza a Orano, mentre gli americani conquistano l’aeroporto di La Senia.
    Marocco.Le truppe del gen. Patton attaccano Port-Liautey e l’aeroporto, scontrandosi con un’inattesa resistenza da parte francese. La 3à divisione USA ritarda l’avanzata su Casablanca in attesa dell’equipaggiamento pesante e dell’artiglieria che devono ancora essere sbarcati.
    Pacifico.Guadalcanal.Il 7° reggimento Marines riesce ad accerchiare quasi completamente reparti nemici presso il torrente Gavaga e respinge i tentativi dei nipponici per rompere l’accerchiamento. Gli americani si preparano a un nuovo attacco contro Kokumbona.
    10 novembre
    Algeria.L’amm. Francois Darlan legge alla radio un proclama in cui ordina alle forze francesi in Algeria e Marocco di cessare ogni resistenza contro gli Alleati. Fanteria e corazzati americani convergono su Orano: la città capitola alle ore 12,30.
    Marocco.Cessa la resistenza dei francesi nella zona di Port-Liautey. L’aeroporto è immediatamente rimesso in funzione e vi atterrano squadriglie di caccia americani decollati dalla portaerei Chenango. Colonne corazzate riprendono l’avanzata su Casablanca, mentre un battaglione della 2à divisione corazzata si dirige su Marrakech. Forze navali USA impegnano unità francesi a Casablanca.
    Pacifico.Guadalcanal.Mentre il 7° Marines prosegue la liquidazione dei nipponici nella sacca (non completamente chiusa) nella zona del torrente Gavaga, il 2° Marines e un battaglione del 164° reggimento fanteria rinnovano l’attacco a ovest di Punta Cruz per la conquista di Kokumbona.
    Nuova Guinea.La XVI brigata australiana costringe i nipponici a ripiegare da Oivi verso la foce del fiume Kumusi.
    11 novembre
    Di fronte all’invasione tedesca della Francia di Vichy, il presidente Pétain diffonde alla radio la sua dichiarazione di protesta; eccola: “Questa notte ho ricevuto una lettera del Fùhrer, il quale mi annuncia che, per necessità militari, è costretto a prendere alcune misure che avranno come effetto la soppressione degli accordi e dei fondamenti stessi dell’armistizio.Io protesto formalmente contro queste decisioni, incompatibili con le convenzioni dell’armistizio”.
    Africa settentrionale.Il X corpo dell’8à armata, sempre all’inseguimento degli italo-tedeschi in ritirata, entra in Libia e occupa Bardia senza colpo ferire. La 1à e 7à divisione corazzata incalzano le retroguardie dell’Asse in Libia. La 2à divisione neozelandese si ferma al confine libico-egiziano allo scopo di riorganizzarsi.
    Africa nord-occidentale francese.Le autorità francesi firmano l’armistizio con gli Alleati. Ogni resistenza delle truppe di Vichy cessa alle ore 7. Mezz’ora dopo la 3à divisione americana, che avrebbe dovuto prendere d’assalto Casablanca, vi entra fra l’entusiasmo della popolazione.
    Le varie installazioni militari sono occupate dalle truppe alleate. In Algeria, reparti della XXXVI brigata della 1à armata britannica sbarcano senza incontrare resistenza a Bougie, 175 km a est di Algeri. Da questa città muove verso Bona l’XI brigata della 78à divisione.
    Francia.Truppe tedesche penetrano nella parte non occupata della Francia.Truppe italiane sbarcano in Corsica, ed entrano da est e da sud nella Francia di Vichy.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani interrompono l’offensiva in direzione di Kokumbona e iniziano a ritirarsi oltre il fiume Matanikau, poiché da molti segni si ritiene imminente un’offensiva giapponese in grande stile contro il perimetro di Lunga.
    A est del perimetro gli americani proseguono l’annientamento dei nipponici rimasti nella sacca, ormai completamente chiusa, a cavallo del torrente Gavaga.


    Un convoglio giunto dalle Nuove Ebridi inizia a scaricare viveri e munizioni, ma dopo che 3 trasporti sono stati danneggiati da aerei nipponici interrompe le operazioni e salpa verso il largo, in direzione di una squadra navale in arrivo dalla Nuova Caledonia.
    12 novembre
    Francia.Le truppe tedesche raggiungono il campo trincerato di Tolone.
    Algeria.Reparti della 1à armata britannica occupano Bona, 240 km a est di Algeri; contingenti di Commandos sbarcano presso il porto e lo occupano. L’aviazione italo-tedesca interviene ripetute volte durante la giornata colpendo obiettivi militari e civili. 2 compagnie di paracadutisti americani sono lanciate sull’aeroporto di Duzerville, 10 km a sud- est di Bona, e lo occupano. I paracadutisti americani sono aggregati e posti sotto il controllo operativo della 1à armata britannica.
    Tunisia.Unità tedesche della costituenda armata del gen. von Arnim sbarcano a Tunisi e a Biserta.
    Marocco.Sommergibili dell’Asse affondano due trasporti americani al largo delle coste marocchine.
    Pacifico.Guadalcanal.La sacca nemica sul torrente Gavaga è liquidata dagli americani. Un convoglio proveniente dalle Nuove Ebridi e dalla Nuova Caledonia sbarca davanti a Punta Lunga oltre 6000 uomini e cospicue quantità di rifornimenti, ma deve interrompere l’operazione e allontanarsi sotto la scorta di una squadriglia di cacciatorpediniere in quanto la ricognizione ha avvistato una forte squadra navale nipponica, comprendente 2 corazzate, che sta navigando da nord verso l’isola.

    Battaglia di Guadalcanal.Nella notte sul 13, la squadra navale nipponica è segnalata dagli schermi radar fra l’Isola di Savo e Capo Esperance.Nell’Iron Bottom Sound, ossia nello Stretto dal fondo di ferro, cosi chiamato a causa delle tante navi che vi sono affondate, tra Savo e Guadalcanal, si accende una furiosa battaglia. Le forze USA comprendono la portaerei Enterprise, le corazzate Washington e South Dakota gli incrociatori San Francisco, Pensacola, Portland, Helena, Juneau, Atlanta, Northampton, San Diego, 22 cacciatorpediniere 7 trasporti, 79 aerei imbarcati sulla Enterprise e 194 di base a Guadalcanal e nelle Nuove Ebridi. Le forze nipponiche comprendono le portaerei Junyo e Hiyo (con 95 aerei), le corazzate Hiei, Kirishima, Kongo e Haruna, gli incrociatori Atago, Takao, Sendai, Nagara, Tone, Chokai, Kinugasa, Suzuya, Maya, Tenryu, 30 cacciatorpediniere, 14 sommergibili, 11 trasporti. La flotta è appoggiata da 215 aerei che hanno la loro base nella Nuova Britannia.
    Il bilancio della battaglia, proseguita fino al 15 e combattuta sia dalle forze navali che da quelle aeree, è il seguente: gli americani perdono gli incrociatori leggeri Atlanta e Juneau e 7 cacciatorpediniere; gli incrociatori San Francisco, Portland, Helena, la corazzata South Dakota, 4 cacciatorpediniere sono danneggiati. I giapponesi registrano l’affondamento delle corazzate Hiei e Kirishima, dell’incrociatore pesante Kinugasa, di 2 cacciatorpediniere e di 7 degli 11 trasporti destinati a sbarcare rinforzi a Guadalcanal (circa 10.000 uomini). Solo 4000 uomini e poche tonnellate di rifornimenti potranno essere successivamente sbarcati a Tassafaronga.
    Nuova Guinea.La XXV brigata australiana occupa Gorari, mentre i giapponesi riescono a ritirarsi oltre il fiume Kumusi in piena.
    13 novembre
    Africa settentrionale.Il X corpo dell’8à armata occupa Tobruk.
    Tunisia.Anche reparti italiani entrano nel paese dalla Libia. Gli italo-tedeschi occupano la linea del Mareth, serie di fortificazioni pomposamente chiamate “la Maginot africana", costruite dai francesi a protezione della frontiera orientale della loro colonia. In pochi giorni la Tunisia sarà occupata dalle forze dell’Asse.
    Italia.Ripetute incursioni della RAF su Genova causano numerose vittime e gravi danni al centro cittadino.
    Algeria.Il gen. Eisenhower giunge in volo ad Algeri ove si incontra con l’amm. Darlan. Un convoglio alleato sbarca a Bona una brigata paracadutisti, 1 reggimento di fanteria e il comando avanzato della 1à armata britannica. La XXXVI brigata avanza fino a Djidjelli, 60 km a est di Bougie.
    Pacifico.Isole Salomone.La corazzata nipponica Hiei, colpita la notte precedente, è attaccata ripetutamente da aerosiluranti e bombardieri in picchiata americani presso l’Isola di Savo. Ormai condannata, è affondata dagli stessi nipponici.
    Nuova Guinea.Gli australiani distruggono le retroguardie nipponiche presso il fiume Kumusi.
    14 novembre
    Francia.Gli italo-tedeschi accerchiano la base di Tolone, dove è concentrata la flotta francese.Nonostante le smentite ufficiali, si sta preparando un colpo di mano.
    Pacifico.Guadalcanal.I giapponesi sottopongono a un violento bombardamento navale il campo Henderson per neutralizzarlo in previsione dello sbarco dei loro rinforzi. Gli aerei dell’Enterprise e quelli con base a terra infliggono gravi perdite al nemico.E' il seguito della battaglia di Guadalcanal, iniziatasi il 12 e descritta a quella data.
    Nuova Guinea.Gli Alleati si preparano ad attaccare la testa di sbarco nipponica nella zona di Buna-Gona.
    Truppe americane consolidano le loro posizioni a Natunga, australiani e americani si organizzano nella zona di Embogu-Embi-Baia di Oro. Sulla pista di Kokoda, la XXV brigata australiana costruisce un ponte di fortuna a Wairopi.
    15 novembre
    Africa settentrionale.Il X corpo britannico occupa gli aeroporti di Martuba.
    Algeria.La 1à armata britannica varca il confine tunisino e occupa Tabarka, sulla costa, a circa 120 km da Tunisi. Un battaglione di paracadutisti americani occupa Youk-les-Bains presso Tébessa in Algeria, circa 150 km a sud di Bona.
    Italia.Nuova violenta incursione della RAF su Genova.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli ultimi 4 trasporti nipponici, degli 11 che dovevano sbarcare rinforzi e materiale a Guadalcanal, sono avvistati a Tassafaronga (a ovest del perimetro americano) e attaccati dagli aerei e dalle artiglierie terrestri e navali americane. Non più di 2000 uomini riescono a sbarcare, altri 2000 sono uccisi sulla spiaggia o mentre cercano di raggiungerla.I 4 trasporti sono affondati. E l’ultimo tentativo giapponese in grande stile di rifornire l’isola. Gli effettivi nipponici a Guadalcanal sono a questa data di circa 20.000 (ma molti sono profondamente debilitati dal ben-ben e da varie forme di dissenteria); gli americani sono circa 23.000.
    16 novembre
    Tunisia.Ormai tutto il paese è presidiato dalle forze dell’Asse. La 1à armata britannica compie lievi progressi sulla costa. Un altro battaglione di paracadutisti americani è lanciato a Souk-el-Arba, 50 km a sud di Tabarka. Si registrano i primi scontri tra reparti francesi e tedeschi a Oued Zarga, Mateur e sulla strada Bédja-Djebel Abiod.
    Pacifico.Nuova Britannia.A Rabaul, i nipponici costituiscono il comando dell’8à armata, affidato al gen. Hitoshi Imamura, da cui dipendono la 17à armata che opera nelle Isole Salomone e la 18à, le cui forze sono dislocate in Nuova Guinea.
    Nuova Guinea.Australiani e americani iniziano le operazioni contro la testa di sbarco nipponica di BunaGona. Reparti di fanteria americani sbarcano a sud di Buna. La 32à divisione americana avanza verso Buna, la 7à australiana verso Gona e Sanananda. I giapponesi, che gli Alleati ritenevano disorganizzati e scoraggiati, sono invece pronti a un’energica resistenza favorita dalla natura accidentata del terreno e da una serie di fortificazioni. Le truppe nipponiche sono comandate dal col. Yokoyama a ovest del fiume Girua (il gen. Horii è scomparso durante la ritirata dalla pista di Kokoda); il cap. Yasuda comanda quelle a est dello stesso fiume. L’aviazione nipponica ostacola lo sbarco degli americani a sud di Buna.
    17 novembre
    Tunisia.Gli inglesi entrano in contatto con i tedeschi a ovest di Djebel Abiod, circa 110 km a ovest di Tunisi. Più a sud, i paracadutisti americani occupano l’aeroporto di Gafsa.
    Nuova Guinea.Australiani e americani pnoseguono l’avvicinamento alla testa di sbarco di Buna-Gona.I nipponici ricevono rinforzi trasportati da cacciatorpediniere che approdano a sera a Basabua.
    18 novembre
    Fronte sovietico.I sovietici stanno per lanciare una grande offensiva contro le forze tedesche a Stalingrado, dove si trovano la 6à armata e parte della 4à armata corazzata. A sud-ovest della città si trova il Gruppo di armate B (von Weichs) con parte della 4à armata corazzata e la 4à armata romena. Più a nord, nella grande ansa del Don, si trovano l’8à armata italiana e la 3à romena. Da parte sovietica a nord del Don e fino alla testa di ponte di Kleckaja, oltre questo fiume, sta il fronte sud-occidentale comandato da Vatutin e comprendente la 1à armata, la 5à armata carri e la 21à armata. Da Kleckaja a Stalingrado si stende il Fronte del Don, al comando di Rokossovskij, formato dalla 65à, 24à e 66à armata. Da Stalingrado verso sud è il Fronte di Stalingrado, diretto da Eremenko e comprendente la 62à armata del gen. Cujkov, la 57à armata del gen. Tolbuchin e la 51à armata del gen. Trufanov.
    Tunisia.Una brigata della 78à divisione britannica respinge un attacco tedesco a Djebel Abiod, ma un’altra brigata resta isolata a est di questa posizione. I tedeschi attaccano inoltre il XIX corpo d’armata francese a Medjez-el-Bab, 55 km a sud-ovest di Tunisi e a sud di Mateur.
    Italia.Bombardieri britannici attaccano nella notte Torino causando decine di morti e feriti e gravi danni.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani avanzano a sud di Punta Cruz nel settore occidentale, in preparazione di una nuova offensiva.
    Nuova Guinea.La XVI brigata australiana occupa Popondetta, dove viene subito dato l’avvio alla costruzione di una pista di atterraggio, e avanza verso Soputa senza prendere contatto col nemico.
    19 novembre
    Fronte sovietico.Dopo una micidiale preparazione di razzi multipli e di artiglieria, alle 8,50 prende inizio la grande controffensiva sovietica nel settore di Stalingrado, che porterà i tedeschi a un immane disastro. Sei corpi d’armata del Fronte del Don muovono all’assalto della testa di ponte di Kleckaja, 120 km a nord-ovest di Stalingrado. Più a nord, da Serafimovic sul Don, circa 150 km a nord-ovest di Stalingrado, attaccano le armate del Fronte sud-occidentale.
    E' l’inizio di una grande manovra a tenaglia (l’altro braccio sarà formato, a sud, dal Fronte di Stalingrado).
    Tedeschi e romeni reggono abbastanza bene ovunque salvo che nella zona di Kleckaja dove subito si registra una forte penetrazione sovietica.
    Il comandante dello Heeresgruppe B, von Weichs, da cui dipendono la 6à armata, la 4à Panzerarmee e la 4à armata romena, ordina immediati contrattacchi. Ma ottiene solo un temporaneo contenimento del nemico.
    Tunisia.Il XIX corpo d’armata francese respinge l’ultimatum posto dai tedeschi per lo sgombero di Medjez-el-Bab. Nel corso della giornata sopraggiungono reparti di fanteria inglesi e di artiglieria americani che costringono i carri e le fanterie tedeschi a ripiegare.
    Pacifico.Guadalcanal.Nella notte sul 20, i nipponici, partendo da Kokumbona, sferrano un attacco contro le posizioni americane nel settore a ovest del fiume Matanikau.
    20 novembre
    Fronte sovietico.Mentre infuriano i combattimenti a Stalingrado e a nord della città, un nuovo grande attacco sovietico prende le mosse da Beketovka e Plodovitoje, a sud della città. Vi prendono parte tre armate, la 64à, la 57à e la 51à con vari corpi corazzati e meccanizzati.
    I sovietici sono suddivisi nei gruppi “Don”, che attacca da nord, e “Volga”, che attacca da sud-est.
    Africa settentrionale.In Libia, l’8à armata occupa Bengasi. Rommel prosegue la ritirata verso occidente. In Tunisia, la rinnovata pressione tedesca costringe i francesi del XIX corpo d’armata a ritirarsi di 15 km nella zona di Medjez-el-Bab.
    21 novembre
    Fronte sovietico.A nord-ovest di Kleckaja, la 3à armata romena dà chiari segni di cedimento di fronte agli assalti della 5à armata carri sovietica. Ovunque proseguono i combattimenti. A sud, i sovietici avanzano verso il Don; la 64à armata, con manovra avvolgente, minaccia di isolare i tedeschi a Stalingrado. I corazzati, che hanno iniziato l’offensiva di Serafimovic, avanzano verso Golubaja e Kalaè. Hitler respinge una proposta di ripiegamento sul Don avanzata da von Paulus: difesa a oltranza!
    Africa settentrionale.In Libia, aerei inglesi e americani effettuano una pesante incursione sul porto di Tripoli. In Tunisia, nessuna operazione degna di nota; gli Alleati vanno schierandosi, e cosi gli italo-tedeschi.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani riescono a sgombrare i nipponici da Punta Cruz, ma non vanno oltre.
    Nuova Guinea.La XVI brigata australiana, rafforzata dal 126° reggimento fanteria americano, compie lievissimi e costosissimi progressi in direzione di Sanananda. Reparti della 32à divisione americana muovono da Dobodura verso Buna, ma sono bloccati dai nipponici, ben fortificati nella zona chiamata “il Triangolo” e favoriti dal terreno.
    22 novembre
    Fronte sovietico.Le due branche della tenaglia sovietica si richiudono a Kalac, sul Don a ovest di Stalingrado, chiudendo in una morsa la 6à armata tedesca e parte della 4à armata corazzata, oltre a contingenti minori: si tratta di 284.000 uomini scelti, 100 carri armati, 1800 cannoni e oltre 10.000 automezzi.
    Africa settentrionale.Puntate di forti gruppi da combattimento inglesi nella zona di Agedabia, in Libia, sono temporaneamente contenute dagli italo-tedeschi. In Tunisia, la XXXVI brigata della 78à divisione britannica respinge un attacco a Djebel Abiod.
    Pacifico.Guadalcanal.Vani attacchi americani contro le posizioni nipponiche a ovest di Lunga.
    Nuova Guinea.Mentre la XXV brigata australiana seguita a premere in direzione di Gona, il 126° fanteria USA attacca nel settore di Sanananda. Altri reparti americani provenendo da Soputa passano su zattere sulla riva orientale del fiume Girua.
    23 novembre
    Fronte sovietico.5 divisioni romene della 3à armata, circondate da reparti della 5à armata carri e dalla 21à armata sovietiche a sud di Serafimovic, si arrendono. I tedeschi intrappolati a Stalingrado sono attaccati alle spalle dalla 65à e dalla 64à armata sovietiche. Il comandante del Gruppo di armate B, von Weichs, sprona von Paulus, comandante la 6à armata, a rompere l’accerchiamento prima che i sovietici possano ammassare altre forze attorno alla città assediata. Ma Hitler ha ormai assunto personalmente il comando dell’armata e, quando il feldmaresciallo Gòring gli assicura che la Luftwaffe sarà in grado di rifornire Stalingrado di viveri, munizioni e materiale per 700 tonnellate al giorno, ordina a von Paulus di resistere sul posto in attesa che il Gruppo di armate B possa riprendere l’offensiva per liberarlo.
    Gli ordina di conseguenza di organizzare la “Fortezza Stalingrado” e di non cedere un metro di terreno. Frattanto,k'11 armata di von Manstein viene spostata dal fronte di Leningrado, ribattezzata Gruppo di armate del Don e incaricata di liberare Stalingrado e ristabilire il fronte originario. Von Manstein organizza le sue forze in due gruppi operativi: il Gruppo Hoth, a sud del Don, e il Gruppo Hollidt a nord.
    Dal canto loro, i sovietici si trovano di fronte a un problema strategico di grande importanza: se concentrare le forze dei loro fronti meridionali nella liquidazione della sacca di StaIingrado, oppure isolare questa e lanciarle in massa per tagliare la strada della ritirata alle forze tedesche del Caucaso.
    Prevale la prima tesi(immediata liquidazione di Stalingrado)nella convinzione che eliminare la 6à armata di von Paulus sarà un problema di pochi giorni: l’anello interno attorno alla città è stato saldato, ed è per buona parte guarnito anche un “anello esterno”, lungo 450 km, le cui forze dovranno impedire un prevedibile tentativo di liberazione degli assediati. Questa scelta strategica (che in definitiva consentirà ai tedeschi di ritirare le loro forze dal Caucaso) si basa su un quasi incredibile errore di valutazione delle forze tedesche chiuse nella sacca.
    Africa settentrionale e occidentale. In Libia, essendo stati superati sul fianco sud dalla 7à div. corazzata del X corpo britannico, gli italo-tedeschi si ritirano da Agedabia (circa 150 km a sud di Bengasi) a EI Agheila, dove Rommel spera di poter arrestare l’avanzata nemica.
    Algeria.Il Quartier Generale alleato si trasferisce da Gibilterra ad Algeri. In Tunisia, i comandi britannico e francese fissano le sfere delle rispettive competenze: tutte le truppe a nord della linea Le Kef-Zaghouan saranno agli ordini del comando britannico, quelle a sud di tale linea dipenderanno dal comando francese. Nel Senegal, Dakar è occupata senza spargimento di sangue dalle truppe alleate.
    Pacifico.Guadalcanal.Dopo un’intensa preparazione di artiglieria, il 164° reggimento fanteria USA va all’assalto a ovest del perimetro, nella zona di Punta Cruz, ma non riesce a superare la resistenza nipponica.
    Le perdite americane in questo settore sono state e sono gravi. L’offensiva è arrestata in attesa di rinforzi.
    24 novembre
    Fronte sovietico.Nel settore di Stalingrado, i sovietici sfruttano gli sfondamenti operati nelle linee nemiche. Nel settore centrale, lanciano offensive locali in prossimità di Velikije Luki e di Rzev.
    Africa settentrionale.In Libia, Rommel è al El Agheila. Gli sono rimasti solo 35 carri armati e i resti di 2 divisioni. Montgomery però, che si trova ad Agedabia, a meno di 100 km, prende tempo, oltre tre settimane, per riorganizzare l’8à armata e riprendere l’offensiva.Il 13 dicembre, quando si deciderà ad attaccare, Rommel si sarà già brillantemente sganciato.
    In Tunisia,la 1à armata britannica riceve l’ordine di avanzare su Tunisi, avendo come primi obiettivi Tebourba e Mateur.
    Estremo Oriente.Il generale americano Stilwell è informato dal Dipartimento della Guerra USA che gli Stati Uniti non potranno fornire uomini e materiali, oltre quelli che già forniscono, per alimentare la progettata offensiva per la riconquista della Birmania.
    Nuova Guinea.I nipponici respingono gli attacchi della XXV brigata australiana contro Gona. Reparti della 32à divisione USA seguitano a premere su Sanananda (presso Gona, a ovest). Un attacco coordinato viene lanciato nel pomeriggio contro il “Triangolo” dopo una breve preparazione aerea e di mortai, ma i nipponici lo respingono con facilità.
    Pacifico.Isole Salomone.I giapponesi sbarcano alcuni reparti a Munda nella Nuova Georgia, a ovest di Guadalcanal, dove intendono costruire aeroporti. Nonostante il forte pattugliamento navale americano, i nipponici riescono ugualmente a far giungere via mare rifornimenti a Guadalcanal. Veloci cacciatorpediniere lasciano nottetempo bidoni galleggianti tenuti insieme da funi presso la costa, dove in barca o a nuoto i fanti vanno poi a prelevarli.
    25 novembre
    Africa settentrionale.In Tunisia, la XXXVI brigata della 1à armata britannica avanza a nord da Djebel Abiod verso Mateur. AI centro altre truppe britanniche penetrano nelle posizioni nemiche fra Mateur e Tebourba e un contingente della 1à div. corazzata americana compie un’incursione contro l’aeroporto di Djedeida, a 8 km da Tebourba, distruggendo 30 aerei tedeschi al suolo.
    Nuova Guinea.Situazione di stallo in ogni settore del fronte. Attività di pattuglie e scambi di artiglieria.
    Guadalcanal.Un cacciatorpediniere americano sorprende e bombarda un gruppo di 40 chiatte motorizzate giapponesi a Tassafaronga. Si segnalano movimenti nemici nell’Isola della Nuova Georgia e a Santa Isabel.
    26 novembre
    Tunisia.Scontri fra corazzati a sud di Mateur.
    Nuova Guinea.A Gona, australiani e nipponici si fronteggiano senza prendere iniziative. La 32à divisione americana rinnova senza esito i tentativi di espugnare Sanananda con attacchi frontali e laterali; i progressi sono limitatissimi, dell’ordine di qualche centinaio di metri. Gli Alleati giungono fino a 700 metri dalla pista di Killerton e conquistano un deposito di viveri tenacemente difeso dai nipponici. Un robusto attacco, dopo una lunga preparazione aerea e di artiglieria, viene lanciato sul fianco occidentale del “Triangolo”, dove sono meno forti le difese nipponiche.
    27 novembre
    Francia.All’alba le SS invadono l’arsenale di Tolone. Per non cadere in mano tedesca la flotta francese si autoaffonda per ordine del suo comandante, l’ammiraglio Jean de Laborde: si tratta di 2 corazzate,1 incrociatore da battaglia, 7 incrociatori,1 nave-trasporto aerei, 29 cacciatorpediniere, 2 sommergibili (altri 4 riescono a raggiungere il largo e la libertà) e altro naviglio minore.
    Viene sciolto l’esercito armistiziale del governo di Vichy.
    Tunisia.La 78à divisione britannica occupa Tebourba, a 36 km da Tunisi, ma ne è scacciata dai tedeschi appoggiati da carri armati e da Stukas.Il grosso della 1à div. corazzata americana è trasferito dal settore di Orano alla 1à armata britannica.
    28 novembre
    Fronte sovietico.Continua la tragedia di Stalingrado. Von Manstein, all’insaputa e poi contro il parere di Hitler, studia l’operazione “Tempesta d’inverno” diretta a rompere l’accerchiamento della 6à armata.
    Tunisia.L’XI brigata della 78à divisione britannica e reparti carristi della 1à div. corazzata americana raggiungono la periferia di Djedeìda, a 24 km da Tunisi. E il punto più vicino a Tunisi che gli Alleati raggiungono prima della fase conclusiva della campagna. A sud, i tedeschi evacuano Pont-du-Fahs.
    Somalia francese.Un terzo della guarnigione di Gibuti, finora ligia al governo di Vichy, passa nella Somalia britannica e aderisce alla causa degli Alleati.
    Italia.Altro bombardamento notturno della RAF su Torino: 15 vittime e gravi danni nel centro storico.
    Pacifico.L’ex viceammiraglio William F. Halsey, promosso ammiraglio due giorni prima, sostituisce il contramm. Kinkaid con il contramm. C. H. Wright al comando della Task Force 67, incaricata di pattugliare l’Ironbottom Sound tra Savo e Guadalcanal per impedire l’arrivo di rifornimenti ai nipponici. La Task Force 67 comprende 5 incrociatori (Minneapolis, Honolulu, Northampton, Pensacola e New Orleans) e 4 cacciatorpediniere.
    29 novembre
    Fronte sovietico.I sovietici seguitano a guadagnare terreno nel settore di Stalingrado, e von Manstein incomincia ad avvertire il pericolo per le sue stesse armate.
    Tunisia.L’XI brigata della 78à divisione britannica è bloccata a Djedeida dalla ferma resistenza tedesca. Due battaglioni della I brigata paracadutisti inglese sono lanciati a Depienne. 15 km a nord-est di Pontdu-Fahs, con il compito di conquistare l’aeroporto di Oudna, ma sono respinti e devono battere in ritirata.
    Pacifico.Guadalcanal.Tre battaglioni di fanteria e di Marines incompleti e un nuovo contingente di Seabees vengono sbarcati nella zona di Punta Koli dove gli americani progettano la costruzione di un nuovo aeroporto. I comandi americani studiano l’eventualità di ritirare i Marines da Guadalcanal affidando la responsabilità delle operazioni all’esercito, di cui da oltre un mese sono giunti nell’isola sempre nuovi reparti. Al gen. Vandegrift, che finora ha diretto le operazioni, dovrebbe subentrare il gen. Alexander M. Patch.
    Nuova Guinea.Bombardieri alleati intercettano 4 cacciatorpediniere nipponici nello Stretto di Vitiaz e li attaccano costringendoli a invertire la rotta. Le quattro unità trasportavano rinforzi da Rabaul.
    30 novembre
    Tunisia.Gli italo-tedeschi sono riusciti a far giungere in Tunisia, fino a questo momento, circa 15.500 combattenti, che contengono senza eccessivo sforzo le puntate offensive della 1à armata britannica, nonché delle divisioni americane e francesi.
    Pacifico.Battaglia navale di Tassafaronga(Guadalcanal). La Task Force 67 del contramm. Wright intercetta e impegna una squadriglia di 8 cacciatorpediniere nipponici, comandati dal contramm. Tanaka, che trasporta truppe e materiali a GuadaIcanal. Nello scontro notturno 1 cacciatorpediniere nipponico è affondato e un altro danneggiato. La squadriglia deve ritirarsi senza effettuare lo sbarco, ma infligge gravi danni alle unità americane, silurando gli incrociatori pesanti Pensacola, New Orleans, Minneapolis e Northampton. Quest’ultimo affonderà alle ore 3,04 del giorno dopo a causa delle grandi falle aperte nello scafo.



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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Dicembre 1942

    1-2 dicembre
    Mediterraneo.Breve battaglia navale, al largo delle coste tunisine, tra una formazione italiana composta da 3 cacciatorpediniére e 2 torpediniere e un gruppo inglese formato da 2 incrociatori e 4 cacciatorpediniere: gli italiani perdono un cacciatorpediniere riuscendo comunque a colpire un incrociatore nemico.
    1° dicembre
    Tunisia.Prevenendo l’offensiva alleata prevista per l’indomani, i tedeschi del gen. von Arnim attaccano in forze in direzione di Tebourba, a breve distanza a ovest di Djedeida, con fanti e carri armati appoggiati dall’aviazione. I britannici sono costretti a ripiegare.
    Pacifico. Guadalcanal.L’8° reggimento della 2° div. Marines viene ritirato dalle posizioni avanzate a ovest del fiume Matanikau, che sono affidate alla fanteria dell’esercito.
    Nuova Guinea.La XXI brigata australiana prende d’assalto Gona. I nipponici si ritirano a Gona Mission per proseguire la resistenza. Altrove non mostrano segni di cedimento; anzi, premono con grande energia sul blocco stradale istituito sulla pista Soputa-Sanananda da reparti della 32à divisione americana.
    Cina.La direzione del ponte aereo India-Cina passa dal gen. Stilwell all’Air Transport Command, di stanza in India.
    2 dicembre
    Tunisia.La 1à armata britannica respinge un nuovo attacco tedesco contro Tebourba.
    Nuova Guinea.I nipponici, con 4 cacciatorpediniere, tentano all’alba di sbarcare 800 uomini a Basabua, ma sono costretti dagli aerei alleati a desistere. Riescono a effettuare l’operazione presso la foce del fiume Kumusi, una ventina di chilometri a nord di Gona. Reparti nipponici attaccano il blocco predisposto sulla pista Soputa-Sanananda e riescono a ridurne il perimetro, senza però riuscire a sfondano. Gli assalti alleati contro Buna falliscono a breve distanza dall’obiettivo. Il gen. Harding, comandante la 32à divisione americana, è rimosso dal comando e sostituito dal gen. Waldron.
    3 dicembre
    Tunisia.Dopo nuovi attacchi, i tedeschi di von Arnim riescono a occupare Tebourba nella notte sul 4.
    La 78à divisione britannica, che ha subito gravi perdite, si ritira a nord di Medjez-el-Bab. A sud, francesi e americani conquistano il Passo Faid.
    Nuova Guinea.Il blocco costituito dal 126° fanteria USA sulla pista Soputa-Sanananda è minacciato dai continui assalti nipponici. MacArthur ha ordinato alle truppe alleate di preparare un’offensiva.
    4 dicembre
    Tunisia.Nella zona di Tebourba, i tedeschi distruggono 25 carri armati, 7 autoblindo, 41 cannoni, 300 automezzi e grandi quantitativi di munizioni dei britannici.
    Italia.Nel corso di un violentissimo attacco su Napoli di bombardieri Liberators decollati dall’Egitto viene affondato l’incrociatore leggero Muzio Attendolo: gravi danni subiscono altri due incrociatori (l’Eugenio di Savoia e il Raimondo Montecuccoli), ma ben più tragiche sono le conseguenze del bombardamento sull’abitato: 159 morti e 358 feriti.
    5 dicembre
    Tunisia.Attività delle opposte aviazioni. 14 aerei inglesi e 10 fra italiani e tedeschi sono abbattuti.
    Eisenhower fissa al 9 la data d’inizio dell’offensiva generale, ma la 1à armata britannica è in difficoltà per la mancanza di aeroporti avanzati e per le troppo lunghe linee di rifornimento.
    Nuova Guinea.La XXI brigata australiana è sempre impegnata nella zona di Gona. Un battaglione australiano rafforzato cerca di ostacolare le operazioni di sbarco dei rifornimenti nemici presso l’ancoraggio di Basabua, mentre un altro battaglione avanza verso ovest per contrastare il passo ai nipponici sbarcati alla foce del fiume Kumusi.
    6 dicembre
    Tunisia.Truppe tedesche penetrano nelle posizioni della 1à div. corazzata americana nel settore delle alture di EI Guessa. Il bilancio della battaglia di Tebourba, cui hanno preso parte anche reparti di bersaglieri italiani, si fa più pesante per i britannici, che hanno perso non 25, ma 72 carri armati e hanno avuto non 400, ma 1100 prigionieri.E' una correzione fornita dal bollettino italiano.
    7 dicembre
    Tunisia.Scontri locali. L’aviazione dell’Asse bombarda il porto di Philippeville.
    La RAF bombarda Tripoli, in Libia.
    Nuova Guinea.La XXX brigata australiana dà il cambio, sul fronte di Sanananda, alla XVI, da lungo tempo impegnata in combattimento e con molti effettivi indeboliti dalla malaria. Risultano vani gli sforzi dei reparti australiani per liberare gli americani circondati nel blocco stradale tra Soputa e Sanananda.
    7-8 dicembre
    Mediterraneo.Nella notte, un tentativo di tre “maiali” (Siluri a Lenta Corsa) della marina italiana di penetrare nel porto di Gibilterra non sortisce alcun effetto per la buona guardia delle sentinelle e per l’efficacia degli sbarramenti difensivi.
    8 dicembre
    Tunisia.Eisenhower consente al gen. Anderson di rettificare le linee della 1à armata britannica in preparazione dell’offensiva. L’attività bellica è ostacolata dalla pioggia.
    Italia.Torino viene nuovamente bombardata da aerei della RAF: le vittime sono decine, più di cento i feriti, gravissimi i danni.
    Nuova Guinea.Aerei alleati intercettano una formazione di 6 cacciatorpediniere nipponici che portarlo rinforzi e rifornimenti alla testa di sbarco di Buna e la costringono a invertire la rotta. Il posto di blocco fra Soputa e Sanananda è finalmente raggiunto da reparti australiani.
    9 dicembre
    Tunisia.Una puntata di mezzi blindati britannici nella zona di Tebourba è respinta dagli italo-tedeschi.
    Algeria.Aerosiluranti italiani attaccano nella rada di Algeri il naviglio nemico alla fonda.
    10 dicembre
    Tunisia.Colonne di carri armati e fanterie tedesche effettuano una puntata da nord-est e da est contro Medjez-el-Bab, ma sono respinte dai 4 battaglioni francesi e dalla I brigata inglese delle Guardie che presidiano la posizione. L’XI brigata della 78à divisione britannica e i reparti della 1à div. corazzata USA ad essa aggregati si ritirano a Bédja.
    Nuova Guinea.I nipponici rimasti nella zona a nord-ovest di Gona, sottoposti all’incessante martellamento dell’aviazione alleata, ricevono l’ordine di apprestare un perimetro difensivo nella zona di Napapo.
    11 dicembre
    Fronte sovietico.L’Armata Rossa mantiene ovunque l’iniziativa, compiendo progressi nel settore di Stalingrado e nella grande ansa del Don, cos' come nel Caucaso. La 4à armata di von Manstein è sotto forte pressione a est di Stalingrado.
    Libia.Montgomery dirama le direttive per la ripresa dell’offensiva. I britannici attaccheranno El Agheila il 14. Si intensifica, in preparazione dell’attacco, l’attività della RAF sui centri logistici italo-tedeschi.
    Tunisia.Britannici e francesi respingono un nuovo attacco tedesco a Medjez-el-Bab. Incominciano ad arrivare in prima linea i reparti della 6à divisione corazzata inglese.
    12 dicembre
    Fronte sovietico.Dalla zona di Kotelnikovo, prende le il via l’operazione “Tempesta d’inverno”, voluta dal comandante del Gruppo di armate del Don, von Manstein, contro il parere di Hitler. Il gruppo corazzato del gen. Hoth, comprendente la 17à, la 6à e la 23à divisione corazzate appoggiate dalla 4à armata romena e da parte della 3à sfondano le linee della 51à armata sovietica a sud del Don, mentre il resto delle forze di von Manstein, costituito dal gruppo operativo Hollidt, attacca a nord del fiume.
    Libia.Montgomery lancia la 2à div. neozelandese da Agedabia verso Mensa Brega, a pochi chilometri dalle linee difensive tedesche di EI Agheila.
    13 dicembre
    Libia.La 2à divisione neozelandese occupa Mensa Brega, poco a est di El Agheila. Rommel dà inizio all’evacuazione di questa posizione, lasciando truppe di retroguardia e numerosi campi minati a rallentare l’avanzata nemica.
    Tunisia.Il V corpo della 1à armata britannica riceve l’ordine di prepararsi a una nuova offensiva verso Tunisi. Segue un periodo di stasi.
    Nuova Guinea.Aerei alleati attaccano senza risultati una squadriglia di 5 cacciatorpediniere nemici che portano materiale e 800 uomini (tra cui il gen. Kensaku Oda, successore del gen. Horii nel comando del “Distaccamento dei Mari del Sud”),
    14 dicembre
    Libia.La 7à div. corazzata britannica preme sugli italo-tedeschi tnincerati dietro i campi minati a El Agheila. La 2à divisione neozelandese inizia una diversione a sud-ovest, nel deserto, per aggirare la stessa EI Agheila.
    Nuova Guinea.Il convoglio nipponico già segnalato approda in mattinata alla foce del fiume Mambare e compie le operazioni di sbarco senza essere avvistato dalla ricognizione alleata fino al pomeriggio. Allora caccia e cacciabombardieri attaccano i battelli che stanno ancora sbarcando uomini, viveri e munizioni arrecando danni.
    15 dicembre
    Libia.La 2à divisione neozelandese, dopo la diversione nel deserto, punta rapidamente verso la costa nella zona di Merduma per prendere in trappola i difensori di EI Agheila.
    Tunisia.La 1à armata britannica sta lentamente preparando il proprio schieramento. La 9à divisione aerea USA inizia una serie di incursioni sui porti tunisini ove stanno sbarcando truppe e materiali italiani.
    16 dicembre
    Fronte sovietico.Mentre le forze di von Manstein si avvicinano, ma sempre più lentamente, a Stalingrado, i sovietici lanciano una violenta offensiva sul medio Don, travolgendo l’8à armata italiana e parte della 3à romena. Manstein è costretto a distogliere parte delle divisioni corazzate già impegnate nell’operazione “Tempesta d’inverno” per tappare la falla e ristabilire la linea del fronte.
    17 dicembre
    Fronte sovietico.Posto di fronte al fatto compiuto, Hitler ha avallato le decisioni di von Manstein per liberare la 6à armata di von Paulus da Stalingrado. Ma i progressi del gruppo corazzato di Hoth verso il fiume Miskova (un affluente del Don), dove i sovietici hanno predisposto una linea fortificata, si fanno sempre più lenti. Frattanto, la 6à armata di von Paulus con parte della 4à armata corazzata, circondata a Stalingrado, sostiene l’urto di ben sette armate sovietiche.
    18 dicembre
    Libia.Duri scontri fra le retroguardie italo-tedesche e la 2à divisione neozelandese a Nofilia, a metà strada fra EI Agheila e Sirte. Dopo questo episodio, Montgomery ordina di sospendere l’inseguimento del nemico, per non esporsi a eventuali sorprese da parte della "volpe del deserto" mentre le sue linee di rifornimento si sono cosi grandemente allungate.
    19 dicembre
    Fronte sovietico.I sovietici seguitano a guadagnare terreno nel settore meridionale. Gruppi d’assalto provenienti dal medio corso del Don conquistano Kantemirovka, tagliando la linea ferroviaria Voronez-Rostov a nord di Millerovo. La ritirata dell’8à armata italiana, equipaggiata in modo del tutto inadeguato contro i rigori dell’inverno russo, si trasforma in una rotta.
    20 dicembre
    Pacifico.Guadalcanal.I nipponici molestano l’avanzata degli americani sul fianco nord-occidentale del Monte Austen, mentre i genieri americani iniziano la costruzione di una strada fra il perimetro di Lunga e le pendici del monte stesso.
    Nuova Guinea.Scontri senza risultati in tutti i settori, salvo che nella regione a est del Simemi Creek.
    21 dicembre
    Libia.Le punte avanzate dell’8à armata britannica raggiungono Sirte.
    22 dicembre
    Fronte sovietico.Vedendo profilarsi la minaccia che il suo Gruppo di armate B sia tagliato fuori dal resto dell’esercito tedesco nei caso che i sovietici travolgano von Manstein sul fronte del Don, von Kleist incomincia a ritirare le sue punte più avanzate nel Caucaso. Qui i sovietici, forti di 6 armate e ben riorganizzati, attaccano con energia a sud-est di Nalcik. Sul fronte del Don, guadagnano terreno e potrebbero da un momento all’altro intrappolare davanti a Stalingrado, oltre alla 6à armata di von Paulus, l’intero Gruppo di armate del Don di von Manstein.
    Tunisia.Il V corpo della 1à armata britannica riprende l’offensiva verso Tunisi nella notte sul 23.
    23 dicembre
    Fronte sovietico.Il Gruppo corazzato Hoth è giunto a meno di 50 km dagli assediati di Stalingrado. In questo momento von Paulus dovrebbe operare la sortita dalla “fortezza”, ma non ha carburante sufficiente per percorrere quei tragitto, pur cosi' breve. Inoltre è egli stesso incerto (benché il Fùhrer abbia dato il suo benestare al tentativo), e d’altra parte von Manstein, le cui forze sono in posizione critica, non essendo in grado di garantire la riuscita dell’operazione, lo consiglia a desistere dalla sortita. Verso sera von Paulus, tormentato dagli scrupoli, dichiara di non voler abbandonare Stalingrado senza un preciso ordine di Hitler. La costosa avanzata di Hoth fino al fiume Miskova è stata dunque un sacrificio inutile.
    24 dicembre
    *****
    25 dicembre
    Libia.Sirte, già superata all’interno dai blindati britannici, è occupata dagli inglesi. Gli italo-tedeschi, oltre alla linea difensiva di Buerat, ne stanno apprestando un’altra più a ovest, tra Homs e Tarhuna.
    Tunisia.Per la seconda volta, i tedeschi riconquistano il Djebel el Ahmera, rilievo importante perché domina le strade che si dipartono da Medjezel-Bab.Nella zona è dislocata la I brigata delle Guardie britannica.
    Nuova Guinea.Sommergibili nipponici niforniscono la testa di ponte di Buna. Australiani e americani insistono nei loro attacchi anche contro il “Triangolo” e in qualche punto respingono i nipponici sulle spiagge.
    26 dicembre
    Nuova Guinea.Aerei nipponici di base a Rabaul nella Nuova Britannia compiono un’incursione su Dobodura, ma sono presto messi in fuga dall’aviazione alleata. Nella notte sul 27, rinforzi e carri armati americani e australiani sono sbarcati nella Baia di Oro. Gli Alleati compiono limitatissimi progressi nel tentativo di spezzare in due lo schieramento predisposto dai nipponici nella zona di Buna.
    27 dicembre
    Pacifico.Guadalcanal.Situazione di stallo sul Monte Austen, mentre nuovi reparti americani tentano di convergere sui fianchi del caposaldo nipponico Gifu.
    Nuova Guinea.I nipponici stanziati a Napapo ricevono l’ordine di evacuare la zona via mare e di trasferirsi a Giruwa. 52 aerei nipponici effettuano un’incursione contro le posizioni alleate nella zona di Buna; 14 sono abbattuti dalla caccia alleata. Altri carri armati sono sbarcati nottetempo nella Baia di Oro.
    Birmania.La 14à div. indiana prosegue indisturbata la sua avanzata verso Akyab superando il fiume Mayu e l’omonima catena di colline. Lungo la costa, la XLVII brigata indiana giunge a Indin e manda pattuglie fino a Punta Foul, all’estremità della penisola di Mayu. L’avanzata viene quindi sospesa per motivi logistici.
    28 dicembre
    Libia.Le avanguardie dell’8à armata britannica raggiungono, senza incontrare opposizione, lo Uadi el Chebir, non lontano da Buerat.
    Tunisia.Puntate di elementi della 1à armata britannica sono respinte dagli italo-tedeschi.
    Pacifico.Guadalcanal.Pattuglie americane cercano di individuare i punti deboli del caposaldo nipponico Gifu, sul Monte Austen.
    Nuova Guinea.La guarnigione nipponica di Buna riceve l’ordine di ritirarsi a Giruwa sotto la protezione di reparti che attaccheranno di fianco le posizioni americane. Pattuglie di volontari penetrano a sera nel già imprendibile “Triangolo” e trovano i bunker giapponesi ormai deserti.
    29 dicembre
    Fronte sovietico.I sovietici niconquistano Kotelnikovo, a sud-ovest di Stalingrado, da dove è partito l’attacco tedesco per liberare la 6à armata e parte della 4à corazzata, circondate a Stalingrado.
    Libia.Elementi avanzati dell’8à armata britannica (autoblindo della IV brigata corazzata leggera) giungono davanti a Buerat, che risulterà già sgomberata dalle truppe dell’Asse.
    L’aviazione italiana attacca ripetutamente le colonne francesi che, provenendo dal Ciad, stanno avanzando su Tripoli attraverso il Sahara.
    Pacifico.Nuova Georgia.Nonostante i continui attacchi aerei alleati, i nipponici completano l’aeroporto di Munda.
    Guadalcanal.Prosegue l’attacco americano al Monte Austen.
    Nuova Guinea.Il gen. Yamagata, cui è affidato il compito di dirigere la ritirata da Buna a Giruwa, giunge in quest’ultima località. Gli americani raggiungono il mare a sud-est di Buna Mission, tagliando la strada della ritirata per via di terra ai nipponici ancora rimasti nella zona.
    30 dicembre
    Tunisia.Un gruppo di combattimento reggimentale della 1à divisione americana raggiunge le posizioni di Medjez-el-Bab.
    Pacifico.Nuova Guinea.Australiani e americani mantengono la pressione su Buna Mission.
    31 dicembre
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani si preparano a rinnovare con maggiori forze l’attacco contro il Caposaldo Gifu sul Monte Austen.
    Nuova Guinea.Proseguono i combattimenti e il tentativo di accerchiamento dei nipponici che difendono Buna Mission.

