Zootropolis – Recensione


Dopo il premio Oscar per il miglior film d’animazione a Big Hero 6, arriva al cinema il 55° classico Disney, Zootropolis. La coniglietta Judy Hopps coltiva un sogno: diventare un ufficiale di polizia. La strada è tutt’altro che in discesa ma la determinazione nel raggiungere questo sogno, nonostante la disapprovazione dei genitori che la vorrebbero a coltivare la terra com’è usanza di famiglia, è talmente forte e che la porteranno prima a raggiungere l’ambito distintivo, per poi prestare servizio nella metropoli di questo inedito mondo animale: Zootropolis.

Il mondo animale è civilizzato, tutti in città sono di corsa, caffè e giornale in mano pronti la mattina ad affrontare la giornata. La vita per una coniglietta di campagna non è facile in un dipartimento di polizia dove i suoi colleghi sono mufloni, giaguari, tori e leopardi. La scomparsa misteriosa di diversi animali è l’occasione per farsi valere, nonostante la sua natura tenera e piccola. Aiutata da un improbabile compagno incontrato per caso, la volpe Nick che vive di piccole truffe quotidiane, scopriranno una rete criminale atta a mettere in disordine la vita politica e civile della città.

zootropolis

Il cuore del film punta a far riflettere lo spettatore

Zootropolis può considerarsi un vero e proprio piccolo film investigativo. Davanti una realizzazione tecnica veramente impressionante anche nei piccoli dettagli (il naso di Judy che si attiva ad annusare tutte le cose che non conosce, oppure il logo della Apple modificato, per l’occasione in una carota morsicata) troviamo un’ottima chimica anche nel presentare una morale non banale, specialmente rispecchiandosi con la nostra società politica e civile. Il complotto ordito dai cattivi di turno punta a discriminare quelli che vengono considerati i predatori, emarginandoli dai diversi settori della metropoli, rovesciando quel senso di equilibrio, forse apparente, che si respirava in città. L’uso della paura come forma di governo e giustizia, insomma. In Zootropolis, tuttavia, non viene affrontato di petto il discorso sull’accettazione del diverso (già ci avevano pensato Hotel Transylvania e diretto sequel) ma si stimola lo spettatore attorno a parole come tolleranza, equilibrio multietnico ed evoluzione della società. Qualche divagazione sfocia anche nella trattazione del femminismo, tanto amato dalla Disney negli ultimi anni, come ad esempio accade nel recente Frozen.

Tutte queste tematiche vengono vissute e viste dagli occhi dei nostri protagonisti con reazioni contrastanti. Il cuore del film emerge proprio in queste fasi, puntando a far riflettere lo spettatore. Diverse sono le reazioni alla politica del terrore messa in atto nel complotto che fa da base a tutta la trama, e l’effetto è proprio quello di osservare l’impatto che avrà su tutta Zootropolis. Lo spettatore ragiona, si schiera, ascolta e accoglie le motivazioni che portano i personaggi a determinate scelte: starà a noi trasportarle successivamente nel mondo reale, quello che viviamo quotidianamente appena usciti di casa. Escludendo qualche piccolo difetto narrativo durante le fasi finali, Disney confeziona l’ennesimo prodotto in grado di adattarsi sia ai più piccoli, sia ai più grandicelli. Il bradipo Flash è già diventato un personaggio cult.

VOTO 8


zootropolisGenere:
 animazione, avventura
Publisher: Walt Disney Pictures
Regia: Byron Howard e Rich Moore
Colonna sonora: Michael Giacchino
Interpreti: Ginnifer Goodwin, Idris Elba, Jason Bateman, J.K. Simmons, Octavia Spencer
Durata: 108 min

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