AOC Agon AG271QX - Recensione

AOC Agon AG271QX recensioneAOC ha presentato la sua nuova linea di monitor Agon, dedicata espressamente a noi videogiocatori. Recentemente, sono entrati a fare parte della famiglia anche due modelli con diagonale da 27 pollici, l’AG271QG e il meno costoso AG271QX, oggetto di questa recensione. Il primo adotta uno schermo di tipo IPS ed è compatibile con il sistema di sincronia adattiva G-Sync di Nvidia. È dunque pensato per chi possiede una scheda video basata su GPU GeForce e, nel contempo, esige la precisione cromatica che solo uno schermo IPS può dare. Il prezzo da pagare, al di là dei 750 euro da consegnare al rivenditore, è un tempo di risposta grey-to-grey di 4 ms che, allo stato attuale, risulta essere comunque il più veloce della categoria. Il secondo, invece, è un pannello TN con tempo di risposta pari a 1 ms e, pertanto, le immagini in movimento saranno tecnicamente più fluide (ma del tutto indistinguibili a occhio) in cambio di una minore precisione dei colori, la cui percezione tenderà a cambiare non appena inclineremo lo schermo o lo osserveremo cambiando angolatura. L’Agon AG271QX, inoltre, non è compatibile con G-Sync ma adotta invece l’analoga tecnologia FreeSync di AMD, supportata dalle schede video Radeon e, se possiamo dare credito ad alcune dichiarazioni lette sul web, in un prossimo futuro anche dalle GPU integrate nei nuovi processori Intel. La scelta tra i due monitor, dunque, è strettamente legata a tre fattori: il budget a disposizione, il potenziale impiego per ragioni professionali e la scheda video posseduta.

L’UNBOXING

Il montaggio del dispositivo merita certamente due parole. Lo schermo va fissato con quattro viti alla base, per mezzo di una staffa che si infila, letteralmente, in una nicchia scavata appositamente sul retro dello schermo. L’operazione richiede un po’ di attenzione perché la base è complessivamente solida, pesante e appuntita, ma una volta effettuata correttamente vi restituirà un monitor stabile e inclinabile, con molta libertà sul piano verticale. Si può anche ruotare di 90°, ma non si può muovere più di tanto sul piano orizzontale: per capirci, se vi trovaste nella situazione di doverlo girare leggermente per far vedere qualcosa a un collega al vostro fianco, sareste costretti a girare anche la base.

Sul lato destro del sostegno verticale troviamo una ghiera con un indicatore, pensata apposta per tenere il segno della vostra altezza ideale: giacché è molto facile alzare o abbassare lo schermo, anche per errore, impostarla può tornare decisamente comodo. Infine, tanto per rimanere sul tema dei dettagli, va menzionato un piccolo attacco laterale, cui possono essere appese le cuffie. Quando l’ho visto sbucare dallo schermo la prima volta mi ero imbellito, pensando a chissà quale sistema di riproduzione wi-fi, ma poi ho capito che non era un’antenna. E vabbè.

AOC Agon AG271QX recensioneGLI INGRESSI E I MENU

Con due ingressi HDMI, una DisplayPort, una presa DVI e perfino un’antica SVGA, l’Agon AG271QX può essere collegato a qualsiasi computer, console o lettore digitale prodotto negli ultimi anni. Mancano gli ingressi analogici, come il video composito o la SCART, ma in fondo questo non è certo un televisore. Nella confezione troviamo diversi cavi, tra cui addirittura un MHL per collegare smartphone e tablet dotati di questa tecnologia. Lo schermo monta anche di un comodo hub USB 3.1 di prima generazione, con cui estendere la quantità di porte presenti sul computer e che può tornare molto utile per collegare velocemente pen drive o altre periferiche, in particolare dischi esterni USB 3.0.

Ai menu di impostazione si può accedere in modo “tradizionale”, con i classici tre pulsantini all’estremità destra del lato inferiore della cornice, oppure con una pulsantiera ad hoc fornita in dotazione, che va collegata a una porticina mini-USB predisposta per l’occasione. Questa sorta di “telecomando via cavo” non fa altro che replicare i suddetti tastini in modo un più comodo, mettendo a disposizione anche tre pulsanti di “preset” con cui accedere ad altrettanti profili cromatici personalizzati. È un aiuto molto gradito, ma a questo punto sorge spontaneo chiedersi perché i produttori di monitor non si decidano a mettere un comune ricevitore a infrarossi e dotare anche i loro dispositivi di un telecomando come quelli dei televisori: in fondo la tecnologia c’è ed è collaudata da anni; non credo che una soluzione simile sarebbe costata molto di più di quella effettivamente adottata. Accontentiamoci comunque di quel che c’è, perché in fondo va più che bene.

I PUNTI DI FORZA

Un buon display è una periferica indispensabile, perché sarà l’interfaccia principale fra il computer e i nostri occhi, e soprattutto perché questi ultimi sono particolarmente preziosi. L’Agon AG271QX di AOC dispone di diverse caratteristiche pensate appositamente per riposare le pupille, a partire – banalmente – dalle generose dimensioni di 27 pollici. Il display è basato sull’economica tecnologia TN, che i grafici di professione non apprezzano per la minore fedeltà cromatica, ma l’eccellente tempo di risposta di un solo millisecondo annulla la ben che minima possibilità di osservare delle scie nelle immagini in movimento. Poi, come avevo detto, l’Agon AG271QX supporta la tecnologia FreeSync da 30 fino a 144 Hz, può cioè visualizzare le immagini prodotte da una GPU compatibile seguendone fedelmente il framerate, senza affannosi problemi di sincronia come il tearing (una vera manna per chi videogioca). Infine, può migliorare la luminosità delle zone d’ombra e smorzare l’emissione delle luci blu che, secondo alcuni studi, a lungo andare affaticano la vista.

Proprio l’innovativo sistema Shadow Control può essere un buon alleato per noi giocatori, mentre invece la possibilità di usare dei profili “adatti”, secondo AOC, a ben specifici generi di gioco (FPS, strategici, sportivi ecc) mi ha lasciato un po’ perplesso: a mio avviso peggiorano soltanto la resa dei colori, senza altri apparenti benefici. Poco male, questo schermo è complessivamente di ottima qualità e, una volta che ci si abitua al FreeSync, alle sue dimensioni generose e alla sua resa a dir poco perfetta delle immagini in movimento, è davvero impossibile farne a meno.

VOTO: 9

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