  16. #41
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Gennaio 1943
    1° gennaio
    Fronte sovietico.Sei armate sovietiche continuano la loro pressione sulla 6à armata tedesca, con parte della 4à corazzata, circondata a Stalingrado. Il perimetro difensivo dei tedeschi si è ridotto a una superficie di circa 40 per 65 km. Per sfuggire alla minaccia di accerchiamento, il Gruppo corazzato di Hoth, rinsanguato con forze richiamate dalla Francia, si è ritirato a 200 km da Stalingrado in direzione sud-ovest.
    Nel settore settentrionale, sul Fronte di Kalinin, i sovietici dopo dura lotta riconquistano Velikije Luki, importante nodo ferroviario a nord di Vitebsk.
    Sicilia.Mentre continuano le incursioni aeree italo-tedesche su Malta, bombardieri alleati attaccano nella notte Palermo causando vittime e danni definiti “non gravi”.
    Pacifico.Guadalcanal. Al Quartier Generale Imperiale, dopo la distruzione quasi completa del convoglio che trasportava nell’isola il grosso della 28à divisione comandata dal gen. Sano (di 11 piroscafi, 6 sono stati affondati,1 gravemente danneggiato, 4 hanno dovuto esser fatti arenare sui bassi fondali presso le spiagge per evitarne l’affondamento), si decide dopo lunghi dibattiti l’evacuazione di Guadalcanal. Ciò significa perdere le Salomone, e con esse il dominio degli approcci nord- orientali all’Australia e alla Nuova Zelanda, ma non è più possibile sopportare cosi gravi sacrifici: dal 7 agosto 1942, giorno dello sbarco dei Marines, i nipponici hanno perduto 65 unità della marina da guerra e oltre 800 aerei, indipendentemente dalle perdite umane. L’imperatore Hiro Hito dà la sua approvazione alla decisione. L’evacuazione, che avverrà gradualmente, sarà affidata ai cacciatorpediniere del “Tokyo Express” del brillante contrammiraglio Tanaka. Frattanto, sull’isola i Marines del gen. Vandegrift sono stati quasi completamente sostituiti da forze fresche: la 2à div. Marines, la divisione Americal e la 25à fanteria dell’esercito, riunite nel XIV corpo di cui sta per assumere il comando il generale Patch. In preparazione dell’offensiva finale, le azioni si concentrano sul caposaldo Gifu, sempre ostinatamente difeso da 500 nipponici, sul Monte Austen.
    Nuova Guinea.Dopo una grossa preparazione di artiglieria, la Forza Urbana attacca Buna Mission, senza tuttavia compiere progressi degni di nota. In serata, si scorgono soldati nipponici allontanarsi a nuoto dalla missione. A Punta Giropa, un reparto nipponico è circondato, mentre un battaglione australiano appoggiato da carri armati si dirige da Punta Giropa verso est rastrellando i nipponici lungo la costa fino al torrente Simemi.
    2 gennaio
    Fronte sovietico.Consapevole che se il Fronte russo di Stalingrado sfondasse le linee tedesche si troverebbe nelle condizioni ideali per lanciarsi in direzione di Rostov (alla foce del Don), tagliando dal resto della Wehrmacht il Gruppo di armate A operante nel Caucaso, e di fronte all’offensiva scatenata contro Io stesso Gruppo di armate dalle armate sovietiche del Fronte transcaucasico (44°, 58°, 9° e 37°) sulla linea del fiume Terek, von Kleist ordina alla sua 1à Panzerarmee di ritirarsi lentamente in direzione nord, per attaccare eventualmente sul fianco sinistro le armate sovietiche che avanzassero verso Rostov e cosi impedire l’isolamento dell’intero Gruppo di armate A nel Caucaso.
    Pacifico.GuadalcanalCon il consueto appoggio di artiglieria, il 132° fanteria americano rinnova gli attacchi contro il caposaldo Gifu sul Monte Austen, riuscendo a impadronirsi della Collina 27, appena a sud del caposaldo, e resistendo poi ai decisi e reiterati contrattacchi nipponici. Gli americani si impadroniscono anche di posizioni a nord e a est del caposaldo, ma le loro linee sono discontinue. Il gen. Patch si insedia al comando del XIV corpo, formato dalle unità citate il 1° gennaio.
    Nuova Guinea.Finalmente,con un ultimo attacco combinato, australiani e americani riescono a espugnare Buna Mission,dove nel pomeriggio cessa ogni resistenza organizzata da parte dei nipponici. Il colonnello giapponese che comandava la guarnigione e altri ufficiali fanno harakiri piuttosto che subire l’onta della resa. Gli Alleati riprendono l’avanzata verso Punta Giropa, a est della quale il nemico è stato rastrellato.
    Da Giruwa, i nipponici inviano reparti per soccorrere i commilitoni fuggiti da Buna. Su questa testa di ponte, dall’inizio dei combattimenti, i giapponesi hanno avuto almeno 1400 morti; australiani e americani oltre 2800 fra morti, feriti e dispersi. L’artiglieria impiegata a Buna viene gradualmente trasferita sul fronte di Sanananda dove le operazioni ristagnano. Bisogna ricordare che in questo periodo sia gli Alleati che i giapponesi hanno concentrato i loro sforzi maggiori e la parte più importante delle loro forze aeronavali nel settore del Pacifico meridionale, a Guadalcanal.
    3 gennaio
    Fronte sovietico.Mentre quattro Fronti sovietici (Fronte di Brjansk, di Voronez, sud-occidentale e meridionale) si accingono a sferrare una robusta offensiva, a Stalingrado continua l’agonia delle forze di von Paulus, e nel Caucaso von Kleist contiene la spinta russa arretrando su successive linee di difesa. I sovietici riconquistano in questo settore Mozdok e Malgobek. Von Kleist resiste fra i fiumi Terek e Kuma. Il Gruppo di armate del Don, di von Manstein, si batte valorosamente per tenere aperta la via di Rostov alla ritirata della 1à armata corazzata e alle altre unità del Gruppo di armate A.
    Pacifico.Guadalcanal.Si combatte ancora sul Monte Austen di fronte al caposaldo nipponico Gifu; gli attaccanti riescono a stabilire contatti fra le loro unità.
    Nuova Guinea.Azioni di rastrellamento nella zona di Buna e a est di Punta Giropa.
    4 gennaio
    Fronte sovietico.Prosegue l’annientamento delle forze tedesche a Stalingrado. Il Gruppo di armate del Don (von Manstein) continua la sua battaglia di retroguardia, sempre sotto la minaccia di uno sfondamento nemico in direzione di Rostov.
    Pacifico.Guadalcanal.Benché sia già stato comunicato al comando della 17à armata nipponica l’ordine di evacuare gradualmente Guadalcanal trasferendo le forze superstiti nell’Isola della Nuova Georgia, la tenuta delle truppe del Sol Levante è sempre eccellente, nonostante la crescente scarsità di viveri e di munizioni. Il caposaldo Gifu seguita a bloccare l’avanzata americana sul Monte Austen; nel settore i giapponesi hanno avuto finora 500 morti, gli americani 383 fra morti e feriti.
    Nuova Georgia.Nella notte sul 5, una squadra di incrociatori e cacciatorpediniere americani al comando del contramm. Ainsworth sottopone a un massiccio bombardamento I’aeroporto e altre installazioni militari nemiche a Munda.
    Nuova Guinea.Con un colpo di mano, i nipponici si impadroniscono di un avamposto alleato nei pressi di Tarakena, riuscendo cosi a porre in salvo parte dei sopravvissuti della guarnigione di Buna. I comandanti alleati discutono un piano per l’eliminazione del nemico a ovest del fiume Girua.
    5 gennaio
    Fronte sovietico.Nel Caucaso, i sovietici riconquistano Nalcik, a est dell’alto corso del fiume Terek.
    Kleist va rapidamente spostando le sue truppe verso occidente, lasciando grosse formazioni di retroguardia a rallentare l’avanzata nemica. Avanzando lungo il Don, una colonna corazzata del Fronte russo di Stalingrado riconquista Cimljansk.
    Pacifico.Guadalcanal.Il gen. Patch ordina che il i 32° regg. fanteria venga rilevato sul fronte del Monte Austen da reparti della 25à divisione.
    Intanto a Guadalcanai gli americani ricevono sempre nuovi rinforzi e si preparano a lanciare una grande offensiva.
    Nuova Guinea.Elementi avanzati della XVIII brigata australiana, appoggiati da 4 carri armati, raggiungono Soputa. In preparazione a un’offensiva su vasta scala contro Sanananda, il 127° reggimento fanteria americano si dirige a nord-ovest lungo la costa verso Tarakena.
    6 gennaio
    Pacifico sud-occidentale.Ricognitori alleati avvistano un convoglio nipponico di rinforzi e rifornimenti diretto dalla Nuova Britannia a Lae, in Nuova Guinea. Il convoglio viene successivamente attaccato da caccia e bombardieri in picchiata USA.
    Birmania.La 14à divisione indiana riprende l’offensiva, voluta da Alexander più per ragioni psicologiche che strategiche, nella regione dell'Arakan.
    La sua marcia è tuttavia arrestata dai giapponesi solidamente trincerati a Donbaik e Rathedaung. Gli scontri in questi due settori proseguiranno senza esito per molte settimane.
    7 gennaio
    Fronte sovietico.Proseguono feroci, ormai da molti giorni, gli scontri alla baionetta a Stalingrado. Si combatte per il possesso di ogni metro quadrato di macerie; il perimetro difensivo tedesco si restringe ogni giorno, ma ancora comprende un paio di piste d’atterraggio.
    Il Gruppo corazzato Hoth difende il corridoio di Rostov arretrando sotto gli attacchi convergenti della 51à, 2à e 28à armata sovietica. Avanguardie sovietiche giungono a 40 km da Rostov e per poco non catturano il quartier generale del mar. von Manstein.
    Pacifico.Guadalcanal.Un reggimento di fanteria americano lascia il perimetro di Lunga e si aggiunge agli attaccanti del Monte Austen. Un reparto speciale si imbarca a Kukum per la Baia di Beaufort per bloccare la pista che da Kokumbona si dirige all’interno, lungo la quale presumibilmente si ritireranno i giapponesi quando saranno investiti dalla imminente offensiva americana. Gli americani delle tre armi nel settore di Guadalcanal hanno raggiunto la rispettabile cifra di 50.000 uomini, di cui circa 24.000 combattenti di terra, cui si oppongono 11.000 nipponici.
    Nuova Guinea.Mentre australiani e americani si ammassano nel settore di Sanananda, il convoglio nipponico attaccato il giorno prima dagli aerei americani raggiunge Lae dove sbarca uomini e materiali.
    8 gennaio
    Fronte sovietico.Il comandante del Fronte russo del Don, Rokossovskij, invia un ultimatum a von Paulus, intimandogli la resa.
    Il generale tedesco sa che la sorte dei tedeschi a Stalingrado è segnata, ma non osa disobbedire agli ordini del Fùhrer, che non prende neppure in considerazione l’eventualità di una resa. Frattanto i sovietici riconquistano Zimovniki, sulla linea ferroviaria Stalingrado-Novorossijsk, rendendo più concreta la minaccia di isolamento per il Gruppo di armate A di von Kleist, nel Caucaso.
    Cina.Il Generalissimo Chiang Kaishek invia un messaggio al presidente americano Roosevelt respingendo la proposta di lanciare una grande offensiva nell’imminente primavera.
    Madagascar.Il generale britannico Platt trasferisce le responsabilità di governo sull’intera isola, con l’eccezione della zona di Diego Suarez (divenuta un’importantissima base aeronavale per gli inglesi) al generale Legentilhomme, alto commissario per i possedimenti francesi nell’Oceano Indiano, ligio ai Francesi Liberi.
    Pacifico.Guadalcanal.Il 35° regg. fanteria USA si trasferisce segretamente nel settore del Monte Austen, preparandosi all’offensiva.
    Nuova Guinea.Reparti del 127° regg. fanteria americano occupano il villaggio di Tarakena, mentre il 163° fanteria inizia l’offensiva per sloggiare il nemico dalla strada per Sanananda. Frattanto i nipponici, nonostante le incursioni aeree alleate, sbarcano circa 4000 uomini e materiale a Lae.
    9 gennaio
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani prendono posizione sul fiume Matanikau e nel settore del caposaldo nipponico Gifu, in preparazione alla grande offensiva prevista per l’indomani.
    Nuova Guinea.Gli Alleati tentano di conquistare una testa di ponte oltre il torrente Konombi nel settore di Tarakena, ma sono respinti dall’intenso fuoco nemico. Il convoglio che ha trasportato rinforzi e rifornimenti a Lae riparte, sempre sotto l’offensiva aerea alleata: 2 trasporti nipponici sono affondati e circa 80 aerei distrutti.
    10 gennaio
    Fronte sovietico.Avendo von Paulus ignorato l’ultimatum del giorno 8, Rokossovskij lancia una nuova grande offensiva contro il perimetro della 6à armata tedesca e delle altre forze nemiche circondate a Stalingrado.
    Gli attacchi sovietici sono preceduti e appoggiati da pesantissimi bombardamenti di artiglieria e di mortai. Pur sapendosi condannato, von Paulus resiste sia per senso del dovere, sia per considerazioni strategiche: tenere impegnato il maggior numero possibile di divisioni sovietiche per alleggerire la pressione sul Gruppo di armate del Don e sul Gruppo di armate A, di von Kleist, che rischia di essere intrappolato nel Caucaso.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani iniziano la grande offensiva per scacciare dall’isola i nipponici. Gli obiettivi immediati sono le posizioni nemiche denominate Sea Horse, GaIloping Horse, e soprattutto il caposaldo Gifu. Intensa preparazione aerea e di artiglieria. Gli attaccanti compiono progressi assai limitati e sono bloccati dalla fortissima resistenza nipponica.
    Nuova Guinea.Reparti del 127° regg. fanteria USA riescono a stabilire una testa di ponte oltre il Konombi, presso Tarakena. Altri reparti, del 163° regg. fanteria USA, avanzano nella zona di Kano e Musket, dove i giapponesi hanno sgombrato alcune posizioni.
    11 gennaio
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, le armate sovietiche dei Fronti di Leningrado e del Volchov (42à, 55à, Gruppo d’assalto della Neva, 8à, 2à d’assalto, 54à e 67à) riescono a infrangere le linee tedesche e ad aprire un piccolo corridoio a sud del Lago Ladoga, attraverso il quale un modestissimo flusso di rifornimenti può giungere fino alla città assediata.
    All’estremità opposta dell’immenso fronte, nel Caucaso, il Gruppo di armate A di von Kleist ripiega dalla linea dei fiumi Kuma e Terek e i sovietici rioccupano Pjatigorsk, Georgievsk e Mineralnje Vodi.
    Proseguono i duri combattimenti a Stalingrado.
    Italia.Nel pomeriggio Napoli viene bombardata da aerei alleati: il bilancio è di almeno 23 morti e una sessantina di feriti.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani riescono a conquistare la posizione Sea Horse, ma non quella di Galloping Horse.Il caposaldo nemico Gifu è virtualmente circondato, ma il volume e la precisione del fuoco dei difensori tiene a distanza le fanterie USA. Un gruppo tattico del 147° fanteria americano si avvia verso Vurai, a sud-ovest di Kokumbona, per bloccare al nemico la via della ritirata da questa località.
    12 gennaio
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, i Fronti sovietici di Leningrado e del Volchov consolidano il corridoio aperto a sud del Lago Ladoga. L’esigua striscia, che non potrà essere ampliata per un anno, verrà battuta dalle artiglierie tedesche in modo cosi' micidiale che sarà soprannominata “corridoio della morte”.
    Pacifico.Guadalcanal.Limitati progressi americani contro la posizione denominata Galloping Horse. I nipponici frustrano in ogni altro settore i tentativi americani, in particolare nella zona del caposaldo Gifu.
    Isole Aleutine.Un piccolo contingente americano al comando del gen. Lloyd E. Jones occupa, senza incontrare opposizione, l’Isola di Kamchitka. Nell’operazione va perduto un cacciatorpediniere, finito contro gli scogli.
    Nuova Guinea.Due battaglioni della XVIII brigata australiana, appoggiati da carri armati, attaccano le posizioni nemiche a nord-ovest di Gona.
    L’artiglieria controcarro nipponica mette fuori combattimento i carri australiani, ma la fanteria prosegue l’attacco a prezzo di gravi perdite. Nella notte sul 13 il comandante nipponico ordina il ripiegamento.
    13 gennaio
    Fronte sovietico.La 24à, 65à e 21à armate sovietiche del Fronte del Don, comandato da Rokossovskij, avanzano da ovest fino al fiume Rossoska. Da sud avanza la 64à armata, da nord la 66à, mentre da est del Volga le posizioni tedesche sono martellate dalle artiglierie della 62à armata. Un buon quinto del perimetro difensivo della 6à armata tedesca (con parte della 4à armata corazzata) è ormai in mano sovietica.
    Pacifico.Guadalcanal.L’offensiva americana si amplia con l’avanzata della 2à divisione Marines sulla costa, da Punta Cruz verso ovest dove, più all’interno, la 25à divisione cerca inutilmente di sfondare le linee nipponiche su un fronte di 4500 metri. Il caposaldo nipponico Gifu, sul Monte Austen, resiste sempre brillantemente agli attacchi americani. Sembra che i nipponici, benché sia stata già da tempo decisa la loro evacuazione dall’isola, vogliano rimandarla il più possibile infliggendo frattanto le maggiori perdite al nemico.
    Nuova Guinea.Il gen. Eichelberger assume il comando delle forze avanzate australiane e americane nell’isola.
    14 gennaio
    Africa nord-occidentale.Si apre la Conferenza di Casablanca cui partecipa il presidente americano Roosevelt e il primo ministro inglese Churchill, assistiti dai rispettivi Capi di Stato Maggiore (il terzo “Grande”, Stalin, non può intervenire in quanto trattenuto a Mosca dalle operazioni militari). Si tratta di fare il punto della situazione in uno dei momenti più delicati del conflitto quando cioè i tedeschi, esaurita la loro spinta offensiva, cominciano a dare i primi, impercettibili segni di cedimento; e si tratta, soprattutto, di decidere la strategia futura delle forze alleate.
    Stalin, in un messaggio, ha espresso la sua opinione: sostiene che esiste un solo problema degno di attenzione, ed è l’apertura di un nuovo fronte in Europa.E' un tasto sul quale il dittatore sovietico batte da mesi ed ora è più che mai convinto debba essere preso in seria considerazione dai suoi alleati: aprire un fronte a ovest significa costringere i tedeschi a difendersi su due fronti con conseguente dispersione di forze. Gli Alleati sono d’accordo con Stalin sulla necessità di aprire un nuovo fronte a occidente: le divergenze sorgono sul dove quel fronte debba essere aperto. Roosevelt e il suo Stato Maggiore sono favorevoli ad uno sbarco in Francia da realizzarsi entro pochi mesi, mentre Churchill sostiene la necessità di un attacco di sorpresa all’italia, il “ventre molle dell’Europa”,con conseguente, successivo ricongiungimento con gli eserciti russi nei Balcani per attaccare poi da sud l’impero di Hitler. Quando Churchill dà la sua parola agli americani di essere disposto ad appoggiare il piano americano di uno sbarco in Francia (previsto ora per il 1944), Roosevelt dà il suo consenso per la preparazione dello sbarco in Italia, più precisamente in Sicilia. Negli incontri di Casablanca viene inoltre stabilito che vengano intensificati e “razionalizzati” i bombardamenti diurni e notturni su vasta scala sul territorio tedesco alfine di distruggere i centri di produzione industriale e interrompere le vie di comunicazione. La direttiva viene affidata per la sua realizzazione al generale sir Arthur Harris, comandante supremo del Bomber Command inglese. Si stabilisce infine di esigere da Germania, Italia e Giappone, alla fine del conflitto, la resa incondizionata.
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, proseguono i combattimenti a sud del Lago Ladoga, dove i tedeschi cercano di sloggiare i sovietici dal corridoio grazie al quale hanno parzialmente sottratto Leningrado all’assedio.
    Nella grande sacca di Stalingrado, le armate sovietiche si impadroniscono dell’aeroporto di Pitomnik, il più importante del perimetro difensivo tedesco. Più a est, l’Armata Rossa sfonda le linee della 2à armata ungherese sul Don. Si aggrava la posizione delle armate di von Manstein e di quelle di von Kleist.
    Pacifico.Guadalcanal.Proseguono senza risultati gli attacchi americani contro le linee nipponiche sia lungo la costa a ovest del perimetro di Lunga, sia sul Monte Austen, dove il caposaldo Gifu resta inespugnabile.
    Nuova Guinea.Scontri nel settore di Sanananda e sulla pista Killerton. I nipponici iniziano lentamente a ritirarsi verso Lae.
    15 gennaio
    Fronte sovietico.Proseguono i combattimenti a sud del Lago Ladoga e per l’eliminazione della sacca di StaIingrado. Il Fronte russo di Voronez, passato all’offensiva, è in prossimità di Rossos, sulla linea ferroviaria Voronez-Rostov, nel settore difeso dall’8à armata italiana, che sta sgretolandosi.Il corpo alpino italiano, aggirato, dovrà aprirsi la strada combattendo per disimpegnarsi e raggiungere le forze tedesche sul Donec.
    Pacifico.Guacalcanal.Con altoparlanti, gli americani lanciano ai nipponici ripetuti inviti alla resa che sono ignorati. La resistenza è sempre tenacissima; inutilmente nel settore costiero vengono messi in linea i carri armati. Il caposaldo Gifu, nuovamente attaccato da reparti del 35° regg. fanteria, non dà segni di cedimento.
    Nuova Guinea.Gli Alleati si preparano a un’offensiva su vasta scala per sloggiare i nipponici dalla zona di Sanananda.
    16 gennaio
    Fronte sovietico.Nel settore di Stalingrado, le armate di Rokossovskij proseguono i sanguinosi assalti per eliminare la sacca e annientare il nemico. Oltre la metà del perimetro difensivo tedesco è ormai stato occupato dai sovietici che, avanzando da ovest, in qualche punto si trovano a 10 km dal centro della città.
    Pacifico.Guadalcanal.Tre reggimenti americani lanciano un attacco coordinato in direzione ovest per estendere le posizioni oltre Kokumbona fino al fiume Poha, mentre una divisione mista di fanteria e di Marines avanza lungo la costa e la 25à divisione attacca all’interno, a sud- ovest, allo scopo di aggirare il fianco nemico. Viene occupata un’importante posizione che domina il fiume Matanikau. Altri reparti iniziano una manovra per circondare il caposaldo Gifu, sul Monte Austen.
    Nuova Guinea.Dopo la consueta preparazione aerea e di artiglieria, australiani e americani aprono l’offensiva nel settore di Sanananda. La XVIII brigata australiana si apre il cammino fino alla costa e procede alla liquidazione del nemico lungo un’estesa fascia costiera che va da Capo Killerton fin quasi al villaggio di Sanananda. Gli americani del 163° fanteria avanzano tagliando la strada Soputa-Sanananda e penetrando per un chilometro alle spalle delle posizioni nipponiche, riuscendo infine a congiungersi con la XVIII brigata australiana.


    L’Iraq dichiara la guerra alla Germania, all’Italia e al Giappone.
    Germania.Nella notte sul 17, Berlino subisce una pesante incursione della RAF, la prima dal 7 novembre 1941. Gli inglesi impiegano un nuovo tipo di bombe che indicano i bersagli (target indicators).
    17 gennaio
    Fronte sovietico.Proseguono i combattimenti a sud del Lago Ladoga, a Stalingrado, sul fronte del Don (dove l’Armata Rossa occupata Millerovo aggrava la minaccia sul Gruppo di armate del Don e su Rostov) e nel Caucaso.
    Tutto il fronte meridionale è in movimento: da Novosil al Caucaso non meno di 13 armate sovietiche (indipendentemente dalle 7 intente alla liquidazione di Stalingrado) sono in movimento. Il settore del fronte tedesco che cede più vistosamente è quello del Don, tenuto dalla 2à armata ungherese (contro la quale si lanciano la 40à armata sovietica e la 2à corazzata), dall’8à armata italiana (minacciata di accerchiamento dalla 6à armata sovietica e dal 1° Gruppo d’assalto), e dalla 3à armata romena, premuta dal 3° Gruppo d’assalto e dalla 5à armata corazzata.
    Pacifico.Guadalcanal.Lungo la costa, dopo 4 giorni di attacchi gli americani sono riusciti ad avanzare fino a circa 1,5 km oltre Punta Cruz. Nuovi inviti alla resa vengono rivolti ai nipponici attraverso altoparlanti.Il caposaldo Gifu è sottoposto a un massiccio bombardamento da parte delle artiglierie americane.
    Nuova Guinea.Gli australiani conquistano il villaggio di Sanananda, ma i nipponici si attestano su nuove posizioni a ovest e a sud di esso. Gli americani avanzano lentamente verso Giruwa, duramente contrastati dai nipponici, che sono anche favoriti dalla natura del terreno.
    18 gennaio
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, dopo sette giorni di dura lotta, i sovietici dei Fronti di Leningrado e del Volchov si assicurano il possesso del “corridoio della morte”, una striscia di territorio larga una quindicina di chilometri a sud del Lago Ladoga. Leningrado, isolata dall’autunno del 1941, sarà in grado di ricevere maggiori rifornimenti, artiglieria tedesca permettendo.
    Nel Caucaso, il Gruppo di armate A di von Kleist cerca di non farsi isolare a sud del Mar d’Azov contenendo la forte pressione sovietica, mentre il maggior numero possibile di divisioni viene ritirato attraverso il corridoio di Rostov, ancora libero.
    La linea difensiva si estende lungo i fiumi Kuban e Manyc e, a nord, lungo il basso Donec. I sovietici riconquistano Cerkessk, sul Kuban, e Divnoje lungo il Manyc.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani stabiliscono una linea continua a ovest di Punta Cruz, che si estende per 1500 metri dalla costa alla Collina 53, un rilievo all’interno. Il caposaldo Gifu è completamente accerchiato.
    Nuova Guinea.Nel settore di Sanananda, pur essendo ormai certa la loro sconfitta, i giapponesi si battono all’ultimo sangue, contrastando il passo agli australiani sia a Sanananda sia a Giruwa. Gli americani attaccano una posizione nemica possentemente fortificata a cavallo della strada Soputa-Sanananda. Altri reparti avanzano a ovest lungo la costa, conquistando una fascia di 300 metri di profondità.
    Birmania.La XLVII brigata indiana attacca senza successo le posizioni nipponiche a Donbaik; la CXXIII resta attestata presso Rathedaung, ma è minacciata da est dal nemico che effettua una puntata offensiva nella valle del Kaladan.
    Malta.Aerei dell’Asse attaccano la base della Valletta.
    19 gennaio
    Fronte sovietico.Le armate russe riconquistano Kamensk Sachtinskij sul Donec settentrionale, a nord di Rostov (sulla linea ferroviaria per Voronez), e Valujki, nodo ferroviario a est di Charkov. Von Manstein con il suo Gruppo di armate del Don compie veri miracoli contro forze sovietiche che gli sono sette volte superiori. Altrettanto fa, a est di Charkov, von Weichs col Gruppo di armate B. Presso il Don, a ovest di Pavlovsk, la 2à armata ungherese è chiusa in due sacche dai sovietici; lo stesso accade più a nord, presso Kastornoje, alla 2à armata tedesca.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani concentrano altre forze nel settore di Punta Cruz per cercare di spezzare la resistenza nipponica.
    Nuova Guinea.Il gen. Yamagata lascia per mare il fronte di Sanananda dopo aver dato ordine alle truppe di ritirarsi verso ovest il giorno dopo, filtrando attraverso le linee alleate.
    Il gen. Oda e un colonnello perdono la vita mentre dirigono le operazioni di sganciamento dei loro reparti.Tuttavia gli australiani sono ancora incapaci di piegare l’estrema resistenza nipponica lungo la costa a ovest di Sanananda e alla periferia di Giruwa. I giapponesi che presidiavano la linea fortificata lungo la strada Soputa-Sanananda sono circondati in tre distinte sacche, ma non si arrendono agli americani del 163° regg. fanteria.
    Birmania.Proseguono, senza esito, gli attacchi degli indiani a Donbaik.
    20 gennaio
    Fronte sovietico.Truppe del Fronte meridionale (fin qui chiamato Fronte di Stalingrado) del gen. Eremenko conquistano Proletarskaja, lungo la linea ferroviaria Stalingrado-Novorossijsk, a est del fiume Manyc, e premono da est-sud-est in direzione di Rostov. Le forze di von Kleist seguitano a combattere una battaglia di retroguardia nel Caucaso.
    Pacifico.Guadalcanal.Attività locale a ovest e a sud del perimetro di Lunga. Sul Monte Austen, il caposaldo nipponico Gifu incomincia a dare segni di cedimento: la guarnigione nipponica è ormai decimata dagli assalti e dai bombardamenti aerei e terrestri quasi quotidiani.
    Nuova Guinea.Gli australiani rastrellano la zona costiera a ovest di Sanananda e la parte settentrionale della strada Soputa-Sanananda, da cui i nipponici stanno fuggendo. Gli americani iniziano la liquidazione delle tre sacche nemiche a cavallo della strada fra Soputa e Sanananda.


