Billions - Recensione


Davvero promettente l’inizio di Billions, la nuova serie trasmessa da Showtime, versione ultramilionaria (beh, miliardaria) e stilosa del poliziotto che dà la caccia al criminale. Chuck Rhoades (Paul Giamatti) è uno spietato procuratore distrettuale di New York, uno che non si fa troppi problemi a trattare la SEC (Securities And Exchange Commission) a pesci in faccia, o a usarla come mastino per portare a casa una condanna; comanda un ufficio che si occupa di indagare sugli uomini più ricchi d’America, gli investitori e i banchieri, e vanta un record immacolato di condanne di colletti bianchi. Nonostante questo, guadagna otto volte meno della bellissima moglie Wendy (Maggie Siff), analista e “motivatrice” per Bobby Axelrod (Damian Lewis) e la sua compagnia di investimento, Axe Capital. Bobby è uno degli uomini più ricchi e popolari d’America. La precedente sede della sua società era in una delle Torri Gemelle abbattute l’11 settembre, e lui è uno dei pochi sopravvissuti all’attacco terroristico; da allora, si occupa di finanziare gli studi dei figli dei suoi colleghi morti. Un gesto di grande umanità di cui non ha mai parlato in pubblico, nonostante la sua figura sia tra le più rilevanti nel paese. Dietro l’immagine del buon padre di famiglia, del marito affettuoso e del miliardario che veste casual, però, si nasconde un vero e proprio squalo della finanza, uno che non esita a valicare la linea sempre più sottile e vaga della legalità. Un pesce grosso, insomma, su cui mette gli occhi il procuratore Rhoades, consapevole che un bersaglio di quella portata non può essere colpito facilmente, ma va studiato, analizzato, stuzzicato, in attesa del colpo di grazia, l’unico che può essere sferrato.

billions (2)

Billions è una serie che parla a modo suo di ladri e poliziotti, ma è anche una serie che racconta il mondo della finanza, le sue spietate regole, e soprattutto i personaggi senza morale che lo affollano; un argomento piuttosto popolare, di questi tempi, e contro cui è facile prendersela, ma va dato atto agli sceneggiatori di aver messo in scena uno spettacolo morale tutt’altro che scontato. Rhoades e Axelrod sono figure estremamente complesse, lontane dallo stereotipo del buono e del cattivo tutti d’un pezzo; il procuratore vive con difficoltà il conflitto di interessi in famiglia (e il rapporto con la moglie, ma non vi voglio anticipare niente), il fatto che la consorte guadagni molto più di lui, che alla fin fine è un “impiegato statale”, ma al tempo stesso non si fa scrupoli a sfruttare ogni mezzo legamente possibile per arrivare al risultato; Bobby, dal canto suo, ha una bellissima famiglia, è un padre attento e presente, marito follemente innamorato della sua (bellissima) moglie, alla ricerca ossessiva dell’approvazione altrui, ma non tollera le sconfitte e non ammette rifiuti. Attorno ai due protagonisti, un desolante microcosmo di personaggi controversi, nessuno dei quali mai veramente buono o cattivo.

billions (1)

Visto il mondo in cui è ambientata la serie, ci sono un sacco di discussioni e scambi riguardanti fusioni, mercato azionario e processi che è difficile seguire fino in fondo, come del resto accade anche per la politica di House of Cards. Ma anche chissenefrega, a un certo punto. Le faccende lavorative del procuratore distrettuale Rhoades e dello squalo della finanza Axelrod sono davvero poco più che elementi di contorno, in una storia che si diverte a giocare con la morale, a ribaltare continuamente i piani del bene e del male, e che lascia tempo e spazio ai due protagonisti di sfruttare tutto il loro potere e la loro influenza per colpire l’altro, in quella che si preannuncia come una lotta davvero all’ultimo sangue.

Paul Giamatti, che personalmente ho conosciuto la prima volta accanto a Kevin Spacey ne Il Negoziatore, dove faceva poco più che la spalla comica, ha ormai una statura tale da potersela tranquillamente giocare ad armi pari con il Frank Underwood di House of Cards. Damian Lewis, già noto al pubblico televisivo per il ruolo di Nicholas Brody in Homeland (della stessa Showtime, peraltro), mette in scena uno squalo della finanza assolutamente convincente. Inutile dire che i momenti in cui i due condividono un’inquadratura sono rarissimi, ma anche i più entusiasmanti. Accanto a loro, uno stuolo di ottimi co-protagonisti, dal David Costabile di Suits all’astro nascente Toby Leonard Moore (il consigliere di Fisk in Daredevil), insieme a una pletora di altri caratteristi (Terry Kinney, Jerry O’Connell). La serie è scritta da Brian Koppelman e David Levien, gli sceneggiatori di Ocean’s Thirteen, e da Andrew Ross Sorkin, autore di Too Big to Fail ed ex reporter di Wall Street.

VOTO 8,5

Billions-KeyArtGenere: drama, crimine, legal
Publisher: Showtime
Autori: Brian Koppelman, David Levien, Andrew Ross Sorkin
Colonna sonora: John Paesano
Interpreti: Paul Giamatti, Damian Lewis, Maggie Siff, Malin Akerman, Toby Leonard Moore, David Costabile
Durata: 12 puntate

Condividi con gli amici










Inviare

Password dimenticata