    Il Cile rompe le relazioni diplomatiche coi paesi del Tripartito.
    21 gennaio
    Fronte sovietico.Nel Caucaso, i sovietici riconquistano Vorosilovsk, a est di Armavir.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani si preparano a una nuova offensiva, mentre i giapponesi resistono in tutti i settori.
    Nuova Guinea.Americani e australiani si congiungono a est di Sanananda. Una colonna americana proveniente da est penetra nel villaggio di Giruwa, incontrando scarsa resistenza da parte dei nipponici, e si congiunge con i reparti australiani a ovest del villaggio.
    Sicilia.Continuano le incursioni aeree alleate sull’isola: vengono colpite Porto Empedocle, Gela e Castelvetrano.
    22 gennaio
    Fronte sovietico.Il bollettino tedesco ammette per la prima volta che i sovietici, attaccando da ovest, hanno ridotto notevolmente il perimetro difensivo della 6à armata a Stalingrado. Il Fronte russo di Voronez, comandato dal gen. Golichov e forte di 3 armate, 1 armata corazzata e 2 Gruppi d’assalto, lancia l’offensiva contro Voronez, uno degli “istrici” della linea tedesca. All’estremo sud, i sovietici riconquistano Salsk, sulla linea ferroviaria Stalingrado-Novorossijsk.
    Pacifico.Guadalcanal.Alle 6,30 i reparti del XIV corpo americano partono all’offensiva, con obiettivo il fiume Poha. L’attacco è appoggiato dall’artiglieria, dall’aviazione e dal fuoco di incrociatori e cacciatorpediniere. Una divisione mista di fanteria e di Marines avanza sulle alture a sud-est di Kokumbona, andando all’assalto delle posizioni giapponesi. Benché a corto di viveri e munizioni, i nipponici dimostrano grande abilità e valore nella battaglia difensiva nella giungla. Fermano i Marines lungo la costa, mentre si ritirano ordinatamente da alcune posizioni all’interno. Alle 17, il 27° fanteria americano è in possesso delle colline che si trovano a sud e a est di Kokumbona. Sul Monte Austen, gli americani riescono ad aprirsi un varco di 200 metri nel caposaldo Gifu e, durante la notte seguente, respingono un ultimo, disperato contrattacco nemico.
    Nuova Guinea.Gli Alleati conseguono la loro prima vittoria terrestre sui nipponici nel corso del conflitto ponendo fine alla lunga battaglia per Papua, la parte sud-orientale dell’isola. La XVIII brigata australiana ha ragione delle ultime sacche di resistenza sulla costa a ovest di Sanananda, mentre il 163° fanteria americano libera definitivamente la strada Soputa-Sanananda liquidando gli ultimi difensori giapponesi. Si stima che i nipponici abbiano impiegato nella campagna da 12.000 a 16.000 uomini e che abbiano avuto 7000 morti; i prigionieri sono appena 350, e in gran parte si tratta di cinesi o coreani aggregati ai nipponici. Australiani e americani, i cui effettivi all’inizio della campagna ammontavano a poco meno di 30.000, hanno perduto circa 8500 uomini, di cui oltre 3000 morti.
    23 gennaio
    Fronte sovietico.Nel settore del Gruppo di armate B (von Weichs) i sovietici dopo durissimi combattimenti entrano a Voronez. La resistenza tedesca continua anche all’interno della città. Prosegue la tragedia della 6à armata a Stalingrado: da tempo la razione è stata portata a 50 grammi di pane e 1 litro di minestra di legumi al giorno. Dopo quasi un mese di questa dieta (iniziata il 26 dicembre) le condizioni fisiche dei difensori sono grandemente debilitate. I rifornimenti lanciati dalla Luftwaffe sono sempre più scarsi e spesso inutili. Un giorno. arrivano 5 tonnellate di caramelle, un altro giorno addirittura 200.000 manifestini di propaganda.
    Nel Caucaso, mentre von Kleist si ritira rapidamente, i sovietici rioccupano Armavir, centro ferroviario sulla linea Rostov-Baku.
    Africa settentrionale.Proseguendo la sua avanzata verso occidente, alle 5 del mattino l’8à armata inglese entra a Tripoli.
    Pacifico.Guadalcanal.Finalmente gli americani compiono progressi sensibili, superando Kokumbona e chiudendo in una sacca i nipponici rimasti a est del fiume Poha. La stessa Kokumbona è conquistata dopo duri combattimenti. Il caposaldo Gifu, sul Monte Austen, è definitivamente occupato da un battaglione del 35° regg. fanteria.
    Nuova Guinea.Eliminate le guarnigioni giapponesi dal litorale nell’area di Buna-Gona e Sanananda e dall’intera regione, MacArthur prepara la seconda fase dell’offensiva per scacciare il nemico dal settore di Lae e dall’intera isola.


    Si conclude la Conferenza di Casablanca, nel corso della quale gli Alleati hanno preso le seguenti decisioni: principio della "resa incondizionata"; completamento della campagna tunisina e sbarco in Sicilia (operazione “Husky”) in luglio o, possibilmente, in giugno; grande offensiva aerea contro i paesi europei dominati dalla Germania; avanzata nel Pacifico per la riconquista delle Filippine; offensiva in Birmania e Cina.


    Un sommergibile americano affonda al largo della Nuova Irlanda il cacciatorpediniere nipponico Hakaze.
    24 gennaio
    Fronte sovietico.Si combatte sempre aspramente a Stalingrado e a Voronez.
    Pacifico.Guadalcanal.La 25à divisione USA avanza a ovest di Kokumbona verso il fiume Poha. I giapponesi contendono ogni metro al nemico, mentre preparano il reimbarco.
    Una squadra di portaerei, incrociatori e cacciatorpediniere USA, al comando dei contramm. Ainsworth e Ramsey, sottopone a un pesante bombardamento aeronavale la zona di Vila-Stanmore nell’Isola di Kolombangara, nelle Salomone.
    25 gennaio
    Fronte sovietico.L’Armata Rossa completa la riconquista di Voronez.
    Italia.Il gen. Giovanni Messe viene designato a succedere al feldmaresciallo Rommel nel comando supremo delle forze armate italo-tedesche in Africa.
    Prosegue l’odissea dell’armata italiana. Il corpo d’armata alpino (div. Tridentina, Cuneense, Julia), comandato dal gen. Reverberi, dal 21 si batte eroicamente per tener aperta la via della ritirata ai resti dell’ARMIR.
    Oggi riesce a sfondare la ferrea linea sovietica a Nikolaevka, consentendo la salvezza del 40% dell’armata.
    Nuova Guinea.Il generale americano Horace Fuller assume il controllo operativo di tutte le truppe alleate nella zona di Gona.
    26 gennaio
    Fronte sovietico.A Stalingrado, i sovietici riducono sempre più il perimetro difensivo tedesco spezzando le forze nemiche in due tronconi. Due giorni prima von Paulus ha chiesto a Hitler l’autorizzazione ad arrendersi, ma il Fuhrer ha seccamente risposto: “Le proibisco di capitolare. La 6à armata terrà le posizioni fino all’ultimo uomo e all’ultima cartuccia”. Consapevole della follia di una simile decisione, ma ligio al suo giuramento di fedeltà, Paulus si rassegna al calvario.
    Pacifico.Guadalcanal.Temendo un attacco di sorpresa dei nipponici contro il perimetro di Lunga, gli americani ritirano una divisione dal fronte del fiume Poha per rafforzare le difese della loro base. In realtà, i nipponici non sono più in grado di lanciare attacchi.
    27 gennaio
    L’8à Forza aerea statunitense, di base in Inghilterra, effettua la sua prima incursione contro la Germania, bombardando magazzini e impianti industriali a Wilhelmshaven.
    Fronte sovietico.Proseguono gli inutili combattimenti di Stalingrado.
    Grazie all’abilità manovriera di von Kleist, parte del Gruppo di armate A ha potuto essere riportato in Ucraina; ma ormai i russi premono in direzione di Rostov, e von Kleist deve far ripiegare il resto delle sue forze nel Kuban, preparandosi a tenere una testa di ponte nella zona di Novorossijsk.
    Africa settentrionale.L’ 8à armata britannica è alla frontiera tra la Libia e la Tunisia.
    Pacifico.Guadalcanal.La divisione mista esercito-Marines avanza per altri 2 chilometri raggiungendo il fiume Nueha.
    28 gennaio
    Germania.Un decreto mobilita tutti i tedeschi dai 16 ai 65 anni.
    Fronte sovietico.Sul Fronte di Voronez, la 38à armata sovietica conquista Kastornoje, a ovest di Voronez.
    Pacifico.Guadalcanal.Prosegue, debolmente contrastata dai nipponici, l’avanzata degli americani in direzione di Capo Esperance.
    Nuova Guinea.I nipponici compiono un ultimo tentativo per raggiungere Port Moresby attraverso le montagne dell’interno, attaccando il presidio australiano di Wau. Grazie al valore dei difensori, il comando alleato ha il tempo di far affluire rinforzi adeguati per via aerea.
    29 gennaio
    Fronte sovietico.La 37à armata sovietica, nel Kuban, conquista Kropotkin, nodo ferroviario sulla linea Rostov-Baku.
    29-30 gennaio
    Battaglia aeronavale dell’isola Rennell(Salomone). Una squadra di incrociatori e cacciatorpediniere americani di scorta a un convoglio diretto a Guadalcanal è attaccata dall’aviazione nipponica. Il 30, mentre le unità americane sono nuovamente attaccate dagli aerei nipponici,contro questi si lanciano grosse formazioni di aerei americani decollati da Guadalcanal e dalle portaerei. Il bilancio dello scontro è a sfavore degli americani, il cui incrociatore pesante Chicago è affondato da un aerosilurante. Un CT è danneggiato.
    30 gennaio
    Fronte sovietico.Nel Kuban, i sovietici riconquistano Tichoreck, a nord-ovest di Kropotkin e a sud-est di Rostov, tagliando cosi la principale via di ritirata per le forze del Gruppo di armate A, di von Kleist, dalla zona di Novorossijsk. Truppe del Fronte russo transcaucasico, avanzando da sud nella stessa zona, riconquistano il centro petrolifero di Majkop. Il Gruppo di armate del Don, di von Manstein, è costretto a ritirarsi verso nord e quindi non può più recare alcun appoggio al Gruppo di armate A.
    Italia.Messina, Catania e Augusta vengono raggiunte e bombardate da aerei alleati che causano notevoli danni.
    Francia.Viene creata la Milice, un organo di polizia politica destinato a lottare contro i membri della Resistenza: ne è comandante in capo Joseph Darnand, sostenitore di Pétain e acceso collaborazionista.
    Germania.Prima incursione aerea diurna della RAF su Berlino.
    Pacifico.Guadalcanal.Proseguendo l’avanzata verso Capo Esperance, il 147° fanteria USA raggiunge la foce del fiume Bonegi, ma qui è costretto ad arrestarsi per la veemenza del fuoco nipponico.
    Nuova Guinea.Rinforzati da reparti della XVIII brigata australiana, i difensori di Wau sconfiggono i nipponici costringendoli a battere in ritirata.
    31 gennaio
    Germania.L’ammiraglio Karl Dònitz viene nominato comandante in capo della flotta tedesca. Subentra nella carica a Erich Raeder.
    Sicilia.Violente incursioni aeree alleate sull’isola colpiscono in particolare Catania, Trapani e Augusta.
    Fronte sovietico.Mentre i sovietici hanno ormai ridotto i difensori di Stalingrado a due sacche gremite di gente affamata e disperata, Hitler nomina von Paulus feldmaresciallo, ma lo stesso giorno il neopromosso e costretto a chiedere la resa. Avuta la notizia, il Fuhrer lo maledice perché si è disonorato preferendo la resa al suicidio. Giura che non creera più feldmarescialli, si abbandona a un vero attacco di furore. Due giorni dopo anche l’ultimo nucleo di resistenza a Stalingrado, formato da uomini dell’XI corpo d’armata al comando del gen. Strecker nel quartiere di Aleksandrovka, depone le armi. Dei 284.000 uomini chiusi nella sacca, circa 160.000 hanno perso la vita, oltre 34.000 sono stati evacuati per via aerea. La Luftwaffe ha perduto 500 aerei da trasporto. I sopravvissuti, poco più di 90.000, saranno avviati a piedi verso la Siberia; molti moriranno di inedia o assiderati durante la terribile marcia di trasferimento. Il 7 novembre, Stalin annuncerà che 146.300 corpi di caduti sono stati raccolti e bruciati.
    Ma soprattutto Stalingrado è il primo, terribile scacco della già invincibile Wehrmacht; segna una svolta militare e psicologica nel conflitto.
    Pacifico.Guadalcanal.Il 147° fanteria USA, con l’appoggio di artiglierie terrestri e navali, tenta nuovamente il passaggio del fiume Bonegi, ma è bloccato dal fuoco nemico.
    Un battaglione tuttavia risale il fiume e riesce ad attraversarlo più a monte, a circa 2,5 km da Punta Tassafaronga. Gli americani stanno per vincere la battaglia di Guadalcanal, ma non riescono a sconvolgere la tabella di marcia che i nipponici hanno fissato per le operazioni di sganciamento e reimbarco.
    Nuova Guinea.Le artiglierie australiane battono i giapponesi in ritirata.



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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Febbraio 1943

    1° febbraio
    Fronte sovietico.Proseguendo l’offensiva iniziata il 12 gennaio dai Fronti di Brjansk, di Voronez, sud- occidentale e meridionale contro il Gruppo di armate B (von Weichs) e il Gruppo di armate del Don (von Manstein), la 3à armata corazzata sovietica conquista Svatovo, a sud- est di Charkov, tagliando la linea ferroviaria che collega questa città al bacino del Donec.
    Pacifico.Guadalcanal.Un nuovo tentativo americano per attraversare la foce del fiume Bonegi è respinto dai giapponesi. Un battaglione del 132° fanteria sbarca a Verahue, alle spalle dei nipponici nella zona di Capo Esperance. Nella notte sul 2, i giapponesi iniziano il reimbarco di quanto resta della loro 17à armata da Capo Esperance.
    Nuova Guinea.Piccoli reparti americani avanzano a ovest lungo la costa settentrionale, verso la foce del fiume Kumusi.
    2 febbraio
    Fronte sovietico.Con la resa dell’XI corpo d’armata (gen. Strecker) cessa ogni resistenza tedesca a Stalingrado. Charkov, Rostov, Kursk sono i prossimi obiettivi che l’Armata Rossa si prefigge di raggiungere prima del disgelo primaverile che bloccherà le operazioni.
    Mediterraneo.Al largo di Palermo il sommergibile inglese Turbulent affonda la nave cisterna tedesca Utilitas che trasporta 5000 t di combustibile, l’intera riserva della squadra navale italiana in Sicilia.
    Pacifico.Guadalcanal.Gli americani riescono a forzare il passaggio del fiume Bonegi, alla foce, e si ricongiungono con il battaglione che giorni prima ha attraversato lo stesso fiume a monte.
    3 febbraio
    Fronte sovietico.Nella loro avanzata su Rostov, le truppe sovietiche prendono Kuscevskaja. Più a nord espugnano Kupiansk sul fiume Oskol, a sud-est di Charkov.
    Sicilia.Bombardieri americani attaccano Palermo causando numerose vittime e gravi devastazioni.
    Pacifico.Guadalcanal.Il 147° fanteria USA stabilisce una linea continua che da Punta Tassafaronga corre a sud, nell’interno dell’isola.
    Pattuglie del 132° fanteria giungono fino alla Baia di Kamimbo presso Capo Esperance.
    Nuova Guinea.Con un forte appoggio di artiglieria, le truppe australiane respingono i nipponici nel settore di Wau in direzione di Mubo.
    Birmania.Nella zona dell’Arakan, la CXXIII brigata indiana attacca Rathedaung ma è facilmente respinta dai giapponesi.
    4 febbraio
    Fronte sovietico.Le colonne corazzate sovietiche compiono costanti progressi in direzione di Rostov, Charkov e Kursk. Truppe d’assalto, con operazione anfibia, sono sbarcate sulla costa del Mar Nero nel settore di Novorossijsk dove sono duramente impegnate dai reparti del Gruppo di armate A, di von Kleist, ormai completamente isolato entro una linea fortificata (la “linea azzurra”) nella zona tra Novorossijsk e Krasnodar, tra il Mar Nero e il Mare d’Azov.
    Italia.Un’incursione aerea su Torino e La Spezia provoca numerose vittime e danni notevoli.
    Pacifico.Guadalcanal.Il 147° fanteria USA avanza nella zona di Tassafaronga verso il fiume Umasani, rallentato dalle retroguardie nipponiche. Il solito “Tokyo Express”, formato da 22 cacciatorpediniere nipponici, è avvistato e bombardato da aerei decollati dal Campo Henderson: 4 cacciatorpediniere sono danneggiati. Durante la notte, comunque, le unità navali evacuano da Guadalcanal un’altra cospicua quota del contingente giapponese.
    Nuova Guinea.I giapponesi proseguono la ritirata nella zona di Wau, insistentemente molestati dall’aviazione alleata. Gli australiani ne decimano le file prima che il nemico raggiunga Mubo.


    Si conclude a Nuova Delhi una conferenza di capi militari alleati cui hanno preso parte, con il maresciallo Wavell e il generale americano Stilwell, il mar. dell’aria sir John Dill e i gen. Arnold e Somervell. Sono state prese numerose decisioni, aventi come obiettivo finale la riconquista della Birmania per potere in seguito attaccare le forze giapponesi in Cina. Il piano sarà sottoposto al Generalissimo Chiang Kai-shek.
    5 febbraio
    Fronte sovietico.Staryi Oskol (sul fiume Oskol, a sud-est di Voronez e a nord-ovest di Charkov) è raggiunta con manovra convergente da reparti della 13à armata sovietica e della 3à armata carri. Anche lzum, a sud-est di Charkov, cade in mano ai sovietici.
    6 febbraio
    Fronte sovietico.Nel Kuban, i sovietici prendono Jejsk sul Mar d’Azov, tagliando l’ultimo collegamento che le rimanenti truppe di von Kleist bloccate nel Kuban avevano con il resto dell’esercito tedesco. Queste truppe sono adesso concentrate nel triangolo Jejsk-Novorossijsk-Krasnodar. Alla foce del Don, una colonna avanzata sovietica si trova ormai a soli 8 chilometri da Rostov. Sul fronte dello Heeregruppe B, di von Weichs,l' “istrice” di Charkov tiene duro, ma è ormai aggirato dai sovietici sia a sud che a nord. A nord l’Armata Rossa è presso Belgorod, a sud prende Lisicansk, sul Donec.
    Pacifico. Guadalcanal.Il 161° reggimento della 25à divisione USA precede il 147° nell’inseguimento del nemico e raggiunge il fiume Urnasani. Nuovi rinforzi giungono agli americani dalle Figi, mentre i nipponici attendono un nuovo convoglio del “Tokyo Express” per completare il reimbarco.
    Nuova Guinea.Aerei nipponici compiono un’incursione (ormai tardiva in quanto i rinforzi australiani trasportati per via aerea sono già arrivati da un pezzo) contro l’aeroporto di Wau. La contraerea e la caccia alleate distruggono 24 degli incursori.
    7 febbraio
    Fronte sovietico.Nonostante i prodigi difensivi di Manstein e di Weichs, la spinta sovietica non si arresta. I russi conquistano Azov, sul Mar d’Azov, avvicinandosi a Rostov. In Ucraina prendono Kramatorsk, a nord di Doneck. Tagliano inoltre la principale strada che collega Kursk a Orèl.
    Italia.Aerei alleati bombardano Cagliari e Napoli.
    Pacifico.Guadalcanal.Il 161° fanteria USA attraversa il fiume Urnasani e avanza in direzione nord-ovest su Punta Bunina. Movendo da Titi, altri reparti americani raggiungono Marovovo. Gli aerei del Campo Henderson attaccano e danneggiano 2 dei 18 cacciatorpediniere nipponici che formano il nuovo “Tokyo Express”, a bordo del quale nel corso della notte il resto del contingente giapponese abbandona l’isola dopo sei mesi di durissima lotta.
    Cina.Il Generalissimo Chiang Kaishek, in un messaggio al presidente Roosevelt, accetta di far partecipare le sue forze alla campagna per la riconquista della Birmania, ma chiede un forte potenziamento degli aiuti americani.
    8 febbraio
    Fronte sovietico.I corazzati sovietici, che da tempo hanno chiuso in una sacca buona parte della 2à armata tedesca, dilagano verso ovest e occupano Kursk, uno dei capisaldi della linea invernale nemica, superandola.
    Pacifico.Guadalcanal.Benché ormai abbandonate sull’isola, le retroguardie giapponesi rallentano ancora debolmente, l’avanzata americana verso Tenaro e Capo Esperance.
    Birmania.Proveniente da lmphal, in India, la LXXVII brigata indiana (denominata “dei Chindit”), al comando del gen. Orde Charles Wingate, penetra in Birmania, nella regione dell’Arakan. La brigata è suddivisa in due gruppi, uno meridionale, che dovrebbe attraversare per primo il fiume Chindwin per distrarre l’attenzione dei nipponici dal secondo gruppo, settentrionale, agli ordini dello stesso Wingate. Scopo di questa unità speciale è condurre azioni di guerriglia dietro le linee nemiche, effettuando colpi di mano e arrecando il maggiore danno possibile al sistema di comunicazioni. Primo obiettivo dei “Chindit” è la ferrovia, vitale per il nemico, che collega Mandalay a Myitkyina. Si può parlare di un’azione di pattuglia di lunga durata e in grande stile, poiché una volta che avranno passato l’lrrawaddy i “Chindit” si troveranno in difficoltà sempre maggiori contro consistenti forze giapponesi, e riceveranno l’ordine di rientrare in India.
    9 febbraio
    In una lettera a Stalin, Churchill, con l’ottimismo di cui egli solo è capace, prevede la fine della campagna in Africa per l’aprile, la conquista della penisola italiana entro luglio e Io sbarco in Francia non dopo l’agosto (del 1943 naturalmente).
    Fronte sovietico.Le colonne corazzate sovietiche conquistano Belgorod, a nord di Charkov sulla linea ferroviaria per Kursk.
    Pacifico.Guadalcanal.Cessa sull’isola ogni resistenza organizzata da parte nipponica quando, alle 16,25, il 161° e il 132° fanteria USA, provenienti da est e da sud-ovest, effettuano il congiungimento nel villaggio di Tenaro. La grande maggioranza dei superstiti della campagna, circa 11.000 uomini della 17à armata nipponica e un migliaio di marinai e fanti di marina (di 20.000 che costituivano il contingente) sono stati felicemente evacuati a Buin e a Rabaul. I giapponesi hanno avuto oltre 9000 morti, gli americani 2000, su una forza combattente di 23.000 uomini e su circa 60.000 che si Sono dati il cambio durante la campagna.
    Sul mare e nel cielo, le perdite si sono equivalse. Ora gli americani sono padroni di una grande e inaffondabile portaerei per la protezione dell’Australia, la riconquista delle Salomone e il successivo balzo a nord attraverso il Pacifico. Con grande soddisfazione, il gen. Patch è finalmente in grado di mandare all’ amm. Halsey il seguente messaggio: “Il Tokyo Express non ha più il suo capolinea a Guadalcanal”.
    10 febbraio
    Fronte sovietico.A nord di Rostov le forze sovietiche raggiungono la linea ferroviaria Rostov-Novocercassk. Più a nord, due colonne corazzate che stanno convergendo su Charkov conquistano Cugujev e VoIcansk.
    Nuova Guinea.Mentre si accumulano le forze per una nuova grande offensiva avente per obiettivo l’espulsione totale dei nipponici dall’isola, piccoli reparti americani raggiungono la foce del fiume Kumusi e vi allestiscono una posizione fortificata.
    11 febbraio
    Fronte sovietico.A sud di Charkov, i tedeschi devono evacuare Lozovaja, nodo ferroviario abbastanza importante.
    12 febbraio
    Fronte sovietico.Krasnodar, uno dei tre vertici del triangolo tenuto dai resti del Gruppo di armate A (von Kleist) nel Kuban, è occupata dai sovietici del Fronte transcaucasico, che premono in direzione di Novorossijsk. Sul Fronte del Don, i sovietici tagliano la linea ferroviaria che da Rostov si diparte in direzione ovest a Krasnoarmejsk, restringendo il corridoio ancora libero alla ritirata tedesca. Conquistano anche Sachtij, a ovest del Donec, sulla linea ferroviaria Rostov-Voronez.
    Africa settentrionale.L'8à armata britannica dilaga in Tunisia.
    Pacifico sud-occidentale.Il Quartier Generale alleato dirama le direttive di massima per “la conquista e l’occupazione dell’area Nuova Britannia-Nuova Guinea-Nuova Irlanda”, in codice definita operazione “Elkton”.
    13 febbraio
    Fronte sovietico.Le divisioni di von Kleist respingono gli attacchi sovietici a est di Novorossijsk che è rimasta il loro ultimo caposaldo nel Kuban. Ormai i tedeschi sono costretti entro una piccola testa di ponte fra Novorossijsk, sul Mar Nero, e il Mar d’Azov. Più a nord, l’Armata Rossa completa la riconquista dell’intera linea ferroviaria Rostov-Voronez con l’occupazione di Novocerkassk e Lichaja.
    14 febbraio
    Fronte sovietico.Le armate sovietiche occupano Rostov (Rostov-na-Donu), vitale posizione tedesca attraverso la quale la Wehrmacht ha potuto evacuare dal Caucaso parte del Gruppo di armate A. Cade in mano sovietica anche la città di Vorosilovgrad, già superata dalle punte avanzate che muovono verso Stalino. I tedeschi procedono a una riorganizzazione delle loro forze: con i resti del Gruppo di armate del Don e del Gruppo di armate B viene formato, o meglio riformato, il Gruppo di armate Sud (Heeresgruppe Sud), agli ordini di von Manstein. La 2à armata, o la parte di essa che non è rimasta chiusa nella sacca a nord-ovest di Voronez, viene trasferita al Gruppo di armate Centro.
    Tunisia.Ore 4: le forze italo-tedesche del gen. Jùrgen von Arnim sferrano un violento attacco contro le truppe alleate della 1à armata che preme da occidente sulla Tunisia. Il piano di attacco è di Rommel e prevede lo sfondarnento dello schieramento alleato in direzione di Kasserine e Tebessa per puntare successivamente, in caso di successo, su Bona e Costantina. Alla testa dell’armata alleata è il gen. Anderson che dispone del V corpo britannico (a nord), del XIX corpo francese (al centro) e del lI corpo americano (a sud). Le forze dell’Asse comprendono una parte della 5à armata di von Arnim e parte dell’Afrikakorps di Rommel (nel settore meridionale).
    L’azione di von Arnim ha successo e gli italo-tedeschi conquistano Sidi Bou-Zid e isolano gli americani che tengono Djebel Lessouda e Djebel Ksaìra, rispettivamente a nord e a sud di Sidi Bou-Zid.
    Italia.Più di 100 quadrimotori della RAF investono Milano provocando vittime e danni molto gravi: è la prima di una lunga serie di incursioni.
    15 febbraio
    Tunisia.L’Afrikakorps di Rommel attacca nel settore meridionale dello schieramento e conquista Gafsa. Intanto nel settore di Sidi Bou-Zid un contrattacco americano (1à divisione corazzata) viene respinto.
    Italia.Pesante incursione aerea anglo-americana su Palermo (almeno 100 morti) e Napoli.
    16 febbraio
    Fronte sovietico.Mentre le forze tedesche e alleate si ritirano verso Poltava, i sovietici penetrano nei sobborghi di Charkov, altro importantissimo caposaldo della linea invernale della Wehrmacht.
    Tunisia.Gli italo-tedeschi puntano verso Feriana e Sbeitla rispettivamente a sud-ovest e a nord-est di Kasserine.
    L’8à armata del gen. Montgomery arriva a Médenine, pochi km a sud di Mareth dove Rommel si è attestato sulla cosiddetta “linea del Mareth”. Costruita dai francesi tra il 1934 e il ‘39 tra Djebel Dahar e il mare presso Mareth appunto, per difendersi da un eventuale attacco italiano dalla Tripolitania, la linea difensiva del Mareth, chiamata enfaticamente la “Maginot del deserto”, è formata in realtà da poche decine di fortini nella zona costiera, e da qualche buona posizione fortificata in quella montana.
    Pacifico.Guadalcanal.Una parte della 43à divisione d’assalto americana è trasferita a Guadalcanal nel quadro dell’ammassamento di forze per l’operazione “Cleanslate”, ossia l’invasione delle Isole Russell, nelle Salomone.
    Pacifico sud-occidentale.Viene costituita, per iniziativa del Comando dell’area del Pacifico sud-occidentale, la 6à armata USA al comando del ten. gen. Walter Krueger.
    Comprende il I corpo (gen. Eichelberger), la II brigata speciale genio e il 503° regg. fanteria paracadutisti. A queste unità dell’esercito è aggregata la 1à divisione dei Marines.
    Isole Aleutine.Aerei nipponici attaccano l’isola di Amchitka, dove gli americani hanno costruito una pista per gli aerei da caccia.
    17 febbraio
    Fronte sovietico.Proseguendo la loro avanzata, i sovietici riconquistano Slavjansk, a nord di Kramatorsk.
    L’OKW vede profilarsi il crollo di tutto il fronte meridionale e dà disposizioni perché venga lanciata una energica controffensiva.
    Tunisia.L’Afrikakorps di Rommel raggiunge Feriana, puntando verso Kasserine.
    Sardegna.Un violento attacco aereo alleato su Cagliari e dintorni provoca più di 100 morti e danni ingenti.
    Birmania.La LV brigata indiana, sul fronte dell’Arakan, attacca senza risultati le posizioni nipponiche a Donbaik.
    18 febbraio
    Tunisia.Von Arnim entra a Sbeitla e prosegue a sua volta verso Kasserine.
    Pacifico.Guadalcanal.Altre forze americane affluiscono nell’isola in preparazione dell’invasione delle Isole Russell, a nord-ovest di Guadalcanal. Un gruppo di ufficiali americani inviati in ricognizione nelle Russell torna con la notizia che le stesse sono già state evacuate dai nipponici.
    Isole Aleutine.2 incrociatori e 4 cacciatorpediniere al comando del contramm. McMorris bombardano le installazioni nipponiche nell’Isola di Attu.
    Birmania.La LXX VII brigata indiana (i “Chindit”) attraversa senza incontrare resistenza il fiume Chindwin e interrompe la linea ferroviaria Mandalay-Mytkyina.
    19 febbraio
    Fronte sovietico.Le armate russe avanzano a sud e a sud-ovest di Charkov. La strada nazionale e la ferrovia tra Charkov e Kursk sono state interamente liberate.
    Tunisia.Rommel lancia la 21à Panzerdivision a nord, in direzione di Le Kef dove è appostata la 6à divisione corazzata britannica: l’obiettivo finale resta Tebessa.
    Pacifico.Un cacciatorpediniere nipponico è affondato da un sommergibile americano presso l’isola Manus, nel gruppo dell’Ammiragliato.
    20 febbraio
    Fronte sovietico.Nella regione a sud e sud-ovest di Charkov, i russi riconquistano Pavlograd e Krasnograd.
    Italia.A ondate i bombardieri colpiscono Napoli causando, secondo fonti ufficiali, 119 morti e 332 feriti.
    Tunisia.Le forze dell’Asse vengono ristrutturate: il gen. Messe assume il comando della 1à armata italiana.
    Cessa di esistere l’armata corazzata italo-tedesca di Rommel che resta in Africa ancora per qualche settimana.
    Pacifico.Isole Salomone.Un primo gruppo d’assalto della 43à divisione USA lascia Guadalcanal alla volta delle Isole Russell.
    21 febbraio
    Fronte sovietico.Il Gruppo di armate Sud di von Manstein lancia una controffensiva contro il fianco sinistro del Fronte sud-occidentale sovietico (gen. Vatutin) e contro il Fronte di Voronez (gen. Golichov).
    Il XXX corpo d’armata tedesco avanza in direzione di Krasnoarmejsk dalla regione di Stalino; la 1à armata corazzata, con il XL e il III corpo corazzato, si lancia contro Andrejevka e Izum; la 4à armata corazzata, con il XLVIII e il LVII corpo corazzato, attacca verso Pavlograd e Lozovaja. Da nord, il II corpo corazzato delle SS e il Gruppo operativo Kempf convergono verso Pavlograd, mentre il Corpo corazzato Raus avanza da Poltava in direzione est e nord-est, verso Charkov e Belgorod.
    Tunisia.La 10à divisione corazzata tedesca viene lanciata contro Thala, una sessantina di km a nord-ovest di Tebessa. Contemporaneamente, ad est di Tebessa, la1à divisione corazzata americana respinge un attacco diversivo dell’Afrikakorps.
    Pacifico.Isole Salomone.La 43à divisione USA occupa, senza incontrare opposizione in quanto i giapponesi se ne sono già andati, le Isole Banika e Pavuvu nel gruppo delle Russell. Entro la fine del mese, vi trasferiranno da Guadalcanal circa 9000 uomini.
    22 febbraio
    Fronte sovietico.Mentre prosegue a sud il contrattacco tedesco, i sovietici aprono una nuova offensiva nella zona di Orel-Brjansk e accrescono la loro pressione per riconquistare Rzev, nel settore centrale del fronte.
    Tunisia.Rommel rinuncia agli attacchi su Sbiba (21à divisione corazzata) e Thala (10à divisione corazzata), quando cominciano ad affluire i rinforzi della 6à divisione corazzata britannica inviati dal comandante delle armate alleate, il gen. Alexander.
    23 febbraio
    Fronte sovietico.Le forze sovietiche riconquistano Sumy, in Ucraina a nord-ovest di Charkov e a sud-ovest di Kursk. Più a sud, prosegue invece la controffensiva tedesca, mentre nel Caucaso reparti del Gruppo di armate A di von Kleist tengono una piccola testa di ponte presso Novorossijsk contenendo la pressione del Gruppo di armate sovietico del Mar Nero e del Gruppo di armate settentrionale del Fronte transcaucasico.
    Sicilia.Quadrimotori americani devastano Messina.
    24 febbraio
    Fronte sovietico.Violenti scontri di corazzati nel settore del Gruppo di armate Sud tedesco e nella zona di Orel, difesa dal Gruppo di armate Centro (von Kluge).
    25 febbraio
    Il Comando del Pacifico sud-occidentale e quello del Pacifico meridionale abbozzano i piani dell’operazione “Reno” per l’avanzata verso le Filippine.
    Tunisia.Si conclude la battaglia di Kasserine con l’occupazione della città da parte degli Alleati. L’attacco dell’Asse ha causato 10.000 morti tra gli Alleati (più della metà americani) contro i 2000 dell’Asse.
    Inghilterra.La RAF dà inizio a una offensiva aerea ininterrotta sull’Europa. Presto gli Alleati si divideranno i compiti: gli inglesi effettueranno i bombardamenti notturni, mentre agli americani saranno riservati quelli diurni.
    26 febbraio
    Sardegna.Cagliari viene devastata da un ‘incursione di aerei alleati: i morti accertati sono 73,mentre i feriti sono286.
    Birmania.Proseguono le azioni di disturbo della brigata indiana dei “Chindit”, agli ordini del gen. Wingate. Unità della marina indiana affondano una chiatta carica di soldati nipponici e ne danneggiano un’altra a nord della foce del fiume Ramree.
    27 febbraio
    Nuova Guinea.Nel quadro della sostituzione e del potenziamento delle forze alleate da lanciare contro i nipponici per scacciarli dall’isola, il 162° reggimento della 41à divisione USA sbarca nella Baia di Milne.
    Fronte sovietico.I contrattacchi dei tedeschi del Gruppo di armate Sud (von Manstein) ottengono concreti successi con la riconquista di Lozovaja.I tedeschi minacciano anche Kramatorsk. Scopo della controffensiva di Manstein è di migliorare, per quanto possibile, le linee della Wehrmacht sul Donec prima che intervenga il disgelo.
    Sicilia.Una violenta incursione aerea alleata in Siracusa provoca numerose vittime e ingenti danni.
    28 febbraio
    Fronte sovietico.Mentre infuriano i combattimenti nella zona di Orel- Brjansk e, più a sud, i corazzati tedeschi riprendono Kramatorsk, l’incipiente disgelo ostacola le operazioni dei sovietici contro la testa di ponte di von Kleist nel Kuban e sulla linea del fiume Mius a nord di Taganrog, sul Mar Nero.
    Nel settore del Fronte occidentale sovietico, le armate di Timosenko combattono duramente nel settore di Demjansk.


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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Marzo 1943

    1° marzo
    Fronte sovietico.Demjansk, Lyckovo e Zalucie, a ovest del Rialto dei Valdai e a sud-est di Staraja Russa, sono riconquistate dalle truppe di Timosenko.
    Birmania.La costruzione della “Strada della Birmania”, la nuova arteria attraverso la quale i rifornimenti alleati dovranno affluire in Cina, è completata da Ledo in India fin oltre il confine birmano.
    I nipponici raggruppano forze per intrappolare e annientare la brigata indiana dei “Chindit”, e per reprimere la guerriglia nel Nord della Birmania, diretta dai britannici che ancora occupano un avamposto presso Fort Hertz.
    Frattanto, suddivisa in più colonne, la brigata "Chindit" prosegue la marcia verso est in direzione dell’Irrawaddy, scontrandosi qua e là con piccole guarnigioni nipponiche.
    Pacifico.Un B-24 americano scopre un convoglio nipponico che, con adeguata copertura aerea, fa rotta da Rabaul nella Nuova Britannia verso il Golfo di Huon in Nuova Guinea.
    2 marzo
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Centro (von Kluge) è costretto a evacuare Rzev sotto la pressione dei sovietici.
    Germania.Durissima incursione aerea della RAF su Berlino.
    3 marzo
    Fronte sovietico.Mentre lungo la linea ferroviaria Charkov-Brjansk i sovietici conquistano Lgov e Dmitrev Lgovskij, la 1à armata corazzata dello Heeresgruppe Sud di von Manstein riesce a raggiungere il Donec e a riconquistare Slavjansk e Lisicansk.
    Birmania.I “Chindit” della LXXVII brigata indiana del gen. Orde Wingate interrompono in un altro punto la ferrovia Mandalay-Myitkyina.
    La colonna di Wingate passa il fiume Mu e, evitando il villaggio di Tongmauw, affronta i Monti Mingin, a est dei quali passa la ferrovia e scorre l’Irrawaddy.
    4 marzo
    Fronte sovietico.Una colonna corazzata del Fronte sovietico di Brjansk conquista Sevsk, a sud di Brjansk e a ovest di Kursk.
    5 marzo
    Fronte sovietico.Nel settore centrosettentrionale del fronte, i sovietici attaccano in direzione di Staraja Russa. I corazzati tedeschi dello Heeresgruppe Sud di von Manstein avanzano, contro forte resistenza sovietica, verso Charkov e Belgorod.


    In un discorso pronunciato a Kiev Erich Koch, commissario nazista per l’Ucraina, dichiara tra l’altro: “Noi apparteniamo alla razza superiore e dobbiamo governare con fermezza e giustizia... Sfrutterò questi paesi fino all’estremo limite. Non sono venuto qui per regalare la felicità... La popolazione deve lavorare, lavorare e ancora lavorare... Siamo una razza superiore e dobbiamo ricordarci che l’ultimo dei lavoratori tedeschi ha, sul piano razziale e biologico, più valore di qualsiasi individuo della popolazione di questo paese..."
    6 marzo
    Tunisia.Ore 9: sul fronte orientale l’Afrikakorps di Rommel attacca l’8à armata che si trova a est della linea difensiva del Mareth. Dopo la battaglia di Kasserine, visti inutili i tentativi di alleggerire la pressione a occidente, Rommel ha fatto un rapido dietro-front per prepararsi ad affrontare l’inevitabile offensiva dell’8à armata britannica che si accinge ad assalire la linea del Mareth. Le avanguardie delle truppe alleate sono attestate attorno alla località di Médenine, mentre il grosso è al sicuro dietro campi minati e difese anticarro.
    Ore 12: di fronte al fuoco dell’artiglieria anticarro inglese, le forze dell’Asse ripiegano.
    Fronte sovietico.Gzack (oggi ribattezzata Gagarin), sulla linea ferroviaria Mosca-Smolensk, è riconquistata dai sovietici.
    Pacifico.L’aviazione nipponica bombarda le Isole Russell, occupate dagli americani il 21 febbraio.
    Tre incrociatori e 7 cacciatorpediniere americani, al comando del contramm. A.S. Merrill, bombardano Vila e Munda, importanti basi nipponiche nelle Salomone. Affrontati da inferiori forze nemiche, affondano 2 cacciatorpediniere.
    7 marzo
    *****
    8 marzo
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i sovietici riconquistano Sicevka, a nord di Vjazma, e premono sulle forze di von Kluge in direzione di Smolensk.
    Cina.Forze nipponiche passano lo Yangtze tra Yichang e Yoyang. Non si tratta dell’inizio di una nuova campagna militare, ma di una delle numerose “offensive per il riso” che si svolgeranno nel corso dell’anno, vere e proprie razzie di questo raccolto fondamentale sia per gli occupanti, sia per l’esercito di Chiang Kai-shek.
    9 marzo
    Fronte sovietico.I sovietici contengono la pressione delle armate corazzate di von Manstein in direzione di Charkov e Belgorod, mentre nel settore centrale proseguono l’avanzata in direzione di Smolensk.
    Nuova Guinea.L’aviazione nipponica attacca in forze Wau, dando l’avvio a una serie di incursioni sulle posizioni strategiche più importanti degli Alleati, tra cui la Baia di Oro e la Baia di Milne, Port Moresby, Dobodura, Porlock Harbour.
    Isole Salomone.Dal canto loro, gli americani iniziano una serie di incursioni aeree contro le installazioni nipponiche a Munda nella Nuova Georgia, importante base nemica.


    lI feldmaresciallo Rommel, richiamato in patria dopo la battaglia di Médenine, fa tappa a Roma e si incontra con Mussolini cui non nasconde la gravità della situazione. Ma Mussolini replica solennemente: “La Tunisia deve essere conservata ad ogni costo... Sono del parere del Fùhrer: bisogna conservare la Tunisia”. Il comando delle forze tedesche in Tunisia è affidato al gen. Jurgen von Arnim, mentre il comando supremo delle truppe dell’Asse è tenuto dal gen. Giovanni Messe.
    10 marzo
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i sovietici riconquistano Belyi, a nord-ovest di Vjazma e a sud-ovest di Rzev.
    11 marzo
    Fronte sovietico.I corazzati di von Manstein riconquistano, dopo una durissima controffensiva, Charkov, la cui liberazione è stata uno dei maggiori tra i recenti successi sovietici. Reparti sovietici contendono al nemico parte dell’abitato.
    Sicilia.Bombardieri alleati attaccano Palermo causando vittime e danni gravi.
    12 marzo
    Si apre a Washington, e durerà fino alla sera del 15, la Conferenza militare del Pacifico per decidere le azioni da intraprendere contro il Giappone nel 1943. Il gen. Sutherland, capo di stato maggiore di MacArthur, presenta una versione appena aggiornata del piano “Elkton” per la conquista della Nuova Britannia e in particolare della vitale base nipponica di Rabaul. Il piano prevede uno sforzo coordinato delle forze dell’area del Pacifico sud-occidentale (che dipendono da MacArthur) che dovrebbero invadere la Nuova Britannia partendo dalla Nuova Guinea, e delle forze dell’area del Pacifico meridionale (che dipendono invece dal viceammiraglio Halsey) che dovrebbero provvedere alle operazioni nelle Salomone. La marina è molto preoccupata della deficienza di naviglio che impedisce il trasferimento in Estremo Oriente di nuove forze.
    Anche in questa occasione si manifestano contrasti fra la concezione strategica di MacArthur e quella dell’amm. Nimitz, comandante in capo della Flotta del Pacifico.
    Tunisia.Il corpo neozelandese (formato dalla 2à divisione e dalla 8à brigata corazzata) inizia l’esecuzione del piano di aggiramento delle forze dell’Asse previsto da Montgomery sul fianco sinistro (quello meridionale) del proprio schieramento: attraversando le colline Matmata le truppe neozelandesi dovrebbero proseguire in direzione nord verso il passo di Tebaga e cogliere alle spalle gli italo-tedeschi, nella pianura di EI Hamma, dopo aver superato la linea del Mareth. Intanto attacchi aerei alleati su Susa e Tunisi causano gravi danni alle abitazioni delle due città.
    Italia.A Torino 100.000 operai scendono in sciopero, imitati subito dopo dai lavoratori della Lombardia e di Genova, e bloccano la produzione bellica. Sono le prime serie manifestazioni antiregime. La reazione delle autorità, piuttosto blanda, irrita Hitler che esplode in presenza del suo Stato Maggiore: “Per me è inconcepibile che si possa sospendere il lavoro.., e che nessuno abbia osato impedirlo... In casi del genere, mostrare la minima debolezza vuoi dire perdersi"
    Fronte sovietico.Furiosi scontri nelle strade di Charkov, parzialmente conquistata dalle forze di von Manstein. Per non essere sorpresi dall’avanzata sovietica sul fronte meridionale, i tedeschi del settore centrale sgombrano posizioni su posizioni. Oggi è la volta di Vjazma, che è occupata dai sovietici senza colpo ferire.
    Birmania.Il generale americano Stilwell, consigliere e capo di Stato Maggiore di Chiang Kai-shek, preoccupato dei movimenti di truppe giapponesi nella Birmania settentrionale, fa affluire rinforzi cinesi a Ledo, nell’Assam. Nel settore dell’Arakan, i nipponici cercano di isolare le une dalle altre, con manovre avvolgenti, le unità indiane.
    13 marzo
    *****
    14 marzo
    Fronte sovietico.Le truppe corazzate e le fanterie tedesche liquidano le ultime resistenze sovietiche a Charkov.
    Nuova Guinea.Australiani e americani riprendono l’iniziativa costringendo i nipponici a un lento ripiegamento a nord di Guadagasel.
    15 marzo
    Birmania.Quasi tutte le colonne che compongono la brigata indiana dei “Chindit” hanno attraversato l’Irrawaddy, dopo aver interrotto in una decina di punti la ferrovia strategica della Birmania, e proseguono le loro audaci azioni di guerriglia. Ma la loro situazione logistica è precaria, dovendo in buona parte dipendere da rifornimenti paracadutati da aerei in punti di volta in volta convenuti.
    I nipponici si apprestano a liquidare questa molesta, e quasi beffarda, spina nel fianco.
    Nuova Guinea.Un battaglione del 162° fanteria della 41à divisione USA occupa indisturbato alcune posizioni alla foce del fiume Mambare.
    16 marzo
    In una lettera a Roosevelt, Stalin, che ha preso per buone le previsioni fattegli il 9 febbraio da Churchill, lamenta senza mezzi termini il “tradimento” (come egli chiama il ritardo delle operazioni in Africa e della preparazione dello sbarco in Sicilia) degli Alleati occidentali. “La Vostra risposta poco chiara in relazione all’apertura di un secondo fronte in Francia ha provocato qui un’inquietudine che non posso nascondervi".


    Il comandante in capo delle forze navali americane, amm. E.J. King, cambia la denominazione delle varie flotte stabilendo che ciascuna di esse sia designata con un numero, dispari per le flotte del Pacifico e pari per quelle operanti nell’Atlantico.
    17 marzo
    Birmania.La LV brigata indiana, che ha rimpiazzato la CXXIII a est del fiume Mayu, è attaccata e aggirata dai nipponici a Rathedaung.
    Con l’aiuto di rinforzi, riesce successivamente a sottrarsi all’accerchiamento e a ripiegare su Buthidaung, lasciando però esposto il fianco orientale delle forze che si trovano a occidente del fiume Mayu.
    18 marzo
    Tunisia.Gli Alleati liberano Gafsa.


    La Guyana francese si schiera con la Francia Libera.
    India.Un gruppo da bombardamento di B-24 giunge a rafforzare la 14à Forza aerea americana.
    Birmania.La VI brigata della 2à divisione inglese e la LXXI brigata indiana compiono un ultimo tentativo di scacciare i nipponici da Donbaik. Quindi, a causa delle infiltrazioni nemiche, devono ritirarsi verso nord.
    19 marzo
    Fronte sovietico.Dopo la riconquista di Charkov, il Corpo Raus dello Heeresgruppe Sud riprende ai sovietici anche Belgorod, a nord di Charkov. Grazie al parziale successo della controffensiva, il Gruppo di armate si riporta in pratica sulle posizioni invernali del 1 941. Immediatamente a nord di Belgorod, i sovietici hanno aperto un largo saliente nel fronte tedesco a ovest di Kursk.
    L’eliminazione del saliente (operazione “Cittadella”) sarà fra qualche mese la ragione di una delle più gigantesche battaglie di ogni tempo.
    Tunisia.Il corpo neozelandese punta decisamente verso il Passo di Tebaga.
    20 marzo
    Tunisia.Verso sera i neozelandesi riescono a bloccare il Passo di Tebaga. Nella notte le divisioni del XXX corpo inglese sferrano un attacco frontale contro la linea del Mareth, premendo sulle posizioni tenute dalle divisioni della 1à armata italiana.
    21 marzo
    Fronte sovietico.Come a Charkov, i tedeschi devono procedere alla liquidazione di sacche di resistenza nemiche all’interno di Belgorod.
    Contenendo la spinta nemica nel saliente di Kursk, riescono a ristabilire le comunicazioni, che erano state interrotte, con lo Heeresgruppe Centro (von Kluge) nella zona di Orèl. Dal canto loro, i sovietici prendono Durovo, 90 km a nord- est di Smolensk.
    Le operazioni subiscono un temporaneo e quasi totale arresto a causa del disgelo, che impedisce il movimento dei veicoli. Le perdite dei tedeschi nella campagna d’inverno sono state terribili: una stima attendibile le stima a oltre 1 milione di morti. I sovietici affermano di avere distrutto o catturato 9000 carri armati, 20.000 pezzi di artiglieria e 5000 aerei, oltre a migliaia di autocarri. Le perdite dei sovietici, d’altronde, sono state altrettanto gravi. Ma mentre il potenziale bellico dell’URSS è in ascesa, quello della Germania declina.
    Tunisia.Nelle prime ore del mattino la 50à divisione inglese riesce a stabilire una testa di ponte oltre la linea difensiva tedesca.
    22 marzo
    Tunisia.La 164à divisione leggera tedesca abbandona la linea del Mareth per bloccare i neozelandesi al Passo di Tebaga ove accorre dal nord anche la 21à divisione corazzata tedesca.
    La 50à divisione inglese viene ricacciata indietro dalla testa di ponte e Montgomery è costretto a cambiare la strategia decidendo di sfondare le linee nemiche da sud.
    Sicilia.Una nuova incursione su Palermo di quadrimotori americani causa una quarantina di morti, quasi 200 feriti e danni molto gravi.
    22-23 marzo
    Tunisia.Una controffensiva dei reparti italiani consente di riconquistare le posizioni che gli Alleati hanno conquistato sulla linea del Mareth su un fronte di 2 km.
    23 marzo
    Tunisia.Il X corpo britannico, che comprende la 1à divisione corazzata, si dirige verso ovest, attraverso le colline di Matmata.
    Sicilia.Bombardieri americani colpiscono varie località dell’isola, tra cui Messina, dove causano gravi danni,
    24 marzo
    USA.I Capi di Stato Maggiore Riuniti approvano il piano per la conquista dell’Isola di Attu.
    24-25 marzo
    Tunisia.La 4à divisione indiana supera la linea del Mareth puntando successivamente verso Béni Zelten.
    25 marzo
    Tunisia.La a divisione corazzata è raccolta a pochi km dal Passo di Tebaga.
    Pacifico.Aerei americani lanciano un pesante attacco contro l’Isola di Nauru, occupata dai nipponici.
    26 marzo
    Birmania.Il gen. Orde Wingate riceve dal gen. Wavell l’ordine di disperdere la brigata indiana dei “Chindit”e di rientrare in India. In piccoli gruppi, i guerriglieri prendono la via del ritorno, incalzati dai giapponesi. In gran parte torneranno in India, salvo un reparto che invece si porrà in salvo, al principio di aprile, in Cina. L’azione dei “Chindit” non è stata soltanto dimostrativa: essi sono infatti riusciti a molestare il sistema di comunicazioni nipponico interrompendo la ferrovia Mandalay-Myitkyina in ben 25 punti.
    Battaglia delle Isole Komandorski. Una piccola squadra navale americana formata da 2 incrociatori, il Salt Lake City e il Richmond, e da 4 cacciatorpediniere, al comando del contramm. C.H. McMorris, pattugliando le acque a sud dell’arcipelago sovietico delle Isole Komandorski, intercetta una squadra nipponica al comando del viceammiraglio Moshiro Hosogaya e formata da 1 incrociatore pesante (Nachi), 2 incrociatori leggeri e 8 cacciatorpediniere, di scorta a un convoglio di rifornimenti per le guarnigioni giapponesi nelle isole di Kiska e Attu, nelle Aleutine. Con grande coraggio, la squadra americana affronta il nemico, e alle 8,40 un proiettile del Richmond centra il Nachi provocando un incendio. Verso le 9, il Nachi riceve ancora vari colpi che lo danneggiano gravemente. Pur tuttavia, l’ammiraglia nipponica si rimette presto in condizioni di combattere e verso le 9,30 concentra il suo fuoco sul Salt Lake City, che evita i colpi ma perde velocità a causa di un motore in avaria e alle 10,10 è centrato in pieno da un proiettile nemico che provoca un grosso incendio a bordo. Un altro colpo apre una falla nello scafo.
    Mentre gli incrociatori nipponici si lanciano sulla nave americana per finirla, intervengono i cacciatorpediniere USA che si lanciano sulla formazione nipponica, inducendola a desistere. A corto di nafta, e nel timore che nel frattempo intervengano più consistenti forze nemiche, e magari gli aerei USA di base ad Amchitka, il viceammiraglio Hosogaya interrompe lo scontro e si ritira. I trasporti giapponesi hanno già invertito la rotta dal principio dello scontro e d’ora in poi le guarnigioni delle Aleutine saranno rifornite soltanto a mezzo di sommergibili. L’ultima grande battaglia di artiglierie navali nel Pacifico si conclude con un bilancio in parità (Salt Lake City e Nachi gravemente danneggiati) dal punto di vista delle perdite, ma con una vittoria strategica per gli americani, il cui blocco delle Aleutine non sarà più forzato da navi di superficie.
    26-27 marzo
    Tunisia.La 1à divisione corazzata inglese e il corpo neozelandese penetrano a fondo nel Passo di Tebaga costringendo le difese dell’Asse ad arretrare a EI Hamma dove improvvisano una nuova linea difensiva: su questa schierano la 90à divisione, la 15à divisione corazzata, il 125° reggimento La Spezia.
    27 marzo
    L’ammiraglio sir Henry Harwood, protagonista della battaglia del Rio della Plata (12-13 dicembre 1939) e comandante in capo del settore orientale del Mediterraneo, è costretto a lasciare l’incarico per malattia.
    28 marzo
    USA.I Capi di Stato Maggiore Riuniti approvano nuove direttive per il gen. MacArthur e per il viceamm. Halsey, risolvendo i conflitti di competenza tra i due a favore di Mac Arthur, il quale oltre al comando delle forze del Pacifico sud-occidentale stabilirà le direttive d’azione delle forze dell’area del Pacifico meridionale, dipendenti dal viceamm. Halsey, nel teatro operativo delle Salomone.
    Tunisia.Le truppe della 1à armata italiana ripiegano sulla linea dell’Akarit (a nord-ovest di Gabès, sulla strada di Sfax) dove si sono spostate gran parte delle truppe italotedesche: il ripiegamento è lento e ordinato, il contatto con il nemico mai rifiutato. L’operazione, condotta dal gen. Messe, viene completata in maniera soddisfacente entro i primi giorni di aprile. Le perdite sono state molto pesanti per ambedue le parti.
    Nuova Guinea.Un battaglione del 162° fanteria americano viene incaricato di occupare il porto di Morobe e la foce del fiume Waria. La mossa fa parte delle misure preparatorie per un nuovo ciclo di operazioni contro i nipponici, che ora controllano soprattutto la zona di Lae e Salamaua.
    29 marzo
    *****
    30 marzo
    *****
    31 marzo
    Nuova Guinea.La Forza MacKechnie, costituita in massima parte dal I battaglione del 162° fanteria USA e cosi chiamata dal nome del comandante del reggimento, viene trasportata via mare alla foce del fiume Waria per occupare quella posizione e un vicino campo d’aviazione.
    Sardegna.Formazioni di bombardieri alleati attaccano Cagliari e dintorni causando 60 morti e altrettanti feriti: molto gravi i danni.



  19. #44
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Aprile 1943

    1° aprile
    Isole Salomone.L’aviazione nipponica effettua varie incursioni sulle Isole Russell. Fino alla fine del mese precedente, si era concentrata sulle basi alleate in Nuova Guinea.
    Isole Aleutine.I comandi americani del Pacifico diramano una direttiva per l’invasione dell’Isola di Attu.
    L’operazione avrà luogo il 7 maggio e sarà diretta dall’amm. Kinkaid, comandante della Task Force 16 del Pacifico settentrionale. Da lui dipenderanno il contramm. Rockwell, che comanderà le forze anfibie di sbarco, e il gen. Albert E. Brown alla testa della 7à divisione USA.
    Un impiego inatteso per i fanti di questa divisione, che per mesi sono stati addestrati alla guerra nel deserto.
    Iran.L’aviazione americana assume la responsabilità, finora affidata a un impresa privata, di una grossa officina, situata ad Abadan, per il montaggio degli aerei che gli USA forniscono all’Unione Sovietica.
    Cina.Gli americani aprono centri di addestramento per ufficiali cinesi di fanteria e artiglieria.
    2 aprile
    Tunisia.Il porto di Sfax viene bombardato da aerei anglo-americani.
    Stessa sorte tocca nei giorni successivi agli altri centri della costa come Susa, Biserta e la stessa Tunisi, il cui porto è reso inutilizzabile.
    3 aprile
    Tunisia.Opponendo sempre una strenua e ordinata resistenza, le forze italo-tedesche cominciano ad arretrare verso nord sulla cosiddetta linea di Enfidaville.
    Nuova Guinea.Reparti della Forza MacKechnie sbarcano presso il porto di Morobe e incominciano a predisporre apprestamenti difensivi.
    4 aprile
    Italia.Violente incursioni aeree alleate su Napoli, Palermo, Siracusa e Carloforte (Sardegna) : secondo fonti ufficiali nella sola Napoli si contano 221 morti e 387 feriti.
    5 aprile
    Birmania.I nipponiei estendono il loro controllo della penisola di Mayu verso nord fino a Indin sulla costa dell’Arakan, a breve distanza dal confine con l’India, travolgendo il comando della VI brigata indiana.
    Nel frattempo la 26à divisione indiana ha sostituito la 14à sul fronte birmano.
    Sicilia.Bombardìeri anglo-americani attaccano nuovamente Palermo, Trapani, Marsala e Porto Empedocle causando danni molto gravi.
    5-6 aprile
    Tunisia.Nella notte l’8à armata del gen. Montgomery sferra un poderoso attacco alla linea dell’Akarit. A mezzanotte la 4à divisione indiana raggiunge quota 275 aggirando cosi da sud l’Akarit. Ma la linea non viene sfondata e le truppe dell’Asse possono retrocedere ancora verso nord, verso cioè la nuova linea difensiva di Enfidaville, una serie di rilievi che si estendono fino al Djebel Mansour e che rappresenta l’ultima protezione di Tunisi. Le perdite dell’Asse sono enormi: la divisione italiana Centauro è stata sciolta e quelle che sono rimaste non raggiungono il 50% degli effettivi.
    6 aprile
    Pacifico meridionale.Dopo il disastro della Battaglia del Mare delle Bismarck (3-5 marzo), Yamamoto giudica necessaria un’azione su vasta scala per frenare la pressione americana in tutto il settore.
    Date le forti perdite di naviglio da guerra e da trasporto, non è possibile pensare ne a un operazione navale, né a una operazione terrestre. L’unica soluzione possibile è quella di un grande attacco aereo “che faccia allentare gli artigli dell’aquila americana", la quale minaccia sia le basi in Nuova Guinea, sia le Salomone. È chiaro che gli americani mirano alla conquista delle Salomone settentrionali e della grande base di Rabaul nella Nuova Britannia. La caduta di Rabaul darebbe al nemico un trampolino di lancio verso le Filippine, e potrebbe consentirgli di isolare Truk, che è il punto chiave delle forze imperiali nipponiche nel Pacifico, la loro Pearl Harbor. Poiché da molti segni è facile capire che la grande offensiva americana sta per essere lanciata, Yamamoto decide di agire subito, concentrando tutte le forze aeree disponibili a Rabaul nella Nuova Britannia, a Kavieng nella Nuova Irlanda, a Buin a sud di Bougainville. Anche i gruppi aerei imbarcati sulle portaerei sono trasferiti a terra.
    7 aprile
    Mussolini incontra Hitler a Salisburgo (il vertice si protrarrà fino all’ 11): i due discutono la situazione militare dopo le cocenti sconfitte degli eserciti dell’Asse su tutti i fronti.
    Mussolini vorrebbe che Hitler avviasse trattative per una pace separata con la Russia in modo da rafforzare il fronte sud-europeo. Ma il Fuhrer non sente ragioni; soggioga il Duce con le sue mirabolanti visioni di vittorie future, anche in Africa. (“Duce” dice tra l’altro “io vi garantisco che l’Africa sarà difesa. Verdun resistette all’attacco dei migliori reggimenti tedeschi. Non vedo perché non dovremmo resistere anche noi in Africa. Col vostro aiuto,Duce, le mie truppe faranno di Tunisi la Verdun del Mediterraneo..”): Mussolini si lascia convincere.
    Tunisia.L’8à armata inglese si ricongiunge con la 1à armata americana non lontano da Graiba, nel golfo di Gabès.
    Continua il ripiegamento verso Enfidaville delle truppe dell’Asse.
    Pacifico.Isole Salomone.188 aerei nipponici (71 bombardieri e 117 caccia) scatenano una violenta incursione contro i campi d’aviazione e il naviglio alleato nella zona di GuadaIcanal, in particolare a Tulagi. Si accende un’accanita battaglia aerea, in cui gli americani perdono 7 caccia e i nipponici un numero imprecisato, ma largamente superiore. Gli attaccanti riescono comunque a recare un colpo efficace affondando il cacciatorpediniere USA Aaron Ward e la petroliera Kanawha, oltre a una corvetta neozelandese, la Moa.
    Fronte sovietico.Con il disgelo, tutto il fronte si è stabilizzato, ma Hitler preme perché si affrettino i preparativi in vista di una grande offensiva, da aprirsi non appena le condizioni del terreno lo permetteranno, per spezzare alla base il grande saliente sovietico di Kursk e annientare le ingenti forze che il nemico vi ha ammassato.Dal canto loro, prevedendo l’ovvia mossa tedesca, i sovietici fortificano con ben otto linee difensive concentriche e centinaia di migliaia di mine il saliente, preparandosi metodicamente a quella che sarà forse la maggior battaglia dell’intera guerra.


    La Bolivia dichiara guerra a Italia, Germania e Giappone. Aveva rotto i rapporti diplomatici con i tre paesi il 26 gennaio 1942.
    8 aprile
    Tunisia.Nuovo arretramento degli italo-tedeschi verso la linea di Enfidaville: reparti italiani rimasti senza ordini e isolati sulla destra dello schieramento, si arrendono dopo aver cercato senza successo di disimpegnarsi combattendo.
    9 aprile
    Tunisia.L’insostenibile e costante spinta degli inglesi costringe le truppe dell’Asse ad un nuovo “balzo indietro" verso Enfidaville.
    10 aprile
    *****
    11 aprile
    Termina l’incontro di Salisburgo tra Hitler e Mussolini; Goring annota nel suo diario: “Il Fuhrer mi ha detto che in questi quattro giorni il duce ha ritrovato la sua forma migliore... Il duce capisce perfettamente che per lui non c’è altra alternativa, se non vincere o morire con noi”.
    Nuova Guinea.Conformemente alle direttive di Yamamoto, l’aviazione nipponica prosegue la sua offensiva attaccando stavolta concentramenti navali alleati nella parte sud-orientale della Nuova Guinea, nelle baie di Oro e di Harvey.
    12 aprile
    Tunisia.Nel pomeriggio le truppe italo-tedesche si sono attestate sulla linea di Enfidaville mentre continuano gli attacchi dell’8à armata inglese.
    Gli Alleati giungono a Susa: ormai solo Enfidaville separa l’8à armata da Tunisi.


    La radio tedesca annuncia la scoperta nella foresta di Katyn,presso Smolensk, di otto fosse comuni con i resti di 4150 ufficiali polacchi deportati dai sovietici nel 1940 e trucidati. L’URSS respingerà l’accusa e il 26 romperà i rapporti con i polacchi di Londra che l’avallano.
    L’eccidio è stato ordinato da Stalin.
    Nuova Guinea.Prosegue l’offensiva aerea nipponica; l’obiettivo odierno è Port Moresby, le cui installazioni portuali sono danneggiate.
    13 aprile
    Italia.Senza sosta continuano le incursioni aeree degli Alleati sulla penisola e sulle isole maggiori: vengono colpite in particolare località della Liguria.
    14 aprile
    Tunisia.Aumenta la pressione alleata sulla linea di Enfidaville, e in particolare sui capisaldi di Takrouna e Garci, segno che si avvicina l’ora dell’offensiva finale.
    Nuova Guinea.Con una nuova incursione contro il naviglio alleato nella Baia di Milne si conclude senza grandi risultati tattici né strategici l’offensiva aerea ordinata da Yamamoto. Contro il magro bottino di naviglio,incrementato dalla distruzione di 25 aerei americani, i nipponici hanno perso 50 aerei, in gran parte di quelli delle portaerei, i cui piloti esperti sono diventati ormai rari e preziosi.
    Quanto al rallentare i progetti americani, Yamamoto ha semmai ottenuto l’effetto contrario, inducendo i responsabili ad accelerare la preparazione all’offensiva.
    15 aprile
    Pacifico.Isole Russell.Nell Isola di Banika, gli americani portano a termine il primo dei due aeroporti che hanno deciso di costruirvi.
    Isole Aleutine.Reparti di fanteria della 7à divisione USA incominciano le operazioni di imbarco per la conquista dell’Isola di Attu. Verranno trasferiti a Adak e a Dutch Harbor, dove saranno poi imbarcati su un cacciatorpediniere e 2 sommergibili.
    Italia.Bombardamenti aerei anglo- americani su Napoli, Palermo, Catania e Messina causano un centinaio di morti e gravi distruzioni.
    16 aprile
    Cina.L’11à armata nipponica si concentra predisponendosi a un’offensiva nella provincia occidentale dello Hupeh. L’obiettivo è estendere il controllo nipponico al corso superiore dello Yangtze.
    Sicilia.Palermo e Catania sono devastate da un violento attacco di quadrimotori americani.
    17 aprile
    Sicilia.Una nuova incursione di bombardieri americani su Palermo, Catania e Siracusa provoca numerose vittime e danni gravissimi.
    18 aprile
    Bougainville.Aerei americani abbattono l’aereo di Yamamoto. L’ammiraglio nipponici resta ucciso.
    19 aprile
    Polonia.I tedeschi iniziano la barbara distruzione del ghetto di Varsavia. Terminerà il 15 maggio.
    20 aprile
    Tunisia.Durante la notte l’8à armata britannica lancia un’offensiva, da sud, nel tentativo di sfondare le linee nemiche: seguono tre giorni di scontri durissimi, ma i soldati del gen. Messe riescono a contenere l’attacco degli inglesi nonostante la caduta del caposaldo di Takrouna.
    Isole Aleutine.Il contramm. Kinkaid, comandante la Task Force 16, dirama l’ordine di operazioni per lo sbarco sull’isola di Attu.
    21 aprile
    Tunisia.I tedeschi sferrano un contrattacco nel settore compreso tra le località di Medjez el Bab e Goubellat, al centro dello schieramento alleato, ma vengono respinti con perdite gravissime.
    Pacifico.L’amm. Koga sostituisce il defunto Yamamoto nel comando in capo della Flotta Combinata nipponica.
    22 aprile
    Tunisia.Il gen. Montgomery interrompe l’attacco della sua 8à armata contro la linea di Enfidaville. Contemporaneamente la 1à armata inglese (al comando del gen. sir Kenneth Arthur Anderson) lancia una serie di attacchi sulle alture a sud- ovest di Tunisi: il V corpo britannico punta verso Longstop Hill e Peter’s Corner (che dominano la valle del fiume Medjerda) nell’intento di avanzare su Tunisi passando attraverso la località di Massicault; il Il corpo statunitense del gen. Bradley attacca in direzione di Mateur (tenendo in particolare conto la “Quota 609” da cui si domina la cosiddetta “Trappola per topi", una valle attraverso la quale si può arrivare facilmente alla pianura), mentre al sud il IX corpo britannico avanza verso la pianura di Goubellat.
    Pacifico.Aerei nipponici bombardano il campo d’aviazione di Funafuti, nelle Isole Ellice.
    23 aprile
    Tunisia.Gli inglesi raggiungono la Longstop Hill, ma vengono duramente impegnati dalle forze dell’Asse.
    Nuova Guinea.La 3à divisione australiana prende posizione nella zona di Mubo. Non si registrano operazioni di rilievo nel settore, dove gli australiani presidiano una linea discontinua che va da Mubo a Komiatum e Bobdubi.
    Inghilterra.Viene decisa l’istituzione di un comando congiunto anglo-americano per mettere a punto un piano di invasione dell’Europa. Tale comando è affidato al ten. gen. britannico sir Frederick E. Morgan, capo di stato maggiore del comandante supremo alleato, ed è designato COSSAC dalle iniziali della carica da lui detenuta (Chief Of StatI Supreme Allied Commander).
    24 aprile
    USA.Il grosso della 7à divisione americana, destinata alla conquista di Attu, si imbarca a San Francisco per Cold Harbor in Alaska.
    Italia.Nella notte quadrimotori americani effettuano un’incursione su Napoli e dintorni causando 50 morti.
    25 aprile
    *****
    26 aprile
    L’Unione Sovietica rompe le relazioni diplomatiche con il governo polacco a Londra.
    Tunisia.La Longstop Hill viene conquistata dalle truppe del V corpo britannico che raggiungono Djebel Bou Aoukaz.
    Italia.Bombardieri alleati colpiscono Grosseto (causando 74 morti e danni gravissimi), l’Isola di Sant’Antioco (Sardegna) e le città di Augusta (Sicilia), Bari e Trani.
    Isole Aleutine.Una squadra di 3 incrociatori e 6 cacciatorpediniere americani, al comando del contrammiraglio C.H. McMorris, bombarda le installazioni nipponiche nell’Isola di Attu, bersagliando in particolare Chicagof Harbor e la Baia di Holtz.
    Pacifico meridionale.Il Quartier Generale di MacArthur stila un nuovo piano “Elkton”, per coordinare l’attività delle forze di MacArthur e di quelle dell’amm. Halsey in vista della conquista di Rabaul. L’operazione è denominata “Cartwheel”.
    27 aprile
    *****
    28 aprile
    Italia.Nuova pesante incursione su Napoli causa numerose vittime e gravi danni.
    28-29 aprile
    Tunisia.Mentre un disperato contrattacco delle truppe dell’Asse consente loro di riconquistare (temporaneamente) Djebel Bou Aoukaz, le forze del Il corpo americano combattono accanitamente per raggiungere “Quota 609’.
    30 aprile
    Tunisia.In appoggio alla 1 armata britannica, il gen. Alexander invia la 4à divisione indiana e la 6à e 7à divisione corazzata inglese, distaccandole dall’8à armata. Intanto il gen. von Arnim, che ha sostituito Rommel, ha concentrato le sue forze attorno a Tunisi, prendendo posizione nelle alture che dominano la città: è su questa ridotta che si scatena un nuovo attacco alleato. A nord, intanto, verso la costa, la 9à divisione americana sfonda il fronte minacciando cosi le postazioni tedesche nella “Trappola per topi".
    Nel mese di aprile le forze dell’Asse hanno ricevuto rinforzi e rifornimenti col contagocce: ben 200 aerei da trasporto italo-tedeschi sono stati abbattuti dalla caccia statunitense tra la Sicilia e la Tunisia: nelle condizioni in cui si trovano, le forze dell’Asse in Africa stanno compiendo un vero e proprio miracolo se riescono ad opporre ancora una valida resistenza.


    La Flotta atlantica statunitense trasferisce alle marine inglese e canadese la responsabilità della protezione ai convogli tra Halifax e la Gran Bretagna.
    Isole Aleutine.Il convoglio che trasporta il grosso della 7à divisione USA destinata alla conquista di Attu giunge a Cold Harbor, in Alaska.



  20. #45
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Maggio 1943

    1° maggio
    Tunisia.Gli americani conquistano “Quota 609” ma non riescono a procedere per l’accanita difesa tedesca. In particolare la 1à divisione corazzata americana è bloccata dalle retroguardie nemiche nella “Trappola per topi” il grosso dell’esercito tedesco ripiega verso Mateur,dove organizza una nuova linea difensiva.
    2 maggio
    Tunisia.Nonostante gli sforzi, gli americani non riescono a sfondare nella “Trappola per topi
    3 maggio
    Tunisia.La 1à divisione corazzata americana ha ragione della resistenza tedesca e riesce a sfondare le linee nemiche in direzione di Mateur. Intanto anche il settore centrale e meridionale del fronte sono in movimento per quello che si ritiene l’attacco finale.
    USA.Il gen. Marshall, capo di Stato Maggiore Generale dell’Esercito USA, trasmette al gen. Stilwell, capo di Stato Maggiore di Chiang Kai-shek, notizia della decisione del presidente Roosevelt di partecipare con rilevanti forze aeree allo sforzo bellico cinese. Il presidente chiede anche che si rielabori il piano “Anakim” (riconquista della Birmania).
    4 maggio
    Tunisia.Sulla linea difensiva di Mateur i tedeschi si difendono ancora. Italia. Dopo quattro giorni di stasi riprendono i bombardamenti alleati sulla penisola: è oggi la volta di Taranto e Reggio Calabria, che tuttavia non subiscono gravi devastazioni.
    Isole Aleutine.Con un giorno di ritardo sul previsto per il maltempo, salpa da Cold Harbor il convoglio destinato all’invasione dell’Isola di Attu. A causa di forti venti contrari, durante la navigazione il giorno X dovrà essere spostato di altri 3 giorni, cioè all’ 11 maggio.
    Birmania.Con la loro tecnica di infiltrazione in piccoli reparti, i giapponesi sono riusciti ad attestarsi sulla linea della strada Buthidaung- Maungdaw. Gli attacchi delle forze britanniche per sloggiarli sono respinti con facilità.
    5 maggio
    Tunisia.Verso sera la 1à divisione di fanteria inglese conquista Djebel Bou Aoukaz: alle sue spalle sta avanzando il IX corpo del gen. Horrocks, che ha sostituito da pochi giorni il gen. Crocker, rimasto ferito.
    A sud il XIX corpo francese del gen. Juin attacca in direzione di Pont-du-Fahs, ultima linea di difesa prima di Tunisi.
    6 maggio
    Tunisia.All’alba, protette da un formidabile fuoco d’artiglieria, la 6à e la 7à divisione corazzata, del IX corpo inglese, riescono a penetrare nella pianura alle spalle di Djebel Bou Aoukaz, creando lo scompiglio nelle comunicazioni e nei collegamenti delle forze dell’Asse. Pur con molta difficoltà, le due divisioni corazzate inglesi riescono a raggiungere Massicault.
    A sud continua l’avanzata delle truppe francesi in direzione di Pont-du-Fahs, mentre a nord, la 9à divisione americana punta su Biserta e la 1à corazzata americana, superata Mateur, marcia su Ferryville (a nord) e su Protville (a est).
    Sicilia.Disastrosa incursione aerea alleata su Reggio Calabria: si contano 150 morti e danni molto gravi.
    Pacifico sud-occidentale.Il Quartier Generale alleato dirama ulteriori istruzioni per la preparazione di “Cartwheel”, il piano per la conquista di Rabaul nella Nuova Britannia.
    7 maggio
    Tunisia.Gli americani entrano a Biserta, gli inglesi conquistano Tunisi, i francesi raggiungono Pont-du-Fahs. La resistenza delle truppe dell’Asse comunque continua.
    Birmania.I giapponesi passano all’attacco nella zona di Buthidaung, costringendo la 26à divisione indiana a ripiegare verso nord-ovest.
    Pacifico meridionale.Posamine americani stendono uno sbarramento minato attraverso lo Stretto di BIackett nel Golfo di Kula, nelle Salomone.
    8 maggio
    Tunisia.L’avanzata alleata continua verso il mare mentre le truppe dell’Asse si ritirano nella penisola di Capo Bon. Intanto un convoglio italo-tedesco, formato da 3 piroscafi, riesce a raggiungere le acque di Tunisi, dove però viene attaccato da unità inglesi: le navi dell’Asse colano a picco senza poter scaricare niente. In mattinata il comando del Gruppo di armate italo-tedesche in Nordafrica segnala che nessuna delle sue unità può muoversi per mancanza di carburante.
    Mediterraneo.Con un violento bombardamento alleato cominciano i preparativi per la conquista dell’isola di Pantelleria (operazione “Corkscrew”).
    Pacifico meridionale.A causa delle mine deposte il giorno precedente, e per attacchi aerei, tre cacciatorpedifiere nipponici colano a picco nel Golfo di Kula, tra l’isoletta di Kolombagara e la Nuova Georgia.
    9 maggio
    Tunisia.Gli Alleati avanzano verso la penisola di Capo Bon. Gli inglesi giungono in prossimità di Hammam Lif dove vengono duramente impegnati dai tedeschi.
    Italia.Si susseguono senza sosta i bombardamenti aerei sulle città dell’Italia meridionale e sulla Sicilia: particolarmente gravi le conseguenze dell’attacco su Palermo.
    Estremo Oriente.Il generale americano Wheeler è incaricato di coordinare e affrettare i lavori per la costruzione di un grande aeroporto nell’Assam, in india, al fine di servire il fronte birmano e di accrescere le capacità di rifornimento alla Cina.
    10 maggio
    Tunisia.Conquistata Hammam Lif, la 6à divisione corazzata inglese si getta su Hammamet e su Korba, sulla costa orientale della penisola di Capo Bon, con l’intento di ricongiungersi ai reparti dell'8à armata di Montgomery che stanno avanzando da Enfidaville.
    Isole Aleutine.La guarnigione nipponica dell’Isola di Attu, posta in allarme una settimana prima contro il pericolo di un’invasione americana in seguito a segnalazioni del servizio informazioni nipponico, abbandona lo stato d’allarme nella convinzione che gli americani abbiano rinunciato all’operazione, date anche le proibitive condizioni del mare.
    11 maggio
    Tunisia.Cessa ogni resistenza da parte delle truppe dell’Asse: gli Alleati hanno conquistato tutto il paese. In Africa è proclamato il “cessate il fuoco”.
    Sicilia.Pesante incursione alleata su Catania, Marsala e Trapani.
    Isole Aleutine.La 7à divisione USA sbarca in vari punti dell’Isola di Attu, occupata dai nipponici dai tempi della battaglia di Midway. La fitta nebbia limita fortemente l’appoggio delle artiglierie della Task Force 16 del contramm. Kinkaid nonché l’appoggio aereo, ma favorisce la sorpresa. I reparti sbarcano nel pomeriggio nella Baia del Massacro, a Punta Alexai, a ovest della Baia di Holtz nella parte settentrionale dell’isola. Altri sbarchi avverranno nella notte sul 12. Gli invasori avanzano verso il Passo Jarmin, ma verso le 19 sono bloccati dall’intenso fuoco dei difensori appostati sui rilievi che delimitano il passo.Il fango paralizza autocarri e trattori. Il comandante della divisione, gen. Brown, predispone un assalto al passo per l’indomani.
    India.Le piogge monsoniche impongono la sospensione dei lavori per la costruzione della nuova “Strada della Birmania”, che da Ledo, nell’Assam, dovrebbe raggiungere la Cina. Il tracciato è stato completato fino a 75 km a est di Ledo, in territorio birmano.
    12 maggio
    USA.Si riunisce a Washington la Conferenza Trident cui prendono parte il presidente Roosevelt, il premier britannico Churchill e i capi degli Stati Maggiori Combinati. Oggetto della conferenza è la messa a punto della strategia anglo-americana alla luce dei recenti sviluppi in Africa, sul fronte sovietico e nelle Aleutine.
    Tunisia.Il gen. tedesco Jurgen von Arnim, comandante delle truppe tedesche in Africa, si arrende.
    Isole Aleutine.Con l’appoggio degli aerei e dell’artiglieria navale, la 7à divisione converge da due direzioni sul Passo Jarmin. Un attacco frontale condotto dalla Baia del Massacro non dà alcun risultato.
    Pacifico.Isole Salomone.Una squadra di incrociatori e cacciatorpediniere americani, agli ordini del contramm. W.L. Ainsworth, bombarda nella notte sul 13 le posizioni nipponiche di Munda e Vila, mentre un gruppo di posamine torna a minare il Golfo di Kula, stretto braccio di mare tra Kolombagara e la Nuova Georgia.
    Birmania.La prima campagna dell’Arakan si conclude con un nulla di fatto: la 26à divisione indiana sgombera Maungdaw e ripiega a nord schierandosi in posizione difensiva. Si è trattato di un inutile sacrificio di uomini e di materiale.
    Tra le cause del fallimento la più importante è stata il mancato intervento in Birmania di unità cinesi provenienti dallo Yunnan.
    13 maggio
    USA.La Conferenza Trident approva l’ultima elaborazione del piano di massima per l’invasione della Sicilia (operazione “Husky”), ivi compresa la data (10 luglio) e la zona di sbarco.
    Tunisia.Anche il gen. Giovanni Messe, cui proprio oggi viene notificata la promozione a Maresciallo d’Italia, è costretto ad arrendersi agli Alleati: tra tedeschi e italiani hanno deposto le armi circa 250.000 uomini. Il gen. Alexander invia a Churchill il seguente messaggio: “E' mio dovere informarla che la campagna di Tunisi è terminata. Ogni forma di resistenza nemica è cessata. Noi controlliamo le spiagge del Nordafrica...”.
    Sardegna.Due incursioni su Cagliari di aerei anglo-americani causano gravissimi danni.
    Isole Aleutine.Nonostante ripetuti assalti, gli americani restano sostanzialmente inchiodati alle posizioni occupate subito dopo lo sbarco. Riavutisi dalla sorpresa, i nipponici oppongono una resistenza energica e ben coordinata. Nella parte settentrionale dell’isola, vanno anzi al contrattacco cercando, senza riuscirvi, di sloggiare gli invasori da una piccola cresta, denominata Collina X. L’appoggio navale ed aereo è limitato dal maltempo.
    Nuova Guinea.L’aviazione nipponica dà inizio a una nuova serie di incursioni contro le posizioni alleate.
    14 maggio
    Isole Aleutine.Le posizioni degli invasori e dei difensori restano sostanzialmente immutate. Gli sforzi per la conquista del Passo Jarmin non portano ad alcun risultato. Le condizioni atmosferiche impediscono l’attività aerea, ma le artiglierie delle unità navali americane bombardano violentemente le posizioni nipponiche.
    Sardegna.Bombardieri alleati colpiscono Sassari e varie altre località dell’isola causando una ventina di morti. Viene attaccata anche Civitavecchia che è gravemente danneggiata.
    15 maggio
    Fronte sovietico.Continua la stasi operativa imposta dal disgelo.
    USA.I capi di Stato Maggiore decidono di assegnare la priorità assoluta alla costruzione di aeroporti nell’Assam, in India; la quantità di materiale bellico da fornire alla Cina dovrà essere incrementata a 7000 tonnellate mensili entro il 1° luglio.
    Isole Aleutine.Si rinnova l’attacco americano nella Baia del Massacro (a sud) ma non vengono compiuti progressi nonostante il consistente appoggio di artiglieria. La nebbia provoca un rinvio dell’attacco nella Baia di Holtz (a nord) fino alle 11, quando gli americani scoprono che i nipponici hanno abbandonato le posizioni che avevano la sera prima per ritirarsi su altre più vantaggiose. Mentre avanzano, subiscono serie perdite a causa del fuoco nemico e soprattutto di un’incursione della loro stessa aviazione.
    Cina.Per respingere l' "offensiva del riso” che i nipponici hanno intrapreso nella zona centrale del paese, Chiang Kai-shek ordina al gen. Cheng di tornare con la sua armata a difendere Yichang, sullo Yangtze.
    16 maggio
    Germania.Nella notte sul 17, una squadriglia di Lancaster della RAF specialmente attrezzati attacca con bombe appositamente studiate, del peso di 4,5 t, le dighe dei fiumi Mòhne, Eder e Sorpe, nella Ruhr.
    Le prime due forniscono acqua potabile a 4 milioni di persone e coprono il 75% del fabbisogno di energia elettrica delle industrie del bacino. Le due opere cedono provocando molti morti e vasti allagamenti, ma sono riparate a tempo di primato, cosi che le speranze inglesi di paralizzare la produzione bellica del più importante distretto industriale del nemico vanno deluse.
    Quanto alla terza, quella sul Sorpe, non è nemmeno danneggiata.
    Isole Aleutine.Nuovi assalti americani nella zona della Baia di Holtz. I nipponici, in grande inferiorità numerica (2380 uomini contro 11.000 americani) e col pericolo di essere presi da tergo se gli americani riuscissero a sfondare nella Baia del Massacro, si ritirano durante la notte sul 17 su Chicagof Harbor per tentare l’ultima resistenza.
    17 maggio
    Isole Aleutine.I reparti della Baia di Holtz avanzano e occupano le posizioni che il nemico ha sgombrato durante la notte. Anche i reparti disposti nella Baia del Massacro scoprono che i nipponici se ne sono andati e occupano il tanto conteso Passo Jarmin.
    18 maggio
    Mediterraneo.Si accentuano gli atacchi alleati su Pantelleria, che viene praticamente isolata anche da un blocco navale.
    Isole Aleutine.Si congiungono le forze provenienti da nord (Baia di Holtz) con quelle provenienti da sud (Baia del Massacro). Nel settore settentrionale vengono subito sbarcati nuovi reparti e rifornimenti. Si prepara la nuova fase dell’operazione, contro Chicagof Harbor.
    19 maggio
    Isole Aleutine.Gli americani attaccano prima dell’alba per conquistare un passo che apre la strada alla vaIle di Sarana. I combattimenti durano fino al tramonto, ma infine i nipponici sono sopraffatti.
    20 maggio
    Isole Aleutine.Gli americani restano bloccati al passo (in seguito chiamato Passo Clevesy) dai nipponici che durante la notte hanno preso posizione sui picchi che lo dominano.
    Gli uomini addestrati per la guerra nel deserto devono trasformarsi in scalatori per poter aggirare il nemico. Dopo duri combattimenti, gli attaccanti riescono a avanzare nella valle di Sarana. Qualche progresso viene compiuto anche nella parte settentrionale dell’isola.
    Birmania.Viene ufficialmente annunciata la conclusione delle operazioni della brigata indiana dei “Chindit”, comandata dal gen. Orde Wingate, oltre le linee nipponiche. La brigata ha perso circa un terzo degli effettivi.
    21 maggio
    Isole Aleutine.Sul fronte meridionale dell’isola di Attu, gli americani riescono a eliminare l’unico caposaldo nipponico rimasto su uno dei picchi che dominano il Passo Clevesy e avanzano verso una cresta prossima a un altro passo che dalla valle di Sarana conduce a Chicagof Harbor. Le truppe sbarcate nella Baia di Holtz avanzano più lentamente a causa delle maggiori difficoltà del terreno montuoso.
    22 maggio
    Isole Aleutine.Le truppe del fronte meridionale dell’isola di Attu riescono a penetrare nella valle che conduce a Chicagof. Quelle del fronte settentrionale restano sulle loro posizioni. Importante, quando le condizioni atmosferiche lo consentono, il contributo di fuoco dato dalle unità della Task Force 51 che, coperta dalla Task Force 16 del contramm. Kinkaid, ha provveduto alle operazioni di sbarco. La Task Force 51, comandata dal contramm. Rockwell, è formata dalle vecchie corazzate Pennsylvania e Idaho, da una portaerei di scorta, 6 incrociatori e 19 cacciatorpediniere.
    India.Pressanti sollecitazioni vengono inviate ai comandi interessati perché venga accelerata la costruzione di nuovi aeroporti nell’Assam.
    URSS.Mosca annuncia lo scioglimento del Comintern.E' un atto di buona volontà volto a placare i timori che tuttora sussistono nei confronti della Russia sovietica presso larghi strati dell’opinione pubblica occidentale.
    Italia.Bombardieri alleati martellano la Sicilia e la Sardegna: particolarmente gravi i danni causati dall’attacco su Messina e Reggio Calabria.
    23 maggio
    Isole Aleutine.I reparti del fronte meridionale attaccano l’importante Cresta Fish Hook, ma sono bloccati dall’intenso fuoco nemico. Le montagne dell’Isola di Attu sembrano costituire un ostacolo insormontabile alle pur numerose e bene armate forze americane. Dopo gli inutili tentativi della giornata, viene deciso che la Cresta Fish Hook sarà l’obiettivo di un attacco coordinato dei reparti dei due fronti, meridionale e settentrionale.
    24 maggio
    Isole Aleutine.Su Attu, rinnovati attacchi contro la Cresta Fish Hook sono respinti dai nipponici, che si difendono con fanatica determinazione.
    I Capi di Stato Maggiore Riuniti approvano il piano di invasione dell’Isola di Kiska.
    25 maggio
    USA.Si conclude la Conferenza Trident, iniziatasi il 12 maggio a Washington.E' stata decisa l’invasione dell’Europa nord-occidentale (operazione “Overlord”) da iniziarsi al principio di maggio del 1944.
    L’invasione sarà preceduta da una gigantesca offensiva aerea. In Italia, dopo l’invasione della Sicilia (operazione “Husky”) verranno effettuate le azioni più opportune per eliminare il paese dal quadro della guerra.
    Dalle basi del Mediterraneo si procederà al sistematico bombardamento aereo del bacino petrolifero romeno di Ploesti, vitale per la Germania. Viene approvata in linea di massima anche la strategia da adottare nel Pacifico.
    Tunisia.Susa è scelta a sede del quartier generale per l’invasione di Pantelleria.
    Isole Aleutine.Su Attu, le truppe americane avanzanti da sud riescono a metter piede sulle pendici della Cresta Fish Hook dopo scontri all’arma bianca in un complicato sistema di gallerie scavate dai nipponici. Anche i reparti del fronte settentrionale riescono a compiere qualche progresso dall’altra parte della cresta.
    26 maggio
    Isole Aleutine.Gli americani migliorano le loro posizioni sia sul versante meridionale che su quello settentrionale della Cresta Fish Hook.
    27 maggio
    USA.Il Comitato congiunto per i piani di guerra è incaricato di stabilire il fabbisogno in uomini e materiale e di suggerire le possibili date per l’invasione delle Isole Marshall, nel Pacifico.
    Francia.Si costituisce a Parigi il Consiglio nazionale della Resistenza.
    Isole Aleutine.Su Attu, le forze della 7à divisione USA riescono a conquistare la Cresta Fish Hook. Presso Punta Alexai si inizia la costruzione di una pista per aerei da caccia.
    28 maggio
    Italia.Gravissimi danni e numerose vittime a Livorno devastata dai bombardamenti alleati.
    Isole Aleutine.I nipponici di Attu, ormai compressi nella zona di Chicagof Harbor, si rifugiano sulle montagne circostanti. Gli americani lanciano volantini per invitarli alla resa.
    29 maggio
    Isole Aleutine.Prima dell’alba, dopo essere scesi in assoluto silenzio dalle montagne di Chicagof Harbor, i nipponici lanciano un violentissimo contrattacco, riuscendo a penetrare entro il dispositivo americano. Selvaggi combattimenti si protraggono per tutta la giornata e nel corso della notte successiva.
    30 maggio
    Isole Aleutine.Dopo l’ultimo, disperato tentativo, si esaurisce ogni resistenza organizzata dei giapponesi sull’Isola di Attu. Gli americani hanno pagato cara la conquista: solo nei combattimenti del 29, hanno avuto 550 morti e 1140 feriti; alcuni uomini sono impazziti dal terrore di fronte alla furia unlante degli assalitori. Quanto ai nipponici, a parte 28 feriti caduti in mano americana, l’intera guarnigione si è sacrificata.
    2352 i morti, 500 dei quali suicidi mediante bombe a mano.
    Lo stesso giorno, un distaccamento americano occupa senza incontrare opposizione l’Isola di Shemya.
    Algeria.Il gen. De Gaulle arriva ad Algeri per prendere contatto con l' "odiato” Giraud, comandante supremo delle forze francesi nell’Africa del Nord.
    Italia.Sessantesima incursione aerea su Napoli. Violentissimi bombardamenti aerei martellano l’Isola di Pantelleria.
    31 maggio
    Isole Aleutine.Gli americani perlustrano l’Isola di Attu alla ricerca di giapponesi superstiti. Trovano soltanto cadaveri.

  21. #46
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Giugno 1943

    1° giugno
    USA.Si raggruppano e si addestrano in California nuove forze che, insieme a quelle già nelle Aleutine, dovranno conquistare l’Isola di Kiska, aneh’essa occupata dai nipponici.
    Mediterraneo.Continua, massiccia, l’offensiva aerea alleata sull’Isola di Pantelleria.
    Germania.Incursione aerea della RAF sugli stabilimenti Zeppelin a Friednichshafen dove si producono gli impianti radar tedeschi.
    2 giugno
    *****
    3 giugno
    Algeria.Ad Algeri i “Francesi liberi” annunciano la costituzione del Comitato Francese di Liberazione Nazionale (C.F.L.N.), un governo provvisorio dell’Impero francese, presieduto dai generali De Gaulle e Giraud.
    Pacifico.Isole Salomone.L’amm. Halsey dirama le istruzioni di massima in vista dell’invasione delle isole della Nuova Georgia, nelle Salomone centrali. L’obiettivo principale sarà l’aeroporto di Munda, trampolino di lancio per un successivo balzo verso le Salomone settentrionali. Le forze di sbarco saranno comandate dal contramm. Turner, quelle di occupazione dal gen. Hester che guiderà la 43à divisione dell’esercito rafforzata da due battaglioni di Raiders del corpo dei Marines.
    Cina.I nipponici concludono la loro “offensiva del riso” nella parte occidentale della provincia della Hupeh, nella zona di Yichang, e iniziano il ripiegamento. Hanno fatto razzia di riso e catturato molte imbarcazioni nel corso superiore dello Yangtze.
    4 giugno
    Italia.Due incursioni aeree alleate su Taranto e dintorni causano una ventina di morti e gravi danni.
    5 giugno
    *****
    6 giugno
    Mediterraneo.Su Pantelleria si intensifica l’attacco alleato contro le batterie costiere dell’isola.
    7 giugno
    Pacifico.Isole Salomone.L’aviazione nipponica lancia una serie di pesanti attacchi su Guadalcanal, base di raccolta e centro di comunicazioni delle truppe americane che si preparano all’offensiva. La caccia alleata intercetta e distrugge 23 aerei nemici, perdendone 9.
    8 giugno
    Isole Aleutine.Il Comando Supremo nipponico ordina l’evacuazione della Isola di Kiska, quotidianamente sottoposta al fuoco dei cacciatorpediniere americani che la bloccano impedendo l’arrivo di rifornimenti, salvo quelli trasportati da sommergibili.
    Mediterraneo.Aerei e navi inglesi, tra cui 6 incrociatori e 10 CT, iniziano a bombardare i porti e le batterie costiere dell’isola di Pantelleria.
    9 giugno
    *****
    10 giugno
    Fronte sovietico.Hitler preme per l’attuazione dell’operazione “Cittadella", ossia la penetrazione nel saliente di Kursk e l’annientamento delle forze sovietiche che lo presidiano. L’attacco sarà lanciato da nord dalla 9à armata, da sud dalla 4à Panzerarmee; entrambe le armate disporranno del maggior numero di mezzi corazzati che sarà possibile fornire, eventualmente distogliendoli da altri settori del fronte.
    Mediterraneo.Si fa sempre più pressante l’offensiva contro Pantelleria (1400 t di bombe) e Lampedusa.
    11 giugno
    Mediterraneo.Dopo dieci giorni di attacchi aeronavali, durante i quali sono stati abbattuti 45 aerei alleati, la difesa di Pantelleria cessa e il suo presidio firma la resa: sull’isola sbarca la 1à divisione inglese. A partire dall’8 maggio sono state scaricate sull’isola oltre 5000 t di bombe: la caduta di Pantelleria consente alle forze alleate aeree del Mediterraneo di concentrare gli sforzi in preparazione dell’operazione "Husky” (invasione della Sicilia).
    Nella notte Lampedusa viene sottoposta a un intenso fuoco aereo e navale da parte di unità alleate.
    Germania.L’8à Forza aerea americana attacca in pieno giorno Wilhelmshaven, danneggiando i cantieri ove vengono costruiti gli U-Boote.
    Si constata che, senza un’adeguata scorta di caccia, l’azione degli intercettori nemici impedisce la precisione dei bombardamenti.
    12 giugno
    Mediterraneo.Lampedusa accetta la resa incondizionata alle forze alleate.
    Sicilia.Continua senza soste l’azione dei bombardieri alleati che con successive incursioni su Catania e Palermo causano decine di morti e seri danni.
    Pacifico.Isole Salomone.Caccia alleati attaccano grosse formazioni di bombardieri e caccia nipponici diretti nella zona di Guadalcanal, abbattendo 31 apparecchi e perdendone 6.
    13 giugno
    Mediterraneo.Anche il presidio dell’isola di Linosa si arrende, senza condizioni, agli Alleati.
    Germania.60 bombardieri B-17 dell’8à Forza aerea USA attaccano i cantieri di sottomarini di Kiel: nella battaglia aerea che ne segue, ben 22 aerei americani vengono abbattuti.
    Nuova Guinea.In preparazione dell’imminente ripresa dell’offensiva, americani e australiani si riorganizzano anche dal punto di vista tattico, formando nuove “Forze” composte da un paio di battaglioni di fanteria appoggiati da gruppi di artiglieria, più adatte delle unità classiche al tipo di guerra che si conduce nell’isola.
    14 giugno
    Mediterraneo.Con la conquista dell’Isola di Lampione, da parte di unità della marina inglese, gli Alleati controllano tutte le isole del Canale di Sicilia.
    Cina.Il comando della 14à Forza aerea americana si insedia a Kweilin, nella Cina meridionale, nella provincia dello Kwangsi Chuang.
    15 giugno
    *****
    16 giugno
    Pacifico.Isole Salomone.Il Comando americano fissa gli obiettivi preliminari che dovranno essere conquistati nelle Salomone centrali in vista dell’attacco all’obiettivo principale, che è l’aeroporto di Munda nella Nuova Georgia. Il giorno d’inizio dell’operazione sarà il 30 giugno.
    Circa 120 aerei nipponici attaccano Guadalcanal e il naviglio nelle acque dell’isola, danneggiando due unità militari e un trasporto che vengono fatti incagliare per evitarne l’affondamento. Ma pagano assai caro questo relativo successo, perdendo in duelli con la caccia americana, levatasi in forze dal Campo Henderson, quasi 100 dei componenti la formazione.
    17 giugno
    Cina.Il gen. Stilwell espone al Generalissimo Chiang Kai-shek le conclusioni della Conferenza Trident, con particolare riguardo alla strategia proposta per il teatro estremo-orientale.
    18 giugno
    Sicilia.In preparazione dell’operazione “Husky” (invasione della Sicilia), gli anglo-americani intensificano gli attacchi aerei su Messina.
    Pacifico.Isole Salomone.Il comando della 43à divisione USA dirama istruzioni dettagliate relative ai complessi spostamenti connessi con l’invasione della Nuova Georgia.
    Cina.Il gen. Chennault, comandante la 14à Forza aerea USA operante in Cina e in India, riferisce al presidente Roosevelt circa le attività e i problemi delle “tigri volanti”.


    Churchill annuncia che il gen. Auchinleck sostituirà il gen. Wavell, designato alla carica di vicere in india, nel comando delle forze britanniche in India.
    19 giugno
    *****
    20 giugno
    Nuova Guinea.Il Quartier Generale della 6à armata USA (gen. Krueger) si insedia nella Baia di Milne. I nipponici attaccano con vigore le posizioni della XVII brigata della 3à divisione australiana nella zona collinosa tra Mubo e Lababia, ma sono respinti.
    India.Il gen. Auchinleck assume il comando in capo delle forze britanniche nel settore dell’Estremo Oriente.
    Germania.Lancaster della RAF attaccano gli stabilimenti Zeppelin di Friedrichshafen, dove si fabbricano gli impianti radar tedeschi, e anziché rientrare in inghilterra proseguono il volo verso il Nordafrica, inaugurando la tecnica della “spola”. Nel volo di ritorno dall’Africa all’inghilterra bombarderanno, la notte sul 24, la base navale della Spezia.
    21 giugno
    Germania.In due incursioni su Wuppertal, la RAF provoca ingenti distruzioni e 5000 morti. La produzione è bloccata per 52 giorni: la famosa incursione tedesca su Coventry aveva causato 380 morti e un arresto produttivo durato un mese. Gli stessi inglesi protestano quando sui giornali compaiono le fotografie della città bombardata.
    Pacifico.Isole Salomone.Un battaglione di Raiders americani partito da Guadalcanal occupa Punta Segi, all’estremità meridionale dell’Isola della Nuova Georgia.
    22 giugno
    Pacifico.Isole Salomone.Reparti di fanteria della 43à divisione USA vanno a rafforzare il battaglione di Raiders dei Marines sbarcato a Punta Segi, nella Nuova Georgia.
    Isole Trobriand.Un gruppo reggimentale americano inizia a sbarcare sull’Isola Woodlark senza incontrare opposizione.
    Germania.Nella loro prima grande incursione diurna, bombardieni dell’8à Forza aerea USA attaccano con successo un impianto per la produzione di gomma sintetica a Hùls, nella Ruhr, mettendolo temporaneamente fuori uso.
    23 giugno
    Pacifico.Isole Trobriand.Nella notte sul 24, reparti americani sbarcano sull’Isola di Kiriwina, la maggiore del gruppo.
    Nuova Guinea.Nella zona tra Mubo e Lababia, i nipponici allentano leggermente la loro pressione sulla XVII brigata australiana.
    24 giugno
    *****
    25 giugno
    Sicilia.Continuano i bombardamenti degli Alleati in preparazione dell’invasione dell’isola: su Messina vengono sganciate 300 t di bombe che causano, oltre a gravi danni, un centinaio di morti e altrettanti feriti.
    26 giugno
    Nuova Guinea.La Forza MacKechnie, raccolta a Morobe dove è stato costituito un deposito di rifornimenti, si imbarca su naviglio leggero per Punta Mageri, circa 25 km a nord- ovest di Morobe, per prepararsi a un assalto anfibio nella Baia di Nassau.
    27 giugno
    Pacifico.lsole Salomone.Da Segi, in Nuova Georgia, i Marines del IV battaglione Raiders si spostano via mare in prossimità della piantagione di Lambeti.
    28 giugno
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, dopo essere sbarcati indisturbati presso Lambeti, i Marines iniziano la marcia attraverso la giungla verso il porto di Viru.
    29 giugno
    Pacifico.Isole Salomone.Nella notte suI 30, mentre i reparti da sbarco americani navigano alla volta delle Salomone centrali, 4 incrociatori e 4 cacciatorpediniere al comando del contramm. Merrill bombardano la zona di Vila-Stanmore, nell’Isola di Kolombagara, e quella di BuinShortland a Bougainville. Vengono anche minate le acque davanti al porto di Shortland per impedire o danneggiare l’eventuale afflusso di rinforzi giapponesi.
    30 giugno
    Pacifico.Si inizia, secondo i piani, l’operazione “Cartwheel” ossia quella serie di assalti e di operazioni anfibie condotti dalle forze del Pacifico meridionale e da quelle del Pacifico sud-occidentale che dovranno condurre alla conquista di Rabaul, pilastro avanzato dell’impero nipponico. Le forze dell’esercito e della marina USA agiscono in modo coordinato, sotto la direzione del gen. MacArthur.
    Isole Salomone.La Forza anfibia del Pacifico meridionale, ossia della 3à Flotta USA, organizzata come Task Force 51 sotto il comando del contramm. R.K. Turner e con l’appoggio aereo di reparti con base a terra, al comando del viceamm. A.W. Fitch, sbarca la Forza di occupazione della Nuova Georgia, formata dalla 43à divisione USA e da contingenti di Marines e comandata dal gen. Hester, in varie isole delle Salomone centrali.
    Lo sbarco principale avviene sull’Isola di Rendova. Le truppe qui sbarcate dovranno occupare l’isola e in seguito passare nella Nuova Georgia per conquistare l’aeroporto di Munda. Lo sbarco a Rendova avviene senza difficoltà: i reparti della 43à divisione si spingono all’interno per un chilometro senza incontrare resistenza da parte delle scarse pattuglie giapponesi.
    Nella Nuova Georgia, reparti del 103° fanteria, non pervenendo il segnale convenuto con i Raiders che avrebbero già dovuto occupare il porto di Viru, sono fatti sbarcare a Punta Segi. I Raiders occuperanno Viru in serata. Altri sbarchi avvengono su isole minori: Sasavele, Baraulu, Vangunu. Qui i nipponici, pur non ostacolando lo sbarco (come d’altronde è la loro tattica consueta) si oppongono con energia alla penetrazione dei Marines da Oleana, punto dello sbarco, verso Wickham Anchorage.
    E' assai attiva l’aviazione nipponica, che affonda il trasporto d’attacco McCawley e danneggia altre unità.
    Isole Trobriand.Sulle isole di Woodlark e Kiriwina sbarca il grosso delle forze di occupazione della 6à armata USA, con un contingente di Seabees (Api del mare) che dovranno costruire due aeroporti. Il nome di Seabees viene a questi reparti di civili militarizzati dalla pronunzia delle iniziali, con l’aggiunta del suffisso “s” del plurale, delle parole che li definiscono ufficialmente, Construction Battalions.
    Nuova Guinea.La Forza MacKechnie, agli ordini dell’omonimo colonnello americano e comprendente reparti americani e australiani, sbarca indisturbata nella Baia di Nassau e subito si spinge a nord verso il fiume Bitoi e a sud verso il fiume Tahali, incontrando una vivace resistenza da parte nipponica.
    Il saliente nemico di Mubo è tenuto sotto costante pressione dalla XVII brigata australiana.



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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Luglio 1943

    1° luglio
    Pacifico.Isole Salomone.A Rendova, i reparti sbarcati consolidano la testa di ponte. Nell’Isola della Nuova Georgia, la stessa cosa avviene nel porto di Viru.
    Nuova Guinea.Le truppe alleate rafforzano le loro posizioni lungo il braccio meridionale del fiume Bitoi, nella Baia di Nassau.
    2 luglio
    Mediterraneo.I porti dell’italia centro-meridionale della Sardegna e della Sicilia continuano ad essere obiettivo delle incursioni degli aerei alleati. Dal 12 giugno ad oggi i bombardieri anglo-americani hanno sganciato sul territorio italiano più di 2000 t di bombe con effetti disastrosi sulle località colpite e sul morale delle truppe che stanno per affrontare lo sbarco degli Alleati.
    Pacifico.Isole Salomone.La 43à divisione USA inizia il concentramento dei reparti che dovranno trasferirsi da Rendova alla Nuova Georgia per conquistare l’aeroporto di Munda.
    Bombardieri nipponici attaccano con grande violenza Rendova, che durante la notte è anche bombardata da un incrociatore e da alcuni cacciatorpediniere nemici.
    Nuova Guinea.La Forza MacKechnie tiene saldamente la sua testa di sbarco contro lievi azioni d’attacco nipponiche, e stabilisce collegamenti con la 3à divisione australiana.
    Isole Trobriand.Le “Api del mare” iniziano i lavori per la costruzione di un aeroporto.
    3 luglio
    Fronte sovietico.L’offensiva per la eliminazione del saliente sovietico di Kursk (operazione “Cittadella”) è ritardata da un bombardamento aereo preventivo russo che impedisce lo schieramento delle forze tedesche.
    Pacifico.Isole Salomone.I primi reparti del contingente destinato alla conquista del campo d’aviazione di Munda, nella Nuova Georgia, sbarcano sulla spiaggia di Zanana, una decina di chilometri a est di Munda, senza essere contrastati dai nipponici. La testa di sbarco viene rapidamente consolidata nel corso dei giorni successivi. Sull’Isola di Vangunu, lo Wickham Anchorage è occupato dagli americani.
    4 luglio
    Pacifico.Isole Salomone.I Raiders che presidiano il porto di Viru sono sostituiti da un reparto di fanteria della 43à divisione. I reparti sbarcati a Zanana avanzano in direzione ovest fino al fiume Barike, linea di partenza per l’assalto a Munda.
    Mentre i trasporti con a bordo i contingenti da sbarcare a Rice Anchorage procedono nella notte, scortati dalla squadra del contramm. Ainsworth, le unità di questa bombardano Vila e Bairoko.
    5 luglio
    Fronte sovietico.I tedeschi partono all’offensiva contro il saliente di Kursk. Da nord, dalla zona di Orèl, l’attacco è portato dalla 9à armata, mentre da sud, partendo dalla zona di Belgorod, avanzano la 4à armata corazzata e il Gruppo operativo Kempf. Le forze a nord del saliente sono comandate dal gen. Model, quelle a sud dal gen. Hoth. Ai lati del saliente i tedeschi hanno ammassato oltre 2000 carri armati (i sovietici parlano di 3000), tra cui molti nuovi Panther e Tiger, e i nuovi cannoni semoventi Ferdinand. Oltre 2000 aerei appoggeranno le operazioni terrestri, condotte da oltre un milione di uomini.
    Dal canto loro, i sovietici non sono meno forti. Al comando di Zukov e Vasilevskij, hanno concentrato nel munitissimo saliente le forze del Fronte centrale (Rokossovskij) e del Fronte di Voronez (Vatutin): in tutto 9 armate, di cui 2 corazzate, e 2 Gruppi d’assalto. Hanno 20.000 tra cannoni e mortai, 920 “Katiusce” lanciarazzi, 10 treni blindati, 2 divisioni aeree. La densità di mine nei settori più importanti è di 1500 mine anticarro e 1700 mine antiuomo per kmq.
    Sia a nord che a sud, i tedeschi riescono a compiere una piccola penetrazione nel dispositivo sovietico, ma a un prezzo rovinoso: a nord, la conquista di 10 km di terreno su un fronte di 20 costa loro 25.000 morti e la perdita di 200 carri armati e altrettanti aerei. A sud, un’avanzata di circa 40 km su un fronte di 50 è pagata con 10.000 morti e 350 carri armati distrutti. Fin dal primissimo giorno, le fonti sovietiche affermano che i difensori hanno distrutto 586 carri armati e 203 aerei nemici. E indubbiamente un’esagerazione, che tuttavia dà già la misura di questo scontro gigantesco nel quale saranno impegnati circa 6000 carri armati, 4000 aerei e oltre due milioni di uomini. La maggiore battaglia di carri armati della storia, e anche un’importantissima battaglia aerea che vedrà la Luftwaffe perdere la tradizionale superiorità nei cieli sovietici.
    Pacifico.Isole Salomone.Il grosso delle truppe americane è concentrato a Rendova, dove si trova una guarnigione di 6000 giapponesi. 4 battaglioni sbarcano a Rice Anchorage nell’Isola della Nuova Georgia, non lontano da Bairoko, ed elementi avanzati raggiungono il fiume Giza Giza. Le truppe sbarcate a Zanana muovono verso Munda, ma la pista che vi conduce è sbarrata da reparti nipponici.
    Tre gruppi di cacciatorpediniere giapponesi (in tutto 10 unità) sbarcano rinforzi (850 uomini) provenienti dalle Shortland a Kolombagara. Terminate le operazioni, il “Tokyo Express” (che non ha mai smesso di funzionare, anche se non ha più come capolinea Guadalcanal) riparte immediatamente, ma è subito intercettato, nel Golfo di Kula, da 3 incrociatori e 4 cacciatorpediniere americani al comando del contramm. Ainsworth. Si accende il combattimento, in cui vengono impiegati, oltre alle artiglierie, molti siluri. Il bilancio dello scontro è più pesante per gli americani che per i nipponici: i primi perdono l’incrociatore leggero Helena e il cacciatorpediniere Strong, affondato da un sommergibile; i secondi i cacciatorpediniere Niizuki e Nagatsuki, quest’ultimo arenatosi e finito all’alba da aerei americani.
    6 luglio
    Fronte sovietico.Si sviluppa la battaglia del saliente di Kursk. La 9à armata di Model (dello Heeresgruppe Centro di von Kluge) compie lievissimi progressi, mentre la 4à corazzata di Hoth e il Gruppo operativo Kempf (dello Heeresgruppe Sud di von Manstein) ricacciano indietro di una ventina di chilometri i sovietici, puntando verso nord. Il bollettino russo parla di 433 carri e 111 aerei nemici distrutti. Le perdite tedesche (cui d’altronde le sovietiche non sono inferiori) sono meno pesanti, ma certo molto notevoli.
    Pacifico.Isole Salomone.L’aviazione americana dà inizio a una serie di pesanti incursioni contro gli aeroporti dell’Isola di Bougainville, futuro obiettivo delle forze d’invasione. Tali incursioni aumenteranno gradualmente d’intensità;ai quadrimotori spesso si aggiungeranno i bombardieri medi per colpire con sempre maggior frequenza il traffico marittimo nemico nella zona.
    Nell’isola della Nuova Georgia, hanno ormai preso piede due reggimenti della 43à divisione, che si concentrano presso il fiume Barike. Alcuni battaglioni cercano senza riuscirvi di forzare il blocco nipponico sulla pista che da Zanana porta a Munda.
    Cina.Bombardieri della 14à Forza aerea USA attaccano il naviglio nei porti della Cina occidentale in mano ai nipponici.
    7 luglio
    USA.Il gen. Giraud giunge a Washington per conferire con il presidente Roosevelt e con le alte gerarchie militari circa il ruolo delle forze della Francia Libera nel prosieguo del conflitto.
    Fronte sovietico.Mentre sul fianco sud del saliente di Kursk i tedeschi compiono ulteriori progressi, sul fianco nord la loro spinta è arrestata dalle armate sovietiche, che lanciano contrattacchi locali mentre si preparano a una controffensiva generale.
    Le fonti sovietiche parlano di 520 carri armati nemici distrutti e di 111 aerei abbattuti.
    Pacifico.Isole Salomone.Nell ‘Isola della Nuova Georgia proseguono i combattimenti sulla pista ZananaMunda, a nord del fiume Barike. Nuovi reparti americani raggiungono, più a sud, la pista Bairoko-Munda. Altre forze salpano da Guadacanal per l’isola di Rendova.
    Nuova Guinea.Aerei alleati sganciano oltre 100 t di bombe sulle posizioni nipponiche nel settore di Mubo.
    La Forza MacKechnie, spostatasi a Napier dalla costa, si dispone ad attaccare la Cresta Nitoi. Gli australiani conquistano Observation Hill, un’altura di notevole valore strategico a circa 1,5 km da Mubo.
    8 luglio
    Fronte sovietico.Prosegue con immutata intensità la battaglia di Kursk; le perdite attribuite ai tedeschi sono oggi di 304 carri armati e 161 aerei. L’esito dello scontro è scontato, poiché fin dall’inizio gli attaccanti sono stati numericamente troppo inferiori ai difensori, e questi, grazie alla loro rete di informatori, erano stati minutamente informati circa i piani della Wehrmacht.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, la 43à divisione USA riesce infine a liquidare le forze nipponiche che bloccavano la pista Zanana-Munda e si attesta sul fiume Barike.
    Sull’isola di Kolombagara, aerei USA bombardano Vila.
    9 luglio
    Sicilia.Mentre si intensificano gli attacchi sull’isola dei bombardieri alleati, le truppe da sbarco alleate, la 7à armata statunitense, al comando del gen. George S. Patton, e l’8à armata inglese del gen. Bernard Law Montgomery, a bordo di circa 3000 natanti, salpano dai porti della Tunisia alla volta della Sicilia (le due armate fanno parte del XV Gruppo di armate comandato dal gen. Alexander). La difesa della Sicilia è affidata alla 6à armata italiana (230.000 uomini) del gen. Alfredo Guzzoni, in cui militano agguerriti contingenti tedeschi di rinforzo (circa 40.000 soldati).
    Nella notte truppe aviotrasportate vengono lanciate sulle zone sud- orientali dell’isola in cui è previsto lo sbarco anglo-americano, ma il vento impetuoso (che raggiunge forza 7), la scarsa visibilità e la poca esperienza di lanci notturni rendono praticamente inutile questo primo tentativo di attacco aviotrasportato.
    13400 paracadutisti, del colonnello americano James M. Gavin comandante l’82à divisione aviotrasportata, finiscono con il disperdersi su una area vastissima rendendo scarsamente efficace l’intervento. Intanto la navigazione delle unità che trasportano le forze da sbarco prosegue tra gravi difficoltà: il vento impetuoso e il mare agitato mettono a dura prova i fanti alleati.
    Fronte sovietico.I sovietici lanciano un contrattacco nella zona di Obojan, a sud di Kursk e nel settore meridionale del saliente, fermando anche qui l’avanzata dei tedeschi.
    I combattimenti sono durissimi. La stampa sovietica parla di “macello dei tedeschi” e paragona la battaglia in corso alla storica battaglia di Kulikovo, nella quale il principe Dmitrij Donskoj salvò la patria sconfiggendo i tartari, nel 1380.
    Pacifico.Isole Salomone.Appoggiati dall’artiglieria terrestre e navale, nonché dall’aviazione, due reggimenti della 43à divisione USA lanciano l’attacco su Munda dalla linea del fiume Barike. Il reggimento che attacca all’interno riesce ad avanzare di circa 1 km. mentre quello che attacca lungo la costa non compie progressi degni di nota. Un altro battaglione, che procede su Munda da Triri, è bloccato dai nipponici a Punta Enogai. Cacciatorpediniere USA bombardano Munda.
    Nuovi reparti americani affluiscono a Rendova da Guadalcanal, mentre i nipponici sbarcano 1200 uomini, prelevati dalle isole Shortland, a Kolombagara.
    10 luglio
    Sicilia.Alle prime luci dell’alba inizia lo sbarco alleato sull’isola (operazione “Husky”): 160.000 uomini con 600 carri armati mettono piede sulla costa sud-orientale della Sicilia, gli americani della 7à armata nel Golfo di Cela (tra Licata e Scoglitti), gli inglesi dell’8à armata di Montgomery nel Golfo di Siracusa, tra il capoluogo e Pachino. Gli sbarchi avvengono senza troppe difficoltà grazie al preciso e intenso fuoco di copertura delle navi e perché i difensori non si aspettano uno sbarco in quelle condizioni meteorologiche (in effetti non meno di 200 mezzi da trasporto vengono messi fuori combattimento per effetto della violenta risacca): durante le operazioni, caccia anglo-americani decollati da Malta e Pantelleria sorvolano in formazione i punti dello sbarco per respingere eventuali contrattacchi dell’Asse. Mentre l’8à armata inglese non trova praticamente resistenza e i suoi reparti nella notte entrano a Siracusa, gli americani della 1à divisione e i Rangers, una volta conquistata Cela (verso le , devono affrontare i vigorosi contrattacchi della divisione tedesca Hermann Goring e della italiana Livorno.
    A sud, dove opera la 45à divisione americana, vengono occupate Vittoria e Santa Croce Camerina. Al nord, conquistata Licata (compresi porto e aeroporto), la 3à divisione USA, la 2à divisione corazzata e gruppi di Rangers americani consolidano le loro posizioni, tenendo sotto controllo i movimenti di reparti della 15à divisione corazzata tedesca, che si trovano tra Canicatti e Caltanissetta e che ricognitori americani segnalano in marcia verso est.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, l’avanzata degli americani oltre il fiume Barike è molto rallentata sia dalla resistenza nipponica, sia dalla fitta giungla, che tra altro rende impossibile l’appoggio ravvicinato dell’aviazione. Il battaglione inchiodato a Punta Enogai riesce a liquidare la resistenza nipponica, ma è a corto di viveri e di acqua potabile, di cui deve essere rifornito mediante lanci paracadutati.
    Fronte sovietico.Due armate e un Gruppo d’assalto del Fronte della steppa, comandato dal gen. Konev, vengono prelevati dalla riserva e lanciati contro la 4à armata corazzata tedesca (Hoth) nel settore meridionale del saliente di Kursk.
    Nuova Guinea.Forze americane provenienti dalla Baia di Nassau effettuano il ricongiungimento con reparti della 3à divisione australiana sul torrente Buigap, interrompendo le comunicazioni nipponiche tra Mubo e Salamaua.
    11 luglio
    Fronte sovietico.La 4à armata corazzata tedesca (Hoth) e il Gruppo operativo Kempf, nel settore meridionale del saliente di Kursk, impegnano tutte le forze disponibili in un attacco contro le posizioni nemiche di Prochorovka, riuscendo a conquistare qualche chilometro di terreno. Ma le punte settentrionali e meridionali tedesche sono tuttora molto distanti l’una dall’altra, e non riusciranno ad avvicinarsi ulteriormente. Von Manstein e von Kluge insistono presso il Fuhrer perché abbandoni la costosissima operazione “Cittadella” ormai sicuramente votata all’insuccesso, ma ricevono ostinati rifiuti.
    Sicilia.Si intensifica il contrattacco delle truppe dell’Asse in direzione di Cela: l’azione ha l’appoggio delle forze aeree italo-tedesche che bombardano le spiagge di Cela e le navi da guerra alleate al largo. Su Cela convergono da nord le unità della divisione Livorno e da est i mezzi corazzati della divisione Hermann Gòring, ma mentre l’attacco della unità italiana viene rintuzzato quasi subito dal fuoco delle compagnie dei Rangers e dall’artiglieria navale, i carri tedeschi a est di Cela raggiungono la strada costiera ad appena 1800 m dal mare. Qui però sono inchiodati dalla reazione dell’artiglieria americana da campo e dal tiro dei cannoni da 125 mm degli incrociatori alleati al largo.
    Sul fronte dell’8à armata il XXX corpo britannico (gen. Leese) dopo aver raggiunto Palazzolo punta in direzione di Caltagirone, mentre nel settore del XIII corpo (gen. Dempsey) la 5à divisione, dopo la Conquista di Siracusa, continua ad avanzare senza quasi fermarsi lungo la strada costiera in direzione di Augusta. Verso sera però a Priolo (a metà strada fra Augusta e Siracusa) le pattuglie di testa si scontrano con i mezzi corazzati tedeschi del Gruppo Schmalz, che sono accorsi da Catania, e sono costrette ad arrestarsi.
    Pacifico.Isole Salomone.Situazione di stallo nella Nuova Georgia; la situazione logistica degli americani sta diventando critica.E' pronta, a Punta Segi, una pista per gli aerei da caccia. L’amm. Halsey designa il gen. Vandegrift, di recente promosso al comando del I corpo anfibio dei Marines, a dirigere le forze terrestri che dovranno conquistare Bougainville, ultimo baluardo nipponico che si frappone fra la Nuova Georgia e la Nuova Britannia, ove si trova la vitale base nemica di Rabaul.
    12 luglio
    Fronte sovietico.I sovietici lanciano una grande controffensiva dal settore settentrionale del saliente di Kursk e dai settori di Kirov e di Novosil. Vi partecipano il Fronte centrale (Rokossovskij), il Fronte di Brjansk (Popov) e il Fronte occidentale (Sokolovskij) con 8 armate.
    Nella battaglia per la conquista di Prochorovka, avvenuta il giorno prima nel settore meridionale del saliente, i tedeschi hanno perduto 400 carri armati. Hitler si lascia finalmente convincere ad abbandonare l’impresa, pur non consentendo arretramenti dalle posizioni raggiunte.
    Sicilia.Ore 14: i carri superstiti della divisione corazzata tedesca Hermann Gòring cessano l’attacco e si ritirano verso nord lasciandosi alle spalle un terzo dei Panzer: le forze dello schieramento centrale della 7à armata americana, cui soprattutto puntavano gli attacchi degli italo-tedeschi, sono salve.
    La 7à armata americana ha raggiunto i suoi obiettivi più immediati attestandosi sulla cosiddetta “linea gialla” che partendo da Palma di Montechiaro (sulla costa) tocca Campobello, Mazzarino, Caltagirone, Grammichele. Sul fianco sinistro dello schieramento americano la 3à divisione occupa Canicatti sulla destra, la 45à divisione si spinge oltre Comiso e finisce per occupare Chiaramonte Gulfi. Tutti i campi di aviazione del territorio sono saldamente in mano alleata. Gli americani hanno catturato 18.000 prigionieri e hanno perso, tra morti e feriti, un migliaio di uomini.
    Nel settore inglese del fronte la 5à divisione (XIII corpo), respinto l’attacco del Gruppo Schmalz e della divisione italiana Napoli, grazie anche all’appoggio dei bombardieri in picchiata e dei cannoni delle navi, avanza verso Augusta. Dal canto suo la 50à divisione inglese prosegue verso Lentini.
    Pacifico.Isole Salomone.Gli americani impegnati nella conquista di Munda, nella Nuova Gcorgia, compiono lievi progressi contro le bene articolate difese nemiche. Hanno gravi difficoltà logistiche.
    Battaglia navale di Kolombagara. Nella notte sul 13, il “Tokyo Express" che trasporta altri 1200 uomini a Kolombagara è intercettato nel Golfo di Kula (fra Kolombagara e la Nuova Georgia) da una formazione navale americana composta da 3 incrociatori leggeri e 10 cacciatorpediniere. Lo sbarco ha luogo mentre la scorta nipponica ai 4 cacciatorpediniere carichi di truppe ha già impegnato il nemico. Tale scorta, al comando del viceamm. Izaki, comprende 1 incrociatore leggero e 5 cacciatorpediniere. Assai violento lo scambio di artiglierie, e fitto il lancio di siluri, soprattutto da parte nipponica. La formazione americana perde il cacciatorpediniere Gwin, mentre gli incrociatori Saint Louis, Honolulu e Leander (questo ultimo neozelandese) sono danneggiati da siluri.
    Due altri cacciatorpediniere americani sono danneggiati in modo grave a causa di una collisione. I nipponici perdono l’incrociatore Jintsu, che affonda col viceamm. Izaki, il comandante e 482 uomini tra ufficiali e marinai.
    Nuova Guinea.Le forze alleate avanzano su Mubo eliminando alcuni capisaldi nipponici.
    Cina.Chiang Kai-shek accetta le raccomandazioni della Conferenza Trident consentendo a un’offensiva limitata, definita in codice “Saucy”, per ristabilire le comunicazioni terrestri con la Birmania.
    13 luglio
    Sicilia.Mentre gli inglesi della 5à divisione entrano ad Augusta, la 51à divisione del XXX corpo viene impegnata nei pressi di Vizzini dalla divisione corazzata Hermann Gòring e dai resti della divisione Napoli che stanno ripiegando su Catania: l’unità inglese deve interrompere l’avanzata.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, gli americani riescono a conquistare una collina che domina la pista Zanana-Munda stabilendo un saliente nelle posizioni dei nipponici, che si difendono con la consueta, fanatica ostinazione. Il 172° fanteria raggiunge la costa a Laiana.
    Affluiscono preziosi rifornimenti e nuovi rinforzi. Quasi 30.000 uomini, tra soldati dell’esercito e Marines, sono ora distribuiti fra la Nuova Georgia, Rendova e isole minori.


    Le Antille francesi si schierano a fianco del Comitato Francese di Liberazione Nazionale.
    Nuova Guinea.Ogni presenza nemica è eliminata dalla zona di Mubo. La 3à divisione australiana completa il rastrellamento della Cresta di Lababia.
    13-14 luglio
    Sicilia.Nella notte, il XIII corpo inglese del gen. Dempsey inizia una offensiva contro le posizioni del Gruppo Schmalz nel tentativo di penetrare nella piana di Catania.
    Contemporaneamente truppe aerotrasportate anglo-americafle vengono paracadutate a sud di Catania per assicurarsi il passaggio su due ponti importantissimi: il ponte dei Malati sul fiume Lentini, circa 5 km a nord dell’omonima località, e il Ponte Primasole (sul fiume Simeto) che rappresenta l’accesso più facile e conveniente alla piana di Catania. Il ponte dei Malati viene conquistato da un Commando sbarcato sulla costa da unità britanniche. La operazione sul Ponte Priimasole è un fiasco quasi completo dal momento che i piloti degli aerei da trasporto alleati, sottoposti al fuoco della contraerea nemica, lanciano i paracadutisti un po’ dove capita: solo 200 uomini, su circa 1900 lanciati, raggiungono il ponte con 3 cannoni controcarro; riescono tuttavia a impadronirsene.
    14 luglio
    Fronte sovietico.Anche il Fronte di Voronez(Vatutin) passa alla controffensiva nel settore sud del saliente di Kursk contro la 4à armata corazzata e il Gruppo operativo Kempf.
    Sicilia.La 1à divisione americana entra a Mazzarino e a Niscemi mentre nei pressi di Vizzini la 51à inglese (del XXX corpo) appoggiata dalla 45à americana, ha ragione della strenua resistenza delle truppe dell’Asse.
    Mentre la divisione statunitense viene spostata sul settore sinistro, la cittadina è occupata da una brigata della 51à divisione. A sua volta, la 1à divisione canadese dirige verso nord-ovest in direzione di Enna.
    Presso Lentini, nel settore del XIII corpo inglese, l’attacco della 5à, e della 51à divisione è contenuto dalle forze dell’Asse. Al Ponte Primasole i paracadutisti inglesi resistono tutto il giorno: al calar della sera, esaurite le munizioni, si ritirano sopra un’altura a sud del fiume dove vengono raggiunti dagli uomini della brigata Durham della 50à divisione.
    Italia.Si intensificano i bombardamenti aerei alleati sulle vie di comunicazione che dal Nord portano al Sud della penisola e sui centri più importanti del meridione: il bersaglio preferito è Napoli.
    Pacifico.Isole Salomone.Durissimi combattimenti nella giungla della Nuova Georgia. Nuovi rinforzi e carri armati sbarcano a Laiana.
    15 luglio
    Fronte sovietico.Il Comando Supremo sovietico annuncia che dall’inizio della controffensiva in direzione di Orél l’Armata Rossa ha conquistato da 25 a 50 chilometri.
    Sicilia.Il gen. Patton, comandante la 7à armata USA, forma un corpo provvisorio cui affida il settore occidentale dell’isola: ne fanno parte, al comando del gen. Geoffrey Keyes, la 3à divisione, rinforzata dal III battaglione Rangers, l’82à, rinforzata da un reggimento della 9à divisione e da truppe aviotrasportate.
    La 1à divisione canadese conquista Caltagirone e Grammichele. Nel settore inglese continua la battaglia attorno a Lentini e al Ponte Primasole: temendo un attacco dal fianco orientale, il colonnello Schmalz si ritira a nord del fiume Gomalunga e successivamente anche del Simeto.
    Pacifico.Isole Salomone.I nipponici lanciano una grande incursione aerea contro i concentramenti di truppe e il naviglio americani nelle Salomone centrali. Di 75 aerei che prendono parte all’incursione, 45 sono abbattuti dalla caccia americana. Dopo questa sconfitta, l’aviazione nipponica dovrà limitarsi ad azioni notturne.
    Visto che la situazione non evolve secondo le previsioni, il comando americano sostituisce il gen. Hester col gen. Gniswold a capo della Forza di occupazione della Nuova Georgia.
    Anche il contramm. Turner, comandante della Forza anfibia del Pacifico meridionale e della Task Force 31, che appoggia lo sbarco, viene destituito.
    15-16 luglio
    Sicilia.Nella notte, due compagnie della brigata Durham (50à divisione) attraversano a guado il Simeto a ovest del Ponte Pnimasole.
    16 luglio
    Fronte sovietico.Nel settore del saliente di Kursk, i tedeschi ripiegano cercando di contenere la forte spinta sovietica. Hitler giustifica l’abbandono dell’operazione “Cittadella” con la situazione in Italia, che potrebbe imporre l’invio di rilevanti forze tedesche. Nel Kuban, i sovietici stanno preparando un’offensiva volta a liquidare la testa di ponte nemica tra il Mar Nero e il Mar d’Azov.
    Sicilia.La 3à divisione americana attacca in direzione di Agrigento mentre la 2à divisione corazzata americana viene inviata dal gen. Patton contro Palermo.
    Nella notte, la 1à divisione canadese (XXX corpo britannico), conquistata Caltagirone, entra anche a Piazza Armerina, dopo un duro scontro con un battaglione della 15à divisione corazzata tedesca.
    A sud di Catania, nel settore cioè dove operano le divisioni inglesi, gli uomini della brigata Durham, con un consistente appoggio da parte dell’artiglieria e dei mezzi corazzati, tentano la conquista del Ponte Primasole per stabilire una testa di ponte sulla riva opposta: l’operazione fallisce per la pronta reazione del battaglione di paracadutisti tedeschi che difende il ponte, ma nella notte reparti della brigata inglese riescono a superare il corso d’acqua.
    All’alba, anche un certo numero di carri e cannoni controcarro possono attraversare il ponte. I tedeschi si ritirano.
    Italia.Il premier inglese Winston Churchill e il presidente americano Roosevelt lanciano un comune appello agli italiani affinché decidano “se vogliono morire per Mussolini e Hitler oppure vivere per l’Italia e la civiltà”.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, il 172° regg. fanteria USA estende lentamente la testa di sbarco di Laiana; il 169° conquista una collina ma resta esposto a forte pressione da parte dei nipponici.
    Isole Trobriand.Entra in servizio l’aeroporto costruito sull’Isola Woodlark.
    Giappone.Un sommergibile USA bombarda l’Isola di Matsuwa, nelle Curili. Questo gruppo di isole è ormai entro il raggio d’azione dei bombardieri americani con base nelle Aleutine.
    17 luglio
    Fronte sovietico.Mentre i Fronti occidentale, di Brjansk e centrale proseguono la controffensiva a nord del saliente di Kursk, altre armate sovietiche attaccano nella zona a sud di Izum e a sud-ovest di Vorosilovgrad.
    Mosca annuncia che le truppe sovietiche hanno completamente riconquistato le posizioni che tenevano prima del 5 luglio a sud di Orél.
    Sicilia.La 3à divisione americana entra ad Agrigento: secondo le disposizioni impartite dal gen. Alexander il II corpo del gen. Patton si dirige verso la costa settentrionale dell’isola.
    Nel settore orientale, le truppe del XIII corpo inglese rafforzano la testa di ponte oltre il Simeto, nella zona costiera. Durante la notte, due brigate della 50à divisione inglese cominciano gli attacchi in direzione nord verso Catania; bloccano la strada costiera in difesa della città la divisione corazzata Hermann Gòring e il Gruppo Schmalz, che oppongono una vivace resistenza agli attaccanti.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella notte sul 18, la guarnigione nipponica della Nuova Georgia lancia l’unica controffensiva coordinata di tutta la campagna, penetrando in qualche punto entro il dispositivo americano.
    Nuova Guinea.La 3à divisione australiana e 2 battaglioni della 41à divisione americana iniziano l’avanzata verso Salamaua. Si tratta di una azione diversiva, poiché i veri obiettivi alleati sono la valle del fiume Markham e la penisola di Huon, grazie ai quali sarà possibile controllare gli stretti di Vitiaz e di Dampier.
    18 luglio
    Sicilia.La 45à divisione USA occupa Caltanissetta e prosegue in direzione nord per tagliare la strada statale 121 che collega Palermo a Enna.
    Dopo 2 giorni di accaniti combattimenti con la 5à divisione corazzata tedesca, forze del XXX corpo britannico (1à divisione canadese) conquistano Valguarnera, pochi chilometri a sud di Enna, superano il capoluogo e puntano verso Leonforte (da qui hanno l’ordine di piegare a est verso Agira e Regalbuto per raggiungere Adrano, punto chiave della difesa tedesca sull’Etna, situata a nord-ovest di Catania).
    Nel settore orientale, la marcia degli inglesi delle divisioni 5à e 51à verso nord si arresta davanti a Catania dove i tedeschi hanno predisposto una efficace linea di difesa. Montgomery cerca allora di aggirare l’ostacolo da ovest: i tedeschi farebbero l’impossibile per “tenere” il settore di Catania che costituisce il perno su cui ruota la linea delle truppe dell’Asse in ritirata verso la Sicilia nord- orientale.
    I canadesi della 1à divisione, la 51à divisione inglese e la CCXXXI brigata sono le unità chiamate ad aggirare le difese tedesche attorno a Catania.
    Fronte sovietico.Sempre durissimi gli scontri a nord del saliente di Kursk e nel settore meridionale dello stesso.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, gli americani si preparano a un nuovo attacco contro Munda, mentre respingono i reparti nipponici infiltratisi nelle loro linee.
    Un cacciatorpediniere nipponico è affondato da aerei americani nei pressi dell’isola di Bougainville, dove era diretto con rinforzi e rifornimenti. L’aviazione americana attacca installazioni nemiche a Buin, nella stessa isola.
    19 luglio
    Sicilia.Prosegue l’avanzata delle truppe alleate verso nord: la CCXXXI brigata giunge nei pressi di Agira, mentre la II brigata canadese (1à divisione) sferra un attacco in direzione di Leonforte.
    Presso Catania il XIII corpo inglese non riesce ad avanzare per la ferma resistenza opposta dalle truppe tedesche. Più agevole è l’avanzata verso Trapani e Palermo delle forze della 7à armata americana: la resistenza avversaria è estremamente blanda.
    Italia.Si incontrano a Feltre Hitler e Mussolini. Il colloquio dura 6 ore, dalle 11 alle 17, durante le quali il Fùhrer cerca di risollevare il morale del Duce finito sotto terra in seguito ai rovesci militari in Africa e in Sicilia e alla mutata situazione politica interna. A questo proposito il dittatore tedesco è al corrente delle proposte avanzate da qualche alto ufficiale e da personalità politiche per la ricerca di una pace separata con gli Alleati. Con il suo inarrestabile eloquio Hitler stordisce Mussolini, parla delle armi segrete che si stanno preparando in Germania e che assicureranno la vittoria all’Asse, e offre l’invio in Italia di truppe germaniche. Esige d’altra parte dal “collega”, dando all’ultimatum la forma di suggerimento, che Mussolini usi il pugno di ferro e purghi il partito e il paese dagli oppositori.
    Prima incursione aerea alleata su Roma: più di 500 bombardieri dell’aviazione americana rovesciano sugli aeroporti del Littorio e di Ciampino, e sul nodo ferroviario che attraversa il quartiere di San Lorenzo, circa 1000 t di bombe. L’attacco, che si svolge in due fasi (una al mattino e una al pomeriggio), causa numerose vittime (pare 2000) e danni abbastanza consistenti (tra l’altro viene colpita in maniera grave la basilica di San Lorenzo). Il centro storico della città non viene colpito, ma l’emozione nella capitale e nel paese è enorme.
    Fronte sovietico.Tutti i Fronti sovietici sono all’offensiva, dopo che nel saliente di Kursk il tentativo tedesco è stato quasi dei tutto stroncato. Da nord a sud attaccano il Fronte di Kalinin (Eremenko), il Fronte occidentale (Sokolovskij), il Fronte di Brjansk (Popov), il Fronte centrale o della Bielorussia (Rokossovskij), il Fronte di Voronez o 1° Fronte ucraino (Vatutin), il Fronte della steppa o 2° Fronte ucraino (Konev), il Fronte sud-occidentale o 3° Fronte ucraino (Malinovskij), il Fronte meridionale o 4° Fronte ucraino (Tolbuchin), e infine il Fronte del Caucaso settentrionale (Petrov).
    Isole Aleutine.Il contramm. Kinkaid approva il piano per l’invasione dell’isola di Kiska. L’isola è frequentemente bombardata dal mare e dall’aria; nell’ultimo mese, i velivoli della 2à Forza aerea vi hanno rovesciato oltre 1200 t di bombe.
    20 luglio
    Sicilia.Nel settore occidentale dell’isola,l'82à divisione americana conquista Sciacca e Menfi e continua la marcia su Trapani e Palermo.
    Il II corpo statunitense occupa Enna. A oriente la Il brigata (1à division) si spinge fino a pochi km da Leonforte mentre la 5à divisione attacca l’aeroporto di Gerbini, a nord-ovest di Catania.
    Il gen. Montgomery richiama dall’Africa la 78à divisione di riserva: avendo definitivamente abbandonato l’idea di un attacco frontale contro Catania, progetta di effettuare una manovra aggirante per sfondare la posizione dell’Etna da ovest lanciando nell’attacco il XXX corpo e la 78à divisione.
    Mediterraneo.Visto il successo delle loro forze in Sicilia, gli strateghi alleati annullano il piano Brimstone per l’invasione della Sardegna e concentrano la loro attenzione su Napoli per l’ampiezza del suo porto e per la vicinanza a Roma.
    Fronte sovietico.Anche nel settore meridionale del saliente di Kursk, i tedeschi non possono far altro che battere in ritirata secondo gli ordini dell’abile von Manstein, che preferisce salvare il salvabile anziché seguire le direttive di Hitler.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, il 145° fanteria USA sostituisce il 169° fanteria, molto provato, a est di Munda.Il 148° fanteria infrange le linee nemiche e presidia le posizioni già tenute dal 145°.Si completa una strada attraverso la giungla tra Laiana e la Pista di Munda, grazie alla quale le truppe combattenti possono ricevere maggiori rifornimenti.
    Nuova Guinea.Reparti americani iniziano una larga serie di operazioni per la conquista di una serie di alture che dominano la Baia di Tambu e il Dot Inlet, un’insenatura minore.
    21 luglio
    Sicilia.Gli americani entrano a Castelvetrano e Corleone. Nel settore inglese, durante la notte, la 1à divisione canadese entra in Leonforte: per le strade della cittadina i combattimenti si protraggono fino alla mattina.
    Germania.Rommel lascia il suo Quartier Generale in Baviera per recarsi a ispezionare le difese dell’Asse in Grecia e nell’Egeo: è in quel settore infatti che i tedeschi temono un nuovo sbarco alleato.
    Pacifico.Isole Salomone.Un gruppo esplorante americano sbarca nella notte sul 22 presso Barakoma sull’Isola di Vella Lavella, a nord-ovest di Kolombagara, in vista dell’invasione. Conquistando l’isola, gli americani neutralizzerebbero la base nipponica di Vila sulla stessa Kolombagara e si avvicinerebbero ulteriormente a Bougainville, dove i nipponici hanno 8 campi d’aviazione e l’importante base di Buin.
    Operazioni locali nella Nuova Georgia. 2 cacciatorpediniere nipponici con rinforzi a bordo sono affondati da aerei USA a sud di Choiseul.
    22 luglio
    Sicilia.Gli americani entrano a Palermo: si tratta ora di concludere la conquista della estrema fetta occidentale dell’isola per poter quindi volgere le divisioni in direzione est, verso Messina.
    Italia.Il gen. Vittorio Ambrosio, capo di Stato Maggiore Generale, conformandosi alle direttive scaturite dall’incontro di Feltre del 19 luglio, chiede l’invio nell’Italia settentrionale di due divisioni tedesche e il trasferimento dalla Calabria alla Sicilia della 29à divisione motorizzata tedesca. Vuole però, e lo specifica, che “il Comando Supremo italiano possa disporre liberamente delle truppe messe a sua disposizione”.
    Isole Salomone.Nuova Georgia.Il nuovo comandante della Forza di occupazione, gen. Griswold, predispone per il 25 un’offensiva su vasta scala contro la base aerea di Munda.
    Vi parteciperanno la 37à e la 43à divisione. Giungono sull’isola reparI della 25à divisione, che vengono aggregati alla 37à.Le forze terrestri americane sulla Nuova Georgia, Rendova e le isole minori ascendono ora a 32.000 uomini dell’esercito e 1700 Marines.
    Fronte sovietico.I sovietici conquistano Mcensk e Bolchov, a nord di Orèl, e lanciano nel settore settentrionale un’offensiva limitata a sud del Lago Ladoga.
    Isole Aleutine.2 corazzate, 5 incrociatori e 9 cacciatorpediniere americani sottopongono a un nuovo bombardamento le installazioni nipponiche nell’Isola di Kiska, di cui il Quartier Generale Imperiale ha già da tempo deciso l’evacuazione.
    Nel settore di Bougainville, la piccola portaidrovolanti nipponica "Nishin", scortata da 3 cacciatorpediniere, tenta di raggiungere la Nuova Georgia, ma è intercettata da aerei americani e affondata presso Bougainville.
    23 luglio
    Sicilia.Il corpo provvisorio americano occupa i porti di Trapani e Marsala, mentre unità della 45à divisione statunitense raggiungono la costa settentrionale dell’isola a est di Termini Imerese.
    Tutta la Sicilia occidentale è sotto il controllo alleato, e il gen. Patton può ora rivolgersi a est verso il traguardo finale, Messina: lungo due direttrici, la strada costiera settentrionale e la statale 120 (da Petralia a Randazzo), egli invia il Il corpo e tutta l’artiglieria disponibile.
    Fronte sovietico.I sovietici completano l’espulsione delle forze tedesche dal settore meridionale del saliente di Kursk, mentre avanzano nella zona di Orèl.
    24 luglio
    Fronte sovietico.Stalin, in un messaggio rivolto ai generali Rokossovskij, Vatutin e Popov, esalta “la liquidazione finale dell’offensiva estiva tedesca”, ricordando che nei settori di Orel-Kursk e di Belgorod, a sud del saliente, i tedeschi avevano concentrato 37 divisioni, di cui 17 corazzate e 2 motorizzate e 18 divisioni di fanteria. Hanno avuto 70 mila morti e perduto 2900 carri armati, 195 semoventi Ferdinand, 844 pezzi d’artiglieria, 5000 automezzi e 1392 aerei.
    Le cifre relative ai carri armati e agli aerei distrutti devono essere giudicate eccessive; ma è certo che dopo la guerra i generali tedeschi ammetteranno di aver sacrificato il meglio dei loro corazzati e perduto la superiorità aerea in Russia a causa della nefasta operazione “Cittadella”.
    Sicilia.Il corpo provvisorio americano rastrella la parte occidentale dell’isola catturando “un numero record di prigionieri”, come sottolineano le fonti ufficiali americane.
    La 45à divisione americana conquista Cefalù e la la attacca Nicosia.
    Norvegia.167 bombardieri dell’8à Forza aerea americana sganciano 400 t di bombe su obiettivi industriali di Heroya, mentre altri 41 B-17 bombardano le installazioni navali di Trondheim.
    Germania.Cominciano i bombardamenti a catena su Amburgo da parte degli aerei della RAF.
    Italia.Alle ore 17 si riunisce il Gran Consiglio del fascismo per discutere l’ordine del giorno Grandi.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, i nipponici contrastano duramente il passo al 161° fanteria che sta raggiungendo la posizione assegnatagli nello schieramento per l’attacco verso Munda.
    25 luglio
    Italia.Nelle prime ore del mattino il Gran Consiglio vota la sfiducia a Mussolini che viene imprigionato: il re incarica il maresciallo d’Italia Pietro Badoglio di formare un nuovo governo.
    Sicilia.Continua, tra crescenti difficoltà, l’avanzata delle truppe statunitensi del gen. Patton verso Messina.
    Nel settore inglese, la 1à divisione canadese, appoggiata dalla CCXXXI brigata, attacca Agira, una località a est di Leonforte, dove si manifesta una forte resistenza.
    Germania.Nel pomeriggio arriva al Quartier Generale di Hitler a Rastenburg (ora Ketrzyn, in Polonia) la notizia del crollo di Mussolini: il ùihrer esamina immediatamente la situazione con i suoi generali e prende una prima fulminea decisione: inviare le 8 divisioni tedesche, stanziate nella Germania meridionale e in Francia, ad occupare tutti i valichi alpini italiani. Tutti i valichi tra l’Italia e la Francia, l’Italia e la Svizzera, l’Italia e l’Austria, sono in mano tedesca prima che Badoglio possa semplicemente pensare a una qualsiasi contromisura.
    A proposito della 3à divisione Panzergrenadiere di stanza a Roma, Hitler dice ai suoi generali: “Domani manderò qualcuno a Roma con gli ordini per il comandante la 3à divisione, al quale imporrò di arrestare tutti i componenti del governo. Il re, il principe ereditario e tutta la banda immediatamente, poi Badoglio e i suoi amici”.
    Pacifico.Isole Salomone.Il gen. Twining sostituisce il contramm. Mitscher nel comando delle forze aeree delle Salomone, i cui effettivi sono stati portati a 539 aerei e che, dal 30 giugno, hanno abbattuto 316 aerei nipponici perdendone 71.
    Nuova Georgia.La 43à e la 37à divisione iniziano l’offensiva contro Munda. Nonostante il massiccio appoggio aereo e delle artiglierie navali, riescono a superare solo in qualche zona la tenace resistenza giapponese. Alcuni reparti aggirano una posizione dominante detta Bartley Ridge, mentre sul fianco destro alcuni elementi raggiungono la costa presso la località di Terere. Ma in genere i progressi sono deludenti.
    26 luglio
    Hitler vorrebbe ritirare le divisioni corazzate SS dal fronte sovietico e inviarle in Italia per ristabilire il regime fascista, ma Kluge dichiara di non poter distogliere neppure un uomo dal fronte. Comunque, di li a poco il Fuhrer riuscirà a mandare in Italia la divisione corazzata SS Leibstandarte, che tuttavia verrà rinviata in ottobre sul fronte orientale.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, le due divisioni americane rinnovano i loro attacchi dopo un’intensa preparazione di fuoco e con l’appoggio di carri armati e lanciafiamme.
    Un reggimento della 43à divisione espugna il villaggio di Ilangana e raggiunge la costa a Kia, ma la 37à divisione non riesce ad aver ragione dei difensori del Bartley Ridge.
    Isole Aleutine.Aerei americani sganciano in una sola incursione 104 t di bombe sulle posizioni nipponiche di Kiska. Alle 18,40 3 incrociatori leggeri e 8 cacciatorpediniere nipponici, che sfruttando abilmente le nebbie artiche hanno appena raggiunto l’isola, reimbarcano nel giro di una ora la quasi totalità dei 6100 uomini della guarnigione e ripartono senza essere scoperti dal nemico.
    All’operazione cooperano anche alcuni sommergibili.
    27 luglio
    Sicilia.Reparti della 45à divisione americana, che sta avanzando sulla strada costiera in direzione di Messina, raggiungono Tusa, pochi km a ovest di Santo Stefano; attraversano l’omonimo fiume, ma vengono ricacciati indietro.
    Mediterraneo.Il Quartier Generale delle forze alleate nel Mediterraneo chiede al comando generale di preparare i piani per la conquista di Napoli e dei vicini aeroporti, dai quali saranno appoggiate le future operazioni. Viene anche fissato al 7 settembre, a titolo puramente indicativo, il giorno dello sbarco.
    Germania.In una riunione per stabilire un piano di azione in Italia, Hitler e il suo Stato Maggiore decidono le modalità dell’intervento nella penisola:
    1)Liberazione di Mussolini (operazione “Quercia”)
    2)Occupazione di Roma e reinsediamento del Duce nel governo del paese (operazione “Student”)
    3)Occupazione militare di tutta l’Italia
    4)Cattura o distruzione della flotta italiana.
    Mussolini insomma dovrà essere, volente o nolente, un nuovo Quisling.
    Italia.Verso sera Mussolini viene trasferito da Roma nell’Isola di Ponza.
    Sicilia.Il gen. Alexander, comandante il XV Gruppo d’armate, sposta il suo Quartier Generale dall’Africa in Sicilia.
    Reparti della 45à divisione americana riattraversano il fiume Tusa e riescono a fissare una piccola testa di ponte in direzione di Santo Stefano.
    Nicosia viene conquistata dalla 1à divisione americana, dopo tre giorni di duri scontri.
    Nel settore inglese, cade Agira ad opera della 1à divisione canadese dopo feroci combattimenti. Intanto la CCXXXI brigata riprende l’avanzata verso est, lungo la statale 121, ma la sua marcia viene fermata pochi chilometri a ovest di Regalbuto.
    Pacifico.Isole Salomone.Gli americani abbandonano gli attacchi contro il Bartley Ridge e concentrano i loro sforzi contro una collina detta Horseshoe Hill riducendo al silenzio alcuni nidi di mitragliatrici.
    India.Si costituisce, nell’ambito della 14à Forza aerea USA, uno stormo cino-americano con piloti cinesi addestrati dagli americani.
    Isole Aleutine.Nella notte sul 28, gli ultimi nipponici lasciano l’Isola di Kiska. Anche questa partenza non è scoperta dagli americani, che proseguono i preparativi per l’occupazione.
    28 luglio
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, il gen. Griswold chiede rinforzi per proseguire l’attacco contro Munda. Gli americani avanzano con estrema lentezza, e i nipponici fanno loro pagare a caro prezzo ogni metro di giungla conquistato.
    Il gruppo esplorante inviato a Vella Lavelki ritorna da Barakoma con parere favorevole circa le possibilità d’invasione.
    29 luglio
    Sicilia.La 75à divisione inglese, appena giunta di rinforzo al XXX corpo britannico, attacca la linea Catenanuova-Adrano, a nord-ovest di Catania.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, proseguono i duri combattimenti nella giungla.
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe A, di von Kleist, lancia alcuni contrattacchi per migliorare le proprie posizioni sul fiume Mius a nord di Taganrog, sul Mar Nero.
    30 luglio
    Sicilia.Sulla statale 120 la 1à divisione americana avanza verso Troina, mentre sulla strada costiera la 45à divisione statunitense viene duramente impegnata dalle retroguardie tedesche appostate a Santo Stefano.
    Nel settore inglese, alle prime ore del mattino, la 75à divisione conquista d’assalto, dopo scontri violentissimi, Catenanuova.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, gli americani conquistano il Bartley Ridge e respingono violenti contrattacchi giapponesi.
    Fronte sovietico.Dopo i primi attacchi, le divisioni dello Heeresgruppe A di von Kleist perdono l’iniziativa, che passa alle truppe di Tolbuchin e di Malinovskij.
    31 luglio
    Sicilia.La 45à divisione americana conquista Santo Stefano. Mentre la CCXXXI brigata inglese non riesce ad occupare Regalbuto, la 78à divisione attacca Centuripe, tenuta da imponenti forze tedesche.
    Algeria.Il gen. Giraud viene nominato comandante in capo delle forze della Francia Libera.
    Pacifico.Isole Salomone.Due battaglioni americani rastrellano il Bartley Ridge. I nipponici respingono nuovi attacchi contro la collina Horseshoe.



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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Agosto 1943

    1° agosto
    La Birmania si proclama indipendente dalla Gran Bretagna e si dà un governo nazionalista diretto da U Ba Maw e appoggiato dagli occupanti nipponici. Di recente, in Indonesia è stato fondato sotto l’egida giapponese un partito di unità nazionale e costituito un Consiglio centrale che collabora alla creazione della “sfera di prosperità comune asiatica” auspicata da Tokyo.ù Quanto alla Thailandia, dal 1942 è alleata del Giappone sotto il governo del reggente, maresciallo Pibul Songgram. In questo periodo, l’Impero del Sol Levante esercita il suo dominio su circa 500 milioni di persone, e dispone del 95% della produzione mondiale di gomma, del 70% della produzione di riso e di stagno, della quasi totalità della produzione di chinino.Gli Alleati hanno tuttavia trovato vari surrogati del chinino, e incrementato (come d’altronde i tedeschi) la produzione di gomma sintetica (Buna).
    Romania.177 bombardieri americani B-24 Liberators, al comando del gen. Lewis H. Brereton, comandante la 9à Forza aerea USA, sganciano 311 t di bombe sulle raffinerie di Ploesti, capitale del petrolio rumeno (operazione “Tidalwave”). L’attacco, che mette fuori uso il 40% degli impianti di raffinazione, costa molto caro agli americani, che perdono ben 54 bombardieri e 532 aviatori.
    Sicilia.La 1à divisione americana preme sulla località di Troina, difesa strenuamente dalle forze dell’Asse: si accende una battaglia durissima, la più cruenta di tutta la campagna. Nel settore inglese la CCXXXI brigata, con l’appoggio della 1à divisione canadese, riesce a penetrare a Regalbuto: continua invece la resistenza delle forze dell’Asse attorno a Centuripe, favorita anche dalla posizione del paese situato in cima a un monte alto e tozzo cui si può accedere da un'unica strada.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, gli americani avanzano incontrastati fino al limite dell’aeroporto di Munda. Il fatto è che il Quartier Generale Imperiale si è reso conto che la Nuova Georgia non è più difendibile e ha deciso di concentrare tutti i mezzi e gli uomini disponibili sull’Isola di Kolombagara, immediatamente a nord-est della Nuova Georgia. Comunque, i reparti della Nuova Georgia hanno il compito di difendere a oltranza l’aeroporto.
    2 agosto
    Sicilia.La 1à divisione americana prosegue i suoi attacchi a Troina, difesa tenacemente dalle truppe dell’Asse. Sulla strada costiera l’avanzata della 3à divisione statunitense è rallentata notevolmente dai campi di mine e dalle distruzioni di ponti e altre ostruzioni.
    Nell’area inglese, conquistata Regalbuto, le colonne alleate proseguono in direzione est dove la 78à divisione sta investendo Centuripe.
    Italia.Un messaggio degli Alleati al popolo italiano, trasmesso da Algeri, annuncia l’imminente invasione della penisola da parte degli anglo- americani.
    Fronte sovietico.Prosegue l’offensiva sovietica su tutto il fronte. Le maggiori penetrazioni sono compiute a nord del saliente di Kursk, in direzione di Orèl.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, prosegue la battaglia per l’aeroporto di Munda. Una nuova divisione americana di fanteria, la 37à, ha completato lo sbarco.
    Isole Aleutine.Due grosse formazioni navali americane (2 corazzate, 5 incrociatori e 9 cacciatorpediniere) bombardano l’isola di Kiska, martellata quotidianamente anche dal cielo. Fra il 2 e il 15 agosto, data dello sbarco, contro l’isola verranno effettuati altri dieci bombardamenti navali. I giapponesi hanno da tempo evacuato la loro guarnigione.
    3 agosto
    Sicilia.Al nord continua l’assalto della 1à divisione USA contro Troina.
    Nel settore inglese, la 78à divisione conquista Centuripe, costringendo il nemico a ritirarsi verso nord oltre il fiume Salso. Durante la notte la 5à divisione inglese, che sta operando nel settore costiero a sud di Catania, effettua una serie di attacchi contro la città.
    Intanto le forze italiane superstiti iniziano l’evacuazione dell’isola lasciando ai tedeschi il compito di sostenere la ritirata con azioni di retroguardia.
    Fronte sovietico.Si intensifica l’offensiva dei sovietici, che lanciano le armate dei Fronti di Voronez e della steppa in direzione di Charkov, mentre altri tre Fronti sovietici (quello occidentale, quello di Brjansk e il centrale) convergono su Orel.
    Pacifico.Isole Salomone.Continui progressi americani nel settore dell’aeroporto di Munda, nella Nuova Georgia. Alcuni reparti avanzano dal settore di Bairoko per chiudere al nemico la strada della ritirata verso la parte settentrionale dell’isola.
    4 agosto
    Sicilia.Nonostante gli sforzi imponenti, gli americani non riescono a conquistare Troina. La 9à divisione, le cui unità si sono raccolte a Nicosia, viene assegnata al II corpo americano.
    Nel settore inglese, mentre la 5à divisione continua i suoi attacchi in direzione di Catania, la 50à divisione viene messa in stato di allerta in vista di un’improvvisa partenza verso Catania.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, gli americani rastrellano la zona dell’aeroporto di Munda, ma non sono ancora riusciti a impadronirsi dello stesso.
    Isole Aleutine.L’azione aerea di “ammorbidimento” pre - invasione raggiunge l’acme, con ben 152 t di bombe sganciate durante la giornata sulla deserta Isola di Kiska.
    5 agosto
    Fronte sovietico.L’Armata Rossa riconquista OrèI e Belgorod, posizione chiave, quest’ultima, sul fianco nord del saliente tedesco di Charkov. Nella battaglia per Orèl, la 2à Panzerarmee è stata virtualmente annientata e quanto ne resta viene incorporato nella 9à armata dello Heeresgruppe Centro (von Kluge). I sovietici, nonché tenere il loro saliente di Kursk, stanno eliminando quello tedesco di Orèl, a nord del primo.
    Alla base del saliente, comunque, l’OKW ha fatto apprestare una linea fortificata, la linea Hagen, che fa perno su Brjansk e copre quasi tutta la linea che va da Sevsk, a sud, a Kirov, a nord.
    Sicilia.Le truppe inglesi occupano Catania.
    Nel settore americano continua la battaglia attorno a Troina, ma nella notte le truppe dell’Asse si ritirano. Sulla costa, l’avanzata della 3à divisione americana è bloccata dalle difese tedesche poste sul crinale di San Fratello, tra Sant’Agata e il mare.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, dopo 12 giorni di aspri combattimenti nella giungla, gli americani riescono a impadronirsi del loro principale obiettivo, l’aeroporto di Munda. Ha inizio il rastrellamento dell’intera isola.
    6 agosto
    I rappresentanti dell’Italia e della Germania si incontrano a Tarvisio, al confine italo-austriaco, per chiarire in maniera definitiva i rapporti tra i due paesi. Al convegno, sollecitato dai tedeschi, partecipano i ministri degli Esteri Guariglia e Ribbentrop e i capi di Stato Maggiore gen. Ambrosio e Keitel. Da parte italiana si cerca di rassicurare l’alleato in relazione alle voci secondo cui il nuovo governo avrebbe intavolato trattative segrete con gli Alleati.
    Pacifico.Battaglia del Golfo di Vella. Quattro cacciatorpediniere nipponici salpati il mattino da Rabaul (Nuova Britannia) con 820 uomini e 50 tonnellate di rifornimenti da sbarcare a Kolombagara (tre notti prima un’analoga missione del “Tokyo Express” è stata compiuta con pieno successo) sono intercettati poco prima delle 24, tra le isole di Vella Lavella e Kolombagara, da 6 cacciatorpediniere americani al comando del commodoro F. Moosbrugger. Lo scontro dura fin poco oltre la mezzanotte e si conclude con una brillante vittoria per gli americani, che affondano coi loro siluri 3 caccia nipponici senza subire il minimo danno. Circa 300 giapponesi riescono, con l’unico caccia che si salva, a raggiungere Vella Lavella da dove saranno trasferiti a Kolombagara; altri 1500, tra soldati e marinai, perdono la vita.
    12.400 nipponici presidiano Kolombagara, e altre centinaia vi sono trasferiti dalla Nuova Georgia ogni notte attraverso il Golfo di Kula.
    Sicilia.Alle prime luci dell’alba, il 16° reggimento della 1à divisione americana entra a Troina.
    Nella notte gli inglesi della 78à divisione conquistano Adrano.
    Fronte sovietico.A Mosca, 120 cannoni sparano 12 salve in onore dei combattenti che hanno liberato Orèl e Belgorod. Il bollettino della giornata annuncia la liberazione di Kromy e di altre 70 località, nonché il favorevole sviluppo della grande ofensiva in direzione di Charkov.
    7 agosto
    Sicilia.Visti inutili gli attacchi della 3à divisione contro il crinale di San Fratello, gli americani aggirano l'ostacolo organizzando uno sbarco anfibio alcuni chilometri a est di Sant’Agata. L’operazione, che riesce viene eseguita nella notte e consente agli americani di riprendere la marcia, da troppo tempo interrotta verso Messina.
    8 agosto
    Sicilia.Mentre a nord gli americani entrano a Sant’Agata, nel settore inglese la 78à divisione conquista Bronte.
    Italia.Inizia una settimana d’inferno per le grandi città del Nord della penisola. Milano viene bombardata 4 volte dagli aerei della RAF (916) che sganciano sulla città 4000 t di bombe: 11.700 fabbricati sono completamente distrutti, 15.000, più o meno gravemente danneggiati; su Torino i bombardieri britannici (380) compiono tre rovinose incursioni causando danni gravissimi e molte vittime; Genova, infine, viene devastata durante un attacco portato da 73 aerei, anche qui ingente il numero delle vittime.
    Sardegna.Mussolini viene confinato nell’Isola della Maddalena nei pressi della costa nord-orientale della Sardegna.
    9 agosto
    Sicilia.Su tutto il fronte continua la ritirata delle forze dell’Asse in direzione di Messina. Lo sforzo maggiore in questa fase della campagna viene sostenuto dal XIII corpo inglese le cui divisioni sono impegnate a sud e ad est dell’Etna, su terreno particolarmente difficile.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella Nuova Georgia, gli americani proseguono il rastrellamento dei nipponici ancora nascosti nella giungla. Al 35° regg. fanteria USA viene ordinato di tenersi pronto a imbarcarsi per l’Isola di Vella Lavella.
    10 agosto
    Pacifico.Isole Salomone.Gli occupanti della Nuova Georgia dispongono alcuni battaglioni in modo da intercettare quei nipponici che, fuggendo dalla zona di Munda, cercano di raggiungere la costa settentrionale e di li l’Isola di Kolombagara.
    11 agosto
    Sicilia.Nella notte sull’11, sulla costa settentrionale dell’isola, gli americani superano le difese di Capo d’Orlando.
    Fronte sovietico.Il Fronte di Voronez, il Fronte della steppa e il Fronte sud-occidentale sovietici, agli ordini rispettivamente di Vatutin, Konev e Malinovskij premono ormai su Charkov, superata a nord-ovest con la conquista di Achtyrka. I sovietici raggiungono inoltre la ferrovia Charkov-Poltava. Von Manstein contrasta con grande abilità le manovre nemiche, ma non basta l’abilità a respingere truppe numerose, bene armate.
    Pacifico.Isole Salomone.L’amm. Halsey dirama le direttive per le prossime operazioni nelle Salomone centrali. La Task Force 31, agli ordini del contramm. Theodore S. Wilkinson, che ha sostituito il contramm. Turner (15 luglio), sbarcherà reparti della 25à divisione su Vella Lavella col compito di occupare le basi aeronavali nipponiche. Il consistente presidio nipponico di Kolombagara sarà in tal modo neutralizzato e superato.E' la prima applicazione della tattica del “salto della rana” (o “della pulce”) cui gli americani faranno spesso ricorso.
    12 agosto
    Fronte sovietico.Cugujev, pochi chilometri a sud-est di Charkov, è occupata dai sovietici.
    Sicilia.Nel settore americano le divisioni del II corpo proseguono la avanzata in direzione est: la 9à divisione giunge a Floresta, a nord di Randazzo, ultimo caposaldo lungo la direttrice meridionale di avanzata del Il corpo.
    Italia.Il gen. Giuseppe Castellano parte in treno per Madrid dove incontrerà l’ambasciatore inglese in Spagna cui deve esporre la situazione militare italiana, ascoltare le intenzioni (se ve ne sono) degli Alleati e soprattutto dire che l’Italia non può sganciarsi dall’alleato tedesco senza il loro aiuto.
    Pacifico.Isole Salomone.Avanguardie delle truppe d’invasione salpate da Rendova sbarcano nella notte sul 13 presso Barakoma nell’isola di Vella Lavella per preparare il terreno al grosso. Incontrano solo pochi nipponici. Una compagnia sbarca sull’isoletta di Baanga per stabilirvi una testa di ponte.
    13 agosto
    Italia.Nella notte sul 13 ben 504 bombardieri inglesi sganciano su Milano 1252 t tra bombe e spezzoni incendiari: si tratta del più pesante bombardamento subito da una città italiana.
    Roma viene dichiarata “città aperta”.
    Per indurre il governo Badoglio alla resa la 12à Forza aerea statunitense compie nella giornata un secondo pesante attacco su Roma impiegando 106 B-17, 102 B-26 e 66 B-25.
    Sulla città eterna vengono sganciate circa 500 t di bombe che causano gravi danni: nonostante la violenta reazione contraerea, solo 2 B-26 vengono abbattuti.
    Sicilia.I tedeschi abbandonano Randazzo che viene occupata dal 39° reggimento della 9à divisione americana. A nord, sulla strada costiera, i reparti della 3à divisione statunitense continuano l’avanzata verso est in direzione di Patti.
    Fronte sovietico.Il Fronte di Kalinin (Eremenko) e quello occidentale (Sokolovskij) sovietici, che premono in direzione di Smolensk costringendo ad arretrare lo Heeresgruppe Centro (von Kluge), riconquistano Spas-Demensk, a est di Smolensk.
    Indie Olandesi.B-24 del 380° Gruppo da bombardamento pesante USA, decollati dall’Australia, effettuano un’incursione sul centro petrolifero di Balikpapan, nel Borneo.
    14 agosto
    Canada.Si apre a Quebec la Conferenza Quadrant, cui partecipano Roosevelt, Churchill, il premier Canadese MacKenzie King e i rispettivi capi di Stato Maggiore.
    Austria.Prima incursione aerea americana sul paese.
    Mediterraneo.Il Comando Supremo alleato vara il piano navale per la operazione “Avalanch e” (sbarco a Salerno).
    Nuova Guinea.Truppe americane conquistano una cresta intitolata a Roosevelt, ma i nipponici mantengono il possesso di una serie di alture che dominano il Dot Inlet.
    15 agosto
    Sicilia.Continua l’avvicinamento degli Alleati a Messina: sulla costa settentrionale gli americani raggiungono Barcellona, a est gli inglesi marciano su Linguaglossa.
    Italia.A Bologna si tiene un incontro italo-tedesco a carattere strettamente militare per discutere le rispettive strategie nella penisola: guidano le delegazioni il feldmaresciallo Erwin Rommel e il gen. Mario Roatta, capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano. La discussione si svolge in un clima estremamente teso a causa dei sospetti dei tedeschi sui movimenti di truppe italiane dal Sud al Nord dell’Italia e delle reciproche velate accuse di perseguire fini che non sono propriamente quelli di due alleati.
    Il convegno si conclude senza nuove risoluzioni: lo scontro è rimandato.
    Inizia il laborioso negoziato con gli Alleati del gen. italiano Giuseppe Castellano, stretto collaboratore del capo di Stato Maggiore Generale gen. Ambrosio, per l’armistizio. La prima tappa è Madrid, dove Castellano incontra l’ambasciatore inglese in Spagna sir Samuel Hoare.
    Pacifico.Isole Salomone.La 3à Forza anfibia inizia all’alba lo sbarco di 6000 uomini della 25à divisione a Biloa presso Barakama, sulla costa sud-orientale dell’Isola di Vella Lavella. Lo sbarco ha luogo senza difficoltà grazie al valido appoggio della aviazione e all’esiguità delle forze giapponesi nella zona. Nella Nuova Georgia, reparti del 25° regg. fanteria USA occupano Zieta.
    Birmania.I lavori per la costruzione della nuova “Strada della Birmania” a est di Ledo procedono con grande lentezza; dalla fine di marzo in qua, il tracciato è avanzato di soli 5 km.
    Isole Aleutine.29.000 soldati americani e 5300 canadesi, salpati da Adak il 13 su un centinaio di trasporti speciali (LST, Landing Ship, Tanks, navi da 1500 t specializzate nel trasporto di carri armati; LCI, Landing Craft, Infantry, mezzo da sbarco per le fanterie; LCT, Landing Grafi, Tanks, mezzo da sbarco in grado di trasportare 3 carri medi) e con la scorta di ingenti forze navali, sbarcano all’alba sulle spiagge occidentali dell’isola di Kiska. Solo ora si scopre che i nipponici se ne sono andati, dopo aver distrutto tutto ciò che non è stato distrutto, prima o dopo la loro partenza, dai bombardamenti americani.
    Fronte sovietico.Nel settore Orèl- Brjansk, i sovietici riconquistano Karacev. Più a sud, si registrano durissimi combattimenti intorno a Charkov.
    16 agosto
    Sicilia.Continua il più rapidamente possibile la ritirata dei tedeschi verso Messina: gli Alleati sono ormai prossimi alla città.
    Mediterraneo.Il Comando Supremo alleato dirama le direttive finali per lo sbarco in Italia: tra il 1° e il 4 settembre il XIII corpo inglese con 2 divisioni (la 1à canadese e la 5à inglese) si porterà sulla costa calabra. Questa operazione (“Baytown”) sarà seguita il 9 settembre (e comunque non più di 48 ore dopo) dallo sbarco della 5à armata americana a Salerno (operazione “Avalanche”).


    Il gen. Giuseppe Castellano giunge a Lisbona per conferire con l’ambasciatore inglese in Portogallo, Ronald Campbell.
    Pacifico.Isole Salomone.Due reggimenti americani sono impegnati nella conquista dell’isola di Baanga, dalla quale le artiglierie nipponiche hanno preso a bombardare l’aeroporto di Munda.
    17 agosto
    Sicilia.Alle 10,15 le truppe del gen. Patton entrano a Messina: la conquista dell’isola è stata portata a termine in soli 39 giorni, i tedeschi tuttavia sono riusciti a trasbordare sul continente buona parte dei loro uomini (circa 60.000 su 90.000) con l’equipaggiamento, nonostante la supremazia aerea e navale alleata.


    Il gen. Castellano viene ricevuto dall’ambasciatore inglese a Lisbona Ronald Campbell: i contatti devono però proseguire con interlocutori militari che gli Alleati invieranno quanto prima.
    Germania.315 bombardieri americani compiono un’incursione diurna sulle fabbriche aeronautiche di Schweinfurt e Regensburg: 60 velivoli vengono abbattuti, ma gli impianti industriali delle due città sono gravemente danneggiati.
    Pacifico.Isole Salomone.Gli americani sbarcano nuove forze a Vella Lavella, duramente contrastati dalla aviazione nemica. Scarsi progressi nell’Isola di Baanga, nonostante l’appoggio di bombardieri in picchiata e dell’artiglieria in dotazione a due reggimenti di fanteria americani.
    Nuova Guinea.L’aviazione alleata intraprende una serie di pesanti incursioni contro gli aeroporti nemici di But, Dagua, Wewak e Boram in preparazione di un’offensiva terrestre contro Lae.
    18 agosto
    Roosevelt e Churchill, a Quebec per la Conferenza Quadrant, autorizzano il gen. Eisenhower a inviare due suoi rappresentanti a Lisbona per trattare con gli emissari italiani per l’armistizio.
    Germania.Nella notte sul 18 circa 570 quadrimotori inglesi devastano le fabbriche di “V1” e di “V2” di Peenemùnde, sulle coste del Mar Baltico, oggi nella Germania orientale.
    Mediterraneo.Viene varato il piano aereo per appoggiare l’operazione “Avalanche” (sbarco degli Alleati a Salerno).
    Sicilia.Cessa ogni resistenza tedesca nell’isola.
    Pacifico.Isole Salomone.Gli americani sbarcano nuove forze sull’Isola di Baanga. Un convoglio di 20 chiatte motorizzate nipponiche con 400 uomini scortato da 4 cacciatorpediniere e diretto a Vella Lavella è intercettato prima da aerei, poi da 4 cacciatorpediniere americani. I nipponici perdono alcune chiatte, ma riescono ugualmente a sbarcare i rinforzi a Vella Lavella, nella Baia di Kokolope, e a sfuggire alla caccia degli americani.
    19 agosto
    Lisbona.Arrivano nella capitale portoghese il gen. Walter Bedell Smith, capo di Stato Maggiore di Eisenhower, e il gen. Kenneth Strong, capo del Servizio Informazioni del comando alleato nel Mediterraneo: sono gli interlocutori ufficiali designati da Roosevelt e Churchill a trattare con il gen. Castellano, l’inviato semiufficiale del governo Badoglio, che dovrà riferire a Roma sulle reazioni degli Alleati di fronte all’intenzione degli italiani di chiedere l’armistizio.
    Germania.In una relazione a Hitler, l’ambasciatore tedesco a Roma Hans Georg von Mackensen esamina la situazione italiana che giudica non preoccupante: “Il desiderio di pace è ampiamente diffuso nel popolo italiano, ma l’attuale governo vuole continuare a combattere perché è consapevole del fatto che è impossibile ottenere la pace senza trasformare tutta l’Italia in un campo di battaglia”.
    Italia.Pesanti bombardamenti alleati su Avellino, Salerno e Foggia causano gravi danni.
    Pacifico.Isole Salomone.I grossi calibri che dall’isola di Baanga tenevano sotto tiro l’aeroporto di Munda, nella Nuova Georgia, sono catturati dalle truppe americane.
    20 agosto
    Lisbona.Terminano i colloqui tra il gen. Castellano e i generali Bedell Smith e Strong: gli Alleati esigono la resa incondizionata dell’Italia. Il rappresentante di Roma ottiene 10 giorni di tempo per comunicare le decisioni al suo governo.
    Italia.Nuovo pesante attacco aereo sulle province di Napoli, Avellino e Salerno.
    Pacifico.Isole Salomone.Prosegue nella Nuova Georgia la liquidazione degli ultimi nidi di resistenza nemici nella zona di Bairoko.
    21 agosto
    Italia.Quadrimotori alleati bombardano Napoli e numerosi centri della provincia causando danni e numerose vittime.
    22 agosto
    Fronte sovietico.I tedeschi, dopo aspri combattimenti e nel timore di essere circondati, evacuano Charkov. La battaglia si sviluppa a sud di Izum e lungo il fiume Mius, dove i tedeschi contengono a stento gli impetuosi attacchi sovietici. Presso il Mius, i russi raggiungono la ferrovia Taganrog-Stalino.
    23 agosto
    Pacifico.Isole Salomone.Tre cacciatorpediniere nipponici diretti alla Baia di Rekata nell’Isola di Santa Isabel per il reimbarco della locale guarnigione (data la pressione americana e il grande dispendio di forze, il QGI ha deciso di evacuare le Salomone centrali e di concentrare uomini e mezzi in quelle settentrionali, in specie a Bougainville) sono avvistati e attaccati da aerei americani, e costretti a invertire la rotta.
    24 agosto
    Canada.Ha termine la Conferenza Quadrant, svoltasi a Quebec. Roosevelt e Churchill, con i loro capi di Stato Maggiore, hanno preso o confermano le seguenti decisioni: la precedenza nelle operazioni contro la Germania sarà data a “Pointblank”, l’offensiva aerea anglo-americana volta a distruggere il potenziale industriale tedesco quale premessa a “Overlord”, l’invasione dell’Europa nord-occidentale, che resta fissata al 1° maggio 1944. Sono approvati i piani d’invasione della penisola italiana, per la quale le forze assegnate dovranno bastare. La grande offensiva contro il Giappone si svolgerà lungo due direttrici, quella del Pacifico centrale e quella del Pacifico sud-occidentale. Nel Pacifico centrale è assegnata la precedenza alle operazioni per la conquista delle Gilbert e delle Marshall. Nell’area del Pacifico sud-occidentale, Rabaul dovrà essere neutralizzata evitandone la conquista, e la Nuova Guinea dovrà pure essere neutralizzata in direzione ovest fino alla base aerea di Wewak.Manus, e la base di Kavieng nella Nuova Irlanda, dovranno invece essere conquistate e servire come trampolini di lancio per ulteriori balzi in avanti.
    Il comando supremo del fronte del Sud-est asiatico sarà assunto dall’amm. lord Louis Mountbatten, che avrà per vice il generale americano Stilwell. Questi tuttavia, per quanto riguarda il fronte cinese, dipenderà come per il passato da Chiang Kai-shek. L’offensiva per la riconquista della Birmania settentrionale sarà iniziata nel febbraio 1944.
    Germania.Himmler, capo delle SS, viene nominato ministro degli Interni del Terzo Reich.
    25 agosto
    Pacifico.Isole Salomone.Gli amencani liquidano l’ultimo nucleo di resistenza giapponese nella Nuova Georgia, a Bairoko.
    26 agosto
    Gli Stati Uniti, come altre nazioni alleate, riconoscono il Comitato Francese di Liberazione Nazionale, ossia De Gaulle.
    Italia.Continuano gli attacchi aerei sulle principali località dell’Italia meridionale.
    27 agosto
    Francia.187 B-17 “Fortezze Volanti” dell’8à Forza aerea USA compiono la loro prima missione sull’Eropa bombardando Watten.
    Italia.Mussolini viene trasferito dall’Isola della Maddalena, non lontano dalle coste della Sardegna nord-occidentale, sul Gran Sasso d’Italia, in Abruzzo.
    Pacifico.Isole Salomone.Un reggimento di fanteria americano sbarca sulla penisola di Nauro, nella parte sud-orientale dell’isola di Arundel.
    28 agosto
    Italia.Grosse formazioni alleate bombardano Taranto, Cosenza, Terni e alcune località della provincia di Napoli.
    Pacifico.Marines e Seabees sbarcano a Nanomea e Nukufetau nelle Isole ElIice. Si inizia la costruzione di un aeroporto.
    29 agosto
    Pacifico.Isole Salomone.Si estende l’occupazione americana nelle isole di Arundel e di Vella Lavella. Frattanto, i cacciatorpediniere del “Tokyo Express”, sfidando le forze aeree e navali americane, sgombrano circa 3400 uomini della guarnigione nipponica di Santa Isabel trasferendoii a Bougainville o nella Nuova Britannia.
    30 agosto
    Italia.Nonostante stia per scadere il termine per l’accettazione della resa incondizionata dell’Italia, stabilito nei colloqui di Lisbona tra il gen. Castellano, Bedell Smith e Strong, il governo italiano non ha ancora preso una decisione. Tramite l’ambasciatore inglese in Vaticano, D’Arcy Osborne, il gen. Castellano viene convocato in Sicilia dagli Alleati.
    Germania.Il gen. Keitel dirama le istruzioni per l’occupazione dell’Italia, quando verrà il momento: “Il compito più importante” sostiene “è il disarmo più rapido possibile dell’esercito italiano... La pacificazione dell’Italia del nord sarà attuata utilizzando le organizzazioni fasciste”.
    Fronte sovietico.Il Fronte occidentale (Sokolovskij), che avanza verso Smolensk, riconquista Jelnja. Il Fronte centrale (Rokossovskij) supera Gluchov, a ovest di Kursk. Nel Sud, sul fronte del Mius, le armate di Tolbuchin riconquistano Taganrog sul Mar d’Azov.
    31 agosto
    Italia.Il gen. Castellano giunge in aereo a Termini Imerese e da qui viene trasferito a Cassibile nei pressi di Siracusa. Iniziano i colloqui: gli italiani tergiversano, chiedono garanzie contro le reazioni tedesche nel momento della firma dell’armistizio. Gli Alleati ribadiscono il punto fondamentale delle loro richieste: l’armistizio dovrà essere proclamato contemporaneamente allo sbarco principale degli Alleati sulla penisola italiana.
    In serata il generale italiano rientra a Roma e riferisce quanto comunicatogli dai delegati militari alleati: “Se il governo italiano insiste nel non voler proclamare la cessazione delle ostilità nello stesso giorno dello sbarco in forze, contrariamente a quanto il gen. Eisenhower ha stabilito con l’approvazione di Londra e di Washington, non avrà più in avvenire alcun potere per trattare con i militari, e quindi per concludere l’armistizio.
    Se ciò avvenisse, si dovrebbe indire una conferenza tra i diplomatici delle nazioni alleate che, meno favorevolmente disposti nei nostri riguardi dei militari, ci imporrebbero condizioni ben più gravi”.



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    Settembre 1943

    1° settembre
    Pacifico.Reparti americani sbarcano sull’Isola Baker (a est delle Gilbert, poco a nord dell’Equatore) che sarà trasformata in una base per le future operazioni nel Pacifico centrale.
    I reparti vi costruiscono una pista per aerei nel giro di una settimana.
    Le basi americane nel Pacifico centrale, da cui i bombardieni possono colpire le Gilbert, sono ora 5: Funafuti, Nanomea e Nukufetau nel gruppo delle Isole Ellice, oltre a Canton e alla stessa Isola Baker.
    Isole Salomone.Elementi avanzati della forza sbarcata su Vella Lavella si spingono fino alla zona di Orete Cove, a circa 25 km dalla testa di sbarco di Barakoma.
    Nuova Guinea.Si intensifica l’offensiva aerea preliminare all’attacco contro Lae. L’azione degli aerei alleati si concentra contro i depositi, gli aeroporti e i trasporti nipponici.


    Il governo italiano invia un telegramma al Comando Alleato in cui si annuncia implicitamente l’accettazione dell’armistizio: “La risposta est affermativa ripeto affermativa. In conseguenza nota persona arriverà mattinata giovedi 2 settembre ora et località stabilita. Punto. Prego confermare”.
    2 settembre
    Fronte sovietico.I sovietici premono in direzione del Dnepr avanzando su un vasto fronte che va dalla zona di Smolensk, a nord, al Mar d’Azov a sud. Raggiungono la linea ferroviaria Brjansk-Konotop, riconquistano Sumy (fra Konotop e Charkov), minacciano direttamente Stalino.
    Italia.Continuano gli attacchi aerei americani sulla Calabria in preparazione dell’invasione alleata: tutti gli aeroporti dell’Italia meridionale, ad eccezione di quello di Foggia, sono neutralizzati.


    Il gen. Castellano parte per Termini Imerese dove prosegue alla volta di Cassibile.
    3 settembre
    Sicilia.Ore 17: a Cassibile, nella grande tenda della mensa dello Stato Maggiore, presente il gen. Eisenhower, il gen. Giuseppe Castellano firma le tre copie dell”’armistizio corto”, “per delega del maresciallo Badoglio”. Per gli Alleati firma il gen. americano Bedell Smith. L’armistizio diverrà effettivo l’8 settembre.
    Italia.Sotto copertura aerea e navale l’8à armata inglese del gen. Montgomery sbarca sulle coste della Calabria tra Reggio e Villa San Giovanni:ha inizio la lunga e devastante risalita delle truppe alleate lungo la penisola.
    L’attacco è in realtà un diversivo tendente ad attirare verso sud,lontano dalla zona di Salerno, le truppe tedesche: ma Kesselring, comandante delle forze tedesche nell’Italia meridionale, non abbocca. La resistenza infatti è nulla: il solo reggimento tedesco posto a difesa delle coste calabre sale sulle montagne ritirandosi verso nord.
    Pacifico.Isole Salomone.Gli americani estendono il loro controllo sull’Isola di Arundel e consolidano la loro testa di sbarco a Vella Lavella, nella zona di Barakoma.
    4 settembre
    Nuova Guinea.Si avvia a conclusione l’azione diversiva impostata dalla 5à div. australiana e dal 162° regg. fanteria americano contro Salamaua, e si apre la grande offensiva contro Lae, la maggiore base nipponica in Nuova Guinea. Dopo un breve bombardamento navale, 2 brigate australiane e alcuni reparti speciali americani sbarcano in due diversi punti distanti rispettivamente 23 e 29 km da Lae, a est di questa. I nipponici non contrastano lo sbarco se non con l’aviazione, che danneggia parecchi mezzi da sbarco ma è poi volta in fuga dall’aviazione alleata, numericamente molto superiore.
    Mentre una brigata australiana si dirige dopo lo sbarco verso Lae, a ovest, alcuni reparti si spingono a est verso Hopoi, per conquistare quella posizione e proteggere il fianco orientale della forza di sbarco.
    Fronte sovietico.Le truppe di Konev e Malinovskij chiudono l’ultima via di uscita che restava ai tedeschi del settore di Charkov conquistando Merefa, nodo ferroviario a sud della città.
    Hitler, arrendendosi per una volta all’evidenza, autorizza l’evacuazione delle residue forze tedesche che tengono la testa di ponte nel Kuban, la "linea azzurra” posscntemente fortificata e minata.
    5 settembre
    Italia.Le forze dell’operazione “Avalanche” (lo sbarco a Salerno) salpano dall’Africa settentrionale verso l’Italia. Una pesante incursione aerea su Napoli causa gravissimi danni.
    Pacifico.Isole Salomone.Combattimenti nell’isola di Arundel, dove gli americani si trovano a dover fronteggiare un’inattesa resistenza da parte dei nipponici.
    Nuova Guinea.Il 503° regg. paracadutisti americano e un distaccamento australiano, trasportati da aerei della 5à Forza aerea USA da Port Moresby, sono lanciati a Nazdab, presso il fiume Markham a nord- ovest di Lae, dopo che i cacciabombardieri hanno provveduto a “ripulire” la zona del lancio.
    Ai paracadutisti si uniscono dopo poche ore reparti australiani provenienti da Tsili Tsili. Si dà subito mano alla costruzione di un campo di atterraggio per accogliere le forze della 7à divisione australiana che vi saranno aviotrasportate. Il campo di Nazdab diventerà presto una delle principali basi aeree alleate nel settore.
    Nella notte sul 6, altre due brigate australiane sbarcano sulla costa a est di Lae.
    6 settembre
    Fronte sovietico.Il Fronte centrale sovietico (Rokossovskij), proseguendo la spinta verso ovest, conquista d’assalto Konotop, importante centro ferroviario sulle linee Kursk-Kiev e Mosca-Odessa. I tedeschi si ritirano combattendo dal bacino del Don facendo la terra bruciata davanti ai sovietici.
    Pacifico.Isole Salomone.Gli americani avanzano nelle penisole di Bomboe e di Stima, energicamente contrastati dalla guarnigione nipponica. Sull’isola di Vella Lavella, un contingente neozelandese viene impegnato nelle operazioni di rastrellamento dei nipponici.
    Cina.Il gen. Stilwell propone al Generalissimo Chiang Kai-shek che le forze nazionaliste collaborino con quelle comuniste per prevenire la prevedibile offensiva nipponica in risposta alle incursioni della 14à Forza aerea USA sui porti della Cina meridionale.
    7 settembre
    Fronte italiano.Le truppe inglesi dell’8à armata avanzano in Calabria sulla strada Nicastro-Catanzaro e a nord in direzione di Pizzo.
    Fronte sovietico.I tedeschi evacuano Stalino. Quanto si è potuto salvare del Gruppo di armate A, ritiratosi dal Caucaso grazie all’abilità manovriera di von Kleist, è affiancato allo Heeresgruppe Sud di von Manstein.
    Pacifico centrale.Il campo d’aviazione di Nanomea (Isole Ellice), appena completato dagli americani, è bombardato da aerei nipponici.
    8 settembre
    Fronte italiano.Alle 18,30, mentre l’operazione "Avalanche” è in pieno svolgimento con i convogli alleati in vista di Salerno (da una settimana la costa campana è sottoposta ad intensi attacchi in preparazione della invasione), da Algeri il gen. Eisenhower comunica la notizia dell’armistizio intervenuto tra gli Alleati e gli italiani. Ecco il testo del breve annuncio:"Qui è il gen. Eisenhower. Il governo italiano si è arreso incondizionatamente a queste forze armate. Le ostilità tra le forze armate delle Nazioni Unite e quelle dell’Italia cessano all’istante. Tutti gli italiani che ci aiuteranno a cacciare il tedesco aggressore dal suolo italiano avranno l’assistenza e l’appoggio delle nazioni alleate”.
    Un analogo annuncio viene fatto alla radio italiana alle 19,45 dal capo del governo maresciallo Pietro Badoglio. Il messaggio al popolo italiano cosi' si conclude: “...Esse [le forze armate italiane] però reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza”.
    Continua dal Sud della penisola italiana l’afflusso delle forze tedesche nel settore di Salerno.
    Fronte sovietico.In un ordine del giorno rivolto a Tolbuchin e Malinovskij, comandanti del Fronte meridionale e del Fronte sud-occidentale sovietici, Stalin esalta la liberazione di tutto il bacino minerario e industriale del Don (Donbass), avvenuta in soli 6 giorni di veementi combattimenti. Nella giornata, i sovietici occupano Stalino, sgombrata dai tedeschi.
    Pacifico centrale.Nell’Isola Baker, è pronta una pista in grado di essere utilizzata dalla caccia.
    Isole Salomone.Il 172° regg. fanteria americano viene rinforzato con un battaglione del 169° per accelerare l’eliminazione dei giapponesi dall’isola di Arundel.
    Nuova Guinea.I reparti della 9à divisione australiana che avanzano verso Lae si trovano di fronte all’ostacolo del fiume Busu in piena e presidiato dai nipponici. Il comando nipponico ordina alle forze rimaste a Salamaua di ripiegare su Lae.
    Frattanto la 5à divisione australiana, che avanza verso Salamaua, raggiunge il fiume Francisco nei pressi dell’aeroporto nipponico di Salamaua.
    9 settembre
    Fronte italiano.Alle 3,30 il gen. Mark Clark dà il via all’operazione “Avalanche”, che prevede lo sbarco delle truppe alleate sulla costa italiana presso Salerno.
    La 1à divisione aerotrasportata si impadronisce di Taranto senza incontrare resistenza.
    La famiglia reale e alcuni rappresentanti del governo italiano, con i capi di Stato Maggiore delle tre armi, lasciano Roma per Pescara (da dove si imbarcheranno per Brindisi).
    A Roma i partiti antifascisti costituiscono il Comitato di Liberazione Nazionale. Nel Cuneese entrano in azione le prime formazioni partigiane di “Giustizia e Libertà”.
    Corsica.Le divisioni Cremona e Friuli respingono i tedeschi a Bastia.
    Fronte sovietico.Avanzando a ovest di Konotop, i russi riconquistano Bachmac sulla linea ferroviaria per Kiev. Più a nord, raggiungono il fiume Desna a sud di Brjansk.
    Pacifico.Isole Salomone.L’amm. Halsey propone l’occupazione delle Isole Treasury e di parte di Choiseul, che potrebbero servire come basi per neutralizzare le basi nipponiche delle Isole Shortland e della parte meridionale di Bougainville. MacArthur respinge la proposta: ancora una volta si manifesta il non sanato “dualismo strategico” fra l’esercito e la marina USA.
    Sull’Isola di Arundel, gli americani sospendono le operazioni della fanteria, martellando con le artiglierie le posizioni nemiche.
    Nuova Guinea.La 9à divisione australiana riesce a forzare il passaggio del fiume Busu e a costituire una testa di ponte sulla sponda opposta.


    I tedeschi assumono il controllo diretto della Croazia, della Grecia, delle coste e isole iugoslave.


    L’Iran dichiara la guerra alle potenze del Tripartito. Aveva rotto le relazioni diplomatiche con la Germania e l’Italia il 16 settembre 1941.
    10 settembre
    Italia.I tedeschi occupano Roma dopo brevi scontri con le truppe italiane. Re Vittorio Emanuele III con la famiglia e il seguito giunge a Brindisi sulla corvetta Baionetta.
    In Calabria il XIII corpo dell’armata di Montgomery giunge sulla linea Catanzaro-Nicastro, mentre le truppe tedesche accelerano la ritirata in direzione di Salerno al fine di rinforzare le difese nel settore dello sbarco alleato.
    Malta.La flotta italiana si arrende formalmente all’ammiraglio Andrew B. Cunningham.
    Fronte sovietico.Con uno sbarco a ovest della città, reparti delle armate di Tolbuchin e Malinovskij prendono da tergo e riconquistano Mariupoi, a ovest di Taganrog, sul Mar d’Azov.
    Dalla testa di ponte di Novorossijsk, la 17à armata tedesca incomincia a ritirarsi in Crimea attraverso lo Stretto di Kerc.
    In questo settore opera il Fronte del Caucaso settentrionale, del gen. Petrov, con l’assistenza delle forze navali del Mar Nero, agli ordini del viceamm. Vladimirskij.
    Pacifico.Isole Salomone.Le truppe americane destinate alla conquista dell’Isola di Arundel, rivelatasi un osso molto più duro del previsto, vengono rafforzate con altri due battaglioni di fanteria.
    Nuova Guinea.La 7à divisione australiana, organizzatasi, dà il cambio al 503° regg. paracadutisti USA a Nazdab e incomincia la marcia in direzione est verso Lae. La grande base nipponica è cosi minacciata sia da ovest che da est.
    11 settembre
    Fronte italiano.La 1à divisione aerotrasportata inglese conquista Brindisi senza incontrare resistenza.
    Sardegna.La guarnigione tedesca dell’isola si imbarca per la Corsica.
    Pacifico.Isole Salomone.Nell’Isola di Arundel, il 27° fanteria della 25à divisione USA sbarca sulla punta occidentale della penisola di Bomboe e avanza verso la base della stessa penisola, dove è schierato il 172° fanteria. Per la prima volta nel Pacifico, gli americani impiegano contro le posizioni nipponiche i nuovi mortai da 105 mm.
    Nuova Guinea.La 5à divisione australiana varca il fiume Francisco presso l’aeroporto di Salamaua. La guarnigione nipponica è in ritirata verso Lae.
    Isole Aleutine.Il gen. Davenport Johnson assume il comando dell’11à Forza aerea americana che dalle basi delle Aleutine ha iniziato un’offensiva contro le Isole Curili, subendo gravi perdite per la reazione della caccia e della contraerea nipponiche.
    12 settembre
    Italia.Mussolini, prigioniero sul Gran Sasso, viene liberato da un Commando tedesco agli ordini del capitano Otto Skorzeny.
    Nuova Guinea.La 9à e la 7à divisione australiane avanzano su Lae da est e da ovest. La 5à occupa Salamaua, l’aeroporto e l’istmo di Salamaua, mentre i nipponici proseguono la ritirata verso Lae.
    13 settembre
    Corsica.A Bastia la resistenza delle divisioni Cremona e Friuli è sopraffatta dalle forze tedesche.
    Cefalonia.La divisione italiana Acqui, al comando del gen. Antonio Gandin, rifiuta di consegnare le armi e decide di difendersi dall’attacco delle truppe tedesche. Oltre 6500 uomini cadono combattendo o sono trucidati dai tedeschi dopo la resa.
    Altri 3000 muoiono in mare, per l’affondamento di tre navi che li portavano prigionieri.


    Mussolini raggiunge Monaco dove può abbracciare la moglie.
    Fronte italiano.Il gen. tedesco Heinrich von Vietinghoff, comandante della 10à armata tedesca, sferra un contrattacco contro la testa di ponte alleata e minaccia di spezzare in due le forze alleate. Il comando della 5à armata USA prepara il piano per un’eventuale evacuazione.
    Nella notte inizia l’afflusso di nuove truppe a rinforzare la testa di sbarco, che si stabilizza.
    Pacifico.Isole Salomone.Dall’isola di Arundel, un battaglione americano si sposta sulla vicina isoletta di Sagekarasa, mentre altri reparti occupano altre piccole isole a ovest di Sagekarasa, a nord-est della penisola di Bomboe.
    Mare Egeo.Truppe britanniche occupano l’Isola di Kos, dove viene subito installata una base della RAF.
    14 settembre
    Germania.Mussolini raggiunge Rastenburg, la Wolfsschanz, la “Tana del lupo” di Hitler. Testimonia il figlio del duce Vittorio Mussolini: “Entrambi, profondamente commossi, si strinsero a lungo la mano”.
    Fronte italiano.Unità della 1à divisione aerotrasportata inglese conquistano Bari.
    La 5à divisione inglese (XIII corpo britannico), proseguendo la marcia verso nord sulla costa tirrenica, giunge a sud di Sapri.
    Pacifico.Isole Salomone.A Vella Lavella, dopo intensa preparazione di fuoco dell’artiglieria, gli americani avanzano nella Baia di Kokolope e occupano Horaniu, già evacuata dal nemico.
    Nell’isoletta di Sagekarasa, presso Arundel, i nipponici contrattaccano energicamente il battaglione amencano sbarcato il giorno prima. Gli americani inviano rinforzi a Sagekarasa, mentre i nipponici completano l’invio di un reggimento da Kolombagara ad Arundel.
    Mare Egeo.Forze inglesi occupano Leros.
    15 settembre
    Fronte sovietico.I sovietici, nel settore centrale, si lanciano all’offensiva in direzione di Smolensk. In direzione di Kiev, il Fronte centrale sovietico conquista Nezin.
    Fronte italiano.La 5à divisione inglese raggiunge Sapri nel tentativo di congiungersi al VI corpo statunitense, sbarcato a sud di Salerno.
    Il gen. Alexander ordina alla 5à armata statunitense di proseguire la avanzata oltre il Volturno.
    Nuova Guinea.Prosegue l’avanzata degli australiani su Lae. Il gen. MacArthur ordina un’operazione, specialmente appoggiata dall’aviazione, per la conquista di Kaiapit e Dumpu.
    16 settembre
    Fronte sovietico.Le truppe del gen. Petrov conquistano le rovine di Novorossijsk. Gran parte della 17à armata tedesca ha potuto ormai passare in Crimea per lo Stretto di Kerc.
    Finisce cosi' l’avventura tedesca nel Caucaso.
    Fronte italiano.Pattuglie della 5à armata americana e dell’8à britannica si ricongiungono nei pressi di Vallo della Lucania. Il gen. tedesco Kesselring, comandante del Gruppo di armate Sud, inizia una cauta ritirata verso nord.
    Egeo.Forze inglesi occupano Samo.
    Pacifico.Isole Salomone.Altri rinforzi, tra cui un battaglione di fanteria e alcuni carri leggeri dei Marines, sono sbarcati nell’isola di Arundel, onde avere finalmente ragione della resistenza nipponica.
    Nuova Guinea.Attaccati dal cielo e dal mare e privi di rifornimenti a causa del blocco degli Alleati, i giapponesi di Lae (7500 uomini più i resti della guarnigione di Salamaua, decimati dai combattimenti) abbandonano furtivamente la posizione e si ritirano verso nord-ovest. Dopo un mese di marcia, giungeranno a Sio, sulla costa nord dell’isola, di fronte alla Nuova Britannia. Gli australiani della 7à e della 9à divisione convergono sulla base abbandonata e la occupano.
    17 settembre
    Francia.Nasce l’Assemblea consultiva francese di Algeri, primo organo “parlamentare” della Francia libera.
    Fronte sovietico.I sovietici entrano a Brjansk, evacuata dai tedeschi.
    Ormai I’OKW è rassegnato alla perdita di vasti territori e reputa essenziale che la Wehrmacht riesca a tenere la linea del Dnepr.
    Fronte italiano.Il XIII corpo inglese avanza verso la linea Potenza-Auletta.
    Continuano gli attacchi di unità del VI corpo USA contro Altavilla.
    Pacifico.Isole Salomone.Si seguita a combattere nell’Isola di Arundel e nella vicina Sagekarasa; intensa l’attività di artiglieria. A Port Moresby, a una conferenza dei comandi alleati, il gen. MacArthur sostiene la necessità di impadronirsi al più presto di una testa di sbarco nell’Isola di Bougainville per stabilirvi una grande base grazie alla quale sarebbe possibile acquistare il controllo dell’intera area del Pacifico sud-occidentale e prendere lo slancio verso il Pacifico centrale.
    Nuova Guinea.La 9à divisione australiana, secondo le decisioni del Quartier Generale dell’Area del Pacifico sud-occidentale, sarà impiegata per uno sbarco in forze a Finschhafen da effettuarsi il 22. Finschhafen, all’estremità della penisola che chiude la parte nord del Golfo di Huon, servirà come base avanzata per l’aviazione e per le unità leggere della marina.
    18 settembre
    Fronte sovietico.Il centro ferroviario di Pavlograd, a est di Dnepropetrovsk, è riconquistato dai sovietici.
    Fronte italiano.Gli americani entrano ad Altavilla mentre la 45à divisione statunitense (VI corpo) entra a Persano senza incontrare resistenza.
    Pacifico.Isole Salomone.Il comando delle operazioni nell’isola di Vella Lavella è assunto dal generale neozelandese H.E. Barrowclough, in sostituzione dell’americano McClure.
    La XIV brigata neozelandese manovra allo scopo di aggirare il nemico in ritirata, ma i giapponesi riusciranno alla fine a sganciarsi e ad abbandonare l’isola. Ad Arundel, gli americani schierano nuove forze alla base della penisola di Stima.
    Pacifico centrale.Aerei decollati da portaerei USA bombardano Tarawa, Makin e Abemama, nel gruppo delle Isole Gilbert.
    19 settembre
    Fronte sovietico.Il Fronte di Kalinin (Eremenko) e il Fronte occidentale (Sokolovskij), proseguendo gli attacchi contro lo Heeresgruppe Centro (von Kluge), liberano larcevo e Duehovscina, minacciando ormai Smolensk, a ovest di Mosca. Nel settore meridionale, i tedeschi ripiegano sul Dnepr cedendo ai sovietici Priluki, Pirjatin, Lubny, Chorol, Krasnograd.
    Fronte italiano.Le truppe del XIII corpo britannico raggiungono la linea Auletta-Potenza.
    I tedeschi incendiano Boves, in provincia di Cuneo, e trucidano per rappresaglia 32 civili. Con quest’episodio ha inizio la lotta partigiana anche in Italia.
    Nuova Guinea.Dopo strenui combattimenti, reparti australiani conquistano Kaiapit e respingono reiterati contrattacchi nipponici.
    20 settembre
    Fronte sovietico.Le truppe sovietiche del Fronte di Kalinin conquistano Veliz, a nord-ovest di Smolensk.
    Fronte italiano.Il VI corpo statunitense (5à armata) viene affidato al comando del gen. John P. Lucas.
    Pacifico.Isole Salomone.I reparti impegnati nell’isolotto di Sagekarasa, presso Arundel, scoprono che i nipponici hanno abbandonato nottetempo le posizioni, lasciando libero il campo.
    21 settembre
    Fronte sovietico.Le forze di Rokossovskij liberano Cernigov, tra Gomel e Kiev, già distrutta dalla Luftwaffe nel 1941.
    Fronte italiano.Il gen. Alexander traccia il piano per le operazioni future. Le fasi previste sono 4:
    1)Consolidamento delle posizioni sulla linea Salerno-Bari
    2)Conquista di Napoli e Foggia
    3)Conquista di Roma
    4)Eventuale attacco contro Firenze e Arezzo.
    I tedeschi completano l’evacuazione della Sardegna passando in Corsica.
    Nuova Guinea.Una brigata australiana salpa da Lae per l’occupazione di Finschhafen; un’altra procede da Lae verso la Baia di Langemak, e altre due sono aerotrasportate da Nazdab a Kaiapit per inseguire la guarnigione nipponica di Lae che sta ritirandosi lungo la valle del fiume Markham.
    22 settembre
    Fronte sovietico.I tedeschi annunciano l’evacuazione di Poltava, a ovest di Charkov, ormai non più difendibile contro l’avanzata del Fronte della steppa (Konev). Prima di evacuare la città, hanno provveduto a una completa opera’ di demolizione.
    Cefalonia.Le truppe italiane della divisione Acqui depongono le armi: i tedeschi per vendetta massacrano 5000 tra soldati e ufficiali italiani che, sommati ai 1200 (più 446 ufficiali) morti in combattimento e ai 3000 deceduti in seguito all’affondamento dei piroscafi che li trasportano nei Lager della Germania, porta a 9646 il numero delle vittime della resistenza ai tedeschi. Una vera e propria ecatombe: la divisione Acqui si è dissolta letteralmente.
    Fronte italiano.Il X corpo britannico (5à armata USA) riceve l’ordine di marciare su Napoli mentre il VI corpo statunitense si dirige verso la linea Avellino-Teora preparandosi a proseguire in direzione di Benevento.
    Nel settore dell’8à armata giunge dall’Africa l’8à divisione indiana.
    Pacifico.L’amm. Halsey chiede al contramm. Wilkinson (che comanderà le forze di sbarco) di preparare piani dettagliati per l’invasione delle Salomone settentrionali. In seguito sarà deciso di occupare le Isole Treasury e la Baia dell’Imperatrice Augusta nell’Isola di Bougainville.
    Pacifico sud-occidentale.Il comando di questo settore, che dipende da MacArthur, emana le direttive per l’operazione “Dexterity”, ossia lo sbarco a Capo Gloucester, all’estremità occidentale della Nuova Britannia. All’altro capo dell’isola si trova l’importantissima base nipponica di Rabaul. All’operazione parteciperanno anche paracadutisti e truppe aviotrasportate. La data d’inizio è fissata al 20 novembre. Sarà in seguito spostata al 26 dicembre.
    Nuova Guinea.Una forza anfibia di cacciatorpediniere e battelli da sbarco, comandata dal contramm. americano Barbey, sbarca nelle prime ore del mattino, dopo una breve preparazione di artiglieria navale, la XX brigata della 9à divisione australiana alla foce del fiume Song, 10 km a nord di Finschhafen. I nipponici hanno tentato con i loro aerei di attaccare il convoglio in navigazione, ma sono stati respinti dagli aerei alleati che ora proteggono anche lo sbarco e la marcia verso Finschhafen.
    23 settembre
    Italia.Ridotto a un fantoccio nelle mani di Hitler, Mussolini proclama la “Repubblica Sociale Italiana” formando un nuovo governo fascista la cui autorità si estende sul territorio della penisola occupato dai tedeschi.
    L’italia deve tuttavia cedere in amministrazione diretta alla Germania la città di Trieste, l’Istria e il Trentino-Alto Adige.
    La 5à armata USA inizia un’avanzata generale verso nord: il X corpo inglese attacca verso il Passo Nocera- Pagani e sulla strada Salerno-San Severino, ma la ferma reazione tedesca rallenta notevolmente l’avanzata alleata.
    Le truppe dell’8à armata del gen. Montgomery occupano Altamura, scacciandone i tedeschi.
    Fronte sovietico.Le truppe di Konev entrano a Poltava, evacuata dai tedeschi, e proseguono l’avanzata verso ovest, premendo in direzione di Kremencug.
    Nuova Guinea.La XX brigata australiana, sbarcata il giorno prima presso Finschhafen, avanza verso questa località conquistando un aeroporto e raggiungendo il fiume Bumi, dove i nipponici hanno costituito una robusta linea difensiva.
    24 settembre
    Fronte sovietico.Aspri combattimenti sono in corso in prossimità di Smolensk e di Roslavl, di cui l’OKW annuncia l’evacuazione.
    i sovietici non fanno ancora menzione dell’occupazione di Roslavl.
    Pacifico.lsole Salomone.I primi aerei alleati atterrano all’aeroporto di Vella Lavella.
    Nuova Guinea.Aerei nipponici attaccano con discreti risultati navi alleate che trasportano rifornimenti alla testa di ponte di Finschhafen. La XX brigata australiana sfonda le linee nipponiche sul fiume Bumi a nord di Finschhafen.
    25 settembre
    Fronte sovietico.Le truppe del Fronte occidentale sovietico (Sokolovskij) occupano Smolensk e Roslavl. La 4à armata tedesca, arretrata a ovest di Smolensk, regge la forte spinta sovietica in direzione del fiume Orsa.
    Nel settore meridionale, i sovietici hanno raggiunto il Dnepr.
    26 settembre
    Fronte italiano.Il X corpo britannico continua gli attacchi per penetrare nella pianura di Napoli.
    Pattuglie del XIII corpo britannico (8à armata del gen. Montgomery) conquistano Canosa.
    Nuova Guinea.I nipponici lanciano violenti contrattacchi contro gli australiani nel settore di Finschhafen.
    27 settembre
    Fronte sovietico.Nel Kuban, i sovietici occupano la sponda settentrionale dell’omonimo fiume e conquistano Temruk (sul Mar d’Azov) nella penisola di Taman, riducendo ai minimi termini la testa di ponte della 17à armata tedesca.
    Italia.La popolazione di Napoli insorge contro i tedeschi che hanno fatto della città una loro “riserva di caccia” saccheggiando negozi, requisendo i mezzi pubblici di trasporto, rastrellando migliaia di cittadini da inviare al lavoro coatto. La scintilla scocca nel pomeriggio quando l’ennesimo saccheggio da parte delle truppe tedesche, in un grande magazzino della centralissima via Roma, provoca la reazione di alcuni uomini che, asserragliatisi nel negozio, sparano sui tedeschi. Questi, ritirandosi, rispondono al fuoco e sparando all’impazzata uccidono un giovane che passa nei paraggi. In breve gli scontri si propagano in tutta la città.
    A Brindisi si incontrano i generali alleati Bedell Smith, Macmillan e Murphy con i delegati italiani Badoglio, Ambrosio, Acquarone per mettere a punto l’incontro che il capo del governo italiano Badoglio avrà con Eisenhower a Malta per la firma dell’ “armistizio lungo”.
    Le truppe dell’8à armata inglese di Montgomery entrano a Foggia e occupano il suo aeroporto, fondamentale obiettivo delle forze alleate.
    Germania.L’8à Forza aerea statunitense bombarda Emden.
    28 settembre
    Italia.A Napoli, al Vomero si costituisce il Fronte Unico Rivoluzionario, un organismo ufficiale che prende in mano le fila dell’insurrezione: la sede è il liceo Sannazzaro, il comando affidato ad Antonio Tarsia, un operaio di 70 anni.
    Nel frattempo il colonnello Scholl, comandante la piazza di Napoli, ha messo in azione contro gli insorti i Panzer “Tigre” nella speranza di poter domare la rivolta. A prezzo di gravi perdite, 8 Panzer sono immobilizzati dagli insorti e incendiati, e impediscono il transito a quelli che li seguono. Si alzano barricate, la lotta è furibonda.
    Fronte italiano.Nel settore in cui opera la 5à armata USA, il X corpo britannico e il VI americano sono in grado di riprendere gli attacchi rispettivamente in direzione di Napoli e Avellino. La XXIII brigata corazzata avanza in direzione di Castellammare di Stabia mentre i Rangers conquistano Sala Consilina.
    Pacifico.Isole Salomone.Nella notte sul 29, i nipponici iniziano l’evacuazione dell’Isola di Kolombagara, le cui basi sono ormai diventate inutili a causa della strategia del “salto della rana” adottata dagli americani.
    29 settembre
    Fronte sovietico.Le truppe di Konev (Fronte della steppa) forzano il Dnepr a Kremencug e conquistano questa città. Anche la vitale “linea del Dnepr” sta dunque per cedere, Rokossovskij e Vatutin avanzano verso Kiev.
    Italia.A Napoli continuano furiosi combattimenti tra gli insorti napoletani e le truppe tedesche: gli scontri più violenti avvengono nella zona di piazza Carità, negli alberghi “Universo” e “Bologna” e al campo sportivo del Vomero dove sono concentrati i nuclei germanici. Viene attaccato ripetutamente anche l”’Hotel Parco”, quartier generale del colonnello Scholl, comandante la piazza.
    I tedeschi rispondono con i “Tigre” che sono riusciti a penetrare nel centro della città. Nel corso della notte, il colonnello Scholl incontra il “capitano” degli insorti Stimolo per trattare una tregua che viene fissata per le 7 del 30 settembre.
    Fronte italiano.Il gen. Eisenhower e il maresciallo Badoglio firmano l”’armistizio lungo”.
    Il gen. Alexander dirama le istruzioni per le future operazioni. Sono previste due fasi: la prima riguarda la conquista di Napoli e l’avanzamento del fronte sulla linea Sessa Aurunca- Venafro- Isernia- Castropignano-fiume Biferno-Termoli; la seconda prevede l’avanzata sulla linea Civitavecchia-Terni-Visso-San Benedetto del Tronto.
    Nell’area di azione del VI corpo americano, reparti della 3à divisione convergono su Avellino e iniziano nella notte l’assalto contro la città.
    Cina.Il gen. Stilwell divulga il “programma per la Cina”, in cui raccomanda la ricostituzione, con l’aiuto americano, di 60 divisioni dell’esercito nazionalista.
    30 settembre
    Fronte sovietico.Il governo sovietico dichiara ufficialmente che l’Armata Rossa avanza in Ucraina su Kiev e in Bielorussia su Vitebsk, Gomel e Mogilev. Il settembre ha visto la liberazione di vastissimi territori; il mese successivo vedrà il forzamento del Dnepr, e anche una ben più decisa resistenza tedesca.
    Fronte italiano.Nonostante la tregua sottoscritta nella notte tra il colonnello Scholl e il “capitano” Stimolo, continuano i duri combattimenti a Napoli. Verso le 11 giunge la notizia che gli Alleati sono alle prime case nella zona meridionale della città.
    Il V corpo d’armata inglese (5à armata USA) ha circondato il Vesuvio.
    Avellino viene conquistata dalle truppe del VI corpo americano (5à armata USA).



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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Ottobre 1943

    1° ottobre
    Fronte sovietico.Durante la prima settimana di ottobre, le armate del Fronte centrale, del Fronte della steppa e del Fronte sud-occidentale sovietici esercitano un’intensa pressione sugli Heeresgruppen Centro e Sud lungo la grande ansa del Dnepr, riuscendo a forzare il passaggio e a stabilire piccole teste di ponte in prossimità di Kiev, Kremencug e Dnepropetrovsk.
    Fronte italiano.In mattinata i King’s Dragoon Guards, del X corpo britannico, entrano a Napoli senza incontrare resistenza. Il XIII corpo britannico (5à armata) occupa gli aeroporti di Foggia e punta verso la linea Vinchiaturo-Termoli: la 75à divisione lungo la costa e la 1à divisione canadese all’interno, attraverso le montagne.
    Austria.Bombardieri alleati sganciano 187 t di bombe su Vienna.
    2 ottobre
    Fronte italiano.Nel settore in cui opera il VI corpo USA, mentre la 3à divisione si dirige verso il fiume Volturno (sulla sinistra dello schieramento), la 34à e la 45à divisione muovono su direttrici separate verso Benevento, importante ganglio stradale.
    Nella notte Commandos alleati sbarcano presso Termoli e si impadroniscono del porto e della città: immediatamente si affianca loro la 75à divisione inglese che, portandosi verso nord lungo la costa, stabilisce una testa di ponte oltre il fiume Biferno.
    Pacifico centrale.La 27à divisione USA, che doveva tenersi pronta per l’invasione dell’Isola di Nauru, riceve l’ordine di preparare i piani per la conquista di un nuovo obiettivo (proposto dal viceamm. Spruance all’amm. Nimitz), ossia l’atollo di Makin nel gruppo delle Gilbert.
    Isole Salomone.Nella notte sul 3, i nipponici completano, col loro “Tokyo Express” invano ostacolato dalla marina e dall’aviazione USA, l’evacuazione della loro guarnigione (circa 9400 uomini) da Kolombagara.
    Nuova Guinea.La XX brigata australiana conquista dopo duri combattimenti il villaggio e il porto di Finschhafen, congiungendosi con la XXII brigata che nel frattempo è avanzata da Lae.
    3 ottobre
    Fronte italiano.Nel settore del VI corpo, la 34à divisione e il 133° fanteria conquistano Benevento e stabiliscono una testa di ponte oltre il fiume Calore.
    Nel settore di Termoli i tedeschi inviano rinforzi (la 16à Panzerdivision che operava sul Voltumno) nel tentativo di ricacciare al di là del fiume Biferno gli inglesi: si accende una violentissima battaglia. Nella notte una brigata della 78à divisione sbarca nel settore in cui gli inglesi hanno conquistato la testa di ponte. Nel frattempo la 1à divisione canadese, ostacolata dal terreno, si trova a circa 20 km da Vinchiaturo.
    Sul Volturno la 16à Panzerdivision viene sostituita con la 3à divisione Panzergrenadiere.
    4 ottobre
    Fronte italiano.Corsica: truppe italiane e francesi riconquistano Bastia; tutta l’isola è sotto il controllo delle forze alleate.
    5 ottobre
    Fronte italiano.Sulla costa adriatica, dove opera il XIII corpo della 8à armata britannica, continua la battaglia attorno alla testa di ponte del Biferno presso Termoli, con i tedeschi che entrano temporaneamente nella stessa Termoli.
    Pacifico.Una Task Force americana formata da 6 portaerei, 7 incrociatori, 24 cacciatorpediniere e navi ausiliarie, al comando del contramm. A.E. Montgomery, bombarda dal mare e dal cielo l’Isola di Wake (quella che il 23 dicembre 1941 l’amm. Kajioka, prendendone uflicialmente possesso in nome dell’imperatore, ha ribattezzato “Isola degli uccelli”). L’attacco, altamente distruttivo, viene ripetuto l’indomani.
    6 ottobre
    Fronte italiano.La 5à armata americana raggiunge la riva meridionale del Volturno, concludendo in maniera felice un’altra fase dell’avanzata lungo la penisola italiana. Truppe della 10à divisione britannica, aggregata alla 5à armata USA, si impadroniscono di Capua.
    Pacifico.Isole Salomone.La conquista delle Salomone centrali da parte degli americani può considerarsi un fatto compiuto con lo sbarco indisturbato di reparti della 25à divisione a Kolombagara, ormai evacuata dai nipponici. A esclusione di Vella Lavella, la cui occupazione non è ancora completa, la campagna è costata agli americani 1100 morti e circa 4000 feriti, ai giapponesi almeno 2483 morti (contati dagli americani). Gli Alleati dispongono ora di quattro aeroporti (Munda, Barakoma, Segi, Ondonga) da cui i loro aerei possono attaccare il prossimo obiettivo, Bougainville.
    Nuova Guinea.Elementi della 7à divisione australiana prendono, con inattesa facilità, la posizione di Dumpu, ove sarà allestito un campo per gli aerei da caccia.
    7 ottobre
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i sovietici occupano Nevel, centro ferroviario a nord di Vitebsk. Su tutto il fronte si irrigidisce la resistenza tedesca, e l’avanzata russa diventa assai meno spettacolare.
    Fronte italiano.La 5à armata americana inizia i preparativi per l’attacco alla linea del Volturno. La data dell’operazione è fissata per la notte tra il 9 e il 10 (poi spostata alla notte sul 13). Intanto le truppe rinforzano le loro posizioni sulla riva meridionale del fiume.
    8 ottobre
    Germania.In un massiccio attacco aereo, 357 bombardieri dell’8à Forza aerea americana attaccano Brema e Vegesack.
    9 ottobre
    Fronte sovietico.Il Fronte del Caucaso settentrionale (Petrov) liquida ogni residua resistenza dei tedeschi nella penisola di Taman.
    10 ottobre
    *****
    11 ottobre
    Fronte sovietico.Le truppe del Fronte di Brjansk (Popov) stringono la loro morsa intorno a Gomel, di cui riescono a conquistare un sobborgo.
    Ma la resistenza tedesca è estremamente tenace.
    Fronte italiano.Nel settore orientale dello schieramento alleato, ove opera l’8à armata britannica di Montgomery, viene affidato al V corpo (78à divisione e 8à divisione indiana) il fianco destro dello schieramento alleato, mentre il XIII corpo presidia il settore centrale.
    12 ottobre
    Pacifico.Nuova Britannia.La 5à Forza aerea USA, grazie al possesso dei nuovi aeroporti nelle Salomone centrali, come quelli di Munda e di Barakoma, è in grado di iniziare una grande offensiva strategica volta a isolare e neutralizzare l’intero arcipelago delle Bismarck.
    Fronte italiano.Nella notte sul 13, le truppe della 5à armata americana iniziano gli attacchi contro i tedeschi sul Volturno su un fronte di circa 60 km.
    13 ottobre
    Madrid.L’ambasciatore italiano a Madrid consegna la dichiarazione di guerra del governo Badoglio all’ambasciatore tedesco: in conseguenza di ciò l’italia viene accolta tra gli Alleati nello status alquanto ibrido di “cobelligerante”.
    Fronte italiano.Reparti della 5à armata statunitense riescono a stabilire alcune teste di ponte sulla riva nord del Volturno, ma i movimenti delle truppe sono resi estremamente difficili dalle condizioni disastrose del terreno che le piogge incessanti hanno trasformato in un pantano.
    D’altra parte, le tre unità tedesche cui è affidata la difesa della linea difensiva sul Volturno (XIV corpo corazzato del gen. Hans Hube) e cioè la 15à divisione corazzata, la divisione corazzata Hermann Gòring e la 3à divisione (rispettivamente schierate a occidente, al centro e ad oriente dello schieramento) oppongono una fiera resistenza alle unità alleate del gen. Clark.
    Nel settore in cui opera il X corpo britannico, sulla sinistra del fronte anglo-americano, mentre la 46à divisione tenta di sfondare in direzione di Cancello, la 7à divisione corazzata e la 56à divisione, rispettivamente al centro e sulla destra, compiono alcune azioni diversive in direzione di Grazzanise e Capua. Hanno successo i tentativi della 46à divisione, che riesce a stabilire una testa di ponte nel settore costiero, e della 7à divisione corazzata che conquista alcune posizioni verso Grazzanise: la 56à invece è inchiodata e non riesce spingersi oltre Capua.
    Sulla destra del punto di attacco, la 3à e la 34à divisione USA, del VI corpo statunitense, riescono ad attraversare il Volturno: la prima conquista i monti Majulo e Caruso e la piana di Caiazzo e la 34à stabilisce una testa di ponte dalla piana di Caiazzo al punto in cui il fiume Calore sfocia nel Volturno. Sul fianco destro, la 45à divisione americana supera il Monte Acero.
    14 ottobre
    Fronte sovietico.Le truppe di Malinovskij (Fronte sud-occidentale sovietico) conquistano dopo aspri combattimenti Zaporozje, importante centro industriale ucraino a sud di Dnepropetrovsk. Più a sud, le truppe del Fronte meridionale di Tolbuchin si battono nei sobborghi di Melitopol. Scopo dei sovietici è isolare nella penisola di Crimea la 17à armata tedesca appena evacuata dalla penisola di Taman.
    Germania.Circa 300 bombardieri dell’8à Forza aerea americana attaccano le fabbriche di cuscinetti a sfere di Schweinfurt. I danni non sono particolarmente gravi, mentre dei velivoli attaccanti ben 60 vengono abbattuti e 138 più o meno danneggiati.
    Fronte italiano.Il gen. Clark, comandante la 5à armata USA, sposta verso est la linea che divide idealmente i suoi due corpi d’armata, il X britannico e il VI americano, cambiando di conseguenza il piano di attacco. L’operazione è dovuta al fatto che la 56à divisione britannica non riesce a sfondare in direzione di Capua: con la mossa di Clark la 56à divisione può usare uno dei ponti costruiti sul Volturno dalla 3à divisione americana e, quindi, superare il fiume all’altezza del monte Triflisco. Intanto la 3à divisione americana, che nella mattinata si è assicurata una testa di ponte profonda quasi 7 Km, dirige i suoi attacchi su Dragoni, assieme alla 34à divisione.Il V corpo americano avanza a cavalcioni del Volturno verso il settore Venafro-Isernia, conquistando l’alta valle del Volturno.
    Nel settore del XIII corpo britarinico (8à armata di Montgomery), Campobasso viene occupata dalla 1à divisione canadese.
    15 ottobre
    Fronte italiano.Attraversato il Volturno, la 56à divisione inglese (X corpo britannico) si ricongiunge alle altre unità della 5à armata che stanno tentando di avanzare sul crinale che le divide dai fiumi Rapido e Garigliano. A nord del Volturno il XIV Panzerkorps tedesco del gen. Hans Hube ha predisposto tre linee difensive fortificate: la cosiddetta linea Barbara, appena delineata, che va dal Monte Massico alle alture del Matese passando attraverso Teano e Presenzano; la linea Reinhard (Bernhard), notevolmente più lunga e robusta della prima, formata da un’ampia fascia di appostamenti fortificati difensivi, che congiunge la foce del Garigliano a Castel di Sangro, appoggiandosi ai monti la Difensa, Maggiore e Camino nella zona tra Presenzano e Sant’Ambrogio, e al Monte Sammucro, a ovest di Venafro; infine, più a nord, la linea Gustav, il più solido dei tre schieramenti difensivi che segue i fiumi Garigliano e Rapido appoggiandosi alle posizioni naturalmente fortificate di Montecassino, poi procede in direzione nord per terminare sulla costa adriatica a sud di San Vito passando attraverso Roccaraso e Casoli : dietro le linee, la 10à armata del gen. Vietinghoff con il XIV corpo corazzato del gen. Hube a sud e il LXXI corpo corazzato del gen. Trangott Herr a nord.
    16 ottobre
    Nuova Guinea.Grazie a un documento nemico catturato, la 9à divisione australiana ha potuto prendere le necessarie misure per respingere una serie di furiosi contrattacchi che i nipponici lanciano dal loro caposaldo di Sattelberg, che domina Finschhafen.
    Cina.L’amm. Mountbatten, comandante supremo alleato per il Sud- est asiatico, giunge a Chungking, capitale provvisoria della Cina nazionalista, per conferire col Generalissimo Chiang Kai-shek.
    Inghilterra.Il generale americano Brereton assume il comando della neocostituita 9à Forza aerea USA.
    17 ottobre
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, l’Armata Rossa infrange le linee tedesche a Kremencug e preme in direzione di Krivoj Rog, più a sud. L’obiettivo è sempre quello di isolare la Crimea.
    Fronte italiano.Reparti della 3à divisione americana, dopo alcuni scontri, si impadroniscono di Liberi e Villa, abbandonate dai tedeschi.
    Elementi della 34à divisione americana occupano Alvignano.
    18 ottobre
    Fronte italiano.Continua l’avanzata delle divisioni americane 3à e 34à (VI corpo USA) in direzione di Dragoni: occupata Roccaromana, le due unità si preparano a compiere l’attacco decisivo per conquistare Dragoni e i ponti sul Volturno.
    Pacifico.Isole Salomone.Cospicue forze aeree americane effettuano una pesante incursione sulla base nipponica di Buin, a Bougainville.
    Rinnovano anche, con notevoli effetti, l’incursione su Rabaul, nella Nuova Britannia. Il generale Hyakutake, Comandante la 17à armata nipponica, predispone le sue forze, circa 33.000 uomini, per la difesa di Bougainville. 25.000 sono concentrati nella parte sud dell’isola, presso gli aeroporti di Buin e di Kahili, 5000 sulla costa nord, circa 3000 sulla costa orientale (dove le foci di vari fiumi si prestano a eventuali sbarchi). Piccole guarnigioni presidiano la poco accessibile costa occidentale.
    19 ottobre
    Si riuniscono a Mosca i ministri degli Esteri sovietico (Molotov), americano (Cordell-Hull) e britannico (Eden). Rappresentanti cinesi saranno ammessi saltuariamente alle riunioni, quando verranno esaminati problemi di specifico interesse per la Cina.


    A Washington viene sottoscritto il 3° Protocollo di Londra, che proroga al 30 giugno 1944 l’assistenza americana all’URSS. Gli Stati Uniti forniranno all’Unione Sovietica 2.700.000 t di rifornimenti attraverso i porti russi sul Pacifico, e altre 2.400.000 t attraverso il Golfo Persico.
    Fronte italiano.All’alba reparti della 34à divisione USA (VI corpo americano) iniziano l’attacco contro Dragoni scoprendo, peraltro, che i tedeschi si sono ritirati nella notte.
    Nuova Guinea.Nuovi violenti attacchi nipponici nella zona di Finschhafen sono contenuti dalla 9à divisione australiana con l’appoggio dell’artiglieria.
    20 ottobre
    Nuova Guinea.La XXVI brigata australiana giunge via mare di rinforzo alla 9à divisione, severamente impegnata dal nemico a Finschhafen.
    Giappone.Il Quartier Generale Imperiale decide l’invio di poderosi rinforzi aerei a Rabaul per ritardare l’avanzata americana mentre viene rinforzata la “seconda linea” difensiva nipponica nel Pacifico centrale.
    L’amm. Koga, successore di Yamamoto, decide l’invio di forze navali (non adeguate) nel settore delle Salomone e della Nuova Britannia.
    In campo americano, l’amm. Halsey ha convenuto con la tesi del gen. MacArthur, che non sia possibile “saltare” Bougainville come è stato fatto con Kolomhagara, e infatti gli americani si preparano all’invasione della grande isola, da cui sarà molto più facile conquistare o neutralizzare la nuova Britannia.
    Fronte italiano.Nel settore del VI corpo (5à armata USA), Alife e Piedimonte d’Alife vengono conquistate rispettivamente dalla 34à e dalla 45à divisione statunitense. Mentre la 3à divisione americana continua la sua marcia verso nord contro Mignano a ovest del Volturno, la 34à si dirige verso Capriati al Volturno, a est del fiume.
    21 ottobre
    *****
    22 ottobre
    Germania.Kassel, importante centro per la produzione di carri armati e locomotive, viene rasa al suolo al 65% dai bombardieri alleati. La produzione industriale è paralizzata per 3 mesi.
    Fronte italiano.Nella notte un battaglione della 78à divisione (8à armata britannica), supera il fiume Trigno: si tratta della prima azione dell’8à armata dopo la riorganizzazione del settore voluta dal comandante gen. Montgomery.
    23 ottobre
    Fronte sovietico.La dura battaglia per Melitopol si conclude vittoriosamente per le forze sovietiche del gen. Tolbuchin. Tuttavia i sovietici non riusciranno nel corso del mese a raggiungere il loro obiettivo, l’isolamento della Crimea.
    24 ottobre
    Fronte italiano.Unità della 34à divisione americana entrano a Sant’Angelo. Si tratta tuttavia di una delle poche azioni coronate da successo in questa fase della battaglia : i tedeschi infatti continuano a rallentare l’avanzata alleata con intelligenti e poco costose azioni di disturbo.
    25 ottobre
    Fronte Sovietico.Malinovskij, con un attacco di sorpresa, riesce a forzare il passaggio del basso Dnepr a Dnepropetrovsk.
    Nuova Guinea.Non avendo altre forze da gettare nell’attacco, i nipponici incominciano a ritirarsi Verso il loro caposaldo di Sattelberg. a nord di Finschhafen.
    26 ottobre
    Pacifico.Il gruppo d’assalto delle Is. Treasury. parte della Task Force 31 del contramm. Wilkinson,salpa per I'obiettivo.
    27 ottobre
    Pacifico.Una brigata della 3à divisione neozelandese sbarca sulle Isole Stirling e Mono, nel gruppo delle Treasury. La prima isola è totalmente sguarnita, la seconda è difesa da pochi giapponesi che si danno alla fuga. L’operazione è appoggiata da aerei di base nella Nuova Georgia.
    Nella notte sul 28, il Il battaglione paracadutisti dei Marines sbarca sull’Isola di Choiseul e nei giorni successivi svolge attività dimostrative per fingere la presenza di forze molto superiori. Ciò non trae in inganno i nipponici se non per qualche giorno.
    Infatti Radio Tokyo annuncia l’indomani lo sbarco di 20.000 americani a Choiseul. Ma presto alla strategia della sorpresa si sostituisce la guerra di Iogoramento.
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe A (operativamente subordinato allo Heeresgruppe Sud) contrattacca nella zona di Melitopol per stabilizzare le posizioni davanti a Nikopol e Krivoj Rog e consentire lo sgombero della Crimea da parte dei tedeschi (e romeni) della 17à armata. Lo sgombero avrà inizio il 1° novembre.
    28 ottobre
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    29 ottobre
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Centro (al cui comando il feldmaresciallo Busch ha sostituito von Kluge) si batte con grande energia per contenere il nemico presso il fiume Orsa (con la 4à armata) e davanti a Vitebsk (con la 3à Panzerarmee).
    30 ottobre
    Si conclude la Conferenza di Mosca tra i ministri degli Esteri di Unione Sovietica, Gran Bretagna e Stati Uniti d’America. Viene confermato il principio della "resa incondizionata" della Germania, nonché la voIontà di fondare un’organizzazione internazionale per la tutela della pace. Si decide anche di istituire a Londra una Commissione consultiva europea per lo studio dei problemi che insorgeranno nel continente alla cessazione delle ostilità.
    Fronte italiano.La 34à divisione americana (VI corpo USA) continua la sua faticosa marcia verso nord.
    31 ottobre
    Fronte italiano.Mentre nel settore in cui opera la 7à divisione corazzata e la 46à divisione di fanteria (X corpo britannico), continuano gli attacchi contro i Monti Massico e Santa Croce, la 56à divisione, che occupa il fianco destro del X corpo, conquista Teano.



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